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Dico a Kratos e Pandora che rapporto di parentela c’ e tra di loro

Dopo aver spiegato a Kratos e a Pandora quello che gli dovevo spiegare , a loro dissi – adesso vi dico che rapporto di Parentela c’ e tra voi e Kratos – quale rapporto di Parentela ho con Pandora ? e io risposi – come rapporto di Parentela con Pandora è quello di zio e Pandora è tua nipote e Kratos disse – grazie per avermelo detto e Pandora disse – grazie Marcello .

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Foto dell’ Estate visto da Kratos

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Spiego a Kratos l’ Estate

Dopo aver detto a Kratos e Pandora tutto sulle Calze e dopo avergli fatto vedere due foto sulle calze , gli dissi – adesso ti spiego tutto sull’ Estate e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sull’ Estate – L’estate è una delle quattro stagioni dell’anno. Deriva il nome dal latino aestate(m), col significato di “calore bruciante”, da aestus (come il greco aìthos) “calore”, richiamando il caldo fastidioso.

 

 

 

L’estate astronomica ha inizio il giorno del solstizio d’estate, il 20 o 21 giugno nell’emisfero boreale (nell’emisfero australe il 21 o 22 dicembre) e termina nel giorno dell’equinozio d’autunno (22 o 23 settembre e nell’emisfero australe il 20 o 21 marzo). Si tratta del periodo dell’anno in cui il sole, raggiunto il suo punto più alto sull’orizzonte, il 20 giugno, inizia a scendere, fino al 23 settembre, giorno dell’equinozio d’autunno, quando la durata del giorno è uguale a quella della notte. In media, durante l’estate astronomica, si raggiungono le temperature più alte nella seconda metà di luglio.

 

 

 

Meteorologicamente invece si considerano estate e inverno i periodi di tre mesi rispettivamente più caldi e più freddi: in tal modo primavera e autunno sono definiti come i periodi intermedi. In tal senso l’inizio dell’estate meteorologica varierà in da paese a paese in base, principalmente, alla latitudine..

 

 

 

Effetti

 

 

 

L’estate meteorologica è la stagione in cui le temperature sono più elevate e l’aria è più calda. Nell’estate astronomica la durata del dì progressivamente incomincia a diminuire e, conseguentemente, ad allungarsi quella della notte.

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Foto delle Calze viste da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos e Pandora le Calze

Dopo aver detto a Kratos tutto sugli Orecchini e dopo avergli fatto vedere due foto sugli Orecchini , dissi a loro – adesso ti spiego tutto sulle Calze e Kratos e Pandora dissero – ok , comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulle Calze – Le calze sono degli indumenti di biancheria intima che si aggiustano strettamente ai piedi ed alle gambe, variamente elasticizzate, ed usualmente (in particolare quelle femminili) non hanno come proposito il nascondere gambe e piedi, ma anzi esaltare le loro forme.

 

Etimologia italiana del termine

 

Proviene da “calcea” una forma del latino tardo settentrionale, derivata dal latino “calceus” (la scarpetta di cuoio fine che si indossava nelle case oppure nella commedia teatrale) che a sua volta sembra derivare da “calx”, tallone. La popolarità dell’indossare calze variamente ricamate, disegnate, rilevate o stampate è aumentata anno dopo anno rispetto alla semplice vista delle gambe scoperte, dal momento che molti uomini sembrano gradire di più la suggestione visiva che le calze creano sulle gambe di una donna.

 

Evoluzione del termine in Inghilterra

 

La parola inglese “stock” veniva utilizzata per riferirsi alla parti basse del corpo, e per analogia la parola venne estesa per riferirsi al capo dell’abbigliamento maschile (costituito da un solo pezzo) che copriva la parte inferiore del tronco e gli arti inferiori sin dal 1400; essenzialmente erano tre stretti capi intimi, comprendenti gli upper-stocks (che erano una specie di mutandoni che coprivano le ginocchia, e che si definivano knee breeches) e gli nether-stocks (che erano delle calze che partivano dal di sotto delle ginocchia, e che per l’appunto conservarono il nome di stockings).

