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Angelo Arwen Neri Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Pandora Sefira T.A.R.D.I.S

Io e Pandora parliamo con Sarah

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Io entrai nel T.A.R.D.I.S per primo e Pandora fu per seconda visto che prima si doveva togliere il gesso dalle gamme e sulle mani , poi si doveva mettere qualcosa di bello .

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Una volta che Pandora sali a bordo andammo verso il prato di Sefira . Li c’ era un prato magnifico . Ma non era solo quello a renderlo magnifico , ma il fatto che li si poteva vedere un tramonto bellissimo . Tutti gli angeli ogni tanto per scappare dalla realtà e vedere qualcosa di bello vanno li a vedere il tramonto . Sarah lo faceva per ricordare sua sorella che aveva perso dentro la Foresta Nera . Io e Pandora uscimmo dal T.A.R.D.I.S , una volta chiuso a chiave cercammo Sarah . Ma fu Sarah a trovare noi . Sapeva che qualcuno la stava cercando . Noi ci avvicinammo a lei – salve Sarah io sono Daniel e questa è Pandora . Pandora vide che Sarah era bellissima e aveva delle bellissime ali rosse come i suoi occhi . Sarah mentre distoglieva lo sguardo dal tramonto e verso di noi – cosa vi porta qui ? . Io andai subito al dunque – vedi so che Arwen Neri è una tua protetta . Ho avuto delle visione su di lei e sui suoi genitori . Loro in questo momento stanno andando via dall’ Universing . Stanno cercando un posto sicuro per Arwen . Arwen ha bisogno di un grande aiuto . Ha bisogno del tuo aiuto . So che tu sei stata a New York per tanto tempo e sai come restare in vita li dentro . Ti chiedo di andare li e stare accanto a lei . Ti ho già preparato tutto . Sarah non capiva cosa volevo dire – che vuoi dire che mi hai preparato tutto ? . Vedevo che Sarah era li calma e non stava perdendo il controllo – ti ho fatto una copertura . Tu sei una senzatetto . Li vedi Arwen e con il tuo grande cuore decidi di aiutarla a restare viva e vegeta dentro questa città . Sarah vedeva che avevo fatto tutto ed era stato fatto bene – va bene ci sto . Pandora andò verso di lei e inizio a vedere da vicino le ali dell’ angelo – vedo che sei interessata alle mie ali e anche agli angeli . Chiedimi tutto quello che vuoi e io ti rispondo . Sarah e Pandora si misero a parlare per ore . Sarah aveva le risposte alle domande e Pandora finalmente aveva realizzato un suo grande sogno e sarebbe incontrare un angelo .

 

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Ada Knight Criminal Minds Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto

Criminal Minds

Nella Unita di Analisi Corpomentale sta per arrivare un agente dell’ FBI che è sotto copertura e il suo nome è Kate Callahan . Durante la sua carriera ha avuti molti successi e adesso grazie a quei successi ha un posto di lavoro che le aspetta al BAU . Per il momento sappiamo che Kate è sotto copertura ma non so cosa deve fare e in cosa consiste la sua copertura . In queste missioni sotto copertura bisogna stare molto attenti visto che se va tu muori e nessuno sa di te . Kate deve fare molto attenzione visto che se muore non può avere un futuro nella BAU e cosi diventare una famosa Criminologa che ferma Serial Killer in tutto il mondo e manda via il male da quei posti .

 

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Demone Demoni Dr Ilaria Fermi Emily Wells Erica Figli della Notte Invocatore Invocatrice Vanessa Arcieri

Erica legge la mente di Vanessa

Erica prima di andare dai Figli della Notte e riferire delle sua scoperta . Erica prima di dire a loro che aveva trovata una nuova invocatrice da rapire o da usare per avere una nuova invocatrice davvero forte come lei . Erica doveva prima vedere se nella mente di Vanessa c’ era il ricordo del suo scontro oppure no . Se c’ era era un problema visto che una persona con dei poteri poteva entrare dentro la sua mente , vedere quello che era successo tra Vanessa e Erica e quello sarebbe stato un problema . Erica non doveva far succedere questa cosa oppure la polizia l’ avrebbero cercata ovunque e quindi uscire dalla New York University senza nessun problema sarebbe stato una cosa davvero impossibile . Invece se non se lo ricordava questo era un grande vantaggio per Erica e per Emily . Erica era vicino al letto su cui era steso il corpo di Vanessa . Emily si stava chiedendo come mai non erano già andati dai Figli della Notte . Emily aveva saputo dei Figli della Notte grazie ai ricordi di Erica . Quando demone e vittime sono nello stesso corpo succede che i loro ricordi e tutto quello che hanno fatto nel loro passato o presente si condividono . Ma quando questo legame viene spezzato tutto quello che sanno viene perso e possono morire visto che per vivere hanno bisogno di una grande dose di oscurità . Emily decise di chiedere a Erica una cosa – come mai non siamo ancora andati dai Figli della Notte ? . Erica prima di iniziare a leggere la mente di Vanessa visto che adesso che era svenuta era molto più facile . Adesso le difese della mente di Vanessa erano basse e questo era il momento giusto per capire se si ricordava del loro combattimento oppure no . Erica decise di rispondere visto che lo avrebbe saputo in un modo o nell’ altro – ora ti spiego Emily . Adesso devo vedere se siamo coperte oppure no . Se andiamo dai Figli della Notte e Vanessa si dovesse ricordare del nostro scontro noi saremo in pericolo e io non voglio che lo siamo e quindi adesso vediamo se so li ricorda oppure no . Emily capì cova voleva dire Erica – io non ti voglio perdere . Ho trovato una persona che mi completi e non ti voglio perdere per nulla al mondo . Erica provava lo stesso e dopo aver dato la mano destra a Emily con calma e accarezzando i suoi bellissimi capelli . Erica era vicino a Vanessa e aveva messo la sua mano desta dentro la sua che era li ferma sotto le lenzuola . Erica era pronta a leggere la sua mente . Una volta entrata inizio a vedere un sacco di cose ma le tralascio visto che voleva vedere questo avvenimento e non se lo ricordava visto che per il momento era bloccato e per il momento non avrebbe potuto ricordare niente di questo scontro fino a quando non avrebbe usato uno di quei poteri . Per Erica e anche per Emily era un grande sollievo visto che adesso potevano andare dai Figli della Notte senza essere presi da nessuno e senza essere inseguiti dalla Polizia . Emily era li ferma nella sua mente e stava giocando il suo piede nell’ attesa di Erica che gli dava buone o cattive notizie . Emily vide che Erica che era rimasta li ferma nella sua mente e con gli occhi chiusi . Li riapri con molta calma e poi si volto verso Emily e aveva un volto felice – si siamo coperti . Adesso ce ne possiamo andare senza alcun problema . Non ci dobbiamo preoccupare di niente . Emily voleva essere sicura di questa cosa , non era la migliore se faceva errori – so che sono insistente . Ma me lo puoi assicurare . Non voglio smettere di usare questo corpo da sballo per una cosa che abbiamo fatto male . Voglio andare in giro e lasciare il segno con la nostra bellezza . Erica sapeva che Emily aveva ragione e cosi decise di rivedere se erano coperte oppure no – si lo siamo . Te lo posso assicurare , ma adesso andiamo via da qui prima che si alzi un polverone e riescono a trovare l’ unica prova che ci faccia finire dentro o ci faccia restare qui e rispondere a un sacco di domande visto che l’ abbiamo trovata noi . Emily prima di andare dai Figli della Notte , voleva sapere di cosa stava parlando Erica – voglio sapere di cosa stai parlando oppure dico al mio corpo che non ci muoviamo . Erica vide che Emily aveva uno sguardo di piena rabbia ed era lo stesso che aveva lanciato anche contro Vanessa – Se vedi dietro il collo ha una piccola contusione non troppo visibile ma un Dottore la nota . Adesso noi ce ne dobbiamo andare oppure pensa che sei stata tu adesso o quando eravamo nella palestra . Emily decise di ridare il controllo del suo corpo a Erica e poi se ne andarono dai Figli della Notte senza essere visti da nessuno .

