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Posate viste da Pandora

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Spiego a Pandora cosa sono le posate .

Dopo aver spiegato a Pandora quello che sapevo sul divano e avergli fatto vedere com’ e un divano moderno , gli dissi – adesso ti spiego tutte le varie posate che esistono e Pandora – inizia quando vuoi e se c’ e qualche foto fammela vedere e dissi – certamente . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che sapevo sulle posate – Con il termine posata si intende principalmente un utensile (come la forchetta, il coltello o il cucchiaio) che serve per mangiare o cucinare evitando il contatto tra il cibo e le mani.

La posate sono realizzate principalmente in metallo; un tempo in argento, ottone e alpacca, oggi acciaio inox, ma esistono anche posate in legno, corno o porcellana. Per la ristorazione veloce o per occasioni in cui non vi è la possibilità di lavare le posate come picnic o feste ci sono posate in plastica usa e getta, anche imbustate per motivi igienici.

Si dividono in posate da tavola, quelle usate per mangiare, e posate di servizio, sia quelle usate per servire i cibi a tavola che quelle usate in cucina per la preparazione dei cibi. Coperto

 Comprende un diverso numero di posate, da tre nel caso più semplice a molte nelle apparecchiature formali, con diverse portate.

 Da tavola:

 cucchiaio

 coltello da tavola

 forchetta (possono essere due o più)

 Da pesce:

 coltello da pesce (lama non affilata)

 forchetta da pesce

 Da frutta:

 forchettina

 coltello

 Da dolce

 cucchiaio da dolce (misura media)

 forchetta da dolce (media e generalmente con un bordo semi-tagliente)

 cucchiaio da gelato

 Da caffè:

 cucchiaino piccolo, non è in tavola ma viene portato con le tazzine del caffè.

 Da sale

Da servizio a tavola

 mestolo

 mestolino da salsa

 posate da insalata

 forchettone da arrosto, con denti lunghi e elsa

 coltello da arrosto, lama lunga e elsa

 cucchiaio di servizio (grande)

 cucchiaio da zucchero

 coltello da burro

 forchettina da sottaceti

 paletta da dolce

Cucina

 forchettone

 mestolo

 schiumarola

 cucchiaio graduato

 coltelli da cucina

 trinciapollo

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Foto del divano visto da Pandora

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Spiego a Pandora il divano

Dopo aver spiegato a Pandora , quali biancherie vengono utilizzate nella casa , gli dissi – adesso ti spiego il divano e Pandora disse – ok , spiega e se c’ e una foto fammela vedere e io risposi – certamente che te la faccio vedere . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul divano – Il divano, anche detto sofà, ottomana o canapè, è un sedile imbottito e dotato di braccioli come una poltrona, ma di forma allungata in modo da poter accogliere più persone contemporaneamente, e di consentire a chi lo occupa di sedersi e conversare. È un elemento piuttosto comune dell’arredamento privato e pubblico moderno. Nelle abitazioni viene generalmente collocato in salotto, nei luoghi pubblici si trova frequentemente nelle sale d’aspetto.

Nonostante la similitudine, per esempio, con il triclinio romano, il divano moderno entrò nella cultura occidentale dal mondo ottomano. Lo stesso termine “divano” viene dal termine arabo di origine persiana diwan, con cui s’indicavano i registri amministrativi, conservati un apposito locale dove gli scribi lavoravano seduti su cuscini. Dai registri il termine passò a designare l’ambiente e, in modo traslato, l’insieme dei cuscini su cui si sedevano gli addetti alla scrittura. Già in epoca califfale il vocabolo era utile a designare le amministrazioni dello Stato e la cosa sopravvisse anche nell’Impero Ottomano, in cui con esso ci si riferiva al Consiglio dei ministri.

Non troppo diversamente successe col vocabolo “sofà”, derivante dall’arabo suffa, che vuol dire “cuscino”.

Il termine originario fu francesizzato in divan per indicare una lunga panchetta con fiancate o braccioli.

