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Foto del Mar Arabico visto da Kratos

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Spiego a Kratos il mar Arabico

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mar di Marmara e dopo avergli fatto vedere alcune foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mar Arabico e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mar Arabico – Il Mar Arabico (arabo: بحرالعرب; translitterato: Bahr al-’Arab, latino: Mare Erythraeum) è la sezione nord-occidentale dell’Oceano Indiano.

 

 

 

Geografia

 

 

 

Il mar Arabico copre approssivativamente una superficie di 3.686.000 km² ed ha una profondità massima di 5800 metri. Corrisponde alla porzione nord-occidentale dell’Oceano Indiano, ed è delimitato ad oriente dalla costa occidentale della penisola indiana, a nord dalla costa pakistana e in parte da quella persiana, ad ovest dalla penisola arabica e a sud da una linea ideale che va dal Capo Guardafui, la punta nord-est della Somalia, all’isola di Socotra e fino al Capo Comorin, punta meridionale della penisola del Deccan. Il mar Arabico comunica tramite il golfo di Oman con il golfo Persico e tramite il golfo di Aden e lo stretto di Bab al Mandab con il mar Rosso. Altri golfi importanti che fanno parte del mar Arabico sono quelli di Cambay e di Kutch in prossimità della costa nord-occidentale indiana. Le isole principali che vi affiorano sono Socotra, prolungamento della costa africana, le isole Laccadive poste in prossimità alla costa sud-orientale dell’India e le isole di Masirah e Kuria Muria poste in prossimità della costa dell’Oman. I fiumi principali che vi sfociano sono l’Indo, il Narmada, il Tapti ed il Mahi. Le principali città che si affacciano sul mar Arabico sono Aden in Yemen; Mascate in Oman; Gwadar e Karachi in Pakistan; Mumbai, Mangalore, Calicut e Kochi (Cochin) in India. Le coste sono per la maggior parte rocciose ed accidentate, ma non mancano buoni approdi naturali che hanno favorito la nascita di importanti porti (Aden, Mascate, Bandar-e Abbas, Karachi, Bombay, Cochin, Colombo etc.). Il clima è tropicale; la regione è interessata dai venti monsonici che la investono in maniera decrescente da est verso ovest.

 

 

 

Storia

 

 

 

Il Mar Arabico è stato solcato dagli uomini sin dai tempi più antichi, in quanto via di comunicazione privilegiata tra il Medio Oriente, l’Africa Orientale, l’India e l’Estremo Oriente. Navigato dalle popolazioni rivierasche, a cominciare dai Persiani fin dall’età achemenide e dalle popolazioni arabiche meridionali, che sfruttavano dalle coste dell’Oman il regime monsonico dei venti, il Mare Arabico fu esplorato sommariamente fin dall’età alessandrina ed ellenistica da navi greche, che in un’occasione fortuita, provocata da un’inattesa protratta tempesta, approdarono fino alle coste della lontana Serendippo (l’attuale Sri Lanka).

 

 

 

Anche i Romani lo percorsero, mettendo in fruttuoso collegamento le loro basi egiziane con le ricche regioni del sub-continente indiano. Portarono così sui mercati mediterranei la seta, gli ottimi acciai indiani, il suo argento e le sue pietre preziose, portando animali selvatici che, oltre a destare grande curiosità, furono usati abbondantemente nelle venationes nel circo.

 

 

 

Le conoscenze profonde del Mare Arabico rimasero però appannaggio delle popolazioni che su di esso si affacciavano e sull’arte di navigarlo una serie di ottimi trattati fu elaborata dal grande navigatore yemenita Amad b. Mājid Muammad al-Saˁdī al-Jaddī al-Najdī che aiutò tra l’altro Vasco da Gama a tracciare le sue rotte in direzione dell’India dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza.

 

 

 

Ancora oggi è solcato come nei tempi antichi dai sambuchi, le caratteristiche barche arabe. Tramite il Mar Arabico gli arabi penetrarono sulla costa orientale dell’Africa e sulle sue acque si svolse un lucroso commercio, specie quello degli schiavi africani.

 

 

 

Nel periodo delle grandi esplorazioni europee fu solcato dagli esploratori portoghesi alla ricerca della via dell’Oriente e poi dagli inglesi, francesi, spagnoli e olandesi.

 

 

 

Con l’apertura del Canale di Suez, il mar Arabico si è trovato sulla rotta tra i porti europei del Mediterraneo e quelli asiatici. Oggi è uno dei mari più navigati del mondo in virtù della sua posizione strategica tra Asia, Africa ed Europa (tramite il Mar Rosso e quindi il Mediterraneo) e della sua importanza economica derivante dalle enormi riserve petrolifere mondiali, gestite dagli stati che si affacciano su di esso.

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Foto del Mar di Marmara visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mar di Marmara

Dopo aver detto a Kratos sul Mar d’ Azov  e dopo avergli fatto vedere una foto sul Mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mar di Marmara e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mar di Marmara – Il Mar di Marmara o Mare di Marmara (in turco: Marmara Denizi, in greco moderno: Μαρμαρα̃ Θάλασσα o Προποντίδα) è un mare interno che separa il mar Nero (Bosforo) dal Mar Egeo (stretto dei Dardanelli), così come separa la Turchia asiatica da quella europea.

