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Dico una cosa a Pandora

Dopo tornai in camera mia dopo mi stava aspettando Pandora e si stava chiedendo come aveva detto a mio fratello , una volta arrivato io dissi a Pandora – adesso ti spiego Pandora , io domani vado a salvare tuo zio Kratos , ma non ti posso portare con me perché ci sono troppi pericoli per te , ci sono gli Heartless che vogliono il tuo cuore , poi c’ e il freddo e temperature molto basse e Pandora disse – ok , quindi io rimango qui ma con chi ? e io risposi – tu resti con mio fratello , gli ho detto già alcune cose e Pandora disse – ok .

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Chiedo un favore a mio fratello

Dopo aver fatto presentare Marco e Pandora dissi a Pandora – puoi andare un attimo in camera mia devo chiedere un favore a mio fratello e Marco disse – quale favore ? e io dissi – domani devi fare compania a Pandora perché io domani vado a salvare suo zio nel Mar Glaciale Artico e Marco disse – ok e io dissi – visto che stai con lei le puoi imparare l’ inglese e come utilizzare il computer e Marco disse – va bene , a che ora torni ? e io risposi – forse verso l’ una o non lo so e Marco disse – ok . 

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Faccio incontrare Marco a Pandora

Dopo aver finito di mangiare sia io sia Pandora decisi che era il momento di far incontrare Marco e Pandora , piano piano con calma andammo in camera di Marco , bussai alla sua porta e disse – Marco ti voglio presentare una persone che abiterà qui da noi . Marco che indossava un bel piagiama del Napoli , mi fece entrare e pure Pandora entrò dopo poco Pandora e Marco si dissero ciao io sono Pandora e Marco fece – io sono Marco e sono il fratello maggiare di Marcello . Dopo essersi presentato io dissi a Marco – lei è Pandora quella del tempo degli dei dell’ olimpo non lo dire a nessuno e Marco disse – ok

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Faccio pranzare Pandora

Era arrivata l’ ora di pranzo cioè l’ una e mia madre stava preparando da mangiare , per me e per Pandora pasta al sugo fusilli , dopo alcuni minuti mia madre porto in tavola due piatti di fusilli sia per me sia per Pandora . Mia madre ci andò a chiamare , io presi la forchetta e iniziammo a magiare pure Pandora con calma inizio a manguare e gli stavano piacendo i fusilli che mia madre aveva preparata . Dopo poco Pandora prese un tovagliolo dal tavolo e si pulì la bocca e pure io feci lo stesso , io dissi a Pandora – ti è piaciuto il pasto e Pandora disse – si è molto buono come pasto .

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Faccio vedere a Pandora la Camera di mio fratello

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era sul mondo sottomarino e avergli fatto vedere varie foto , io dissi a Pandora – vieni con me che adeso ti faccio vedere la stanza di mio fratello e Pandora disse – ok . Con molta calma andammo in camera di mio fratello , li al centro della stanza c’ era un divano marrone , che era anche un divano molto comodo , poi c’ era la lunga scrivania di mio fratello dove c’ era il computer e sopra c’ era delle più simili a delle scrivania e li c’ era le sue cose e sopra c’ era un’ altra e c’ erano altre cose . Poi vicino alla lunga scrivania c’ era un grandissimo armadio con tre porte di colore giallo e li c’ era tutti vestiti di Marco . Dopo aver fastto vedere camera di mio fratello dissi a Pandora – ti piace ? e Pandora disse – si , molto e io dissi a Pandora – vedi quel divano , li sotto c’ e un letto e li dormirai , prima lo devo dire a Marco e poi potrai dormire li e Pandora disse – ok .  