 

In inglese i gambaletti sono noti nella versione femminile come Half-stockings, e coprono soltanto il piede e parte del polpaccio, e nella maschile calze o calzini (o in quella sportiva) sono comunemente denominati sock. Questa parola è un’evoluzione del latino soccus, una calzatura leggera, senza suola rigida. Era la scarpetta più spesso indossata dagli attori nella commedia romana ; e veniva utilizzata per simbolizzare la commedia, così come buskin, lo stivale, simbolizzava la tragedia nel teatro antico.

 

Nel uso moderno, le calze di tipo stocking specificamente si riferisce all’intimo femminile costituito da due pezzi speculari, uno per ogni gamba. Il termine autoreggenti (“hold-ups”) si riferisce a calze che si sostengono da sole, mentre il termine stockings è un termine generale che si riferisce al tipo di calze che necessitano di un reggicalze che cinge la vita quasi come una banda o cintura, e che sono molto diverse dai tights o pantyhose (inglese d’america).

 Mezzi per sostenere le calze lunghe da donna

 

Le calze lunghe da donna tipicamente vengono sostenute in uno di tre modi possibili. La maniera più comune, efficace e salubre è quella di indossare un capo che le sostenga dall’alto tramite alcune bretelle dette giarrettelle (jarretelle in Francia, suspenders in USA o sussies in Inghilterra, liga in Spagna, strapse in Germania) ad esse legate con un gancio che pinza la balza della calza. Tra le diverse tipologìe di questi capi i più comuni sono il reggicalze (porte-jarretelles in Francia, garter belt in USA, suspender belt nelle isole britanniche, liguero e portaligas in Spagna, strumpfhalter in Germania), il corsetto, la guêpière, lo stringivita, il bustino, la guaina. Questa metodologia ,demandando l’onere della sospensione a un capo che si appoggia sui fianchi o si sostiene avvolgendo il torso, risolve la problematica senza affliggere le gambe con lacci, elastici e bande siliconiche. Ultimamente sono state prodotte anche mutandine dotate di giarrettelle, ma trattasi di capi con mera funzione esibitiva e modaiola, in quanto la soluzione di continuità della funzione sospensiva a ogni occasione di necessità fisiologica le rende drammaticamente inefficienti e quindi noiosamente scomode.

 

Il secondo mezzo più comune per sostenere le calze è l’impiego della tecnologia stay-up che consiste o nel rendere elastica la balza della calza o nell’inserire nella parte interna della balza stessa una banda di silicone che aumenta l’aderenza alla cute. Questa metodica non impedisce comunque il progressivo scivolamento in giù della calza in quanto è solo una resistenza parziale e inaffidabile, specialmente in presenza di traspirazione, di ripetuti movimenti, di misure non perfette a causa della non regolabilità, di prolungato uso. Queste calze sono chiamate autoreggenti.

 

Attualmente il mezzo meno comune di sostenere le calze è la giarrettiera (un elastico circolare, coperto da un ricamo che viene fatto scivolare su fino al bordo superiore della calza) e che serve per mantenerla su, essenzialmente stringendola contro la gamba. Queste sono le giarrettiere che le spose indossano spesso nel giorno del matrimonio, e che tradizionalmente possono lanciare agli invitati. Hanno molti degli stessi vantaggi e svantaggi delle calze autoreggenti, in primis la riduzione di circolazione sanguigna.

