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Foto dell’ Orecchio visto da Kratos

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Spiego a Kratos l’ orecchio

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla colonna vertebrale , gli dissi – adesso ti spiego tutto sull’ orecchio e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sull’ orecchio – L’orecchio è l’organo dell’udito.

 

 

 

Il ruolo del cervello

 

 

 

Gli impulsi nervosi provenienti dalle cellule cigliate e diretti al cervello viaggiano all’interno di fasci di fibre nervose. Ne esistono decine di migliaia e sono sempre in funzione, sia di giorno che di notte. Anche durante il sonno il cervello riceve segnali acustici, ma decide di ignorarli.

 

 

 

Il cervello ha il compito di interpretare i segnali che gli pervengono. Ciò consente di dare un significato al messaggio sonoro. Infatti esiste una memoria uditiva che ci permette di riconoscere un rumore o una musica. Ma abbiamo anche la capacità di cancellare segnali superflui, ad esempio dopo un po’ non sentiamo più il rumore di una cascata o il frastuono del traffico.

 

 

 

Anatomia umana

 

 L’orecchio umano si compone di tre parti:

 

 Orecchio esterno, il collegamento con l’esterno, da cui entrano i suoni.

 

 Orecchio medio, il tramite tra l’esterno e l’interno.

 

 Orecchio interno, l’elemento organizzatore e recettore dei suoni.

 

 

 

Orecchio esterno

 

 

 

L’orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. Il padiglione auricolare è costituito da cartilagine rivestita dalla pelle strettamente adesa ad una sottostante membrana di tessuto connettivo, il pericondrio. La sua funzione è quella di raccogliere i suoni per inviarli all’interno del condotto uditivo. Il condotto uditivo è una galleria dalle pareti lisce provvista di peli e di ghiandole sebacee e ghiandole ceruminose, il cui secreto ricco di cere ha una funzione protettiva..

 

 

 

Orecchio medio

 

 

 

Al termine del condotto uditivo si trova la membrana del timpano, che è una sottile membrana sensibile alle onde sonore che vengono a infrangersi su di essa. Le vibrazioni così raccolte vengono trasmesse a tre ossicini, i più piccoli del corpo umano: il martello, direttamente a contatto con la membrana del timpano, l’incudine e la staffa. Questa prende contatto col labirinto. I tre ossicini dell’udito sono contenuti in una cavità, la cassa del timpano, che comunica all’esterno attraverso un piccolo canale lungo 3-4 cm, la Tromba di Eustachio, che sbocca nella faringe. In questo modo l’orecchio è collegato con la gola. Ciò permette di mantenere in equilibrio la pressione dell’aria al di là e al di qua del timpano..

 

 

 

Orecchio interno

 

 L’orecchio interno è la parte interna dell’apparato stato-acustico, divisibile in due porzioni, definite “labirinti”:

 

 Labirinto osseo (o parte ossea), la cavità interna presenta una parete ossea.

 

 Labirinto membranoso, presente internamente al labirinto osseo; in esso sono individuabili organi a parete connettivale.

 

 

 

Tra le due porzioni di labirinto è presente un liquido, definito perilinfa, mentre internamente agli organi del labirinto membranoso è presente l’endolinfa.

 

 

 

Circuito osseo

 

 Il Circuito osseo presenta una parte centrale cava, detta scala vestibolare, comunicante anteriormente con la coclea e posteriormente con i tre canali semicircolari (anteriore, superiore e laterale) in cui trovano alloggio i recettori dell’equilibrio, chiamati recettori stato-cinetici. La scala vestibolare, inoltre, presenta due aperture:

 

 foro o finestra ovale;

 

 finestra rotonda.

 

 

 

Coclea

 

 La coclea presenta due strutture, una ossea ed una membranacea:

 

 Canale cocleare

 

 Lamina spirale ossea, legata ad un asse centrale definito modiolo.

 

 

 

Labirinto membranoso

 

 Il labirinto membranoso è costituito da tre componenti:

 

 utricolo e sacculo, al livello della scala vestibolare;

 

 canali semicircolari membranosi;

 

 condotto cocleare membranoso, applicato al margine libero della lamina spirale ossea.

 

 

 

Recettori

 

 

 

Recettori dell’equilibrio o stato-cinetici

 

 L’apparato stato-cinetico è costituito da cinque organi presenti al livello dell’orecchio interno:

 

 utricolo e sacculo;

 

 i tre canali semicircolari membranosi.

 

 

 

L’epitelio dell’orecchio transita da epitelio di rivestimento a epitelio recettivo-sensoriale di II tipo.