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Foto del Mondo Sottomarino visto da Pandora

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Spiega a Pandora il mondo sottomarino

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulle Immersioni Subacquea e aver fatto vedere a Pandora alcune foto , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello sul mondo sottomarino e Pandora disse – ok , inizia quando vuoi . Dopo pochi minuti io inizia a dire a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sul mondo sottomarino – Le attività subacquee (immersione subacquea) sono quelle attività che permettono all’uomo la permanenza in un ambiente sommerso, prevalentemente acquatico, sia di acque dolci che salate, quindi in ambito prevalentemente lacunare, fluviale e marino. E possibile praticare tale attività con o senza attrezzature e a seconda del caso prende il nome specifico di immersione in apnea o immersione con ARA o ARO, in pratica sistemi di respirazione autonomi o vincolati ad aria, ossigeno o miscele respiratorie, in inglese scuba diving (vedi SCUBA), sistemi che permettono quindi l’immersione per lunghi periodi di tempo.

 

Si può distinguere tra subacquea ricreativa o tecnica/professionale. Le due tipologie di equipaggiamenti per la subacquea sono il sistema a circuito aperto detto A.R.A., l’autorespiratore ad aria con erogatore sviluppato da Jacques Cousteau con il nome di Aqua-lung, e il sistema a circuito chiuso detto A.R.O., l’autorespiratore ad ossigeno creato ed utilizzato per la prima volta dagli uomini rana della Marina Militare Italiana durante la seconda guerra mondiale, più recentemente evolutosi e chiamato Rebreather, termine anglosassone che significa letteralmente rirespiratore, sistema molto sofisticato e complesso che può essere a circuito chiuso (CCR)o semichiuso (SCR), meccanico o elettronico in grado a secondo del tipo di riutilizzare il gas espirato filtrandolo e riarricchendolo con l’ossigeno mancante, consentendo così di poter prolungare notevolmente la permanenza in immersione limitando il consumo dei GAS e riducendo la decompressione grazie alla “Best Mix” che fornisce in tutti i momenti dell’immersione stessa.

 

Storia

 

Il desiderio di andare sott’acqua è probabilmente sempre esistito: per cercare cibo, scoprire manufatti, riparare navi (o affondarle) e forse solo per osservare la vita del mare. Tuttavia, finché gli esseri umani non trovarono un sistema per respirare sott’acqua, le immersioni sono state necessariamente brevi e convulse.

 

Nel XVI secolo si iniziò ad utilizzare campane subacquee rifornite d’aria dalla superficie, il primo vero sistema per rimanere sott’acqua per un tempo illimitato. Due delle principali strade di investigazione, una scientifica e una tecnologica, accelerarono notevolmente l’esplorazione subacquea. La ricerca scientifica fu portata avanti dal lavoro di Paul Bert e Scott Haldane, provenienti rispettivamente dalla Francia e dalla Scozia. Allo stesso tempo i progressi tecnologici – pompe ad aria, scrubber, erogatori, ecc. – hanno reso possibile la permanenza dell’uomo sottacqua per lunghi periodi di tempo.

 

A partire dagli anni settanta si sviluppò, a fianco del crescente fenomeno del turismo internazionale, un turismo della subacquea mirato alla semplice “visita” dell’ambiente sottomarino. Oggigiorno i subacquei grazie alle nuove attrezzature, sempre più leggere, tecnologiche e confortevoli, sono autonomi dalla superficie e possono spostarsi nuotando quasi senza fatica, ma durante le immersioni può anche accadere di muoversi sfruttando un veicolo a propulsione, secondo le esigenze, o semplicemente sfruttando le correnti marine.

 

Attrezzature

 

