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Happy Christmas

Tutti prima o poi dobbiamo crescere , trovare un loro e avere una relazione stabile . Ma Jenny che ha 20 anni non ha tutto questo . Non ha un lavoro , non ha una relazione visto che ha chiuso con il suo ragazzo . Visto che non sa dove andare a vivere visto che secondo me la casa dove abitava era del suo ragazzo . Jenny decide di andare a vivere con Kelly che fa la scrittrice e poi c’ e suo marito che fa il registra e hanno un figlio . Forse qui Jenny può trovare quello che gli serve per avere un futuro . Jenny inizia una relazione con il baby-sitter di Kelly . Grazie a tutti questi avvenimenti che si sviluppano con queste vita senza regola , trova la felicità che ha tanto cercato e solo adesso ha trovato .

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In arrivo Una notte al museo 3

E’ ufficiale: Twentieth Century Fox riporterà sul grande schermo il guardiano del museo più sfortunato di sempre, Ben Stiller, in Una notte al museo 3.

Si parlava del progetto già da diverso tempo, ma ora la preproduzione è partita, e alla regia ci sarà ancoraShawn Levy, reduce dal buon risultato di Real Steel e dalla commedia Gli stagistiche da noi arriverà a settembre.
Una notte al museo , uscito nelle sale nel 2006, raccontava l’avventura del guardiano Larry Daley, che durante un turno di notte al Museo di Storia Naturale di New York, scopre che tutte le creature del museo sono tornate in vita. Il sequel del 2009, invece, Una notte al museo 2: la fuga, era ambientato nel museo più grande del mondo, lo Smithsonian Institute.
Non sappiamo ancora dove si svolgerà l’azione di questo terzo capitolo, ma di sicuro ci saranno tantissimi nuovi personaggi e probabilmente qualche gradito ritorno.
La Fox ha annunciato che il film sarà nelle sale americane il 25 dicembre 2014.
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Les Miserables: La colonna sonora

Come un bel regalo di Natale, lo scorso 25 dicembre l’attesissima trasposizione cinematografica di Les Miserables è approdata nelle sale anglosassoni. E sugli scaffali dei negozi è comparso il relativo CD con la colonna sonora. In Italia potremo vedere il film a partire dal 31 gennaio e troveremo il CD in vendita ai primi di febbraio. Per fortuna, i feticisti come la sottoscritta hanno potuto far affidamento sul proprio negozietto londinese di fiducia e su una rapida consegna via corriere (a dispetto del periodo di festività, in due giorni dalla release l’oggetto del desiderio era fra le mie mani).

Non è completo, purtroppo, ma lo si sapeva. Per qualche ignota ragione è stato deciso di realizzare un CD di sole “highlights” (e pare che non sia in programma nemmeno per il futuro una versione “deluxe” completa con tutti i brani). I numeri musicali mancanti rispetto alla versione teatrale sono davvero tanti e – almeno finchè non poseremo gli occhi sull’argenteo schermo cinematografico – non c’è modo di sapere quali o quanti di questi abbiano o meno trovato spazio nella colonna sonora del film. L’unica certezza è che alcuni cambiamenti allo score originale sono stati apportati, e non si tratta solo dell’aggiunta di Suddenly (il brano composto da Claude-Michel Schönberg ed Alain Boublil appositamente per la pellicola). Nel libretto che accompagna il CD, il produttore Cameron Mackintosh racconta il difficile svolto nell’arco di due anni dal team creativo dietro le quinte di Les Miserables. Qualcosa è stato tagliato, qualcosa accorciato, qualcos’altro riarrangiato o aggiunto, in un laborioso processo di riscrittura e adattamento.

L’enorme differenza con – ad esempio – l’album del 25° anniversario, è lampante. L’idea di registrare le canzoni in presa diretta sul set è sicuramente vincente. Certo, le orchestrazioni perdono in grandiosità ed opulenza, ma le performance degli interpreti guadagnano in intensità e trasporto emotivo. Performance spesso imperfette, sporcate da sospiri, voci rotte dal pianto e proprio per questo bellissime.

