Cattivo

Il cattivo è il tipico personaggio malvagio presente in una storia, come un’opera narrativa o cinematografica. I cattivi sono personaggi tipo o forse personaggi romanzati, nel dramma e melodramma, che compiono azioni malvagie opponendosi all’eroe.

È la sua natura intrinsecamente, indomabilmente malvagia che distingue il cattivo dal semplice antagonista, cioè dal personaggio che – come Javert ne I miserabili – si oppone all’eroe, ma che per qualche motivo non risulta del tutto odioso e che anzi può pentirsi, essere redento o diventare un buono nel finale. Il cattivo si distingue anche dall’antieroe, un personaggio che viola la legge o le convenzioni sociali stabilite, ma che nonostante questo ha la simpatia del pubblico, risultando dunque il vero eroe della storia.

Malgrado sia il destinatario dell’odio del pubblico, il cattivo è un meccanismo narrativo quasi inevitabile e, quasi più dell’eroe, un elemento cruciale sul quale poggia la trama.

Il cattivo è talvolta identificato anche con il termine inglese villain (a sua volta derivato dal tardo latino villanus).

Stereotipi fisici

“Maledizione! Sconfitto di nuovo!”. Ci sono molti stereotipi sui cattivi.

Gli attributi fisici del cattivo variano in base alla cultura e all’epoca, e costituiscono spesso una trasposizione del pregiudizio del momento di quella cultura, che sia un pregiudizio razziale, politico, religioso o di altro tipo. Proprio come l’eroe è spesso un paragone del canone di bellezza imperante, un cattivo presenta spesso una qualche deformità fisica, a suggerire una mente ugualmente deformata (è il caso del Riccardo III di Shakespeare con la sua gobba o dell’orrorifico Freddy Kruger), oppure un passato rozzo e violento (è il caso di Capitan Uncino di Peter Pan o di Long John Silver de L’isola del tesoro).

A volte può addirittura essere sufficiente una semplice violazione della moda prevalente per etichettare come tale il cattivo della storia. Spesso infatti il cattivo è vestito in modo impeccabile, ma in uno stile che devia in qualche modo dalla norma, a volte solo per essere troppo impeccabile (come il mafioso in un completo molto costoso, o il cavaliere in un’armatura troppo decorata).

Una caricatura del comune cliché del cattivo dei primi anni del cinema può essere vista in cima a questa pagina. Nell’epoca antecedente ai film sonori, i cattivi dovevano apparire già “visivamente” molto sinistri, e quindi nacquero diversi stereotipi sull’aspetto del cattivo. Parodie molto conosciute di questo genere di archetipo sono i personaggi di Rocky e Bullwinkle Boris Badenov, Natasha Fatale e Snidely Whiplash, così come il personaggio di Dick Dastardly di Hanna-Barbera.

Questi stereotipi comprendono il vestiario nero (molte volte formale: mantelle, cilindri, ecc.), baffi, una caratterizzazione “appuntita” e un’espressione facciale “maniacale”. Con l’avvento della radio e del sonoro al cinema è stata poi aggiunta l’abitudine ad una “risata maligna” e una voce sprezzante o viscida.

Nel cattivo la malvagità è spesso riflessa nella bruttezza fisica, come nel caso di Mr. Hyde, ma non è sempre così. Esiste anche lo stereotipo del cattivo affascinante che assomiglia all’eroe per le sue fattezze, ma la sua personalità e il suo atteggiamento tradiscono una natura diabolica. Questa variante sarebbe stata popolare specialmente dopo la Seconda guerra mondiale, quando fu rivelato l’Olocausto, e l’opinione pubblica fu indotta a proiettare il cattivo popolare nell’ideale nazista biondo dagli occhi azzurri. Quella fredda bellezza nasconde però un arrogante senso di superiorità e l’insofferenza verso i cosiddetti “inferiori”. Dal cattivo biondo con occhi azzurri è stato recentemente estrapolato un bizzarro stereotipo, l’albino malvagio, un cattivo che racchiude diverse caratteristiche solitamente associate all’albinismo (pelle pallida, capelli biondo platino, occhi blu o rossi), ma che non ricade necessariamente in questa condizione.

Nella lirica e nel musical il cattivo è generalmente interpretato da un baritono o da un mezzo soprano.

Stereotipi psicologici

Malgrado gli attributi fisici stereotipati possano aiutare a identificare il cattivo, sono le caratteristiche psicologiche e morali a conferire il suo ruolo.

Anche ferire l’eroe, o uccidere il suo/la sua persona amata, non renderà il personaggio un autentico cattivo, fino a quando non sarà chiaro che l’atto ha motivazioni “malvagie”.

Una comune caratteristica psicologica del cattivo cinematografico è un arrogante eccesso di sicurezza che porta spiegazioni non necessarie fino a rivelare i propri sinistri piani. Questa esposizione è un chiaro esempio di economico meccanismo narrativo sfruttato dall’autore per spiegare al pubblico quei dettagli che non gli/le è possibile esprimere attraverso modi più naturali.

Un’altra importante caratteristica del brutto carattere del cattivo è la tendenza a maltrattare i sottoposti, i complici inetti di cui amano circondarsi, scaricando su di loro la colpa dei propri fallimenti e punendoli in modo sadico e crudele anche solo per trascurabili manchevolezze.

