Personaggio immaginario

Un personaggio immaginario è una persona che appare in un’opera di narrativa (un romanzo, una favola, un film, un fumetto, un cartone animato) o in una qualunque altra opera di intrattenimento, come ad esempio un videogioco. Più accuratamente, un personaggio immaginario è la persona che noi immaginiamo esista nel mondo immaginario di quell’opera.

Oltre alle persone, a volte vengono impropriamente chiamati personaggi anche alieni, animali, divinità oppure, occasionalmente, oggetti inanimati. I personaggi sono quasi sempre al centro dell’opera, specialmente in romanzi od opere teatrali. È infatti difficile immaginare un romanzo o una commedia senza personaggi, anche se alcuni tentativi sono stati fatti (Finnegans Wake, di James Joyce, è uno dei più famosi esempi). Nella poesia, c’è quasi sempre una sorta di persona presente, ma spesso solo in forma di narratore o di ascoltatore immaginato.

In varie forme di teatro, performance artistiche e cinema (ad eccezione dei film d’animazione e dei film in computer grafica), i personaggi immaginari sono interpretati da attori, ballerini e cantanti, che ne prendono le sembianze e ne adottano sentimenti e pensieri nella finzione scenica. Il lavoro sul personaggio è uno dei cardini dell’arte drammatica; in genere un personaggio non risponde alle regole della vita reale, ma piuttosto è un insieme di caratteristiche di molte persone (spesso di un’intera generazione) e racchiude nel breve tempo della rappresentazione un tempo molto più lungo, non di rado l’intera esistenza. Nella compressione di tutti questi fattori sta la forza delle grandi interpretazioni. Nei cartoni animati e negli spettacoli di marionette, ai personaggi viene data voce da doppiatori, sebbene ci sono stati molti esempi, particolarmente, in machinima, dove la voce dei personaggi è generata da sintetizzatori vocali.

Il processo di creazione e descrizione dei personaggi immaginari nella narrativa è chiamato caratterizzazione.

L’opposto del personaggio immaginario è il personaggio storico.

Nomi dei personaggi

I nomi dei personaggi immaginari sono spesso molto importanti. In certi casi possono contenere giochi di parole o riferimenti a fiabe o leggende. Le convenzioni di nomenclatura sono cambiate nel tempo. In molte commedie della Restaurazione inglese, per esempio, ai personaggi venivano dati nomi emblematici che non avevano nessun suono simile a quelli della vita reale: “Sir Fidget”, “Mr. Pinchwife” e “Mrs. Squeamish” sono alcuni esempi tipici (tutti da The Country Wife di William Wycherley). Alcuni testi del XVIII e XIX secolo, in pratica, rappresentano i nomi dei personaggi con l’uso di una singola lettera e un lungo slancio (questa convenzione è anche utilizzata per altri nomi propri, come i nomi dei luoghi). Questo ha l’effetto di suggerire che l’autore abbia in mente una persona reale ma omette il nome completo per questioni di proprietà. I miserabili di Victor Hugo usa questa tecnica. Una tecnica simile è impiegata anche da Ian Fleming nei suoi romanzi del XX secolo, il cui protagonista è James Bond, dove il nome reale per M, se pronunciato in un dialogo, è sempre stato scritto come “Adm. Sir. M***”
Alcune chiavi di lettura dei personaggi

I lettori variano enormemente nei modi di intendere i personaggi immaginari. Il modo più estremo di “leggere” i personaggi immaginari dovrebbe essere quello di pensarli esattamente come persone vere oppure pensarli come mere creazioni artistiche che hanno a che fare con opere d’ingegno e nulla a che vedere con la vita reale. La maggior parte delle chiavi di lettura cadono in qualcuna delle seguenti.
Personaggi come simboli

