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Foto del Golfo di Oman visto da Pandora

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Spiego a Pandora il Golfo di Oman

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Golfo Persico e avergli fatto vedere una foto di quel golfo , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Golfo di Oman e Pandora disse – avanti voglio sapere tutto quello che c’ e da sapere sul Golfo di Oman . Dopo pochi minuti io iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Golfo di Oman – Il Golfo di Oman (in arabo: خليجعمان, traslitterato come: khalīj ʿumān; in persiano: دریایعمان, traslitterato come: daryā-ye ʿomān) è un golfo della parte più orientale della Penisola arabica che individua un braccio di mare che mette in collegamento il Mar Arabico con lo stretto di Hormuz e quindi con il Golfo Persico. È spesso considerato un braccio dello stesso Golfo Persico, piuttosto che del Mar Arabico.

 

La costa è tutta dell’Oman tranne una piccola parte ad ovest appartenente agli Emirati Arabi Uniti. La parte di costa che delimita il braccio di mare a nord è divisa tra Iran e Pakistan.

 

È lungo 560 km ed ha una profondità compresa tra i 50 e i 200 metri.

 

La maggiore città che si affaccia sulle sue coste è Mascate, capitale dell’Oman.

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Foto del Golfo Persico visto da Pandora

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Spiego a Pandora il Golfo Persico

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Mar Arabico e avergli fatto vedere una foto di quel mare , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Golfo Persico e Pandora disse – avanti spiega voglio sapere tutto quello che c’ e da sapere sul Golfo Persico . Dopo pochi minuti io iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sul Golfo Persico – Il Golfo Persico (in persiano خلیجفارس pronunciato “khalij-e fārs”, o خلیجپارس “Khalij-e Pars” in Arabo:الخليجالفارسيal-khalīj al-fārisī”, Golfo di Bassora ai turcofoni) è un golfo dell’oceano Indiano che bagna le coste di Oman, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Kuwait, Iraq e Iran.

 

È ampio circa 233 000 km², lungo circa 800 km e largo tra 80 e 120. All’estremità occidentale si getta lo Arvandrud (اروندرود, secondo il nome persiano), chiamato formato dalla foce congiunta del Tigri e dell’Eufrate, ma altri importanti fiumi sfociano nel Golfo Persico: il Marun (Iran), il Zohreh (Iran), il Mand (Iran), il Mehran (Iran) e lo Shur (Iran). Ad est tramite lo Stretto di Hormuz il golfo comunica con il Golfo di Oman e quindi con l’Oceano Indiano. Le sue acque toccano i 180 metri di profondità (vicino a Capo Musandam, nell’Oman) ma sono in genere meno profonde.

 

Tra le città più importanti che si affacciano sul golfo sono: Abu Dhabi, Manama, Ras Tannura, Ahmadi e Abadan.

 

L’ambiente naturale è ricco di barriere coralline. Le coste dell’Iran e della penisola arabica sono caratterizzate dallo sviluppo di piattaforme carbonatiche con ampie piane di marea e da depositi evaporitici (sali e gessi), dovuti all’intensa evaporazione in conseguenza del clima arido.

 

Importanza geostrategica

 

Il golfo Persico insieme ai paesi che su di esso si affacciano costituisce un’area di fondamentale importanza economica e strategica. Gli interessi principali riguardano il controllo delle ingenti riserve petrolifere e delle vie marittime per il loro trasporto.

 

Anche in considerazione di ciò oltre che per ragioni etnico-religiose come la presenza di musulmani sciiti e sunniti e di popolazioni arabe e non arabe l’area del golfo Persico è stata teatro di guerre rilevanti come la guerra Iraq-Iran (1980-1988) la prima guerra del golfo e l’invasione dell’Iraq del 2003. In tutte queste guerre hanno avuto una parte gli Stati Uniti. Avendo ottenuto il permesso di installare basi nell’area dopo l’invasione del Kuwait e anche dopo l’11 settembre 2001, e gestendo attualmente l’occupazione dell’Iraq, gli Stati Uniti controllano saldamente quest’area vitale per l’economia mondiale.