Se Anne Hathaway e Hugh Jackman riescono ad emozionare nota dopo nota e Samantha Barks ci offre una On My Own da brividi, lo stesso non può essere detto di Russell Crowe. Nonostante i suoi trascorsi teatrali da performer di musical, la star australiana sembra non “sentire” ciò che canta. Il suo Javert è intonato e dotato di una bella voce baritonale e pastosa, ma non trasmette emozione alcuna. Meglio comunque rimandare qualsiasi ulteriore giudizio fino alla pubblicazione della nostra recensione in anteprima che arriverà fra qualche giorno, dopo un’attenta e completa visione di Les Miserables sul grande schermo.

Ecco i titoli dei brani contenuti nel CD:
Look Down” (Hugh Jackman, Russell Crowe and The Convicts)
The Bishop” (Colm Wilkinson)
Valjean’s Soliloquy” (Hugh Jackman)
At the End of the Day” (Hugh Jackman, Anne Hathaway, The Factory Girls and Cast)
I Dreamed a Dream” (Anne Hathaway)
The Confrontation” (Hugh Jackman and Anne Hathaway)
Castle On a Cloud” (Isabelle Allen)
Master of the House” (Sacha Baron Cohen and Helena Bonham Carter)
Suddenly” (Hugh Jackman) – il nuovo brano composto appositamente per il film
Stars” (Russell Crowe)
ABC Cafe/Red and Black” (Eddie Redmayne, Aaron Tveit and Cast)
In My Life/A Heart Full of Love” (Amanda Seyfried, Eddie Redmayne, Samantha Barks)
On My Own” (Samantha Barks)
One Day More” (Cast)
Drink With Me” (Eddie Redmayne, Daniel Huttlestone and Cast)
Bring Him Home” (Hugh Jackman)
The Final Battle” (Cast)
Javert’s Suicide” (Russell Crowe)
Empty Chairs at Empty Tables” (Eddie Redmayne)
Epilogue” (Amanda Seyfriend, Hugh Jackman, Eddie Redmayne, Anne Hathaway, Colm Wilkinson and Cast)

 

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il mio Nokia Lumia 920

Io da un bel pò di tempo puntavo un telefonino , un bel telefonino . Non è che il mio nokia n 95 8 gb non andava bene , però ormai era passato di moda e quando sono andato a Jambo un giorno ho visto un telefonino bellissimo che volevo cioè Nokia Lumia 920 . Mia sorella Alyssa e Pandora una volta erano venute da me a Jambo e io volevo comparmi il nokia lumia 920 , ma in quesi giorni non potevo perchè avevo qualcosa da fare . Allora Pandora e mia sorella Alyssa , Aqua e Kratos per tutto quello che avevo fatto per loro deciserò di raccogliere i soldi per comprarmi tale telefonino . Quando arrivò il 25 dicembre e vidi che avevo ricevuto il telefonino che volevo dissi a Kratos , a Pandora e mia sorella – grazie .

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Foto del Natale visto da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos il Natale

Dopo aver detto a Kratos tutto quello che c’ era da sapere sulla festa dell’ epifania e dopo aver fatto vedere sia a lui sia a Pandora alcune foto dell’ epifania e io dissi a Kratos – adesso ti spiego la festa del Natale e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul Natale – Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù. Cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle Chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano).

 

Il termine deriva dal latino natalis, che significa “relativo alla nascita”. Si ritiene che la celebrazione cristiana si sia sovrapposta alla precedente festività pagana del Sol Invictus.

 

Secondo il calendario liturgico è una solennità di livello pari all’Ascensione e alla Pentecoste, ma inferiore alla Pasqua, la festività cristiana più importante. È comunque la festa più popolarmente sentita tra i cristiani e negli ultimi anni ha assunto anche un significato laico, legato allo scambio di regali, alla famiglia e a figure del folclore come Babbo Natale.

 

Sono strettamente legate alla festività la tradizione, di origine medioevale, del presepe e quella, più recente, dell’albero di Natale. Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria. Il racconto ci è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano l’annuncio dell’angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l’adorazione dei pastori, la visita dei magi. Alcuni aspetti devozionali (la grotta, il bue e l’asino, i nomi dei magi) risalgono invece a tradizioni successive e a vangeli apocrifi.

 

Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio per i cristiani non è più infatti un Dio distante, che si può solo intuire da lontano, ma è un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi.

