Dentro al terrificante mondo di The Evil Within 2

Cortana aveva saouto che Ada, Pandora e Aqua volevano andare dentro al mondo di The Evil Within 2 per vedere come possa essere e sopratto se li c’ e qualche problema tutti debbano sapere prima di entrare. Gli Osservatori sapevano chi c’ era li dento e mi hanno fatto trovare sulla mia scrivania dei casi molto particolari e molto macrabi. La prima cosa che mi balzo sugli occhi fu la scritta con il sangue che diceva ” Rispetta L’ Arte ” e non solo su una scena del crimine ma su ognuna di esse e quindi li dentro ci doveva essere un Serial Killer che uccide le persone in questo modo forse perchè da un momento a un altro hanno smesso di essere perfette e quindi non sono andate più d’ accordo con quella scena che lui voleva rappressentare in quel punto e in quel momento. Se gli Osservatori m hanno fatto avere queti documenti quindi significa che il Serial Killer si trova dentro la STEM cioè vorrebbe a dire che la Mobius abbia fatto una cosa cosi schellerata da mettere un Serial Killer dentro la macchina. Io andai da loro e in quel momento stavano andando – prima di andare devi farvi vedere una cosa che riguarda il modo di The Evil Within 2. Con calma mi seguirono dentro al T.A.R.D.I.S e li portai dentro la Stanza dei Detective per far vedere loro gli articoli di giornali che mi avevano fatto avere gli Osservatori. Una volta visti Ada capì quello che volevo dire – dici che la Mobius abbia messo dentro lo STEM un serial killer per riportare qui LiLy Castellanos. Se è cosi devono essere proprio dei folli. Quindi fate attenzione quando andate in questo mondo. Io sto qui e cerco altre informazioni su questo Serial Killer cosi voi potete dare una mano a Sebastian Castellanos a trovare sua figlia Lily senza imboccare in questo Serial Killer. Del Serial Killer che adesso si trova dentro al mondo di The Evil Within 2 non si sa nulla, si sa solo che è un vero amante dell’ arte e se la disprezzi o se tu non vai bene per uno dei suoi quadri allora sei morto e lui ti uccide senza pensarci due volte. Prima che loro potessero chiudere le porte del T.A.R.D.I.S guardai Pandora per farle capire che li poteva andare tutto quanto male in pochi minuti o secondi – stai attenta questo Serial Killer ha dei poteri molto potenti e nessuno sa come li ha ottenuto. Si sa solo che lui adesso li dentro ha più vittime di quanto stava nel mondo reale. Nessun Detective ha capito quante sono state le sue vittime visto che nessuno lo ha mai preso ne nessuno ha capito il suo metodo in cui sceglie le sue vittime. Il mondo di The Evil Within 2 non è pericoloso solo perchè ci sono creature da incubo ma perche li ci sono Creature veramente terribii che non te le immagini nemmeno dopo aver fatto il più brutto dei sogni. Oltre a questo c’ e un Serial Killer che adesso si trova dentro questo nuovo mondo e se non bastasse lui ha dei poteri e li sta usando per mitere più vittime e sopratutto la sua prossima vittima è Sebastian Castellanos. Io sono rimasto dentro al mio T.A.R.D.I.S per capire se lui come agisce o come inizia e forse lui inizia proprio da una cosa talmente innocente cioè farti una foto e poi con il tempo vedi che tutta la sua ossessione arriva su di te.

 

Xeros

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Xeros non è una persona ma un pianeta che si trova in una galassia molto lontana e molto bella . Xeros è un pianeta molto bello dove vivere visto che li ci sono i migliori ingegneri del mondo . Se vuoi costruire oggetti , navi , armi per questo nuovo mondo ma anche per quelle ragioni di spazio che ogni giorno nascono e diventano sempre più nuove e incredibili . Ma Xeros è famoso anche per un altro motivo visto che li è nato una persona che ha costruito una delle cose migliori nell’ universo cioè la famosa Fucina di Villengard . Adesso non è rimasto che polvere nello spazio . Ma è stato grazie a lui che molte persone hanno trovato armi , oggetti e accessori per salvare loro stessi e i loro cari . Xeros è stato la casa del capofamiglia della famiglia Willengard cioè William Villengard . Grazie a lui questo pianeta è divenuta molto famoso , importante e sopratutto molto grande . Visto che lui lo ha preso e lo trasformato in un luogo dove gli ingegneri non vengono derisi ma sono rispettati e hanno un posto dove sfoggiare la loro grande abilità e cosi dare uno schiaffo morale a quei fessi che dicono che gli ingegneri non sanno fare nulla apparte stare li ed essere presi in giro .

Aspetto Porta Gialla

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Erin aveva il totale controllo della sua mente e sapeva che era in grave pericolo e aveva bisogno di aiuto . Il suo grido di aiuto non arrivava alle orecchie di Roak perchè era debole e sopratutto soffocato dal suo pianto . Senti le parole di Roak e fece apparire una porta gialla con delle siepi . Li sopra una luce . Roak non era entrato subito perchè aveva visto la luce lampeggiare . Ci mise poco a capire che era alfabeto morse e diceva – Aiuto , sono in pericolo . Uno spirito oscuro mi vuole strappare il cuore dal petto . Se li fuori ce veramente qualcuno che mi vuole aiutare . Venga per favore . Roak decise di entrare e salvare Erin dallo spirito oscuro di Welma Stuart . Erin era in pericolo e cosi dentro alla sua mente mise subito a fuoco una porta che aveva visto nel suo libro di arte e la fece apparire . O la faceva apparire oppure il cuore sarebbe stato preso dalla paura e non sarebbe più riuscita a fare nulla . Roak era intervenuto e cosi aveva salvato Erin dalla paura . Adesso per lei Roak era la luce della speranza e poteva uscire dall’ oscurità .

