Categorie
2012 Auto Computer Database Dominatore di Poteri Foto Kratos Mondo Moto Oggetti Pandora Panorama Persone Presentazione Signori del Tempo Spiegazione Sport Storia

Foto del telaio visto da Kratos e da Pandora

 

Categorie
2012 Auto Computer Database Dominatore di Poteri Foto Informazioni Kratos Moto Oggetti Pandora Panorama Parlare con Kratos Parlare con Pandora Persone Spiegazione Sport Storia Tempo

Spiego a Kratos e a Pandora il Telaio

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sulla motocicletta e dopo avergli fatto vedere vari tipi di moto , io dissi a loro < adesso vi spiego tutto sul telaio > e Pandora disse in modo gentile e garbato < voglio sapere cos’ e questo telaio > e io dissi < certo Pandora , adesso ve lo spiego a tutti e due > . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sul telaio < Il telaio è una componente essenziale per qualsiasi mezzo di trasporto, macchinario da lavoro o semplice macchina utensile. I telai sono delle strutture portanti, che definiscono la forma e la posizione delle parti necessarie dell’oggetto che costituiscono.

 

Tipi di telai

 

I telai possono essere di vari tipi:

 Traliccio/tubi saldati

 Stampati

 Monoscocca

 Misti/scomponibile (in parte in tubi saldati e in parte stampato)

 

Per ogni tipo di telaio ci sono delle applicazioni in cui ha caratteristiche migliori rispetto ad altri, ma ci sono sempre delle eccezioni, questo perché dipende da come una ditta riesce meglio a creare dei telai efficienti.

 

Telaio a traliccio o a tubi

 

Il telaio a tubi ha la caratteristica d’essere molto flessibile e resistente, mantenendo un ingombro minore rispetto agli altri tipi di telaio e per questo è molto utilizzato sia su moto da fuoristrada, fuoristrada e camion, perché sono mezzi che richiedono telai molto resistenti alle sollecitazioni.

 

Generalmente si definisce telaio a traliccio quando ci sono i tubi principali del telaio che sono messi in comunicazione tra di loro tramite altri piccoli tubi, in modo da dare un aspetto di tubi intrecciati (a formare tanti triangoli) per poter aumentare la resistenza e rigidità del telaio.

 Mentre si definisce telaio a tubi quando questi non sono interconnessi tra di loro tramite altri piccoli tubi e questa disposizione ne conferisce un aspetto molto più pulito e liscio.

 

Telaio stampato

 

Questo tipo di telai viene generalmente utilizzato per le moto, perché il costo finale è generalmente inferiore e pesa di meno, senza che questo risulti inferiore al telaio a tubi, il quale invece risulta essere tendenzialmente più costoso, soprattutto se deve essere il più leggero possibile, inoltre risulta più facile realizzare un telaio resistente con quella tecnologia.

 

Telaio monoscocca

 

I telai monoscocca si chiamano così, perché sono un tutt’uno con parte della carrozzeria, vengono utilizzati per il loro minor costo, naturalmente minore a qualsiasi altro tipo di telaio, ma richiedono d’essere sostituiti più frequentemente, data la minor facilità e qualità di riparazione, vengono utilizzati sulle autovetture e piccoli autocarri, dal 1980 circa anche su qualche fuoristrada, ad esempio la russa NIVA e l’Americana CHEROKEE mentre hanno poca o nessuna applicazione nelle moto e scooter, il primo mezzo a due ruote ad utilizzarlo è stato la Vespa della Piaggio.

 

Telaio misto/scomponibile

 

Il telaio misto è un telaio che ha visto la sua prima applicazione nel 2005 con la Bimota DB5, questo tipo di telaio riesce a coniugare i vantaggi di entrambi i sistemi, ma risulta essere più complesso da studiare, risultando comunque meno costoso rispetto al telaio a tubi.

 

Il telaio è costituito da una parte puramente in tubi e una parte in piastre stampate o ricavate dal pieno, unite tra loro tramite dei bulloni.

