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Spider-Men – Svelato il Ragno mancante dell’evento del decennio

La Marvel Comics ha finalmente deciso che è arrivato il momento giusto per annunciare un’opera che rivoluzionerà in qualche modo gli ultimi dieci anni della sua storia!

Prima di svelare il progetto nei dettagli ha ben pensato di mostrarci a piccoli passi un mosaico intitolato Spider-Men e composto dalle figure di due Uomini Ragno che, per diverso tempo, sono rimaste occultate per accrescere il mistero circa la loro identità (ultimamente gli Spider-Men in giro sono tanti). Oggi sappiamo chi sono i due protagonisti scelti per il fumetto che sarà composto da ben cinque numeri scritti da Brian Bendis e disegnati dalla strepitosa Sara Pichelli (il primo albo sarà disponibile in Usa a partire da giugno 2012): Peter Parker e Miles Morales. Quindi possiamo dire con una certa sicurezza che ci troveremo di fronte al primo crossover tra il Marvel Universe e l’Ultimate Universe. Pertanto, si metta il cuore in pace chi attendeva il ritorno del Peter Parker recentemente ucciso e sostituito proprio da Morales, il ragazzino afroamericano che sta conquistando tutti i lettori dell’Universo Ultimate! I due personaggi faranno parte di uno stesso fumetto e finiranno per incontrarsi almeno nei disegni appositamente preparati per annunciare l’evento. Adesso siamo un po’ tutti curiosi di scoprire chi sarà il nemico che darà filo da torcere ad entrambi!

La Marvel ha preparato questo Ragno-evento proprio perché Spider-Man quest’anno festeggerà 50 anni dalla sua prima apparizione. C’è chi sta già festeggiando questa ricorrenza: cliccate qui per scoprire chi e come. Dopotutto è bene ribadire che le notizie qui sopra indicate sono da prendere con le pinze, poiché la casa editrice potrebbe sorprenderci con nuovi dettagli/rivelazioni imminenti…

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Foto del Giorno : il guanto che venne dallo spazio

Nell’anniversario del primo uomo nello spazio, mentre Robonaut 2 mette a frutto il proprio bagaglio tecnologico a bordo della ISS, sulla Terra i suoi inventori NASA e General Motors studiano insieme come sviluppare nuovi prototipi partendo proprio da queste tecnologie.
I due colossi, dopo aver mandato in orbita il primo umanoide spaziale a sostegno degli astronauti della ISS nel 2011, hanno ben pensato di sfruttare il più possibile le conoscenze sviluppate per realizzare questo progetto. E proprio prendendo spunto dalla caratteristica peculiare di R2, ossia la sua incredibile abilità manuale che gli permette di compiere molte attività normalmente svolte da un astronauta in carne e ossa, stanno mettendo a punto un innovativo guanto robotico degno di Iron Man.
Chiamato ufficialmente Human Grasp Assist, o più semplicemente K-Glove o Robo-Glove, il nuovo guanto è stato pensato non solo per gli astronauti, ma anche per i lavoratori dell’automotive, con lo scopo di facilitare il lavoro di chi lo indossa aumentandone la forza della presa. Secondo gli studi effettuati, tenere in mano un attrezzo per un certo periodo di tempo o compiendo movimenti ripetitivi provoca un rapido affaticamento dei muscoli della mano, mentre i test effettuati con il Robo-Glove indicano che chi lo indossa riesce a mantenere la presa più a lungo e in modo più confortevole.
Ma come funziona questo guanto spaziale? Ispirato alla mano robotica di R2, gli attuatori sono incorporati nella parte superiore del guanto, per fornire supporto alle dita umane nella presa. I sensori di pressione invece, simili a quelli che permettono a R2 di “toccare”, si trovano in corrispondenza dei polpastrelli. Quando chi lo indossa afferra un attrezzo, i tendini sintetici si contraggono automaticamente, mettendo in posizione le dita robotiche e mantenendole così fino a quando i sensori vengono rilasciati.

 

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Dico a Kratos , a Pandora ed Aqua altre cose sul caffè

Pandora mi chiese < Marcello , quanti tipi di caffè esistono ? > e risposi < esistono molti tipi di caffè , il caffè normale , quello decaffeinato , il caffè alla nocciola , caffè al ginseng e molti altri tipi di caffè . Oltre a questo le persone per esempio dentro il caffè ci mettono lo zucchero e con un piccola cucchino e con quel cucchiaino  mischiano il caffè con lo zucchero , cioè lo mettono dentro il caffè e lo iniziano a girare e poi lo bevono > e Pandora disse < grazie Marcello > e io dissi a Pandora < se hai bisogno di altro chiedi pure a me > .

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Foto del Caffè di Kratos , di Pandora e di Aqua

Una tazza di caffè preparato con la moka.

