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Ginnastica, PAZZESCA e STORICA Douglas! Quintuplo giro alla trave!

Ormai non abbiamo più aggettivi per descrivere quello che le ginnaste ci stanno proponendo in questa stagione. Un’invenzione dietro l’altra.

Dopo lo Skinner (cliccate qui per vederlo), dopo lo storico triplo doppio di Simone Biles (cliccate qui per ammirarla), la canadese Gabriella Douglas (attenzione, è solo una quasi omonima della campionessa olimpica Gabrielle) si è esibita alla trave con un fantascientifico, storico ed epico quintuplo giro!

 

Volgarmente sarebbe cinque piroette consecutive, una dietro l’altra senza un filo di pausa, su quei 10cm in cui è già difficile mantenere l’equilibrio in situazioni normali.

MAI nessuna ragazza era arrivata a tanto nella storia della polvere di magnesio.

Il doppio giro è un elemento di difficoltà D, il triplo (o Okino) è una E, di conseguenza il quadruplo (esibito sola dalla Murakami una volta in allenamento) dovrebbe valere F. Quindi questo galattico quintuplo della Douglas varrebbe una G!

Certo, mi direte: è molto meno rispetto alle ipotetiche I, L, M di Skinner e Biles. Verissimo, ma la Douglas è arrivata a una altissima G solo con dei semplici giri, cioè un elemento artistico, di consueto molto meno difficile (e meno valutato) di un elemento acrobatico.

Se esibito ai Mondiali di Anversa (30 settembre – 6 ottobre), il movimento entrerà nel codice dei punteggi col suo nome. La Douglas è infatti in piena lotta per la convocazione iridata, dopo un’ottima impressiona data ai Pan Am nell’ultimo weekend.

 

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Ginnastica, clamoroso! E se alzano le parallele? Cambia tutto…

Una rivoluzione dal Mondo della polvere di magnesio? Due settimana fa, al meeting della Federazione Internazionale, sono emerse alcune proposte che potrebbero cambiare radicalmente uno degli attrezzi più amati della ginnastica artistica: le parallele asimmetriche.

 

Ebbene, i piani alti della disciplina hanno proposto di alzare gli staggi di ben 10cm! Superfluo dire che, se la norma dovesse essere applicata, la disciplina subirebbe un cambiamento radicale!

Certo, siamo abituati a vedere delle modifiche in questo sport. Ricordiamo ancora quando il pericoloso cavallo con maniglie venne sostituito con l’attuale tavola del volteggio per motivi di sicurezza.

Ma portando la sbarra superiore alla vertiginosa quota di 2.40 metri (dal tappetino superiore, ma se contiamo dal pavimento sono 2.60) e quella inferiore a 1.60m (1.80 se si misura da terra), cosa succederebbe agli esercizi delle ragazze?

 

Innanzitutto mettiamo in conto un’iniziale “disagio” psicologico: trovarsi, da un giorno all’altro, a un altezza radicalmente diversa non sarà facile da gestire per le ginnaste. Contando che, già adesso, le parallele sono indigeste a molto proprio per questo motivo, figuriamoci in futuro…

Un’altezza maggiore implica anche un diverso comportamento in fase di salto. Nel passaggio dallo staggio alto a quello basso potrebbe subentrare una maggior velocità (si parla di pochissimo, ma in uno sport focalizzato sui dettagli) che andrebbe controllata con attenzione. Volare da quello inferiore a quello superiore, invece, potrebbe rendere più difficile afferrare l’attrezzo: il salto è sempre di 80cm, ma i 2.60m sono qualcosa di veramente incredibile…

E arriviamo al punto più importante: l’uscita. Le ginnaste avranno 10cm di spazio in più per eseguire la propria evoluzione. Questo consentirebbe di aggiungere magari un avvitamento, una rotazione, di proporre qualcosa che ora sarebbe impossibile. E qui potrebbe anche mutare il codice, abbassarsi le difficoltà, inventare, innovare…

 

Ma teniamo ben presente una cosa: la salute delle atlete. Proprio questa è la preoccupazione maggiore della Federazione che ha chiesto delle analisi più attente e di valutare con scrupolo i nuovi, eventuali rischi. Proprio per questo ci sarà tempo fino al 20-21 novembre prossimi quando è stata convocata la prossima riunione a Losanna (Svizzera) per prendere una decisione definitiva in merito.

