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Ada Knight Alex Rider Aqua Saintcall Daniel Saintcall Demone Demoni Dominatore di Poteri Erin Stuart Foto Welma Stuart

Aspetto di Erin Stuart

madison

Welma aveva raccontato tutto ad Aqua Saintcall . Welma aveva visto che gli occhi di sua sorella minore da blu erano divenuti neri e pensava che la sorella era stata davanti al portatile della sorella troppo a lungo . Una volta che i suoi occhi erano tornati normali Welma si giro e guardo negli occhi Erin – adesso andiamo dentro devi fare i compiti e se non li fai , ti mando in camera tua per una settimana . Erin si fece nervosa più che mai – non lo fai puttana di sorella e poi le sputo sulla faccia . Welma non riconosceva più la sua dolce sorellina – che ti succede ? . Erin con una voce molto diversa – mi sono risvegliata e non voglio più stare sotto i soprusi di una puttana sorella maggiore e adesso mi ribello . Poi si alzo in piedi e fece uscire dalle sue mani due palle di fuoco complete ed erano molto potenti . Welma cerco di calmare – no devi fare come dico io oppure ti farò molto male . Erin si mise a ridere in modo molto oscuro e poi fece apparire dalle sue mani due palle di fuoco con una grande energia . Ma poi capì cosa poteva essere successo a Erin – fottuto demone del cazzo esci dalla mia dolce sorellina oppure ti farò molto male . Erin smise di fare le sfere di fuoco e con una voce molto fastidiosa al massimo – se vuoi farmi uscire devi colpire la tua dolce sorellina . Ma credo che tu non nè hai le palle . Ora se abbiamo finito io me ne vado . Welma la fermo e fece in modo che qualcuno l’ aiutasse . Io e Ada stavamo cercando Roak e alla fine lo trovammo .

 

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2013 Daniel Saintcall Mondo Occhio della Fenice Parlare con Kratos Parlare con Sarah Sarah la Fenice Rossa Universing

Kratos scopre la realta aumentata nota come Universing

Kratos dopo che gli avevo fatto quel discorso su cui lui per il mondo era morto e grazie a questa cosa lui poteva cambiare , poteva diventare qualcosa di nuovo . Lui allora decise di andare in un parco commerciale quello di Giugliano in Campania ,Kratos si era messo a girare a un pò , stava iniziando a pensare cosa fare e come cambiare , cosa poteva diventare per il mondo . Lui da molto tempo aveva ucciso i suoi nemici , ma lui è stato forzato a farlo , lo diceva il suo istinto perchè se non lo faceva lui moriva sotto le loro armi o sotto altre armi o sotto i loro poteri . Kratos inizio a camminare nel centro commerciale quando poi il potere dell’ occhio della fenice inizio a funzionare cosi senza che lui potesse fare niente ed entrò nella realta aumentata nota come Universing . Kratos vide che era nello stesso luogo , ma il posto era diventato molto più grandi , pieno di nuovi posti e pieno di nuove persone che lui non aveva mai visto . Kratos inizio a girare il luogo per cercare di capire dove si trovava , il primo luogo che incontro fu una taverna nota come La Lanterna degli Avventurieri . Kratos entrò e appane lui entrò tutti gli occhi si puntarono su di lui , nel mondo magico e negli altri mondi lui era molto noto visto che lui era riuscito a tenere testa e ad uccidere gli Dei dell’ Olimpo tutto da solo , un pò con i poteri di alcuni dei che lui aveva ucciso , però c’ e l’ aveva fatta . Li dentro c’ erano guerrieri spartani , non so come sono sopravissuti appena viderò Kratos disserò alzando i boccali – Viva Kratos , il grande guerriero spartano che è riuscito da solo a sconfiggere gli dei Dell’ Olimpo ed è tornato vivo e vegeto . Tutti erano orgogliosi di Kratos , poi Kratos si mise seduto e chiese – mi potete spiegare cosa succede qui , ho visto con i miei occhi che il posto è divenuto più grande , ci sono nuovi posti e altro . Poi tra le le fila arrivo la mia madrina Sarah la Fenice Rossa e disse a Kratos – Benvenuto nell’Universing , Kratos si avvicino strinse la mano fino all’ avambraccio destro e Sarah la Fenice Rossa fece lo stesso , poi disse – vieni con me , adesso ti devo spiegare un pò di cose . Kratos e Sarah la Fenice Rossa uscirono da li e Kratos chiese a lei – mi dici come mai Daniel non mi ha detto niente di questa cosa ? , lei guardò in faccia Kratos e disse con estrema sincerità perché lei non voleva mentire a Kratos – Daniel non te l’ ha detto per un motivo , perchè non sapeva quando l’ Occhio della Fenice ti avrebbe permesso di vedere tale realtà . Kratos vide delle creature con uno sguardo rosso , denti molto appuntiti , faccia cadeverica ed erano vestiti tutto di colore nero . Kratos non fu stupito di vedere altre creture che non sapeva nemmono l’ esistenza e poi disse a Sarah la Fenice – mi puoi dire che creatura era quella che mi ha guardato in modo strano . Sarah la Fenice disse in modo serio – quelli sono dei Vampiri , comunque come ti stavo dicendo questa è una realta aumentata . Kratos disse – realta aumentata ? . Sarah la Fenice Rossa disse a Kratos con sguardo serio e disse – Questa realtà può essere vista da parecchie persone che hanno poteri , grazie a questa realtà i posti diventano più grandi e puoi trovare posti nuovi , creature che non hai mai visto e puoi trovare tantissime cose . Però qui devi stare attento , le creature in questo posto non sono sempre amichevoli , alcune volte cercheranno di ucciderti . Kratos non era proprio preoccupato e disse – se una di questa creature proverà a farmi del male , la farò diventare io amichevole . Dopo aver parlato con Sarah la Fenice si fece un giro di quel luogo sia per penare al proprio futuro sia per vedere questo luogo come era grande dentro la realta aumentata .