Nello svolgimento dell’attività subacquea ci si avvale dell’uso di alcune attrezzature, nell’immersione con bombole possiamo iniziare l’elenco con le “mute subacque” che sono un’abbigliamento in grado di mantenere caldo il corpo durante l’immersione, esse sono divise principalmente in tre tipologie: Mute umide, Mute semistagne e Mute stagne. Le prime creano un velo d’acqua tra il corpo del sub e la muta, che va a riscaldarsi e crea una sorta di effetto isolante (ottima per ambienti con acqua calda), le seconde sono molto aderenti al corpo, di spessore maggiore tendono a far inumidire solo braccia e gambe isolando il busto del subacqueo (nasce per ambienti con l’acqua fredda); la terza tipologia, le Mute stagne isolano completamente il Sub dall’acqua lasciando che si bagnino solamente mani e testa (particolarmente adatte ad ambienti con acque molto fredde o permanenze prolungate in acqua). La seconda attrezzatura fondamentale è l’erogatore che viene montato sulla bombola e fornisce aria a “chiamata” cioè quando con la bocca si aspira. Tale erogatore che viene usato in doppio per sicurezza, fornisce sempre 1 atm in più rispetto alla pressione ambiente esterno e ciò per riprodurre la situazione che si ha alla quota di zero mslm. La terza attrezzatura utile allo scopo è il GAV o Giubbotto ad Assetto Variabile chiamato anche Jacket ha lo scopo di sostenere la bombola ed attraverso un comando che carica o scarica d’aria il medesimo garantisce un assetto neutro al subacqueo in acqua. La bombola che accennavamo prima è preposta a contenere la riserva d’aria per il subacqueo, viene caricata fino a 230 bar anche se in commercio possiamo trovare bombole fino a 300 bar. Uno strumento chiamato computer da polso, accompagnato da tabelle per il calcolo della decompressioneè di obbligo per chi vuole immergersi esso è chiamato a fornire la profondità Max effettuata, la profondità del momento e le tamme di decompressione da fare per poter uscire dall’acqua senza incorrere in patologie di decompressione. Ultime attrezzature ma non per questo meno importanti sono la cintura della zavorra e le pinne; servono per annullare la spinta positiva data dal nostro corpo immerso in acqua e le seconde servono come mezzo di propulsione.

 

Problematiche

 

In particolare sono di comune utilizzo alcune attrezzature mirate a risolvere alcuni problemi particolari che si possono verificare durante l’immersione del corpo in acqua.

 

Respirare sott’acqua

 

Il primo ed ovvio problema a cui il sommozzatore va incontro è il bisogno di respirare, non avendo come le diverse specie acquatiche appositi organi idonei all’immersione. Per risolvere questo problema si è ricorsi all’uso di bombole contenenti tipicamente aria compressa. È possibile usare anche altre miscele gassose studiate per risolvere alcuni fenomeni che si verificano respirando aria compressa (tossicità dell’ossigeno, narcosi da azoto, aumento delle microbolle di gas inerte nel sangue).

 

La respirazione subacquea avviene quindi tramite un autorespiratore ad aria o ad ossigeno, a seconda del tipo di immersione praticata. La differenza principale tra i due tipi di autorespiratori è nel circuito di filtraggio del gas e nella metodologia di immersione.

 

Nell’immersione con autorespiratore ad aria la respirazione attraverso l’erogatore avviene eseguendo la normale manovra di respirazione, come se non si fosse in immersione: l’aria inspirata dall’erogatore proviene dalla bombola e quella espirata, sempre attraverso l’erogatore, viene espulsa all’esterno.

 

L’autorespiratore ad aria fornisce aria alla stessa pressione dell’ambiente circostante. In immersione la pressione aumenta di 1 atmosfera ogni 10 metri di profondità, ai quali dobbiamo sommare l’atmosfera presente al livello del mare.

 

L’azoto presente nell’aria (78%) viene spinto dalla pressione nei tessuti corporei saturandoli. Questo genera la necessità di gestire la risalita, mediante soste a date profondità, dipendenti dal profilo d’immersione, evitando che l’azoto accumulato si liberi di nuovo allo stato gassoso in maniera repentina, formando bolle che potrebbero causare emboli e generare patologia da decompressione. È necessario prestare massima attenzione alla qualità dell’aria con la quale si caricano le bombole, infatti, i compressori usati per la ricarica sono lubrificati ad olio, pertanto sono provvisti di sistema di filtraggio che, quando inefficiente, lascia passare nelle bombole una certa quantità d’olio. Respirare una miscela di aria ed olio causa gravi danni alla salute.

 

Nell’immersione con autorespiratore ad ossigeno la respirazione avviene invece attraverso un sistema ciclico e chiuso: non viene espulso gas in quanto questo viene trattato tramite filtri per eliminare l’anidride carbonica e reintrodotto nel circuito. Questo tipo di autorespiratore è formato essenzialmente da erogatore, sacco polmone per contenere l’aria espulsa, bombola; quest’ultima solitamente contenente una miscela arricchita di ossigeno al posto di aria, fino ad avere ossigeno al 100%. L’ossigeno consumato durante la respirazione viene reintrodotto nel circuto nel sacco polmone che contiene i gas espirati.