 

 

 

Sulle ciglia dei recettori è presente un gel, la cupola, che, sotto il flusso dell’endolinfa provocato dal movimento corporeo, percepisce il movimento del corpo. I prolungamenti dentritici del ganglio dello Scarpa innervano i recettori. A livello dell’utricolo e nel sacculo si ha una struttura analoga, in cui sono presenti anche sali di calcio, definiti otoliti, sulla sommità della cupola, capaci di percepire le accelerazioni a cui il corpo è soggetto. Dalla scala vestibolare emergono i gangli vestibolari che convogliano l’impulso alla branca vestibolare.

 

 

 

La via vestibolare origina da neuroni bipolari presenti nel ganglio dello Scarpa. I prolungamenti centrali di tali neuroni raggiungono i nuclei vestibolari posti nel midollo allungato.

 

 

 

Recettori acustici

 

 

 

I recettori acustici sono posti nella parte membranosa ossea e presentano una morfologia identica ai recettori dell’equilibrio. Presentano superiormente una membrana che, sotto la pressione dell’endolinfa, stimola i recettori. La via acustica origina dal ganglio del Corti, formato da neuroni bipolari. I prolungamenti centrali di tali neuroni raggiungono i nuclei cocleari ventrale e dorsale posti nel midollo allungato e nel ponte di Varolio.

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Foto della Colonna Vertebrale vista da Kratos

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Spiego a Kratos la Colonna Vertebrale

Dopo aver detto a Kratos tutto sul collo e dopo avergli fatto vedere una foto del collo umano , gli dissi – adesso ti spiego tutto sulla colonna vertebrale e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla colonna vertebrale – La colonna vertebrale, è la parte scheletrica del rachide ed è costituita dall’insieme delle vertebre, le quali si articolano fra di loro, formando un asse osseo che dalla base del cranio si stende fino alla base del tronco, fondamentale sia per la sua funzione di sostegno del corpo, sia per quella di protezione del midollo spinale. Struttura

 

 

 

La colonna vertebrale, è costituita da 33/34 vertebre impilate le une sulle altre e fra loro articolate. Una vertebra generica presenta: anteriormente un corpo, di forma pressoché cilindrica, costituito d’un anello di tessuto osseo compatto contenente tessuto osseo spugnoso; posteriormente vi sono invece i cosiddetti archi vertebrali che circoscrivono il foro vertebrale, la cui giustapposizione ha per effetto di delimitare il canale vertebrale, al cui interno alligna il midollo spinale.

 

 

 

Gli archi vertebrali presentano, oltre i cosiddetti peduncoli (ossia la parte dell’arco a diretto contatto col corpo vertebrale), due processi laterali simmetrici, detti processi trasversi, mentre posteriormente il cosiddetto processo spinoso: il complesso dei processi spinosi forma ciò che è volgarmente detto spina dorsale.

 

 

 

I punti articolari fra le vertebre sono essenzialmente tre: anteriormente, fra un corpo e l’altro, si interpone un disco biconvesso, detto disco intervertebrale, costituito quasi totalmente da fibrocartilagine, eccetto la parte centrale, nella quale si osserva il cosiddetto nucleo polposo, struttura assiale dell’embrione; posteriormente alla radice dei due processi trasversi si hanno invece due simmetriche facce articolari, di tipo sinoviale, in contatto con corrispondenti eminenze della vertebra posta immediatamente sopra a quella considerata.

 

 

 

Importante è inoltre lo spazio che esiste tra i peduncoli delle varie vertebre, denominato incisura vertebrale, che, unendosi con l’incisura vertebrale della vertebra adiacente, determina il foro intervertebrale da cui emergono i nervi spinali, che originano dal midollo spinale e non direttamente dal tronco encefalico.

 

 

 

Curvature della colonna vertebrale

 

 Osservando la colonna vertebrale nella sua interezza, infine, si potrà notare che essa non è perfettamente diritta, ma presenta anzi quattro curvature, osservabili lateralmente: dall’alto si potrà notare una prima zona, corrispondente al collo, ove le sette vertebre cervicali assumono una curvatura con la convessità rivolta in avanti, detta lordosi cervicale; scendendo s’osserverà una curvatura con la convessità rivolta stavolta verso il dorso, denominata cifosi dorsale, in corrispondenza delle 12 vertebre toraciche; ancora più in basso si avrà una lordosi lombare in corrispondenza delle 5 vertebre lombari ed una cifosi sacrococcigea in corrispondenza delle 5 sacrali e delle 2÷5 coccigee.

 

 

 

Sul piano coronale si riscontra una lieve curvatura laterale sul a livello toracico o toraco-lombare, con convessità destra nei destrimani e convessità sinistra nei mancini, la scoliosi fisiologica. Due curve di compenso sono presenti a livello cervicale e lombare. Queste curve probabilmente sono determinate dall’ingombro del cuore e dall’uso prevalente di un solo arto. Ovviamente tale condizione fisiologica può essere accentuata per cause patologiche, ed in particolare si possono avere curvature laterali (scoliosi patologiche) di cospicua entità.