 Invenzione del collant

 

Nel 1959 Allen Grant Sr. inventò i collant in nylon (in inglese “pantyhose”) che, fabbricato con altri materiali, erano noti da molti secoli come per esempio la calzamaglia utilizzata nel medioevo e rinascimento italiano sia da donne che da uomini. I collant, (spesso la parte di ciascuna gamba viene tessuta separatamente da due macchine automatiche) coprono entrambe le gambe, le coperture spesso vengono cucite assieme tramite una specie di tassello igienico (in inglese “gusset”), una specie di mutandina oppure una guaina che costituisce la parte superiore e che serve per rendere superfluo l’utilizzo di reggicalze oppure della giarrettiera. Il tassello di cotone consente una corretta traspirazione, rendendo superfluo l’utilizzo delle mutande che vengono comunque frequentemente indossate più per motivi psicologici o culturali che igienici. Effettivamente indossare abbigliamento sotto i collant sfavorisce la traspirazione e favorisce la fermentazione dei secreti genitali causando odori, sensibilità agli attacchi batterici e aumentando la probabilità di reazioni allergiche da predisposizione.

 

Il beneficio primario del collant è la convenienza di non doverle aggiustare troppo, ma vi sono problemi di traspirazione e ventilazione significativi che possono rendere sconsigliato l’uso quotidiano del collant. Questo problema può essere parzialmente mitigato dal collocare un tassello in cotone che copra la zona perineale, e dal non indossare mai mutandine di nylon sotto il collant . Nel Regno Unito, lo stesso capo di abbigliamento va sotto il nome di “tights” oppure occasionalmente “pantyhose” (con una pronuncia lievemente differente).

 

Molte donne trovano i collant molto più comodi delle calze. Ciò ha portato ad un rapido declino delle calze, in particolare negli anni 1960, quando le donne iniziarono ad indossare la minigonna. In effetti oggigiorno le calze vengono indossate puramente per la loro valenza estetica. L’invenzione delle autoreggenti ha spinto alcune donne a indossare di nuovo le calze. Il numero di donne che usano le calze invece dei collant sta aumentando leggermente ogni anno .

 Produzione

 

Sebbene la produzione di macchinari per i calzifici sia tuttora appannaggio dell’Italia, ora il settore soffre pesantemente a causa della scomparsa di calzifici dal mondo occidentale produttivo (persino la Corea che era il secondo polo in grado di produrre macchine da calze di buona qualità, ma a prezzi più bassi, ha dovuto trasferirli in Cina).

 

L’industria si avvale di macchine circolari, con aghi a linguetta e uncino, simili a quelli utilizzati in tutto il comparto della maglieria. Tali macchinari somigliano a quelli circolari di grandi diametri, utilizzati nella maglieria ma hanno dimensioni ridotte e un numero di aghi che oscilla tra i 50 e i 450. Si tratta di macchine molto sofisticate e oggi completamente automatizzate e gestite dal software di uno o più computer. Oltre che per le dimensioni, si differenziano dalle macchine di maglieria, anche per la necessità di dover produrre il tallone e la punta delle calze: in queste due fasi della lavorazione il cilindro deve ruotare alternativamente in un senso e nell’altro, fino al termine della punta e del tallone, cosa che non avviene nelle macchine da maglieria, che ruotano sempre e solo in una direzione.

 

Le caratteristiche principali, sono il numero degli aghi e il diametro del cilindro di lavoro. Questi due elementi determinano la finezza della macchina. La finezza o (gauge in inglese) è il numero di aghi presente in un pollice della circonferenza, calcolata, misurando il diametro sul fondo di due canalette contrapposte, nelle quali si muovono gli organi tessili e non sull’esterno del cilindro. Altro elemento importante è lo spessore degli aghi che viene indicato in millimetri: 0,5 mm per la finezza 18; 0,7 mm per la finezza 14, 0,4 mm per la finezza 26.

 Zona di produzione

 

Castel Goffredo, in provincia di Mantova è conosciuta in tutto il mondo come “Città della calza”, il più importante distretto per la produzione di calzetteria femminile.

 

Macchinari

 

Mono cilindro: dispongono di un unico cilindro e possono produrre solamente maglia ad un verso (maglia diritta)

 Doppio cilindro: dispongono di due cilindri sovrapposti l’uno sull’altro e gli aghi possono lavorare indifferentemente nel cilindro inferiore o in quello superiore, con la conseguente possibilità di produrre maglia diritta quando gli aghi lavorano nel cilindro inferiore e maglia rovescia se lavorano nel cilindro superiore.

