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Spiego a Kratos e a Pandora il Cavallo

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul Soldato e dopo avergli fatto vedere alcune foto su take argomento , io dissi a loro – adesso vi spiego tutto sul Cavallo e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sul Cavallo – « I miei tesori non luccicano né tintinnano ma brillano nel sole e nitriscono nella notte »

 (Proverbio gitano)

 

Il cavallo (Equus caballus Linneo 1758), è un mammifero ungulato di grossa taglia. Appartiene al genere Equus, unico della famiglia Equidae. Studi archeologici rivelano una domesticazione più tarda rispetto ad altri animali, all’incirca verso il V millennio a.C. nelle steppe orientali dell’Asia, mentre in Europa lo si inizierebbe a vedere non prima del III millennio a.C.. Si suppone che la domesticazione sia avvenuta a partire da una sottospecie estinta delle steppe asiatiche, il Tarpan. Viene utilizzato come da tiro, da sella e recentemente, come animale d’affezione. È in grado di rinselvatichirsi e di sopravvivere autonomamente allo stato brado.

 

Frutto di una lunga e ben conosciuta evoluzione, il cavallo presenta un’elevata specializzazione morfologica e funzionale all’ambiente degli spazi aperti come le praterie, in particolare ha sviluppato un efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all’alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.

 

I cavalli si dividono in base alla corporatura (dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi) e in base al temperamento (a sangue freddo, mezzo sangue e i cosiddetti puro sangue). Il tipo brachimorfo comprende le “razze pesanti” (cavalli da tiro: shire, vladimir,gispy vanner…).Il tipo dolicomorfo comprende le “razze leggere da sella” (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.); il tipo mesomorfo comprende le “razze da sella” (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.);

 

Origini e storia

 

I presunti progenitori del cavallo sono apparsi sulla Terra circa 55 milioni di anni fa. Gli evoluzionisti hanno una buona conoscenza del processo evolutivo che ha portato alla specie attuale, dato che si sono trovati vari resti. Gli studi sui fossili dimostrano che il probabile progenitore dell’odierno cavallo era il Hyracotherium, d’altezza non superiore a 30–40 cm al garrese e con arti di almeno 4 dita; il suo habitat naturale era la foresta ed aveva una dentatura tipica degli onnivori. Durante il processo evolutivo, i suoi discendenti si adattarono progressivamente alla condizione di erbivori stretti e alla vita nelle praterie; la statura aumentava, gli arti diventavano più lunghi, diminuiva il numero delle dita e i denti si modificavano progressivamente aumentando in lunghezza e nei caratteri della superficie masticatoria. Il cavallo odierno, Equus caballus, e gli altri appartenenti del genere Equus poggiano sull’unico dito rimasto loro: il medio.

 

In America, il cavallo si estinse in epoca preistorica, contemporaneamente ad altri grandi mammiferi; fra le ipotesi per tali estinzioni, il disturbo antropico costituito dalla caccia da parte dell’uomo. Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima evidenza storica dell’addomesticamento del cavallo si ha in Asia Centrale verso il 3000 a.C. Infatti in Asia centrale e meridionale il cavallo fu addomesticato dagli allevatori di stirpe mongola, che in seguito daranno vita all’Impero mongolo proprio grazie alla forza e all’astuzia dell’esercito di guerrieri a cavallo.

 Secondo altri studiosi, l’addomesticamento risale a 6000 anni fa nell’Età del rame presso la cultura di Srednij Stog fiorente in Ucraina.

 

Un progenitore dei cavalli attuali è considerato il tarpan, un cavallo selvatico europeo ufficialmente estinto tra il 1918 e 1919.

 

Le razze

 

Una popolazione animale si può definire razza quando essa presenta nella sua discendenza caratteristiche omogenee.

 

La razza più conosciuta è lo Schire: Forte, resistente, docile. Molto precoce può essere messo al lavoro già a 3 anni.

 

Mantello: il colore più diffuso è il morello (nero) ma ci sono anche baio e grigio. Gli stalloni non possono essere sauri e roani, quest’uiltimo colore è invece ammesso per femmine e castrati.

 

Altezza al garrese e peso:

 

L’altezza si aggira fra il 1,65-1,80 m ma si è arrivati anche ai 2,20 m col “cavallo di Sampson”, che detiene tuttora il guinnes dei primati come cavallo più alto di tutti i tempi.