 

Per quanto riguarda la liturgia, nella Chiesa latina il giorno di Natale è caratterizzato da quattro messe: la vespertina della vigilia, ad noctem (cioè la messa della notte), in aurora, in die (nel giorno). Come tutte le solennità, il Natale ha una durata maggiore rispetto agli altri giorni del calendario liturgico e inizia infatti con i vespri della vigilia.

 

Il tempo liturgico del Natale si conta a partire dai primi vespri del 24 dicembre, per terminare con la domenica del Battesimo di Gesù, mentre il periodo precedente al Natale comprende le quattro (sei nel rito ambrosiano) domeniche di Avvento. Nel corso dell’ultimo secolo, con il progressivo secolarizzarsi dell’Occidente, e in particolar modo dell’Europa Settentrionale, il Natale ha continuato a rappresentare un giorno di festa anche per i non cristiani, assumendo significati diversi da quello religioso. In questo ambito, il Natale è generalmente vissuto come festa legata ai bambini e alla famiglia, alla solidarietà, allo scambio di regali e a Babbo Natale.

 

 

 

Al tempo stesso la festa del Natale, con connotazioni di tipo secolare – culturale, ha conosciuto una crescente diffusione in molte aree del mondo, estendosi anche in Paesi dove i cristiani sono piccole minoranze. Tale è ad esempio il caso di India, Pakistan, Cina e Taiwan, Giappone e Malesia.

 

Al di fuori del suo significato religioso, il Natale ha inoltre assunto nell’ultimo secolo una significativa rilevanza in termini commerciali ed economici, legata all’abitudine dello scambio di doni. A titolo di esempio, negli Stati Uniti è stato stimato che circa un quarto di tutta la spesa personale venga effettuata nel periodo natalizio. Il Natale è una festa accompagnata da diverse tradizioni, sociali e religiose, spesso variabili da paese a paese.

 

Tra i costumi, le pratiche e i simboli familiari del Natale è possibile ricordare il presepe, l’albero natalizio, la figura di Babbo Natale, il calendario dell’Avvento, lo scambio di auguri e di doni.

 

In particolare il presepe, derivato da rappresentazioni medievali che la tradizione fa risalire a San Francesco d’Assisi, è una ricostruzione figurativa della natività di Gesù ed è una tradizione particolarmente radicata in Italia.

 

L’albero di Natale è invece un abete (o altra conifera sempreverde) addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. Le origini vengono in genere fatte risalire al mondo tedesco nel XVI secolo, sulla base di preesistenti tradizioni cristiane e pagane.

 

Babbo Natale, presente in molte culture, è un vecchio con la barba bianca che distribuisce i doni ai bambini, di solito la sera della vigilia di Natale. Deriva dalla figura storica di San Nicola di Bari, ma nella sua forma moderna si è diffuso a partire dal XIX secolo negli Stati Uniti.

 

Molte tradizioni natalizie sono infine legate alla musica (canti natalizi come Tu scendi dalle stelle e Jingle Bells), a particolari piante (l’agrifoglio, il vischio, la stella di Natale) e pietanze sia dolci (panettone, pandoro e altri dolci natalizi) che salati (zampone, cotechino), spesso con forte variabilità da regione a regione. Il Natale, e in particolare la scena della Natività di Gesù, è uno dei maggiori temi dell’arte cristiana fin dalle sue origini. Nell’ultimo secolo la festività ha continuato a ispirare numerose opere che comprendono, oltre alle tradizionali pitture e sculture, anche film, musiche sacre e romanzi.

 

Tra le opere più note al pubblico è possibile ricordare, ad esempio:

 

 in letteratura, il racconto Canto di Natale di Dickens (1843)

 

 in pittura, l’affresco sulla Natività di Giotto nella Cappella degli Scrovegni (1303-1305)

 

 nella musica, il motivo Stille Nacht di Joseph Mohr e Franz Xaver Gruber (1816)

 

 nella cinematografia, il film Il miracolo della 34ª strada di George Seaton (1947). La data di nascita di Gesù non è riportata nei Vangeli. Fin dai primi secoli, i cristiani svilupparono diverse tradizioni, basate su ragionamenti teologici. Questi fissavano il giorno della nascita in date diverse, tanto che il filosofo Clemente Alessandrino (150 – 215 d.c.) annotava in un suo scritto: Non si contentano di sapere in che anno è nato il Signore, ma con curiosità troppo spinta vanno a cercarne anche il giorno (Stromata, I,21,146).

