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Sistema Solare Pioners 5

Oggi vi parlerò del sistema solare pioners 5 , questo sistema solare ospita moltissimi pianeti , stelle che nascono , crescrono e muoiono . Tra i molti pianeti possiamo dire che c’era pure il mio Maraxus , un pieneta bellissimo , adesso non racconto niente perché lo farò nel racconto che sto facendo nel quale parlerò di moltisime cose , avvenimenti che successi a me e a mia sorella . Come abbiamo incontrato Sarah la Fenice Rossa , quale era il mio rapporto con i miei poteri e molto altro . In questo sistema solare vivonano il popolo della Fenice , provenienti dal pianeta Fenix . Il Pianeta Fenix era talmente bello , era come il sole , solo chi ha dei superpoteri può resistere alla terramperatura del suo pianeta , visto che è come il sole . Anche se un essere umano riuscirebbe ad arrivare li dentro morirebbe quasi subito per colpa non solo del calore che si trova li ma anche per un campo di forza che non è un normale campo di forza , ti fa alcune domande e se non rispondi bene alle sue domande lei quella che protegge il pianeta da tutti ti distrugge senza nemmeno darti il tempo di dire ho sbagliato . Da quello che mia ha raccontato Sarah la Fenice Rossa , regina di quel pianeta il pianeta era bellissimo , c’ erano posti bellissimi e cose incredibili da guardare per esempio uccelli di fuoco di molti tipi e alcune cose erano belle altre molto brutte come per esempio mostri da sconfiggere . Io queste cose non le ho potuto vedere di persona perché il suo pianeta come il mio è stato distrutto . Tra i vari pianeti che ci sono li , ci sono Marek 5 , un pianeta tutto quanto fatto di ghiaccio , poi c’ e il pianeta Canyon 5 e altri pianeti . Un ‘ altra caratteriza quel sistema solare una stella molto grande e molto bella , tanto bella che quando la vedi resti senza parole questa stella fu nominata come la persona che la scopri cioè Oberon Pioners 5 , si chiamava cosi perché pure i suoi fretelli erano popolari nell’ universo per aver fatto grandi cose e aver fatto grandi scoperte . Pure lui voleva fare la differenza però quando la scopri fu attaccato da dei caccatori di stelle loro andavano alla ricerche di stelle e dare a quelle stelle il loro nome  . Quando la sua famiglia scopri l’ accaduto andarono alla ricerca di quei criminali , li sconfisserò e poi dopo aver salvato il loro fratello lo aiutarono a dare il suo nome a quella stella . Mentre era con i suoi rapitori lui lottava un sacco , non si arrendeva mai neanche una volta perché è quello che gli avevano imparato nella sua famiglia di non arrendersi mai neanche se era stato catturato da dei criminali o altro .Suo padre gli diceva sempré ” Le Cose non si ottengono senza lottare , si ottengono combattendo e affrontando tutte le sfide che la vita ti para davanti a te ” . Da quel giorno tutti sapevano che quella è nota con il nome di Pioners 5 e quel nome era il nome azzecato per una stella , un nome forte per una stella splendida e incredibili che ogni volta la guardavi ti faceva restare senza fiato dalla sua lucentezza e dal suo splendore . Tutto questo che vi sto racconto è avvento il 23/06/2057

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Il mio numero di distintivo

Il mio numero di distintivo è 1249 , questo è il mio numero di distintivo di Detective della Polizia Internazionale .

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Le stelle si spengono e diventano vento svelato l’ultimo segreto dei corpi celesti

Un'immagine ripresa dall'Vlt dell'Eso.

LA VITA inizia quando una stella muore. Non è infatti come una banale lampadina che un astro si spegne alla fine del suo ciclo. L’agonia di una stella è fatta di rigonfiamenti, cataclismi e di un “vento” che assomiglia a un ultimo respiro. Sono proprio queste correnti, tanto intense quanto misteriose agli occhi degli scienziati, a trasportare in ogni angolo dell’universo i minuscoli grani di materia che nel cuore della stella, nel corso di miliardi di anni, si sono formati. Facendo ripartire quel ciclo che dall’aggregazione dei piccoli grani di materia, grazie alla forza di gravità, porterà alla formazione di nuovi pianeti, nuove stelle e almeno in un caso in tutto il cosmo del fenomeno della vita.

Di quali elementi l’ultimo respiro di una stella sia composto e cosa spinga la polvere di stelle nel suo viaggio lungo il cosmo alla velocità di 10 chilometri al secondo, con un’intensità pari a 100 milioni di volte quella del vento solare cui siamo abituati e per un periodo di circa 10mila anni (privando un astro morente di circa metà della sua massa) sono aspetti ancora pieni di misteri. Su cui una parte di luce è appena stata gettata da quello che è forse il più potente telescopio del mondo, il Very Large Telescope, installato a 2.600 metri di altezza nel deserto di Atacama in Cile.

“Con la risoluzione di questo strumento riusciremmo a distinguere dalla Gran Bretagna i due fari di una macchina che si trova in Australia” spiegano i ricercatori delle università di Sydney e di Manchester che oggi su Nature pubblicano la loro analisi dell’ultimo respiro di una stella. Grazie alla potenza del Very Large Telescope, gli astrofisici guidati da Barnaby Norris hanno osservato l’alone di polvere che circonda tre astri giunti alla fine del loro ciclo vitale nelle costellazioni dell’Idra, del Dorado e del Leone.

Le tre stelle sono di medie dimensioni. Attraverso il loro stesso processo di tormentato spegnimento passerà una buona parte delle stelle dell’universo, incluso il nostro Sole fra circa cinque miliardi di anni. La “polvere di stelle” scagliata nel cosmo dalle stelle morenti è formata da grani di silicati (non a caso i materiali più diffusi nella crosta terrestre) del diametro di 600 nanometri, o milionesimi di millimetro (leggermente più fini della sabbia di una spiaggia). Si tratta di dimensioni all’apparenza infinitesime, ma in realtà molto superiori alle aspettative degli scienziati. E questo non fa che favorire l’aggregazione dei granelli in vista della nascita di un nuovo pianeta.

Come poi la polvere resista a una temperatura che alla superficie di una gigante rossa si aggira attorno ai 2.700 gradi è spiegato dagli astronomi inglesi e australiani con l’assenza di ferro. Grazie alla sua composizione chimica la polvere di stelle riflette il calore della stella morente anziché assorbirlo. E viene scagliata lontano dalla forza dell’astro senza esserne distrutta.

I dati osservati dal Very Large Telescope sono in accordo con le analisi della polvere interstellare condotte in passato  attraverso sonde spaziali. Il risultato spinge Albert Xijlstra, uno degli astronomi dello studio, a spiegare così il fenomeno per cui la morte di una stella porta alla nascita di nuovi astri: “La polvere e i grani che costituiscono il vento riescono a sopravvivere alla stella, e più tardi diventeranno le nubi spaziali nelle quali nuove stelle si formeranno. I grani a loro volta diventeranno i mattoni essenziali per la formazione dei pianeti.
La stessa Terra è nata dalla polvere di stelle”.

Solo dopo aver lanciato nell’universo i suoi semi, la gigante rossa potrà finalmente spegnersi e acquietarsi, diventando come un gigantesco sasso inerte.