Spiego a Kratos il cognome

Dopo aver detto a Kratos tutto quello che c’ era da sapere sul gunblade e dopo aver fatto vedere la foto di alcuni gunblade visti da Kratos e da Pandora , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul cognome e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul cognome – Il cognome è quella parte del nome di una persona che indica a quale famiglia appartiene. In italiano il cognome viene generalmente scritto dopo il nome proprio, ad eccezione dei casi in cui sia indispensabile o logica l’anteposizione. L’uso del cognome come identificativo di una famiglia si fa risalire all’antica Roma. Infatti, se nei tempi arcaici veniva usato un solo nome, già negli ultimi secoli della Repubblica romana le persone libere adottavano tre nomi (tria nomina):

 

praenomen (che distingueva l’individuo ed era paragonabile al nome proprio di persona contemporaneo),

 

nome (che denotava la gens di appartenenza, paragonabile all’odierno cognome)

 

cognome (che era un soprannome dato all’individuo o ai membri del ramo di una famiglia).

 

Verso il V secolo la distinzione fra nome e cognome si fece sempre più sfumata e divenne comune l’uso di un nome unico (detto superuomini o signum), con le caratteristiche di non essere ereditato e di avere un significato immediatamente comprensibile (ad esempio il nome imperiale Augustus che significa “consacrato dagli auguri” o “favorito da buoni auspici”).

 

Dopo la caduta dell’Impero romano, ogni persona veniva identificata dal solo nome personale, di cui venivano usati vezzeggiativi in ambito familiare. Tali nomi si riferivano, anche, alle caratteristiche della persona, alla provenienza o alla paternità. L’avvento della religione cristiana e le ripetute invasioni barbariche facilitarono la diffusione di nuovi nomi che si aggiunsero a quelli già in uso. A seguito della grande crescita demografica avvenuta in Europa tra il X secolo e l’XI secolo, divenne sempre più complicato distinguere un individuo da un altro usando il solo nome personale.

 

Tra le principali difficoltà nell’individuare correttamente una persona e registrarla, dev’essere considerata la condizione, tipica dell’epoca medievale, di chi fuggiva dallo status di servo rurale per vivere in città: ci si registrava nelle corporazioni municipali fornendo il nome e la provenienza (Montanaro, Dal Bosco, ecc.) oppure un pregio o difetto fisico (Gobbo, Rosso, Mancino, ecc.) oppure un mestiere (Sella, Ferraro, Marangon, ecc.) oppure l’indicazione del padre e della madre (es. Petrus Leonis equivaleva a Pietro figlio di Leone, che in seguito divenne Pirellone o Pier di Leone) e, dopo un anno solare, il feudatario perdeva il diritto di riportare il fuggitivo nel feudo di provenienza.

 

Si rese così nuovamente necessario identificare tutti gli individui appartenenti alla medesima discendenza con un altro nome. Nacque, in tal modo, il cognome moderno, che poteva essere originato da una caratteristica peculiare delle persone, come, ad esempio, la loro occupazione, il luogo d’origine, lo stato sociale o semplicemente il nome dei genitori: “Rossi” (il cognome più diffuso in Italia) potrebbe far riferimento al colorito della carnagione o dei capelli di qualche antenato; “Fiorentini”, probabilmente, la provenienza originaria da Firenze, “Di Francesco” potrebbe indicare “figlio di Francesco”.

 

In Italia, l’uso dei cognomi è, inizialmente, una prerogativa delle famiglie più ricche. Tuttavia, tra il XIII secolo e il XIV secolo, l’uso si estende agli strati sociali più modesti.

 

Il Concilio di Trento del 1564 sancisce l’obbligo per i parroci di gestire un registro dei battesimi con nome e cognome, al fine di evitare matrimoni tra consanguinei.

 

I cognomi derivano principalmente da tre fonti:

 

onomastica (da nomi propri di persona) 40%

 

toponomastica (nomi comuni o generici o propri di luogo) 35%

 

soprannomi 25%.

 

I cognomi non sono universalmente in uso. In particolare, i tibetani e gli abitanti dell’isola di Giava spesso non ne utilizzano — persone note che non hanno un cognome comprendono Suharto e Sukarno. Inoltre, molte famiglie reali non utilizzano cognomi.