 

 

 

Rachide cervicale

 

 

 

Patologie

 

 Le patologie della colonna vertebrale possono essere:

 

 Scoliosi, quando si ha la rotazione della colonna vertebrale e della gabbia toracica su di un lato

 

 Ipercifosi, comunemente conosciuta come gobba, quindi quando si ha un aumento della curvatura normale a convessità posteriore

 

 Iperlordosi, si ha un aumento della curvatura normale a convessità anteriore, che danno vita ad un infossamento

 

 

 

Colpo di frusta

 

 

 

Per colpo di frusta si intende la distorsione del rachide cervicale nei tre piani dello spazio in seguito a incidente stradale. Viene anche chiamato trauma da accelerazione/decelerazione.

 

 

 

Tipologie di vertebre

 

 vertebra cervicale

 

 vertebra toracica

 

 vertebra lombare

 

 osso sacro

 

 coccigeo

 

 

 

Articolazioni

 

 articolazione atlo-occipitale

 

 articolazione atlo-epistrofeica

 

 articolazione intervertebrale

 

 articolazione sacro-vertebrale

 

 articolazione sacro-coccigea

 

 

 

Disturbi della colonna vertebrale

 

 Paramorfismi

 

 Dismorfismi

 

 Ernia del disco

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Foto della Collo visto da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos il Collo

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla collana e dopo avergli fatto vedere una foto sulla collana , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul collo e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul collo – Il collo è quella parte del corpo di molti vertebrati che unisce la testa al torso.

 

 

 

Anatomia del collo umano

 

 

 

Il collo è quella regione anatomica compresa tra la base del cranio posteriormente in alto e la settima vertebra cervicale posteriormente in basso, mentre in avanti dall’angolo mandibolare in alto alla fossetta del giugulo in basso.

 

 

 

Viene suddiviso in due regioni, una sopra ioidea e una sotto ioidea, in base alla posizione dell’osso ioide. Inoltre è sepimentato dalle fasce cervicali.

 

 

 

Fasce cervicali

 

 Le fasce cervicali nei paesi non-anglosassoni sono principalmente due, la fascia cervicale superficiale e la fascia cervicale profonda, che a sua volta è divisibile nello strato superficiale, nella fascia pretracheale e nella fascia prevertebrale. Sui testi anglosassoni invece si considerano tutte come derivanti dalla fascia cervicale profonda, causando non poca ambiguità. Il problema non è irrilevante, se si considera il fatto che una diffusione maligna per contiguità segua la strada più “facile”: nel caso in cui le fasce siano tre diverse, il processo tumorale dovrebbe attraversare tre barriere; nel caso in cui le fasce derivino da un’unica struttura, risultano esistere invece spazi comunicanti, più facilmente accessibili. Gli spazi tra le fasce contengono quasi sempre tessuto areolare lasso misto a tessuto adiposo.

 

 La fascia cervicale superficiale è uno strato fasciale spesso indistinto costituito da tessuto connettivo lasso, talvolta contenente discrete quantità di tessuto adiposo. Aderisce strettamente alla superficie anteriore del muscolo platsyma, così come al derma sottocutaneo. Può talvolta dar luogo a legamenti cutanei.

 

 La fascia cervicale profonda è distinta in uno strato superficiale, nella fascia pretracheale e nella fascia prevertebrale. Lo strato superficiale inguaina i due muscoli sternocleidomastoidei e ricopre la parete posteriore del muscolo platysma, lateralmente ricopre il triangolo posteriore del collo, posteriormente si sdoppia nuovamente per inguainare il muscolo trapezio, ispessendosi e inserendosi sugli apici dei processi spinosi delle vertebre cervicali. Postero-lateralmente (a partire dal muscolo lungo del collo) e posteriormente aderisce alla fascia prevertebrale. Superiormente si fonde con il periostio della porzione inferiore del muscolo occipitale e lungo il margine inferiore della base della mandibola, mentre inferiormente si inserisce sulla clavicola, l’acromion e alle facce anteriori e posteriori del manubrio sternale. Ricopre la parotide e ispessendosi forma il legamento stilo-mandibolare. Talvolta, più profondamente allo strato superficiale della fascia cervicale profonda è distinto uno strato fasciale avvolgente i muscoli sottojoidei, il quale si fonde con lo strato superficiale anteriormente, con la fascia pretracheale posteriormente, e con la guaina carotidea postero-lateralmente. Si inserisce sulla parete posteriore del manubrio dello sterno inferiormente su quella inferiore dell’osso joide superiormente. La fascia pretracheale è più sottile dello strato superficiale e più profonda, ricopre la ghiandola tiroide, fondendosi anteriormente con la fascia dei muscoli sottojoidei, lateralmente con la guaina carotidea, posteriormente è in rapporto con la fascia bucco-faringea. Per mezzo della fascia bucco-faringea contiene anche la laringe, la trachea, l’esofago, il nervo laringeo ricorrente. Superiormente si fonde con la fascia dei muscoli sottojoidei, inferiormente con il pericardio. La fascia prevertebrale contiene tutti i muscoli del dorso e ricopre in particolare il margine laterale dei muscoli scaleno anteriore e medio, lungo del collo e la superficie posteriore dei cervicali profondi, ma anche il nervo frenico e il tronco del simpatico, nonché la colonna vertebrale e le arterie vertebrali. Forma il pavimento del triangolo posteriore del collo. Si inserisce superiormente all’osso occipitale, si inserisce sul processo spinoso di C7, anteriormente si fonde con la guaina carotidea, posteriormente con lo strato superficiale della fascia cervicale profonda. Anteriormente, lo spazio compreso tra la fascia prevertebrale e la fascia alare è lo spazio retrofaringeo. La guaina carotidea è un ispessimento della fascia cervicale profonda che contiene le arterie carotidi, la vena giugulare interna e il nervo vago. Antero-lateralmente si fonde con la fascia dei muscoli sottojoidei e con la fascia pretracheale, posteriormente con la fascia prevertebrale..