Il supercattivo

Si possono trovare supercattivi nell’ambito melodrammatico dei fumetti americani di supereroi, dove c’è bisogno di una persona malvagia in possesso di super poteri per ostacolare i poderosi eroi. Questi supercattivi in genere hanno ruoli ricorrenti; anche i cattivi di altre forme di letteratura sono diventati così popolari che sono stati reimpiegati, allo stesso modo, in lavori successivi.
La necessità del cattivo

I cattivi sono implicitamente più interessanti dell’eroe che si oppone a loro? Essi sono, quantomeno, davvero indispensabili nelle trame quanto sembrano, e probabilmente di più. Coloro che si ergono coraggiosamente dalla parte della rettitudine e del bene hanno maggiore possibilità di reagire, ma meno armi a propria disposizione; per i cattivi invece ogni strada è buona. Molti credono che Satana, che per i cristiani è forse il cattivo finale, sia il personaggio più interessante nel Paradiso perduto (Paradise Lost) di John Milton, in quanto personificazione del male.

Vi è forse nelle azioni nefande di molti cattivi più di un accenno di fantasia autoappagante, il che fa in modo che alcuni si identifichino più fortemente in essi che negli eroi. Ancora, quello dello scrittore che deve ideare un cattivo non è un compito così semplice né banale: a un cattivo convincente deve essere fornita una convincente caratterizzazione, che renda il motivo per cui si comporta in modo sbagliato più convincente della malvagità, vivace ma generica, di un Mefistofele. Come affermato dal critico cinematografico Roger Ebert: “Ogni film vale solo quanto il suo cattivo. Dato che gli eroi e gli espedienti tendono a ripetersi di pellicola in pellicola, solo un grande cattivo può trasformare una buona prova in un trionfo”.
Cattivi nella cinematografia [modifica]

Tra le prime interpretazioni che ancora oggi sono riconosciute come “iconografiche” per il ruolo di cattivo’, su tutti si ricordano:
1919: Werner Krauss è Caligari nel film Il gabinetto del dottor Caligari
1922: Max Schreck è Nosferatu nel film Nosferatu il vampiro
1923: Nigel De Brulier è Claude Frollo nel film Il gobbo di Notre Dame .
1931: Peter Lorre è Hans Beckert nel film M – Il mostro di Düsseldorf

Alcuni attori hanno interpretato lo stesso villain in più di un film o in una serie di film, tra essi:
1922: Rudolf Klein-Rogge è il Dr. Mabuse nel film Il dottor Mabuse e nel suo seguito Il testamento del dottor Mabuse (1930)
1931: Bela Lugosi è Dracula nel film Dracula
1931: Boris Karloff è Frankenstein nei film Frankenstein, La moglie di Frankenstein (1935) e Il figlio di Frankenstein (1939)
1941: Lon Chaney Jr. è l’Uomo lupo nel film L’uomo lupo e in quattro sequel della serie
1958: Christopher Lee è Dracula, Frankenstein e la Mummia nei film della Hammer tra il 1958 e il 1973
1960: Anthony Perkins è Norman Bates in Psyco e tre sequel fino al 1990
1971: Vincent Price è il Dr. Phibes nel film L’abominevole dottor Phibes e nel suo seguito Frustrazione (1972)
1984: Robert Englund è Freddy Krueger in otto film della serie Nightmare fino al 2003

Altri attori, invece, sono stati chiamati ad interpretare il ruolo del villain in ben più di un’occasione, tra questi citiamo:
Klaus Kinski nei film Per qualche dollaro in più (1965), Il conte Dracula (1969), Nosferatu, il principe della notte (1978)
Jack Nicholson nei film Shining (1978), Le streghe di Eastwick (1987), Batman (1989), Hoffa: santo o mafioso? (1992), Codice d’onore (1992), Mars Attacks! (1996) e The Departed (2006)
Gary Oldman nei film Dracula di Bram Stoker (1992), Triplo gioco (1993), Una vita al massimo (1993), Leon (1994), L’isola dell’ingiustizia (1994), Il quinto elemento (1997), Air Force One (1997), Lost in Space (1998) e Hannibal (2001)
Michael Madsen nei film Le iene (1992), L’infiltrato (1992), Getaway (1994), Donnie Brasco (1997), Kill Bill vol. 1 (2003) e Kill Bill vol. 2 (2004)
Kevin Bacon nei film Legge criminale (1988), The River Wild – Il fiume della paura (1994), Sleepers (1996), Sex Crimes (1998), L’uomo senza ombra (2000), 24 ore (2002), X-Men – L’inizio (2011)
Samuel L. Jackson nei film Pulp Fiction (1994), Jackie Brown (1997), Unbreakable – Il predestinato (2000), Jumper (2008), The Spirit (2008)
La lista dell’AFI

Nel 2003 l’American Film Institute ha stilato una classifica dei 50 “migliori” cattivi della storia del cinema, posizionando al primo posto Hannibal Lecter interpretato da Anthony Hopkins ne Il silenzio degli innocenti (1991).

Nel mondo e nel tempo potreste vedere un sacco di misteri e cose incredibili non solo nel tempo e anche nello spazio. Io con la mia famiglia e anche senza ho viaggiato nel tempo e nello spazio. Ogni tanto ho visto cose incredibili e ho scoperto che nel mondo le persone con i poteri hanno fatto grandi cose per vivere in pace senza con noi. Noi li abbiamo visti come dei mostri e loro si sono rintanati dentro una dimensione nota come Universing. Io sono Daniel Saintcall e sono uno dei tanti Dominatori di Poteri che è vivo e vegeto e cerca di capire cosa succede nel tempo e nello spazio. Se avete bisogno di aiuto chiedete pure e se invece dovete scrivere qualcosa la potete scrivere qui sotto

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