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Foto dell’ avambraccio visto da Kratos

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Spiego a Kratos l’ avambraccio

Dopo aver detto a Kratos tutto sul gomito e dopo aver fatto vedere a Kratos alcune foto dei gomiti , gli dissi – adesso ti spiego tutto sull’ avambraccio e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sull’ avambraccio – L’avambraccio è la parte dell’arto superiore compresa tra il gomito e il polso. Il termine è usato in anatomia per distinguerlo dal braccio compreso, invece, tra la spalla e il gomito.

 

 

 

Ossa

 

 

 

Le ossa dell’avambraccio sono due, il radio e l’ulna.

 

 Il radio è l’osso laterale dell’avambraccio, è costituito da due estremità espanse, una prossimale ed una distale e da una diafisi o corpo. L’estremità prossimale è formata dalla testa del radio, di forma discoide, che si articola superiormente con il capitello dell’omero nell’articolazione del gomito tramite una fossetta e medialmente con l’ulna tramite l’incisura radiale, una depressione posta sulla superficie laterale dell’olecrano dell’ulna. Inferiormente la testa prosegue nel collo, una porzione ossea più ristretta ed allungata che però presto si espande inferiormente formando la tuberosità del radio, la cui parte antero-laterale è piuttosto liscia mentre la postero-mediale, appena separata dall’ulna e inserzione del tendine del bicipite, è scabra. Inferiormente alla tuberosità radiale inizia il corpo del radio, convesso lateralmente ma concavo anteriormente nella sua porzione distale. In sezione è triangolare, per cui l’osso ha tre margini, uno anteriore, uno interosseo o mediale, ed uno posteriore e tre facce una antero-mediale, una laterale, ed una postero-mediale. Il margine anteriore è ben visibile prossimalmente e distalmente alla diafisi dell’osso dove è una vera e propria cresta, ma tende a scomparire nella sua porzione media dove è arrotondato. Il margine posteriore è poco distinguibile se non prossimalmente, mentre distalmente diviene arrotondato. Il margine interosseo è ben definito ad acuto nella porzione media dell’osseo e tende ad essere poco distinguibile prossimalmente e distalmente. Sulla superficie antero-mediale dell’osso, che è piatta e concava distalmente, nella sua porzione media, si riscontra il foro nutritizio. La superficie postero-mediale è piatta, quella laterale convessa. Il corpo del radio distalmente si espande sempre di più sino a formare l’estremità distale, che è la porzione più ampia dell’osso ed è quadrangolare. La sua superficie laterale, ruvida, si proietta inferiormente rispetto al resto dell’epifisi distale costituendo il processo stiloideo del radio. La superficie inferiore, o carpica, che si articola con le ossa del carpo è concava ed in realtà divisa in due superfici, una laterale ed una mediale, da una sottile cresta. La faccetta laterale, triangolare, si articola con lo scafoide, mentre quella mediale, quadrangolare, si articola con il semilunare. Sulla superficie anteriore l’osso si eleva in una cresta, mentre la superficie mediale si articola nell’articolazione radio-ulnare distale con la testa dell’ulna mediante l’incisura ulnare, una superficie concava e liscia. La superficie posteriore si espande nel tubercolo del Lister. È vascolarizzato da rami delle arterie radiale e ulnare e da rami delle arterie interossea anteriore e posteriore.

 

 L’ulna è l’osso mediale dell’avambraccio, similmente al radio presenta due espansioni, una prossimale ed una distale ben più piccola unite da un corpo. L’estremità prossimale è l’olecrano dell’ulna, una struttura di forma simile ad un gancio, decisamente concavo anteriormente, che in vivo si articola con la fossa olecranica sulla faccia posteriore dell’omero. Presenta antero-medialmente un rilievo che costituisce il processo coronoideo dell’ulna, che si articola con la troclea dell’omero nell’articolazione del gomito. Sulla sua faccia laterale l’ulna si articola con il radio nell’incisura radiale. Sotto l’olecrano inizia il corpo dell’ulna, triangolare in sezione, che si assottiglia procedendo distalmente fino ad espandersi di nuovo nell’espansione distale, cioè la testa dell’ulna. È convesso posteriormente, concavo lateralmente e medialmente.

