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Salve a tutti

Salve a tutte le persone che seguono il mio blog e lo trovano sopratutto alle pagine che io ho messo . Prima scusate perchè vi dovevo avvisare prima di quello che stavo facendo . Le pagine non le ho cancellate . Per esempio tutti i mari li mettero sotto la pagine mare . Keyblade Master l’ ho messa ìsotto Keyblade , Aqua la maestra del Keyblade , sotto Maestra del Keyblade . Sotto Anatomia tutte le pagine riguadanti anatomia come braccia , gambe e altre cose . Se vedete con molta calma , toverete tutte le pagine . Ho fatto questo perchè io devo far vedere pure i mei articoli e non solo pagine .

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Scheda per le cose che piacciono a me , a Kratos , a Pandora ed Aqua e di mia sorella Alyssa

Adesso  per farvi capire cosa mi piace , a Kratos , a Pandora ed Aqua , sto creando uno schema .

Lo Schema è cosi :

Nome dello sport o della cosa che piace a me : Indico il nome dello sport o cosa mi piace

Come sono venuto a conoscenza dello sport o altro : Dico come sono venuto a conoscenza dello sport o altro

Amici che ho in quello sport o altro : Dico quali amici sanno fare questo sport o altro .

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Le Mie Conoscenze

Salve a tutti adesso io in questo blog metterò una pagina nella quale dirò le mie conoscenze , tipo sui mostri marini , sul sopranaturale e molto altro , Il nome della mia pagina è le mie conoscenze , spero che andiate tutti a vederlo e a commentarlo .

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Foto dell’ alluce visto da Kratos

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Spiego a Kratos l’ alluce

Dopo aver detto a Kratos quello che avremmo fatto oggi , gli dissi – adesso ti spiego tutto sull’ alluce e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sull’ alluce – L’alluce è il primo dito del piede: omologo del pollice della mano e come esso costituito da due sole falangi.

 

 

 

Articolazione

 

 

 

L’articolazione tra le sue due falangi è un condilo, cioè le parti ossee sono elissoidali; una delle due parti è concava, mentre l’altra è convessa. Tra queste due epifisi ossee, ricoperte di cartilagine, come tutte le articolazioni mobili, è interposto un dischetto fibroso, chiamato menisco. L’alluce, per mezzo dell’articolzione posseduta, può estendere e flettere le falangi; lo spostamento laterale è molto limitato. Come le altre condilartrosi, può “scricchiolare” e può infiammarsi il menisco. La falange prossimale s’articola con il primo osso metatarsale, è anch’essa ellissoidale, ma permette all’alluce l’adduzione, l’abduzione’, la circomduzione, la flessione e l’estensione sul metatarso. Quest’articolazione è rinforzata con dei legami fibrosi longitudinali e trasversali che, rispettivamente, vanno ad attraversare la volta plantare e s’estendono dal primo al quinto metatarsale, foderando e proteggendo integralmente l’articolazione.

 

 

 

Muscolatura

 

 

 

Nell’alluce non sono presenti direttamente dei muscoli, se non quelli piliferi e sull’epifisi prossimale della prima falange; il suo movimento è dovuto ai tendini di alcuni muscoli che stanno nella regione metatarsale e tarsale o addirittura nella gamba. Sono:

 

 Flessore breve dell’alluce: dal lato inferiore del cuboide e dal lato mediale del 3° cuneiforme, le fibre si portano sulla prima falange e si uniscono all’abduttore dell’alluce. Questo muscolo ha il compito di flettere l’alluce.

 

 Abduttore dell’alluce: dal calcagno si porta alla base della prima falange. La sua contrazione, principalmente, abduce l’alluce, ma può anche generare una flessione.

 

 Adduttore dell’alluce: presenta due capi d’origine, distanti da loro, che lo “dividono” in due fasci muscolari:

 

 Capo trasverso dell’adduttore dell’alluce: dall’articolazione metatarso-falange delle ultime tre dita, si porta sulla prima falange dell’alluce. Se si contrae adduce l’alluce, ma può anche generare una piccola flessione.

 

 Capo obliquo dell’adduttore dell’alluce: dalla parte inferiore del cuboide e dalla base di 3° e 4° metatarsale, si porta alla base della prima falange dell’alluce. La contrazione di questo muscolo provoca un’adduzione minore rispetto all’altro capo, ma una flessione maggiore.

 

 

 

Inoltre, ci sono due tendini che portano all’alluce il movimento generato da due muscoli della gamba:

 

 Tendine del flessore lungo dell’alluce: dal piano profondo della gamba, a livello della parte posteriore del perone (chiamato anche fibula), questo tendine, passando dietro al malleolo e sotto gli altri muscoli del piede, giunnge all’articolazione interfalange, portando movimento all’alluce. È un flessore della seconda falange sulla prima.