 

In queste macchine, gli aghi hanno due teste ad uncino e linguetta.

 

Solitamente le macchine con 400 aghi vengono utilizzate per produrre calze velate per donna e utilizzano prevalentemente fibre sintetiche. Nel settore delle calze da uomo, il numero degli aghi oscilla tipicamente tra i 168 e i 280 su diametri 3-3/4 pollici, ma esistono altre finezze in cui il numero degli aghi scende anche intorno ai 50 e i diametri dei cilindri salgono anche fino a 5 pollici.

 Terminologia delle calze

 

Autoreggenti – Sono calze che si sostengono da sole aderendo alla gamba grazie a bande elasticizzate e ad una banda interna in lattice o silicone (spesso hanno una banda decorativa molto ampia in ricamo, denominata ‘balza’).

 Calze a rete – Calze in tessuto a fili spessi con una trama dei fili aperta, che ricorderebbe una rete da pesca, spesso indossate in estate.

 Calze a retina – Calze in tessuto a fili spessi con una trama dei fili un po’ meno aperta dalle precedenti, ma che espongono la cute.

 Calze con la riga – (In inglese “seamed”) sono calze prodotte alla vecchia maniera con una giunzione-cucitura che corre lungo la parte posteriore della gamba. Nel passato venivano manifatturate tagliando il tessuto e successivamente cucendolo assieme per dargli la forma desiderata. Oggigiorno le calze vengono tessute automaticamente in continuo, non hanno cuciture ed una cucitura “seam” posticcia viene aggiunta nella parte posteriore per ottenere aspetto vintage.

 Cuban-Heel – Una calza con l’area punto che sopporta il tallone rinforzata con tessuto ripiegato e ricucito su sé stesso.

 Demi-Toe – (Mezzo dito) Sono calze che hanno la parte per un dito rinforzata con metà della copertura sotto e sopra. Questo rinforzo copre soltanto la punta delle dita invece dell’intero dito. Questi modelli esistono sia con che senza un’area del tallone rinforzata.

 Denari – Unità di misura usata per descrivere lo “spessore” (o la trasparenza) della calza: più basso è il numero di denari e più trasparente è l’indumento. Il numero di denari corrisponde al peso in grammi di 9000 metri di filo usato per la fabbricazione delle calze (ad esempio 9000 metri di filo usato per tessere una calza 20 denari pesano 20 grammi) . Le calze tessute con un alto numero di denari tendono ad essere meno trasparenti ma hanno una maggiore durata.

 Fencenet – Simili alle calze a rete, ma con la maglia molto più larga. Sono indossate sopra un altro paio di calze; ad esempio opache, per contrastare.

 Full-Fashioned – Il tessuto viene prodotto come un foglio, piatto e liscio. Viene poi tagliato e le due parti vengono assemblate con una cucitura sul retro. Erano molto in voga fino agli anni ’60.

 Gambaletti – Sono calze che terminano sotto il ginocchio ed il piede, coprendo il polpaccio.

 Opache – Calze costituite da una trama spessa e scura che da loro una apparenza opaca (solitamente 40 denari o maggiore).

 RHT – Abbreviazione dell’inglese “reinforced heel and toe” (aree del tallone e dell’alluce sono rinforzate).

 Sandalfoot – Senza rinforzo al tallone o alle dita che, teoricamente, sono esteticamente migliori quando indossate sotto i sandali.

 Seamless – Calze senza cuciture, fabbricate in un solo passaggio su macchine circolari (operazione continua su un solo lungo filo) e che dunque non richiedono la cucitura “seaming” nella parte posteriore.

 Knee-Highs – Calze che terminano all’altezza del ginocchio, o appena sopra di esso.