 

Altra innovazione dovrebbe essere l’introduzione di un nuovo dispositivo di misurazione della forza. Un dispositivo digitale che misura la tensione delle parallele e che aiuterà gli allenatori a regolare la tensione dell’attrezzo in modo da capire meglio come prepararlo per la propria allieva. E questa ci sembra una novità assolutamente positiva

Poi si è discusso anche di alcuni cambiamenti al corpo libero per quanto riguarda le tecniche di misurazione, ma non si hanno dettagli ulteriori.

 

Ad ogni modo appuntamento a fine stagione (a quel punto mancheranno solo le due tappe iniziali della Coppa del Mondo 2013-2014) per saperne di più.

 

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Ginnastica, le avversarie dell’Italia a Jesolo: è grande USA

Il Trofeo Internazionale di Jesolo si avvicina a grandi passi. Sabato, infatti, si apriranno i battenti per il quadrangolare più importante della stagione. Dopo aver presentato le ginnaste italiane seniores (cliccate qui per leggere l’articolo) e juniores (cliccate qui per leggere l’articolo) che si stanno allenando al PalAlgeco di Brescia, oggi parliamo delle nostre avversarie (limitatamente alle seniores): USA, Giappone, Svizzera.

 

STATI UNITI D’AMERICA. Sono indubbiamente la formazione favorita per la vittoria finale, anche se hanno dovuto fare a meno di Katelyn Ohashi, rimasta a casa per un infortunio. E’ una grande Nazionale, la migliore disponibile al momento visto che quattro quinti delle Fierce Five non si stanno allenando. Saranno tutte agli ordini della grande Martha Karoliyi.

          KYLA ROSS. La grande star dell’evento. L’unica delle favolose Fierce Five ad aver proseguito gli allenamenti dopo la conquista dell’oro olimpico a squadre, riportato in patria dopo sedici anni (mancava da Atlanta 1996). Il suo inverno, però, è stato parecchio travagliato, con un infortunio al tallone che ha reso difficile gli allenamenti. Cresciuta in altezza, la sedicenne sta cercando di modificare i suoi esercizi. Le parallele sembrano esser diventate il suo attrezzo preferito, mentre in precedenza si muoveva molto bene alla trave. Non si sa ancora se a Jesolo si esibirà in tutte e quattro le specialità, ma quasi certamente la vedremo sui 10cm. Una curiosità: all’American Cup, durante la prova podio, ha provato il movimento Ferrari sotto gli occhi di un divertito Enrico Casella che ha alzato il pollice per complimentarsi. Ricordiamo che Kyla ha già vinto Jesolo sia da senior che da junior.

 

          SIMONE BILES. Si è rivelata al grande pubblico con un grandissimo secondo posto alla recente American Cup, dove ha pagato una caduta alla trave (che le è costata la vittoria a scapito della Ohashi) riscattata, però, con un pazzesco Tsukahara in uscita. Nelle sue corde ha un grandissimo Amanar e delle eccellenti combinazioni alle parallele. Al corpo libero spicca uno Tsukahara e doppio teso.Sicuramente una delle più grandi promesse della Nazionale a stelle e strisce, pronta a sorprendere anche tutta la platea italiana. Ha iniziato ad allenare anche il secondo volteggio, fatto che la pone in lizza per una pesante medaglia ai Mondiali. Ha provato a fare il doppio dietro da ferma, segno di una grande potenza nelle gambe (è atterrata di ginocchia).

 

          ALEXIE PRIESSMAN. Fresca sedicenne, vestirà il primo body da seniores. L’anno scorso fu grande protagonista a Jesolo quando, da juniores, fece la doppietta titolo a squadre-titolo individuale oltre a conquistare il volteggio. Proprio alla tavola, suo attrezzo preferito, esprime il suo grande potenziale con un Amanar di livello assoluto. Sa mettersi in evidenza anche al corpo libero: tra i suoi elementi spicca lo Tsukahara avvitato. È campionessa nazionale di categoria e quest’anno potrebbe fare uno scherzetto a livello assoluto. Ama gli spaghetti: potrà rifarsi alla grande in questi giorni.

 

          BRENNA DOWELL. L’ultimo risultato importante risale al mese di ottobre quando vinse l’Abierto Mexicano ad Acapulco. Classe ’96 allenata da Al Fong, è elegante al corpo libero specialmente nei salti in avanti. Ha diverse difficoltà importanti alle parallele: proprio gli staggi le regalarono il secondo posto a Jesolo 2012.

          PEYTON ERNST e MARGARET NICHOLS. Sono due classe ’97, specialiste della trave, alla prima uscita internazionale.

