Infermiere

L’Infermiere è il professionista sanitario che, avendo conseguito la Laurea in Infermieristica, ed essendo iscritto all’Albo presso il Collegio provinciale IPASVI di appartenenza, è responsabile unico dell’Assistenza Infermieristica.

L’assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa. Le principali competenze e attività dell’infermiere riguardano dunque l’assistenza ai malati e ai disabili di tutte le età, la prevenzione delle malattie, la formazione, la gestione del governo e del rischio clinico e l’educazione sanitaria.

Il 12 maggio, giorno in cui si ricorda la nascita di Florence Nightingale considerata la fondatrice dell’Infermieristica moderna, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dell’Infermiere. La “Giornata” ha ogni anno un titolo ispirato a tematiche di rilevanza infermieristica ed è deciso in seno all’International Council of Nurses che ha sede a Ginevra.

Cos’è l’assistenza infermieristica

L’assistenza infermieristica è una professione sanitaria [1].

L’infermiere svolge con autonomia professionale le attività dirette alla prevenzione, alla cura e alla salvaguardia della salute individuale e collettiva [2]; l’Infermiere svolge la sua funzione, sulla base di precise norme legislative etiche e deontologiche:

  • Profilo professionale[3] norme che definiscono l’infermiere come unico responsabile dell’esercizio dell’assistenza infermieristica
  • Codice deontologico dell’Infermiere[4] che è la base del gesto professionale, della professionalità e del rispetto etico della persona.
  • Legge n. 42 26/02/1999″ Disposizioni in materia di professioni sanitarie, che sancisce l’Autonomia Professionale dell’Infermiere con il passaggio della professione infermieristica da ausiliaria alle altre professioni sanitarie a Professione Sanitaria principale.
  • Formazione universitaria e pratica assistenziale.

L’infermiere partecipa all’identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività, in stretta collaborazione ed interazione con la Persona e la Famiglia, al fine di individuarne le potenzialità residue e di collaborazione e adesione al Progetto Assistenziale. Dall’accurata analisi dei dati raccolti, l’Infermiere, formula, per ogni attività di vita o categoria di bisogni, le diagnosi infermieristiche e formula i relativi obiettivi assistenziali; pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico; garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche; agisce sia individualmente che in collaborazione con gli altri professionisti sanitari e sociali, avvalendosi ove necessario e secondo sua facoltà, dell’opera del personale di supporto ausiliario di cui è responsabile diretto. Educa la persona, la famiglia e gli educatori preposti alla salvaguardia della salute.

L’Infermiere, espleta specifiche funzioni di formazione, previa ulteriore formazione, con Master Universitario, può avere funzioni di Tutor degli studenti Infermieri, durante la loro formazione universitaria in aula e nelle attività di tirocinio. Si occupa inoltre dell’inserimento presso le unità operative, degli operatori di supporto all’Infermiere e degli Infermieri neo laureati. Per obbligo etico e professionale si impegna al proprio aggiornamento professionale e rende disponibile le conoscenze acquisite per arricchire il bagaglio culturale del corpo professionale.

Teorie dell’assistenza infermieristica

Diversi infermieri hanno formulato teorie riguardanti l’assistenza infermieristica, sulla scorta di conoscenze provnienti dall’epistemologia. Di seguito, se ne ricordano alcuni:

  • Florence Nightingale, concepiva il bisogno come necessità di controllare i fattori ambientali per garantire la salute
  • Hildegard E. Peplau, ha concepito un processo interpersonale dove sia il paziente che l’infermiera hanno un ruolo ugualmente importante nell’interazione terapeutica, dando massima attenzione sotto l’aspetto psicologico del paziente
  • Lydia Hall, dichiara che il bisogno delle persone di cure infermieristiche qualificate aumenta man mano che diminuisce il bisogno di cure mediche
  • Virginia Henderson, dichiara che bisogna assistere il paziente in modo che diventi autonomo e comprenda i meccanismi che lo rendono indipendente
  • Dorothea Orem, autrice della teoria del self-care
  • Faye Glenn Abdellah
  • Joyce Travelbee
  • Jean Watson
  • Evelyn Adam, basa la sua teoria sulla predisposizione, attuazione e valutazione del piano assistenziale secondo i principi enunciati da Virginia Henderson.
  • Ernestine Wiedenbach

Percorso formativo

Il passato

“Il prendersi cura” è stato un compito assolto quasi esclusivamente dalla donna che sin dall’era preistorica attraverso l’uso di erbe medicinali cercava di aiutare l’organismo a superare le problematiche di salute, di alimentazione, di crescita, di supporto psico-fisico.