Mei Cheng diventa l’ombra di Willam Stride

 

Willam Stride era un agente del Governo e faceva parte del segreto Progetto Occhio Rosso . Lui li dentro faceva la parte dell’ Hacker visto che era lui che doveva capire se c’ erano o no intrusioni dentro il computer di questo progetto . Se c’ erano lui doveva capire da dove arrivavano e neutralizzare tale minacce prima che qualcuno di pericoloso scoprisse cosa stavano facendo li dentro . La loro copertura era un centro medico che stava cercando di curare un grave caso all’ occhio cioè il fatto che in alcuni momenti diventano rossi . Mei Cheng non so come ma seppe che Willam Stride li dentro era il migliore e cosi decise di diventare la sua ombra per fare in modo che potesse entrare dentro questo progetto . Mei Cheng voleva diventare la Regina degli Zombie e lo voleva diventare da quando aveva visto uno Zombie alla televisione la prima volta . Non importava se qualcuno le diceva che era impossibile e chi conosceva Mei Cheng sapeva che lei era poteva rendere una cosa impossibile a possibile . Mei Cheng prese la sua macchina fotografica e inizio a diventare l’ ombra di questa persona . Mei capì che solo lui poteva farla entrare dentro questo progetto e cosi si mise subito in moto . Era divenuta la sua ombra e lo seguiva dovunque e aveva scattato un sacco di foto non solo su di lui ma anche su sua figlia . La figlia di Willam si chiama Vanessa Stride 18 anni , capelli rossi corvino e non molto lunghi visto che non le piaceva averli lunghi ma corti . Sul petto aveva un tatuaggio a forma di cuore anche se il padre le aveva proibito di farselo fare ma Vanessa aveva fatto finta di ascoltare . Mei Cheng era brava pure con la meccanica visto che quando andava all’ Università era la prima del suo corso . Prima di iniziare a fare qualcosa contro Willam Stride o sulla sua adorata figlia voleva capire che rapporto c’ era tra loro . Mei Cheng voleva capire se doveva subito attaccare il padre oppure poteva usare Vanessa per fargli fare tutto quello che voleva senza che lui si poteva opporre . Inizio a seguire Vanessa e capì che lei non andava a scuola e aveva sempre le mani sporche ma di pittura visto che da grande voleva fare la pittrice . Mei Cheng vide che questa giovane donna aveva davvero un grande talento e tra le foto che fece vide che il padre non apprezzava la sua arte . Diceva che era solo spazzatura e che non voleva un fico secco . Vanessa per alcuni giorni piangeva a dirotto come una fontana e Mei Cheng capì come doveva essere vivere con un padre cosi cattivo . Ci aveva vissuto pure lei visto che ogni giorno il padre era molto violento con lei e una volta le aveva torso il braccio forte ma non troppo . Mei Cheng decise di continuare con il suo piano e vide che la figlia era il suo punto debole e decise di fare qualcosa a lei . Mei Cheng non voleva ucciderla visto che Vanessa era giovane e aveva ancora un futuro ma voleva vedere se il padre ci teneva a lei oppure era quel mostro che trattava i figli come dei cani . Mei Cheng voleva vedere se Willam sapeva che sua figlia era un miracolo oppure per lui non era un miracolo ma una cosi che non gli importava . Mei Cheng aveva la risposta dalle foto ma prima di diventare una carnefice voleva vederlo pure nei suoi occhi . Voleva vederlo nei suoi occhi se considerava Vanessa un miracolo oppure una cosa che quando tornava dal suo lavoro del governo poteva punire in qualche modo o trattarla da schifo come Mei Cheng aveva visto dalle sue foto . Aveva visto cosa succedeva a casa ed era qualcosa di orribile . Vanessa vedere la sua arte distrutta giorno dopo giorno visto che Willam non capiva e per lui era solo carta straccia e degli scarabocchi . Pure la madre di Vanessa faceva la pittrice ed era molto brava ma per colpa di un incidente d’auto era morta e Willam da quel giorno inizio ad odiare la pittura . Il giorno della morte della morte di Rebecca , Vanessa stava quasi per essere uccisa dal padre visto che aveva fatto un dipinto di sua madre . Willam quella sera si arrabbio davvero molto e stava per uccidere Vanessa con un coltello ma li c’era il fidanzato di Vanessa . Cole fermo il padre e poi se ne andò insieme a Vanessa da casa sua per farla calmare e non farle succedere niente . Cole la fece calmare e poi Vanessa si calmo andando nella sua galleria d’ arte e andando a piangere li visto che era posto calmo e tranquillo e dormi li .

 

Due nuovi artwork per Grand Theft Auto V

Rockstar ha arricchito la già vasta collezione di artwork relativi a Grand Theft Auto V con due nuove immagini. Non del tutto inedite, a quanto ci risulta, visto che campeggiavano su materiali promozionali spuntati in rete tempo fa (quantomeno l’artwork con la moto).

Cresce dunque l’attesa per il nuovo capitolo della serie, che arriverà nei negozi il 17 settembre, in contemporanea mondiale, nelle sole versioni PlayStation 3 e Xbox 360.

 

Tomb Raider: raccolta di fan art giapponesi

L’ottimo Tomb Raider è da poco sbarcato in territorio giapponese, ed ha subito scatenato un’esplosione di fan art (disegni non ufficiali dei fan) tutti naturalmente incentrati sul personaggio di Lara Croft.

Potete ammirare un totale di ventotto disegni nella nostra galleria Tomb Raider: 28 fan-art giapponesi. Naturalmente molti di questi sono in perfetto stile manga… e ci mancherebbe! Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti!