 

È da considerare che, usando l’ossigeno come gas, la profondità è limitata a 6 metri per i subacquei sportivi ed a 10 mt per i militari, in quanto a queste profondità l’ossigeno diventa nocivo per l’organismo. Le tecniche per la pratica del filtraggio sono relativamente complesse e difficili da gestire se non si ha una certa pratica..

 

Vedere sott’acqua

 

Il problema della visione subacquea viene risolto con l’uso di una maschera subacquea (costruita fondamentalmente in gomma o silicone e vetro) o da un elmo da immersione, anche se a causa del fenomeno della rifrazione gli oggetti appaiono più grandi e più vicini del 30% circa. Occasionalmente i reparti militari specializzati in queste attività (uomini rana) utilizzano speciali lenti a contatto allo scopo di evitare il riflesso del cristallo della maschera da parte di una torcia o faro nemico.

 Comunicare sott’acqua

 

Per lo stesso motivo oltre alla respirazione sott’acqua è impossibile comunicare verbalmente, essendo immersi in un liquido. Per questo motivo è stato pensato un sistema di segnalazione subacquea composto da gesti più o meno standard, in modo da poter comunicare coi compagni durante l’immersione.

 

Evitare la perdita di calore corporeo

 

Questo causa l’ipotermia. L’acqua conduce il calore dal subacqueo 25 volte più dell’aria. Tranne che in acque molto calde, il subacqueo ha bisogno dell’isolamento termico che gli viene fornito da una muta subacquea. Le mute ad oggi utilizzate possono essere definite in tre tipologie: mute umide, stagne o semistagne; scelte in conseguenza della temperatura delle acque.

 

Evitare tagli ed escoriazioni

 

Le mute aiutano anche ad evitare che la pelle del subacqueo sia danneggiata da oggetti sottomarini ruvidi o appuntiti e da animali marini o coralli e rocce.

 

Malattia da decompressione

 

La malattia da decompressione è una patologia del subacqueo dovuta alla variabile di tempo di permanenza e di profondità raggiunta e conseguente relativo accumulo nei tessuti del suo organismo, dei gas inerti (azoto, ed eventualmente, in relazione alla composizione della miscela respirata, elio ed idrogeno), senza aver effettuato alla fine dell’immersione delle soste di decompressione, per la relativa necessaria desaturazionene degli inerti in eccesso nel caso esso abbia superato i limiti di non decompressione.

 

Muoversi sott’acqua

 

Il subacqueo necessita di potersi muovere sott’acqua. La mobilità personale è agevolata da pinne che vengono calzate ai piedi e da una corretta gestione del proprio Assetto. Altri equipaggiamenti per aumentare la mobilità subacquea comprendono veicoli di propulsione subacquea , campane subacquee e maialini. La NASA, l’agenzia spaziale americana utilizza l’immersione subacquea per addestrare gli astronauti a muoversi nello spazio, poiché è il metodo più conveniente e verosimile alle condizioni di assenza di gravità riscontrabile sulla terra.

 

Immersioni profonde

 

Esistono tecniche specifiche per affrontare immersioni prolungate o profonde:

 immersioni tecniche – Immersioni che prevedono l’utilizzo di miscele ipossiche per gestire la tossicità dell’ossigeno in profondità, combinate con gas inerti (tipicamente elio) per limitare la narcosi d’azoto e iperossigenate per ottimizzare la decompressione; sono caratterizzate, quindi, da profondità e tempi che valicano i confini della subacquea ricreativa

 immersioni assistite dalla superficie – subacqueo assistito dalla superficie, grazie all’uso di uno scafandro;

 immersioni in saturazione – operazioni subacquee effettuate con l’ausilio di campane, e relative stazioni di superficie con ambienti iperbarici (camera di decompressione) abitabili e riscaldati, che permettono una unica decompressione/desaturazione graduale, a volte anche di molti giorni, alla fine di una serie di immersioni ad alta o altissima profondità, da ca 80 a 200 mt e oltre).

