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Ada Knight Arrow Atom Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Dominatrice di Poteri Felicity Smoak Oliver Queen Ras Al Ghul Ray Palmer Starling City

Arrow: 3.10 Left Behind

Io e Ada sappiamo che Oliver adesso è in pericolo e non sappiamo chi ma qualcuno lo salva e lo farà tornare a Starling City e cosi può aiutare i suoi amici . Io e Ada non sapevamo cosa stava succedendo dentro Starling City e secondo me era meglio indagare . Eravamo in un auto e stavamo ascoltando la canzone dei 30 secondo to Mars – City of Angel . Io misi la mano vicino alla radio e abbassai un pò – allora nel mondo di Arrow noi sappiamo che Oliver non c’ e . Secondo me è meglio andare a vedere visto che sono i suoi amici adesso a occuparsene e forse possono avere qualche problema . Ada era li e stava pensando alla stessa cosa – si , hai ragione meglio andare a vedere . Visto che non sappiamo se Ras Al Ghul voglia fare questa cosa che ha detto a Oliver anche se hanno trovato il responsabile . Una volta entrati dentro a quel mondo senza auto ci trovavamo in un magazzino dove Diggle puntava l’ arma con il suo nemico .

Il nemico era pronto a uccidere tutti e tutti e cosi inizio a fuggire per trovare un posto dove non essere ucciso ma Diggle era pronto a colpirlo

Una volta che Diggle aveva finito i colpi inizio il combattimento tra loro due . Il nemico era mastodontico ed era vestito tutto di nero

I due erano alla pari riguardo a forza

Il nemico aveva visto che Diggle era forte e allora decise di ucciderlo strangolandolo

A salvare John Diggle fu Roy con le sue frecce

Felicity vede Ray Palmer creare il bracciale di Atom

Felicity mentre guarda qualcosa al pc si gira e vede qualcosa che non gli piace o di interessante

Felicity lavora con Ray per ultimare Atom

Ray Palmer adesso sta ultimando gli ultimi dettagli al braccio

Ecco che vede se funziona oppure è un fallimento

Io e Ada abbiamo seguito Ray per vedere cosa fa non solo con Atom ma anche con Felicity . Adesso si trova nell’ ufficio di Felicity e non so cosa voglia fare

Ray Palmer punta il suo braccio verso un muro

Grazie a Felicity , Ray Palmer ha finito il braccio di Atom . Ci vorrà un pò di tempo ma alla fine Ray Palmer sarà l’ eroe noto come Atom .

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2013 Carlotta Ferlito Foto Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Vanessa Ferrari

Ginnastica Artistica, da Jesolo l’aereo azzurro verso Mosca

Ci lasciamo alle spalle il weekend di Jesolo, attesissimo appuntamento della stagione di ginnastica artistica e primo vero croce via per il prosieguo dell’anno. Abbiamo già affrontato tanti temi in questi due giorni, mentre la classicissima si evolveva e il lido dava i responsi. Un’ultima domanda sorge spontanea, che Italia esce dal Pala Arrex? (Ci soffermiamo, al momento, solo sulle seniores)

 

Indubbiamente una Nazionale integra e unita, con tante frecce al proprio arco e con infinite possibilità. C’è un’Italia che sembra compatta, ben volitiva, con tante possibilità e con uno stato di forma generale che sta crescendo pian piano. Tutte stanno affinando la propria condizione, dopo un inverno intenso e dopo già tre tappe di campionato alle spalle, in una stagione post-olimpica che regala spesso diverse sorprese e diversi problemi di interpretazione (oltre al codice dei punteggi che cambia). Il Direttore Tecnico ha tante opzioni e la scelta delle quattro convocate per gli Europei di Mosca (17-21 aprile) non sarà certamente facile.