In alcune letture, certi personaggi immaginari sono percepiti come rappresentanti di una certa caratteristica o astrazione. Più che essere semplici persone, questi personaggi rappresentano qualcosa di più grande. Molti personaggi della letteratura occidentale sono visti come simboli di Cristo, per esempio. Altri personaggi sono stati letti come simbolismo dell’avidità capitalistica (come nel Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald), della futilità dell’appagamento del Sogno Americano, del romanticismo idealista (Don Chisciotte). Tre dei personaggi principali de Il signore delle mosche si può dire che simboleggino elementi della civiltà: Ralph rappresenta l’istinto civile; Jack rappresenta l’istinto selvaggio; Piggy rappresenta il lato razionale della natura umana.
Personaggi come rappresentazioni

Un altro modo di leggere simbolicamente i personaggi è intendere ogni personaggio come rappresentazioni di un certo gruppo di persone. Ad esempio, Bigger Thomas in Paura (Native Son) di Richard Wright è spesso visto come rappresentativo dei giovani neri negli anni trenta, condannati ad una vita di povertà e sfruttamento. Dagny Taggart e altri personaggi di La rivolta di Atlante di Ayn Rand sono visti come rappresentazioni della classe sociale americana che lavoro duro senza guardare in faccia a nessuno.

Molti praticanti del criticismo culturale e del femminismo critico focalizzano le loro analisi su personaggi che rappresentano lo stereotipo culturale. In particolare, considerano i modi in cui gli autori relazionano la loro opera a questi stereotipi quando creano i loro personaggi. Alcuni critici, ad esempio, leggerebbero Native Son in relazione agli stereotipi del razzismo nei confronti degli afroamericani come violenza sessuale (specialmente contro donne bianche); nel leggere il personaggio di Bigger Thomas, qualcuno si potrebbe chiedere in che modo Richard Wright si è relazionato a questi stereotipi per creare un violento maschio afroamericano e in che modo lo ha combattuto facendo del personaggio protagonista del romanzo un meno che anonimo malvagio.

Spesso, le chiavi di letture che si focalizzano sugli stereotipi chiedono di concentrare l’attenzione su quelli che sembrerebbero personaggi non importanti. I personaggi minori sono spesso al centro di questo tipo di analisi finché tendono a relazionarsi agli stereotipi più pesantemente dei personaggi principali.
Personaggi come riferimenti storici o biografici

Alcuni personaggi immaginari rappresentano ovviamente importanti figure storiche. Ad esempio, il cacciatore di nazisti Yakov Liebermann in I ragazzi venuti dal Brasile di Ira Levin è spesso comparato con la vita reale del cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal, e il politico corrotto Willie Stark in Tutti gli uomini del re di Robert Penn Warren è spesso comparato al governatore della Louisiana Huey P. Long.

Altre volte, gli autori basano i loro personaggi su persone che hanno fatto parte della loro vita personale. Glenarvon di Lady Caroline Lamb narra le vicessetudini delle relazioni amorose con Lord Byron, che è solo sottilmente differente dal personaggio reale. Nicole, una donna distruttiva mentalmente malata in Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald, è spesso vista come una versione immaginaria della moglie di Fitzgerald, Zelda.

Forse a causa del fatto che così tanta gente si diverte a pensare i personaggi immaginari come fossero persone reali, molti critici dedicano il loro tempo a ricercare su quali persone reali sono basati i personaggi letterari. Frequentemente gli autori basano le loro storie su se stessi o su coloro a cui vogliono bene.
Personaggi come parole

Alcuni critici del linguaggio mettono in evidenza che i personaggi non sono niente di più che usi convenzionali di parole su una pagina: nomi o perfino pronomi ripetuti nel testo. Si riferiscono a personaggi come funzioni del testo. Alcuni critici si spingono così lontano da suggerire che perfino gli autori non esistano al di fuori dell’opera che hanno costruito.
Personaggi come pazienti: lettura psicoanalitica [modifica]

La critica psiconalitica tratta usualmente i personaggi come persone reali che possiedono una psiche complessa. I critici psicoanalitici si accostano ai personaggi letterari come un analista farebbe con un paziente, ricercando nei loro sogni, nel loro passato e nel loro comportamento per spiegare le loro situazioni immaginarie.