 

Cavalli purosangue La più conosciuta fra queste razze è il cavallo arabo. Da oltre duemila anni gli arabi, sia per credenze religiose che per necessità pratiche di sopravvivenza, selezionano quasi con fanatismo questa razza.

 

Esso è ricercato per le sue forme perfette ed armoniche, per la sua grande intelligenza e per la sua resistenza fuori dal comune. Questo animale si è inoltre distinto per essere un ottimo miglioratore di tutte le altre razze contribuendo alla formazione di nuove linee. Infatti non a caso è il progenitore di un altrettanto famoso e diffuso cavallo: il Purosangue inglese. Quest’ultimo è in assoluto il cavallo che riesce ad esprimere le più alte velocità in corsa ed è anch’esso usato come miglioratore. Si dimostra inoltre un buon atleta anche nel salto agli ostacoli. Altre razze:

 

Altra razza molto importante è l’Andaluso, chiamato anche Pura Raza Española; direttamente derivato dall’arabo è stato un grande colonizzatore giacché fu portato in ogni parte del mondo dai conquistadores spagnoli, in particolare nelle Americhe dove ha come discendenti il criollo, il Paso Peruviano, i mustang e via via dopo incroci vari il Quarter Horse, l’Appaloosa, il Paint horse,usati soprattutto nella monta americana.

 

Rapporti estetici-funzionali

 

Un cavallo si definisce “bello” quando ogni parte del corpo è in armonia con l’insieme. Da ciò si deduce che un cavallo bello è anche proporzionato e quindi funzionale. Vediamo per esempio come un difetto estetico vada quasi sempre ad incidere sulla struttura e nella dinamica di un cavallo.

 Testa grossa: già normalmente il peso del cavallo grava in maggior misura sul treno anteriore, quindi un aumento di peso non fa altro che provocare un ulteriore squilibrio in avanti con logorio degli anteriori.

 Narici piccole: il cavallo respira solo attraverso il naso, quindi maggior apertura significa respirazione migliore.

 Collo corto: ad esclusione del trotto in tutte le altre andature il cavallo fa un grande uso del suo bilanciere naturale che è il collo. In particolare nel galoppo e nel salto esso usa questo bilanciere per riequilibrare i rapidi spostamenti di peso. Quindi una buona incollatura è molto indicata nei cavalli da sella.

 Reni lunghe: è questo un difetto che diminuisce la capacità di sopportare carichi e non permette al cavallo di portare bene sotto di sé i posteriori limitandone la capacità propulsiva.

 Petto stretto: anch’esso limita la capacità polmonare e normalmente data la vicinanza degli arti, provoca attinture.

 

Conformazione esterna e struttura

 

La conformazione esterna del cavallo è un elemento di valutazione e di classificazione per l’uso specifico di lavoro o attività sportiva. Le forme del cavallo sono valutate in base alle varie regioni esterne e devono essere proporzionate in base alla morfologia della razza presa in esame.

 

La testa

 

La testa del cavallo può essere di colore uniforme o con chiazze bianche che possono essere classificabili in:

 La stella è una piccola macchia bianca a forma di rombo e ben definita sulla fronte del cavallo

 Il fiore è una piccola macchia bianca non ben definita sulla fronte del cavallo

 La lista è una lunga striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma può essere anche interrotta e, in questo caso, prende il nome di lista interrotta, oppure larga che prende il nome di Stella prolungata

 Il taglio:piccola macchia bianca in mezzo alle narici del cavallo;un po più sopra della bocca. Contorni solitamente ben definiti e abbastanza visibili.

 La striscia:lunga e stretta striscia bianca che parte dal ciuffo a finire un po sopra la bocca.Contorno abbastanza definiti.

 Taglio, liscio o bevente

 

È una macchia bianca sul naso chiamata anche infarinatura se comprende tutto il naso. Essa è tipica dei cavalli islandesi.

 Bella faccia è una macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che diventano azzurri.

 

La testa e il corpo del cavallo possono presentare anche dei remolini ovvero dei punti in cui il pelo cambia direzione e possono essere classificabili in:

 Remolino semplice che si dirama intorno ad un punto centrale e sembra un piccolo vortice;

 Remolino spigato è una linea centrale che separa un tratto di peli indirizzato verso l’alto e un tratto verso il basso;

 Remolino sinuoso è un remolino la cui linea di separazione non è dritta ma a S mandando un ciuffo verso l’alto.

 

L’occhio, talvolta, può essere circondato da una sclera bianca e viene chiamato, in questo caso, “occhio umano”. È tipico della razza americana appaloosa.