 

In prospettiva Russia è chiaro che attendiamo con ansia Vanessa Ferrari. Le condizioni della Campionessa, dopo l’infortunio patito sabato alla trave, sembrano essere meno gravi del previsto: addirittura è tornata ad appoggiare il piede a terra e i primi responsi medici sembrano essere molto rassicuranti. Incrociamo le dita e speriamo di recuperare al più presto la nostra capitana. All’ombra del Cremlino potrebbe regalarsi diverse soddisfazioni. Cercherà, soprattutto, di vendicare quel corpo libero di Londra che brucia ancora. Nel concorso generale staremo a vedere, ma se il piede non dovesse fare i capricci si potrebbero aprire scenari molto interessanti.

 

Indubbiamente dai lidi veneti esce rinforzata la posizione di Elisa Meneghini. La quindicenne è stata la migliore dietro alle statunitensi e continua un 2013 da neoseniores che si è aperto alla grande con i due successi nel generale a Padova e a Bari. La trave continua ad essere molto interessante, poi sugli altri tre attrezzi mostra una linearità importante. Peccato per l’improvviso attacco influenzale che l’ha colpita domenica mattina e che le ha fatto saltare le finali di specialità, ma poco cambia. Non vorremmo sostituirci al DT o portare sfortuna alla giovane, ma sembra chiaro che si sia in odore di body azzurro.

 

Mancava Carlotta Ferlito, presenza pesante in ambito nazionale. La siciliana era madrina ai Kids’ di Nickelodeon a Los Angeles, quindi ha abbandonato la palestra per fare da ambasciatrice della ginnastica italiana in terra straniera durante una manifestazione canora. Valutazioni tecniche nuove non ne possiamo fare, ma dopo le prestazioni alla trave di settimana scorsa agli Internazionali di Francia possiamo dire che si sia messa in buona posizione in ottica rassegna continentale.

 

Giorgia Campana si conferma ottima alle parallele, sempre la migliore italiana (e seconda alle finali di specialità con un interessante 13.950, inferiore solo alla classe dell’olimpionica Ross). Da grande professionista si esibisce eccellentemente su tutti gli attrezzi. Sarà una carta importantissima. Staremo a vedere perché la romana si è resa protagonista di un fine settimana molto interessante.

Elisabetta Preziosa è tornata a pungere sulla trave con un 14.200 che si è inchinato solo di fronte allo strapotere a stelle e strisce: con un corpo libero di buon livello potrebbe dire la sua.

 

Chi sul quadrato magico ha strabiliato in positivo è stata Giulia Leni. Partita dalla sperimentale e in sordina, la senese ha fatto capire di esserci sul 12×12 (13.950 e terzo posto in finale di specialità, ma anche 13.800 nella gara a squadre) soprattutto quando non commette errori.

Proprio la Nazionale sperimentale ha dato diverse soddisfazioni come quella di Arianna Rocca che ha realizzato un 14.150 all’amato volteggio, ottenendo il secondo posto nelle finali di specialità dietro solo all’uragano Biles. Adriana Crisci, al grande rientro dopo undici anni d’assenza, aveva stampato un bel 14.100. E Serena Bugani si produceva in un doppio avvitamento, unica azzurra a presentarlo. A conferma che la scelta di portare dodici atleti è stata azzeccata.

 

Sottotono la performance di Erika Fasana, altra olimpica in gara. La comasca sta faticando più del previsto per riprendersi dall’infortunio alle tibie di questo inverno. Per lei la finalissima di Firenze sarà la prova del nove. Siamo fiduciosi perché le sue doti non sono assolutamente in discussione.

 

Questa è un’Italia che c’è, che si può far valere, che può iniziare un nuovo corso. Convinta dei suoi mezzi, sicura di sé, desiderosa di crescere.

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Salve a tutti

Salve a tutte le persone che seguono il mio blog e lo trovano sopratutto alle pagine che io ho messo . Prima scusate perchè vi dovevo avvisare prima di quello che stavo facendo . Le pagine non le ho cancellate . Per esempio tutti i mari li mettero sotto la pagine mare . Keyblade Master l’ ho messa ìsotto Keyblade , Aqua la maestra del Keyblade , sotto Maestra del Keyblade . Sotto Anatomia tutte le pagine riguadanti anatomia come braccia , gambe e altre cose . Se vedete con molta calma , toverete tutte le pagine . Ho fatto questo perchè io devo far vedere pure i mei articoli e non solo pagine .