Alternativamente, alcuni critici psiconalitici leggono i personaggi come specchi per le paure psicologiche e per i desideri dei lettori. Piuttosto che rappresentare psiche realistiche, i personaggi immaginari offrono un modo di esternare i drammi psicologici in forme simbolistiche e spesso iperboliche. Un classico esempio potrebbe essere la lettura dell’Edipo di Freud (e di Amleto, in questo senso) come emblema della fantasia fanciullesca di uccidere il proprio padre per possedere la propria madre.

Questa chiave di lettura persiste ancora oggi nella critica cinematografica. Il critico femminista Laura Mulvey è considerata una pioniera nel campo. Il suo articolo di rottura del 1975, “Visual Pleasure and Narrative Cinema”[1], analizza il ruolo di un maschio che guarda un film come quello di un feticista, utilizzando la psicanalisi “come un’arma politica, dimostrando il modo in cui l’inconscio della società patriarcale ha strutturato la forma del film.”.
Personaggi a tutto tondo contro personaggi piatti

Alcuni critici distinguono tra “personaggi a tutto tondo” e “personaggi piatti”. Il formalismo deriva dalla definizione, per il primo, di numerosi tratti della personalità e dalla tendenza ad essere più complesso e più credibile come vita reale, mentre il secondo consiste solo in pochi tratti personali e tende ad essere semplice e meno credibile. Il personaggio piatto viene detto anche bidimensionale, ovvero “privo di spessore”, nel senso che non vengono sviluppate la sua personalità o il suo pensiero, e lo si rende come una specie di macchietta. Il protagonista (personaggio principale, qualche volta conosciuto come l'”eroe” o l'”eroina”) di un romanzo tradizionale è quasi sempre un personaggio a tutto tondo; un personaggio minore, di supporto nella stessa novella potrebbe essere un personaggio piatto. Rossella O’Hara, di Via col vento, è un buon esempio di personaggio a tutto tondo, dove la sua serva Prissy è esemplificativa di un personaggio piatto. Allo stesso modo, molti antagonisti (personaggi in conflitto con i protagonisti, a volte conosciuti come “malvagi”) sono personaggi piatti. Un esempio di antagonista che è un personaggio piatto in Via col vento è Rhett Butler. La letteratura sperimentale e postmoderna spesso utilizza intenzionalmente personaggi piatti, anche come protagonisti; i “personaggi a tutto tondo” non diventano la norma prima della fine del Rinascimento.

Molti personaggi stereotipati – o “personaggi tipo” – sono stati sviluppati attraverso la storia del dramma. Alcuni di questi personaggi includono lo scemo del villaggio, l’artista di strada e il furfante di città. Spesso, questi personaggi sono le basi per “personaggi piatti”, sebbene elementi di personaggi tipo possono essere presenti anche nei personaggi a tutto tondo. Un’intera tradizione teatrale, la commedia dell’Arte, è basata su situazioni improvvisate che ruotano attorno a personaggi tipo ben conosciuti.
Utilizzo inusuale

Nelle opere postmoderne, vengono frequentemente incorporati personaggi reali all’interno della finzione. Nel cinema, l’apparizione di una persona reale che se stesso in una trama immaginaria è un tipo di cameo. Per esempio, in Io e Annie, il regista Woody Allen appare come il personaggio Marshall McLuhan per risolvere una disputa. Un altro eclatante esempio di questo approccio si trova in Essere John Malkovich, nel quale l’attore John Malkovich interpreta l’attore John Malkovic (anche se l’attore reale e il personaggio hanno un secondo nome differente).