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Foto delle Immersioni Subacquea visto da Pandora

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Spiego a Pandora le Immersioni Subacquea

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul costume intero e avergli fatto vedere una foto di quel costume intero , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sulle Immersioni Subacquea e Pandora disse – ok , inizia quando vuoi . Dopo pochi minuti io inizia a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulle immersoni subacquea – L’immersione subacquea è un’attività che, al contrario del nuoto e dello snorkeling, prevede l’immersione completa del corpo umano in un ambiente liquido. La possibilità di esplorare l’ambiente subacqueo origina dalla peculiare caratteristica che l’essere umano condivide con pochi altri mammiferi di essere in grado di trattenere il respiro in acqua (riflesso di immersione). Le prime immersioni furono infatti in apnea e legate a necessità alimentari, col tempo, e soprattutto in seguito ad esigenze di natura bellica, sono stati studiati degli strumenti che permettessero all’uomo di prolungare la permanenza sott’acqua; furono quindi messe a punto diverse attrezzature che ebbero come conseguenza la successiva diffusione della pratica dell’attività subacquea anche oltre l’ambito militare.

 

Ad oggi l’attività subacquea conosce una diffusione molto vasta ed è talvolta considerata attività alla portata di chiunque, perfino individui con gravi disabilità motorie. La diffusione dell’attività non può però mai prescindere dal rispetto delle norme di sicurezza, dalla conoscenza delle leggi fisiche che la governano e dalla conoscenza delle procedure di emergenza.

 

Tipologie di immersione

 

Vi sono vari tipi di immersione, a seconda dello scopo di questa; in particolare si hanno:

 immersione sportiva o ricreativa, praticata per diletto da appassionati;

 immersione tecnica, che va oltre gli scopi della normale immersione sportiva;

 immersione professionale o commerciale, praticata come lavoro e quindi per un compenso.

 

A seconda del tipo di attrezzatura utilizzata si distinguono inoltre diversi tipi di immersione: in apnea, con autorespiratore o tecnica.

 

Immersione in apnea

 

L’immersione in apnea è il modo più immediato per praticare attività subacquea: nella sua definizione rozza, consiste semplicemente nel trattenere il respiro mentre ci si immerge.

 

Tuttavia, l’apnea è un tipo di specialità sportiva complessa, che, come molte arti orientali, mira a portare corpo e mente in uno stato di rilassamento superiore, che ha come conseguenza il massimo risparmio di ossigeno ed il minino affaticamento muscolare.

 

Il tempo di permanenza in apnea sott’acqua è legato a due fattori fondamentali:

 l’aumento della concentrazione di anidride carbonica (ipercapnia) e la diminuzione della concentrazione di ossigeno (ipossia) nel sangue;

 la concentrazione e lo stato di rilassamento raggiunto dall’apneista.

 

Il tempo di permanenza in apnea è inoltre influenzato da una serie di fattori secondari come la profondità, la capacità respiratoria, le condizioni fisiche dell’apneista, la temperatura dell’acqua.

 

Immersione con autorespiratore

 

La forma più diffusa di immersione con autorespiratore è quella effettuata con autorespiratore ad aria (ARA). Il subacqueo si immerge provvisto di una bombola di dimensione variabile (nell’immersione sportiva solitamente 15 o 18 litri) contenente aria compressa a 200 atmosfere (220 per le bombole da 18 litri).

 

La bombola è corredata da un’attrezzatura, detta erogatore, che ha lo scopo di ridurre la pressione dell’aria compressa presente nel contenitore (bombole) alla pressione ambiente e di erogare aria quando richiesta dal subacqueo. La riduzione della pressione può avvenire in una sola fase (si parla quindi di erogatore monostadio, ormai in disuso) oppure in due fasi (tramite un erogatore bistadio). Il primo stadio di un erogatore del secondo tipo dispone inoltre di altre uscite: una o più ad alta pressione, ad una della quale viene agganciato il manometro; solitamente 4 uscite di bassa pressione alle quali è connesso il giubbotto ad assetto variabile, il secondo stadio di riserva (o octopus) e altre attrezzature come la muta stagna.

