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Foto del Giorno . Albero con il maglione

Albero con il maglione

Ha tanti nomi diversi – yarn bombing, yarnstorming, guerrilla knitting, urban knitting, graffiti knitting – ma l’idea di fondo è una sola: colorare le città e le metropoli ridando vita, almeno simbolicamente, agli spazi più tristi e grigi. Come? Grazie a qualcosa di semplice e popolare: il lavoro a maglia, il graffito più inoffensivo del mondo.
Questa battaglia, che sta dilagando in moltissimi Paesi del mondo, si combatte a suon di pezze tessute a mano da decine, centinaia, migliaia di persone di tutte le età ed estrazione sociale: lana o uncinetto va bene tutto per rivestire pali della luce, stazioni della metropolitana, semafori, statue, monumenti, orologi, cabine telefoniche, alberi, biciclette o addirittura intere case, ossia ciò che non abbellisce ma ingrigisce la città o quello che un tempo sfavillava e che invece ora è abbandonato a sé stesso.
I primi avvistamenti di questo genere di urban art risalgono al 2004 in Olanda, ma sono poi sfociati rapidamente in veri e propri movimenti collettivi come il celebre “Knit the City” londinese.
In Italia è da poco nato “Mettiamoci una pezza”, organizzato dalle coraggiose donne aquilane per ridare alla loro città ferita un po’ di quel colore che il terremoto del 2009 ha spazzato via. Cento metri quadri da ricoprire con pezze lavorate a maglia o uncinetto, chiedendo la collaborazione di tutti, per quello che è un atto di amore verso la propria città martoriata e, al tempo stesso, un grido di protesta per uscire dalla situazione di stallo e immobilità che ancora pervade l’Aquila a tre anni dal sisma.