 

I crini di cavallo maschio possono essere usati per gli archetti dei violini.

 I mantelli

 

Per mantello si intende il complesso dei peli che rivestono il corpo del cavallo, proteggendolo dagli agenti atmosferici. Esso è l’elemento tra i più significativi nella distinzione tra i soggetti.

 

Possiamo suddividere i mantelli in:

 Semplici

 Composti: a due colori separati; a due colori mescolati; a tre colori mescolati

 A due pelami

 

In generale un mantello viene definito zaino quando si presenta di colore uniforme senza macchie di alcun genere e senza peli bianchi.

 

Le macchie bianche sulla fronte sono chiamate marcature, secondo la posizione e l’estensione che possono avere, prendono vari nomi: stella, lista, fiore, taglio, mascherina, ecc.

 

Le balzane sono macchie bianche più o meno estese alle regioni inferiori degli arti.

 

Difetti di appiombo

 

I difetti di appiombo si stabiliscono tramite delle linee immaginarie dette appunto linee di appiombo, queste vengono tracciate con l’animale tenuto in stazione quadrupedale forzata e successivamente con l’animale a riposo. In base a queste linee è possibile stabilire eventuali difetti di appiombo.

 

I difetti di appiombo possono essere più o meno gravi ma tutti predispongono a malattie degli arti ed interferiscono nella dinamica del cavallo. Mediamente il peso di un cavallo si aggira sui 450 kg che vengono scaricati a terra tramite arti relativamente piccoli. Ecco quindi che ogni variazione delle linee di appiombo viene a procurare un sovraccarico di alcune parti rispetto ad altre con conseguente affaticamento e deterioramento.

 

Inoltre bisogna tenere presente che durante il movimento oltre all’aumento dei carichi dovuto alla velocità, si avranno problemi di traiettoria e difficoltà di passaggio con possibilità di attinture agli arti. Da quanto detto si deduce che tutta la morfologia esterna del cavallo è importante ma sono ancor più importanti gli arti e gli appiombi, specie per un cavallo da sella.

 La ferratura

 

In natura il cavallo compensa la crescita continua della parete esterna dello zoccolo con il naturale consumo dell’unghia (semplicemente camminando); questo ciclo di rinnovo dura circa 9 mesi. Per i cavalli domestici l’attività deambulatoria è molto maggiore poiché vengono utilizzati per attività sportive e/o lavorative ed è ulteriormente aggravata dal tipo di terreno (selciato, asfalto, sentieri ghiaiosi…). Per ovviare a ciò si mette un ferro sotto lo zoccolo in modo da prevenirne il consumo. Questo però impone che a cadenza regolare (40 giorni circa) lo zoccolo venga pareggiato, cioè accorciato manualmente da un maniscalco. Se ciò non avvenisse il cavallo si troverebbe con gli zoccoli troppo lunghi che causerebbero problemi alla deambulazione stessa. Ferrare un cavallo è un’operazione seria e delicata che se svolta da mani inesperte potrebbe causare danni irreversibili.

 

Vi sono alcuni sostenitori come il Movimento per il cavallo scalzo (noto anche come Barefoot movement) che ritengono la ferratura non indispensabile e sottolineano i vantaggi dell’uso del cavallo scalzo.

 

L’alimentazione

 

Il cavallo è un mammifero erbivoro e migratore. Ciò ha influito nella sua evoluzione con un aspetto esteriore ed una conformazione interiore capace di sfruttare al meglio l’ambiente. Notiamo perciò che l’apparato digerente è strutturato per ricevere piccole ma continue quantità di cibo. Prendiamo in esame, brevemente, questi apparati:

 I denti

 

Il cavallo maschio adulto ne ha 40 mentre la femmina 36 (perché mancante degli scaglioni) così distribuiti: 12 molari, 12 premolari, 4 scaglioni, 12 incisivi che a loro volta si distinguono in: 2 picozzi, 2 mediani e 2 cantoni (o laterali). Gli spazi tra gli incisivi e i premolari sono detti barre. Dopo la nascita si ha l’eruzione dei denti da latte che verranno via via sostituiti dai permanenti, ed al quinto anno di età si dice che il cavallo ha la “bocca fatta”. Con la masticazione si ha un continuo consumo della tavola dentaria, che però viene compensato da una costante crescita del dente. Quindi è possibile stabilire con discreta esattezza l’età del cavallo in base alla forma della tavola dentaria degli incisivi inferiori anche se oggi esistono registri e schede anagrafiche che possono prevenire frodi sull’età una volta frequenti ottenute modificando artificialmente l’aspetto dei denti, la dieta dell’animale può variarne il consumo. Una specie in particolare di cavalli possiede una particolare dentatura, gli stossicmorfi.