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Scheda per le cose che piacciono a me , a Kratos , a Pandora ed Aqua e di mia sorella Alyssa

Adesso  per farvi capire cosa mi piace , a Kratos , a Pandora ed Aqua , sto creando uno schema .

Lo Schema è cosi :

Nome dello sport o della cosa che piace a me : Indico il nome dello sport o cosa mi piace

Come sono venuto a conoscenza dello sport o altro : Dico come sono venuto a conoscenza dello sport o altro

Amici che ho in quello sport o altro : Dico quali amici sanno fare questo sport o altro .

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Le Mie Conoscenze

Salve a tutti adesso io in questo blog metterò una pagina nella quale dirò le mie conoscenze , tipo sui mostri marini , sul sopranaturale e molto altro , Il nome della mia pagina è le mie conoscenze , spero che andiate tutti a vederlo e a commentarlo .

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Spiego a Kratos e a Pandora la Spalla

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul Muscolo Trapezio e dopo avergli fatto vedere una foto su di esso , io dissi a loro – adesso ti spiego tutto sulla Spalla e Pandora disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sulla Spalla – La spalla, più propriamente chiamata cingolo scapolare o cingolo toracico, è la parte dell’organismo umano tramite la quale l’arto superiore, in particolare il braccio, si unisce al tronco e con esso si articola. I movimenti che una spalla può compiere sono fondamentalmente quelli di adduzione e abduzione, rispettivamente l’avvicinamento e l’allontanamento dell’arto dall’asse mediano del corpo, ma non bisogna dimenticare il movimento di rotazione, che la maggior parte degli animali di specie diversa da quella umana non può compiere.

 

La struttura anatomica della spalla

 

Ciascun cingolo scapolare si compone totalmente di tre diverse ossa: una scapola, una clavicola, e la parte prossimale (cioè più vicina al tronco) dell’omero.

 

Si chiama scapola ciascuna delle due ossa piatte e di forma quasi triangolare che si trovano nella parte alta della schiena. La sua funzione consiste, oltre che nel fornire protezione e resistenza al dorso, nel permettere, con la sua grande mobilità, i suddetti movimenti di adduzione e abduzione. Il suo ruolo è pure fondamentale nel movimento di rotazione del braccio attorno al centro costituito dalla spalla, poiché, come si avrà modo di leggere, i muscoli che lo causano sono collegati anche ad essa.

 

Anche la clavicola, dal latino clave, così come la scapola, è un osso pari (che cioè si trova in numero di due nell’intero organismo). Essa si presenta come un osso di media lunghezza che si collega con la sua parte esterna alla scapola e all’omero e con quella interna allo sterno, l’osso impari centrale della gabbia toracica. Il suo ruolo all’interno dell’organismo è insieme di sostegno dei muscoli e di articolazione della spalla.

 

L’omero, infine, è l’osso che si trova all’interno del braccio; mentre la sua parte più lontana dal tronco (o epifisi) distale) si articola con l’ulna e con il radio, formando il gomito la sua “testa”, ovvero l’epifisi prossimale, più vicina al tronco, si articola con la clavicola e la scapola all’altezza della spalla. L’omero è naturalmente essenziale per il moto del cingolo scapolare, in quanto delle tre ossa costituisce quella che visibilmente compie i tre movimenti ricordati precedentemente.

 I principali muscoli presenti nel cingolo scapolare sono il trapezio, l’infraspinato, il pettorale.

 

Il trapezio (detto anche cucullare) è un muscolo impari molto vasto: trovandosi nella schiena, esso origina dalle vertebre cervicali e toraciche, ma anche sulle clavicole, passando al di sopra della spalla. Proprio a causa di questo sua ultima origine è in grado, contraendosi, di far alzare le clavicole e con esse l’intera spalla; è inoltre anche uno dei muscoli che inserzionano sulle scapole, che si trovano tra esso e la gabbia toracica.