Nella nostra recensione di Tomb Raider, Michele Galluzzi aveva espresso un giudizio molto positivo, concludendo che«Declinando al futuro tutto ciò che gli sviluppatori californiani sono riusciti a compiere per dare forma a questo reboot, è davvero facile immaginare i prossimi step evolutivi di un’avventura che oggi può vantare un gameplay puntuale come un orologio svizzero e che domani, complice la superiore potenza computazionale delle piattaforme che verranno, potrà finalmente dare risposta alle richieste degli appassionati strutturandosi come un titolo a mondo aperto genuinamente votato alla sopravvivenza e all’esplorazione.
Anche senza scomodare gli astri, alla prova dei fatti il redivivo Tomb Raider di Square Enix risulta essere quindi un prodotto estremamente godibile e appagante, un’esperienza a tutto tondo che ha il doppio merito di attualizzare la figura storica di Lara Croft e di rendere superfluo il mancato apporto di elementi survival nelle dinamiche di gioco.»

 

Figura, trionfa Carolina Kostner E’ ancora campionessa d’Europa

Carolina Kostner, per la quinta volta in otto anni, è sul tetto d’Europa. In mezzo anche due argenti e un bronzo. Da Lione 2006 è sempre sul podio. A conferma di una continuità che, nella storia del pattinaggio, ha pochi eguali. L’azzurra, nel vecchio Continente, oggi è al livello di Irina Slutskaya e di Katarina Witt. L’Italia, intanto, che anche grazie ai bronzi di Stefania Berton-Ondrej Hotarek e Anna Cappellini-Luca Lanotte chiude a Zagabria la miglior rassegna di sempre, festeggia pure lo scintillante quarto posto di Valentina Marchei, mai così in alto. La delegazione azzurra, a Budapest 2014, potrà così schierare tre ragazze, il massimo

ARTE — Ancora una volta, dunque, sul ghiaccio vince il Bolero di Ravel. L’interpretazione che ne offre Carolina è magistrale. La musica sale, cresce, avvolge. E l’azzurra, con la consueta eleganza, tiene la scena alla grande. In una Dom Sportova con finalmente un buon pubblico, il suo libero si trasforma in una poesia. Da campionessa del mondo in carica, è un successo in qualche modo atteso, dovuto. Ma non per questo meno pesante. Anche perché l’altoatesina, in estate, comprensibilmente attratta da una vita diversa dopo tanto impegno, aveva seriamente pensato di smettere. Oggi, invece, alla diciottesima gara consecutiva sul podio, celebra l’ennesimo exploit. Col sorpasso (per soli 72/100) ai danni della 16enne russa Adelina Sotnikova, che dopo il corto la precedeva di 3.42 punti. E la risposta a Elizaveta Tuktamysheva, altra russa, altra 16enne, che vince il segmento, ma non fa bottino pieno. Le baby russe sono arrivate. Carolina c’è ancora e resta la più forte.

CASA SUA — Questo Bolero è destinato agli annali. Il costume nero, la schiena nuda, il triplo lutz ritrovato dopo tre anni, le tre combinazioni, una sequenza di passi che non può non coinvolgere e una coreografia che dice della maturità raggiunta. Solo un brivido, sull’ultimo triplo salchow che, per la stanchezza, diventa doppio. Inficia nulla. Arrivano anche i record italiani del libero (130. 52) e del totale (194.71), meglio che ai Mondiali di Nizza. Cosa conta se, a livello internazionale, pochi avevano ammirato i nuovi programmi? Cosa importa se, tra i nove giudici e nel pannello, non ci sono italiani? Caro, davanti anche a mamma Patrizia e a papà Erwin, fa tutto da sola. Contro avversarie europee, del resto, è imbattuta da 35 mesi, dai Giochi di Vancouver 2010. Il Vecchio Continente, per la portacolori delle Fiamme Azzurre, è sempre più il giardino di casa.

SUPER MARCHEI — Un applauso gigante merita pure Valentina. A 26 anni, al nono Europeo, terza dopo il corto, centra il miglior risultato di sempre, migliorando di una piazza quello di Varsavia 2007. E’ un riconoscimento al carattere e alla dedizione di una ragazza che crede anche alle missioni più difficili. Nel suo “The artist” tira fuori dal cilindro anche un’annunciata, ma inedita combinazione doppio axel-triplo toeloop. “Valentina, quando pattina, emana un’aurea di felicità” dice Caro della compagna. Ed è un bel complimento. “Ho pattinato al meglio i primi 3’ – dice invece di sé – poi non ho avuto più né fiato, né gambe. Non so perché, ma mi è parso l’Europeo più difficile di sempre. Ho ancora molto da lavorare. Ma sono soddisfatta, contenta di non aver smesso, perché questa resta la mia passione. Dedico l’oro a mio fratello Simon, che gioca a hockey ghiaccio in Finlandia. Le russe? Saltano come gazzelle…”. Anche Valentina è contenta: “Pure un po’ dispiaciuta – ammette -, ho dato il 300%. Nulla da rimproverarmi, ho rischiato quel potevo e ho eseguito quello che ho preparato in allenamento. La tensione c’era, ovvio. E pattinare subito dopo Carolina è complicato. Ma il calore del pubblico mi ha aiutata molto. Proprio Caro, in questi giorni, col suo atteggiamento e qualche consiglio, mi ha insegnato tanto. Mi diverto, vado avanti per la mia strada”. Ben detto..

 

Le star del mondo videoludico si danno all’arte

Destro2k, al secolo Dominik Kempen, è un utente di DeviantArt appassionato di videogiochi e arte.

L’unione delle due passioni lo ha portato a creare una serie di modelli cartacei che riproducono svariate icone del mondo videoludico. Kempen ha anche creato un tutorial per illustrare il passaggio dal sofware di modellazione Metasequoia all’applicazione Pepakura Designer che è stata creata proprio per tradurre modelli 3D digitali in stampati cartacei.