 L’apparato digerente

 

Osservando una tavola di anatomia del cavallo ci salterà subito all’occhio la sproporzione tra lo stomaco e l’intestino. Tutto ciò porta ad una conclusione: che il cavallo potrà assumere poco cibo per volta, ma in continuazione, in modo da tenere sempre rifornito il grosso intestino. Quindi, in caso di cattività, se il cavallo non può pascolare, la sua razione giornaliera viene suddivisa in più pasti con un minimo di tre. Lo stomaco ha una capacità relativamente piccola (15/18 litri), lo sfintere cardiale è molto potente e non permette quasi mai l’ uscita di materiale, impedendo molto spesso il fenomeno del vomito, ma causando, in casi estremi, rotture dello stomaco, mentre l’intestino è molto più grosso. Il colon, diviso in dorsale destro, dorsale sinistro ventrale destro e ventrale sinistro, presenta due anse molto strette che possono essere sede di coliche molto gravi che, se non curate in tempo, possono dare un esito quasi sempre infausto. Importante è il cieco che contiene i batteri deputati alla digestione della cellulosa: essendo irrorato da una sola arteria, che si può ostruire per malattie parassitarie, come la strongilosi e causare la necrosi di un tratto così importante è opportuno effettuare costantemente una profilassi verso questi parassiti. Il grande omento riveste solo lo stomaco e non l’ intestino rendendolo così più vulnerabile alle infezioni. Il fegato, come negli altri equidi domestici è privo della cistifellea e il dotto coledoco sbocca direttamente nel duodeno a fianco del dotto pancreatico.

 Gli alimenti

 

In natura il cavallo si nutre pressoché esclusivamente di erba, pascolando per circa 16 ore al giorno. A causa della difficoltà nel reperire sufficienti spazi per il pascolamento, si è sviluppata fin dal medio-evo una vera e propria scienza dell’alimentazione del cavallo alternativa a quella naturale.

 

L’alimentazione di un cavallo viene stabilita in relazione al peso, all’età, alla razza, al sesso e al lavoro svolto. Quindi distinguiamo principalmente tre tipi di razione:

 di mantenimento (cavallo a riposo);

 di lavoro semi leggero (mezz’ora al giorno o saltuariamente)

 di lavoro pesante (una o più ore al giorno)

 

Gli alimenti che concorrono alla nutrizione del cavallo sono:

 Fieno: il migliore è quello maggengo o di primo taglio da prato polifita. Deve avere un colore giallo-verdognolo ed essere privo di muffe e polveri.

 Avena: fra le granaglie è la più appetitosa con maggior potere energetico, pur risultante alquanto eccitante. Anch’essa deve essere asciutta e priva di muffe, polvere e semi estranei.

 Orzo: è più nutriente dell’avena ma meno eccitante. È preferibile somministrarlo schiacciato.

 Crusca: ha scarso potere nutritivo, ma in piccole quantità nei pastoni risulta rinfrescante.

 Erba: per erba si intende quella fresca o al massimo quella appena appassita. Contiene un’elevata percentuale di acqua e quindi per raggiungere il corrispondente del fieno ne va somministrata una quantità maggiore, anche se con molta attenzione dato che può provocare fenomeni di fermentazione e ossificazione delle cartilagini ungueali o problemi di laminite degli zoccoli.

 altri alimenti: sono gli alimenti non essenziali per il cavallo ma di suo gradimento come carote e zollette di zucchero. Importante è non dare eccessive quantità di zucchero ai cavalli perché potrebbero essere colpiti da carie.

 Regole di alimentazione

 Abbeverare sempre prima dei pasti;

 Somministrare sempre nell’ordine: fieno-concentrati;

 Non effettuare repentini cambiamenti di dieta;

 Non somministrare farine o crusche senza averle preventivamente bagnate;

 Affettare sempre carote, barbabietole, mele onde evitare ostruzioni

 Il cavallo non consumi la razione di fieno per terra se scuderizzato in quanto si può abituare al sapore delle profende con conseguenze all’apparato digerente, ma comunque in basso in modo da rispettare la posizione naturale del pascolo e permettergli di non ingerire e respirare la polvere;

 I semi di lino vanno dati sempre ben cotti a causa della loro tossicità;