 

L’Islanda è l’unico paese europeo dove in luogo del cognome è in uso il patronimico. Vale a dire, ogni persona assume come cognome il nome del padre seguito dal suffisso son se maschio, dottir se femmina. Quindi, solo i fratelli maschi o sorelle femmine avranno cognome uguale fra loro, mentre nella stessa linea di fratelli e sorelle ci saranno due cognomi. L’elenco del telefono è compilato in ordine del nome di battesimo.

 

Anche in Russia viene utilizzato, prima del cognome, il patronimico, una sorta di secondo nome che il figlio, o la figlia, eredita dal padre. Per fare un esempio con un nome noto, Sergej Vasil’evič Rachmaninov è composto dal nome proprio, dal patronimico ereditato dal padre Vasilij ed infine dal cognome. Il patronimico, come tutte le parole russe, è naturalmente declinato in genere e caso.

 

In generale, nel mondo è comune per le donne cambiare il proprio cognome con quello del marito dopo il matrimonio[senza fonte] e trasmettere ai figli il cognome del padre.

 

In Italia, nonostante il codice civile, all’art. 143-bis, preveda che la «moglie aggiunga al proprio cognome quello del marito» l’attuale normativa sul diritto di famiglia prevede che la moglie conservi il suo cognome di nascita e questa aggiunta non viene riportata in alcun documento (carta d’identità, patente, passaporto) rimanendo quindi del tutto teorica. È possibile aggiungere, su richiesta, nei documenti ufficiali la dicitura … coniugata XXX, ma la donna che volesse quindi realmente modificare il cognome aggiungendovi quello del marito dovrebbe intraprendere una pratica burocratica dall’esito incerto.

 

Alcune nazioni, ad esempio la Romania, non permettono che la moglie mantenga un cognome diverso da quello del marito. Altre nazioni permettono di mantenere il cognome da nubile, ma il cambio è in qualche modo suggerito o incentivato. Altre nazioni ancora permettono l’opposto, cioè che l’uomo prenda il cognome della moglie, per esempio in Giappone dove entrambi i coniugi possono cambiare cognome. Alcune persone scelgono di mantenere ambedue i cognomi, spesso uniti con un trattino.

 

In Ungheria le donne sposate sono chiamate ufficialmente con il cognome e il nome del marito seguiti dal suffisso -né; ad esempio, la moglie di un uomo di nome János Szabó (o Szabó János, nell’ordine ungherese che pone prima il cognome) è chiamata Szabó Jánosné. In Lituania esistono regole simili sia per i figli sia per la moglie: un uomo il cui cognome è Danilevičius passerà ai figli maschi il cognome Danilevičius e alle figlie il cognome Danilevičiutė; la moglie invece dopo il matrimonio assumerà il cognome Danilevičienė.

 

In genere nei paesi slavi la moglie assume il cognome del marito. Siccome i cognomi si dividono tra cognomi invariabili per genere e cognomi che sono declinati come aggettivi, segue che, sebbene la moglie assuma il cognome del marito, il cognome può essere leggermente diverso. Un esempio di questi cognomi è Kowalski (al maschile, padre e figli) che diventa Kowalska (al femminile, per moglie e figlie). In polacco è possibile assegnare diverse terminazioni per distinguere, con il solo cognome, se ci si riferisce alla moglie o alla figlia di chi porta un cognome, ma questo uso si sta perdendo. Mediante il suffisso -ówna aggiunto al cognome paterno ci si riferisce ad una figlia, mentre col suffisso -owa si indica la moglie: Nowakowna (declinazione nominale) è la figlia del signor Nowak, Nowakowa (declinazione aggettivale) ne è la moglie. In realtà anche in Polonia si sta andando verso una sola forma di cognome che non varia, almeno per genere . Un esempio di cognome che è invariabile per genere anche tradizionalmente è Wajda (del regista polacco Andrzej Wajda). Tuttavia, in Polonia è comune ma non obbligatorio, il cambio del cognome della moglie. Anzi, al momento del matrimonio sono i coniugi a decidere tutti i cognomi: del marito, della moglie e dei futuri figli, scegliendo tra i propri cognomi, senza troppe difficoltà burocratiche. Tutti potranno avere il cognome del marito, entrambi i cognomi nell’ordine preferito o decidere in modo diverso. In realtà il cambio di cognome per il marito è rarissimo.