 

L’immersione con autorespiratore può essere effettuata con miscele di gas diversi dall’aria; si parla di autorespiratore ad ossigeno (ARO) (in inglese rebreather) oppure di immersioni fatte con miscele particolari come l’Enriched Air Nitrox (EAN), che permette immersioni più sicure o più lunghe ma a profondita massime inferiori, o infine il Trimix, che permette il raggiungimento di profondità più elevate.

 

L’utilizzo di entrambe queste miscele richiede una formazione apposita e si configurano come immersioni tecniche.

 

La fisica e la subacquea

 

Alcune leggi fisiche hanno un interesse particolare per quanto riguarda la subacquea.

 

Le particolari condizioni dell’ambiente nel quale viene svolta l’attività subacquea hanno infatti una serie di conseguenze sull’organismo; a ciò si aggiungono gli effetti della temperatura e della pressione sui gas respirati. Alcuni di questi effetti sono comuni ai due tipi di immersione (immersione in apnea e immersione con autorespiratore), altri sono invece peculiari solo del secondo.

 

Attrezzatura

 

Nello svolgimento dell’attività subacquea ci si avvale dell’uso di alcune attrezzature, distinguendo tra quelle usate indifferentemente dal tipo di immersione (apnea o con autorespiratore) e attrezzature specifiche di una delle due attività.

 

Tra queste attrezzature le principali sono:

 maschera subacquea;

 muta, guanti e calzari;

 zavorra;

 aeratore o snorkel;

 pinne;

 boa segnasub;

 torcia;

 coltello;

 

Per le immersioni con autorespiratore si utilizzano:

 bombola;

 erogatore;

 manometro;

 profondimetro;

 orologio o computer subacqueo;

 giubbotto ad assetto variabile;

 tabelle di decompressione.

 

L’essere umano e il nuovo ambiente

 

Ci sono cose talmente evidenti che sfuggono all’attenzione e rischiano di passare quasi inosservate senza suscitare il giusto interesse ed approfondimento. È doveroso ricordare che nel momento in cui ci si immerge, il fluido che ci avvolge è l’acqua, molto più denso dell’aria, la nostra abituale miscela di gas che, più o meno inquinata, è parte essenziale della nostra esistenza su questo pianeta.

 

Si possono fare delle considerazioni molto semplici, a parte quelle sulle variazioni fisiche e fisiologiche dovute alla pressione cui il nostro organismo è sottoposto.

 

Movimento

 L’ambiente, insolitamente denso, impone movimenti lenti ed idrodinamici;

 L’acqua deve essere un supporto su cui appoggiarsi, un sostegno per il corpo;

 Bisogna imparare a sfruttare sapientemente la resistenza che ci è offerta;

 I movimenti bruschi non avvantaggiano, anzi frenano la capacità di penetrazione nel fluido, e provocano un affaticamento che rappresenta un notevole svantaggio per l’attività;

 La bravura di un subacqueo si misura soprattutto in funzione della sua capacità di muoversi con armonia;

 Le pinne, appendici delle gambe, permettono se usate correttamente di progredire nell’acqua con velocità ed eleganza.

 Vista

 

Una maschera subacquea gran facciale.

 Gli occhi, a contatto con l’acqua, perdono la loro capacità di mettere a fuoco gli oggetti che ci circondano;

 La maschera subacquea permette di vedere in condizioni di quasi normalità, anche se per un problema fisico (la rifrazione) le immagini appaiono in ogni caso più vicine e più grandi di un terzo rispetto alla normalità. Una precisazione: bisogna necessariamente usare una maschera che abbia la possibilità di essere compensata; oggi si può scegliere fra numerosi modelli anche molto accattivanti dal punto di vista estetico, alcuni dei quali possono disporre di lenti graduate;

 L’acqua ha la capacità di assorbire la luce che ci consente di vedere i colori; senza l’ausilio di una lampada subacquea, le immagini che i nostri occhi vedranno saranno inevitabilmente monocromatiche tendenti al blu; per lo stesso motivo è indispensabile l’uso di un flash associato alla macchina fotografica.