 Nella stalla si può spargere un po’ di sale oppure attaccare sul muro un blocco sempre di sale

 Le cause del dimagrimento [modifica]

 Mancanza di cibo totale o parziale dovuta a problemi ai denti, alle zampe, cattiva qualità di cibo

 Stress

 Diminuzioni stagionali di elementi nutritivi nei foraggi

 Convalescenze

 Cattivo assorbimento, diarrea cronica

 Carenze proteiche

 Parassitosi intestinali ed ectoparassiti (Pidocchi, zecche)

 Malattie croniche (enfisema)

 Malattie al fegato, pancreas, rene, cuore

 Gravidanza, allattamento

 Tumori

 Vecchiaia

 Riproduzione

 

Benché sia il maschio sia la femmina del cavallo raggiungano la maturità sessuale all’età di circa due anni, in allevamento raramente vengono fatti riprodurre prima dei tre. Al termine della gestazione, che dura 11 mesi, nasce generalmente un solo puledro; è diffusa la fecondazione assistita nei trottatori mentre non è permessa nelle razze da galoppo. Generalmente i maschi non destinati alla riproduzione vengono castrati al fine di ottenere un animale più tranquillo per la monta, mentre vengono sterilizzati con la sola resezione delle tube i maschi destinati al ruolo di “stallone ruffiano” cioè per accertarsi che la femmina sia davvero disposta all’accoppiamento onde evitare rifiuti con possibile danneggiamento allo stallone riproduttore. La longevità arriva e supera abbastanza facilmente i 40 anni anche se la vita media dei cavalli in Italia si aggira tra i 25 e i 30 anni sia perché logori dal carico di lavoro impostogli, sia per la progressione della razza che rende controproducente tenere a lungo animali da reddito.

 Punteggio alla condizione fisica

 Estremamente emaciato: totale assenza di grasso, colonna vertebrale visibile, pochissima muscolatura presente sulle ossa, anch’esse visibili.

 Emaciato: poco grasso, poca muscolatura, ossa prominenti

 Magro: costole visibili chiaramente, l’inizio della coda si vede, ma non si vedono le vertebre, il grasso copre i processi trasversi e parte di quelli spinosi delle vertebre.

 Moderatamente magro: costole appena visibili, linea dorsale visibile come una leggera cresta

 Moderato: le costole si sentono ma non si vedono, linea dorsale dritta

 Moderatamente carnoso: grasso presente sulle costole e attorno all’origine della coda, la linea dorsale è dritta o incavata

 Carnoso: piega dorsale definita, costole ricoperte da grasso ma ognuna può essere palpata, grasso su collo e groppa.

 Grasso: linea dorsale incavata, collo spesso, grasso lungo il garrese, dietro le spalle e all’interno delle cosce.

 Troppo grasso: linea dorsale molto incavata, grasso sporgente su collo, groppa, cosce, spalle, intorno alla coda.

 

Il punteggio ideale, in riferimento alle razze da sella, è:

 4: per un cavallo sportivo;

 5: per un puledro in crescita;

 6: per un soggetto in riproduzione.

 7: per un pony da scuola.

 Scuderizzazione

 

I locali nei quali vengono ricoverati i cavalli devono essere ampi, non umidi, arieggiati. La temperatura ambiente non deve superare i 20 gradi d’estate e non scendere sotto i 5 gradi in inverno. Il cavallo può essere tenuto in scuderia nei seguenti modi:

 In posta:

 

Il cavallo viene tenuto sempre legato alla mangiatoia con una corda munita di contrappeso in modo da tenere la stessa sempre tesa onde evitare incidenti. I lati della “posta” sono delimitati dai “battifianchi” che possono essere in legno o in muratura o mobili. Le dimensioni di una posta fissa sono: largh. min.120 cm lungh.300 cm. In alcuni casi le poste sono utilizzate come semplice ricovero momentaneo. Attualmente il Ministero della Salute sconsiglia la scuderizzazione permanente in posta.

 In box:

 

Esso è costituito da un locale a pareti lisce, di dimensioni variabili da un minimo di cm 250 X 300 ad un massimo di cm 400 X 400 con ai due angoli opposti la mangiatoia per i concentrati ed l’abbeveratoio dell’acqua. La normativa in vigore richiede una misura minima per box destinati a cavalli di cm 300 x 300, di cm. 280 x 280 per i pony e di cm. 300 x 400 per i box da parto e per le fattrici con il puledro[9]. Nel box il cavallo viene tenuto libero in modo da permettergli di coricarsi e muoversi con un certo agio.