 

In Italia figli nati da coppie legalmente sposate prendono automaticamente il cognome del padre. In Spagna e nei paesi ispano-americani i figli assumono sia il primo cognome del padre che il primo della madre, eccetto che in Argentina , dove i figli assumono solo il cognome paterno.

 

In Portogallo e in Brasile i figli assumono, nell’ordine, l’ultimo cognome della madre e l’ultimo cognome del padre, di modo che non scompaia il cognome paterno, anche se questo in qualche momento è preceduto dal cognome materno oppure succeduto dal cognome del marito.

 

 

Per esempio:

 

 

Il figlio di Mario Ferrari Rossi e Maria Garibaldi Bianchi si chiamerà Giovanni Bianchi Rossi. Giovanni Bianchi Rossi, quando si sposerà, trasmetterà a sua moglie il cognome Rossi, in quanto quest’ultimo è il cognome di suo padre. Quindi, sua moglie, Giovanna Lambertucci Paolini, col matrimonio perde il cognome della propria madre, conserva quello del padre, aggiungendone quello del marito, diventando da Giovanna Lambertucci Paolini, Giovanna Paolini Rossi.

 

 

Per definizione, si può dire che il cognome paterno va mantenuto comunque, sia per l’uomo che lo trasmette alla moglie ed ai figli, che per la donna, che conserva sempre quello paterno, aggiungendone quello del marito.

 

 

Un cittadino non sposato dovrebbe avere sempre, in quest’ordine:

 

 

prenome + cognome materno + cognome paterno

 

 

Una donna sposata dovrebbe avere sempre, in quest’ordine:

 

 

prenome + cognome del padre + cognome del marito

 

 

L’uomo non subisce mai variazioni nel proprio cognome.

 

 

In alcuni Paesi, in particolare negli Stati Uniti, capita sempre più spesso che una coppia decida di chiamare il figlio con il cognome della madre, o comunque di aggiungerlo e anteporlo al cognome paterno: ad esempio, una coppia in cui il cognome di lui è Williams e quello di lei Hayes, una figlia può essere chiamata Julia Hayes Williams, dove Julia Hayes è il nome e Williams il cognome. In Italia si presenta il dilemma se pronunciare il cognome in base alla cittadinanza (tenendo conto delle lingue ufficiali nelle regioni a statuto speciale) oppure sulla base dell’origine del cognome. La questione si renderà più pressante nei prossimi anni via che gli immigrati prenderanno la cittadinanza italiana. La Francia ha adottato di fatto la regola di francesizzare la pronuncia di tutti i cognomi di origine straniera di cittadini francesi. Lo stesso cognome ungherese del Presidente della Repubblica è pronunciato in francese. In Italia esistono 350.000 cognomi e circa 7.000 nomi propri. Nella tabella che segue sono elencati i primi dieci cognomi italiani con più alto rango di occorrenze a livello nazionale, elaborati da dati inerenti agli utenti telefonici privati portatori del cognome; nella colonna di sinistra i dati elaborati da un rilevamento del 30 settembre 1979 a cura di Emidio De Felice, nella colonna di destra le informazioni più aggiornate fornite dal sito :

 

I primi 10 cognomi italiani De Felice Gens

 

1 Rossi Rossi

 

2 Ferrari Russo

 

3 Russo Ferrari

 

4 Bianchi Esposito

 

5 Colombo Bianchi

 

6 Esposito Romano

 

7 Ricci Colombo

 

8 Romano Ricci

 

9 Conti Marino

 

10 Costa Greco

 

 

È certo che tra questi cognomi, il più diffuso in Italia sia Rossi, presente in 4541 comuni italiani. Forma finale Esempio di composizione Origine

 

asco Bin-asco, Bagn-asco, Com-asco, Cev-asco, Pegli-asco, Pin-asco Liguri e Piemonte (basso Piemonte)

 

ago/aghi/ate/ati Air-aghi, Arcon-ato, Bramb-ati, Casir-aghi, Gess-ati Lombardi

 

atti/etti/otti Ors-atti, Giorg-etti, Pedr-otti, Luci-otti, Lucian-etti, Bel-otti, Arrigh-etti Lombardi

 

azzi Bott-azzi, Bertol-azzi, Bott-azzi, Fontan-azzi, Gale-azzi, Zan-azzi Emiliani o Lombardi (Bassa)