 

Udito

 

In acqua i suoni sono trasmessi a una velocità nettamente superiore a quella dell’ambiente aereo (4 volte più velocemente), proprio per effetto del maggiore modulo di incompressibilità dell’elemento liquido.

 

Se ne deducono due cose:

 il fondo marino, contrariamente a certi luoghi comuni, non è il mondo del silenzio;

 per effetto della velocità con cui i suoni sono trasmessi si perde la capacità di individuare la direzione da cui essi provengono. Attenzione dunque, motoscafi e gommoni spesso sono in agguato sopra le teste dei subacquei.

 

Temperatura

 

Rispetto all’aria l’acqua ha una maggior capacità di disperdere il calore del corpo umano (circa 20 volte più velocemente).

 

Questo è il motivo per cui ci si deve proteggere con indumenti specifici (mute) anche per immersioni poco profonde ed in acque temperate. Solo nelle acque di alcuni mari tropicali, particolarmente caldi, si può sfuggire a questa regola ma in ogni caso è sempre opportuno indossare indumenti protettivi, per evitare possibili abrasioni o ferite.

 

I possibili problemi fisici

 

Compensazione forzata dell’orecchio medio

 

Per effetto della pressione esterna, l’aria respirata dall’erogatore che raggiungei i polmoni tenderà a raggiungere anche tutte le altre cavità aperte del cranio del nostro organismo, compensandole in modo spontaneo.

 

L’unica eccezione è l’orecchio medio, che va compensato in modo forzato per aprire le trombe di Eustachio onde evitare problematiche all’apparato uditivo.

 

Imparare a compensare è di importanza fondamentale: non è infatti possibile intraprendere alcuna attività subacquea, neanche molto modesta, senza praticare questa manovra. Infatti se all’interno dell’orecchio medio non si stabilisce una forza pari a quell’esterna la membrana timpanica sarebbe spinta violentemente verso l’interno, con conseguente gravissima rottura.

 

È opportuno inoltre evidenziare che la compensazione deve essere effettuata nel momento stesso in cui inizia la discesa ed essere ripetuta a giusti intervalli fino al raggiungimento della massima quota, per evitare al timpano anche il più piccolo stress, senza attendere il sopraggiungere di sensazioni dolorose.

 

Esistono tecniche più o meno complesse per ottenere l’effetto di compensazione; per la subacquea vengono utilizzate le manovre di:

 Marcante-Odaglia;

 Valsalva;

 Toynbee.

 

Barotrauma e Sovradistensione polmonare

 

Esempi di bombole per la subacquea.

 

Il barotrauma è una lesione ai tessuti provocata dal mancato equilibrio fra la pressione dell’aria contenuta in una cavità corporea e la pressione dell’ambiente circostante; si ha quando il corpo si muove in modo troppo repentino da (o verso) una condizione in cui la pressione è più elevata.

 

I danni originano dal fatto che mentre l’aria è comprimibile i tessuti non lo sono, quindi all’aumentare della pressione esterna l’aria contenuta nei tessuti offre una resistenza minore alla pressione mentre al diminuire della pressione esterna l’aria contenuta nel corpo umano tende a espandersi danneggiando, se non sono rispettati i tempi e i modi di espulsione, i tessuti nella quale è contenuta.

 

La sovradistensione polmonare si verifica nell’attività subacquea con autorespiratore durante la risalita, e solitamente negli ultimi 15 metri della stessa. L’aria respirata da un autorespiratore è a pressione ambiente, autoregolata proporzionalmente alla profondità. Se chiusa all’interno di un contenitore non rigido come il nostro corpo, essa aumenta di volume al diminuire della pressione ambientale e si espande quindi durante la risalita. L’aumento di volume può essere tale da causare la rottura degli alveoli polmonari provocando il passaggio d’aria nella cavità pleurica con conseguente collasso del polmone (pneumotorace) o più raramente nel mediastino (pneumomediastino) o, nell’eventualità peggiore, direttamente nel circolo venoso polmonare (embolia gassosa arteriosa o EGA).