 

 

 

L’avambraccio è formato da molti muscoli, tra cui i flessori e gli estensori delle dita, il flessore del gomito e i pronatori e supinatori che consentono la rotazione parziale della mano. In tal senso, esso può essere diviso trasversalmente in due parti: quella superiore, comprendente gli estensori della mano, che sono supportati dai nervi radiali; quella inferiore, comprendente i flessori, che sono supportati dai nervi mediani. Anche il nervo ulnare si estende lungo l’avambraccio.

 

 

 

Le arterie radiali e ulnari, assieme alle loro ramificazioni, forniscono il sangue all’avambraccio. Esse si estendono sopra il radio e l’ulna, per poi scendere giù lungo l’intero avambraccio. Le principali vene superficiali sono le vene cefaliche, mediane antebrachiali e basiliche. Tali vene possono essere usate per il prelievo di sangue, soprattutto nella fossa cubitale, dove si congiungono il braccio e l’avambraccio.

 

 Articolazioni

 

 

 

alle estremità dell’avambraccio

 

 Gomito

 

 Polso

 

 all’interno dell’avambraccio

 

 Articolazioni radioulnari

 

 

 

Muscoli

 

 

 

Nell’avambraccio si distinguono due compartimenti muscolari, separati dalla membrana interossea, anteriore e posteriore dove si trovano rispettivamente i muscoli anteriori dell’avambraccio e i muscoli posteriori dell’avambraccio. Tra gli inferiori si distinguono i muscoli laterali. I muscoli anteriori dell’avambraccio sono disposti su quattro piani sovrapposti, quelli posteriori su due.Compartimento Piano Muscolo E/I Nervo

 

 Superiore primo Flessore radiale del carpo (flexor carpi radialis) E mediano

 

 Superiore primo Palmare lungo (palmaris longus) E mediano

 

 Superiore primo Flessore ulnare del carpo (flexor carpi ulnaris) E ulnare

 

 Superiore primo Pronatore rotondo (pronator teres) I mediano

 

 Superiore secondo Flessore superficiale delle dita (flexor digitorum superficialis) E mediano

 

 Superiore terzo Flessore profondo delle dita (flexor digitorum profundus) E ulnare e mediano

 

 Superiore terzo Flessore lungo del pollice (flexor pollicis longus) E mediano

 

 Superiore quarto Pronatore quadrato (pronator quadratus) I mediano

 

 Inferiore (laterale) (vedi nota) Brachioradiale (brachioradialis) I radiale

 

 Inferiore (laterale) superficiale Estensore radiale lungo del carpo (extensor carpi radialis longus) E radiale

 

 Inferiore (laterale) superficiale Estensore radiale breve del carpo (extensor carpi radialis brevis’)’ E radiale

 

 Inferiore intermedio Estensore delle dita (extensor digitorum) E radiale

 

 Inferiore intermedio Estensore del mignolo (extensor digiti minimi) E radiale

 

 Inferiore superficiale Estensore ulnare del carpo (extensor carpi ulnaris) E radiale

 

 Inferiore profondo Abduttore lungo del pollice (abductor pollicis longus) E radiale

 

 Inferiore profondo Estensore breve del pollice (extensor pollicis brevis) E radiale

 

 Inferiore profondo Estensore lungo del pollice (extensor pollicis longus) E radiale

 

 Inferiore profondo Estensore dell’indice (extensor indicis) E radiale

 

 Inferiore profondo Supinatore (supinator) I radiale

 

 Inferiore profondo Anconeo (anconeus) I radiale

 

 

 

NOTA BENE:

 

 “E” ed “I” stanno per “estrinseco” ed “intrinseco”. Nella maggior parte dei casi, i muscoli estrinseci superiori sono flessori, mentre quelli estrinseci inferiori sono estensori.

 

 Il muscolo brachioradiale, flessore dell’avambraccio, è localizzato in una posizione a metà tra la parte superiore e la parte inferiore.