In tutte le culture mondiali la donna è sempre stata una figura accanto alla persona sofferente. nei secoli successivi, il potere che acquisiva la donna-curante fece sì che esse fossero ingiustamente accusate di stregoneria ed i segreti delle cure passarono ai medici – rigorosamente uomini. La donna continuò l’accudimento ma senza capacità decisionale. era la carità che veniva esercitata dalle dame, nobildonne, suore,ecc.

Nel XIX secolo si deve a Florence Nightingale e alla sua solida cultura scientifica e umanistica il riconoscimento del ruolo fondamentale dell’Igiene nella cura del malato e la gestione di tutti i bisogni di salute della persona. Le infermiere anglo-sassoni elaborarono le teorie infermieristiche che hanno rivoluzionato l’approccio all’assistenza infermieristica e arricchito di un corpo di conoscenze tali da determinare l’approdo formativo alle università.

Dal 1976, per diventare infermiere, allora denominato “infermiere generico o infermiere professionale”, era sufficiente frequentare un corso professionale di uno o tre anni, rispettivamente, con programma didattico riconosciuto dall’Unione Europea al quale si poteva accedere con una scolarità di 10 anni (biennio di scuola media superiore).

Dal 1990[5], viene istituito, il “diploma universitario di primo livello in scienze infermieristiche”.

Segue un breve periodo di transizione tra il vecchio e il nuovo ordinamento didattico e nel 1992[6] viene sancito il definitivo passaggio alla formazione universitaria. Diventa requisito obbligatorio il diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado. Il titolo rilasciato al termine del corso è un “diploma universitario”.

Il percorso formativo odierno

Nel 2001[7], il diploma universitario per infermiere è stato trasformato in laurea triennale e viene inoltre prevista la laurea specialistica nelle scienze infermieristiche e ostetriche[8].

Oggi dunque l’esercizio della professione è subordinata al conseguimento della laurea in infermieristica, rilasciato a seguito di un esame finale con valore abilitante alla professione e dall’iscrizione al relativo albo professionale. Tale titolo è valido sull’intero territorio nazionale nel rispetto alla normativa europea in materia di libera circolazione delle professioni[9]. Sono ritenuti validi i titoli acquisiti prima della normativa attuale (infermiere professionale, diploma universitario di infermiere).

Le tappe del percorso formativo

  • Laurea in infermieristica (3 anni, 180 CFU, titolo “dottore in infermieristica”)
  • Master di I livello (60 CFU)
  • Laurea magistrale (specialistica) in scienze infermieristiche ed ostetriche (2 anni, 120 CFU, titolo “dottore magistrale in scienze infermieristiche ed ostetriche”)
  • Master di II livello (60 CFU)
  • Dottorato di ricerca (3 anni, titolo “dottore di ricerca infermieristica”)

Per accedere alla laurea magistrale non è indispensabile possedere un master di I livello; lo stesso vale per il dottorato di ricerca, che richiede la laurea magistrale ma non il master di II livello.

Attività professionale

L’infermiere svolge la propria attività professionale in aziende ospedaliere sanitarie pubbliche o private, nelle aziende sanitarie come l’ASL in Italia, in ambulatori privati, nei centri di assistenza domiciliare, e i servizi sanitari di assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o di libera professione; concorrendo direttamente all’aggiornamento professionale, alla ricerca e alla prevenzione.

Le aree di operatività a contatto con il paziente/utente seguono processi assistenziali di natura complessa.

In fase di diagnosi, l’infermiere è parte attiva nella raccolta dell’anamnesi, nell’accertamento delle condizioni di salute e nello svolgimento di esami ematici o strumentali.

Nella fase della cura, la presenza dell’infermiere è diretta alla presa in carico dell’assistito mediante la progettazione del piano di assistenza e la corretta esecuzione delle attività diagnostico-terapeutiche. La presenza di almeno un professionista è costante nelle unità di cure per acuti.