 

Struttura del telaio e del motore

 

Il telaio a seconda di come è fatto può essere:

 Perimetrale il telaio viene disposto più esternamente possibile, in modo da aumentare la rigidità del veicolo e nel caso delle motociclette questo risulta quasi sempre facilmente visibile

 Diamante quando il telaio rimane più interno possibile seguendo linee più rettilinee possibili

 Omega usato su alcuni telai per motociclette, dove il telaio ha la forma di una C rovesciata e viene utilizzato sulle moto con forcella a forcellone

 A due pezzi questo telaio sempre per solo uso motociclistico è costituito da due parti che non sono connesse tra di loro, ma tramite il motore

 

Inoltre il motore a seconda della relazione con il telaio può essere:

 Portante quando anche il motore svolge la funzione di telaio

 Appeso quando il motore non viene coinvolto nel lavoro del telaio

 

Costruzione

 

La costruzione dei telai determina le loro caratteristiche:

 Forma della sezione possono essere ovali, circolari, quadrati, rettangolari, a doppia T o a C con lamierini interni d’irrigidimento, a seconda della forma utilizzata si ha una determinata riposta dalle diverse direzioni delle forze applicate, con una sezione circolare si ha la stessa risposta indifferentemente dalla direzione, nelle sezioni che non hanno lo stesso momento di inerzia nelle diverse direzioni (cioè in tutte le sezioni che non siano circolari) si tende a porre l’orientamento che ha il momento d’inerzia maggiore nella direzione in cui sono presenti le sollecitazioni prevalenti per ridurre la freccia dovuta alla flessione.

 Per questo nei telai da moto sportive si vedono i travi del telaio (che sono cavi all’interno) con forma della loro sezione rettangolare, con il lato maggiore posto perpendicolarmente all’asfalto (dato che deve supportare le forze dell’accelerazione e decelerazione), mentre il lato più stretto è posto quasi orizzontalmente (visto che deve supportare soltanto le forze dei cambi di direzione).

 Spessore, aumentando lo spessore si aumenta la resistenza e la rigidezza, cioè diminuiranno le deformazioni a parità di carico esterno e si potranno supportare carichi maggiori

 Dimensioni, aumentando proporzionalmente le dimensioni lineari del telaio la rigidezza totale diminuirà, mentre aumentando le dimensioni della sezione la rigidezza totale generalmente aumenta.

 

Accorgimenti

 

Questi accorgimenti riguardano in particolar modo le motociclette, dove per proteggere il telaio o per proteggere le strutture a lui fissate si usano:

 Barre antiintrusione, dispositivi presenti sulle portiere del mezzo, le quali riducono la penetrazione dentro l’abitacolo

 Tampone protettivo, elemento avvitabile al telaio, il quale in caso di cadua evita il contatto dell’asfalto con il telaio e le carene

 Fogli in carbonio, si usano dei fogli adesivi in carbonio, per evitare che le parti del telaio esposte si rovinino per corrosione e/o abrasione.

 Paratelaio/Parabufali, è una struttura metallica tubolare (telaio) che protegge non solo il telaio, ma anche tutte le altre strutture sottostanti del mezzo.

 Paracoppa/Parascarico, è una struttura metallica laminare che protegge non solo il telaio, ma anche tutte le altre strutture sottostanti del mezzo.

 Eccentrici dispositivi utilizzati sulle motociclette, che permettono la regolazione di diversi parametri, come l’altezza asse del forcellone o l’inclinazione della forcella.

 

Ma esistono altri accoramenti per aumentare la funzionalità del telaio:

 Serbatoio integrato, invece che utilizzare un contenitore specifico, si sfruttano gli spazi vuoti del telaio.

 Serbatoio carburante integrato, il carburante invece che avere un contenitore tutto suo, sfrutta lo spazio vuoto del telaio, soluzione tipica dei tuboni.

 Serbatoio olio integrato, soluzione utilizzata da qualche moto con lubrificazione separata, come alcune moto da cross.

 

Materiali utilizzati

 

I materiali che possono essere utilizzati sono:

 Acciaio, materiale di maggiore utilizzo per i telaio dei mezzi di trasporto per telai a traliccio

 Alluminio, materiale di maggiore utilizzo per i telaio dei mezzi di trasporto per telai stampati, estrusi o fusi

 Carbonio, materiale di maggiore utilizzo in ambito sportivo, in particolar modo nel ciclismo

 Electron, lega di magnesio e alluminio, usato per alcune applicazioni sportive

 Ghisa, usato su alcune macchine utensili

 Plastica, ha applicazione per piccoli elettroutensili

 Titanio, materiale di maggiore utilizzo in ambito sportivo

 

Applicazioni

 

Il telaio si trova praticamente ovunque, dai computer con il nome di case, alle auto, moto, camion, biciclette, ecc…

 Burocrazia

 

I telai dei mezzi di trasporto devono avere tutti un numero identificativo specifico, che deve rispondere a determinate leggi, in modo da identificarne la provenienza, l’applicazione e le caratteristiche del veicolo.