 

 Nervi

 

 

 

Nervo mediano

 

 Nervo radiale

 

 Nervo ulnare

 

 

 

Vasi sanguigni

 

 Arteria brachiale

 

 Arteria radiale

 

 Arteria radiale ricorrente

 

 Arteria ulnare

 

 Arteria ulnare ricorrente superiore

 

 Arteria ulnare ricorrente inferiore

 

 Arteria interossea comune

 

 Arteria interossea superiore

 

 Arteria interossea inferiore

 

 Altre strutture

 

 

 

Membrana interossea dell’avambraccio

 

 Legamento orbicolare dell’ulna

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Spiego a Pandora l’ avambraccio

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sui gomiti , gli dissi – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sull’ avambraccio e Pandora disse – ok , iniziai quando vuoi e se ci sono foto fammele vedere e io dissi – certamente Pandora . Dopo iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sull’ avambraccio – L’avambraccio è la parte dell’arto superiore compresa tra il gomito e il polso. Il termine è usato in anatomia per distinguerlo dal braccio compreso, invece, tra la spalla e il gomito.

 

Ossa

 

Le ossa dell’avambraccio sono due, il radio e l’ulna.

 Il radio è l’osso laterale dell’avambraccio, è costituito da due estremità espanse, una prossimale ed una distale e da una diafisi o corpo. L’estremità prossimale è formata dalla testa del radio, di forma discoide, che si articola superiormente con il capitello dell’omero nell’articolazione del gomito tramite una fossetta e medialmente con l’ulna tramite l’incisura radiale, una depressione posta sulla superficie laterale dell’olecrano dell’ulna. Inferiormente la testa prosegue nel collo, una porzione ossea più ristretta ed allungata che però presto si espande inferiormente formando la tuberosità del radio, la cui parte antero-laterale è piuttosto liscia mentre la postero-mediale, appena separata dall’ulna e inserzione del tendine del bicipite, è scabra. Inferiormente alla tuberosità radiale inizia il corpo del radio, convesso lateralmente ma concavo anteriormente nella sua porzione distale. In sezione è triangolare, per cui l’osso ha tre margini, uno anteriore, uno interosseo o mediale, ed uno posteriore e tre facce una antero-mediale, una laterale, ed una postero-mediale. Il margine anteriore è ben visibile prossimalmente e distalmente alla diafisi dell’osso dove è una vera e propria cresta, ma tende a scomparire nella sua porzione media dove è arrotondato. Il margine posteriore è poco distinguibile se non prossimalmente, mentre distalmente diviene arrotondato. Il margine interosseo è ben definito ad acuto nella porzione media dell’osseo e tende ad essere poco distinguibile prossimalmente e distalmente. Sulla superficie antero-mediale dell’osso, che è piatta e concava distalmente, nella sua porzione media, si riscontra il foro nutritizio. La superficie postero-mediale è piatta, quella laterale convessa. Il corpo del radio distalmente si espande sempre di più sino a formare l’estremità distale, che è la porzione più ampia dell’osso ed è quadrangolare. La sua superficie laterale, ruvida, si proietta inferiormente rispetto al resto dell’epifisi distale costituendo il processo stiloideo del radio. La superficie inferiore, o carpica, che si articola con le ossa del carpo è concava ed in realtà divisa in due superfici, una laterale ed una mediale, da una sottile cresta. La faccetta laterale, triangolare, si articola con lo scafoide, mentre quella mediale, quadrangolare, si articola con il semilunare. Sulla superficie anteriore l’osso si eleva in una cresta, mentre la superficie mediale si articola nell’articolazione radio-ulnare distale con la testa dell’ulna mediante l’incisura ulnare, una superficie concava e liscia. La superficie posteriore si espande nel tubercolo del Lister. È vascolarizzato da rami delle arterie radiale e ulnare e da rami delle arterie interossea anteriore e posteriore.

 L’ulna è l’osso mediale dell’avambraccio, similmente al radio presenta due espansioni, una prossimale ed una distale ben più piccola unite da un corpo. L’estremità prossimale è l’olecrano dell’ulna, una struttura di forma simile ad un gancio, decisamente concavo anteriormente, che in vivo si articola con la fossa olecranica sulla faccia posteriore dell’omero. Presenta antero-medialmente un rilievo che costituisce il processo coronoideo dell’ulna, che si articola con la troclea dell’omero nell’articolazione del gomito. Sulla sua faccia laterale l’ulna si articola con il radio nell’incisura radiale. Sotto l’olecrano inizia il corpo dell’ulna, triangolare in sezione, che si assottiglia procedendo distalmente fino ad espandersi di nuovo nell’espansione distale, cioè la testa dell’ulna. È convesso posteriormente, concavo lateralmente e medialmente.