 

di/oldi Bol-di, Garib-oldi, Gast-oldi, Sav-oldi, Sol-di, Ub-oldi Lombardi (Germanici)

 

ingo/inghi/enghi/engo Ard-enghi, Borl-enghi, Girard-engo, Interl-enghi, Pol-enghi, Martin-engo Lombardi o Toscani (Germanici)

 

otti Andre-otti, Bartol-otti, Bel-otti, Chel-otti, Matte-otti, Mel-otti, Pap-otti, Tur-otti Lombardi

 

oni Alessandr-oni, Bori-oni, Bell-oni, Ceri-oni, Cesar-oni, Luci-oni, Vecchi-oni Lombardi o Marchigiani

 

ero/ario Accorn-ero, Barb-ero, Ferr-ero, Masp-ero, Molin-ero, Sobr-ero Piemontesi

 

esio Franc-esio, Gen-esio, Gorr-esio Piemontesi

 

audi/aldi Grib-audi, Ein-audi, Ramb-audi Piemontesi

 

ante Ador-ante, Ferr-ante, Parl-ante, Pom-ante, Viol-ante Abruzzesi

 

ieri Oliv-ieri, Piant-ieri, Ran-ieri Abruzzesi, Campani

 

illi (ille) Piccir-illi, Spit-illi, Verz-illi Abruzzesi

 

o Bass-o, Panariell-o, Scongliamigli-o Campani

 

occhi (òcchie) Ciarr-occhi, Fabi-occhi, Pir-occhi Abruzzesi

 

oli Cavacchi-oli, Frattar-oli, Frondar-oli, Vallar-oli Abruzzesi

 

ella Pezz-ella, Mont-ella Napoletani

 

iello Borr-iello, Panar-iello, Ricciard-iello, Roman-iello, Vit-iello Campani

 

edda Del-edda, L-edda, Z-edda, Fa-edda Sardi

 

au Bidd-au, Mad-au, R-au Sardi

 

as/is/us Cann-as, Pir-as, Marr-as, Solin-as, Ros-as, Vird-is, Lamp-is, Camp-us, Ang-us, Pint-us Sardi

 

u Cafedd-u, Al-u, Sor-u, Porc-u, Niedd-u, Schirr-u Sardi o Siciliani

 

aloro (aloru) Andaloro, Fav-aloro, Orgli-aloro Siciliani

 

ano Giord-ano, Catal-ano, Venezi-ano, Provenz-ano, Cusm- ano, Rom-ano Siciliani

 

ez/es Gonzal-es, Zingal-es, Martin-ez, Martin-es, Alvar-ez, Alvar-es Siciliani

 

aro (aru) Am-aru, Tod-aro, Caff-aro, Cannizz-aro, Cavall-aro, Finocchi-aro, Ferr-aro Siciliani

 

eri Oliv-eri, Palm-eri, Scud-eri, Tuv-eri, Cambar-eri Siciliani

 

isi Cass-isi, Penn-isi, Pugl-isi, Tro-isi, Ronn-isi, Par-isi Siciliani

 

oti Sid-oti, F-oti, Scilip-oti Siciliani o Calabresi

 

osi (usi) Al-osi, Albert-osi, Cangel-osi, Nicol-osi Siciliani

 

ulla Strazz-ulla, Zapp-ulla Siciliani

 

audo Grim-audo, Ribaudo Siciliani

 

ai/ini Ast-ai, Bott-ai, Boll-ai, Cas-ini, Casc-ini, Luc-ini, Fornari-ini, Paol-ini, Pont-ini Toscani o Lombardi

 

ucci (nome proprio)-ucci, Bell-ucci, Bertol-ucci, Ilari-ucci, Lambert-ucci, Marc-ucci Toscani

 

uoli/aiuoli Acciai-uoli, Casci-aiuoli Toscani

 

acco Acco, B-acco, Bazz-acco, Biss-acco, C-acco, Feltr-acco, Pol-acco Friulani

 

er Tauf-er, Pach-er, Pichl-er, Pineid-er Trentini, Sudtirolesi.