 Thigh-Highs – (o “Parigine”) Calze che terminano a metà coscia.

 Welt – Calze cucite a macchina, rinforzate soprattutto sulla punta. Per dare forza e sostenere.

 Calze velate – (In inglese “sheer”) Calze che in generale hanno una fibra sottile che va dai 15 ai 20 denari.

 Calze velatissime – una fibra finissima di pochi denari che offre il massimo nella trasparenza. Solitamente la fibra è sotto i 15 denari.

 Parigine – Calze che arrivano non oltre a ricoprire il ginocchio.

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Foto degli Orecchini visti da Kratos

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Spiego a Kratos l’Orecchino

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora il significato di cugino , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul significato di orecchino e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul significato di Orecchino – Un orecchino è un pezzo di gioielleria che è indossato sull’orecchio. È indossato sia dai maschi che dalle femmine, anche se, fino a poco tempo fa, l’uso di orecchini costituiva un tratto distintivo culturale tipicamente femminile. Successivamente è invalso l’uso saltuario, per i maschi, di portare l’orecchino a un solo lobo, ma non sono esattamente rari i casi di uomini che indossano uno o più orecchini su entrambe le orecchie, nelle culture occidentali. Esistono varie tipologie di orecchino: a perno, a baule, a cerchio, a goccia, a palla.Gli orecchini sono generalmente attaccati alle orecchie tramite fori nei lobi, oppure mediante l’uso di clips che consentono di evitare di forare il lobo. Gli orecchini possono essere fatti di molti materiali, come metallo, plastica, vetro, pietre preziose, etc.; è tuttavia essenziale che il materiale sia anallergico, per evitare irritazioni della pelle.

 

 

 

Ne esistono di tutti i tipi e dimensioni, limitate unicamente dalla capacità del lobo dell’orecchio di sostenere l’orecchino senza lacerarsi; infatti le persone che indossano orecchini particolarmente pesanti potrebbero incorrere, progressivamente, nella tendenza alla dilatazione e alla lacerazione del foro del lobo o nell’allungamento antiestetico del lobo stesso.Ne esistono di tutti i tipi e dimensioni, limitate unicamente dalla capacità del lobo dell’orecchio di sostenere l’orecchino senza lacerarsi; infatti le persone che indossano orecchini particolarmente pesanti potrebbero incorrere, progressivamente, nella tendenza alla dilatazione e alla lacerazione del foro del lobo o nell’allungamento antiestetico del lobo stesso.

 

 

 

Gli orecchini sono indossati in tutto il mondo, in molte culture differenti; è spesso considerata una pratica comune, a volte quasi un rito di iniziazione sociale (simile, a livello simbolico, alla circoncisione o alla infibulazione), praticare fori alle orecchie delle femmine poco dopo la nascita. Anche se non comuni come per le donne, piercing all’orecchio sono diventati piuttosto comuni nel Nord America e in Europa.

 

 

 

Gli orecchini da uomo invece si mettevano all’orecchio sinistro, seguendo una tradizione già presente nel XIX secolo nella marina mercantile inglese, mentre si mettevano nell’orecchio destro nella marina da guerra, sempre in Inghilterra. Pare che portarlo all’orecchio sinistro sia un simbolo anarchico.

 

 

 

I pirati mettevano l’orecchino per “catturare la luce”. Nei luoghi con scarsa visibilità, per esempio sotto coperta, l’orecchino d’oro rifletteva la luce di una qualsiasi fonte e il pirata poteva essere localizzato. Altri dicono che lo mettevano come simbolo di riconoscimento, una specie di uniforme. Altre fonti sostengono invece che l’orecchino d’oro per i marinai aveva una valenza pratica, esso sarebbe servito a pagare le spese funerarie nel caso in cui il marinaio fosse morto lontano da casa.