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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Galleria Galleria Foto Hydra S.H.I.E.L.D

Agents Of SHIELD: 1.21 Ragtag

Quando non sai cosa fare per avere informazioni su un nemico c’ e un solo modo per essere un passo avanti a loro e sarebbe a dire andare sotto copertura . Phil Coulson e l’ Agente Melinda May  dello S.H.I.E.L.D decidono di andare sotto copertura e se andasse male tutto potrebbe andare molto male . Phil e May vanno sotto copertura dentro un ospedale o qualcosa di simile e si fingono una coppia .

Come potete vedere vanno sotto copertura dentro un posto e che sotto controllo delle Cybertex . Cosa avrà in mente l’Hydra usando questa compagnia .

Per il momento le coperture di Phil e di May sono ancora in gioco ma mi chiedo per quanto e spero che succeda dopo che hanno scoperto cosa vogliono fare qui dentro .

Qui si vede bene il marchio delle Cybertex e mi chiedo cosa sta facendo L’Hydra e secondo noi deve essere qualcosa di grosso visto che hanno preso tutto dal Frigo e quindi possono avere solo delle cattive intenzioni .

Questi due non so se fanno parte dell’ Hydra oppure no . Ma con loro dovranno stare attenti visto che dai camici sono dottori , non so in cosa ma non sono dei fessi e non si faranno prendere in giro subito .

Spero che quel sorriso forzato non faccia insospettire nessuno . Manco io sorrido cosi e spero che loro non lo capiscano .

Il fatto che si sono alzati e se stanno andando non so cosa possa significare e quindi qui devono stare attenti . Visto che potranno fare di tutto .

Phil adesso sta facendo vedere una cosa a questi due dottori e sembrano davvero molto interessati visto che adesso hanno delle facce molto serie e mi chiedo cosa sia .

Una persona li sta scortando da una parte ma mi chiedo cosa voglia fare oppure hanno creduto alla loro copertura .

May tiene questo telefono rosso in mano e cosa sta facendo . Forse e il suo modo per chiedere aiuto oppure e per un altra cosa .

Sembra che le coperture di Phil e di May abbiamo funzionato e adesso devono trovare quello che stanno cercando prima che scoprano che sono dello S.H.I.E.L.D .

 

 

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Alaina Delondry Bates Icy Jenna Jenna Milton Robert Foreman

Jenna grazie a The Watcher scopra che Alaina ha un appuntamento con Robert

Jenna Milton aveva molti contatti sul suo vecchio telefonino e meno male prima di chiamare i suoi collegi e fingersi una volta per tutte Delondry Bates prese tutto grazie a un amico cioè The Watcher . Jenna sapeva anche lei prima le cose sopratutto grazie a una persona nota a tutti come The Watcher e fu proprio lei a togliere tutto quello che aveva sul telefonino di Jenna e cancellare tutto e rendere impossibile a tutti a ottenere qualche informazione li sopra . Jenna per non dimenticare il numero di questa persona che era molto importante per lei se lo era scritta sul suo corpo . Ce lo aveva scritta sul braccio destro e all’ altra parte e cosi il numero era diviso a meta e cosi solo Jenna capiva cosa significava . Jenna mentre era in servizio non lo faceva vedere mai per fare in modo che nessuno potesse capire chi era quella persona . The Watcher era davvero un grande hacker grazie al fatto che poteva parlare con le macchine e cosi renderlo la persona migliore in assoluto in informatica . Grazie a questo in ogni parte dove andava Jenna erano i suoi occhi e le sue orecchie visto che dentro l’ orecchie aveva un auricolare nero che proprio The Watcher aveva fatto . Appena ebbe un po’ di tempo Jenna entro dentro al suo ufficio e si chiuse a chiave e cosi inizio a parlare con The Watcher – Sono io , non sono morta e sono viva e vegeta . The Watcher non credeva alle sue orecchie e per essere sicuro disse – Come è il tempo a Verona ? . Questo era un test che aveva fatto con Jenna e fare in modo che non stesse parlando con una spia – Non sono mai stata a Verona ma mi hanno detto che fa schifo . Alla fine The Watcher vide nello schermo del suo computer e disse in modo un po’ shoccato – sei nella centrare di polizia . Che ci fai li ? . Jenna decise di dare una lunga spiegazione – Mi sono arrabbiata e ho ucciso Alaina e per non finire dentro ho ucciso un agente di polizia di nome Delondry Bates e ho preso la sua identità e cosi mentre mi fingo un agente cerco di uccidere Icy e sopratutto Alaina . The Watcher vide che Jenna seguendo le sue lezioni di informatica aveva fatto tutto quello che le aveva detto e cosi si era creata una copertura molto ben organizzata – Tu sei pazza amica mia . Cerca sola di stare attenta li dentro visto che se ti scoprono vai a finire sotto lo Sguardo della Penitenza e da quello sguardo nessuno e mai scappato quindi sta attenta . Jenna lo aveva contatto il giorno dopo del suo primo giorno e poi lo chiamo dopo il funerale . Jenna chiamo The Watcher e gli chiese – mi puoi dire cosa sta facendo Robert e Alaina ? , The Watcher decise di soddisfare la sua grande curiosità – vedo che il tuo fidanzato di ha dimenticato molto presto . Jenna era con il suo telefonino in mano e chiese a The Watcher – senza giri di parole dimmi che sta facendo Robert ? . The Watcher senti dal tono di voce che Jenna era arrabbiata e stava per fargli una bella e forte minaccia e poi parlo – Stanno uscendo insieme e vedo che tra loro sta scoppiando l’ amore . Jenna chiuse la telefonata e cerco di stare la più calma possibile visto che era in servizio e non poteva muoversi da li e decise di occuparsene dopo aver lavorato a un caso . Jenna dentro di lei sapeva come procedere cioè uccidere Alaina cosi tante volte che questa volta sarebbe morta per sempre . 

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Foto della Copertura vista da Kratos

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Spiego a Kratos la Copertura

Dopo aver fatto imparare a Kratos come andare in bicicletta , gli dissi – adesso ti spiego tutto sulla Copertura e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla copertura – La copertura, o più comunemente tetto (ultimamente dal verbo latino tegere, oppure coprire), ha la funzione di definire la parte superiore dell’edificio e di preservare l’ambiente interno dagli agenti atmosferici.

 

 

 

Lo scopo essenziale delle coperture è impedire l’insorgere di umidità, quella di opporre resistenza alle sollecitazioni date dalla neve e il vento. Il manto di copertura, che è lo strato esterno delle coperture, garantisce la tenuta dell’acqua, mentre la struttura portante ha il compito di sostenere il manto.