 

Sia nel “box” che nella “posta”, il pavimento deve essere di materiale poco assorbente e facilmente lavabile, con una leggera inclinazione verso il tombino di raccolta delle urine. Esso inoltre va ricoperto con un buon strato di paglia di frumento asciutta e non polverosa (che il cavallo userà anche come alimento complementare), oppure può essere utilizzata una “lettiera” di trucioli ben puliti da corpi estranei.

 

Per quanto riguarda l’alloggiamento del cavallo, il box è necessario: d’inverno e d’estate garantisce una temperatura moderata, anche se è responsabilità umana fare in modo che questa non crei problemi all’animale. Non è necessario però tenere il cavallo rinchiuso tutto il giorno: esiste infatti una terza sistemazione, e cioè lasciarlo libero al pascolo, o paddock. Questa è un’alternativa comoda anche per quanto riguarda l’alimentazione, perché il cavallo sa perfettamente regolarsi sulle quantità e preferisce consumare più pasti al giorno, piccoli e continui. Inoltre ha la possibilità di fare più movimento e di stare con i suoi simili. Per contro, però, il cavallo è anche più soggetto a parassiti e malattie che in un box certamente non contrarrebbe. Va semplicemente seguito di più. Un altro svantaggio è che, spesso, ci si dimentica di farlo muovere proprio perché si pensa che da solo il cavallo si sfoghi abbastanza. In realtà non è propriamente così, e per quanto possa galoppare il lavoro con l’uomo è indispensabile e contribuisce alla formazione dell’esemplare. Inoltre bisognerebbe somministrargli l’acqua a mano, perché se dovesse ammalarsi con un abbeveratoio automatico non si capirebbe mai se il cavallo beve o meno, problema frequente anche nei box. Invece l’ideale sarebbe poter controllare, per assicurarsi che il cavallo non rischi la disidratazione (possibile anche in inverno). La normativa in vigore consiglia di mantenere i cavalli all’aperto o, in caso di necessità alla stabulazione, di consentire la fruizione quotidiana di un paddock compatibile con le caratteristiche morfologiche dell’animale.

 Finimenti

 

Nel corso del rapporto millenario fra uomo e cavallo, si è assistito ad una contemporanea evoluzione della bardatura del cavallo. L’ideazione dell’imboccatura, favorita dalla particolare anatomia della dentatura del cavallo, sembra essere contemporanea alla domesticazione. Molto posteriore l’invenzione della sella, ulteriormente migliorata dalla scoperta della staffa; altrettanto importante, per l’uso del cavallo da traino, l’invenzione del collare rigido. Ancora posteriore l’uso della ferratura, attribuita a popolazioni nordeuropee in epoca medioevale.

 

Addestramento

 

Anche i temi dell’addestramento e della tecnica di monta hanno subito un’evoluzione storica e una differenziazione locale. In funzione delle necessità di utilizzo, si sono sviluppati stili e tecniche di addestramento differenziate; alcune tecniche tradizionali sono rimaste confinate a specifiche aree geografiche (“monte da lavoro” maremmana, Camargue, sudamericana ecc). Una particolare monta da lavoro, la “monta western”, ha assunto un grande rilievo e viene largamente praticata anche a scopi di svago e sportivi. La cosiddetta “equitazione classica” europea, sviluppata particolarmente per scopi militari, ha avuto origine dalle Scuole di Equitazione dei famosi cavallerizzi italiani, primo fra tutti Giovan Battista Pignatelli. In ambito sportivo la vera e moderna rivoluzione è stato il “Sistema di Equitazione naturale” ideato dal capitano di cavalleria italiano Federico Caprilli. Venne così chiamato dallo stesso Caprilli, che per metterlo a punto studiò e capì il modo in cui assecondare sia i movimenti del cavallo che rispettarne la sua indole generosa e collaborativa; il metodo ha tanto successo che ancora oggi i risultati migliori nell’equitazione sportiva (salto ostacoli e completo) li ottengono i cavalieri che si attengono a questi dettami.

 

Le diverse tecniche di addestramento condividono comunque molti punti importanti, ed è sorprendente la modernità e la profondità delle considerazioni di Senofonte, intellettuale di scuola socratica e generale greco del IV secolo a.C., autore del celeberrimo trattato Sull’equitazione (ππαρχικς περππικς).