 

Patologia da decompressione

 

Con patologia da decompressione o PDD si intendono tutte quelle patologie derivanti da una riduzione della pressione ambientale; in particolare si hanno due patologie: il malessere da decompressione e la embolia gassosa arteriosa.

 

Malattia da decompressione

 

La MDD (acronimo di malattia da decompressione) deriva dalla formazione di bolle all’interno del circolo ematico o dei tessuti e provocata dalla mancata eliminazione di gas inerti (azoto) in seguito ad un’immersione subacquea oppure all’esposizione a pressioni elevate.

 

Embolia Gassosa Arteriosa

 

L’E.G.A. (acronimo di embolia gassosa arteriosa), è una delle patologie più gravi alle quali può andare incontro un subacqueo, e si manifesta come presenza di bolle di gas all’interno della circolazione arteriosa.

 

Vertigine alternobarica

 

La vertigine alternobarica è di solito causata da una differenza di pressione tra le due cavità dell’orecchio, che porta ad uno squilibrio tra i vestiboli.

 Si può verificare sia in discesa che in risalita, e di solito – a meno di traumi più gravi – è un fenomeno di breve durata e si presenta come un forte senso, appunto, di vertigine (o, nei casi più forti, di ipoacusia, una riduzione della capacità uditiva).

 Si risolve interrompendo la discesa o, nel caso di risalita, è solita scomparire in circa 15 minuti.

 

Narcosi da azoto

 

La narcosi da azoto (detta anche ebbrezza da alti fondali) si verifica talvolta durante le immersioni subacquee in caso di pressioni ambientali superiori a circa 4 atmosfere (quindi a circa 30-35 metri di profondità) ed è accentuata dalla velocità di discesa tenuta per raggiungere tale profondità.

 

Decalogo delle immersioni sicure

 

Andare sott’acqua è un piacere: se in una circostanza non ci si sente al meglio non andare, non si verrà derisi bensì apprezzati per la propria scelta.

 Prima di acquistare l’attrezzatura e decidere una vacanza subacquea è meglio scegliere e frequentare con impegno un corso specifico.

 La prudenza sott’acqua, come nella vita, non è una scelta vigliacca bensì una dimostrazione di saggezza.

 La profondità è sinonimo di rischio, inoltre molto spesso non è necessario scendere molto per divertirsi.

 Scegliere sempre un compagno/a affidabile e non immergersi mai da soli.

 Rimanere sempre in curva di sicurezza.

 Fare immersioni successive a quote inferiori delle precedenti.

 Usare attrezzature affidabili.

 Pretendere sempre aria pulita nelle bombole, la lucidità mentale in immersione viene alterata se la miscela che si respira non è pura.

 Non effettuare mai immersioni quando non ci si sente in forma, né fare lavori faticosi sott’acqua.

 

Didattica

 

La pratica dell’attività subacquea in Italia non è, teoricamente, vincolata ad alcun obbligo di detenzione di brevetto, anche se in alcune regioni sono in discussione delle normative locali per obbligare i subacquei ad immergersi solo tramite diving center locali, e quindi ad essere sottoposti a controlli; è però consigliabile frequentare corsi appositi per apprendere la teoria e la tecnica.

 

Da un punto di vista della didattica si distinguono i cosiddetti brevetti federali, rilasciati cioè da organismi riconosciuti e affiliati alla CMAS (Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques) come la FIAS (Federazione Italiana Attività Subacquee), la FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee) oppure ANIS (Associazione Nazionale Istruttori Subacquei), dai cosiddetti brevetti commerciali, rilasciati da svariati organismi internazionali (tra cui, ad esempio, la Professional Association of Diving Instructors (PADI), Scuba Schools International (SSI), la National Association of Scuba Diving Schools (NASDS) o la Professional Scuba Schools (PSS) per citarne alcuni.

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Foto del Costume Intero visto da Pandora