 

 Tendine dell’estensore lungo dell’alluce: dalla fibula e dalla mebrana interossea, passando sotto gli estensori, giunge alla prima ed alla seconda falange dell’alluce. È un estensore dell’alluce sul piede o estensore della seconda falange sulla prima. Però la sua azione può coadiuvare la rotazione interna e la flessione del piede.

 

 

 

Vascolarizzazione

 

 

 

L’alluce è vascolarizzato da 2 rami arteriosi e 2 rami venosi sul dorso ed altrettanti sulla pianta; più i vari capillari di scambio.

 

 

 

Sistema arterioso

 

 

 

Tutte le arterie derivano da ramificazioni successive d’una sola arteria: l’arteria tibiale.

 

 

 

Pianta

 

 

 

Dall’arteria plantare mediale (un ramo dell’arteria tibiale posteriore), si diparte un ramo che, arrivato a metà del primo osso metatarsale si biforca; uno va ad irrorare un lato dell’alluce, mentre l’altro ramo scorre dall’altro lato dell’alluce. A livello della base della prima falange, i due rami si uniscono. Inoltre, il ramo destro s’unisce con un ramo dell’arteria plantare laterale. Le due arterie laterali s’insinuano, con arteriole e capillari all’interno dei tessuti.

 

 

 

Dorso

 

 

 

Dall’arteria dorsale del piede, che proviene dall’arteria tibiale anteriore, partono (oltre alle piccole arteriole che irroraro il tarso) due ramificazioni. Quella di destra, poi, si biforca nuovamente: un ramo irrora la parte destra e l’altro la parte sinistra. Da queste due, le arterie s’insinuano, con arteriole e capillari, nei vari tessuti.

 

 

 

Sistema venoso

 

 

 

Nell’alluce il sistema venoso è particamente parallelo a quello arterioso, le uniche differenze sono che le vene sono più numerose delle arterie e che il sistema venoso profondo affianca quello arterioso profondo, mentre il sistema venoso superficiale sovrasta quello arterioso superficiale.

 

 

 

Innervamento

 

 

 

Gli ordini di contrazione muscolare dervivano dalle successive modificazione di 3 nervi: il nervo tibiale, il nervo fibulare profondo ed il nervo fibulare superficiale.

 

 

 

Dorso

 

 

 

Nel dorso dell’alluce, il nervo che scorre nella parte larterale, deriva dalla ramificazione laterale della ramificazione mediale (nervo cutaneo dorsale mediale) del nervo fibulare superficiale; mentre quello che scorre nella sua parte mediale deriva dalla ramificazione laterale del nervo fibulare profondo. I nervi dell’alluce, così come quelli delle altre dita, vengono genericamente chiamati nervi digitali dorsali del piede.

 

 

 

Pianta

 

 

 

Le ramificazioni che entrano nell’alluce sono derivate dal ramo mediale (chiamato nervo plantare mediale) del nervo tibiale. Questi nervi (nervi digitali plantari propri) scorrono nella parte mediale e laterale dell’alluce e s’infiltrano nei tessuti con piccolissime ramificazioni.

 

 

 

Patologie

 

 

 

Alluce valgo

 

 

 

Una delle patologie più comuni è l’alluce valgo.

 

 Purtroppo la sempre maggiore diffusione delle strette scarpe da tennis, o in generale che non lasciano respirare il piede, ha portato ad una deformazione del primo e quinto dito del piede. Spinto verso l’interno, l’alluce tende ad accavallarsi con il secondo dito, e l’unghia si può deformare, perdendo quella che dovrebbe essere la sua forma naturale, cioè squadrata.

 

 Hallux rigidus

 

 

 

L’Hallux rigidus (o alluce rigido) è una limitazione del movimento dell’alluce del piede.

 

 

 

Correzioni

 

 

 

Alcune patologie dell’alluce vengono corrette attraverso l’ortoplastia, che adopera materiali a memoria di forma opportunamente lavorati per correggere le deformazioni delle dita e delle unghie.

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Foto del piede visto da Kratos

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Spiego a Kratos il piede

Dopo aver detto a Kratos tutto sul tallone e dopo avergli fatto vedere una foto del tallone , gli dissi – adesso ti dico tutto sul piede e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul piede – Il piede (lat. pes-pedis: piede) è la struttura anatomica situata all’estremità distale della gamba alla quale è collegato dalla caviglia. Osservando e confrontando le caratteristiche generali del piede e della mano, entrambi dotati di cinque dita, si può rilevare una notevole somiglianza dovuta alla comune origine da strutture embrionali identiche successivamente specializzatesi.