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Foto del Centro Cemmerciale visto da Kratos e Pandora

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Computer Database Foto Mondo Oggetti Panorama Parlare con Kratos Presentazione Racconto Storia

Spiego a Kratos i centro commerciali

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla camicia e dopo aver fatto vedere a Kratos e a Pandora una camicia , io dissi a Kratos – adesso ti spiego cosa sono i centro commerciali e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sui centro commerciali – Un centro commerciale è un complesso edilizio omogeneo nel quale si concentrano numerose attività commerciali quali insegne GDO, negozi specializzati, cinema, ristoranti, banche e servizi. Il centro commerciale nasce secondo criteri che prevedono un progetto ed in seguito una gestione unitaria. È solitamente gestito da una società a cui le diverse imprese commerciali, che mantengono una propria autonomia, hanno dato in gestione le strutture e le politiche commerciali e promozionali comuni. Questi centri sorgono allo scopo di concentrare in un unico spazio un considerevole numero di attività commerciali, così da offrire al consumatore un’ampia gamma di beni e servizi a cui accedere senza compiere lunghi spostamenti. I centri commerciali, così come vengono abitualmente intesi al giorno d’oggi, nascono per essere a misura di automobilista e si collocano solitamente in aree caratterizzate da elevata accessibilità veicolare e trasportistica (quasi sempre nelle periferie delle città). Questo modello è inizialmente sorto negli Stati Uniti, dove per la prima volta si è creato lo scenario urbanistico e sociale tale da consentire/richiedere una simile soluzione, per poi diffondersi anche in altre parti del mondo. Le automobili dei clienti del centro commerciale trovano posto in ampi parcheggi esterni, spesso coperti (anche su più piani) che costituiscono parte integrante del centro. Il format del centro commerciale viene introdotto in Italia agli inizi degli anni settanta in alcune regioni del nord sul modello dei centri nati in Francia, il boom d’espansione della formula si ha però a partire dalla fine degli anni ottanta e prosegue sino ad oggi con la presenza in ogni provincia italiana. Essi inizialmente prevedono un ipermercato (più raramente un supermercato) che funge da polo d’attrazione per altri negozi di minori dimensioni (in genere una decina/dozzina). Solitamente queste sono attività di servizi complementari all’ipermercato (per esempio edicole, lavanderie, calzolai, sportelli bancari, gastronomie, agenzie viaggi). Oggi questo format tende ad essere meno seguito, tanto che non viene più nemmeno definito “centro commerciale”, bensì “ipermercato con negozi” o “ipermercato con galleria commerciale”, i negozi in genere risultano essere meno ma di dimensioni più grandi (ad esempio di abbigliamento, calzature e/o bar/caffetterie).