In alcune opere sperimentali, l’autore recita come un personaggio che si trova del suo testo. Uno dei più recenti esempi è Nebbia (Niebla), di Miguel de Unamuno (1907), nel quale il personaggio principale visita Unamuno nel suo ufficio per discutere il suo destino nel romanzo. Anche Paul Auster impiega questo metodo nel suo romanzo Città di vetro (1985), che apre con il personaggio principale che riceve una telefonata per Paul Auster. All’inizio il personaggio principale spiega che chi chiama ha composto un numero sbagliato, ma successivamente decide di far finta di essere Auster e vedere che cosa succede.

Ne L’immortalità di Milan Kundera, l’autore fa riferimento a se stesso in una trama apparentemente separata da quella dei personaggi immaginari dell’opera, ma alla fine del romanzo Kundera incontra i suoi personaggi.

Con la nascita dello “star system” hollywoodiano, molti attori famosi sono così familiari che è veramente difficile limitarli ad un’interpretazione di un personaggio in un singolo film. In un certo senso, Bruce Lee è sempre Bruce Lee, Woody Allen è sempre Woody Allen, e Harrison Ford è sempre Harrison Ford; più spesso recitano, più frequentemente il pubblico tenderà a fondere la stella del cinema con il personaggio che interpreta, un principio esplorato in Last Action Hero con Arnold Schwarzenegger.

Alcune opere e drammi fanno costantemente riferimento a personaggi che non si sono mai visti. Questo diventa spesso un gioco con il pubblico. Il metodo è il punto di forza di una delle più inusuali e originali commedie del XX secolo, Aspettando Godot di Samuel Beckett, nel quale il Godot del titolo non arriva mai.
Icone e archetipi

Alcuni personaggi immaginari hanno riferimenti anche al di fuori dell’opera cui appartengono, poiché esprimono concisamente degli archetipi o ideali. Ad esempio, sia Puck, dall’opera teatrale di Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate, sia Bugs Bunny sono manifestazioni dell’archetipo dell’imbroglione, disattendendo le normali regole di comportamento. Molti riferimenti sono frequenti nella mitologia.
Staticità e dinamicità

Se teniamo conto della complessitità psicologica di un personaggio all’interno di una storia, e delle sue capacità di evolversi nel corso di essa, potremo distinguere due tipologie fondamentali:
personaggio statico: colui che non subisce trasformazioni nel corso della narrazione
personaggio dinamico: colui che dimostra una capacità di adeguarsi e di trasformarsi a contatto con le esperienze vissute lungo il percorso narrativo.
Personaggi immaginari famosi