 

L’infraspinato e il pettorale sono due muscoli pari tra di loro concorrenti: ciò significa che alla contrazione del primo corrisponde la distensione del secondo e viceversa. L’infraspinato si trova nella schiena, parzialmente nascosto alla vista dal trapezio, e si collega tramite i tendini sia con la scapola che con l’omero; il grande pettorale, al contrario, si trova sul torso, e si unisce con la clavicola, lo sterno e l’omero. Il ruolo di questi due muscoli è quello di far muovere rispettivamente il braccio in dietro e in avanti.

 

Il deltoide è il muscolo pari che ricopre l’articolazione del cingolo scapolare: si unisce dunque sia alla scapola che alla clavicola che all’omero. Come si può facilmente immaginare, esso è in grado di far compiere al braccio un’abduzione contraendosi e un’adduzione distendendosi. Il movimento di rotazione deriva invece dal moto coordinato di deltoide, infraspinato e grande pettorale.

 Oltre i muscoli sopracitati, sono presenti anche i muscoli sopraspinato, sottoscapolare, piccolo rotondo e grande rotondo.

 

Il Sopraspinato è un muscolo pari di forma piramidale, origina dalla fossa sopraspinata della scapola per inserirsi nel tubercolo maggiore dell’omero passando sotto l’acromion e l’articolazione acromioclavicolare. Permette movimenti di abduzione e rotazione esterna dell’omero. Innervazione: nervo soprascapolare

 

Il Sottoscapolare è un muscolo pari di forma triangolare, origina dalla faccia anteriore della scapola per inserirsi nel tubercolo minore dell’omero, passando sotto il processo coracoideo. Permette l’adduzione e rotazione interna dell’omero. Innervazione: nervi sottoscapolari

 

Il Piccolo Rotondo è un muscolo pari di forma cilindrica che origina dalla fossa infraspinata della scapola per inserirsi nel tubercolo maggiore dell’omero. Permette movimenti di rotazione esterna, estensione e adduzione dell’omero. Innervazione: nervo ascellare

 

Il Grande Rotondo è un muscolo pari riconoscibile inferiormente al piccolo rotondo; origina dall’angolo inferiore della scapola per inserirsi nel tubercolo minore e nel solco intertubercolare. Permette movimenti di adduzione, estensione e rotazione interna dell’omero. Innervazione: nervo toracodorsale

 I tendini dei muscoli sopraspinato, infraspinato, sottoscapolare e piccolo rotondo contribuiscono alla stabilizzazione dell’articolazione glenomerale formando la cuffia dei rotatori

 Tra i vasi sanguigni passanti per la spalla ricordiamo soprattutto due nomi: la vena succlavia e l’arteria brachiale.

 

La vena succlavia è un vaso di primaria importanza, in quanto il suo ruolo consiste nel trasferire il sangue povero di ossigeno proveniente dal braccio direttamente nella vena cava superiore, attraversata la quale esso sarà pompato dal cuore e quindi riossigenato. Com’è molto facile capire dal suo nome [succlavia, dal latino sub-clava, al di sotto dell’asta], essa passa più in basso rispetto alla clavicola.

 

Poiché parte dall’arco aortico e termina nella mano, l’arteria brachiale [dal latino brachium, braccio] attraversa necessariamente anche la spalla. Essa è l’unica arteria adibita all’ossigenazione dell’arto superiore, quindi la quantità di sangue che trasporta è sempre molto elevata.

 

Dato che per i vasi sanguigni la spalla non è un luogo periferico, in essa non abbondano i vasi capillari.

 Per quanto riguarda il sistema linfatico ricordiamo la presenza nella spalla dei linfonodi ascellari, tra i più importanti dell’intero organismo e in grado di produrre grandi quantita di vari tipi di globuli bianchi..

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Foto della miologia vista da Kratos e da Pandora

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Spiego a Kratos e a Pandora la Miologia

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul muscolo e dopo avergli fatto vedere una foto , io dissi a loro – adesso ti spiego tutto sulla Miologia e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sulla Miologia – In anatomia, con il termine miologia (dal latino myos, “muscolo” e logia, “trattato”) si indica lo studio sui muscoli, degli organi di inserzione (tendini e aponeurosi) e dei tessuti muscolari.