 

Negli anni il numero di negozi e la superficie commerciale sono andati via aumentando: come riportavano le pubblicità dell’epoca, il centro commerciale Le Piramidi di Torri di Quartesolo (VI) era il più grande d’Italia con 150 negozi: oltre il doppio del più grande centro commerciale realizzato fino ad allora (il Centro Giotto di Padova che contava circa 75 negozi – Fonte: Largo Consumo). Oggi sono stati costruiti centri commerciali ancora più grandi come Le Gru di Torino, l’Orio Center a Orio al Serio (BG), o i recenti Parco Leonardo (Fiumicino), I Gigli a Campi Bisenzio Porta di Roma, Romaest e Euroma 2 a Roma. Capita che alcuni centri commerciali vengano ospitati in ex aree industriali dismesse opportunamente ristrutturate e allora sono caratterizzati dall’avere un numero di negozi magari non grandissimo ma ubicati in molti piani (anche 7 o 8). Un esempio di questa tipologia, inaugurato recentemente (2008) sarebbe “Le officine Minganti”, a Bologna, stabilimento industriale degli anni ’50, allora periferico, ora integrato nel centro urbano, ristrutturato come centro commerciale di vicinato, progettato come un luogo pubblico con piazze e vie interne, con un’offerta varia di piccoli negozi, dove l’elemento trainante è una grande palestra dotata di piscine, al terzo piano. In genere in Italia è piuttosto raro che l’ancora del centro sia un discount, anche se questa situazione è abbastanza frequente nelle regioni del Nordest. Il centro commerciale direzionale o polivalente si differenzia dal centro commerciale tradizionale per i servizi offerti e le attività in esso svolte. Un centro commerciale è una struttura che racchiude al suo interno un supermercato o ipermercato (GDO), contornato da una serie di negozi (galleria commerciale) e ristorazione.

 

Il centro commerciale direzionale è caratterizzato invece da un’offerta più ampia di servizi. Nella stessa struttura infatti, oltre alle tradizionali funzioni commerciali sopra descritte, è presente un’ampia varietà di servizi non solo di natura commerciale. L’area riservata alle attività commerciali è affiancata da altre aree o sezioni modellate per ospitare funzioni come uffici direzionali, ambulatori, laboratori medici, sedi istituzionali pubbliche o di sindacato. In pratica il centro commerciale direzionale o polivalente unisce agli scopi commerciali tradizionali una ricca offerta di strutture di interesse pubblico e sociale. Allo stesso modo i benefici e i punti di forza dei centri commerciali (facilità di accesso e di parcheggio, aree riscaldate/climatizzate al coperto, razionalizzazione degli spazi, sicurezza, comodità) diventano un valore aggiunto anche per tali funzioni sociali e pubbliche.

 

Prima esperienza italiana di centro commerciale polivalente è il Centro Empoli, nato nel 2007 su progetto congiunto dell’Inres e degli architetti Adolfo Natalini e Renzo Funaro e caratterizzato dall’inserimento della struttura in un parco naturale di 7 ettari e dalla presenza di una serie di attività artigianali ospitate in circa 1500 m2. Altro format che si è molto sviluppato negli ultimi anni, ovvero una aggregazione di negozi di medie-grandi dimensioni (ipermercati, mercatini, mobilifici, casalinghi, outlet, grandi magazzini, centri bricolage, …) ciascuno con entrata indipendente (è quindi assente una galleria coperta) localizzata in aree extraurbane. Spesso con questo nuovo format vengono riqualificati i centri storici dando agli stessi nuove caratteristiche importanti per la vivibilità del territorio. I centri commerciali fanno parte di quegli spazi che l’etnologo francese Marc Augé definisce nonluoghi, contrapponendoli ai classici luoghi antropologici: i nonluoghi sono quegli spazi prodotti della cosiddetta società della surmodernità che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici, spazi in cui moltitudini di individui si incrociano senza entrare in relazione, spinti solo dal desiderio di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane. L’identificazione dei centri commerciali come nonluoghi, tuttavia, è stata oggetto di messe a fuoco distinte da quella di Marc Augé: una ricerca effettuata in Italia su un vasto campione di studenti delle scuole superiori ha mostrato come i centri commerciali siano uno dei punti di ritrovo d’elezione per gli adolescenti, che li pongono al terzo posto delle proprie preferenze d’incontro dopo casa e bar. Secondo Marco Lazzari “nativi digitali” sono nativi anche rispetto ai centri commerciali, nel senso che non li percepiscono come una cosa altra da sè: sfuggendo la retorica del nonluogo e ogni snobismo intellettuale, i ragazzi sentono il centro commerciale come un luogo vero e proprio, di frequentazione non casuale e non orientata soltanto all’acquisto, dove si può esprimere la socialità, incontrare gli amici e praticare con loro attività divertenti e interessanti. Lo stesso Augé, in effetti, ha successivamente convenuto che “qualche forma di legame sociale può emergere ovunque: i giovani che si incontrano regolarmente in un ipermercato, per esempio, possono fare di esso un punto di incontro e inventarsi così un luogo.