Spiego a Kratos e a Pandora l’ Arte Moderna

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sull’ Avorio e dopo avergli fatto vedere alcune foto , io dissi a loro – adesso ti spiego tutto sull’ Arte Moderna e Pandora disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sull’ Arte Moderna – Con arte moderna ci si riferisce alle opere artistiche prodotte approssimativamente tra gli anni 1860, epoca di transizione tra romanticismo e realismo, e gli anni 1970, punto d’inizio dell’arte post-moderna.

 

Il termine «arte moderna» denota lo stile e la concezione dell’arte propri di quell’epoca e, più in generale, alle espressioni artistiche che esprimono una forma di «rifiuto» per il passato e di apertura alla sperimentazione.

 

Gli artisti moderni sperimentarono nuove forme visive e avanzarono concezioni originali della natura, dei materiali e della funzione dell’arte, alternando periodi più “realisti” (sia per le tecniche adottate che per i soggetti scelti) a periodi più “simbolisti” o “espressionisti” fino all’astrazione.

 

La produzione artistica più recente è spesso definita come arte contemporanea, o arte postmoderna.

 

Storia dell’arte moderna

 

Le radici nel XIX secolo

 

Sebbene la scultura d’arte moderna e l’architettura sono state riconosciute solo alla fine del diciannovesimo secolo, gli inizi della pittura moderna possono essere riconosciuti precedentemente. L’anno che in genere si considera convenzionalmente come il punto d’inizio dell’arte moderna è il 1863, cioè l’anno in cui Édouard Manet esibì il suo dipinto Colazione sull’erba a Parigi. Si potrebbero prendere in considerazione date ancora precedenti a questa: il 1855 quando Gustave Courbet esibì L’atelier dell’artista.

 Secondo lo storico dell’arte H. Harvard Arnson, comunque, “Tutte queste date hanno un significato nello sviluppo dell’arte moderna, ma non marcano una data assoluta d’inizio di una nuova arte … Una graduale metamorfosi è accaduta nel corso di un centinaio di anni.”

 

Il filo di pensiero che conduce all’arte moderna può essere ricondotto all’Illuminismo, e anche al diciassettesimo secolo. Il critico d’arte moderna Clement Greenberg chiamò Immanuel Kant “il primo vero modernista” ma segnò anche una distinzione: “L’illuminismo criticò dall’esterno … Il Modernismo critica dall’interno”. La Rivoluzione Francese del 1789 sradicò presunzioni e istituzioni che per secoli erano state accettate attraverso piccole domande, e avvicinò il popolo ad una vigoroso dibattito politico. Questo sollevò la consapevolezza del popolo, o come disse Ernst Gombrich: “una consapevolezza che permette alle persone di scegliere come vivere esattamente come si sceglie la fantasia della carta da parati”.

 

I pionieri dell’arte moderna furono i Romantici, i Realisti e gli Impressionisti.

 L’Arte romantica si distinse, nelle arti figurative, per le atmosfere languide e misticheggianti e per il riferimento costante alla natura ed al Sublime legato all’aspirazione per l’infinito (si pensi ai paesaggi sconfinati di William Turner e di John Constable), ma anche per il nazionalismo (La libertà che guida il popolo di Delacroix) e per i richiami al passato (il “ruderismo” medievale di Caspar David Friedrich, i richiami classici del romanticismo più formale che sostanziale di Francesco Hayez) reinterpretato anche in contrapposizione alla retorica illuminista e razionalista nonché per mettere in evidenza l’universalità dei sentimenti e della condizione umana, e la banalità del presente.

 Lo stile realista nacque invece, anche in pittura, come risposta artistica ai fermenti politici popolari scoppiati in Europa a partire dalla Rivoluzione Francese soprattutto nell’ondata rivoluzionaria del 1848. Questi fermenti politici e sociali produssero una critica della società borghese da un punto di vista popolare (compresa la pittura classicheggiante, diffusa tra le élite) che portò, nell’arte, alla ricerca polemica di un realismo che non dissimulasse le contraddizioni, le ingiustizie e la vita quotidiana. Questa volontà si tradusse sia nello stile pittorico adottato, con un’attenzione alla fedeltà nella riproduzione della realtà (pur con un’accentuazione pre-espressionista di certi elementi grotteschi, ad esempio in Gustave Courbet), sia nella scelta dei soggetti umili e popolari (Le spigolatrici di Jean-François Millet, Il vagone di terza classe di Honoré Daumier) a scopo di polemica e di denuncia. In Italia la tendenza verista si espresse soprattutto nella scuola toscana dei Macchiaioli.

 L’Impressionismo nacque negli anni sessanta dell’Ottocento raccogliendo in parte l’eredità del romanticismo (per quanto riguarda la predilezione per i paesaggi en plein air e per le innovazioni cromatiche, ma anche per le atmosfere languide) e del realismo (nella scelta dei soggetti e nella naturalezza della composizione) reinterpretato anche attraverso l’opera dei Macchiaioli. Gli impressionisti dipingevano all’aperto, con una tecnica rapida che permetteva di completare l’opera in poche ore (la pittura en plein air). Essi volevano riprodurre sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio comunicava loro nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce. L’oggetto era quindi la percezione della realtà sentita nella sua totalità: compito dell’artista quello di cogliere l’”impressione” generale, esprimendola con rapide pennellate di colore.

