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Foto del Golfo di Amundsen visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Golfo di Amundsen

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mare di Beaufort e dopo avergli fatto vedere una foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Golfo di Amundsen e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Golfo di Amundsen – Il golfo di Amundsen (in inglese Amundsen Gulf) è un braccio di mare del mar glaciale Artico che è delimitato a nord dalla costa meridionale dell’ isola di Banks, a est dall’isola Victoria, a sud dalla costa canadese settentrionale ed a ovest dal mare di Beaufort. A nord tramite lo stretto del Principe di Galles comunica con il Canale Visconte Melville e lo stretto di McClure. Il golfo si estende per circa 400 km e per circa 150 km di ampiezza.

 

 

 

Nel 1850 fu esplorato per la prima volta dalla spedizione di Robert McClure nel suo viaggio alla ricerca del passaggio a nord-ovest. Tra il 1903 e il 1906 fu attraversato dall’esploratore norvegese Roald Amundsen (da cui prende il nome) che compì per la prima volta l’intero percorso del passaggio a nord-ovest.

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Foto del Mare di Beaufort visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mare Beaufort

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mare di Kara e dopo aver fatto vedere a Kratos una foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mare di Beaufort e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mare di Beaufort –  Il mare di Beaufort è una parte dell’Oceano Artico che si estende su una superficie di circa 450 000 km2 a nord delle coste dell’Alaska (Stati Uniti), dello Yukon e dei Territori del Nord-Ovest, entrambi appartenenti al (Canada) e ad ovest delle isole artiche canadesi. Il suo confine settentrionale è determinato da una linea immaginaria fra Point Barrow in Alaska e Lands End sull’Isola Principe Patrick. A sud-est comunica col il golfo di Amundsen e a est con lo stretto di McClure.

 

 

 

La prima esplorazione del mare di Beaufort risale al 1914 per opera del canadese Vilhjalmur Stefansson: il nome gli è stato assegnato in onore all’idrografo inglese Sir Francis Beaufort.

 

 

 

Il fiume Mackenzie, così come altri corsi d’acqua minori, sono i tributari di un mare che ospita numerose colonie di uccelli marini ed è un importante luogo di riproduzione nonché tappa di migrazioni per balene e beluga, rimanendo lontano dalle rotte commerciali.

 

 

 

Il mare di Beaufort è perennemente ricoperto dalla banchisa che si scioglie nelle zone più meridionali solo in estate, per un periodo che va da 2 a 5 mesi.

 

 

 

Ha nel suo sottosuolo grandi riserve di petrolio e gas, che sono state esplorate a partire dagli anni 1960, ma sfruttate dal 1986: per non influire negativamente sulla riproduzione delle balene lo sfruttamento di questi giacimenti è autorizzato solo in inverno.

 

 

 

Il mare di Beaufort è oggetto di disputa fra i paesi che vi si affacciano riguardo alla distanza del confine delle acque internazionali.

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Foto del Mare di Kara visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mare di Kara

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mar Bianco e dopo avergli fatto vedere una foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mare di Kara e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mare di Kara – Il Mare di Kara (in russo: Карское море[?] Karskoje More) è una porzione meridionale del Mar Glaciale Artico compresa tra il 60º e il 90º meridiano est.

 

 

 

Caratteristiche fisiche

 

 

 

Il mare è delimitato a sud dalla costa siberiana, a est dall’isola Severnaya Zemlya e dalla penisola del Tajmyr, a nord è delimitato dalla linea ideale che va dall’isola Komsomolec all’isola Terra di Graham Bell ed a ovest dall’isola Novaja Zemlja e dall’arcipelago Terra di Francesco Giuseppe.

 

 

 

Tramite lo stretto di Kara il mare comunica a ovest con il mare di Barents. Ad est dell’isola Severnaya Zemlya si estende il mare di Laptev.