 

ato Marcon-ato, Donol-ato, Bellin-ato, Luc-ato, Francesc-ato Veneti

 

igo Barbar-igo, Bri-igo, Pasqual-igo, Sandr-igo Veneti

 

l/n/r/z/ Cana-l, Luci-n, Mani-n, Furla-n, Schiavo-n, Carre-r, Venie-r, Pani-z Veneti, Trentini o Friulani

 

ussi Bortol-ussi, Ben-ussi Friulani

 

utti/ut Gregor-ut, Martin-ut, Var-utti Friulani

 

az Beth-az, Bion-az, Cune-az, Lucian-az, Marguerett-az, Pasquett-az, Pr-az, Ros-az Valdostani (pronuncia alla francese) o Friulani

 

oz B-oz, Chabl-oz, Diemo-oz, Marc-oz, G-oz, Savi-oz, Vuillerm-oz Valdostani (pronuncia alla francese) o Friulani

 

ou Fi-ou Valdostani (pronuncia alla francese)

 

y Borne-y Valdostani

 

t Perre-t Valdostani (pronuncia alla francese)

 

ra Fiche-ra, Guarne-ra Siciliani

 

Prefissi Esempio di composizione Origine

 

De De Cesare, De Felice, De Stefano, De Pasqual, Demuru, De Carli, De Lorenzi, De Mari Suditaliani, Sardi e Norditaliani

 

Del Del Grosso, Del Vecchio, Del Porto, Del Pozzo, Del Negro, Del Pasqua, Del Piero Centro Italia e Norditaliani

 

Della Della Bella, Della Corte, Della Mea, Della Pasqua, Della Torre, Della Valle Norditaliani, Suditaliani, Centro Italia

 

Di Di Battista, Di Giovanni, Di Stefano, Di Luch, Di Centa, Di Bert, Di Lazzaro, Di Pietro Abruzzesi-Molisani, Siciliani, Friulani

 

La La Ferrera, La Fata, La Russa, La Malfa, La Rosa, La Pira, La Loggia, La Torre Siciliani

 

Lo (Lu) Lo Cicero, Lo Forte, Lo Giudice, Lo Iacono, Lo Nigro, Lu Piccolo, Lo Presti, Lu Vito Siciliani

 

Li Li Calzi, Li Causi, Li Greci, Li Pira, Li Puma, Li Volsi, Li Volti Siciliani.

 

L’Area dello stato civile esamina le istanze di cambiamento di cognome o di aggiunta di altro cognome al proprio (art. 84 del d.P.R. n. 396/2000). Quella che segue è la procedura per il cambiamento del proprio cognome (e quella per il cambiamento di nome per cui è competente il Prefetto della provincia).

 

 

In sintesi il d.P.R. 396/2000 consente:

 

a) il cambiamento del nome o del cognome perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale (art. 89);

 

b) il cambiamento del nome o aggiunta di altro nome al proprio (art. 89);

 

c) il cambiamento del cognome o aggiunta di altro cognome al proprio (art. 84).

 

 

I provvedimenti di cambiamento o modifica del nome o del cognome rivestono carattere eccezionale e possono essere ammessi solo ed esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata e pregnante documentazione e da solide e significative motivazioni.

 

La richiesta di cambiare il nome o il cognome perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale va rivolta, in carta semplice, al Prefetto della provincia del luogo di residenza o del luogo di nascita.

 

 

Il Prefetto effettua l’istruttoria e, in presenza dei requisiti previsti, emana il decreto con il quale si autorizza l’affissione del sunto dell’istanza medesima nell’albo pretorio del comune di nascita e del comune di attuale residenza. Durante il periodo di affissione (trenta giorni), eventuali controinteressati possono presentare opposizione al Prefetto competente. Dopo questo periodo il Prefetto emana il provvedimento definitivo, che, se favorevole, andrà trascritto e annotato, a cura dell’interessato, nel registro di stato civile.

 

La richiesta di cambiare il nome o di aggiungere altro nome al proprio, per motivi diversi da quelli indicati nel punto a) va rivolta, su carta bollata, al Prefetto della provincia del luogo di residenza o del luogo di nascita.

 

 

La procedura è identica a quella già descritta nel punto a).

 

La richiesta di cambiare il cognome o di aggiungere altro cognome al proprio, per motivi diversi da quelli indicati nel punto a) va rivolta, su carta bollata, al Ministero dell’Interno, per il tramite del Prefetto della provincia del luogo di residenza.