 

La tendenza realista si scontrò, nel corso dell’Ottocento, con la tendenza idealista che egemonizzava, all’epoca, l’arte accademica, godendo del favore (estetico e politico) di un pubblico elitario e del potere politico. Ciò nonostante, lentamente, alcuni tra i pittori impressionisti di maggiore successo riuscirono a catturare il favore di una parte crescente dell’establishment lavorando su commissione o per esibizioni relativamente popolari, in contrasto con l’idea di arte elitaria o di “arte per l’arte”. Ciò tuttavia diluì in parte la portata contestatrice e anticonformista dell’Impressionismo, estetizzandolo e portando alcuni post-impressionisti ad un’ulteriore ricerca stilistica.

 

Nel tardo diciannovesimo secolo, altri movimenti che influenzarono l’arte moderna erano cominciati ad emergere: ad esempio il Post-impressionismo (scomponibile in varie correnti, tra cui il Puntinismo) ed il Simbolismo.

 Con Post-impressionismo si fa riferimento a tutti quei movimenti artistici che si svilupparono (soprattutto in Francia) negli ultimi due decenni del diciannovesimo secolo superando l’Impressionismo caricando la sola impressione visiva di significati più profondi e soggettivi. Artisti emblematici di questa tendenza furono Vincent Van Gogh (precursore in parte dell’Espressionismo e del Fauvismo), Paul Cézanne (anticipatore in parte del Cubismo) e Georges Seurat, capostipite del Puntinismo).

 Il Puntinismo, o anche detto “Impressionismo scientifico”, è una delle principali correnti post-impressioniste che estremizzò la riflessione teorica sulla luce e sul colore portata avanti dagli impressionisti, esasperando la scomposizione e la frammentazione del tratto fino a giungere non più ad un mescolamento o ad una sovrapposizione di rapide pennellate di colore (come nell’Impressionismo classico, punto di partenza del capostipite Georges Seurat) bensì ad un accostamento di minuscoli punti di colore puro che si fondono solo nella retina dell’osservatore. In Italia il Divisionismo giunge a risultati estetico-tecnici analoghi, con la divisione del tessuto pittorico in piccoli tratti di colori primari, ma spesso con tematiche e sensibilità più vicine al Simbolismo.

 Il Simbolismo emerse sempre in Francia dalla volontà di superare la pura visività dell’impressionismo mainstream cercando di trovare delle corrispondenze tra il mondo oggettivo (in particolare la natura) e il mondo soggettivo. Il Simbolismo pittorico non si propose quindi tanto di sovraccaricare la natura di significati allegorici, quanto piuttosto di utilizzare elementi reali per evocare in maniera sintetica (appunto simbolica) idee ed emozioni.

 

La prima metà del ventesimo secolo

 

Tra i movimenti che nacquero durante i primi decenni del ventesimo secolo uno dei più influenti è il movimento espressionista attivo, nelle sue varie declinazioni, in Francia (dove confluirono anche artisti espressionisti slavi e italiani) e in Germania.

 L’espressionismo, anticipato in parte dai lavori di Munch, del Gauguin tardo-impressionista e del Daumier post-realista, fu inaugurato dalle avanguardie Fauvista (in Francia) e dal gruppo Die Brücke (in Germania), sviluppando poi diverse correnti (lo spiritualismo quasi astratto dei Der Blaue Reiter, lo spirito di denuncia della corrente della Nuova oggettività) oltre a personalità originali (Oskar Kokoschka, Amedeo Modigliani), il tutto all’insegna di un’estrema eterogeneità stilistica e contenutistica. Se realismo ed impressionismo nacquero come tentativi di dipingere la realtà in maniera realistica, l’espressionismo mirò a trasmettere attraverso l’arte non tanto la forma esteriore della realtà quanto i moti interiori dello spirito o della realtà stessa. Ciò anche per contrastare la trasformazione dell’impressionismo in un movimento puramente estetico incapace sia di veicolare istanze sociali ed esistenziali, sia di conservare lo spirito dissacratore e polemico degli albori.

 Il Fauvismo (dal francese “belve”), uno dei movimenti di avanguardia che anticiparono l’Espressionismo, fu così definito per la “selvaggia” violenza espressiva del colore steso in tonalità pure. Partendo dalla riflessione impressionista sul colore, i fauvisti (Matisse, Vlaminck e altri) promossero l’uso di colori vivaci ed innaturali. Dissimilmente da altre correnti espressioniste, i fauves si concentrarono sugli aspetti cromatici e sull’immediatezza visiva piuttosto che sul significato e sui messaggi proponendo una libertà ed un’irruenza rivoluzionaria ed iper-espressiva nell’uso del colore.

 Il movimento Die Brücke, nato a Dresda nel 1905, rappresentò il “ponte” tra il neo-romanticismo e l’Espressionismo tedesco. I membri di Die Brücke, Kirchner e Nolde i più celebri, si isolarono in un quartiere operaio di Dresda e svilupparono uno stile comune basato su colori accesi, tensione emozionale, immagini violente e una certa influenza del primitivismo, alternando immagini crude della realtà urbana a scene da circo cariche di pathos ponendo le basi per l’espressionismo maggiormente realista e politicizzato della Nuova oggettività.

 Il movimento Der Blaue Reiter (“il cavaliere blu”) di Kandinskij, Macke, Klee e Marc, nacque a Monaco di Baviera nel 1911. Gli artisti del movimento miravano ad esprimere attraverso l’arte verità spirituali, promuovendo una pittura spontanea (con linee sinuose e virtuosismi ispirati all’Art Nouveau) dalle tinte accese: da questa concezione mistico-spirituale ed idealistica dell’arte come evasione e come veicolo d’espressione di significati spirituali, interiori, trascendenti, sarebbe derivato anni dopo l’Espressionismo astratto.