 

Storia

 

Nell’antichità classica il Golfo Persico fu attraversato dalla flotta che trasportava le truppe di Alessandro Magno al comando dell’ammiraglio Nearco, impresa descritta da Arriano nell”Anabasi di Alessandro”. Durante l’epoca seleucide la regione fu soggetta all’influenza persiano-ellenistica. I Romani giunsero sul Golfo nel II secolo d.C. con l’imperatore Traiano, che discese il fiume Tigri fino al mare (episodio narrato dallo storico Dione Cassio). In epoca islamica il Golfo Persico conobbe una fase di grande sviluppo durante il Califfato Abbaside, che sviluppò il porto di Bassora. Nella letteratura questa è l’epoca delle Mille e una notte e di Simbad il marinaio. La regione conobbe quindi una fase di decadenza a causa della rivolta degli schiavi africani delle piantagioni del Sud della Mesopotamia (Rivolta degli Zanj) nell’VIII secolo d.C. e per la rivolta religiosa dei Carmati nel IX secolo.

 

Nel XVI secolo arrivarono nel Golfo i Portoghesi, che nel 1515 presero Hormuz (dove restarono fino al 1622), nel 1521 conquistarono il Bahrain e nel 1529 attaccarono Bassora. Questo indusse l’Impero ottomano, allora già padrone dell’Egitto, della Siria e dell’Arabia Occidentale, ad estendere il suo dominio anche al Golfo. Al tempo di Solimano il Magnifico, i Turchi presero Bassora nel 1538 per scendere poi più a Sud lungo la costa occidentale dell’Arabia. Nel XVIII secolo nel Golfo arrivarono anche gli olandesi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC), seguiti più tardi dai britannici della Compagnia Inglese delle Indie Orientali. In quella stessa epoca ci fu anche la prima ondata di espansione della fede Wahabita che giunse fin sulla costa con la conversione del Qatar e dei Qawasim di Ras Al Khaymah. Di qui partivano gli attacchi alle navi in navigazione nel Golfo e la costa degli attuali Emirati Arabi Uniti divenne allora nota come Costa dei Pirati. La Costa dei Pirati fu “pacificata” nel 1820 da una spedizione navale britannica che impose un trattato di tregua a tutti gli sceicchi locali e la regione divenne da allora nota come Costa della Tregua. Dopo l’apertura del Canale di Suez l’Impero Ottomano cercò di rendere effettiva la sua formale sovranità sulla costa meridionale del Golfo per mano di Midht Pascià e gli inglesi reagirono estendendo il loro Protettorato ai vari sceicchi. Durante la Prima guerra mondiale il Golfo rimase sotto il dominio britannico nello sforzo bellico contro la Turchia. Nel primo dopoguerra fu scoperto il petrolio nei vari Paesi, Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait. Dopo la Seconda guerra mondiale gli Sceiccati si avviarono progressivamente verso la piena indipendenza dal controllo britannico.

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Foto del Mar Arabico visto da Pandora

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Spiego a Pandora il Mar Arabico

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sul Mar di Marmara e avergli fatto vedere una foto di quel mare , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Mar Arabico e Pandora disse – avanti spiega voglio sapere tutto quello che c’ e da sapere sul Mar Arabico . Dopo pochi minuti io iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Mar Arabico – Il Mar Arabico (arabo: بحرالعرب; translitterato: Bahr al-’Arab, latino: Mare Erythraeum) è la sezione nord-occidentale dell’Oceano Indiano.

 

Geografia

 