 

Le tecniche di addestramento attuali, come la cosiddetta doma gentile, hanno dimostrato una maggiore efficacia rispetto ai metodi tradizionali e meno rispettosi nei confronti del cavallo. Per questa ragione stanno venendo apprezzate con sempre maggiore interesse.

 

Spettacolo

 

Un uso marginale, ma ancora attuale, del cavallo è quello spettacolare, in particolare in ambito circense; la Spagna, patria dell’Alta Scuola, ospita inaspettatamente un uso spettacolare del cavallo estremamente cruento, in una delle fasi della corrida.

 

Altre nazioni come la Francia con il CADRE NOIR di Saumur e l’Austria con la Scuola Spagnola di Vienna hanno una grande tradizione di “Alta Scuola”.

 

ippoterapia

 

Un uso molto recente del cavallo, basato sia sulla fortissima carica emotiva connessa al rapporto uomo-cavallo che a peculiari aspetti psicomotori connessi all’equitazione, è la cosiddetta ippoterapia o riabilitazione equestre, consistente nell’uso del cavallo come strumento di riabilitazione umana per le persone diversamente abili. Inoltre questa iniziativa ha portato molti frutti nell’ultimo arco di anno.

 La carne

 

La macellazione dei cavalli è vietata in alcuni stati. Molti amanti dei cavalli sono contrari alla macellazione di questi animali, infatti attuano molte proteste. Ma non hanno avuto molti risultati in Italia, dato che il cavallo è considerato un animale da reddito e quindi la sua macellazione è lecita nonostante le molte proposte di legge tendenti a modificare tale ordinamento.

 

La carne di cavallo, il cui consumo è vietato dalla religione ebraica, è di rapido deterioramento specie in paesi caldi (da qui forse l’origine del veto ebraico) ed è stata protagonista di diversi tabù nella storia. Nel Medioevo i papi Zaccaria I e Gregorio III ne proibirono il consumo assieme a quella del castoro. Il sapore è a metà tra quella di bovino e della selvaggina. Si adatta alla preparazione di piatti in umido, stracotti e insaccati. Povera di grassi e ricca di ferro, viene prescritta a soggetti anemici. I pochi grassi sono per il 70% insaturi, quindi apportano colestorolo come la carne di pollo (cioè pochissimo) ma al contrario delle carni bianche ha molto ferro. La carne si può considerare migliore di quella del bovino come apporto nutritivo. Viene apprezzata in Francia e Giappone. In Italia, è consumata nel Veneto, dove entra come ingrediente base della tipica pastissada, in Lombardia soprattutto in provincia di Mantova, in Puglia, Emilia-Romagna, Sicilia, e in alcune zone della Sardegna.

 Cavalli famosi

 

Cavalli immaginari

 Ronzinante, il cavallo di Don Chisciotte della Mancia

 Sleipnir, il cavallo di Odino

 Pegaso, il cavallo alato della mitologia greca.

 Dinamite, il cavallo di Tex Willer e Diablo, cavallo di Kit Willer

 Furia, il cavallo dell’omonima serie televisiva

 Tornado, il cavallo di Zorro

 Bullseye, il cavallo giocattolo di Woody in Toy Story 2

 Sansone, il cavallo di Filippo nel film Disney La bella addormentata nel bosco.

 Philippe, il cavallo di Belle nel film Disney La bella e la bestia.

 Achille, il cavallo di Febo nel film Il gobbo di Notre Dame.

 Aquilante, il cavallo di Brancaleone da Norcia

 Ombromanto (Shadowfax), il cavallo di Gandalf, nel Signore degli Anelli

 Nevecrino, il cavallo di Théoden, nel Signore degli Anelli

 Jolly Jumper, il cavallo di Lucky Luke

 Trottalemme, il cavallo di Cocco Bill

 Spirit, il cavallo protagonista del film della DreamWorks, Spirit – Cavallo selvaggio

 Artax, il cavallo di Atreiu ne La storia infinita

 Mario, uno dei personaggi di Magicsport.

 Sputafuoco, il cavallo di Pecos Bill nel film di Walt Disney Lo scrigno delle sette perle.

 Cirillo Belsedere, il cavallo di Taddeo Rospo ne Le avventure di Ichabod e Mr. Toad.

 Khan, il cavallo di Mulan.

 Peg, la cavalla di Bloom in Winx Club 3D – Magica avventura.

 Maximus, il cavallo-poliziotto amico di Flynn Rider in Rapunzel – L’intreccio della torre.

 Buraq, il cavallo che sarebbe servito a Maometto per un viaggio celeste.