 La Nuova oggettività si sviluppò, nel solco della tradizione espressionista, negli anni immediatamente successivi alla della Prima guerra mondiale: nel clima di distruzione e di tensione politica e sociale che ne derivò, molti artisti scelsero di utilizzare la capacità di provocare e di rappresentare le emozioni propria dell’espressionismo al servizio delle classi svantaggiate, dei diseredati e delle umili vittime del conflitto recuperando le ragioni del realismo e della pittura grottesca alla James Ensor nonché dei Macchiaioli. Fu in questo clima che artisti come Käthe Kollwitz in Germania e Lorenzo Viani si dedicarono alla rappresentazione della sofferenza delle classi subalterne, del proletariato urbano e rurale, mentre Otto Dix e George Grosz declinarono il loro impegno in dipinti e vignette satiriche ed antiborghesi, anti-militariste e politicamente schierate a sinistra della stessa Repubblica di Weimar o sulle posizioni del Sindacalismo rivoluzionario e dello Spartachismo fino alla repressione hitleriana in Germania ed all’ostilità (o alla cooptazione) nell’Italia fascista.

 

Alla galassia espressionista si affiancarono, agli inizi del secolo, vari movimenti di avanguardia: tra i principali il Cubismo di Picasso, Braque e Gris, il Futurismo di Boccioni e Balla, il Dadaismo di Tzara e di Duchamp, la Pittura metafisica di Giorgio de Chirico e Carlo Carrà, il Surrealismo di Ernst, Dalí, Miró e Magritte ed il Suprematismo di Kazimir Severinovič Malevič.

 Il Cubismo nacque a Parigi nel 1905: caratteristica del cubismo quella di spezzare, analizzare e riassemblare il soggetto in forme astratte proponendone visioni scomposte secondo più punti di vista. Compito del pittore quindi quello di sottoporre il soggetto ad un’opera “parascientifica” di scomposizione nelle sue componenti costitutive, ricomponendolo non in base alla realtà di visione ma alla realtà di conoscenza. Pittori più rappresentativi di questa tendenza furono Pablo Picasso ed il primo Georges Braque (già Fauves, poi allontanatosi dal cubismo), Robert Delaunay (capostipite del Cubismo orfico influenzato dall’espressionismo del gruppo Der Blaue Reiter) e Fernand Léger (che riprese i motivi della macchina e della metropoli affrontati dai Futuristi senza condividerne però il Positivismo), mentre a livello teorico un contributo fondamentale fu offerto dal poeta Guillaume Apollinaire.

 Il Futurismo fu un movimento artistico sviluppatosi in Italia grazie all’opera di Filippo Tommaso Marinetti. Il Futurismo si colloca sull’onda della rivoluzione tecnologica dei primi anni del ’900 che offre l’occasione per superare l’immaginario decadente esaltando il dinamismo e la fiducia nel progresso e dichiarando, come già Nietzsche, la fine delle vecchie ideologie. L’esaltazione del dinamismo, della velocità, dell’industria, del motore e della guerra intesa come “igiene dei popoli”, si tradusse nelle arti figurative nell’abolizione della prospettiva tradizionale (ispirata a Cubismo e Divisionismo italiano) a favore di una visione simultanea che esprimesse il dinamismo degli oggetti. Nato in Italia, in futurismo si sviluppò anche in Russia (seppure su posizioni ideologiche opposte, a sostegno del comunismo e contro la guerra) dove fu la premessa per il Costruttivismo.

 La Pittura metafisica nacque attorno al 1912 durante la permanenza dell’italiano Giorgio de Chirico a Parigi. Caratteristica dello stile l’intenzione di mostrare ciò che è oltre l’esperienza fisica della realtà, oltre l’esperienza dei sensi: a livello stilistico gli stratagemmi più frequenti sono la creazione di un’atmosfera fuori dal tempo, allucinata e sognante, con campiture ampie e piatte di colore, molteplici punti di fuga, ombre lunghe e l’assenza quasi completa di figure umane (sostituite da manichini, statue, treni) che contribuisce ad accrescere il senso di solitudine e mistero. La corrente metafisica fu di fondamentale importanza per la nascita del Surrealismo, tanto che i protagonisti di questa corrente riconosceranno in De Chirico un loro vero e proprio precursore.

 Il Suprematismo nacque nel 1913 in Russia dalla volontà di superare la tendenza realista ottocentesca dominante e dalla disillusione legata al fallimento della Rivoluzione russa del 1905, repressa dall’apparato zarista, che portò molti movimenti d’avanguardia a rifugiarsi in una concezione disimpegnata dell’arte. Secondo l’estetica proposta da Kazimir Severinovič Malevič, il fondatore del movimento, la bellezza dell’opera d’arte è dovuta non all’oggetto della rappresentazione o all’emozione che esso esprimerebbe ma alla piacevolezza naturalmente indotta da alcune forme semplici, responsabili ad esempio del fascino immortale (per quanto inconsapevole) dell’arte classica. Partendo da questa considerazione, quindi, il Suprematismo propose un’arte controllata di pure forme semplici e geometriche, nel tentativo di depurare la pura estetica da ogni desiderio di curarsi della realtà in sé anti-artistica.

 Il Dadaismo fu un movimento artistico, o meglio “anti-artistico”, che contrastò attraverso la dissacrazione sistematica sia l’estetica e le convenzioni del tempo sia ogni concezione che affidasse all’arte un qualsiasi senso o una qualsiasi funzione. Per i Dada l’arte era semplice creatività, ironia, scherzo, all’insegna di un nichilismo artistico risultato, in parte, dell’orrore per la Prima guerra mondiale. Questo nichilismo artistico, e questo gusto per la sorpresa e la dissacrazione, influenzarono in maniera consistente l’Arte contemporanea postmoderna, anche se il Dadaismo vero e proprio si dissolse presto nel Surrealismo (come nel caso di Marcel Duchamp).