Il mar Arabico copre approssivativamente una superficie di 3.686.000 km² ed ha una profondità massima di 5800 metri. Corrisponde alla porzione nord-occidentale dell’Oceano Indiano, ed è delimitato ad oriente dalla costa occidentale della penisola indiana, a nord dalla costa pakistana e in parte da quella persiana, ad ovest dalla penisola arabica e a sud da una linea ideale che va dal Capo Guardafui, la punta nord-est della Somalia, all’isola di Socotra e fino al Capo Comorin, punta meridionale della penisola del Deccan. Il mar Arabico comunica tramite il golfo di Oman con il golfo Persico e tramite il golfo di Aden e lo stretto di Bab al Mandab con il mar Rosso. Altri golfi importanti che fanno parte del mar Arabico sono quelli di Cambay e di Kutch in prossimità della costa nord-occidentale indiana. Le isole principali che vi affiorano sono Socotra, prolungamento della costa africana, le isole Laccadive poste in prossimità alla costa sud-orientale dell’India e le isole di Masirah e Kuria Muria poste in prossimità della costa dell’Oman. I fiumi principali che vi sfociano sono l’Indo, il Narmada, il Tapti ed il Mahi. Le principali città che si affacciano sul mar Arabico sono Aden in Yemen; Mascate in Oman; Gwadar e Karachi in Pakistan; Mumbai, Mangalore, Calicut e Kochi (Cochin) in India. Le coste sono per la maggior parte rocciose ed accidentate, ma non mancano buoni approdi naturali che hanno favorito la nascita di importanti porti (Aden, Mascate, Bandar-e Abbas, Karachi, Bombay, Cochin, Colombo etc.). Il clima è tropicale; la regione è interessata dai venti monsonici che la investono in maniera decrescente da est verso ovest.

 

Storia

 

Il Mar Arabico è stato solcato dagli uomini sin dai tempi più antichi, in quanto via di comunicazione privilegiata tra il Medio Oriente, l’Africa Orientale, l’India e l’Estremo Oriente. Navigato dalle popolazioni rivierasche, a cominciare dai Persiani fin dall’età achemenide e dalle popolazioni arabiche meridionali, che sfruttavano dalle coste dell’Oman il regime monsonico dei venti, il Mare Arabico fu esplorato sommariamente fin dall’età alessandrina ed ellenistica da navi greche, che in un’occasione fortuita, provocata da un’inattesa protratta tempesta, approdarono fino alle coste della lontana Serendippo (l’attuale Sri Lanka).

 

Anche i Romani lo percorsero, mettendo in fruttuoso collegamento le loro basi egiziane con le ricche regioni del sub-continente indiano. Portarono così sui mercati mediterranei la seta, gli ottimi acciai indiani, il suo argento e le sue pietre preziose, portando animali selvatici che, oltre a destare grande curiosità, furono usati abbondantemente nelle venationes nel circo.

 

Le conoscenze profonde del Mare Arabico rimasero però appannaggio delle popolazioni che su di esso si affacciavano e sull’arte di navigarlo una serie di ottimi trattati fu elaborata dal grande navigatore yemenita Amad b. Mājid Muammad al-Saˁdī al-Jaddī al-Najdī che aiutò tra l’altro Vasco da Gama a tracciare le sue rotte in direzione dell’India dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza.

 

Ancora oggi è solcato come nei tempi antichi dai sambuchi, le caratteristiche barche arabe. Tramite il Mar Arabico gli arabi penetrarono sulla costa orientale dell’Africa e sulle sue acque si svolse un lucroso commercio, specie quello degli schiavi africani.

 

Nel periodo delle grandi esplorazioni europee fu solcato dagli esploratori portoghesi alla ricerca della via dell’Oriente e poi dagli inglesi, francesi, spagnoli e olandesi.

 

Con l’apertura del Canale di Suez, il mar Arabico si è trovato sulla rotta tra i porti europei del Mediterraneo e quelli asiatici. Oggi è uno dei mari più navigati del mondo in virtù della sua posizione strategica tra Asia, Africa ed Europa (tramite il Mar Rosso e quindi il Mediterraneo) e della sua importanza economica derivante dalle enormi riserve petrolifere mondiali, gestite dagli stati che si affacciano su di esso.

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Foto del Mar di Marmara visto da Pandora

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Spiego a Pandora il Mar di Marmara

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Mar d’ Azov e avergli fatto vedere una foto di quel mare , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Mar di Marmara e Pandora disse – avanti spiega voglio proprio sapere tutto su quel mare . Dopo poco io inizia a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Mar di Marmara – Il Mar di Marmara o Mare di Marmara (in turco: Marmara Denizi, in greco moderno: Μαρμαρα̃ Θάλασσα o Προποντίδα) è un mare interno che separa il mar Nero (Bosforo) dal Mar Egeo (stretto dei Dardanelli), così come separa la Turchia asiatica da quella europea.

