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Nuoto: Italia con vista su Herning, Viareggio regala ottimismo

Sulla carta avrebbe dovuto avere poco da dire il Gran Premio Italia di Viareggio, ma i due giorni della kermesse toscana sono stati intensi e ricchi di sorprese ed emozioni. Ci si aspettava un super Matteo Rivolta, che macina record italiani sui 100 farfalla ormai da un mese, ma il milanese (anche a causa dell’aver gareggiato al mattino) si è ‘limitato’ a vincere senza primato nazionale.

A rapire la scena, come molto spesso avvenuto nel nuoto italiano degli ultimi anni, ci ha però pensato Federica Pellegrini. Assente nei 200 sl, la Divina ha dominato i 400 sl ma soprattutto i 100 sl e i 200 dorso, competizioni nelle quali ha infranto i precedenti record italiani. In ottica 2014, ma soprattutto Rio 2016è iniziata una nuova carriera per la fuoriclasse veneta? Solo il tempo potrà rispondere, certo è che la cura Philippe Lucas pare regalare benefici incredibili e a tratti impensabili dopo l’estate londinese datata 2012.

La finalità del meeting viareggino, però, era quella di preparare ulteriormente gli atleti in vista del primo grande appuntamento della stagione, vale a dire gli Europei in vasca corta in programma a Herning (Danimarca) dal 12 al 15 dicembre. In palio anche gli ultimi pass qualificazione: li hanno ottenuti Federico Bocchia nei 50 stile libero (21”49) ed Alessia Polieri nei 200 farfalla (2’07”10). La squadra per la rassegna continentale, dunque, è ormai completata e all’Italia non mancano le stelle: Pellegrini, Bianchi, Rivolta, Dotto e Paltrinieri in primis, in attesa del rientro dell’infortunato Fabio Scozzoli. Ma non solo, perché infatti non vanno dimenticati i giovani promettenti come Diletta Carli, Luca Mencarini e Andrea Mitchell D’Arrigo (dal week-end primo nel ranking Ncaa). L’anno scorso a Chartes le medaglie furono nove, tra poco meno di un mese il numero potrebbe anche aumentare.

 

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Nuoto: Pellegrini e poco altro verso Rio 2016?

I Mondiali 2013 di Barcellona, terminati con due medaglie per l’Italia nel nuoto in corsia, hanno evidenziato leggeri progressi dopo il flop londinese. La strada della crescita per arrivare al meglio alleOlimpiadi di Rio 2016, però, è ancora lunga.

Pensi al nuoto azzurro e pensi a Federica Pellegrini. L’equazione è tanto immediata quanto corretta. La nativa di Mirano, 25enne da ieri, ha conquistato un importante argento nei 200 stile libero in una stagione caratterizzata da allenamenti ridotti e, dunque, i prodromi per il futuro sono ottimi. Il talento, del resto, è indiscutibile e la progressione finale della veneta è capace di far emozionare milioni di tifosi.

Splendido il bronzo di Gregorio Paltrinieri, classe 1994 e punta di diamante del Bel Paese nel mezzo fondo. Dietro al cinese Sun Yang ed al canadese Ryan Cochrane, nei 1500 metri stile libero c’è l’emiliano. E, contando che si può migliorare ancora molto nelle virate e nell’ultima vasca, è più che lecito sognare sulla strada che porta al Brasile. Bene anche Matteo Rivolta, in continua crescita nei 100 farfalla, mentre le staffette – seppur con organici inferiori alle nazioni principali del pianeta – hanno dimostrato buon affiatamento nonostante risultati non sempre eccezionali.

Fabio Scozzoli è la più grande delusione di ritorno dal Palau Sant Jordi. Favorito per il podio nei 50 e 100 rana, ha fallito gli appuntamenti iridati e adesso dovrà studiare nuovi metodi di preparazione per non ripetere un’altra volta il flop già avvenuto a Londra. Rimandati pure i velocisti, alle prese con avversari decisamente di caratura maggiore, mentre Ilaria Bianchi deve ancora crescere nella seconda vasca per competere con le prime dei 100 farfalla.

E i giovani? Oltre a Paltrinieri, poco altro. Andrea Mitchell D’Arrigo, classe 1995 (pietoso il paragone con Katie Ledecky o Ruta Meilutyte, più piccole e già al vertice), non era presente in terra catalana, segno che il ricambio generazionale stenta a giungere. In attesa di Rio 2016, dunque, c’è poco da stare allegri:bisogna lavorare per raggiungere i livelli dei rivali.