 Il Surrealismo nacque negli anni venti a Parigi dalla volontà di scrutare anche attraverso l’arte la profondità del sogno e dell’inconscio. Il Surrealismo è quindi quell’arte che si nutre di libere associazioni di immagini, idee, sensazioni, accostate e composte senza scopi preordinati se non quello di esplorare quella forma di conoscenza che va appunto oltre la realtà sensibile e cosciente. Se in alcuni casi il surrealismo sfociò nell’astrattismo (si pensi a Joan Mirò) in altri casi esso si richiamò piuttosto all’Espressionismo (Max Ernst), al Dadaismo (Marcel Duchamp, e lo stesso Max Ernst), fino alla Metafisica (Salvador Dalí).

 

Gruppi di artisti svilupparono sempre in questo periodo nuovi modi di intendere l’arte nelle sue interrelazioni con l’architettura, al design ed alla grafica pubblicitaria: all’Art Nouveau, tendenza dominante di inizio secolo, si aggiunsero soprattutto dopo la prima guerra mondiale il neoplasticismo del gruppo De Stijl (che nell’arte figurativa ebbe come maggiore esponente Piet Mondrian), al razionalismo della scuola Bauhaus (attiva soprattutto in architettura e in design) ed in Russia al Costruttivismo di Vladimir Evgrafovič Tatlin.

 Dopo la Seconda guerra mondiale

 

L’arte moderna sbarcò negli Stati Uniti nel secondo decennio del secolo ventesimo, e fu rafforzata dalla fuga dall’Europa di numerosi artisti: fu solo dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, tuttavia, che gli Stati Uniti diventarono una fucina di movimenti artistici ed avanguardistici che fecero da ponte tra l’arte moderna e l’arte postmoderna (o contemporanea) che va dagli anni settanta ad oggi.

 

Gli anni cinquanta e sessanta videro l’emergere di movimenti riconducibili alla corrente dell’arte astratta, in parte derivazione dell’espressionismo: tra i più conosciuti l’espressionismo astratto e l’Action painting di Pollock e de Kooning e la “Pittura a campi di colore” di Rothko, in contesto americano, ma anche il Tachisme e l’Art Brut in Europa. Sempre a partire dagli anni sessanta si sviluppò inoltre l’Arte concettuale con la nascita della Pop Art, dell’Op Art, del Neo-dadaismo, della Performance art, del Minimalismo, e da altre correnti che influenzarono anche l’arte contemporanea.

 Movimenti artistici, avanguardie e gruppi di artisti

 

Di seguito i principali movimenti artistici che compongono l’arte moderna (con alcuni degli esponenti più significativi), insieme ai principali movimenti leggermente anteriori o leggermente posteriori correlati all’arte del periodo propriamente moderno (1860-1970).

 Diciannovesimo Secolo

 Arte romantica – William Turner, John Constable, Eugène Delacroix, Caspar David Friedrich, Francisco de Goya

 Realismo – Gustave Courbet, Camille Corot, Jean-François Millet

 Macchiaioli – Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca

 Impressionismo – Edgar Degas, Édouard Manet, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley

 Post-impressionismo – Georges Seurat, Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec, Henri Rousseau

 Puntinismo (o pointillisme) – Georges Seurat, Paul Signac

 Divisionismo – Giovanni Segantini, Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Angelo Morbelli

 Simbolismo – James Ensor, Gustave Moreau, Odilon Redon, Pierre Puvis de Chavannes, Arnold Boecklin

 Nabis – Pierre Bonnard, Maurice Denis, Paul Sérusier, Félix Vallotton, Édouard Vuillard

 Gli inizi del ventesimo secolo (prima della Prima Guerra Mondiale) [modifica]

 Art Nouveau e varianti (Secessione viennese, Jugendstil, Modernismo) – Aubrey Beardsley, Alphonse Mucha, Gustav Klimt

 Art Nouveau (Architettura & Design) – Antoni Gaudí, Otto Wagner, Wiener Werkstätte, Josef Hoffmann, Adolf Loos, Koloman Moser

 Fauvismo – Henri Matisse, Maurice de Vlaminck, André Derain, Kees Van Dongen, Georges Rouault

 Cubismo – Georges Braque, Pablo Picasso

 Futurismo – Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Gino Severini, Luigi Russolo

 Futurismo russo – Natal’ja Sergeevna Gončarova, Michail Fedorovič Larionov

 Espressionismo – Edvard Munch, Egon Schiele, Oskar Kokoschka

 Die Brücke – Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff, Emil Nolde, Max Pechstein, Otto Mueller

 Der Blaue Reiter – Franz Marc, Wassily Kandinsky, August Macke, Alexej von Jawlensky

 Scuola di Parigi – Amedeo Modigliani, Chaim Soutine, Moïse Kisling, Marc Chagall, Constantin Brâncuşi

 Pre-Surrealismo – Giorgio de Chirico, Marc Chagall

 Cubismo orfico – Robert Delaunay, Sonia Delaunay, Jacques Villon

 Vorticismo – Wyndham Lewis

 Il periodo tra le due guerre

 Pittura metafisica – Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Alberto Savinio

 Dadaismo – Jean Arp, Marcel Duchamp, Max Ernst, Francis Picabia, Kurt Schwitters

 Movimenti del ritorno all’ordine (Valori Plastici, Novecento, Realismo magico, Secondo Futurismo) – Mario Sironi, Achille Funi, Antonio Donghi, Felice Casorati, Fortunato Depero, Cagnaccio da San Pietro, Ubaldo Oppi, Enrico Prampolini

 Nuova oggettività – George Grosz, Käthe Kollwitz, Otto Dix, Max Beckmann, Christian Schad

 Surrealismo – André Breton, Max Ernst, René Magritte, Jean Arp, Joan Miró, Yves Tanguy, Salvador Dalí, André Masson