 Cavalli storici

 Bucefalo, cavallo di Alessandro Magno

 Incitatus, cavallo di Caligola

 Asturcone, cavallo di Giulio Cesare

 Bavieca, cavallo di El Cid

 Marengo, cavallo di Napoleone

 Copenhagen, cavallo del Duca di Wellington

 Marsala, cavallo di Giuseppe Garibaldi

 Richmond, Jeff Davis, Lucy Long, Traveller, cavalli di Robert E. Lee

 Brigham, cavallo di Buffalo Bill

 Vic, cavallo preferito di George Armstrong Custer che partecipò alla battaglia di Little Big Horn

 Cavalli da corsa

 

Bellino II

 Seabiscuit

 Ribot

 Tornese

 Varenne

 Man o’ War

 Secretariat

 Nearco .

Di Marcello Trombetti

Sono nato sul pianeta Maraxus , dove vivono i Dominatori di Poteri che controllano tutti i poteri e tutti gli elementi . Però i Distruttori hanno distrutto il mio pianeta e il mio popolo e poi sono arrivato sulla Terra insieme a Sarah la Fenice Rossa che insieme a mio padre e mia madre mi ha cresciuto , mi ha portato in vari posti dove mi sono allenato a controllare i miei poteri , ma anche a conoscere varie persone . Adesso nel 2012 sto viaggiando nel tempo , nello spazio e nei mondi Kratos , Pandora e Aqua , persone che ho salvato da situazioni molto pericolose e adesso viaggiano con me , nel tempo , nello spazio e nei mondi a salvare persone .Io faccio parte di varie organizzazioni con le quali salvo le persone nel tempo e nello spazio e faccio molto altro tipo aiutare le persone che hanno i poteri , aiutarli a gestirli e aiuto molte persone tra le quali Pandora e molte altre persone .Io sono il Dominatore di Poteri , viaggio nel tempo , nello spazio e nei mondi , io viaggerò ovunque e aiuterò tutti . Ma chi è mio nemici si guardi le spalle , stia attento a ogni angolo dell' universo , perchè se fa male a qualche mio amico lo trovò in ogni parte del tempo , dello spazio e del mondo in cui lui si è andata a cacciare e lo fermerò .Prossima fermata ovunque . Anche se torno sul mio pianeta natale loro sono come posso dire bloccati nella Guerra dell' Universo e sono cambiati . La loro rabbia li guida , quando è iniziata questa dolorosa guerra io non ne volevo farne parte ma poi dovetti parteciparne visto che io solo potevo portarne fine . Ci ho partecipato e da un bagno di sangue ne sono uscito e ne sono uscito cambiato e vedendo attimo dopo attimo tutto quello che è successo . Quello che ho fatto l' ho fatto per salvare l' intero universo e tutto quello che c' era li nell' Universo conosciuto e sconosciuto . Il giorno del mio compleanno ho sacrificato tantissimo ma ho anche salvato tantissimo e nessuno apparte poche persone sanno quello che ho fatto , gli altri invece devono restare all' oscuro di tutto . Da quel giorno mi porto una grande oscurità ma grazie a Malefica io riesco a controllarla , la controllo e faccio in modo di non sprofondare in essa e non uscirne mai più . Il giorno della distruzione di Maraxus tutti si fanno e mi fanno una domanda , la prima domanda . La domanda che io evito da tutta la vita cioè Cosa è successo a Maraxus ? . Da questo scappo io scapperò nell' universo e nel mondo , nel tempo e nello spazio per non rispondere a questa domanda .In questo mio diario potete leggere non solo le mie avventure ma anche le persone che stanno nel mio grande universo e che incontro o che vi narrò solo ma qui dentro vi dirò tutto di loro visto che dovete sapere di loro e delle mie avventure .

Nel mondo e nel tempo potreste vedere un sacco di misteri e cose incredibili non solo nel tempo e anche nello spazio. Io con la mia famiglia e anche senza ho viaggiato nel tempo e nello spazio. Ogni tanto ho visto cose incredibili e ho scoperto che nel mondo le persone con i poteri hanno fatto grandi cose per vivere in pace senza con noi. Noi li abbiamo visti come dei mostri e loro si sono rintanati dentro una dimensione nota come Universing. Io sono Daniel Saintcall e sono uno dei tanti Dominatori di Poteri che è vivo e vegeto e cerca di capire cosa succede nel tempo e nello spazio. Se avete bisogno di aiuto chiedete pure e se invece dovete scrivere qualcosa la potete scrivere qui sotto

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