 

 

 

Muscoli

 

 

 

Superficiali

 

 I muscoli superficiali del collo sono il platysma, lo sternocleidomastoideo e il trapezio.

 

 Il muscolo platysma è un ampio strato muscolare di forma quadrangolare e dallo spessore variabile. Le sue fibre originano dalla fascia deltoidea e dalla fascia clavipettorale, si portano superiormente alla clavicola e poi medialmente per inserirsi principalmente sul margine inferiore della mandibola e nel tessuto connettivo sottocutaneo della mandibola, secondariamente sul labbro inferiore. Le fibre a livello del mento tendono ad incrociarsi con quelle dello stesso muscolo controlaterale. È irrorato dall’arteria sottomentale, ramo dell’arteria faciale e dall’arteria soprascapolare, ramo del tronco tireo-cervicale della succlavia. E’innervato da un ramo cervicale del nervo faciale che decorre sulla faccia posteriore del muscolo. Il platysma coadiuva assieme ad altri muscoli l’abbassamento del labbro inferiore, la depressione della mandibola.

 

 Il muscolo sternocleidomastoideo è un muscolo dalla forma fusata che possiede due inserzioni inferiori, una mediale, ovvero il capo sternale presso la faccia anteriore del manubrio dello sterno, ed una laterale, il capo clavicolare, sul terzo mediale superiore e posteriore della clavicola. I due capi tendinei risalgono, lo sternale in direzione postero-laterale e il clavicolare verticalmente, portandosi dietro il primo a spirale, poi formano un unico ventre muscolare che porta sino al processo mastoideo dell’osso temporale, dove si inserisce per mezzo di una robusta inserzione tendinea, nonché sulla metà laterale della linea nucale inferiore dell’osso occipitale. Tendenzialmente le fibre clavicolari si portano verso la superficie superiore e l’apice del processo mastoideo mentre quelle sternali si portano verso la linea nucale inferiore. Lo spazio triangolare compreso tra i due capi tendinei è la fossa sopraclavicolare minore. Il muscolo sternocleidomastoideo è vascolarizzato principalmente da rami delle arterie auricolare posteriore ed occipitale per quanto concerne il suo terzo superiore, dall’arteria tiroidea superiore presso il ventre muscolare e dall’arteria soprascapolare nel terzo inferiore. È innervato dal nervo accessorio (XI) ma anche da rami provenienti dai nervi cervicali da C1 a C4, che contengono sia fibre propriocettive che fibre motorie. La funzione del muscolo è quella di ruotare la testa verso la spalla ipsilaterale, aiuta inoltre l’inclinazione della testa in avanti; quando si contraggono entrambi possono sollevare la testa da posizione supina.

 

 Il muscolo trapezio, di forma piatta e triangolare, appartiene sia al collo che al torace, ed è così chiamato perché assieme al suo controlaterale da origine ad una forma trapezoidale. È inserito sul terzo mediale della linea nucale superiore, nonché sulla protuberanza occipitale esterna, sui processi spinosi da C3 a T12 e sui corrispondenti legamenti sopraspinosi. Le sue fibre superiori, che sono quelle contenute nel collo hanno decorso infero-mediale, si dirigono verso i processi spinosi delle vertebre cervicali e il bordo posteriore della clavicola. È irrorato da rami dell’arteria occipitale che penetrano tra le fibre muscolari sulla sua faccia posteriore e irrorano anche la cute soprastante tramite rami perforanti. La porzione superiore del trapezio è innervata dal nervo accessorio e da fibre propriocettive dei nervi C3 e C4. La porzione superiore del trapezio, a spalla fissa, piega la testa e il collo indietro e lateralmente.