 

 

 

Descrizione

 

 

 

Il piede rappresenta la porzione più distale dell’arto inferiore. In esso si distinguono la caviglia, che media la continuità con la gamba, il tallone, che costituisce l’estremità posteriore del piede, il metatarso, che costituisce la porzione anteriore del piede, e cinque dita del tutto simili a quelle della mano ma prive dell’abilità prensile a causa dei diversi rapporti che queste prendono con il metatarso.

 

 

 

Nella posizione ortostatica, il piede permette di distinguere una superficie inferiore detta pianta o superficie plantare del piede ed una superficie superiore detta dorso del piede.

 

 

 

Nomenclatura delle dita del piede

 

 

 

Diversamente da quanto avviene per le dita della mano, le dita dei piedi non possiedono una nomenclatura comune documentata. Fa eccezione il solo alluce, omologo del pollice e più voluminoso tra le dita del piede, per il cui nome esiste un uso diffuso e documentato sia nella letteratura che nella lingua parlata e che trova origine nel termine latino Hallux-Hallucis.

 

 

 

In ambito scientifico e più prettamente anatomico, laddove si ha la necessità di una nomenclatura, si è soliti invece numerare le dita del piede, assegnandole così un nome legato alla loro posizione. Si ha così che in senso medio-laterale, ossia dal dito più vicino all’asse del corpo verso quello situato più lateralmente, le dita del piede sono dette primo dito, secondo dito, terzo dito, quarto dito e quinto dito.In ambito medico è inoltre diffusa, sulla scia dell’uso anglosassone, la consuetudine di chiamare il terzo dito dito medio del piede ed il quinto dito piccolo dito del piede.

 

 

 

Tipologie di piede

 

 

 

Sulla base del rapporto di lunghezza che intercorre tra l’alluce ed il secondo dito, gli anatomisti sono soliti distinguere tre tipologie di piede :

 

 Piede Egizio, nel quale l’alluce supera in lunghezza il secondo dito.

 

 Piede Greco, nel quale il secondo dito supera in lunghezza l’alluce.

 

 Piede Romano, nel quale alluce e secondo dito hanno pari lunghezza.

 

 

 

Scheletro del piede

 

 

 

Lo scheletro del piede è un costituito dall’articolazione di 26 ossa (28 se si comprendono le ossa sesamoidi costanti del piede). Tale numero può tuttavia variare da persona a persona per la presenza di uno o più sesamoidi incostanti o di alcune ossa dette ossa accessorie del piede. Lo scheletro del piede può inoltre essere suddiviso, analogamente a quanto avviene per lo scheletro della mano, in tre gruppi di ossa con caratteristiche simili. Tali gruppi sono il tarso, il metatarso e le falangi.l tarso, che contribuisce a formare lo scheletro della caviglia e del tallone, presenta alcune omologie con il carpo della mano, essendo costituito da sette ossa che occupano tutte la metà prossimale del piede. Nel tarso si distinguono due file di ossa, delle quali una, detta fila prossimale o fila posteriore del tarso, è formata dal talo e dal calcagno, e l’altra, detta fila distale o fila anteriore, è formata, procedendo in senso medio-laterale lungo un piano coronale, dalle tre ossa cuneiformi, dall’osso scafoide del piede e dall’osso cuboide. Tutte le ossa del tarso sono ossa brevi che presentano un asse maggiore rivolto in senso antero-posteriore. Fa eccezione solo l’osso navicolare il cui asse maggiore è rivolto in senso medio-laterale.

 

 Il metatarso, che contribuisce a formare la metà anteriore del piede, è costituito da 5 ossa dette ossa metatarsali che fungono da tramite tra il tarso e le falangi che compongono lo scheletro delle dita del piede. Le ossa metatarsali sono ossa lunghe nelle quali si distinguono due epifisi, delle quali una prossimale ed una distale, e una diafisi. Le diafisi delle ossa metatarsali si presentano curve con convessità rivolta verso il dorso del piede ed concavità rivolta verso la pianta del piede, contribuendo così, assieme alle ossa del tarso, alla formazione della volta plantare del piede.

 

 Le due ossa sesamoidi costanti del piede, distinte in mediale e laterale, comprese nei tendini del muscolo flessore breve dell’alluce.

 

 Le falangi del piede sono infine 14 piccole ossa lunghe che contribuiscono, analogamente alle falangi della mano, le dita del piede. Fatta eccezione per l’alluce, che come il pollice è formato da due sole falangi, tutte le dita del piede sono formate da tre falangi. Tuttavia raramente è possibile osservare individui nei quali anche il quinto dito del piede possiede solo due falangi. Rispetto alla mano le falangi del piede sono molto più brevi, schiacciate in senso latero-laterale, convesse dorsalmente e concave plantarmente. Caratteristica delle falangi intermedie del piede è quella di avere un’epifisi distale costituita da una troclea, che si articola con l’epifisi prossimale delle falangi distali.