 

L’avambraccio è formato da molti muscoli, tra cui i flessori e gli estensori delle dita, il flessore del gomito e i pronatori e supinatori che consentono la rotazione parziale della mano. In tal senso, esso può essere diviso trasversalmente in due parti: quella superiore, comprendente gli estensori della mano, che sono supportati dai nervi radiali; quella inferiore, comprendente i flessori, che sono supportati dai nervi mediani. Anche il nervo ulnare si estende lungo l’avambraccio.

 

Le arterie radiali e ulnari, assieme alle loro ramificazioni, forniscono il sangue all’avambraccio. Esse si estendono sopra il radio e l’ulna, per poi scendere giù lungo l’intero avambraccio. Le principali vene superficiali sono le vene cefaliche, mediane antebrachiali e basiliche. Tali vene possono essere usate per il prelievo di sangue, soprattutto nella fossa cubitale, dove si congiungono il braccio e l’avambraccio.

 Articolazioni

 

alle estremità dell’avambraccio

 Gomito

 Polso

 all’interno dell’avambraccio

 Articolazioni radioulnari

 

Muscoli

 

Nell’avambraccio si distinguono due compartimenti muscolari, separati dalla membrana interossea, anteriore e posteriore dove si trovano rispettivamente i muscoli anteriori dell’avambraccio e i muscoli posteriori dell’avambraccio. Tra gli inferiori si distinguono i muscoli laterali. I muscoli anteriori dell’avambraccio sono disposti su quattro piani sovrapposti, quelli posteriori su due.Compartimento Piano Muscolo E/I Nervo

 Superiore primo Flessore radiale del carpo (flexor carpi radialis) E mediano

 Superiore primo Palmare lungo (palmaris longus) E mediano

 Superiore primo Flessore ulnare del carpo (flexor carpi ulnaris) E ulnare

 Superiore primo Pronatore rotondo (pronator teres) I mediano

 Superiore secondo Flessore superficiale delle dita (flexor digitorum superficialis) E mediano

 Superiore terzo Flessore profondo delle dita (flexor digitorum profundus) E ulnare e mediano

 Superiore terzo Flessore lungo del pollice (flexor pollicis longus) E mediano

 Superiore quarto Pronatore quadrato (pronator quadratus) I mediano

 Inferiore (laterale) (vedi nota) Brachioradiale (brachioradialis) I radiale

 Inferiore (laterale) superficiale Estensore radiale lungo del carpo (extensor carpi radialis longus) E radiale

 Inferiore (laterale) superficiale Estensore radiale breve del carpo (extensor carpi radialis brevis’)’ E radiale

 Inferiore intermedio Estensore delle dita (extensor digitorum) E radiale

 Inferiore intermedio Estensore del mignolo (extensor digiti minimi) E radiale

 Inferiore superficiale Estensore ulnare del carpo (extensor carpi ulnaris) E radiale

 Inferiore profondo Abduttore lungo del pollice (abductor pollicis longus) E radiale

 Inferiore profondo Estensore breve del pollice (extensor pollicis brevis) E radiale

 Inferiore profondo Estensore lungo del pollice (extensor pollicis longus) E radiale

 Inferiore profondo Estensore dell’indice (extensor indicis) E radiale

 Inferiore profondo Supinatore (supinator) I radiale

 Inferiore profondo Anconeo (anconeus) I radiale

 

NOTA BENE:

 “E” ed “I” stanno per “estrinseco” ed “intrinseco”. Nella maggior parte dei casi, i muscoli estrinseci superiori sono flessori, mentre quelli estrinseci inferiori sono estensori.

 Il muscolo brachioradiale, flessore dell’avambraccio, è localizzato in una posizione a metà tra la parte superiore e la parte inferiore.

 Nervi

 

Nervo mediano

 Nervo radiale

 Nervo ulnare

 

Vasi sanguigni

 Arteria brachiale

 Arteria radiale

 Arteria radiale ricorrente

 Arteria ulnare

 Arteria ulnare ricorrente superiore

 Arteria ulnare ricorrente inferiore

 Arteria interossea comune

 Arteria interossea superiore

 Arteria interossea inferiore

 Altre strutture

 

Membrana interossea dell’avambraccio

 Legamento orbicolare dell’ulna