 

 

 

Sopraioidei

 

 I quattro muscoli soprajoidei sono il milojoideo, il geniojoideo, lo stilojoideo e il digastrico.

 

 Il muscolo milojoideo ha forma triangolare ed è responsabile della formazione del pavimento muscolare della cavità orale assieme al controlaterale. Le fibre muscolari originano dalla linea milojoidea della parete posteriore della mandibola e si dirigono infero-medialmente incrociandosi tra loro in un rafe mediano ed inserendosi sulla faccia anteriore dell’osso joide. È irrorato dall’arteria sottolinguale e sottomentale, rami dell’arteria linguale e dall’arteria alveolare inferiore. È innervato dal nervo alveolare inferiore. La sua azione è l’innalzamento del pavimento della bocca e dell’osso joide e l’abbassamento della mandibola.

 

 Il muscolo geniojoideo è un piccolo muscolo che origina dall’apofisi geni posta dietro la protuberanza mentale della mandibola, si dirige postero-inferiormente e si inserisce sulla superficie anteriore dell’osso joide. È irrorato dal ramo sottolinguale dell’arteria linguale ed innervato dal nervo ipoglosso e da C1. È un elevatore e protrusore dell’osso joide (e in questo è antagonista dello stilojoideo), nonché abbassatore della mandibola.

 

 Il muscolo stilojoideo è una banda muscolare dalla forma stretta ed allungata, origina dalla superficie posteriore del processo stiloideo e portandosi infero-medialmente si inserisce nella giunzione tra il corpo e il grande corno dell’osso joide. È irrorato da rami delle arterie faciale, auricolare posteriore ed occipitale, mentre è innervato dal ramo stilojoideo del nervo faciale. La funzione è quella di elevare e retrarre l’osso joide allungando il pavimento della bocca.

 

 Il muscolo digastrico possiede due ventri muscolari, uno anteriore ed uno posteriore. Il ventre posteriore origina dall’incisura mastoidea dell’osso temporale e si porta antero-inferiormente verso l’osso joide, mentre il ventre anteriore, più corto e sottile, origina dalla fossa digastrica della mandibola e si porta postero-inferiormente. I due ventri muscolari si fondono in un tendine comune che dopo aver perforato il muscolo stilojoideo si inserisce sul grande corno dell’osso joide. Il ventre posteriore del digastrico è irrorato da rami delle arterie auricolare posteriore ed occipitale, mentre il ventre anteriore dall’arteria sottomentale, ramo dell’arteria faciale. Il ventre anteriore innervato dal ramo milojoideo del nervo alveolare inferiore, il ventre posteriore è innervato da rami del nervo faciale. L’azione del digastrico è di abbassare la mandibola e sollevare l’osso joide, in particolare durante la masticazione e la deglutizione.

 

 

 

Regione sopraioidea

 

 La regione sopraioidea si trova inferiormente alle orbite e alle cavità paranasali e orale.

 

 

 

In passato veniva suddivisa in tre aree, nasofaringe, orofaringe e cavità orale, sulla base delle differenti vie di diffusione e disseminazione linfonodale e della diversa prognosi dei carcinomi squamocellulari. Ma le lesioni non-squamocellulari seguono una diffusione diversa, dipendendo dalla compartimentazione operata dalla fascia cervicale. Per tal motivo si distinguono:

 

 spazio faringeo mucoso in sede mediana

 

 spazi parafaringeo, masticatorio, parotideo e carotideo, simmetrici e laterali

 

 spazi retrofaringeo e perivertebrale, in sede posteriore.

 

 

 

Regione infraioidea

 

 La regione sottoioidea contiene anche la laringe che però, per motivi anatomofunzionali, viene considerata un’area a parte, situata nel proprio contesto.

 

 

 

È tradizionalmente distinta in triangoli

 

 triangolo carotico

 

 triangolo nucale o suboccipitale

 

 triangolo posteriore del collo o fossa sopraclavicolare maggiore

 

 triangolo dell’arteria vertebrale o di Nunziante Ippolito

 

 spazio interscalenico.

 

 

 

Con l’avvento delle tecniche di imaging anche in questa si individuano più agevolmente

 

 spazio viscerale, in continuazione nel mediastino

 

 spazi carotidei, cervicale posteriore, retrofaringeo e perivertebrale, in comune con la zona supraioidea.

 

 

 

Dolori al collo

 

 Il dolore al collo è un problema diffuso: due terzi della popolazione soffrono di dolore al collo a un certo punto della vita. Sta aumentando in intensità, frequenza e gravità degli episodi. Dato che lavoriamo di più alla scrivania, viviamo la vita a un ritmo elevato, frenetico, riponiamo di più stress e tensioni nelle parti dorsali e del collo delle nostre spine dorsali.