 

 

 

Il mare si stende per circa 1450 km di lunghezza e per circa 970 km di ampiezza coprendo una superficie di circa 880.000 km². Il mare di Kara è poco profondo con una profondità media di 110 metri e una massima di 620 metri. È ricoperto da ghiaccio per la maggior parte dell’anno ad eccezione di poche settimane in estate quando è possibile la navigazione. I porti principali sono Dikson e Novy Port.

 

 

 

Il mare di Kara riceve le acque dei fiumi Ob, Jenisei, Pjasina, Tajmyra, Kara, Pur e Taz.

 

 

 

Esplorazione

 

 

 

Il mare di Kara fu raggiunto nel 1597 dalla spedizione olandese di Willem Barents che perse la vita nel corso di questo viaggio. Nel 1875 fu esplorato dal navigatore svedese Adolf Erik Nordenskjold che era alla ricerca di un passaggio per l’Oceano Pacifico.

 

 

 

Il mare ha ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale non ancora sfruttati.

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Foto del Mar Bianco visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mar Bianco

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mare di Barents e dopo avergli fatto vedere una foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mar Bianco e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mar Bianco – Il Mar Bianco in russo: Белое море[?] beloe more, /ˈbʲɛlʌjɪˈmɔrʲɪ/) è un mare laterale del Mar Glaciale Artico.

 

 

 

Geografia

 

 

 

Superficie

 

 

 

Il Mar Bianco occupa una superficie di circa 90.000 km² e ha un volume complessivo pari a circa 6000 km³. La profondità media è di 67 m mentre la profondità massima è di 350 m. È delimitato a nord dalla penisola di Kola, a occidente dalla Carelia, a sud dall’Oblast di Archangelsk. Essendo quasi completamente circondato dalla terraferma è spesso considerato un mare interno, nel quale si trova l’arcipelago delle Isole Soloveckie.

 

 

 

Suddivisione

 

 

 

Il Mar Bianco è suddiviso in quattro parti. L’area di passaggio dal mar Bianco al mare di Barents, larga dai 100 ai 170 km, è detta Voronka (in russo: Ворoнка[?], “imbuto”), ha una profondità che arriva agli 80 m, la profondità media è di 34 m.

 

 

 

A sud-est della Voronka si trova il golfo del Mezen’, profondo soli 13 m (in russo: Мезенский залив[?]). Lo stretto di ampiezza che va dai 40 ai 60 km e profondo dai 40 ai 60 m, detto Gorlo (in russo: Горло[?], “gola”) introduce nel mar Bianco propriamente detto, a sua volta costituito da un bacino centrale e tre baie, da est a ovest rispettivamente la baia della Dvina, la baia dell’Onega ed il golfo di Kandalakša.

 

 

 

Clima

 

 

 

Il clima è di tipo continentale, con inverni lunghi e molto rigidi, le temperature calano fino – 30 °C, e estati calde. La temperatura dell’aria difficilmente sale oltre i 15-20 °C ma può raggiungere anche i 30 °C. La temperatura dell’acqua raggiunge il valore massimo in agosto con 14-15 °C nella baia di Kandalašskij, 12-13 °C nel bacino centrale, 20-24 °C nelle baie poco profonde e soli 7-8 °C nel Gorlo. In inverno parte del mare è coperto di ghiaccio e neve, ma solo negli inverni particolarmente rigidi il mare gela completamente. D’inverno la temperatura dell’acqua è vicina alla temperatura di congelamento che, a causa della salinità è tra i 0 e i -1,9 °C. Al di sotto del termoclino la temperatura è costante nell’anno ed è pari a -1,4 °C.

 

 

 

Salinità

 

 

 

La salinità varia a seconda dell’apporto di acque dolci, gli apporti più significativi di acque dolci giungono dal fiume Dvina settentrionale (143 km³/a), dal Mesen (33 km³/a) e dal fiume Onega (21 km³/a), tutti e tre sfociano nella parte orientale del mare. Nel complesso vi è un apporto annuo di acque dolci annuo pari a 228 km³. In superficie, nelle zone centrali, la salinità varia tra il 24-27 ‰, in profondità è intorno al 30 ‰. Il mar Bianco è leggermente meno salino del mar di Barents.