 

Sul telaio possono essere presenti altri codici, come ad esempio il codice ricambio della casa produttrice.>

Categorie
2012 Computer Database Dominatore di Poteri Foto Informazioni Kratos Mondo Oggetti Pandora Panorama Sport Storia Tempo

Foto delle motociclette viste da Kratos e da Pandora

 

Categorie
2012 Database Dominatore di Poteri Foto Informazioni Kratos Mondo Oggetti Pandora Panorama Parlare con Kratos Parlare con Pandora Persone Presentazione Racconto Signori del Tempo Sport Storia Tempo

Spiego a Kratos e a Pandora la Motocicletta

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul Bastone e dopo avergli fatto vedere due foto sul bastone , io dissi a loro < adesso vi spiego tutto sulla motocicletta > e Pandora disse in modo curiosa ma anche gentile < voglio sapere tutto su questo motocicletta > e io dissi < va bene Pandora > . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sulla motocicletta <  La motocicletta, spesso detta mòto per brevità, è un veicolo a 2 ruote, provvisto di motore, appartenente alla categoria dei motoveicoli.

 

Etimologia

 

In origine questo tipo di veicolo veniva definito bicicletto a motore, a causa della sua discendenza dalla bicicletta. Il termine “motocicletta” deriva dal marchio commerciale “Motocyclette” con il quale venne presentato il primo modello prodotto dall’azienda parigina Werner che, per prima, aveva ideato l’applicazione del motore ausiliario a una comune bicicletta, depositando i relativi brevetto e denominazione il 7 gennaio 1897. Il termine “Motocyclette” si diffuse rapidamente e divenne talmente popolare in tutta Europa, già nel primo decennio del XX secolo, da costringere il tribunale di Parigi, per ragioni di pubblico interesse, a cancellare la precedente concessione di esclusività del marchio ai fratelli Werner e riconoscerlo nel pubblico dominio.

 

Principi di base

 

La motocicletta ha 2 ruote in linea e la stabilità del mezzo in movimento viene garantita dal principio di conservazione del momento angolare. Le variazioni di direzione della motocicletta vengono comandate tramite un manubrio, con sfruttamento degli effetti giroscopici causati dalla conservazione del momento angolare.

 

Nella motocicletta propriamente detta, escludendo il caso particolare degli scooter, il centauro e l’eventuale passeggero siedono sul mezzo appoggiandosi su una sella, il guidatore utilizza il manubrio per l’appoggio delle mani e per comandare, sul lato sinistro, l’eventuale frizione; sul lato destro sono invece presenti i comandi relativi all’impianto frenante (relativo alla ruota anteriore e talvolta alla frenata integrale) e all’acceleratore che regola la velocità. I piedi si appoggiano invece su apposite pedane, dalle quali il piede destro comanda il freno posteriore (talora, in impianti particolari, la pressione sul comando interviene parzialmente anche sul freno della ruota anteriore) ed il sinistro (ad eccezione dei veicoli a cambio automatico) il cambio delle marce. In passato la posizione destra/sinistra dei due comandi a pedale era mutevole a seconda dei modelli.

 

La propulsione del mezzo viene garantita dalla presenza di un motore a combustione interna alimentato con benzina. vengono utilizzati motori a quattro tempi o motori a due tempi; questi ultimi sono in graduale diminuzione di numero, soprattutto grazie delle normative anti-inquinamento.

 

Questo tipo di veicolo, per poter circolare sulle strade, deve soddisfare i requisiti dettati dai codici della strada in vigore nelle varie nazioni e possedere una regolare omologazione. Anche i requisiti necessari per condurre il veicolo e per l’ammissione o meno del trasporto del passeggero sono codificate all’interno dei codici stessi e possono differire da nazione a nazione.

 

Alla motocicletta può essere a volte agganciato un elemento esterno: un carrozzino laterale atto a trasportare persone definito sidecar o, più raramente, un rimorchio posteriore atto al trasporto di merci e bagagli.

 

Breve storia della motocicletta

 

L’invenzione della motocicletta viene fatta risalire all’ingegnere francese Louis-Guillaume Perreaux che depositò il relativo brevetto (n.83691) il 16 marzo 1869 e realizzò un veicolo a due ruote funzionante a vapore.

 

La prima motocicletta con motore a combustione interna si deve a due inventori tedeschi, Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, che costruirono il primo prototipo, nel 1885, in una piccola officina di Cannstatt (nelle vicinanze di Stoccarda).

 

Nel 1894 i primi esemplari funzionanti vennero messi in vendita dalla Hildebrand & Wolfmüller e da quel momento si assistette ad una continua evoluzione della motocicletta, grazie ad aziende di tutto il mondo, sia in Europa che negli USA.

 

Come nella parallela storia dell’automobile, il mondo delle motociclette di produzione è andato sempre di pari passo con quello delle competizioni e se, nel mondo dell’automobilismo, già nel 1894 si sviluppava una competizione degna di tale nome con la Parigi-Rouen, l’anno successivo si registravano le prime iscrizioni di bicicli a motore alla Paris-Bordeaux-Paris.