 

Il dolore, sebbene avvertito nel collo, può esser causato da numerosi altri problemi alla colonna vertebrale; può insorgere a causa di rigidità muscolare sia del collo che al dorso.

 

La testa è sostenuta dalla base del collo e dal dorso, ecco perché queste parti comunemente causano il dolore. Le tre vertebre superiori del collo servono per la maggior parte dei movimenti del collo e della testa; quelle inferiori e quelle dorsali creano una struttura di sostegno per la testa su cui si appoggia. Se questo sistema è affetto da patologie allora i muscoli in quell’area si irrigidiranno, portando al dolore.

 

Il dolore può anche insorgere da molti altri problemi fisici o psicologici.

 

 

 

Cause di dolore

 

 Le cause principali e severe del dolore includono:

 

 Spondilosi – artrosi degenerativa e osteofiti

 

 Stenosi spinale – un restringimento del canale vertebrale

 

 Ernia del disco – protrusione o sporgenza del disco, o se grave prolasso

 

 Grave degenerazione – solitamente come risultato di lesioni precedenti o colpo di frusta

 

 

 

Le più comuni e minori cause comprendono:

 

 Stress – fisico e psichico

 

 Posture prolungate – molti si addormentano su divani e poltrone e si svegliano con il dolore

 

 Lesioni minori e cadute – incidenti stradali, gare sportive e piccoli traumi quotidiani

 

 Dolore secondario – principalmente da problemi dorsali

 

 Uso eccessivo – la tensione muscolare è la causa più comune

 

 

 

Sebbene le cause siano numerose, la maggior parte sono facilmente risolte sia da un’assistenza professionale sia usando consigli e tecniche per far da sé.

 

 

 

Trattamento

 

Il dolore al collo è trattato con numerose terapie fisiche. Esse variano in complessità dipendendo dalla gravità e dalle cause principali del dolore. Il trattamento è praticato con la terapia chiropratica, osteopatica e fisica. Tutte queste trattano i problemi del dolore al collo. Il beneficio della mobilizzazione e manipolazione non è chiaro. Il dolore può anche essere alleviato da molte tecniche auto-praticate come esercizi di stretching e rafforzamento muscolare. Anche i metodi non tradizionali come Shiatsu, riflessologia e il massaggio terapeutico sono usati comunemente.

 

 

 

Prognosi

 

 

 

Circa la metà degli episodi si risolve entro un anno.

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Foto della Collana vista da Kratos

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Spiego a Kratos le collana

Dopo aver detto a Kratos tutto sull’ anatomia umana e dopo aver fatto vedere sia a Kratos sia a Pandora foto sull’ anatomia umana , gli dissi – adesso ti spiego tutto sulla collana e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla collana – Una collana è un tipo di gioiello o un ornamento portato attorno al collo. Le collane sono fatte di norma da una catenina di metallo prezioso, che può servire o meno da supporto per degli elementi decorativi (infilati come le perle, pendenti, ecc.).Nel corso dei millenni la collana ha assunto via via forme sempre più raffinate, partendo dalle rozze file di conchiglie o di pietruzze di epoche primitive, fino ad arrivare a tecniche di oreficeria varianti a seconda del gusto dell’epoca. Già presso gli antichi Egizi gli artigiani utilizzarono per le collane vari materiali, dal corno all’osso, dall’avorio alle pietre dure. Oltre ad un notevole livello di fantasia, si diffusero nuove tecniche di lavorazione di materiali preziosi oltre alla filigrana e agli smalti. Altri centri antichi nei quali proliferarono le produzioni raffinate di collane furono Creta e Micene, dove imperarono collane di ametiste. Anche le collane etrusche abbonarono di oro e di lavorazione a trina, mentre nell’era ellenistica i Greci svilupparono i loro modelli più creativi, dai cerchi attorcigliati (torques) ai collari di lamina di bronzo. Tutti questi elementi furono ripresi dai romani che vi aggiunsero nuovi motivi grazie all’introduzione di cammei, coralli, turchesi, etc. Se le collane prodotte dall’artigianato bizantino evidenziarono l’uso di monete e di croci, l’oreficeria barbara abbondò di metalli e di pietre preziose. Dopo una fase medioevale di relativa semplicità, di nuovo nel Rinascimento l’uso delle collane tornò in auge e l’oreficeria produsse veri e propri capolavori. Nei secoli successivi le collane divennero uno strumento esclusivamente femminile ed assunsero una forma meno ingombrante per mettere in risalto lo bellezza naturale delle pietre. Quindi, nel corso dei millenni, si sono utilizzati vari elementi, tra i quali i più comuni sono stati pietre preziose o semi-preziose, gemme, legno, cuoio, conchiglie, ecc. La collana è uno dei gioielli utilizzati per portare un simbolo al fine di affermare l’appartenenza ad una religione o ad una corrente di pensiero, ad esempio un crocifisso o un Buddha.