 

La data tradizionale del 25 dicembre è documentata a partire dal III e dal IV secolo. Oggi sull’origine di questa data vi sono diverse ipotesi, che possono essere raggruppate in due categorie: secondo la prima, la data è stata scelta in base a considerazioni simboliche interne al Cristianesimo, mentre la seconda prende in considerazione la derivazione da festività celebrate in altre religioni praticate contemporaneamente al Cristianesimo di allora. Le due categorie di ipotesi possono coesistere.

 

Il primo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come “interna” al Cristianesimo, senza apporti da altre religioni, derivante da ipotesi cristiane sulla data di nascita di Gesù.

 

 Un’ipotesi piuttosto recente asserisce che la data del Natale corrisponda alla vera data di nascita di Gesù. L’ipotesi si basa sull’analisi dei testi presenti nella biblioteca essena di Qumran e su alcune informazioni fornite dal Vangelo secondo Luca. Secondo Luca, San Giovanni Battista fu concepito sei mesi prima di Gesù (e quindici mesi prima del Natale), e l’annuncio del suo concepimento fu dato al padre San Zaccaria mentre questi officiava il culto nel Tempio di Gerusalemme. Dai rotoli di Qumran si è potuto ricostruire il calendario dei turni che le vari classi sacerdotali seguivano per tali offici, ed è stato possibile stabilire che il turno della classe di Abia (a cui apparteneva Zaccaria) cadeva due volte l’anno. Uno dei due turni corrispondeva all’ultima settimana di settembre, ossia proprio quindici mesi prima della settimana del Natale.

 

 Un’ipotesi afferma che la data del Natale si fonda sulla data della morte di Gesù o Venerdì Santo. Dato che la data esatta della morte di Gesù nei Vangeli si colloca tra il 25 marzo e il 6 aprile del nostro calendario, per calcolare la data di nascita di Gesù si sarebbe seguita la credenza che i profeti siano morti nell’anniversario della loro nascita. Secondo questa ipotesi, si calcolò che Gesù fosse morto nell’anniversario della sua Incarnazione o concezione (non della sua nascita), e così si pensò che la sua data di nascita dovesse cadere nove mesi dopo la data del Venerdì Santo, tra il 25 dicembre e il 6 gennaio.

 

 Il sorgere del sole e la luce sono simboli usati nel Cristianesimo e nella Bibbia. Per esempio nel vangelo di Luca, Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, descrive la futura nascita di Cristo, con queste parole: “verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge”. Il Natale, nel periodo dell’anno in cui il giorno comincia a allungarsi, potrebbe essere legato a questo simbolismo.

 

Il secondo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come “esterna” al Cristianesimo, come un tentativo di assorbimento di culti precedenti al Cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste di altre religioni antiche.

 

 La festa si sovrappone approssimativamente alle celebrazioni per il solstizio d’inverno (tipiche del nord Europa) e alle feste dei saturnali romani (dal 17 al 23 dicembre). Già nel calendario romano il termine Natalis veniva infatti impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile) che commemorava la nascita dell’Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 273 d.C., e poi spostata al 25 dicembre. Ancora durante il regno di Licinio (imperatore dal 308 al 324 d.C.) il culto al dio solare veniva comunque celebrato il 19 dicembre, e non il 25. Alla luce delle fonti, si ipotizza in particolare che i cristiani avrebbero “ribattezzato” la festa pagana del Sole Invitto come “Festa della nascita di Cristo”, spostando la data dal 21 al 25 dicembre, per soppiantare quella pagana, largamente diffusa tra la popolazione. Secondo però i recenti studi di Thomas Talley l’ipotesi che la festa liturgica del Natale sia sorta per sostituire la festa pagana viene ridimensionata a favore di una possibile origine autonoma avvenuta all’interno delle comunità cristiane dell’Africa donatista, forse tra il 243 e il 311.