 

 

 

Tipi di copertura

 

 

 

In base ai materiali utilizzati per il manto le coperture sono così raggruppate:

 

 

 

Coperture discontinue

 

 

 

Il manto è effettuato con vari materiali che, grazie al modo in cui sono collegati e alla loro pendenza, assicurano la tenuta dell’acqua. Le coperture discontinue sono a loro volta ripartite in:

 

 coperture di tegole in laterizio;

 

 coperture di tegole in cemento;

 

 coperture di lastre in fibrocemento;

 

 coperture di lastre in pietra;

 

 coperture di lastre di materie plastiche;

 

 coperture di tegole bituminose;

 

 coperture di pannelli metallici coibentanti;

 

 coperture di rame;

 

 coperture di lamiere grecate di acciaio zincato, rame, alluminio, ecc,;

 

 coperture di paglia;

 

 coperture di canna lacustre.

 

 

 

Coperture continue

 

 

 

Il manto è attuato con elementi molto ampi congiunti insieme durante la posa in opera, in modo da assicurare la tenuta per qualsiasi pendenza. Le coperture continue sono divise in:

 

 coperture impermeabilizzate a freddo;

 

 coperture impermeabilizzate a caldo;

 

 coperture impermeabilizzate con membrane sintetiche;

 

 coperture impermeabilizzate con membrane bituminose.

 

 

 

In base alla pendenza le coperture possono essere suddivise in:

 

 tetti a falde, costituiti da una o più falde con pendenza diversa a seconda dei materiali usati per il manto;

 

 tetti piani, realizzati da pendenza minime ma commisurati per smaltire le acque..

 

 

 

Tetti a falde

 

 

 

La forma geometrica di un tetto, ossia della superficie di copertura di un edificio, viene determinate da una o più facce piane inclinate, dette falde o pioventi. Il tetto a falde piane è caratterizzato da alcuni elementi:

 

 la linea di colmo, indica, in generale, una retta orizzontale di massima quota, che si ottiene come intersezione tra due falde inclinate del tetto;

 

 la linea di gronda, indica, in genere, una retta orizzontale di minima quota che si ottiene come intersezione tra le falde inclinate con un stesso piano orizzontale, detto piano d’imposta del tetto;

 

 la linea di displuvio, l’intersezione inclinata di due falde ad angolo convesso (saliente);

 

 la linea di compluvio, l’intersezione inclinata di due falde ad angolo concavo (rientrante).

 

 

 

Strutture portanti dei tetti a falde

 

 

 

La struttura portante dei tetti a falde può essere realizzata mediante varie soluzioni:

 

 orditura in legno strutturale;

 

 capriata e profilati in acciaio;

 

 capriata e pannelli di calcestruzzo armati precompresso;

 

 solai di calcestruzzo armato.

 

 

 

Orditura in legno strutturale

 

 

 

L’orditura in legno strutturale è costituita da vari elementi:

 

 le capriate;

 

 la grossa orditura;

 

 la piccola orditura.

 

 

 

Le capriate in legno, ognuna di esse formata da due travi (puntoni) disposte secondo l’inclinazione delle falde, riunite in sommità ad un travetto verticale (monaco o ometto), e inferiormente collegate ad una trave orizzontale (catena o tirante). Le unioni o connessioni dei vari elementi si ottengono mediante intagli, opportunamente rinforzati con ferri piatti. Questo tipo di incavallatura, chiamato capriata semplice, può essere usato fino a una portata di 6-7 metri.

 

 

 

Per coprire luci maggiori si ricorre ad altri tipi di capriate come per esempio la capriata formata da due puntoni, da un ometto e da una catena, disposti come nelle capriate semplici e inoltre da due contraffissi o saettoni interposti fra l’ometto e i puntoni. Le capriate di questo tipo si impiegano per coprire luci che vanno da 8 a 15 metri.

 

 

 

Questo tipo di capriata era comunemente detta capriata all’italiana o capriata con saette fino agli anni ’40 del Novecento, quando iniziò ad essere definita capriata palladiana, espressione che precedentemente indicava le capriate a tre monaci con controcatena.

 

 

 

Altra componente delle strutture portanti dei tetti a falde è la grossa orditura che, a seconda della sua disposizione, distingue i tetti nei due tipi:

 

 orditura alla piemontese:

 

 orditura alla lombarda.

 

 

 

L’orditura alla piemontese è costituita da una trave di colmo, appoggiata su capriate o direttamente su un muro di spina, e da cosiddetti falsi puntoni o travi disposti secondo la pendenza delle falde che, appoggiano superiormente sulla trave di colmo e inferiormente su una banchina o dormiente (dormiente è detta la trave poggiata completamente ai muri perimetrali, ossia una trave che non ha luce libera di inflessione ma è completamente poggiata su altre strutture per tutta la sua lunghezza).

 

 

 

L’orditura alla lombarda è caratterizzata dalla presenza di arcarecci o terzere che sono travi disposte parallelamente alle linee di gronda e appoggiate su capriate o su muri trasversali.

 

 

 

Terza e ultima componente delle strutture portanti dei tetti a falde è la piccola orditura. Costituita da correntini o listelli orizzontali, paralleli alle linee di gronda, nei tetti alla piemontese; e da travicelli o correntini o murali, inclinati secondo la pendenza del tetto, nei tetti alla lombarda.

 

 

 

Capriata e profilati in acciaio

 

 

 

Le capriate ed i profilati in acciaio possono avere forme diverse a seconda della conformazione delle falde e delle luci da coprire. I tipi più comuni sono le capriate semplici, quelle alla Polenceau e quelle a shed, realizzate in forma di trave reticolare. L’alta resistenza, la sicurezza dell’acciaio e la sua leggerezza rispetto ad altri sistemi, conferiscono all’insieme molti vantaggi strutturali ed economici.

 

 

 

Capriate e pannelli di calcestruzzo armato precompresso

 

 

 

Le travi di calcestruzzo armato precompresso più utilizzate e diffuse sono del tipo a parete piena a doppia pendenza. Nei sistemi con travi a doppia pendenza le travi sono in calcestruzzo armato normale o precompresso, presentano una doppia pendenza ed hanno luci che vanno da 10 a 30 metri. Altro tipo di capriata di calcestruzzo armato è quella utilizzata per le coperture a shed. Questi tipi di trave hanno la caratteristica forma a “ginocchio”, che permette di inserire una finestratura per l’illuminazione naturale interna. Sulle travi di calcestruzzo armato vengono sovrapposti pannelli prefabbricati per formare il piano d’appoggio del manto di copertura. Solai di calcestruzzo armato: La struttura di sostegno delle falde può essere costituita da solai e solette di calcestruzzo armato. Il solaio in calcestruzzo armato e laterizio è, nella sua più generale costituzione, formato da elementi di laterizio, aventi funzione di cassaforma leggera, i quali consentono di disporre l’armatura di acciaio in modo da ottenere, col getto di calcestruzzo, travetti distanti tra loro da 30 a 50 cm che vengono collegati tra loro da cordoli pure in calcestruzzo dello spessore di circa 4 cm che collegano i travetti formando una sezione reagente a T. La struttura di sostegno delle falde può essere costruita anche da pannelli prefabbricati, molto diffusi nelle coperture di capannoni industriali. Questi tipi di copertura offrono importanti vantaggi come quello di evitare le operazioni di manutenzione, tipiche dell’orditura in legno e quello di ottenere un miglior livello di inerzia termica della copertura.

 

 

 

Pendenza delle falde

 

 

 

Si può dire che la differenziazione tipologica in ordine ai diversi valori delle pendenze è derivante essenzialmente dal carico dovuto a precipitazioni nevose. Altro parametro da tenere in considerazione per la determinazione della pendenza di un tetto a falde è il materiale impiegato per il manto di copertura. L’esperienza consente di affermare come normali pendenze quelle comprese tra il 30% e il 45%.