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Foto dell’ anatomia umana vista da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos l’ anatomia umana

Dopo aver detto a Kratos tutto sull’ anatomia e dopo aver fatto vedere sia a Kratos sia a Pandora alcune foto sull’ anatomia , gli dissi – adesso ti spiego tutto sull’ anatomia umana e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sull’ anatomia umana – « Il corpo umano è il magazzino delle invenzioni, l’ufficio brevetti, dove ci sono i modelli da cui è preso ogni suggerimento. Tutti gli attrezzi e i motori sulla terra sono soltanto estensioni delle membra e dei sensi dell’uomo. »

 

 (Ralph Waldo Emerson)

 

 L’anatomia umana è principalmente lo studio scientifico della morfologia del corpo umano adulto. È suddivisa in anatomia macroscopica e anatomia microscopica. L’anatomia macroscopica (chiamata anche antropotomia) è lo studio delle strutture anatomiche che possono essere viste senza l’aiuto del microscopio. L’anatomia microscopica è lo studio delle strutture anatomiche minute assistito dal microscopio, ed include l’istologia (studio dell’organizzazione dei tessuti) e la citologia (studio delle cellule).In alcune delle proprie caratteristiche l’anatomia umana è strettamente collegata all’embriologia, all’anatomia comparata e alla filogenetica, attraverso radici comuni nell’evoluzione; per esempio, molto del corpo umano mantiene la forma segmentale presente in tutti i vertebrati con unità di base che sono ripetute, ciò è particolarmente ovvio nella colonna vertebrale e nella cassa toracica, e può essere tracciata dagli embrioni al primo stadio.Il corpo umano consiste di un sistema biologico, composto da organi ed apparati, costituiti da un tessuto biologico, il quale è a sua volta composto da cellule biologiche e tessuto connettivo.La storia dell’anatomia è stata caratterizzata, nel tempo, dal continuo sviluppo nella conoscenza delle funzioni degli organi e delle strutture del corpo umano. I metodi si sono evoluti nel tempo, partendo dall’esame degli animali e poi attraverso la dissezione di cadaveri fino a tecniche tecnologiche complesse sviluppatesi nel XX secolo.

 

Studio

 

 Generalmente, gli studenti di medicina, i fisioterapisti, gli infermieri, i paramedici, i radiologi, gli artisti, e studenti di alcune scienze biologiche, imparano l’anatomia e l’anatomia microscopica da modelli anatomici, scheletri, libri di testo, diagrammi, fotografie, lettere e tutoriali. Lo studio dell’anatomia microscopica può essere aiutato dall’esperienza pratica esaminando dei preparati istologici con l’aiuto del microscopio; e in generale, gli studenti di medicina, imparano l’anatomia con l’esperienza pratica attraverso la dissezione e l’ispezione dei cadaveri (corpi umani morti). Una buona conoscenza dell’anatomia umana è richiesta a tutti i medici, specialmente ai chirurghi, e a dottori che lavorano in alcune specialità diagnostiche, come l’istopatologia e la radiologia.Per lo studio dell’anatomia umana, la fisiologia e la biochimica sono scienze di base complementari nella scienza medica, esse sono generalmente insegnate agli studenti nei primi anni di università. L’anatomia umana può essere insegnata regionalmente o sistematicamente; cioè, rispettivamente, studiare l’anatomia attraverso le regioni del corpo o studiarla attraverso i sistemi specifici. Il più completo libro di testo di anatomia, Gray’s Anatomy, in lingua inglese è stato recentemente riorganizzato da un formato a sistemi ad un formato a regioni, in linea con i metodi moderni di insegnamento. Lo studio anatomico del corpo umano può svolgersi per sistemi (anatomia sistematica o descrittiva) in cui analiticamente si studiano la conformazione, i rapporti, la struttura e lo sviluppo dei complessi organici dalla funzionalità similare (sistemi appunto), anche se le singole parti del sistema sono dislocate a distanza tra di loro (p.es. il cuore, le arterie, i capillari, le vene, nell’insieme contribuiscono a costituire il sistema circolatorio, giacché tutti insieme espletano la vitale funzione di rifornimento sanguigno ai tessuti e di smaltimento dei prodotti metabolici di rifiuto), oppure topograficamente (anatomia topografica) studiano le diverse strutture, i diversi organi a seconda della sede che occupano e dei rapporti che contraggono con le formazioni vicine. Con tale metodica si suddivide la superficie del corpo umano in territorio o in regioni (testa, collo, torace, arti superiori, arti inferiori, ecc.), e in ciascuno di questi si analizzano i vari strati dai più superficiali ai più profondi. L’anatomia comprende l’Osteo-Artrologia, la Miologia, la Splancnologia, l’Angiologia, la Cardiologia, la Neurologia, che studiano rispettivamente la struttura delle ossa e delle articolazioni, dei muscoli, dei visceri, dei vasi, del cuore, del sistema nervoso centrale e periferico. Se è vero che l’anatomia per indagare e descrivere si affida soprattutto alla sua acutezza visiva è pur vero che addentrandosi nel molto piccolo deve per forza avvalersi del microscopio (anatomia microscopica). Ulteriori suddivisioni della scienza anatomica si riscontrano con l’anatomia chirurgica che studia i problemi anatomici relativi alle malattie d’interesse chirurgico e agli interventi operatori in esse insiti, e il cui campo d’indagine si estende dall’esercitazione tecnica sul cadavere all’esecuzione di interventi su animali da esperimento; l’anatomia comparata che studia la struttura anatomica dei vari componenti della scala zoologica, sino all’uomo, evidenziandone i punti di contatto e le molteplici trasformazioni strutturali che via via caratterizzano gli animali superiori; l’anatomia embrionale che ci informa della struttura del corpo embrionale; l’anatomia radiologica che si occupa della nomenclatura e della conformazione delle singole parti del corpo umano cosi come appaiono alla radioscopia ed alla radiografia; l’anatomia patologica che studia e confronta con le strutture normali le alterazioni macro e microscopiche indotte nell’organismo dai vari agenti morbosi, cercando altresì di accertare delle constatate alterazioni la causa precisa di morte. Come si vede il campo di questa scienza medica di capitale importanza è ben ampio e sempre foriero di sviluppi giacché le metodiche d’indagine sempre più perfezionate permettono costanti approfondimenti della conoscenza intima, addirittura sub-microscopica, della struttura umana.