Il primo periodo di grande diffusione in Europa risalì al periodo di Luigi XV e all’epoca neoclassica, mentre il momento storico di maggiore successo fu quello ai tempi di Luigi XVIII e della Restaurazione. « L’Ottomana è quella cosa

di cotone oppur di lana

 che si chiama l’ottomana

 perché ha sempre quattro pied. »

 (Ettore Petrolini)

Esistono diverse tipologie di divano: il divano a due o tre posti; il divano angolare; il divano componibile; il divano-letto. Quest’ultimo nasconde al suo interno un materasso, ed è trasformabile in letto.

Molti divani antichi venivano rifiniti con una lavorazione particolare chiamata capitonné, tutt’oggi utilizzata negli arredamenti in stile.

Il termine “divano” si riferisce , come già detto, anche al registro sul quale i vizir dei califfi e i ministri del sultano turco-ottomano trascrivevano le loro decisioni. Da ciò il vocabolo è passato ad indicare anche una raccolta di poesie di un poeta orientale, nella letteratura araba e poi anche in altre letterature del mondo islamico come quella turca e persiana (per esempio il “Canzoniere” o “Divān” di Hafiz, “il conservatore”, pseudonimo di Shams al-Dīn Muhammad, poeta persiano e mistico sufi vissuto nel XIV secolo).

La raccolta poetica può essere ordinata cronologicamente o per ordine alfabetico. Goethe nel 1819 scrisse il ” Divano occidentale-orientale ” ispirandosi alle letterature orientali e Federico García Lorca compose il suo Diván del tamarít.

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Spiego a Pandora le varie biancherie che vengono utilizzate in casa

Dopo aver spiegato a Pandora la tovaglia , gli dissi – adesso ti spiego le varie biancherie che vengono utilizzate in casa e Pandora disse – ok , iniziai pure quando vuoi . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che sapevo sulla biancheria che veniva utilizzata in casa – La biancheria per la casa si compone di svariati pezzi, in alcuni casi raccolti in set, e si può suddividere in diverse categorie. Biancheria da bagno

 

La biancheria da bagno è composta da asciugamani e accappatoi, che possono essere in spugna, in tela o in tessuto con una armatura particolare detta a nido d’ape.

 Il set di asciugamani si compone di tre pezzi: asciugamano per il corpo, per il viso e l’”ospite”, asciugamano per il bidet. Il corredo tradizionale della sposa, in Italia, prevede 8 asciugamani in spugna, 8 asciugamani in lino, 12 in spugna per il bidet, 6 asciugamani medi per eventuali ospiti, 2 accappatoi e 2 tappetini da bagno.

La biancheria da spa può essere definita come una sottocategoria della biancheria da bagno, in quanto è composta da asciugamani e accappatoi, ma ha determinate caratteristiche che la definiscono adatta a un luogo dove gli sbalzi di temperatura e di umidità dovuti dalle saune ed hammam non interferiscono con la freschezza del tessuto. Già anticamente nelle zone dell’Asia Minore, dove il bagno turco è nato, si usavano teli di lino, che era abbondantemente coltivato nelle zone e manteneva la stessa temperatura con qualsiasi clima venisse a contatto. A questo la tecnologia moderna ha fornito continue migliorie proponendo per esempi tessuti profumati o addirittura curativi come per esempio quelli contenenti aloe che rilasciano gradualmente sulla pelle tutte le proprietà benefiche della pianta.

Biancheria da tavola

La biancheria da tavola comprende sia tutti i pezzi che servono per apparecchiare la tavola stessa, sia gli accessori per la cucina.

Tavola

 Tovaglia può avere diverse forme e dimensioni, si spazia dalle più tradizionali rettangolari alle quadrate, poi ovali e tonde, per adattarle alla forma del tavolo. Ogni tavolino e situazione ha la sua specifica tovaglia: c’è la tovaglia da the, la tovaglietta da carrello

 Tovaglietta americana per la colazione,

 Runner che sono strisce di tessuto, e i centrotavola. Inoltre i tovaglioli di stoffa, che non possono mancare nelle situazioni più formali. La fiandra di lino è sicuramente il tessuto più pregiato ed elegante con cui apparecchiare la tavola, mentre per le soluzioni più informali sono usate comunemente tovaglie in cotone.

Cucina

La biancheria per cucina comprende asciugamani in lino e cotone, per l’asciugatura delle stoviglie, grembiuli per pulizia e cucina, strofinacci per la polvere, presine e guanti da forno.