 

Se i primi modelli costruiti non erano altro che biciclette a cui venivano applicati gli apparati di propulsione, l’evoluzione tecnica ed estetica è stata continua, così come il distanziamento progettuale con le due ruote a propulsione umana. Già nei primi decenni del XX secolo la tipologia classica era quella delle moto sottocanna e si vedevano i primi esempi di sospensioni per migliorare il comfort di marcia.

 

Fino agli anni sessanta la produzione era per la gran parte europea, con l’industria britannica, tedesca e italiana in particolare evidenza, negli ultimi decenni la parte del leone viene fatta dalle industrie giapponesi.

 

Le tipologie di motociclette

 

Con l’avanzare della tecnica e della specializzazione le tipologie di motocicletta si sono sempre più ampliate con il tempo e sul mercato del XXI secolo è possibile trovare una moltitudine di tipi diversi, da quelli per gli usi più estremi a quelli che fanno della versatilità il proprio cavallo di battaglia.

 

Una suddivisione basica può essere effettuata tra le due ruote progettate e costruite per l’uso prettamente stradale, spaziante dalle versioni più spartane, a quelle specifiche per i grandi viaggi fino alle repliche di quelle utilizzate nella massime competizioni su pista; il secondo tipo è quello rappresentato dalle moto con cui è possibile, se non suggerito, l’utilizzo in fuoristrada. Anche per questa seconda tipologia la scelta è molto ampia e spazia dai modelli replica di quelli utilizzati nelle competizioni specifiche, per finire con quelli in cui l’utilizzo al di fuori dei percorsi più battuti si può rivelare anche ardua.

 

Anche per quanto riguarda le cilindrate comuni, il passar del tempo ha visto una lievitazione della cubatura e la motocicletta media oggi può essere considerata quella che ha una cilindrata intorno ai 600 cm3 munita di appendice aerodinamica anteriore (un cupolino) con funzioni protettive e la possibilità d’installazione di contenitori posteriori (i bauletti), tutto al fine di poter essere utilizzata piacevolmente in ogni condizione di tempo. Solo negli anni sessanta del secolo scorso la stessa cilindrata era appannaggio di pochi modelli, quelli di maggior prestigio (definiti ai tempi anche come maximoto) che, all’inizio del ventunesimo secolo, ormai hanno cubature pressoché raddoppiate.

 

Anche ragioni di marketing o di moda hanno creato nel tempo le denominazioni con cui si riconoscono oggi delle tipologie abbastanza specifiche di modelli. Nella maggior parte dei casi la terminologia deriva dalla lingua inglese.

 

Motociclette di uso stradale

 

 Naked, con il significato di modello “nudo”, privo quasi completamente di protezioni aerodinamiche. Puntano anche molto sui risparmi economici e di peso, privilegiando l’agilità e la semplicità d’uso.

 Cruiser e Grand Cruiser, modelli imponenti, generalmente con motori di grossa cilindrata e accessoriati con tutto ciò che può rendere più piacevole un viaggio in ogni condizione di tempo, anche con bagagli grazie alla presenza di motovaligie. Dotate di protezioni aerodinamiche estese con funzione di riparo dagli eventi atmosferici avversi e spesso di accessori specifici per l’uso anche invernale.

 Race Replica, i modelli con le prestazioni più esasperate che riprendono le linee e le soluzioni tecniche dalle moto da competizione come la Superbike e il Motomondiale. Pressoché sempre dotate di ampie carenature, improntate in questo caso alla ricerca del raggiungimento di velocità elevate.

 

Motociclette ad uso fuoristrada

 

 Cross, i modelli che prendono ispirazione da quelli delle gare di motocross, con soluzioni tecniche che permettono l’uso su percorsi sterrati, a velocità abbastanza sostenute e in presenza di salti o avvallamenti.

 Enduro (e in passato Regolarità), il cui progresso è andato di pari passo con lo sviluppo delle competizioni omonime, con soluzioni tecniche sempre adatte all’uso su percorsi non asfaltati, paragonabili a quelle da cross.

 Tuttoterreno, sono motociclette che possono percorrere tutti i tipi di terreno, che riprendono lo stile delle motociclette da enduro, ma con soluzioni più economiche e più adatte per l’utilizzo quotidiano.

 Trial e Motoalpinismo, modelli per i quali esistono anche competizioni apposite, che non necessitano di velocità elevate ma le cui caratteristiche di leggerezza e agilità consentono di superare quasi ogni tipo di ostacolo.