 

Gruppi regionali

 

 Testa, Faccia e Collo — includono tutto quanto si trova sopra al torace.

 

 Arti superiori — includono la spalla, il braccio, il gomito, il polso, la mano.

 

 Torace — la regione del petto dalla cassa toracica al diaframma.

 

 Addome – va dal diaframma alla regione pelvica.

 

 Schiena — la colonna vertebrale con i propri componenti: le vertebre, l’osso sacro, il coccige, e i dischi intervertebrali.

 

 Pelvi — tutto ciò che si trova dalla regione pelvica al diaframma o fascia pelvica.

 

 Perineo — la regione tra gli organi sessuali e l’ano.

 

 Arti inferiori — tutto ciò che sta sotto al legamento inguinale, includono l’anca, la coscia, il ginocchio, la gamba e il piede.

 

Maggiori apparati

 

 apparato tegumentario: pelle ed anche peli, capelli e unghie

 

 apparato scheletrico: supporto strutturale e protezione con le ossa, le cartilagini e i legamenti.

 

 apparato muscolare: movimento con i muscoli e i tendini.

 

 sistema nervoso: acquisisce, trasferisce e processa l’informazione tramite l’encefalo, il midollo spinale e i nervi encefalospinali, del sistema nervoso autonomo e gangli.

 

 sistema linfatico : strutture coinvolte nel trasferimento della linfa tra i tessuti, la linfa e i linfonodi e i vasi linfatici che la trasportano.

 

 sistema immunitario: che difende dagli agenti che causano malattie con i leucociti, le tonsille, le adenoidi, il timo, e la milza; da menzionare i rapporti col sistema ematomidollare(NB il flusso sanguigno ed il midollo osseo).

 

 apparato cardiovascolare: il pompaggio e la canalizzazione del sangue da e verso il corpo e i polmoni con il cuore, sangue, e vasi sanguigni.

 

 apparato respiratorio: organi usati per la respirazione, bocca, faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni, e il diaframma.

 

 apparato digerente: con assorbimento e digestione delle sostanze nutritive; bocca, ghiandole salivari, esofago, lo stomaco, il fegato e vie biliari, la cistifellea, il pancreas, l’intestino (tenue e colon), il retto e l’ano.

 

 apparato urinario: strutture coinvolte nel bilanciamento elettrolitico e nell’escrezione dell’urina reni, ureteri, vescica urinaria e uretra.

 

 apparato genitale maschile e apparato genitale femminile: gli organi coinvolti nella riproduzione come le ovaie, le tube di Falloppio, l’utero, la vagina, i testicoli, i vasi deferenti, la vescicola seminale, la prostata, ed il pene.

 

 sistema endocrino: comunicazione all’interno del corpo attraverso l’uso degli ormoni prodotti dalle ghiandole endocrine come l’ipofisi, la tiroide, le paratiroidi, il timo, il pancreas endocrino, le ghiandole surrenali e le componenti endocrine delle gonadi.