 

 

 

Ossa accessorie del piede

 

 

 

Le ossa accessorie del piede sono ossa collocate in varie aree del piede e osservabili in un ristretto numero di individui della popolazione umana. Queste ossa sono solitamente il risultatato dell’insorgenza di centri di ossificazione multipli che suddividono il primitivo abbozzo cartilagineo di un osso in più ossa. Le più comuni ossa accessorie del piede sono:

 

 Le ossa intermetatarsali (lat. os intermetatarsale), di forma triangolare o allungata, si collocano sulla superficie dorsale del piede tra le basi di due ossa metatarsali adiacenti. Si possono ritrovare fino a quattro ossa intermetatarsali denominate in senso medio-laterale primo, secondo, terzo e quarto osso intermetatarsale. Le ossa intermetatarsali partecipano all’articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.

 

 Le ossa intercuneiformi (lat. os intercuneiforme), di forma triangolare e di lunghezza superiore a 1 cm, si collocano sulla superficie dorsale del piede tra due ossa cuneiformi adiacenti. Si possono ritrovare fino a due ossa intercuneiformi denominate in senso medio-laterale primo e secondo osso cuneiforme. Le ossa intercuneiformi partecipano all’articolazione cuneo-navicolare.

 

 Le ossa talo-navicolari (lat. os talonaviculare), di forma variabile, si collocano tra la superficie posteriore all’osso navicolare e la testa del talo. Si possono ritrovare fino a due ossa intercuneiformi delle quali una superiore, detta osso talo-navicolare dorsale, ed una inferiore, detta osso talo-navicolare plantare. Le ossa talo-navicolari partecipano all’articolazione mediotarsale dello Chopart.

 

 L’osso triangolare (lat. os trigonum), dalla forma a goccia e di lunghezza anche superiore ai 20mm, si colloca posteriormente nel piede prendendo rapporto con la superficie superiore del calcagno e la superficie posteriore del talo. Corrisponde ai tubercoli posteriori del talo e partecipa all’articolazione astragalo-calcaneare.

 

 L’osso del sustentacolo (lat. os sustentaculi), di forma quadrangolare e allungata, è poco più piccolo dell’os trigonum. Si colloca sulla superficie mediale del calcagno posteriormente al sustentaculum tali.

 

 L’osso tibiale esterno (lat. os tibiale externum), di forma variabile, si collocato sulla superficie supero-mediale del talo, posteriormente all’osso scafoide del tarso. Le sue dimensioni sono simili a quelle dell’osso del sustentacolo.

 

 L’osso calcagno secondario (lat. os calcaneus secundarius), di forma e dimensioni paragonabili a quelle dell’osso triangolare, si colloca lateralmente alla tasta del talo sulla superficie superiore del calcagno e del cuboide. La sua punta, rivolta anteriormante, talvolta raggiunge l’osso navicolare. L’osso calcagno secondario partecipa all’articolazione mediotarsale dello Chopart.

 

 L’osso vesaliano del piede (lat. os vesalianum pedis), di forma tondeggiante , deve il suo nome ad Andrea Vesalio. L’osso vesaliano del piede si colloca sulla superficie infero-laterale del piede tra il cuboide ed il quinto osso metatarsale, partecipando all’articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.

 

 La pars peronea metatarsalis, è un osso accessorio che può raggiungere i 25 mm di lunghezza e si colloca sulla superficie plantare del piede con il suo asse maggiore postro trasversalmente tra il primo osso cuneiforme ed il primo osso metatarsale. Partecipa all’articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.

 

 L’osso cuboide secondario (lat. os cuboides secondarius) è il più voluminoso tra le ossa accessorie. Di forma ovale, può raggiungere i 30 mm di lunghezza ed è posto centralmente sulla superficie plantare del piede tra l’osso navicolare, il cuboide e il calcagno. Partecipa all’articolazione mediotarsale dello Chopart..

 

 

 

Patologie del piede

 

 

 

Podalgia

 

 Piede piatto

 

 Piede cavo

 

 Alluce valgo

 

 Piede torto

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Foto del tallone visto da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos il tallone

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla caviglia e dopo avergli fatto vedere varie foto della caviglia , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul tallone e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul tallone – Il tallone è l’estremità posteriore del piede ed è costituito dal calcagno, uno delle sette ossa del tarso. Su di esso e sul metatarso si scarica il peso del corpo, sia in posizione eretta, sia durante la deambulazione.

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Foto della caviglia visto da Kratos