 

 

 

Il Mar di Marmara occupa una superficie di 11.350 km2, le sue coste hanno un perimetro di circa 1.000 km, ha una salinità media di 22 parti per mille, leggermente più elevata di quella del mar Nero, ma corrispondente solo a circa due terzi di quella degli oceani. Tuttavia, le acque profonde hanno una salinità attorno alle 38 parti per mille, molto prossima, dunque, a quella del mar Mediterraneo. Per la sua maggiore densità l’acqua salata in profondità non migra verso la superficie. L’apporto di acqua dolce proveniente principalmente dai fiumi Simav, Granicus, Susurluk, Biga e Gonen contribuisce a mantenere bassa la salinità del mare. Quasi tutti i fiumi provengono dall’Anatolia, mentre è assai ridotto il contributo proveniente dalla Tracia. Al suo interno ci sono 23 isole suddivise quasi totalmente nei due gruppi di isole principali conosciute come isole dei Principi e isole di Marmara che danno il nome al mare (marmaros è una parola greca che significa marmo).

 

 

 

Propontide (Propontis, Προποντίς, -ίδος) era l’antico nome di tale mare. Il nome deriva da pro (prima) e pont (mare): il Mar di Marmara era visto come una canale che permetteva di raggiungere con le navi il Mar Nero.

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Foto del Mar D’ Azov visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mare d’ Azov

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Golfo della Sirte e dopo aver fatto vedere a Kratos una foto su quel golfo , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mare d’ Azov e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mare D’ Azov – Il Mar d’Azov (russo: Азо́вское мо́ре – Azovskoye more; ucraino: Азо́вське мо́ре – Azovs’ke more) è una sezione settentrionale del Mar Nero, collegata al corpo d’acqua principale dallo Stretto di Kerč. È limitato a nord dall’Ucraina, ad est dalla Russia e ad ovest dalla penisola di Crimea. Ad ovest si trova anche l’Arabat, un cordone sabbioso lungo circa 110 km, che separa il Mar d’Azov dalla laguna altamente salina di Sivaš. Nell’antica Grecia era conosciuto come Lago Meotiano, Mare Meotiano o “Palude Meotide” (anche in Tacito), dal nome degli antichi abitatori di queste rive, i “Meoti”.

 

 

 

Il mare è lungo 340 km e largo 135, ed ha una superficie di 37.555 km². I fiumi principali che sfociano nel Mar d’Azov sono il Don e il Kuban’; questi fanno si che le acque del mare abbiano una salinità relativamente più bassa in certi punti, inoltre trasportano in mare grosse quantità di limo. Il Mar d’Azov è il mare meno profondo del mondo, con una profondità massima di soli 13 metri; in effetti, dove il limo si è accumulato, come nel Golfo di Taganrog, la profondità media è inferiore al metro. Le correnti prevalenti del mare scorrono in senso antiorario; le maree sono variabili ma possono arrivare a oltre 5 metri. In inverno grandi porzioni del mare sono coperte dal ghiaccio.

 

 

 

Nel mar d’Azov vi sono diverse isole, sono vicine alla costa, basse, ma soprattutto molto piccole.

 

 

 

I porti principali sono: Berdjans’k, Mariupol’, Rostov sul Don, Taganrog e Ejsk. Due canali sfociano nel mare: il Canale Volga-Don e un collegamento al Mar Caspio attraverso il Canale di Manyč. Il mare ha diverse importanti zone di pesca ed è stato sfruttato per l’estrazione di gas naturale e petrolio.

 

 

 

Storicamente il mare ha ospitato una ricca varietà di vita marina, con più di ottanta specie di pesci identificate, e 300 varietà di invertebrati. La diversificazione e i numeri si sono ridotti a causa della pesca intensiva e degli aumentati livelli di inquinamento.

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Foto del Golfo della Sirte visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Golfo della Sirte

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mar Libico e dopo avergli fatto vedere una foto , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Golfo della Sirte e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Golfo della Sirte – Il Golfo della Sirte (arabo: خليجسرت, Khalīj Surt ), detto anche Golfo di Sidra, è una vasta insenatura del Mare Mediterraneo sulla costa settentrionale della Libia, che si estende da Misurata a occidente fino a Bengasi ad oriente. Nell’antichità il golfo veniva denominato Syrtis Maior (“Grande Sirte”), per distinguerlo dalla Syrtis Minor (“Piccola Sirte”, cioè il Golfo di Gabès).

 

 

 

La costa è principalmente desertica con presenza di paludi salate. Un’importante risorsa economica consiste nella pesca di tonni e spugne. Il porto principale lungo la baia è Sirte, da cui partono molte rotte carovaniere per il deserto del Sahara.

 

 

 

La Libia, con la dichiarazione del 19 ottobre 1973, giustificata facendo ricorso ai principi delle baie storiche, ha rivendicato l’intero golfo come territorio nazionale, con una linea di base della lunghezza di 302 mn coincidente con il parallelo 32° 30′ N, sebbene altre nazioni sostengano che debba valere lo standard internazionale del limite a 22,2 km dalla costa della nazione.

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Foto del Mar LIbico visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mar Libico

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mare di Alboran e dopo avergli fatto vedere una foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mar Libico e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mar Libico – – Il mar Libico è considerato quella porzione del Mar Mediterraneo compreso tra la costa meridionale dell’isola di Creta e il litorale della Libia. In quel tratto di mare è compresa l’isola di Gavdos, nonché gli isolotti di Gaudoupola, Paximadia, Chrysi e Koufonisi, tutti in territorio greco oltre a qualche sparuto banco appartenente allo Stato africano.