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Almost Human, Karl Urban: “Voglio la vita che mi è stata rubata”

Karl Urban ha rilasciato una serie di dichiarazioni a Collider sul suo ruolo nella serie televisiva targata FoxAlmost Human e sul perfetto bilanciamento tra l’ambientazione futuristica ed il sentimento umano.

 

L’attore ci parla dei motivi che l’hanno spinto ad entrare a far parte dello show:

L’ambientazione futuristica, che mostra la nostra società tra 40 anni, che cerca di conservare la propria umanità, nonostante l’evoluzione tecnologica è stato uno dei motivi che mi ha spinto ad accettare di entrare a far parte dello show, dato che è una cosa che avevo apprezzato particolarmente in Star Trek; quando ho letto il copione, l’ho trovato particolarmente organico e mi sono sentito fortunato a poter esser parte di uno show formato potenzialmente da 22 episodi, che non solo mi avrebbe permesso di sviluppare il mio personaggio, ma che avrebbe insinuato il dubbio nel pubblico ed obbligato ad interrogarsi su alcune questioni morali molto scottanti e sul senso di essere umano.

L’attore ci parla del suo personaggio:

John Kennex si è risvegliato dal coma dopo due anni, durante i quali scopre di aver perso la moglie ed il suo migliore amico; il personaggio del pilot è il punto di partenza di un individuo che ha sofferto tanto e che sta cercando di reagire e di reclamare la vita che gli è stata rubata.

Infine, sul rapporto con gli altri personaggi, dice:

Il rapporto tra Kennex e Dorian è conflittuale, ma era già stato visto in altri film, ovvero di due partner che non si piacciono, ma che si ritrovano a collaborare e che sviluppano un certo umorismo fra loro; per quanto riguarda Captain Maldonado, Kennex sente di poter essere se stesso con lei, oltre al fatto che è l’unica persona della quale si fida, oltre al fatto che la donna rappresenta la sua bussola morale, che riesce ad arginare e contenere i suoi metodi poco ortodossi durante le indagini.