 Cubismo sintetico – Georges Braque, Juan Gris, Fernand Léger, Pablo Picasso

 Costruttivismo – Naum Gabo, Gustav Klutsis, László Moholy-Nagy, El Lissitzky, Kasimir Malevich, Vadim Meller, Alexander Rodchenko, Vladimir Tatlin

 Suprematismo – Kazimir Malevich

 De Stijl – Theo van Doesburg, Piet Mondrian

 Bauhaus – Paul Klee, Wassily Kandinsky, Josef Albers

 Modernismo americano e Precisionismo – Charles Sheeler, Stuart Davis, Arthur Dove, Marsden Hartley, Georgia O’Keeffe, Charles Demuth

 Il periodo successivo alla seconda Guerra Mondiale

 

Astrattismo

 Espressionismo astratto e Action painting – Willem de Kooning, Jackson Pollock, Robert Motherwell, Clyfford Still, Emilio Vedova

 Arte informale e Tachisme – Jean Dubuffet, Emilio Scanavino, Jean Bazaine, Camille Bryen, Hans Hartung, Sam Francis, Alberto Burri, Ferruccio Bortoluzzi

 Astrattismo geometrico – Wassily Kandinsky, Manlio Rho, Mario Radice, Josef Albers, Luigi Veronesi

 Movimento spazialista – Lucio Fontana, Mario Deluigi, Roberto Crippa

 Pittura a campi di colore – Mark Rothko, Barnett Newman, Sam Francis

 CO.BR.A. – Pierre Alechinsky, Karel Appel, Else Alfelt, Asger Jorn

 Art Brut (o “Arte grezza”) – Adolf Wölfli, Tarcisio Merati, Ferdinand Cheval

 

Arte concettuale

 Neo Dada – Robert Rauschenberg, Piero Manzoni, Jasper Johns, Joseph Beuys

 Nouveau Réalisme – Yves Klein, Pierre Restany, Christo, Arman

 Fluxus – George Maciunas, Allan Kaprow, Nam June Paik, Wolf Vostell, Yoko Ono, Dick Higgins, Charlotte Moorman

 Happening – Joseph Beuys, Wolf Vostell

 Videoarte – Nam June Paik, Bill Viola, Wolf Vostell

 Minimal Art – Sol LeWitt, Donald Judd, Dan Flavin, Richard Serra, Agnes Martin

 Post-minimalismo – Eva Hesse, Bruce Nauman,

 Arte Povera – Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Mario Merz, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone

 Dau al Set – Joan Brossa, Antoni Tàpies

 

Arte figurativa

 Pop art – Richard Hamilton, Andy Warhol, Robert Indiana, Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg

 Op art – Victor Vasarely, Bridget Riley

 Transavanguardia – Francesco Clemente, Nicola De Maria, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Sandro Chia

 Neoespressionismo e Neuen Wilden (Nuovi Selvaggi) – Georg Baselitz, Anselm Kiefer, David Salle, Julian Schnabel, Jean-Michel Basquiat, Lucian Freud

 Arte figurativa – Bernard Buffet, Maurice Boitel

 Arte neo-figurativa – Fernando Botero, Antonio Berni

 

Arti plastiche

 Arte cinetica – Jean Tinguely, Getulio Alviani, Alberto Biasi

 Scultura – Henry Moore, David Smith, Tony Smith, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet, René Iché, Marino Marini, Constantin Brancusi, Fausto Melotti

 Land Art – Christo, Richard Long, Robert Smithson

 Principali esposizioni di Arte Moderna occidentale

 Italia

 

Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma

 Civico museo d’arte contemporanea, Milano

 Francia

 Centre Georges Pompidou, Parigi

 Musée d’Orsay, Parigi

 Germania

 Museum Ludwig, Colonia

 Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera

 Neue Pinakothek, Monaco di Baviera

 Neue Nationalgalerie, Berlino

 Regno Unito

 Tate Modern, Londra

 Resto d’Europa

 

Belgio

 SMAK, Gand

 

Olanda

 Stedelijk Museum, Amsterdam

 

Spagna

 Museo di arte contemporanea di Barcellona, Barcellona

 Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid

 

Svezia

 Moderna Museet, Stoccolma

 Stati Uniti

 Museum of Modern Art, New York

 Guggenheim Museum, New York

 Museum of Modern Art (San Francisco), San Francisco

 Walker Art Center, Minneapolis

 Art Institute of Chicago, Chicago

 Albright-Knox Art Gallery, Buffalo

 Museum of Fine Arts, Boston

Spiego a Kratos e Pandora la Primavera

Dopo aver detto a Kratos tutto sulle stagioni , dissi a loro – adesso vi spiego la primavera e Pandora disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla primavera – La primavera è una delle quattro stagioni delle zone temperate. Astronomicamente inizia con l’equinozio di primavera (il 20 marzo o 21 marzo circa nell’emisfero nord, e il 22 o 23 settembre nell’emisfero sud), e finisce con il solstizio d’estate (il 21 giugno circa nell’emisfero Nord ed il 21 dicembre nell’emisfero sud).Meteorologicamente invece si considerano estate e inverno i periodi di tre mesi rispettivamente più caldi e più freddi: in tal modo primavera e autunno sono definiti come i periodi intermedi. In tal senso l’inizio della primavera meteorologica varierà da paese a paese in base, principalmente, alla latitudine.

 

Arte

 

Nelle arti la primavera è il tema di molte composizioni di diverse discipline:

 Nella musica:

 La primavera è uno dei movimenti delle Quattro stagioni di Antonio Vivaldi

 La sagra della primavera di Igor Stravinsky

 Nella pittura:

 La primavera è un celeberrimo quadro di Sandro Botticelli.

 Nella scultura:

 La Primavera è una statua allegorica di Benedetto Antelami.

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