 

 C’è inoltre chi afferma che la nascita del Cristo derivi dalla tradizione e dalla festa ebraica della luce, la Hanukkah, che cade il venticinquesimo giorno di Kislev e all’inizio del Tevet. Il mese di Kislev è comunemente accettato come coincidente con dicembre. Sotto l’antico Calendario Giuliano, per scelta popolare, la nascita di Cristo venne fissata al 5 a.C., il venticinquesimo giorno di Kislev. In questo senso il Cristianesimo avrebbe ripetuto quanto già fatto [senza fonte] per le principali festività cristiane come Pasqua o Pentecoste, che sono derivate dalle corrispondenti festività ebraiche. Bisogna tuttavia considerare che la Hanukkah è divenuta per gli Ebrei una festa rilevante solamente nell’ultimo secolo, come risposta alla diffusione mondiale del Natale.

 

Il Natale non è presente tra i primi elenchi di festività cristiane di Ireneo e Tertulliano; Origene, probabilmente perché i primi cristiani non festeggiavano tale festa.

 

Il processo attraverso il quale il 25 dicembre divenne la ricorrenza della nascita di Gesù per tutta la cristianità, incominciò infatti solo dopo la fine del III secolo. Le prime evidenze di una celebrazione provengono da Alessandria d’Egitto, circa 200 d.C., quando Clemente di Alessandria disse che certi teologi egiziani, “molto curiosi”, definirono non solo l’anno, ma anche il giorno della nascita di Gesù il 25 Pachon, corrispondente al 20 maggio del ventottesimo anno di Augusto ma fecero questo non perché ritenessero che il Cristo fosse nato quel giorno ma solo perché quel mese era il nono del loro calendario. Altri scelsero le date del 24 o 25 Pharmuthi (19 o 20 aprile).

 

Un testo del 243, De paschae computus, attribuito a Cipriano ma probabilmente apocrifo, dichiara che la nascita di Cristo fu il 28 marzo perché fu in quel giorno che il sole fu creato.

 

Clemente dichiara anche che i Balisilidiani celebravano l’Epifania e con essa, probabilmente, anche la nascita di Gesù, il 15 l’11 Tybi (10 o 6 gennaio).

 

In un qualche momento la doppia commemorazione di Epifania e Natività deve essere diventata comune, sia perché l’apparizione dei pastori era considerata una delle manifestazioni della gloria di Cristo, sia forse a causa di una discrepanza del vangelo di Luca 3,22 presente in vari codici, tra cui il codice Bezae, in cui le parole di Dio sono rese houios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se (“tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato”) al posto di en soi eudokesa (“in te mi sono compiaciuto”).

 

Abraham Ecchelensis (1600-1664)riferisce della presenza di un dies Nativitatis et Epiphaniae da una costituzione della chiesa di Alessandria al tempo del Concilio di Nicea.

 

Epifanio riferisce di una cerimonia dai tratti gnostici ad Alessandria in cui, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, un disco solare inquartato (oggi noto come “croce celtica”) detto Korê era portato in processione attorno a una cripta, al canto Oggi a quest’ora Korê ha dato vita all’Eterno.

 

Giovanni Cassiano (360-435) scrive tra il 418 e il 427 che i monasteri egiziani ancora osservano gli antichi costumi.

 

Il 29 Choiak (11 agosto) e 1 gennaio 433 Paolo di Emesa predica presso Cirillo di Alessandria, e i suoi sermoni mostrano che la celebrazione del Natale il mese di dicembre era già fermamente stabilita, e i calendari provano la sua permanenza; per cui la festa si era diffusa in Egitto tra il 427 e il 433.A Cipro, alla fine del IV secolo, Epifanio dichiara contro gli Alogi  che Cristo era nato il 6 gennaio ed era stato battezzato l’8 novembre.

 

Efrem il Siro (i cui inni si riferiscono all’Epifania e non al Natale) prova che la Mesopotamia ancora festeggiava la nascita tredici giorni dopo il solstizio d’inverno, ovvero il 6 gennaio.

 

Contemporaneamente in Armenia la data di dicembre era ignorata, e tuttora gli Armeni celebrano il Natale il 6 gennaio.

 

In Anatolia, i sermoni di Gregorio di Nissa su Basilio Magno (morto prima del 1 gennaio 379) e i due seguenti durante la festa di santo Stefano, provano che nel 380 il Natale era già celebrato il 25 dicembre.