 

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Faccio provare a Pandora , a Kratos e ad Aqua il caffè

Dopo alcuni giorni io dissi a Kratos , a Pandora ed ad Aqua < oggi vi farò provare il caffè > e Kratos disse < speriamo che sia buona > . Dopo averlo fatto versai il caffè in tre tazze e lo portai a Kratos , a Pandora ed Aqua , con calma preserò in mano la tazza contente il caffè e lo iniziarono a berlo con molta calma . Finito il caffè mi dissero < molto buono come bevanda > , e io dissi < questa bevanda la bevono soprattutto gli adulti , ma non bevetela troppa seno la notte non dormite troppo > e Kratos mi disse < grazie per l’ avvertimento > .

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Le stelle si spengono e diventano vento svelato l’ultimo segreto dei corpi celesti

Un'immagine ripresa dall'Vlt dell'Eso.

LA VITA inizia quando una stella muore. Non è infatti come una banale lampadina che un astro si spegne alla fine del suo ciclo. L’agonia di una stella è fatta di rigonfiamenti, cataclismi e di un “vento” che assomiglia a un ultimo respiro. Sono proprio queste correnti, tanto intense quanto misteriose agli occhi degli scienziati, a trasportare in ogni angolo dell’universo i minuscoli grani di materia che nel cuore della stella, nel corso di miliardi di anni, si sono formati. Facendo ripartire quel ciclo che dall’aggregazione dei piccoli grani di materia, grazie alla forza di gravità, porterà alla formazione di nuovi pianeti, nuove stelle e almeno in un caso in tutto il cosmo del fenomeno della vita.

Di quali elementi l’ultimo respiro di una stella sia composto e cosa spinga la polvere di stelle nel suo viaggio lungo il cosmo alla velocità di 10 chilometri al secondo, con un’intensità pari a 100 milioni di volte quella del vento solare cui siamo abituati e per un periodo di circa 10mila anni (privando un astro morente di circa metà della sua massa) sono aspetti ancora pieni di misteri. Su cui una parte di luce è appena stata gettata da quello che è forse il più potente telescopio del mondo, il Very Large Telescope, installato a 2.600 metri di altezza nel deserto di Atacama in Cile.

“Con la risoluzione di questo strumento riusciremmo a distinguere dalla Gran Bretagna i due fari di una macchina che si trova in Australia” spiegano i ricercatori delle università di Sydney e di Manchester che oggi su Nature pubblicano la loro analisi dell’ultimo respiro di una stella. Grazie alla potenza del Very Large Telescope, gli astrofisici guidati da Barnaby Norris hanno osservato l’alone di polvere che circonda tre astri giunti alla fine del loro ciclo vitale nelle costellazioni dell’Idra, del Dorado e del Leone.

Le tre stelle sono di medie dimensioni. Attraverso il loro stesso processo di tormentato spegnimento passerà una buona parte delle stelle dell’universo, incluso il nostro Sole fra circa cinque miliardi di anni. La “polvere di stelle” scagliata nel cosmo dalle stelle morenti è formata da grani di silicati (non a caso i materiali più diffusi nella crosta terrestre) del diametro di 600 nanometri, o milionesimi di millimetro (leggermente più fini della sabbia di una spiaggia). Si tratta di dimensioni all’apparenza infinitesime, ma in realtà molto superiori alle aspettative degli scienziati. E questo non fa che favorire l’aggregazione dei granelli in vista della nascita di un nuovo pianeta.

Come poi la polvere resista a una temperatura che alla superficie di una gigante rossa si aggira attorno ai 2.700 gradi è spiegato dagli astronomi inglesi e australiani con l’assenza di ferro. Grazie alla sua composizione chimica la polvere di stelle riflette il calore della stella morente anziché assorbirlo. E viene scagliata lontano dalla forza dell’astro senza esserne distrutta.

I dati osservati dal Very Large Telescope sono in accordo con le analisi della polvere interstellare condotte in passato  attraverso sonde spaziali. Il risultato spinge Albert Xijlstra, uno degli astronomi dello studio, a spiegare così il fenomeno per cui la morte di una stella porta alla nascita di nuovi astri: “La polvere e i grani che costituiscono il vento riescono a sopravvivere alla stella, e più tardi diventeranno le nubi spaziali nelle quali nuove stelle si formeranno. I grani a loro volta diventeranno i mattoni essenziali per la formazione dei pianeti.
La stessa Terra è nata dalla polvere di stelle”.

Solo dopo aver lanciato nell’universo i suoi semi, la gigante rossa potrà finalmente spegnersi e acquietarsi, diventando come un gigantesco sasso inerte.

 

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Buongiorno a tutti

Buongiorno a tutti quanti , spero che avete passato una buona dormita . Non parlo solo a umani ma anche a maghi , streghe , lupi mannari e altre creature e spero anche che avete fatto una buona colazione .