La presenza degli infermieri specialisti clinici, esperti in possesso di un master universitario in una delle specialità infermieristiche, consente un’assistenza sanitaria avanzata (Advanced Practice Nursing) erogata attraverso una consulenza infermieristica o grazie alla presenza costante, come nel caso delle terapie intensive.

Nella fase di recupero e riabilitazione, all’interno delle proprie realtà lavorative, l’infermiere produce spesso il materiale informativo per la dimissione dell’ammalato e provvede all’educazione nella fase di dimissione.

Recentemente si sono sviluppati reparti specializzati definiti post-acuti o di riabilitazione estensiva, dove il percorso di riabilitazione vede l’equipe infermieristica essere il personale di riferimento, mentre il medico interviene in qualità di consulente esterno.

Nell’ambito del management sanitario per le funzioni di coordinamento infermieristico, l’infermiere è presente a livello di dipartimento, e/o unità operative oltre alla gestione del personale egli si occupa degli aggiornamenti professionali, del controllo e sorveglianza ambientale. Quello del coordinatore infermieristico (ex caposala) è un ruolo intermedio tra professionisti e dirigenza strategica aziendale, quindi anello indispensabile per il buon funzionamento dell’intero sistema.

L’infermiere per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, tramite attribuzione di alcune attività del personale di supporto noto con la qualifica di O.S.S. (acronimo che significa operatore socio sanitario). Questo passaggio è ricordato sia dalle normative di riferimento dell’infermiere[10] sia da quelle relative all’operatore socio sanitario[11]. Ricade comunque sull’infermiere la responsabilità per la corretta gestione dell’assistenza.

Specialità infermieristiche

Il Dm 739/94 individua cinque aree principali della formazione complementare infermieristica: sanità pubblica, pediatria, salute mentale/psichiatria, geriatria, area critica.

Sono altresì attive altre specialità o aree professionali, tra cui:

Infermieristica legale e forense

L’infermieristica legale e forense è una disciplina in fase di sviluppo che ha come scopo l’accertamento dei fatti penalmente perseguibili scaturiti da procedure infermieristiche attuate con imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi e regolamenti. Tali accertamenti sono volti soprattutto a determinare il nesso di causalità all’interno dell’azione, necessario per mettere in relazione la condotta dell’indagato con l’evento. I campi elettivi dell’infermiere legale e forense sono inoltre:

  • l’ambito legale, in collaborazione col medico legale;
  • la gestione del rischio clinico, per le competenze specifiche, per la stesura di progetti e la consulenza nella progettazione di cartelle infermieristiche;
  • l’assistenza e gestione delle vittime di stupro o violenze sessuali, analogamente a quanto succede, nei paesi anglosassoni, dove la vittima viene seguita nel suo percorso psicologico, psichiatrico, ostetrico, peritale e giudiziale dall’infermiere responsabile dell’equipe;
  • l’assistenza e gestione dei minori vittime di abusi;
  • l’assistenza e gestione delle dipendenze da alcool, droghe e farmaci, in collaborazione con i medici ed i servizi istituzionalmente preposti;
  • l’assistenza legale e sindacale ai colleghi, in collaborazione con avvocati, associazioni, sindacati;
  • l’educazione ed informazione sanitaria, con particolare riferimento al mondo della scuola ed alla prevenzione delle droghe d’abuso.

Il percorso formativo dell’infermiere legale e forense prevede master universitari di 1º e 2º livello, attivati in molteplici università italiane, anche in modalità telematica. Nel maggio del 2009 è nata il Italia la prima associazione per infermieri legali e forensi (AILF)[12].

Infermiere di area critica

È l’infermiere che opera in ambiti in cui risultano compromesse le funzioni vitali del paziente (rianimazione, terapia intensiva generale, cardiochirurgica, neurochirurgica, pronto soccorso, servizi di emergenza-urgenza (centrale operativa 118, elisoccorso, automedica, autoinfermieristica, posto medico avanzato), anestesia, emodinamica, dialisi, centro grandi ustionati, trauma team); possiede conoscenze, competenze e abilità specifiche che gli consentono di affrontare, in autonomia o in collaborazione con il medico, tutte le situazioni che determinano criticità ed instabilità vitale, dal verificarsi dell’evento scatenante, fino alla stabilizzazione, all’iniziale recupero oppure alla morte. La specializzazione in infermieristica di area critica emergenza e terapia intensiva è conseguibile, in Italia, tramite Master di I° livello e Corsi di Perfezionamento, offerti da numerosi Atenei.