 

Nel V secolo Asterio di Amaseia e Anfilochio di Iconio, contemporanei di Basile e Gregorio, mostrano che nelle loro diocesi le feste dell’Epifania e del Natale erano separate. Nel 385 Egeria scrive di essere rimasta profondamente impressionata dalla festa della Natività di Gerusalemme, che aveva aspetti prettamente natalizi; il vescovo si recava di notte a Betlemme, tornando a Gerusalemme il giorno della celebrazione. La presentazione di Gesù al tempio era celebrata quattordici giorni dopo. Ma questo calcolo inizia dal 6 gennaio, e la festa continuava per gli otto giorni dopo quella data successivamente menziona solo le due feste maggiori dell’Epifania e della Pasqua. Per cui il 25 dicembre nel 385 non era osservato a Gerusalemme.

 

Giovanni di Nikiu per convincere gli armeni a osservare la data del 25 dicembre fa notizia di una corrispondenza tra Cirillo di Gerusalemme e papa Giulio I in cui Cirillo dichiara che il suo clero non può, nella singola festa della nascita e del battesimo, effettuare una doppia processione tra Betlemme e il Giordano e chiede a Giulio di stabilire la vera data della Natività dai documenti del censimento portati a Roma da Tito; Giulio stabilisce il 25 dicembre.

 

In un altro documento si riferisce che Giulio scrisse a Giovenale di Gerusalemme (circa 425-458), aggiungendo che Gregorio Nazianzeno a Costantinopoli era stato criticato per aver dimezzato le festività, ma Giulio morì nel 352 e la testimonianza di Egeria rende questi ultimi due documenti di origine dubbia.

 

Sofronio Eusebio Girolamo, scrivendo nel 411, rimprovera ai palestinesi di mantenere la celebrazione della nascita di Cristo nella festa della Manifestazione.

 

Cosma Indicopleuste suggerisce che anche alla metà del VI secolo la chiesa di Gerusalemme riteneva, basandosi sul passo evangelico di Luca, che il giorno del battesimo fosse il giorno della nascita di Gesù in quanto essere divino. La commemorazione di Davide e Giacomo l’Apostolo si svolgeva il 25 dicembre.

 

Il 25 dicembre 432 Paolo di Emesa pronunciava a Cirillo di Alessandria un discorso sul Natale. Ad Antiochia, dopo una lunga resistenza, la festa del 25 dicembre venne accolta nel 386 grazie all’opera di san Giovanni Crisostomo.

 

Durante la festa di san Filogonio del 386  San Giovanni Crisostomo predicò un importante sermone: in reazione ad alcuni riti e feste ebraiche invitò la chiesa di Antiochia a celebrare la nascita di Cristo il 25 dicembre quando già parte della comunità la celebrava in quel giorno da almeno dieci anni; dichiarò che in occidente la festa era già celebrata e che egli desiderava introdurla, che questa era osservata dalla Tracia a Cadice e che la sua miracolosamente rapida diffusione era un segno della sua genuinità.

 

Per giustificare la decisione interpretò gli episodi evangelici dicendo che il sacerdote Zaccaria entrò nel Tempio ricevendo l’annuncio del concepimento di Giovanni Battista in settembre; il vangelo data quindi il concepimento di Gesù dopo sei mesi, ovvero in marzo, per cui la nascita sarebbe avvenuta in dicembre.

 

Infine il Crisostomo dichiarò di sapere che i rapporti del censimento della Sacra Famiglia erano ancora a Roma e quindi Roma doveva aver celebrato il Natale il 25 dicembre per un tempo abbastanza lungo da consentire al Crisostomo di riportare con certezza la tradizione romana. Il riferimento agli archivi romani è antico almeno quanto Giustino di Nablus e Tertulliano. Papa Giulio I, nella falsificazione cirillina citata in precedenza, afferma di aver calcolato la data basandosi su Flavio Giuseppe, sulla base della stessa considerazione non provata riguardante Zaccaria. Nel 379/380 Gregorio Nazianzeno si fa iniziatore (in lingua greca: exarchos) presso la Chiesa di Costantinopoli della nuova festa, proposta in tre sue omelie predicate in tre giorni successivi nella cappella privata chiamata Anastasia; dopo il suo esilio nel 381, la festa scomparve.