Alcuni personaggi immaginari sono divenuti così famosi da essere citati spesso al di fuori del contesto relativo all’opera dove originariamente compaiono. Tra questi:
Achille – eroe della mitologia greca, immune a qualsiasi ferita o lesione, ad eccezione del suo tallone, origine del detto “tallone d’Achille”, che si riferisce ad un difetto o una debolezza solo apparentemente insignificante.
Alice – dalla mente di Lewis Carroll, una ragazzina trasportata in una terra straniera ed amena, in cui regna l’immaginazione e si interpreta tutto alla lettera.
Amleto – protagonista di una delle più famose tragedie di William Shakespeare, torturato da un dilemma morale ed incline a covare forti emozioni.
Archie Bunker – da Arcibaldo, spesso usato come esempio di bigotto.
Barone di Münchhausen – nobile tedesco che si ricreò come alter ego letterario nelle sue incredibili storie di avventure esaltanti.
Bugs Bunny – famoso coniglio burlone dei cartoni animati; la sua frase preferita, “What’s up, Doc?”[2] (in italiano, “Che succede, amico?”), è frequentemente citata dagli anglosassoni.
Charlie Brown – dal fumetto Peanuts, l’archetipo dell’adorabile perdente.
Capitano Achab – da Moby Dick, di Herman Melville, riferito a qualcuno con un incessante ed ossessivo bisogno di portare a termine una missione o un incarico, costi quel che costi.
Capitano Kirk – il coraggioso e carismatico capitano dell’Astronave Enterprise in Star Trek, dalle serie televisive ai film.
Commissario Montalbano – dai racconti dello scrittore siciliano Andrea Camilleri, sbirro dal cuore d’oro; il “commissario” per antonomasia.
Dilbert – dai fumetti omonimi, classica parodia di un programmatore, segnatamente di chi lavora in campo aziendale nelle piccole amministrazioni ed ha a che fare con superiori ostili.
Dirk Pitt – da vari romanzi di Clive Cussler, è colui che ha la chiave del mistero ed è l’eroe salva-tutti.
Don Abbondio – da I promessi sposi, di Alessandro Manzoni, è il pavido prete che non ha il coraggio di fare il suo dovere, sposare Renzo e Lucia, per non rischiare di inimicarsi il potente signorotto locale.
Don Camillo – dai racconti di Giovanni Guareschi, è il parroco di un piccolo paese della “bassa”, sempre in lotta con il sindaco comunista e rivale politico Peppone.
Don Chisciotte – personaggio dell’opera omonima di Miguel Cervantes che credeva d’essere un cavalier cortese; archetipo del visionario, folle ma in buona fede. Etimo del termine “donchisciottesco”.
Dorian Gray – vanitoso protagonista dell’opera di Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray.
Dr. Jekyll e Mr. Hyde – dal racconto omonimo di Robert Louis Stevenson, riferito a chiunque sia a “doppia faccia”, in particolar modo con un lato buono e l’altro malvagio.
Dracula – archetipo del vampiro, a volte usato metaforicamente per indicare una persona, un evento, un concetto o un’idea percepiti come prosciugatori di vita o di energie; personaggio moderno creato da Bram Stoker.
Egbert B. Gebstadter – alter-ego dello studioso di scienze cognitive Douglas Hofstadter.
Fratello Jonathan – simbolo degli Stati Uniti (come lo Zio Sam, John Bull, Nicholas Frog).
E.T. – alieno nel film omonimo, semplice, buono e tuttavia incompreso dagli altri.
Ercole – personaggio della mitologia greca conosciuto principalmente per la sua incredibile forza fisica.
Erik, il Fantasma dell’Opera, geniale musicista dal volto orribilmente deturpato che vive nei sotterranei dell’Opéra Garnier di Parigi. Innamorato di Christine Daaé, la giovane soprano che lui stesso ha istruito, diventerà un folle omicida quando la ragazza lo tradisce con Raoul, un affascinante visconte.
Ugo Fantozzi – personaggio letterario e cinematografico creato ed interpretato da Paolo Villaggio, prototipo dell’italiano comune, privo di abilità e fortuna, contro il quale si accaniscono malasorte e prepotenze.
Gabibbo – simbolo del programma di denuncia italiano Striscia la notizia; è una sorta di “gorilla” rosso che a volte parte come inviato, fa stacchetti con le veline e promuove campagne pubblicitarie.