 

 

 

Manti di copertura

 

 

 

I tipi di copertura realizzati con tegole di laterizio sono:

 

 coperture alla romana: è costituita da un embrice (coppo piatto rovesciato) sormontato dal coppo in modo da creare un canale.

 

 copertura a tegole marsigliesi: sono derivate dalla tegola prodotta nei paesi nordici per tetti a forte pendenza. Sono quindi caratterizzate da un’ampia funzionalità nella copertura a falde di elevata pendenza, sempre con ottimali risultati di impermeabilità e scorrimento delle acque; la pendenza minima richiesta per questo tipo di tegola è del 35%;

 

 

 

Tegole portoghesi

 

 copertura a tegole portoghesi: per combinazione fra il coppo e la tegola piatta (o marsigliese) sono state ottenute tegole a funzionamento intermedio che hanno assunto il nome di tegole portoghesi; la pendenza minima richiesta per questo tipo di tegola è del 30%;

 

 coperture a tegole olandesi: danno al manto di copertura un caratteristico aspetto ondulato.

 

 

 

Dal punto di vista funzionale non pare si riscontrino differenze essenziali tra i vari tipi. Perciò la scelta può essere fatta tenendo conto essenzialmente dell’aspetto esteriore e quindi della combinazione fra l’architettura della costruzione e l’inserimento nell’ambiente circostante.

 

 

 

Oltre ai tipi di copertura realizzate con tegole di laterizio esistono coperture realizzate con tegole in cemento. Tra queste troviamo:

 

 coperture in coppi di Francia;

 

 coperture in coppi di Grecia;

 

 coperture in tegola doppia romana.

 

 

 

Esistono poi coperture realizzate con materiali lapidei tra cui:

 

 coperture di ardesia;

 

 coperture di lastre di pietra.

 

 

 

Le più moderne lastre in fibra di cemento, che hanno sostituito le pericolose vecchie lastre in eternit (contenenti amianto), presentano pessime condizioni di durata nel tempo (degradano molto rapidamente) inoltre sono molto pericolose in caso vi sia la necessità di salire sul tetto per farvi un’ispezione (si rompono facilmente e si rischia di cadere a terra). Le migliori coperture a lastra sono quelle in lamiera grecata o di diversa tipologia purché in ferro o rame. Questi tipi di copertura hanno la caratteristica di essere funzionali e sicure a un prezzo ridotto. Altri tipi di copertura possono essere realizzate mediante tegole bituminose che consentono di realizzare falde con superfici molto complesse e inoltre sono particolarmente adatte per realizzare falde di grandi ampiezze e con qualsiasi tipo di inclinazione.

 

 

 

Isolamento termico dei tetti a falde

 

 

 

Tutte le superfici dell’edificio interagiscono termicamente con l’ambiente circostante, ma è soprattutto il tetto ad incidere sugli scambi termici complessivi della costruzione. Oggi è possibile ridurre questi scambi indesiderati (dispersioni termiche invernali, surriscaldamento estivo) isolando termicamente il tetto con materiali specifici. Per quanto riguarda l’isolamento termico del tetto occorre fare una distinzione tra:

 

 isolamento termico di sottotetti abitabili;

 

 isolamento termico di sottotetti non abitabili.

 

 

 

Per quanto riguarda i sottotetti abitabili lo strato isolante può essere inserito al di sotto della struttura portante, soluzione ideale per l’isolamento di tetti preesistenti, oppure sopra di essa, di più facile esecuzione e ideale per gli edifici nuovi. Se si interviene dall’interno della copertura è probabile che si abbia condensazione. Vengono prodotti freni al vapore che hanno un coefficiente di permeabilità al vapore maggiore rispetto alla barriera e permettono dunque un determinato passaggio di vapore. La quantità di acqua che può formarsi all’interno del coibente va calcolata in modo che sia possibile la sua rievaporazione nel periodo estivo. Per la protezione dal calore estivo è opportuno utilizzare materiali coibenti a base di legno poiché hanno una bassa diffusività termica (conducibilità termica / densità x calore specifico) e permettono di avere una bassa trasmittanza termica periodica Yie. Nel caso invece dell’isolamento termico di sottotetti non abitabili, con copertura isolata e ventilata, lo strato di isolamento può essere applicato sull’estradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano dell’edificio. Si è soliti gettare un massetto di alcuni centimetri sopra l’isolamento per rendere agevole l’utilizzo del piano sottotetto. Possono utilizzarsi anche listoni in legno tra i quali inserire coibente a bassa densità e richiudere il tutto con tavolato.

 

 

 

Canali di gronda

 

 

 

Per lo smaltimento e la raccolta delle acque piovane sono usati i canali di gronda, posati in opera con una pendenza capace di trasferire l’acqua in canali di discesa, chiamati pluviali. I canali di gronda possono essere realizzati in vari modi:

 

 canali di gronda di lamiera zincata, acciaio inossidabile e rame. La sezione più usata in questi casi è quella semicircolare poiché le altre comportano un maggiore impiego di materiale e una maggiore difficoltà di collegamento;

 

 canali di gronda formati da cornicioni di calcestruzzo armato, spesso rivestito di uno strato impermeabilizzante;

 

 canali di gronda in PVC, composti da un elemento di testata e un elemento di giunzione. I pluviali possono essere realizzati con tubazione di lamiera zincata, acciaio inox e rame ma anche in materiali plastici. Possono anche essere installati all’esterno delle facciate o all’interno delle pareti perimetrali.

 

 

 

Coperture di scandole in legno

 

 

 

Le coperture di scandole in legno, così come le coperture di paglia sono presenti nella tradizione costruttiva di determinate regioni e sono ormai completamente in disuso. Quella delle scandole in legno è una tecnica molto antica, impiegata soprattutto in tetti con notevole pendenza. Le scandole sono realizzate con un legno molto resistente, ad esempio il larice che ne garantisce la durata nel tempo. Sono di varie dimensioni, come ad esempio le scandole alpine lunghe 100 cm, larghe 20 cm e spesse 2,5 cm e le scandole canadesi lunghe 50 cm, larghe 10 cm e spesse 1,5 cm. Le scandole sono inoltre lavorate con scanalature per favorire lo scorrimento dell’acqua sulla falda. La posa in opera avviene in due strati di scandole, alternati e sovrapposti, fissati con dei chiodi su arcarecci portascandole, disposti in tavole, che forniscono il collegamento all’orditura del tetto. In genere ma soprattutto nel caso di falde con limitata pendenza, si preferisce l’inserimento di strati impermeabilizzanti sotto le scandole, per smaltire l’infiltrazione d’acqua.

 

 

 

Modalità e posa delle scandole in legno canadesi

 

 

 

Sopra il tavolato vanno fissate delle tavole all’orditura del tetto, sopra questo si giunta lo strato impermeabilizzante. Sopra le tavole si posano gli arcarecci portascandole.

 

 

 

Tetti piani

 

 

 

I tetti piani sono caratterizzati da una pendenza minima, sufficiente per assicurare lo scorrimento dell’acqua fino agli scarichi. Secondo la normativa UNI si definiscono tetti piani quelli con pendenza minore del 5%.

 

 

 

È quindi necessario un sistema di impermeabilizzazione, costituito da un insieme di strati, la cui scelta dev’essere fatta tenendo conto di alcuni fattori:

 

 grado di accessibilità della copertura, con conseguente entità dei carichi;

 

 condizioni climatiche che possono danneggiare la copertura, sottoforma di irraggiamento solare, sbalzi termici e temperature elevate.