 

Tipologie storiche e di nicchia

 

Custom, moto soggette a un radicale processo di personalizzazione, atto a ridurre il numero di componenti ritenuti inutili o non strettamente necessari.

 Chopper, nate negli USA ma con molti estimatori anche in Europa, sono moto aventi l’asse dello sterzo molto inclinato, in cui il guidatore si trova a guidare in una posizione quasi sdraiata, spesso avvalendosi di un appoggiaschiena posteriore. Sono moto caratterizzate anche da molte cromature e spesso da verniciature appariscenti.

 Café racer e Triton, moto artigianali che hanno rappresentato la massima esponente del motociclismo sportivo inglese degli anni sessanta.

 Scrambler, tra i primi tentativi per avere una motocicletta multiuso, utilizzabile su percorsi stradali e nel fuoristrada non impegnativo.

 Dakar e altri sinonimi richiamanti l’idea del deserto, nate dall’esperienza maturata nelle competizioni africane di Rally Dakar, con caratteristiche spesso in comune con i modelli da enduro.

 Motard, modelli le cui competizioni sono denominate di Supermotard e in cui le caratteristiche tecniche devono trovare il giusto compromesso per il contemporaneo utilizzo su percorsi stradali e da motocross.

 

Le componenti meccaniche

 

Le componenti della moto possono essere suddivise in diverse categorie.

 

Ciclistica

 

Elementi fondamentali del motociclo, ma non pertinenti con la propulsione:

 telaio e telaietto (detto anche sottotelaio o telaio ausiliario), elementi statici atti al collegamento della parti ciclistiche, motoristiche e delle sovrastrutture;

 sella, necessaria per permettere la seduta sulla moto, presente praticamente su tutte le motociclette, ad esclusione delle moderne moto da trial;

 pedane elementi fissati al telaio che permettono la giusta postura dei piedi/gambe;

 cavalletto/stampella laterale, elementi che permettono il posteggio della moto, presenti singolarmente o in accoppiata;

 sistemi sospensori-ammortizzanti, elementi dinamici atti ad assorbire le asperità del terreno e garantire il corretto contatto al suolo;

 forcella elemento anteriore, di norma anche collegato con il manubrio; quest’ultimo necessario per la direzionalità del mezzo;

 forcellone, elemento posteriore, che solo in rarissimi casi è un elemento rigido come nel caso della bicicletta;

 ruote, parti ruotanti della ciclistica;

 cerchione, sorregge lo pneumatico, con parte del sistema frenante ruotante e/o del sistema di trasmissione;

 pneumatico, elemento fondamentale per garantire la tenuta del mezzo;

 impianto frenante, presenta sia una parte statica che una dinamica; entrambe permettono il rallentamento o l’arresto del mezzo, questo sistema è generalmente presente sia anteriormente che posteriormente, ma in alcuni sporadici casi come in alcuni modelli di chopper viene a mancare l’elemento anteriore.

 

Motore e annessi

 

Elementi fondamentali per la propulsione del mezzo:

 blocco motore parti meccaniche di trasmissione/trasformazione energetica del propulsore, da non confondere con il “banco motore” (blocco motore senza il gruppo termico);

 gruppo termico parte che si occupa della trasformazione da chimica a meccanica dell’energia e che richiede un determinato impianto di raffreddamento;

 carter elemento che racchiude e sorregge le parti fondamentali del blocco motore;

 cambio utile per permettere la variazione del rapporto di riduzione tra motore e ruota motrice;

 frizione serve per connettere o sconnettere il motore dal cambio o dalla trasmissione finale;

 impianto d’accensione necessario per la trasformazione chimica termica del combustibile;

 impianto d’alimentazione permette la giusta alimentazione del motore;

 impianto di scarico permette il corretto trattamento dei gas di scarico;

 impianto d’avviamento per permettere il facile avviamento del propulsore;

 trasmissione tutti gli organi che connettono il gruppo termico alla ruota, si divide in primaria (dal motore al cambio) e secondaria (dal cambio alla ruota) che possono essere il giunto cardanico, il sistema corona/pignone a catena o a ruote dentate con cinghia dentata.