Biancheria da letto

La biancheria da letto è composta dal set con federe e lenzuola o con sacco copripiumino, molto diffuso nelle regioni nordiche. La biancheria per il letto deve essere di tessuto naturale al cento per cento per evitare allergie o difficoltà nella respirazione durante il sonno, nonché il deposito di acari tra le lenzuola. A questo set va aggiunto un piumino pesante per l’inverno, meglio se imbottito di piume, una coperta di lana, un copriletto per la stagione primaverile ed estiva. Grande fantasia è da sempre dedicata alla decorazione della biancheria da letto: ricami, inserti, pizzi e volant per rendere più prezioso il proprio corredo da letto, con tessuti che spaziano dalla seta, al lino, al cotone più o meno pregiato.

Biancheria nautica

La biancheria nautica è ideata esclusivamente per l’arredamento delle imbarcazioni. Ha misure particolari, adatte agli spazi spesso ristretti delle cabine, e solitamente è fatta su misura, adattandola alle forme dei letti che essendo ricavate spesso in spazi limitati possono essere anche ovali o trapezoidali. Essendo adatta alla vita di mare, è indicato il tessuto di lino, in quando non trattiene umidità e rimane sempre fresco, facendo traspirare la pelle.

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Foto della tovaglia vista da Pandora

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Spiego a Pandora la tovaglia

Dopo aver spiegato a Pandora il tavolo , gli dissi – adesso come ti avevo detto prima ti spiego la tovaglia e Pandora – avanti spiega voglio proprio sapere cos’ e questa tovaglia e se c’ e una foto fammela vedere e io dissi – certamente . Io allora iniziai a spiegare tutto quello che sapevo sulla tovaglia – La tovaglia è un pezzo di tessuto orlato usato per ricoprire un tavolo. Di forma uguale a quella del piano del tavolo (rettangolare, quadrata o rotonda) ma di dimensioni maggiori, in modo che i bordi ricadano ai lati, generalmente di una trentina di centimetri; più raramente, nel caso di allestimenti particolarmente eleganti, fino a 25 cm da terra per lasciare lo spazio per i piedi dei commensali o al pavimento se non ci si deve sedere a tavola. La tovaglia ha tre finalità: protettiva (previene lo sciupio del piano evitando la formazione di graffi, assorbendo i liquidi, e evitando il contatto diretto con oggetti caldi, funzione per cui si accompagna spesso col mollettone), igienica e decorativa. La tovaglia piccola che viene posta su di una più grande, come succede nei ristoranti, si chiama coprimacchia. Tradizionalmente bianca, realizzata in cotone o lino, fibre con buona capacità assorbente ma che richiedono frequentemente lavaggio e stiratura, ha cambiato aspetto e caratteristiche con la diffusione di nuovi materiali:

 carta, usata per tovaglie usa e getta risolve i problemi di igiene nelle mense e nella ristorazione.

 tecnofibre, usate anche in mischia con le fibre naturali evitano la stropicciatura e di conseguenza la stiratura.

 materie plastiche, garantiscono l’impermeabilità.

Tovaglie di lino – lavaggio e stiratura

 lavare in lavatrice al massimo 45 °C.

 Non candeggiare articoli colorati.

 Non usare detersivi aggressivi.

 Stirare non superiore 200 °C

 Ricamo sulla tovaglia di lino si stira dal rovescio.

Tessuti

 Fiandra, per eccellenza il tessuto usato per la confezione di tovaglie eleganti. Oggi viene anche prodotto antimacchia con un finissaggio al silicone, trattamento che non permette al liquidi di penetrare nelle fibre ma irrigidisce la tovaglia dandole un aspetto plasticato.

 Damasco

 Tessuto non tessuto

 Tela cerata

Per uso industriale

Per alberghi e ristoranti le tovaglie vengono realizzate in tessuto doppio ritorto, per meglio resistere ai frequenti lavaggi, con colori IDH e con solo due orli. Gli altri lati sono rifiniti dalle due cimosse. Solitamente sono realizzate con telai Sulzer a proiettile.