Grande Fratello – leader di facciata dello stato totalitario di Oceania nel romanzo 1984 di George Orwell e generalmente un personaggio immaginario in un ambiente immaginario; spesso usato come simbolo di propaganda che il popolo deve amare senza ragionamento o senso alcuno.
Hansel e Gretel – personaggi dell’omonima fiaba tedesca creata dai fratelli Grimm. I due bambini, abbandonati nella foresta dal padre sotto suggerimento della matrigna, scorgono una casa di marzapane. La casa sarà abitata da una vecchia signora, una strega, che tenterà di cucinarli dopo averli nutriti per bene. Alla fine Gretel spingerà la vecchia nel forno e tornerà dal padre con tutte le ricchezze della strega. La matrigna era già morta. La fiaba è un chiaro riferimento alla situazione economica e sociale del Medioevo.
Harry Potter – protagonista della serie letteraria omonima.
Holden Caulfield – protagonista de Il giovane Holden di J.D. Salinger; simboleggia il giovane uomo cinico e tormentato.
Horatio Hornblower – da C.S. Forester, ufficiale della marina inglese dell’Ottocento che combatté contro le forze napoleoniche di mare e di terra.
Homer Simpson – personaggio del cartone animato I Simpson, spesso usato come riferimento allo stereotipo del maschio americano adulto)
Huckleberry Finn – conosciuto anche come Huck Finn, personaggio creato da Mark Twain, un giovane che salva uno schiavo, ha un codice etico fin troppo semplice e tuttavia rimane ancora virtuoso.
Jára Cimrman – Ceco, genio nazionale e famoso inventore.
James Bond alias Agente 007 – Soave, affascinante agente segreto di una serie di romanzi e di film.
Kenny McCormick – personaggio del cartone animato South Park che muore in molti episodi.
King Kong – Scimmia gigante, protagonista di diversi film. Originaria dell’Isola del Teschio, viene portata a New York da esibire come attrazione. La bestia riesce a liberarsi, assalendo importanti edifici della città. Viene abbattuto alla fine della pellicola.
Lara Croft – eroina della serie di videogiochi Tomb Raider considerata da molti un’icona sexy ed è l’eroina dei videogiochi più famosa al mondo.
Lolita – soprannome della dodicenne ninfa creata da Vladimir Nabokov e descritta nell’omonimo romanzo, simboleggia la giovane ragazza coinvolta con un uomo più vecchio.
Macbeth – personaggio tragico creato da William Shakespeare, distrutto dalla sua smania di potere e dalla corruttrice influenza di Lady Macbeth, sua moglie.
Madame Bovary – una donna che tenta di raggiungere una posizione ed un’immagine sociale non avendone però i mezzi: agogna alla bella vita ma si ritrova in un noioso mondo piccolo borghese pieno di mediocrità.
Madama Butterfly – una giovane ragazza naïve che si tenta di educare alle buone maniere e alle raffinatezze della vita mondana.
Miss Piggy – una Muppet vanitosa, narcisista, pretenziosa, invidiosa ed egocentrica; è innamorata senza speranze del suo opposto, l’adorabile e sempre virtuoso Kermit la rana.
Ofelia – personaggio dell’Amleto, giovane donna che impazzisce ed annega, usato per indicare la possibilità di suicidio e, latamente, una giovane donna con annosi problemi.
Paperino – personaggio di Walt Disney, l’eterno sfortunato simpatico.
Penelope – dall’Odissea di Omero, moglie di Ulisse, spesso utilizzata come simbolo della fedeltà coniugale, a causa della sua promessa di fedeltà al marito, che le stette lontano per vent’anni.
Peter Pan – dal pezzo teatrale di James Matthew Barrie, simbolo di chi non desidera mai crescere, dell’eterno bambino che è in noi.
Pinocchio – da Le avventure di Pinocchio, di Carlo Collodi; Pinocchio da burattino di legno diventa un ragazzo, simbolo del bugiardo patologico.
Principe Azzurro – principe della fiaba La bella addormentata, scritta nel diciassettesimo secolo da Charles Perrault; con tale termine si indica un uomo affascinante e gentile, l’ideale di uomo per una donna.
Re Artù – leggendario re inglese e personificazione dell’onestà, della giustizia e della virtù; forse non del tutto leggendario.
Re Lear – personaggio di Shakespeare che non riconosce l’unica delle tre figlie che lo ama; è distrutto dalla cecità provata verso l’amore di Cordelia.