 

In particolare la miologia si occupa della classificazione dei muscoli, che viene svolta in base a:

 lo stimolo che li comanda (“volontari” e “involontari”);

 la forma (“lunghi” e “larghi”);

 la posizione (muscoli degli arti superiori, degli arti inferiori, del collo, del tronco e della testa).

 

La classificazione dei muscoli in “volontari” e “involontari” è strettamente connessa alla tipologia del tessuto muscolare: le fibre muscolari infatti sono in genere “striate” nei muscoli volontari e “lisce” nei muscoli involontari. Il tessuto muscolare cardiaco fa invece eccezione: sebbene sia costituito da fibre muscolari striate è costituito da muscoli involontari.

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Foto dell’ alluce visto da Kratos

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Spiego a Kratos l’ alluce

Dopo aver detto a Kratos quello che avremmo fatto oggi , gli dissi – adesso ti spiego tutto sull’ alluce e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sull’ alluce – L’alluce è il primo dito del piede: omologo del pollice della mano e come esso costituito da due sole falangi.

 

 

 

Articolazione

 

 

 

L’articolazione tra le sue due falangi è un condilo, cioè le parti ossee sono elissoidali; una delle due parti è concava, mentre l’altra è convessa. Tra queste due epifisi ossee, ricoperte di cartilagine, come tutte le articolazioni mobili, è interposto un dischetto fibroso, chiamato menisco. L’alluce, per mezzo dell’articolzione posseduta, può estendere e flettere le falangi; lo spostamento laterale è molto limitato. Come le altre condilartrosi, può “scricchiolare” e può infiammarsi il menisco. La falange prossimale s’articola con il primo osso metatarsale, è anch’essa ellissoidale, ma permette all’alluce l’adduzione, l’abduzione’, la circomduzione, la flessione e l’estensione sul metatarso. Quest’articolazione è rinforzata con dei legami fibrosi longitudinali e trasversali che, rispettivamente, vanno ad attraversare la volta plantare e s’estendono dal primo al quinto metatarsale, foderando e proteggendo integralmente l’articolazione.

 

 

 

Muscolatura

 

 

 

Nell’alluce non sono presenti direttamente dei muscoli, se non quelli piliferi e sull’epifisi prossimale della prima falange; il suo movimento è dovuto ai tendini di alcuni muscoli che stanno nella regione metatarsale e tarsale o addirittura nella gamba. Sono:

 

 Flessore breve dell’alluce: dal lato inferiore del cuboide e dal lato mediale del 3° cuneiforme, le fibre si portano sulla prima falange e si uniscono all’abduttore dell’alluce. Questo muscolo ha il compito di flettere l’alluce.

 

 Abduttore dell’alluce: dal calcagno si porta alla base della prima falange. La sua contrazione, principalmente, abduce l’alluce, ma può anche generare una flessione.

 

 Adduttore dell’alluce: presenta due capi d’origine, distanti da loro, che lo “dividono” in due fasci muscolari:

 

 Capo trasverso dell’adduttore dell’alluce: dall’articolazione metatarso-falange delle ultime tre dita, si porta sulla prima falange dell’alluce. Se si contrae adduce l’alluce, ma può anche generare una piccola flessione.

 

 Capo obliquo dell’adduttore dell’alluce: dalla parte inferiore del cuboide e dalla base di 3° e 4° metatarsale, si porta alla base della prima falange dell’alluce. La contrazione di questo muscolo provoca un’adduzione minore rispetto all’altro capo, ma una flessione maggiore.

 

 

 

Inoltre, ci sono due tendini che portano all’alluce il movimento generato da due muscoli della gamba:

 

 Tendine del flessore lungo dell’alluce: dal piano profondo della gamba, a livello della parte posteriore del perone (chiamato anche fibula), questo tendine, passando dietro al malleolo e sotto gli altri muscoli del piede, giunnge all’articolazione interfalange, portando movimento all’alluce. È un flessore della seconda falange sulla prima.

