Wendigo, il cannibale del Nord America

il Wendigo.

Di creature mitologiche ne è pieno il mondo. Ogni cultura ha un ricco panorama di creature provenienti dall’oltretomba o generate dalla natura, bizzarrie mostruose che sono spesso state sfruttate nella letteratura e nella cinematografia per creare racconti di successo.

Ci sono tuttavia alcune creature immaginarie che possono benissimo essere il risultato di un’alterazione della realtà, di una realtà troppo mostruosa per essere vera e per poter essere accettata dalla morale comune.

Quando qualcosa o qualcuno infrange le regole del quieto vivere, quando vengono spezzati dei tabù sacri per una comunità ecco che nasce il mostro. Ed è questo che si cela dietro al Wendigo, una creatura cannibale che popola gli incubi degli indiani Algonchini, nativi del Nord America.

Il wendigo è una creatura mitica malvagia, con una spiccata tendenza al cannibalismo. Non si tratta solo di una creatura mitologica: il wendigo infatti non ha caratteristiche fisiche ben precise, che invece variano da tribù a tribù; wendigo si diventa, non si nasce. Diventa wendigo chiunque osi infrangere il sacro tabù del cannibalismo, chiunque si sia cibato di carne umana per assicurare la propria sopravvivenza.

Il wendigo infatti è un essere che viene spesso associato all’inverno ed al gelo, oltre che alla fame. Se facciamo due più due riusciamo a capirne l’origine.
Immaginiamo di essere un nativo americano che vive in Canada, come gli Algonchini. L’inverno nord-americano può essere terribile e spietato: una coltre di neve spessa diverse decine di centimetri copre tutto, gli alberi sembrano cristallizzati nel ghiaccio, e trovare cibo è spesso un’impresa assai ardua. Possiamo forse trovare qualche animale invernale, ma oltre che sfuggenti sono pochi quelli che non si ritirano in letargo per l’inverno.

In questa situazione è facile immaginare come alcune persone, intrappolate tra i ghiacci a decine, forse centinaia di chilometri di distanza dalla prima fonte di cibo utile, siano costrette a trovare nutrimento diventando cannibali. Alla prospettiva di morire di freddo e fame, molti di noi si sentirebbero autorizzati a nutrirsi dei corpi dei compagni caduti, o addirittura ad uccidere per poter sopravvivere.

Il wendigo molto probabilmente è nato da questa esigenza, la sopravvivenza nel grande freddo. Che poi si sia mutato in una creature cannibale sovrannaturale è soltanto un passo in più per imporre un tabù su una pratica considerata orribile e fuori dal normale ordine degli eventi.
Presso gli Algonchini, per esempio, il cannibalismo anche a scopo di sopravvivenza è considerato uno dei più sacri tabù; si preferisce la rassegnazione alla morte o il suicidio che nutrirsi di carne umana.

Il wendigo è infatti noto come “lo spirito dei luoghi desolati”, o “lo spettro malvagio che divora l’essere umano”. Nasce dalla solitudine, dalla necessità di nutrirsi, in un momento in cui i tabù non valgono più nulla, sono solo un ostacolo alla sopravvivenza di un individuo. Nella solitudine del nord-america, nel gelo dell’inverno canadese, il wendigo nasce per esigenza di cibo, caccia solitario nella foresta alla ricerca della prossima vittima, ormai “drogato” di carne umana ed in attesa del prossimo pasto.

Il wendigo è spesso caratterizzato da una forza sovraumana, che deriverebbe proprio dai suoi atti di cannibalismo. Si nutre non solo del corpo delle sue vittime, ma ne assimila anche l’anima, la vitalità, contribuendo ad allungare la sua vita e ad amplificare i suoi poteri. Più mangia, più il wendigo diventa grande e potente, e più la sua voglia di carne umana si accresce, fino a non trovare più limiti.

Alcuni criptozoologi tendono, anzi, vogliono identificare il wendigo con una sorta di yeti o di bigfoot nord-americano. Stando ai racconti degli indiani Inuit, il wendigo (“witigo”, “witiko”, “Wee-tee-goo”) sarebbe un essese alto circa 5 metri, dalle zanne giallastre e coperto di peli, con occhi luminosi e pelle giallastra.
Ma se rimaniamo nella sfera del dimostrabile, ci rendiamo conto che l’esagerazione è spesso un modo per rendere un tabù ancora più inviolabile. Demonizzando il cannibalismo, facendo assumere al cannibale una dimensione mostruosa e sovrannaturale, si crea un ottimo deterrente per persone superstizione e legate al misticismo come i nativi americani.

In tutte le culture in cui compare il wendigo, si dice che il mostro cannibale possa generarsi da un comune essere umano che abbia assaggiato la carne umana. Il wendigo può anche possedere la sua vittima attraverso un sogno, ma la “trasformazione” avviene all’atto del consumo di carne umana.
E gli indiani Cree credevano così profondamente nella trasformazione del wendigo da avere persino dei cacciatori di mostri: è il caso di Jack Fiddler, un indiano Cree che al momento del suo arresto affermò di aver ucciso 14 wendigo nel corso della sua vita. Ad 87 anni venne accusato assieme al figlio dell’omicidio di una donna Cree; la sua giustificazione fu che la donna era vicina alla trasformazione totale in wendigo, e che doveva essere fermata visto il numero di omicidi che aveva già compiuto nella sua tribù.

Ma non si parla soltanto di cultura sciamanica e di superstizione quando si cita il wendigo: la “psicosi da wendigo” è un fenomeno che porta un essere umano ad essere ossessionato dalla carne umana, anche quando ha a disposizione altre fonti di cibo. Ed è molto probabilmente questa psicosi, che ha preso il nome dal mostro indiano, che ha originato il mito del wendigo.
Uno dei casi più famosi di psicosi da wendigo è quello di Swift Runner, un indiano di Plain Cree, Alberta. Durante l’inverno del 1878, Swift Runner e la sua famiglia erano prossimi a morire di fame, lontani 40 km dal primo centro abitato. Spinto dalla necessità, Swift Runner decise allora di uccidere e macellare la moglie ed i suoi 5 figli, e da allora la sua fame di carne umana non si è più arrestata fino alla sua morte.

Il wendigo è una figura affascinante, ma che ben poco ha a che vedere con bigfoot o yeti nord-americani. Una spiegazione molto più logica e del tutto credibile sta nello stesso essere umano e nella sua voglia di sopravvivere alle avversità della natura, arrivando a commettere gesti estremi come cibarsi della sua stessa specie pur di restare in vita.

Nel mondo e nel tempo potreste vedere un sacco di misteri e cose incredibili non solo nel tempo e anche nello spazio. Io con la mia famiglia e anche senza ho viaggiato nel tempo e nello spazio. Ogni tanto ho visto cose incredibili e ho scoperto che nel mondo le persone con i poteri hanno fatto grandi cose per vivere in pace senza con noi. Noi li abbiamo visti come dei mostri e loro si sono rintanati dentro una dimensione nota come Universing. Io sono Daniel Saintcall e sono uno dei tanti Dominatori di Poteri che è vivo e vegeto e cerca di capire cosa succede nel tempo e nello spazio. Se avete bisogno di aiuto chiedete pure e se invece dovete scrivere qualcosa la potete scrivere qui sotto

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