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Spiego a Kratos e Pandora il significato di Cugino

Dopo aver detto a Kratos e Pandora tutto sul significato di figlio e dopo aver fatto vedere sia a Kratos sia a Pandora una foto di un bimbo , dissi a loro – adesso ti spiego tutto sul significato di Cugino e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul significato di Cugino – Con il termine cugino si indica in genere il figlio dei propri zii; in questo caso la parentela è detta di primo grado.

 

Spesso il legame di parentela non è così stretto, come nel caso dei cugini figli dei cugini dei propri genitori; in questo caso si parla di cugini di terzo grado.

 

Il computo del grado di parentela, secondo il codice civile italiano, ha, invece una diversa denominazione. Quelli che popolarmente sono chiamati “cugini primi” sono parenti di quarto grado perché bisogna risalire fino al parente comune (ad esempio in questo caso il nonno) e scendere fino al cugino.

 

Il cugino di secondo grado (primo cugino del genitore) può essere chiamato anche biscugino.

 

Altri significati

 

In Italia il termine “cugino” si usava anche in ambito monarchico, infatti il re dava il nome di “cugino” alle persone che avevano l’onorificenza del Collare della Santissima Annunziata..

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Foto di un figlio visto da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos e Pandora il significato di Figlio

Dopo aver detto a Kratos e Pandora tutto sul significato di Bisnonno , dissi a loro – adesso vi spiego tutto sul significato di figlio e Kratos e Pandora dissero – ok , comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul significato di Figlio – Figlio (dal latino filius) è la creatura umana, animale o vegetale, rispetto a coloro che lo hanno generato.

 

Nel corso del tempo sono nati modi di dire in cui la parola figlio assume diverse sfumature, per esempio nella teologia cattolica, Figlio è il nome della seconda persona della Trinità. A volte il termine figlio può essere usato come epiteto affettuoso rivolto da una persona anziana o degna di riverenze o considerazione. Il poeta Carducci invece lo usa per indicare l’uomo rispetto al paese natio (Marciate, o della patria incliti figli).

 

Il termine figlio viene inoltre usato come designazione tradizionale o letteraria di un rapporto di discendenza o appartenenza nobilitante (i figli di Dio; il figlio del Cielo cioè il sovrano del Celeste Impero, l’antica Cina; i figli dei fiori), favorevole (il figlio della fortuna), degradante (il figlio del peccato; figlio di buona mamma; figlio di puttana usato anche come ingiuria) od oggettivo (ognuno è figlio delle proprie azioni; figlio del secolo; figlio del proprio tempo).

 

Infine può essere utilizzato per la designazione di appartenenti a varie congregazioni: i Figli della Sacra Famiglia (congregazione religiosa); i Figli della Lupa (nel regime italiano fascista, dal 1934, l’organizzazione paramilitare dei più giovani, dai sei agli otto anni)

 

Esempi di uso della parola figlio

 I figli dei figli – i lontani discendenti

 Figlio di primo, di secondo letto – nato dal primo, dal secondo matrimonio

 Il Figlio di Dio, il Figlio dell’uomo – Gesù

 I figli dei fiori – gli hippy

 I figli del vento – gli zingari

 I figli di Adamo/I figli di Eva – gli uomini

 I figli d’Israele – gli Ebrei

 Figlio di famiglia – minorenne (e quindi soggetto alla potestà dei genitori)

 Figli contro-figure – contrasti generazionali

 Figlio di papà – giovane favorito eccessivamente dal prestigio, dall’autorità o anche dalla permissività del padre

 Figlio legittimo nato da genitori uniti in matrimonio

 Figlio naturale o figlio illegittimo – nato da genitori non uniti in matrimonio

 Figlio di nessuno – figlio illegittimo, trovatello, persona tenuta in nessun conto o vittima di sopraffazioni

 Figlio d’arte – attore destinato alla carriera teatrale dalla tradizione familiare (anche riferito ad altri campi d’attività)

 Figlio del popolo – persona di umili origini

 http://www.paternitaoggi.it – Uno spazio dedicato ai papà e alle informazioni sulla paternità .