 

Secondo Giovanni di Nikiu, Onorio, presente durante una delle sue visite, si accordò con Arcadio perché fosse osservata la festa nella stessa data di Roma. Kellner colloca questa visita nel 395; Baumstark tra il 398 e il 402; l’ultima data si basa su una lettera di Giacomo di Edessa citata da George di Beeltân, che dichiara che il Natale fu portato a Costantinopoli da Arcadio e Crisostomo dall’Italia dove secondo la tradizione si era tenuta fin dai tempi apostolici. Crisostomo fu vescovo tra il 398 e il 402, e quindi la festa sarebbe stata introdotta in questo periodo da Crisostomo vescovo allo stesso modo in cui era stata introdotta ad Antiochia da Crisostomo presbitero; però Lübeck prova che le evidenze su cui si basa la tesi di Baumstark non sono valide.

 

Secondo Erbes’ la festa è stata introdotta da Costantino I tra il 330 e il 335; esattamente nel 330 secondo l’opinione di alcuni storici , e probabilmente consigliato della madre Elena e dai vescovi del Concilio di Nicea . Riguardo alla Chiesa di Roma, la più antica fonte sulla celebrazione del Natale è il Cronografo del 354  compilato nel 354, che contiene importanti tre date:

 

 Nel calendario civile il 25 dicembre è indicato come Natalis Invicti.

 

 Nella Depositio Martyrum, una lista di martiri romani o di altra origine universalmente venerati, il 25 dicembre è indicato come VIII kal. ian. natus Christus in Betleem Iudeae.

 

 In corrispondenza del 22 febbraio, VIII kal. mart. è menzionata la cattedra di San Pietro.

 

Nella lista dei consoli sono indicati i giorni di nascita e di morte di Cristo e le date di ingresso a Roma e di martirio dei santi Pietro e Paolo.

 

Una citazione significativa è:

 

 « durante il consolato di Cesare (Augusto) e Paolo, nostro signore Gesù Cristo nacque otto giorni prima delle calende di Gennaio [ovvero il 25 dicembre ] un venerdì, il quattordicesimo giorno della Luna »

 

Queste indicazioni però sembrano scorrette e possono essere delle successive aggiunte al testo, per cui anche se la Depositio Martyrum è datata al 336 è probabile che questa indicazione debba essere datata al 354, anche se la presenza in un calendario ufficiale lascia supporre che siano esistite delle celebrazioni popolari precedenti.

 

Sul finire del IV secolo la festività passò a Milano e per poi diffondersi nella altre diocesi del nord: Torino, Ravenna, ecc.

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Pandora riceve una lettera da Babbo Natale

Pandora si era svegliata verso le 7 del mattino e lo fece per restare calda dentro al letto e non prendere un bel raffreddore e stare al letto per una settimana . Una volta alzata dal letto e andando nel salotto vide questo bellissimo albero di natale e vide un sacco di regali e alcuni erano per Pandora e altri per me e per Alyssa . Pandora vide che su uno di essi c’ era una lettera ed era di Babbo Natale – Cara Pandora ho visto cosa ti è successo grazie a un mio caro amico e sarebbe a dire Padre Tempo che mi ha fatto tornare indietro nel tempo e li con i miei occhi ho visto che gli dei sono stati meschini e crudeli con te e so che fa molto freddo e che tu non hai molte cose per restare calda . In questi regali che ti ho fatto io in modo personale troverai delle cose che ti terranno al caldo . Pandora si mise a scartare i regali e ci trovo dei maglioni pesanti adatti alla sua età e li trovo magnifici . Daniel non mi ha detto di scrivere questa lettera . Ho deciso di farlo da solo . Lo faccio per ogni bambino vedo quello che hanno fatto in passato e tu non sei cattiva ma hai bisogno solo di aiuto e Daniel te lo saprà dare . Fidati di lui e di Alyssa . Buon Natale . Vedi nell’ altra pagina ci sta scritto cosa è il Natale cioè stare in famiglia e viverlo insieme . Ancora Auguri e cerca di passarlo al meglio questo giorno .