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Spiego a Pandora il tavolo

Dopo aver spiegato a Pandora il termosifone , gli dissi – adesso ti spiego il tavolo e poi ti spiego la tovaglia e Pandora disse – ok , spiega voglio proprio sapere cos’ e il tavolo . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello sul tavolo – Il tavolo è un mobile costituito da un piano orizzontale di legno, metallo o altro materiale rigido sostenuto da tre, quattro o più gambe, di forma e dimensioni diverse a seconda dell’uso a cui è adibito. Può anche essere sostenuto da una colonna centrale, in questo caso di solito ha un aspetto più elegante e una superficie più limitata e spesso circolare.

Il tavolo viene usato in cucina o in sala da pranzo per consumarvi le vivande. Può essere però usato in alternativa alla scrivania in uno studio o in ufficio. La storia del tavolo è costellata da innumerevoli sperimentazioni su forme e materiali, alcuni considerati impossibili da utilizzare se non addirittura impensabili come vetro e materie plastiche che ovviamente fino a pochi anni fa non esistevano o non erano lavorabili come gli ufi di marte che hanno computer ad alta velocità Solamente nei primi del 1900 troviamo uno sviluppo come elemento decorativo applicato al design. Frank Lloyd Wright con il suo tavolo Husser, il tavolo Berlino di Charles Mackintosh, Marcel Breuer con la serie B10 B19 B20 B21 B27, il tavolo LC6 di Le Corbusier sono solo degli esempi ma ci sono anche altri nomi importanti nel design contemporaneo che si sono applicati per trovare soluzioni innovative con grande successo da Florence Knoll, Carlo Mollino, Eero Saarinen, Isamu Noguchi, Carlo Scarpa, Citterio, fino a … Jesper Morrison o Philippe Stark solo per citarne alcuni. A seconda delle varie culture può cambiare forme e dimensioni. Per esempio, in culture dove si è soliti sedersi su tappeti o cuscini le gambe del tavolo sono molto corte.

Esistono diversi tipi di tavolo:

 da cucina,

 da pranzo, altezza standard 75 cm.

 tavolino da salotto, basso

 da gioco, quadrato (o rotondo)

 da disegno,

 da caffè, piccolo, può essere retto da una sola gamba

 da campeggio, con gambe ripiegabili

 a consolle

 allungabile

 da biliardo

Durante la mostra delle invenzioni svoltasi nel 1988 nell’isola di Taiwan fu presentato un tavolo da pranzo con il piano formato da centinaia di fogli di plastica sovrapposti e aderenti l’uno all’altro: alla fine di ogni pasto era sufficiente rimuovere il foglio più superficiale per avere una superficie pulita.

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Spiego a Pandora il termosifone

Il Giorno dopo io dissi a Pandora – oggi ti spiego il termosifone , come funziona e Pandora – avanti spiega voglio proprio sapere cos’ e . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul termosifone – Termosifone è il fenomeno fisico per cui in un circuito idraulico si instaura una circolazione convettiva a causa della sola differenza di densità tra volumi di fluido a temperature diverse. Nell’uso comune il termine termosifone si è esteso ad indicare i singoli radiatori o caloriferi, anche se in molti casi l’impianto non adotta il principio omonimo. Si consideri un circuito chiuso ad anello disposto su un piano verticale. Se si scalda una parte laterale del tubo, l’acqua al suo interno diminuisce di densità e tende a salire nella parte superiore dell’anello, spingendo verso il basso l’acqua più fredda già presente.

L’acqua giunta nella parte superiore della metà opposta dell’anello (lato freddo) inizia a cedere calore verso l’esterno, aumentando di densità e scendendo verso la parte inferiore del circuito. Da qui viene richiamata a sostituire l’acqua che a causa del riscaldamento si sposta nella parte superiore, completando il ciclo. In passato questo principio era largamente sfruttato negli impianti di riscaldamento. L’acqua scaldata dalla caldaia sale verso i caloriferi situati nelle unità abitative. Qui cede calore, aumenta di densità e può quindi scendere nuovamente verso la caldaia. Attualmente il principio, anche detto circolazione naturale, è ancora usato in impianti a pannelli solari.

Negli impianti moderni si preferisce provocare la circolazione dell’acqua per mezzo di pompe, secondo una soluzione definita circolazione forzata. La circolazione forzata offre diversi vantaggi, tra cui un flusso d’acqua più veloce, oltre alla possibilità di alimentare radiatori posti anche alla stessa quota della caldaia o addirittura inferiore, come capita nei piccoli impianti autonomi.