 

Sovrastrutture

 

Elementi non obbligatoriamente presenti o necessari per la conduzione di un mezzo:

 carenatura elemento/i necessari per la copertura delle parti meccaniche esposte e per la protezione dall’aria, i parafanghi sono compresi in questa categoria;

 impianto elettrico ausiliario impianto elettrico non necessario per il funzionamento della moto, ma utile e/o obbligatorio per la circolazione;

 impianto d’illuminazione parte dell’impianto necessaria per l’illuminazione e la segnalazione della posizione;

 avvisatore acustico;

 indicatori direzionali utile per soddisfare più facilmente l’obbligo stabilito dalla legge di segnalare i propri cambi di direzione, ancorati alla forcella o inseriti nell’eventuale carenatura;

 blocchetto/i comandi elementi posizionati sul manubrio che contengono gli interruttori per il funzionamento dell’impianto elettrico e di avviamento;

 strumentazione elementi di misurazione o avvertimento, atti a indicare determinate condizioni operative, posizionati nella parte anteriore del mezzo e generalmente vincolati alla piastra superiore della forcella o al telaio della moto, più raramente viene vincolata al serbatoio;

 contagiri indica il regime operativo del motore;

 contachilometri indica la strada percorsa;

 tachimetro visualizza la velocità di percorrenza;

 termometri possono indicare sia i dati di temperatura esterna che quelli specifici a organi del motore e al loro raffreddamento;

 indicatore del livello del carburante, ha sostituito l’uso del rubinetto della benzina con posizione della riserva;

 spie di funzionamento utili per la segnalazione della maggior parte delle avarie;

 specchietti retrovisori utili per la visualizzazione dei mezzi sopraggiungenti alle spalle;

 portapacchi elementi che permettono il trasporto di scatole o pacchi, una variante è il “portacasco”;

 motovaligie borse che vengono fissate lateralmente o posteriormente, raramente sul serbatoio del mezzo per aumentare la capacità di carico.>

Categorie
2012 Abbigliamento Armi Bastone Combattimento Corpo a Corpo Computer Database Dominatore di Poteri Foto Informazioni Kratos Mondo Oggetti Pandora Panorama Parlare con Kratos Parlare con Pandora Persone Presentazione Racconto Signori del Tempo Sport

Foto del Bastone visto da Kratos e da Pandora

 

Categorie
2012 Armi Bastone Combattimento Corpo a Corpo Computer Database Dominatore di Poteri Equipaggiamento Foto Informazioni Kratos Oggetti Pandora Panorama Parlare con Kratos Parlare con Pandora Presentazione Racconto Sport Storia Tempo

Spiego a Kratos e a Pandora il Bastone

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sulla tuta da moto e dopo avergli fatto vedere una foto di una tuta da moto , io dissi a loro < adesso vi dico tutto sul bastone > e Kratos disse < avanti voglio sapere cos’ e questo bastone > e io dissi a loro due tutto sul bastone < Il bastone è un pezzo di legno più o meno lavorato. Nel suo impiego più comune, è usato per appoggiarsi camminando. Secondariamente, viene impiegato anche in alcuni sport per colpire e per eseguire esercizi ginnici. Se si tratta di un bastone ferrato, è munito di pomo e di puntale, per assicurare un migliore appoggio.

 

Nello sport

 

Il bastone era un’arma più civile delle spade semplicemente perché non era affilato e non veniva usato per uccidere un avversario, ma piuttosto per stordirlo. Il bastone può essere di 2 tipi: il bastone singolo e il bastone doppio. Il bastone singolo o anche detto manganello era usato per stordire e per sedare le rivolte mentre il bastone doppio era più che altro una sorta di oggetto da torneo. I più famosi utilizzatori di bastoni erano i giapponesi che praticavano il combattimento orientale detto aikidō.

 

Arti marziali di bastone italiane

 

Bastone siciliano: l’antica arte siciliana della paranza, cioè del maneggiare il bastone ( ‘u vastuni) sia per attaccare che per difendersi, deriva da una tradizione dei pastori, in secoli passati anche per difendersi dai briganti Un autorevole maestro di bastone siciliano fu il pastore, poeta e scultore Vito Presti, di Barcellona Pozzo di Gotto.

 Il liu-bo è uno sport di combattimento basato sull’antico bastone siciliano. Il bastone è in legno di ulivo, arancio amaro, rosa selvatica detta anche “rusidda” o sorbo e viene usato, in base alle diverse tecniche, con una o con entrambe le mani. Nel 1999 il liu-bo entra a far parte del C.S.E.N. – Centro sportivo Educativo Nazionale, un ente di promozione Sportiva in Italia riconosciuto dal CONI.

 Bastone genovese: si pratica con un bastone corto (di origine ottocentesca) di circa 90 cm di lunghezza e con un bastone lungo di circa 120-130 cm di lunghezza. Il materiale adoperato per i bastoni da allenamento è il rattan, non facilmente scheggiabile.

 Bastone pugliese: è un’arte marziale pugliese piuttosto vicina a quella del bastone siciliano o paranza, come tecniche e combattimento, ma i bastoni sono lunghi 4 piedi e sono più pesanti, e i colpi più semplificati. E’ riconosciuto dal CONI.