Infermiere della polizia di Stato

Opera nel servizio sanitario della polizia di Stato; il ruolo di appartenenza è quello tecnico-scientifico, ed è inserito nel profilo professionale dei “revisori tecnici infermieri”, che comprende tre qualifiche: vice revisore, revisore e revisore capo. L’infermiere della polizia di Stato, esercita la professione presso gli uffici sanitari provinciali delle questure, presso gli uffici sanitari degli istituti d’istruzione della polizia di Stato, presso gli uffici sanitari dei reparti mobili e presso i centri sanitari polifunzionali. Si occupa principalmente dell’assistenza, della prevenzione, della formazione ed informazione dei dipendenti della polizia. Inoltre esplica la sua attività anche in occasione di assistenza sanitaria a personalità italiane e straniere ed in altre condizioni di carattere riservato, in caso di calamità naturali, in occasione di eventi di ordine e sicurezza pubblica.

Riveste le qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria e di agente di pubblica sicurezza ed è inquadrato nel 6º livello retributivo, equiparato al grado di brigadiere del corpo dei carabinieri e/o della guardia di finanza, o al grado di sergente dell’esercito.

L’emergenza infermieristica in Italia

L’Italia soffre da anni di carenza di personale infermieristico. Per l’anno 2009 nei paesi OCSE c’è una media di 8,9 infermieri ogni mille abitanti, mentre in Italia il rapporto è di 6, con 60.000 infermieri in meno rispetto al fabbisogno stimato[13]. Questa situazione persiste da diversi anni, malgrado l’arrivo di numerosi infermieri stranieri che attualmente rappresentano il 10% degli iscritti all’albo professionale. È da sottolinearsi come, per contro, il numero di medici ogni mille abitanti sia superiore alla media OCSE. Infatti, secondo uno studio, nel 1999 in Italia vi erano 4,7 medici ogni mille abitanti, contro una media OCSE di 2,5; il rapporto infermieri/medici era in Italia di 0,6 contro la media OCSE di 2,1[14].

Legislazione e deontologia

L’attività infermieristica è delineata da riferimenti legislativi e deontologici:

  • Decreto del Presidente della Repubblica del 14 marzo 1974, n. 225, art. 2, punto 12, lettera g: istituzione del mansionario
  • Decreto ministeriale 739 del 14 settembre 1994: legittimazione del processo assistenziale e della sua messa in opera[15]
  • Decreto dei ministri della sanità e dell’università del 26 luglio 1996: istituzione del diploma universitario infermieristico
  • Legge 42 del 26 febbraio 1999: abrogazione del mansionario, dando più responsabilità all’infermiere[16]
  • Legge 251 del 10 agosto 2000[17]: istituzione dei albi specifici
  • Decreto del ministro dell’università del 2 aprile 2001: istituzione della laurea infermieristica.
  • Legge 1 del 8 gennaio 2002: stabilisce l’equipollenza di tutti i diplomi e istituisce la crescita formativa, come la laurea specialistica, master e altri corsi di formazione post base[18]
  • Codice deontologico dell’Infermiere [19]

Nel mondo e nel tempo potreste vedere un sacco di misteri e cose incredibili non solo nel tempo e anche nello spazio. Io con la mia famiglia e anche senza ho viaggiato nel tempo e nello spazio. Ogni tanto ho visto cose incredibili e ho scoperto che nel mondo le persone con i poteri hanno fatto grandi cose per vivere in pace senza con noi. Noi li abbiamo visti come dei mostri e loro si sono rintanati dentro una dimensione nota come Universing. Io sono Daniel Saintcall e sono uno dei tanti Dominatori di Poteri che è vivo e vegeto e cerca di capire cosa succede nel tempo e nello spazio. Se avete bisogno di aiuto chiedete pure e se invece dovete scrivere qualcosa la potete scrivere qui sotto

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