Robin Hood – fuorilegge dal cuore d’oro che “ruba ai ricchi per donare ai poveri”.
Roland di Gilead – ultimo pistolero della saga della Torre Nera, romanzo di Stephen King, taciturno e risoluto, vive solo per il raggiungimento della Torre Nera ricorrendo anche a mezzi spietati e cinici e contrastato dalle forze del re rosso.
Signora Robinson – una matura signora che seduce un neo laureato nel film del 1967 Il laureato; termine spesso usato per descrivere una signora non più giovane che tiene lo stesso comportamento.
Romeo e Giulietta – dall’omonima tragedia di William Shakespeare, due giovani il cui matrimonio è vietato dall’odio fra le rispettive famiglie. I loro nomi sono oggigiorno usati per descrivere ogni coppia d’amanti appassionati, specialmente quelli il cui legame è condannato o impedito.
Scrooge – dal romanzo di Charles Dickens Canto di Natale, il tirchio e duro di cuore che ha ispirato, tra gli altri, Paperon de’ Paperoni.
Sherlock Holmes – di Sir Arthur Conan Doyle, figura archetipica che rappresenta l’inesorabile potere dello spirito d’osservazione e la parte della ragione negli affari di giustizia.
Sirena – L’Odissea di Omero narra delle Sirene, la cui voce ammaliante ed incantevole attira i marinai verso la rovina, spesso indica una femme fatale.
Son Goku – comunemente chiamato Goku, è il protagonista di Dragon Ball. Viene dal Pianeta Vegeta, è sposato con Chichi e ha due figli: Ghoan e Goten. Rappresenta, in generale, tutti i manga di combattimento.
Spock – personaggio di Star Trek, vulcaniano/ ibrido umano governato dalla logica e dalla ragione, ignora le passioni e le emozioni, in contrasto con il passionale Capitano Kirk.
SpongeBob SquarePants – una spugna di mare gialla protagonista dell’omonimo cartone del biologo marino Stephen Hillburg. È molto ingenuo e a volte infantile, quindi spesso viene ingannato. Nonostante ciò, vive la sua vita con estrema semplicità.
Superman – l’archetipo del supereroe e una moderna figura messianica, quasi onnipotente.
Super Mario – l’archetipo dell’uomo coraggioso e atletico protagonista di una saga di videogiochi.
Tom Joad – da Furore di John Steinbeck, un bisognoso che viaggia con la sua famiglia per cercar lavoro durante la Grande depressione. Il nome di Joad è usato per descrivere chiunque sia sfruttato e lasciato con un minimo margine decisionale in un determinato sistema economico.
Zio Tom – creato da Harriet Beecher Stowe ne La capanna dello zio Tom, spesso usato per riferirsi ad una persona che risulta essere una disgrazia per la sua razza, in special modo un afroamericano che ha un comportamento stereotipato.
Ulisse o Odisséo – dall’Odissea di Omero, vaga per terre e mari per vent’anni lontano dalla sua famiglia ed è riportato come simbolo di astuzia e saggezza.
Willy il Coyote – personaggio di un cartone animato che continuamente tenta – fallendo – di catturare Bip Bip, è usato come simbolo della dedizione nei confronti della futilità.
Wilhelmina Harker – protagonista del romanzo “Dracula” di Bram Stoker. Ella è la compagna, successivamente sposa, di Jonathan Harker. Quando verrà tramutata in vampiro dallo stesso Dracula, si unirà al gruppo di Van Helsing, aiutando quest’ultimo a rintracciare il vampiro e ad eliminarlo.
Yoda – personaggio di Guerre stellari che addestra Luke Skywalker ad essere un jedi. Un esempio usato comunemente per indicare un mentore misterioso e saggio.

Nel mondo e nel tempo potreste vedere un sacco di misteri e cose incredibili non solo nel tempo e anche nello spazio. Io con la mia famiglia e anche senza ho viaggiato nel tempo e nello spazio. Ogni tanto ho visto cose incredibili e ho scoperto che nel mondo le persone con i poteri hanno fatto grandi cose per vivere in pace senza con noi. Noi li abbiamo visti come dei mostri e loro si sono rintanati dentro una dimensione nota come Universing. Io sono Daniel Saintcall e sono uno dei tanti Dominatori di Poteri che è vivo e vegeto e cerca di capire cosa succede nel tempo e nello spazio. Se avete bisogno di aiuto chiedete pure e se invece dovete scrivere qualcosa la potete scrivere qui sotto

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