 Varra: o bastone napoletano, è un’arte marziale napoletana con un bastone di 1,60 metri.Riconosciuto dallo CSEN

 Taccaro: altro bastone napoletano, lungo 60-70 cm, s’ingrossa verso la parte con cui colpisce.

 Piemontese: diversi tipi di bastone, uno simile al napoletano, uno di 90 cm e uno lungo.

 Milanese: con un bastone di 90 cm

 Veneziano: con un bastone di 90 cm

 Livornese: con un di 90 cm

 Calabrese: con un bastone lungo

 Corso: con un bastone lungo

 Patella vacche: del Canavese, con un bastone di 60/70 cm

 

In questi tipi di bastone, il bastone di 90 cm, derivato dal bastone da passeggio, si usa secondo le regole schermistiche di quel periodo, il bastone di 60/70 cm comprende azione fatte prendendo il bastone da sotto i vestiti, guardie, modi di colpire, parate e lotta corpo a corpo, e il bastone lungo mostra una certa preferenza per i mulinelli, a parte nel bastone genovese[8]. Ad essi bisogna poi aggiungere un tipo di bastone di 90 cm tratto dal manico di un piccone, con guardie adatte ad un combattimento tra la folla, e il bastone lungo insegnato nel REI (Regio Esercito Italiano.)>

Categorie
2012 Abbigliamento Computer Dominatore di Poteri Foto Kratos Oggetti Pandora Panorama Presentazione Storia

Foto della tuta da moto visto da Kratos e da Pandora

Categorie
2012 Computer Database Evoluzione Kratos Oggetti Pandora Parlare con Kratos Parlare con Pandora Presentazione Racconto Sport Storia

Spiego a Kratos e a Pandora la tuta da Moto

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora quello che gli spiegato oggi , io dissi a loro < adesso vi spiego tutto sulla Tuta da Moto > e Pandora disse in molto gentile < procedi quando vuoi > . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sulla moto < La tuta da moto è un capo di vestiario sportivo, appositamente confezionato per l’uso motociclistico.

 

Descrizione

 

La tuta da moto è un vestiario che protegge il corpo del pilota, riducendo gli effetti della caduta, inoltre può aumentare la penetrazione aerodinamica e conferire un maggiore comfort di guida, questo abbigliamento è caratterizzato da un giubbotto e da un paio di pantaloni, generalmente in pelle e in un sol pezzo, ma esistono diversi materiali e versioni.

 

Questa protezione, può avere la predisposizione per altri ausili di protezione, che sono stati introdotti negli anni, come le imbottiture o ausili per permettere un determinato stile di guida, come le saponette.

 

La tuta da moto, è generalmente utilizzata assieme ad altre protezioni complementari, come gli stivali e i guanti, che nella maggior parte dei casi sono abbondantemente arricchiti da protezioni di diverso genere.

 

Una tuta da moto, per essere definita come protettiva, deve essere omologata secondo la norma EN 13595.

 

Storia ed evoluzione

 

La prima tuta da moto in pelle apparve sui circuiti europei durante il campionato del mondo di velocità nel 1950. Ad indossarla fu il futuro campione del mondo Geoff Duke, il quale dedicava una certosina attenzione ad ogni particolare aerodinamico e si era fatto confezionare questo tipo di indumento, in pelle bovina, dal maestro pellaio inglese Frank Barker. L’indumento venne subito adottato anche dalla maggior parte dei piloti.

 

Tuttavia l’invenzione della tuta da moto è molto più datata ed è compresa tra le molte innovazioni in ambito motociclistico, escogitate dal geniale Pa’ Norton, nel primo decennio del XX secolo. In previsione del suo debutto al Tourist Trophy, nel 1909, Norton realizzò una tuta da moto in lana, allo scopo di “minimizzare la resistenza al vento”, poi passata alla storia come il “vestito di Teddy Bear”; definizione data dalla piccola figlia Grace. Norton aveva tratto ispirazione dalla calzamaglia indossata dagli acrobati del circo.

 

Le tute sperimentali in pelle permisero anche di migliorare la protezione dei piloti, ma per risultare efficaci aerodinamicamente dovevano essere particolarmente attillate, comportando difficoltà di movimento e altri effetti da costrizione.

 

La prima tuta motociclistica moderna venne ideata nel 1954 da Giulio Cesare Carcano, direttore tecnico della Moto Guzzi, che aveva potuto osservare gli effetti negativi delle tute sui suoi piloti e in particolare, su Duilio Agostini, giunto al traguardo semi-svenuto a causa del collare in pelle che, messo in tensione dalla posizione raccolta, aveva quasi strozzato il pilota di Mandello.