 

 

Il Prefetto, effettuata l’istruttoria, trasmette la relativa documentazione, unitamente al proprio parere, al Ministero. Qualora la richiesta appaia meritevole di considerazione, il Ministro, o il Sottosegretario di Stato a ciò delegato, autorizza, con proprio provvedimento, l’affissione della richiesta stessa all’albo pretorio del comune di residenza e di nascita dell’interessato. Il prosieguo della procedura è identico a quello descritto nel precedente punto a), mentre il provvedimento definitivo è adottato dal Ministro o dal Sottosegretario di Stato a ciò delegato. L’istruttoria, sempre di competenza della Prefettura, comprende:

 

l’acquisizione delle certificazioni e degli atti a corredo dell’istanza (copia integrale dell’atto di nascita, residenza, stato di famiglia, etc…);

 

l’acquisizione delle informazioni tramite le Forze di Polizia locali ed eventualmente di altre fonti ritenute utili, relative alla rispondenza al vero delle dichiarazioni dell’interessato, all’eventuale esistenza di carichi pendenti o di motivi ostativi alla adozione del decreto di autorizzazione, ivi compreso il possibile nocumento che potrebbe derivare a terzi, e quant’altro ritenuto necessario (ad es. audizione del richiedente e di altre persone interessate) per valutare se vi siano i presupposti per l’adozione di un motivato provvedimento.

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Pubblicato da Marcello Trombetti

Sono nato sul pianeta Maraxus , dove vivono i Dominatori di Poteri che controllano tutti i poteri e tutti gli elementi . Però i Distruttori hanno distrutto il mio pianeta e il mio popolo e poi sono arrivato sulla Terra insieme a Sarah la Fenice Rossa che insieme a mio padre e mia madre mi ha cresciuto , mi ha portato in vari posti dove mi sono allenato a controllare i miei poteri , ma anche a conoscere varie persone . Adesso nel 2012 sto viaggiando nel tempo , nello spazio e nei mondi Kratos , Pandora e Aqua , persone che ho salvato da situazioni molto pericolose e adesso viaggiano con me , nel tempo , nello spazio e nei mondi a salvare persone .Io faccio parte di varie organizzazioni con le quali salvo le persone nel tempo e nello spazio e faccio molto altro tipo aiutare le persone che hanno i poteri , aiutarli a gestirli e aiuto molte persone tra le quali Pandora e molte altre persone .Io sono il Dominatore di Poteri , viaggio nel tempo , nello spazio e nei mondi , io viaggerò ovunque e aiuterò tutti . Ma chi è mio nemici si guardi le spalle , stia attento a ogni angolo dell' universo , perchè se fa male a qualche mio amico lo trovò in ogni parte del tempo , dello spazio e del mondo in cui lui si è andata a cacciare e lo fermerò .Prossima fermata ovunque . Anche se torno sul mio pianeta natale loro sono come posso dire bloccati nella Guerra dell' Universo e sono cambiati . La loro rabbia li guida , quando è iniziata questa dolorosa guerra io non ne volevo farne parte ma poi dovetti parteciparne visto che io solo potevo portarne fine . Ci ho partecipato e da un bagno di sangue ne sono uscito e ne sono uscito cambiato e vedendo attimo dopo attimo tutto quello che è successo . Quello che ho fatto l' ho fatto per salvare l' intero universo e tutto quello che c' era li nell' Universo conosciuto e sconosciuto . Il giorno del mio compleanno ho sacrificato tantissimo ma ho anche salvato tantissimo e nessuno apparte poche persone sanno quello che ho fatto , gli altri invece devono restare all' oscuro di tutto . Da quel giorno mi porto una grande oscurità ma grazie a Malefica io riesco a controllarla , la controllo e faccio in modo di non sprofondare in essa e non uscirne mai più . Il giorno della distruzione di Maraxus tutti si fanno e mi fanno una domanda , la prima domanda . La domanda che io evito da tutta la vita cioè Cosa è successo a Maraxus ? . Da questo scappo io scapperò nell' universo e nel mondo , nel tempo e nello spazio per non rispondere a questa domanda .In questo mio diario potete leggere non solo le mie avventure ma anche le persone che stanno nel mio grande universo e che incontro o che vi narrò solo ma qui dentro vi dirò tutto di loro visto che dovete sapere di loro e delle mie avventure .

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