 

 necessità di un isolamento termico all’interno.

 

 

 

I tetti piani possono essere divisi in due gruppi:

 

 tetti piani non praticabili. Non sono accessibili alle persone se non per manutenzione;

 

 tetti piani praticabili. Sono accessibili alle persone e sono dotati di pavimentazione e protezioni contro il rischio di cedimenti;

 

 

 

Si distinguono in:

 

 tetti a giardino pensile, quando sono dotati di uno strato di terra nel quale si possono coltivare erba, arbusti e fiori.

 

 terrazze, quando sono adatte al soggiorno.

 

 tetti carrabili, quando sono percorribili da veicoli.

 

 

 

Definizione degli strati funzionali

 

 

 

Nelle coperture a tetto piano sono presenti i seguenti strati:

 

 strato di impermeabilizzazione;

 

 strato di pendenza;

 

 strato di separazione;

 

 strato di isolamento termico;

 

 barriera al vapore

 

 strato portante.

 

 

 

Strato di impermeabilizzazione

 

 

 

Questo strato può essere realizzato come:

 

 impermeabilizzazione a caldo

 

 impermeabilizzazione a freddo

 

 impermeabilizzazione con membrane sintetiche

 

 impermeabilizzazione con membrane bituminose. Questo strato va protetto dall’azione dei carichi e dai raggi UV particolarmente dannosi per certe membrane, perciò si sovrappone uno strato di protezione superficiale.

 

 

 

Strato di pendenza

 

 

 

Questo strato ha il compito di smaltire le acque. La sua pendenza può variare dallo 0,5% al 5%. Lo strato di pendenza è generalmente realizzato con un getto di calcestruzzo o con aggregati leggeri, con uno spessore che varia dai 3 ai 5 cm, spianato in modo da eliminare le irregolarità. Questo strato a volte costituisce anche il supporto dello strato di impermeabilizzazione.

 

 

 

Strato di separazione

 

 

 

Questo strato evita i danni prodotti con il movimento del supporto con lo strato di impermeabilizzazione.

 

 

 

Barriera al vapore

 

 

 

Essa ha la doppia funzione di impedire la condensazione del vapore all’interno degli strati e di proteggere lo strato isolante dall’umidità presente negli strati sottostanti non ancora del tutto asciugati.

 

 

 

Strato portante

 

 

 

Questo strato ha la funzione di resistere ai carichi e al peso proprio degli strati costituenti. In un tetto è costituito da una soletta di calcestruzzo armato, da pannelli di copertura prefabbricati, da un solaio misto in laterocemento, da un tavolato in legno o da pannelli truciolari.

 

 

 

Lo strato di impermeabilizzazione

 

 

 

Lo strato di impermeabilizzazione può essere realizzato con apposite membrane per impermeabilizzazione o con prodotti sfusi. I prodotti sfusi dopo l’applicazione a caldo o a freddo costituiscono uno strato di un determinato spessore, senza giunti e impermeabile. Le impermeabilizzazioni eseguite con questi tipi di prodotti solitamente presentano:

 

 semplicità di applicazione, anche su superfici inclinate;

 

 adattamento a forme complesse delle superfici di supporto, soprattutto se non sono di grandi dimensioni. Le membrane di impermeabilizzazione invece, sono fornite in rotoli di determinate dimensioni, che vengono adattati alle superfici e saldati tra loro. Queste membrane solitamente offrono i seguenti vantaggi:

 

 rapidità di posa su grandi superfici, anche se inclinate

 

 uniformità dello spessore e della composizione.

 

 

 

Criteri di collegamento dello strato impermeabilizzante al supporto

 

 

 

I manti impermeabili si possono posare in modi diversi:

 

 

 

Collegamento indipendente

 

 

 

consiste nell’adagiare una membrana rivestita di materiale che impedisca l’adesione al supporto. La membrana viene poi saldata a questo supporto garantendo lo scorrimento dell’impermeabilizzazione sul supporto. Il collegamento indipendente è possibile solo con pendenze inferiori al 5% e presuppone uno strato di protezione pesante che impedisca al vento di sollevare la membrana.

 

 

 

Collegamento semiaderente

 

 

 

si realizza incollando l’impermeabilizzazione al supporto per punti o lungo strisce. Questo collegamento è possibile con pendenze fino al 40%.

 

 

 

Collegamento aderente

 

 

 

l’impermeabilizzazione viene fissata al supporto, eventualmente pretrattato con elementi che aiutano il collegamento. Questo tipo di collegamento è realizzabile con ogni tipo di pendenza: non richiede deformazioni, dilatazioni o movimenti del supporto che possono lacerare l’impermeabilizzazione.

 

 

 

La protezione superficiale

 

 

 

Per rallentare l’invecchiamento delle membrane impermeabilizzanti presentò sui tetti piani si deve proteggere la loro superficie.

 

 

 

Impiego di membrane autoprotette (protezione leggera)

 

 

 

Lo strato impermeabile viene prodotto con scaglie di ardesia o da lamine di alluminio o di rame. Il tutto consente di realizzare falde colorate, dal rosso al verde scuro.

 

 

 

Protezione mediante strato di ghiaietto (protezione pesante)

 

 

 

Costituita da uno strato di ghiaietto spesso 4 o 5 cm, che consente l’accesso alla copertura per la manutenzione e nel caso di collegamento indipendente, assume la funzione di coprire la membrana. Il ghiaietto deve essere tondeggiante e posato sciolto su uno strato di separazione filtrante (esempio tessuto non tessuto). Questa protezione è molto economica e anche utile per ridurre gli effetti delle escursioni termiche.

 

 

 

Protezione mediante pavimentazione su massetto

 

 

 

Costituita da uno strato di sabbia spessa 2 cm disposto sulla membrana di impermeabilizzazione e da uno strato di separazione (esempio cartonfeltro) sul quale viene gettato un massetto di calcestruzzo dello spessore di 3 cm. La pavimentazione fatta di piastrelle viene posata con malta di allettamento o con uno strato di colla. Questa protezione permette alla copertura di essere fruibile, essendo così utilizzabile come terrazzo.

 

 

 

Protezione mediante pavimentazione drenata

 

 

 

Realizzata con lastre di calcestruzzo 50 x 50 cm, appoggiate sullo strato impermeabilizzante con elementi angolari di plastica, in modo da formare giunti aperti capaci di scolare l’acqua verso gli scarichi. Questa protezione permette l’utilizzo della copertura come terrazzo e inoltre ha anche il vantaggio di rimuovere facilmente la pavimentazione per la manutenzione della membrana impermeabilizzante.

 

 

 

Isolamento termico di tetti piani

 

 

 

Barriera al vapore

 

 

 

Durante la stagione invernale, il vapore risale attraverso la soletta portante e può condensarsi dentro lo strato isolante. A causa della membrana impermeabilizzante l’acqua non può evaporare verso l’esterno, così si accumula negli strati e una parte riscende verso il basso. Durante la stagione estiva, l’acqua accumulata negli strati si trasforma in vapore causando la formazione di bolle sulla membrana impermeabile. La barriera al vapore riesce ad evitare entrambi gli inconvenienti poiché impedisce la formazione della condensa. I materiali comunemente impiegati per questo metodo sono fogli di alluminio, membrane di bitume polimero… Parecchi tipi di pannelli isolanti sono prodotti con la barriera al vapore applicata sulla faccia. La barriera al vapore è necessaria quando l’isolante possiede una forte permeabilità al vapore; può invece non essere messa se l’isolante non è permeabile al vapore (vetro cellulare).