 

Il Mar di Marmara occupa una superficie di 11.350 km2, le sue coste hanno un perimetro di circa 1.000 km, ha una salinità media di 22 parti per mille, leggermente più elevata di quella del mar Nero, ma corrispondente solo a circa due terzi di quella degli oceani. Tuttavia, le acque profonde hanno una salinità attorno alle 38 parti per mille, molto prossima, dunque, a quella del mar Mediterraneo. Per la sua maggiore densità l’acqua salata in profondità non migra verso la superficie. L’apporto di acqua dolce proveniente principalmente dai fiumi Simav, Granicus, Susurluk, Biga e Gonen contribuisce a mantenere bassa la salinità del mare. Quasi tutti i fiumi provengono dall’Anatolia, mentre è assai ridotto il contributo proveniente dalla Tracia. Al suo interno ci sono 23 isole suddivise quasi totalmente nei due gruppi di isole principali conosciute come isole dei Principi e isole di Marmara che danno il nome al mare (marmaros è una parola greca che significa marmo).

 

Propontide (Propontis, Προποντίς, -ίδος) era l’antico nome di tale mare. Il nome deriva da pro (prima) e pont (mare): il Mar di Marmara era visto come una canale che permetteva di raggiungere con le navi il Mar Nero.

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Foto del Mar D’Azov vista da Pandora

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Spiego a Pandora il Mar D’ Azov

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Golfo della Sirte e avergli fatto vedere qualche foto , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Mar D’ Azov e Pandora disse – avanti spiega voglio sapere tutto quello che c’ e da sapere su questo mare. Dopo pochi minuti io iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Mar D’ Azov – Il Mar d’Azov (russo: Азо́вское мо́ре – Azovskoye more; ucraino: Азо́вське мо́ре – Azovs’ke more) è una sezione settentrionale del Mar Nero, collegata al corpo d’acqua principale dallo Stretto di Kerč. È limitato a nord dall’Ucraina, ad est dalla Russia e ad ovest dalla penisola di Crimea. Ad ovest si trova anche l’Arabat, un cordone sabbioso lungo circa 110 km, che separa il Mar d’Azov dalla laguna altamente salina di Sivaš. Nell’antica Grecia era conosciuto come Lago Meotiano, Mare Meotiano o “Palude Meotide” (anche in Tacito), dal nome degli antichi abitatori di queste rive, i “Meoti”.

 

Il mare è lungo 340 km e largo 135, ed ha una superficie di 37.555 km². I fiumi principali che sfociano nel Mar d’Azov sono il Don e il Kuban’; questi fanno si che le acque del mare abbiano una salinità relativamente più bassa in certi punti, inoltre trasportano in mare grosse quantità di limo. Il Mar d’Azov è il mare meno profondo del mondo, con una profondità massima di soli 13 metri; in effetti, dove il limo si è accumulato, come nel Golfo di Taganrog, la profondità media è inferiore al metro. Le correnti prevalenti del mare scorrono in senso antiorario; le maree sono variabili ma possono arrivare a oltre 5 metri. In inverno grandi porzioni del mare sono coperte dal ghiaccio.

 

Nel mar d’Azov vi sono diverse isole, sono vicine alla costa, basse, ma soprattutto molto piccole.

 

I porti principali sono: Berdjans’k, Mariupol’, Rostov sul Don, Taganrog e Ejsk. Due canali sfociano nel mare: il Canale Volga-Don e un collegamento al Mar Caspio attraverso il Canale di Manyč. Il mare ha diverse importanti zone di pesca ed è stato sfruttato per l’estrazione di gas naturale e petrolio.

 

Storicamente il mare ha ospitato una ricca varietà di vita marina, con più di ottanta specie di pesci identificate, e 300 varietà di invertebrati. La diversificazione e i numeri si sono ridotti a causa della pesca intensiva e degli aumentati livelli di inquinamento.