 

 

 

Porti e trasporti

 

 

 

Il porto principale è Arcangelo, il fiume principale è la Dvina settentrionale. Nel 1933 fu aperto il Canale Mar Bianco-Mar Baltico; vi è inoltre un canale che tramite il fiume Volga pone in collegamento il Mar Caspio con il Mar Nero. I porti del mar Bianco sono chiusi dal ghiaccio da ottobre/novembre fino a maggio.

 

 

 

Stazioni di ricerca

 

 

 

Nella baia di Kandalašskij si trovano numerose stazioni di ricerca biologica, tra le quali una dell’Accademia russa delle scienze.

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Foto del Mare di Barents visto da Kratos

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Spiego a Kratos il Mare di Barents

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mare di Groenlandia e dopo avergli fatto vedere una foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Mare di Barents e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Mare di Barents – Il Mare di Barents è parte del Mar Glaciale Artico ed è localizzato a nord della Norvegia e della Russia. Per essere un mare costiero la sua profondità è notevole (mediamente 230 m) è delimitato a ovest dal mare di Norvegia, a nord ovest dalle isole Svalbard e dalle isole di Terra di Francesco Giuseppe e Novaja Zemlja (Russia) a nord-est e est.

 

 

 

La parte meridionale del mare di Barents, inclusi i porti di Murmansk (Russia) e Vardø (Norvegia) rimane sgombra dai ghiacci tutto l’anno a causa della corrente nord-atlantica più calda. Nel mese di settembre il mar di Barents è quasi completamente privo di ghiacci.

 

 

 

Fino alla guerra finno-sovietica, i territori della Finlandia giungevano fino al mare di Barents, con il porto di Petsamo che era l’unico porto libero dai ghiacci di inverno della Finlandia.

 

 

 

Ci sono tre tipi principali di masse d’acqua nel mare di Barents:

 

 acqua atlantica calda e salata (temperatura > 3 °C, salinità > 35) che giunge dalla corrente nord-atlantica,

 

 acqua artica fredda (temperatura < 0 °C, salinità < 35) che giunge da nord,

 

 acqua costiera calda e non molto salata (temperatura > 3 °C, salinità < 34,7).

 

 

 

Fra le acque atlantiche e quelle polari si forma il cosiddetto fronte polare. Nelle parti occidentali del mare (vicino a Bjørnøya o Isola dell’Orso) la posizione del fronte polare è determinata dalla topografia del fondale per cui è abbastanza stabile e ben definita, mentre nella parte orientale (verso Novaja Zemlja) la posizione del fronte varia molto di anno in anno.

 

 

 

Grazie alla corrente nord-atlantica il mare di Barents ha una produzione biologica elevata rispetto ad altri mari che si trovano sulle stesse latitudini.

 

 

 

La fioritura primaverile di fitoplancton inizia in corrispondenza con lo scioglimento dei ghiacci, che forma uno strato stabile d’acqua fresca. Il fitoplancton alimenta lo zooplancton formato da Calanus finmarchicus, Calanus glacialis, Calanus hyperboreus, Oithona e il krill. Si alimentano di zooplancton i merluzzi (Gadus morhua e Boreogadus saida), i capelin (Mallotus villosus), le balene e le gazze marine minori. I capelin a loro volta sono cibo per i predatori superiori come il merluzzo dell’Atlantico, le foche della Groenlandia, le urie comuni e le urie di Brünnich.

 

 

 

La pesca del merluzzo nel mar di Barents è un’importante risorsa per la Russia e per la Norvegia.

 

 

 

Da un punto di vista ambientale destano preoccupazione i rischi di contaminazione nucleare da reattori navali russi affondati e le future trivellazioni nell’area Goliath al largo della Norvegia.