 

 

 

Strato di isolamento termico

 

 

 

Strato termoisolante di un tetto

 

 

 

Lo strato termoisolante può essere posizionato in diversi modi rispetto agli altri strati:

 

 tetto freddo: caratterizzato da un’intercapedine disposta tra lo strato impermeabilizzante e lo strato di isolamento. Questa intercapedine consente di smaltire il vapore attraverso delle aperture poste ai lati della copertura migliorando il comportamento del tetto all’inerzia termica. Questo tipo di tetto è molto costoso e necessita di una progettazione attenta.

 

 tetto caldo: è lo strato isolante compreso tra la barriera al vapore e lo strato di impermeabilizzazione. È una soluzione più semplice del tetto freddo ma richiede maggiore attenzione poiché l’impermeabilizzazione è particolarmente esposta ai raggi del sole e all’accumulo di calore.

 

 tetto rovescio: lo strato isolante è posizionato sopra lo strato di impermeabilizzazione. Non serve la barriera al vapore poiché tale funzione viene svolta dallo strato impermeabilizzante; è però necessario l’impiego di un materiale isolante insensibile al gelo e all’acqua. Ad esso si sovrappone uno strato di ghiaietto sia per l’irraggiamento solare che per le precipitazioni atmosferiche.

 

Vari tipi di tetti

 

 

 

Qui sotto lo schema dei principali tipi di tetto piano che verranno esaminati poi uno ad uno.

 

Tetto piano non isolato

 

 

 

Permette l’utilizzo di tecnologie molto semplici. Si usa normalmente per locali non riscaldati di varia destinazione, quindi per strutture non adibite all’accoglienza di persone.

 

 

 

Tetto piano isolato

 

 

 

Utilizzato a protezioni di locali abitati, deve garantire un buon isolamento termico.

 

 

 

Prima di tutto bisogna costruire un cordolo perimetrale (F) in calcestruzzo per contenere tutto il pacchetto ventilazione, avendo l´accortezza di lasciare dei fori di 80 mm. (A) sui lati perpendicolari alla ventilazione. I fori naturalmente andranno protetti con una rete di protezione. Sul solaio esistente si fissano delle traversine in lamiera zincata (H) di dimensioni 170×70 e spessore 0,8 mm. con un interasse di 70 cm. come da particolare (D). Tra queste ultime si inserisce dell´isolante composto da pannelli in poliestirene estruso da 60 mm. densità 35 (I). Al di sopra delle traversine va poggiato in senso perpendicolare un tavolato in pino marino con spessori da 20 a 30 mm. (C) bullonato sulle traversine. Infine sul suddetto tavolato va steso un pannello da spessore 30 mm. in polistirene estruso a cellule chiuse densità 35 kg/m3 (E) con supporto superiore catramato per poter permettere successivamente la posa della guaina bituminosa per completare l´opera.

 

 

 

Schema del sistema di incollaggio:

 

 materiale isolante incollato

 

 Isolamento termico, p.es. EPS, PU o strato esistente (strato di separazione se necessario)

 

 Barriera antivapore

 

 Supporto

 

 

 

Schema del sistema con zavorra in ghiaia:

 

 Strato di zavorra (ghiaia o quadrotti)

 

 Strato di protezione (se necessario)

 

 Strato di materiale, posato a secco, di separazione (se necessario)

 

 Isolamento termico

 

 Barriera antivapore

 

 Strato di compensazione (se necessario)

 

 

 

Tetto carrabile

 

 

 

Il tetto carrabile assicura una adeguata resistenza al passaggio e alla sosta di veicoli. Questo è possibile grazie ad una tecnologia che utilizza conglomerato di cementizio armato.

 

 

 

Tetto a giardino pensile

 

 

 

Il tetto verde può essere di due tipi: estensivo oppure intensivo, in funzione del tipo di vegetazione scelto. Accanto alle funzioni primarie di protezione dall’acqua, dal rumore e di protezione termica, la soluzione di tetto verde offre grandi vantaggi estetici, di miglioramento del clima e soprattutto ecologici, perché restituisce all’ambiente preziosi spazi verdi. Per proteggere queste coperture dall’umidità del terreno e dalle radici si utilizzano delle barriere chimiche (prodotti con azione diserbante che proteggono la membrana dal proliferare delle radici) e quelle fisiche, cioè l’inserimento di una lamina metallica e un film di materiale sintetico. Caratteristiche specifiche del sistema:

 

 Ricostituzione di superfici verdi

 

 Ritenzione idrica che alleggerisce il carico del sistema di drenaggio e smaltimento delle acque meteoriche

 

 Esteticamente gradevole

 

 Favorisce la produzione di ossigeno

 

 Regolarizzazione del clima dell’ambiente

 

 Particolarità esecutive

 

 

 

Impermeabilizzazione dei cornicioni

 

 

 

Realizzata con membrana posata in aderenza e dotata di risvolti per la sovrapposizione del manto del tetto. Giunti di dilatazione: questi giunti permettono una corretta dilatazione termica degli elementi della copertura in modo che non si vengano a creare tensioni potenzialmente pericolose per l’integrità strutturale di queste. Si usano giunti a omega, meccanici, o protetti da grembiale.

 

 

 

Bocchettoni di scarico

 

 

 

Oltre alla scelta del materiale dei pluviali, bisogna prestare attenzione alle pendenze in prossimità dell’imbocco ed alla posizione dei pluviali rispetto ad elementi verticali. Le contropendenze in prossimità dell’imbocco, generate dell’ispessimento delle sovrapposizioni tra il manto e l’imbocco, provocano ristagni d’acqua, che accelerano il deterioramento del manto. Per evitare il problema, la zona di imbocco (compresa l’area di sovrapposizione) deve essere situata ad un livello inferiore alla quota minima della pendenza.

 

 

 

L’illuminazione attraverso coperture piane

 

 

 

L’illuminazione naturale attraverso le coperture viene solitamente preferita a quella data dalle finestrature in quanto permette di fornire illuminazione anche all’ interno del capannone industriale, senza venir bloccata dall’ombra prodotta da eventuali macchinari. L’illuminazione naturale, che deve essere opportunamente schermata permette di guadagnare anche ore di luce diminuendo l’uso di sistemi artificiali. Alcuni tipi di sistemi di illuminazione:

 

 copertura a Shed: La parte che della trave forma il canale di gronda, viene impermeabilizzata con guaine e coibentata con poliuretano. La parte in falda viene coibentata con lana di vetro protetta da alluminio, oppure da lastre in fibrocemento.

 

 copertura a capriate sfasate: utilizzata in capannoni e infrastrutture per determinati lavori, deve essere opportunamente schermata

 

 copertura a due livelli: soluzione che fornisce livelli di illuminazione e ventilazione molto buoni. La superficie esposta a sud deve essere protetta a soleggiamento.

 

 copertura suborizzontale a piastra con cupolette o lucernari: la semplicità di questa soluzione, data da lucernari di varie forme e dimensioni in policarbonato o metacrilato, ha però alcuni lati negativi quale la difficile eliminazione dell’abbagliamento, la manutenzione periodica e il rumore prodotto dalla pioggia battente.

 

 

 

Requisiti delle coperture

 

 

 

Tenuta all’acqua

 

 

 

Una copertura deve risultare impermeabile all’acqua e resistente ai carichi (vento, neve, carichi accidentali, ecc.) onde evitare l’insorgere di situazioni termoigrometriche critiche. Tali situazioni come infiltrazioni che si possono verificare per capillarità o causa il ciclo gelo disgelo, se non verificate, possono comportare condensazioni in superficie o negli strati che compongono la copertura stessa. Molto importante è anche la manutenzione del manto e gli elementi di completamento.