 

Carcano costruì in trespolo che riproduceva gli appoggi alla moto, sul quale far salire il pilota durante la presa delle misure del mastro pellaio. In questo modo si poteva confezionare una tuta dalla giusta conformazione per le gare. Soprattutto, fu possibile aumentare lo spessore del pellame, senza compromettere l’azione e comfort del pilota ed aumentare la protettività del capo d’abbigliamento.

 

Da quegli anni le tute hanno subito una costante evoluzione, principalmente dovuta ad estemporanee intuizioni dei piloti, poi attuate in serie dalle case produttrici.

 

Nella seconda metà degli anni settanta, furono Barry Sheene e Roberto Gallina ad utilizzare le prime protezioni fisse alle ginocchia, divenute necessarie con lo stile di guida a gamba interna aperta, adottato da Jarno Saarinen.

 Altra intuizione destinata ad avere un grande sviluppo fu quella di Jon Ekerold che ritagliava pezzi di visiera del casco per applicarli sulla tuta, in corrispondenza del ginocchio, con del nastro adesivo. Nacque così l’idea delle moderne “saponette”, ovvero protezioni facilmente sostituibili, da applicare sulle tute in corrispondenza di gomiti e ginocchia. Le prime “saponette” furono realizzate in pelle, per poi passare al poliestere, al Teflon e al titanio, quest’ultimo è la causa dell’emissione di scintille che, nei primi anni del XXI secolo, accompagnava le pieghe dei piloti.

 

Storia ed evoluzioni recenti

 

Negli anni sono state sviluppate varie tipologie di imbottiture e protezioni, con particolare riguardo ai possibili danni da impatto alla colonna vertebrale. Recentemente lo sforzo sperimentale è rivolto a sistemi simili all’air bag , come il d-air realizzato dalla Dainese e sviluppato in collaborazione con vari piloti.

 

Uso

 

Tale protezione viene normalmente utilizzata nelle competizioni su asfalto, mentre sulle competizioni da fuoristrada si utilizza la pettorina (ancora più rigida e più vicina ad un’armatura), ma il suo uso si sta sempre più imponendo anche nell’uso stradale, soprattutto in versioni più leggere, come i giubbotto quattro – stagioni, ma anche vere e proprie tute da competizione.>

Categorie
2012 Abbigliamento Colazione Computer Comunicazioni Database Dominatore di Poteri dormire Foto Informazioni Kratos Mangiare Me Mondo Oggetti Pandora Panorama Parlare con Kratos Parlare con Pandora Persone Presentazione Racconto Signori del Tempo Spiegazione Sport Storia

Spiego a Kratos e a Pandora cosa facciamo oggi

Io , Kratos e Pandora dopo aver dormito fino alle otto e mezza , ci svegliammo e decidemmo di fare una bella doccia calda , ma prima di farla io , Kratos e Pandora mettemmo la biancheria intima e i vestiti che ci dovevamo mettere oggi sul nostro letto . Dopo ci spogliammo e ce ne andammo sotto la doccia , dopo aver finito di fare la doccia ci mettemmo un accappatoio , il mio era rosso invece quello di Pandora era rosa e quello di Kratos nero . Dopo entrammo nelle nostre camera e ci vestimmo con la biancheria intima che avevamo sul nostro e poi ci vestimmo con i nostri vestiti . Io con una maglietta rossa a maniche nere e pantaloni rossi , Pandora una maglietta rosa e dei pantaloni rosa e Kratos dei vestiti neri . Dopo io , Kratos e Pandora con molta calma ce ne andammo in sala da pranzo e ci mettemmo a sedere sulle sedie , io ero in cucina a fare i cornetti al cioccolato , il cioccolato era duro perché con il freddo era diventato difficile da spalmare sui cornetti , quindi utilizzai il potere del fuoco e calibrando il potere con molta cautela la cioccolata diventò più morbida e facile da spalmare sui cornetti , quindi tagliai i cornetti e iniziai a spalmare la cioccolata sui cornetti . Una volta fatti i cornetti portai a Marco il cornetto e poi misi sul tavolo il mio cornetto e poi quelli di Kratos e di Pandora . Dopo aver fatto colazione io dissi a loro < adesso vi dirò cosa vi spiego oggi > e Pandora molto curiosa di sapere cosa spiegavo oggi disse in modo molto gentile < cosa ci spieghi oggi ? > e io risposi < oggi vi spiego la tuta da moto , il bastone , la motocicletta , il telaio e poi di queste cose vi faccio vedere le foto > e Pandora disse sempre in modo molto gentile < va bene > .