 

GIAPPONE. Le ragazze di Shuji Sakamoto tornano in Italia dopo l’impedimento forzato dell’anno scorso causa tsunami e conseguente catastrofe nucleare. Vorranno certamente ben figurare e provare a mettere la testa davanti all’Italia, come non sono riuscite a fare ai Giochi Olimpici (azzurre settime, nipponiche ottave). Questo il quintetto nipponico: Wakana Inoue, Wakiko Ryu, Mai Murakami, Natsumi Sasada, Asuka Teramoto.

 

SVIZZERA. Il collettivo non è dei migliori, ma Zoltan e Sznezsana Jordanov possono contare sulla classe di una grande campionessa.

GIULIA STEINGRUBER. Compirà diciannove anni proprio domenica, quindi vorrà farsi un bel regalo di compleanno. Professionista integerrima, è stata quattordicesima nell’all-around olimpico, ma soprattutto terza al volteggio agli ultimi Europei. Proprio alla tavola ha strabiliato tutti durante gli ultimi Internazionali di Francia con un favoloso Tsukahara, prima di aggiudicarsi anche le parallele.

Completeranno la formazione elvetica: Jessica Diacci, l’interessante Ilaria Kaeslin, Laura Shulte, Nicole Hitz e Saria Gerbe.

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2013 Foto Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Vanessa Ferrari

Serie A1, la nuova trave di Vanessa Ferrari

Sabato pomeriggio Vanessa Ferrari è tornata in pedana. Questa volta il palcoscenico era il Pala Rossini di Ancona dove si è disputata la prima tappa del campionato italiano di Serie A1. La bresciana era stata l’ultima azzurra ad aver disputato una gara nel 2012 (la prova di Coppa del Mondo a Glasgow).

La ventenne sta sfruttando questi uscite italiane per affinare il proprio stato di forma che, come lei stessa ha affermato, è abbastanza soddisfacente e le servirà per presentarmi al meglio nel circuito internazionale. La seconda prova italiana a Padova (23 febbraio) sarà l’ultima a cui parteciperà. La campionessa mondiale del 2006, infatti, sarà poi impegnata in un tour de force col riavvio della Coppa del Mondo: prima volerà negli Stati Uniti per la prestigiosa American Cup (3 marzo), poi in Francia prima di chiudere a Tokyo.

 

Nelle Marche, la Cannibale di Orzinuovi è stata ovviamente la migliore nel concorso individuale virtuale (come le capita spesso), ed ha cercato di realizzare alcuni obiettivi: provare nuove soluzioni coreografiche al corpo libero (parzialmente riuscite, ma troppo penalizzata nel punteggio da cui si aspettava almeno tre decimi in più); testare nuove combinazioni sia alle parallele asimmetriche che alla trave. In entrambi i casi la missione è riuscita anche se, come ha detto Enrico Casella: “Il nuovo codice dei punteggi risulta ancora di difficile interpretazione da parte di ginnaste, tecnici e giudici, quindi cercheremo di aggiustare un po’ il tiro”.

 

Oggi analizziamo l’esercizio proposto da Vanessa sui 10cm (che potete vedere cliccando qui). Inizio con una classica parte artistica poi subito una novità: flick smezzato, flick e un salto teso indietro. È una combinazione che in precedenza Vanessa non presentava, ma che ha ben deciso di inserire per sfruttare le novità del codice dei punteggi: due difficoltà di livello B e una di livello E le consegnano, infatti, ben due decimi di abbuono. Sono numeri da livello mondiale, presentati anche da Sarah Finnegan e addirittura da Deng Linlin (che non soddisfatta ci aggiunge un Korbut).

Si va avanti ed ecco un’altra new entry: una ribaltata senza mani a cui connette il classico salto del montone (volo in aria con piedi che vanno a toccare la testa). Sono due difficoltà di livello D ed ecco chein omaggio arrivano altri due decimi di abbuono (proprio come la Ohashi, la statunitense che ha il punteggio d’entrata più alto al Mondo). Nemmeno trenta secondi di esercizio e siamo già a 0.4! Favolosa come sempre.

A questo punto si procede con svariati elementi artistici tra cosacchi, enjambè, enjambè cambio, meno spettacolari della parte artistica in cui Vanessa è sicuramente più drago e in cui può sfruttare una classe cristallina. La trave ha anche di queste esigenze e accettiamo di buon grado.

L’uscita con un bellissimo doppio carpo. Il punteggio d’entrata è un eccellente 5.800 che fa la sua figura anche a livello internazionale. Ad Ancona qualche sbavatura e qualche piccolo squilibrio non le hanno regalato più di un complessivo 14.300: siamo convinti che ci si possa spingere molto, molto più in là. Vedremo tra dieci giorni a Padova, prima dei grandi confronti con le big degli altri Stati.