 

 

 

Trasmittanza termica

 

 

 

L’isolamento delle coperture è essenziale per ridurre la dispersione termica, specialmente nel caso di costruzioni monopiano, comportando notevoli economie di esercizio e sensibili vantaggi in termini di comfort abitativo. L’isolamento del tetto svolge anche una funzione protettiva nei confronti della struttura, soprattutto quando questa è in legno. Inoltre l’isolamento termico delle coperture offre notevoli vantaggi durante il periodo estivo. Per migliorare tali vantaggi è necessario utilizzare un materiale coibente che abbia una bassa diffusività termica (conducibilità termica / densità x calore specifico, come ad esempio i materiali coibenti a base di legno. Con questo accorgimento si ottiene dunque una bassa trasmittanza termica periodica Yie, valore che indica la trasmittanza nell’arco della giornata. Per effetto delle radiazioni solari la temperatura superficiale all’estradosso del manto di copertura può risultare superiore alla temperatura dell’aria esterna anche di 10-30 °C in funzione del calore del manto. Di conseguenza il salto termico effettivo tra l’interno e l’esterno della copertura è molto elevato. Ciò fa ulteriormente aumentare la temperatura interna dell’edificio a causa della trasmissione di calore che può avvenire attraverso il tetto nel caso non sia presente un buon isolamento termico. Migliorando l’isolamento termico delle strutture di un edificio esistente si ottengono sensibili riduzioni dei consumi di combustibile nel riscaldamento invernale e quindi nella gestione dell’impianto. Tra i possibili interventi per isolare termicamente esistono sostanziali differenze nei costi e nel risparmio ottenibile in termini di consumi energetici. In particolare le dispersioni attraverso un tetto non isolato possono rappresentare più del 25% delle dispersioni totali di un edificio.

 

 

 

Reazione al fuoco

 

 

 

Fermo restando il rispetto delle caratteristiche di resistenza al fuoco delle strutture portanti e separanti stabilite dal D.M. 9 aprile 1994 in funzione dell’altezza antincendio dell’edificio, è consentito che gli elementi strutturali della copertura, qualora non collaborino alla statica complessiva del fabbricato ma debbano garantire unicamente la propria stabilità, abbiano caratteristiche di resistenza al fuoco commisurate alla classe dei locali immediatamente sottostanti, con un minimo di R 30, indipendentemente quindi dall’altezza del fabbricato. Quanto sopra potrà essere realizzato a condizione che la situazione al contorno escluda la possibilità di propagazione di un eventuale incendio ad ambienti o fabbricati circostanti; in tale evenienza (come ad esempio nel caso di adiacenza con edifici di maggiore altezza) dovranno essere attuate idonee misure di sicurezza atte ad impedire la propagazione dell’incendio.

 

 

 

Circolazione dell’aria

 

 

 

La libera circolazione dell’aria, dalla linea di gronda al colmo, assicura:

 

 lo smaltimento dell’eccessivo calore causato dall’irraggiamento estivo

 

 una maggiore durata dei coppi o delle tegole grazie al mantenimento di condizioni di temperatura ed umidità simili.

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Foto della Copertura visto da Pandora

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Spiego a Pandora la Copertura

Dopo aver fatto colazione insieme e aver detto a Pandora quello che avremmo fatto oggi , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sulla Copertura e Pandora disse – ok , inizia pure quando vuoi . Dopo poco io dissi a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sulla Copertura – La copertura, o più comunemente tetto (ultimamente dal verbo latino tegere, oppure coprire), ha la funzione di definire la parte superiore dell’edificio e di preservare l’ambiente interno dagli agenti atmosferici.

 

Lo scopo essenziale delle coperture è impedire l’insorgere di umidità, quella di opporre resistenza alle sollecitazioni date dalla neve e il vento. Il manto di copertura, che è lo strato esterno delle coperture, garantisce la tenuta dell’acqua, mentre la struttura portante ha il compito di sostenere il manto.

 

Tipi di copertura

 

In base ai materiali utilizzati per il manto le coperture sono così raggruppate:

 

Coperture discontinue

 

Il manto è effettuato con vari materiali che, grazie al modo in cui sono collegati e alla loro pendenza, assicurano la tenuta dell’acqua. Le coperture discontinue sono a loro volta ripartite in:

 coperture di tegole in laterizio;

 coperture di tegole in cemento;

 coperture di lastre in fibrocemento;

 coperture di lastre in pietra;

 coperture di lastre di materie plastiche;

 coperture di tegole bituminose;

 coperture di pannelli metallici coibentanti;

 coperture di rame;

 coperture di lamiere grecate di acciaio zincato, rame, alluminio, ecc,;

 coperture di paglia;

 coperture di canna lacustre.

 

Coperture continue

 

Il manto è attuato con elementi molto ampi congiunti insieme durante la posa in opera, in modo da assicurare la tenuta per qualsiasi pendenza. Le coperture continue sono divise in:

 coperture impermeabilizzate a freddo;

 coperture impermeabilizzate a caldo;

 coperture impermeabilizzate con membrane sintetiche;

 coperture impermeabilizzate con membrane bituminose.

 

In base alla pendenza le coperture possono essere suddivise in:

 tetti a falde, costituiti da una o più falde con pendenza diversa a seconda dei materiali usati per il manto;

 tetti piani, realizzati da pendenza minime ma commisurati per smaltire le acque..

 

Tetti a falde

 

La forma geometrica di un tetto, ossia della superficie di copertura di un edificio, viene determinate da una o più facce piane inclinate, dette falde o pioventi. Il tetto a falde piane è caratterizzato da alcuni elementi:

 la linea di colmo, indica, in generale, una retta orizzontale di massima quota, che si ottiene come intersezione tra due falde inclinate del tetto;

 la linea di gronda, indica, in genere, una retta orizzontale di minima quota che si ottiene come intersezione tra le falde inclinate con un stesso piano orizzontale, detto piano d’imposta del tetto;

 la linea di displuvio, l’intersezione inclinata di due falde ad angolo convesso (saliente);

 la linea di compluvio, l’intersezione inclinata di due falde ad angolo concavo (rientrante).

 

Strutture portanti dei tetti a falde

 

La struttura portante dei tetti a falde può essere realizzata mediante varie soluzioni:

 orditura in legno strutturale;

 capriata e profilati in acciaio;

 capriata e pannelli di calcestruzzo armati precompresso;

 solai di calcestruzzo armato.

 

Orditura in legno strutturale

 

L’orditura in legno strutturale è costituita da vari elementi:

 le capriate;

 la grossa orditura;

 la piccola orditura.

 

Le capriate in legno, ognuna di esse formata da due travi (puntoni) disposte secondo l’inclinazione delle falde, riunite in sommità ad un travetto verticale (monaco o ometto), e inferiormente collegate ad una trave orizzontale (catena o tirante). Le unioni o connessioni dei vari elementi si ottengono mediante intagli, opportunamente rinforzati con ferri piatti. Questo tipo di incavallatura, chiamato capriata semplice, può essere usato fino a una portata di 6-7 metri.

 

Per coprire luci maggiori si ricorre ad altri tipi di capriate come per esempio la capriata formata da due puntoni, da un ometto e da una catena, disposti come nelle capriate semplici e inoltre da due contraffissi o saettoni interposti fra l’ometto e i puntoni. Le capriate di questo tipo si impiegano per coprire luci che vanno da 8 a 15 metri.