 

 Tendine dell’estensore lungo dell’alluce: dalla fibula e dalla mebrana interossea, passando sotto gli estensori, giunge alla prima ed alla seconda falange dell’alluce. È un estensore dell’alluce sul piede o estensore della seconda falange sulla prima. Però la sua azione può coadiuvare la rotazione interna e la flessione del piede.

 

 

 

Vascolarizzazione

 

 

 

L’alluce è vascolarizzato da 2 rami arteriosi e 2 rami venosi sul dorso ed altrettanti sulla pianta; più i vari capillari di scambio.

 

 

 

Sistema arterioso

 

 

 

Tutte le arterie derivano da ramificazioni successive d’una sola arteria: l’arteria tibiale.

 

 

 

Pianta

 

 

 

Dall’arteria plantare mediale (un ramo dell’arteria tibiale posteriore), si diparte un ramo che, arrivato a metà del primo osso metatarsale si biforca; uno va ad irrorare un lato dell’alluce, mentre l’altro ramo scorre dall’altro lato dell’alluce. A livello della base della prima falange, i due rami si uniscono. Inoltre, il ramo destro s’unisce con un ramo dell’arteria plantare laterale. Le due arterie laterali s’insinuano, con arteriole e capillari all’interno dei tessuti.

 

 

 

Dorso

 

 

 

Dall’arteria dorsale del piede, che proviene dall’arteria tibiale anteriore, partono (oltre alle piccole arteriole che irroraro il tarso) due ramificazioni. Quella di destra, poi, si biforca nuovamente: un ramo irrora la parte destra e l’altro la parte sinistra. Da queste due, le arterie s’insinuano, con arteriole e capillari, nei vari tessuti.

 

 

 

Sistema venoso

 

 

 

Nell’alluce il sistema venoso è particamente parallelo a quello arterioso, le uniche differenze sono che le vene sono più numerose delle arterie e che il sistema venoso profondo affianca quello arterioso profondo, mentre il sistema venoso superficiale sovrasta quello arterioso superficiale.

 

 

 

Innervamento

 

 

 

Gli ordini di contrazione muscolare dervivano dalle successive modificazione di 3 nervi: il nervo tibiale, il nervo fibulare profondo ed il nervo fibulare superficiale.

 

 

 

Dorso

 

 

 

Nel dorso dell’alluce, il nervo che scorre nella parte larterale, deriva dalla ramificazione laterale della ramificazione mediale (nervo cutaneo dorsale mediale) del nervo fibulare superficiale; mentre quello che scorre nella sua parte mediale deriva dalla ramificazione laterale del nervo fibulare profondo. I nervi dell’alluce, così come quelli delle altre dita, vengono genericamente chiamati nervi digitali dorsali del piede.

 

 

 

Pianta

 

 

 

Le ramificazioni che entrano nell’alluce sono derivate dal ramo mediale (chiamato nervo plantare mediale) del nervo tibiale. Questi nervi (nervi digitali plantari propri) scorrono nella parte mediale e laterale dell’alluce e s’infiltrano nei tessuti con piccolissime ramificazioni.

 

 

 

Patologie

 

 

 

Alluce valgo

 

 

 

Una delle patologie più comuni è l’alluce valgo.

 

 Purtroppo la sempre maggiore diffusione delle strette scarpe da tennis, o in generale che non lasciano respirare il piede, ha portato ad una deformazione del primo e quinto dito del piede. Spinto verso l’interno, l’alluce tende ad accavallarsi con il secondo dito, e l’unghia si può deformare, perdendo quella che dovrebbe essere la sua forma naturale, cioè squadrata.

 

 Hallux rigidus

 

 

 

L’Hallux rigidus (o alluce rigido) è una limitazione del movimento dell’alluce del piede.

 

 

 

Correzioni

 

 

 

Alcune patologie dell’alluce vengono corrette attraverso l’ortoplastia, che adopera materiali a memoria di forma opportunamente lavorati per correggere le deformazioni delle dita e delle unghie.