 

Questo tipo di capriata era comunemente detta capriata all’italiana o capriata con saette fino agli anni ’40 del Novecento, quando iniziò ad essere definita capriata palladiana, espressione che precedentemente indicava le capriate a tre monaci con controcatena.

 

Altra componente delle strutture portanti dei tetti a falde è la grossa orditura che, a seconda della sua disposizione, distingue i tetti nei due tipi:

 orditura alla piemontese:

 orditura alla lombarda.

 

L’orditura alla piemontese è costituita da una trave di colmo, appoggiata su capriate o direttamente su un muro di spina, e da cosiddetti falsi puntoni o travi disposti secondo la pendenza delle falde che, appoggiano superiormente sulla trave di colmo e inferiormente su una banchina o dormiente (dormiente è detta la trave poggiata completamente ai muri perimetrali, ossia una trave che non ha luce libera di inflessione ma è completamente poggiata su altre strutture per tutta la sua lunghezza).

 

L’orditura alla lombarda è caratterizzata dalla presenza di arcarecci o terzere che sono travi disposte parallelamente alle linee di gronda e appoggiate su capriate o su muri trasversali.

 

Terza e ultima componente delle strutture portanti dei tetti a falde è la piccola orditura. Costituita da correntini o listelli orizzontali, paralleli alle linee di gronda, nei tetti alla piemontese; e da travicelli o correntini o murali, inclinati secondo la pendenza del tetto, nei tetti alla lombarda.

 

Capriata e profilati in acciaio

 

Le capriate ed i profilati in acciaio possono avere forme diverse a seconda della conformazione delle falde e delle luci da coprire. I tipi più comuni sono le capriate semplici, quelle alla Polenceau e quelle a shed, realizzate in forma di trave reticolare. L’alta resistenza, la sicurezza dell’acciaio e la sua leggerezza rispetto ad altri sistemi, conferiscono all’insieme molti vantaggi strutturali ed economici.

 

Capriate e pannelli di calcestruzzo armato precompresso

 

Le travi di calcestruzzo armato precompresso più utilizzate e diffuse sono del tipo a parete piena a doppia pendenza. Nei sistemi con travi a doppia pendenza le travi sono in calcestruzzo armato normale o precompresso, presentano una doppia pendenza ed hanno luci che vanno da 10 a 30 metri. Altro tipo di capriata di calcestruzzo armato è quella utilizzata per le coperture a shed. Questi tipi di trave hanno la caratteristica forma a “ginocchio”, che permette di inserire una finestratura per l’illuminazione naturale interna. Sulle travi di calcestruzzo armato vengono sovrapposti pannelli prefabbricati per formare il piano d’appoggio del manto di copertura. Solai di calcestruzzo armato: La struttura di sostegno delle falde può essere costituita da solai e solette di calcestruzzo armato. Il solaio in calcestruzzo armato e laterizio è, nella sua più generale costituzione, formato da elementi di laterizio, aventi funzione di cassaforma leggera, i quali consentono di disporre l’armatura di acciaio in modo da ottenere, col getto di calcestruzzo, travetti distanti tra loro da 30 a 50 cm che vengono collegati tra loro da cordoli pure in calcestruzzo dello spessore di circa 4 cm che collegano i travetti formando una sezione reagente a T. La struttura di sostegno delle falde può essere costruita anche da pannelli prefabbricati, molto diffusi nelle coperture di capannoni industriali. Questi tipi di copertura offrono importanti vantaggi come quello di evitare le operazioni di manutenzione, tipiche dell’orditura in legno e quello di ottenere un miglior livello di inerzia termica della copertura.

 

Pendenza delle falde

 

Si può dire che la differenziazione tipologica in ordine ai diversi valori delle pendenze è derivante essenzialmente dal carico dovuto a precipitazioni nevose. Altro parametro da tenere in considerazione per la determinazione della pendenza di un tetto a falde è il materiale impiegato per il manto di copertura. L’esperienza consente di affermare come normali pendenze quelle comprese tra il 30% e il 45%.

 

Manti di copertura

 

I tipi di copertura realizzati con tegole di laterizio sono:

 coperture alla romana: è costituita da un embrice (coppo piatto rovesciato) sormontato dal coppo in modo da creare un canale.

 copertura a tegole marsigliesi: sono derivate dalla tegola prodotta nei paesi nordici per tetti a forte pendenza. Sono quindi caratterizzate da un’ampia funzionalità nella copertura a falde di elevata pendenza, sempre con ottimali risultati di impermeabilità e scorrimento delle acque; la pendenza minima richiesta per questo tipo di tegola è del 35%;

 

Tegole portoghesi

 copertura a tegole portoghesi: per combinazione fra il coppo e la tegola piatta (o marsigliese) sono state ottenute tegole a funzionamento intermedio che hanno assunto il nome di tegole portoghesi; la pendenza minima richiesta per questo tipo di tegola è del 30%;

 coperture a tegole olandesi: danno al manto di copertura un caratteristico aspetto ondulato.

 

Dal punto di vista funzionale non pare si riscontrino differenze essenziali tra i vari tipi. Perciò la scelta può essere fatta tenendo conto essenzialmente dell’aspetto esteriore e quindi della combinazione fra l’architettura della costruzione e l’inserimento nell’ambiente circostante.

 

Oltre ai tipi di copertura realizzate con tegole di laterizio esistono coperture realizzate con tegole in cemento. Tra queste troviamo:

 coperture in coppi di Francia;

 coperture in coppi di Grecia;

 coperture in tegola doppia romana.

 

Esistono poi coperture realizzate con materiali lapidei tra cui:

 coperture di ardesia;

 coperture di lastre di pietra.

 

Le più moderne lastre in fibra di cemento, che hanno sostituito le pericolose vecchie lastre in eternit (contenenti amianto), presentano pessime condizioni di durata nel tempo (degradano molto rapidamente) inoltre sono molto pericolose in caso vi sia la necessità di salire sul tetto per farvi un’ispezione (si rompono facilmente e si rischia di cadere a terra). Le migliori coperture a lastra sono quelle in lamiera grecata o di diversa tipologia purché in ferro o rame. Questi tipi di copertura hanno la caratteristica di essere funzionali e sicure a un prezzo ridotto. Altri tipi di copertura possono essere realizzate mediante tegole bituminose che consentono di realizzare falde con superfici molto complesse e inoltre sono particolarmente adatte per realizzare falde di grandi ampiezze e con qualsiasi tipo di inclinazione.

 

Isolamento termico dei tetti a falde

 

Tutte le superfici dell’edificio interagiscono termicamente con l’ambiente circostante, ma è soprattutto il tetto ad incidere sugli scambi termici complessivi della costruzione. Oggi è possibile ridurre questi scambi indesiderati (dispersioni termiche invernali, surriscaldamento estivo) isolando termicamente il tetto con materiali specifici. Per quanto riguarda l’isolamento termico del tetto occorre fare una distinzione tra:

 isolamento termico di sottotetti abitabili;

 isolamento termico di sottotetti non abitabili.

 

Per quanto riguarda i sottotetti abitabili lo strato isolante può essere inserito al di sotto della struttura portante, soluzione ideale per l’isolamento di tetti preesistenti, oppure sopra di essa, di più facile esecuzione e ideale per gli edifici nuovi. Se si interviene dall’interno della copertura è probabile che si abbia condensazione. Vengono prodotti freni al vapore che hanno un coefficiente di permeabilità al vapore maggiore rispetto alla barriera e permettono dunque un determinato passaggio di vapore. La quantità di acqua che può formarsi all’interno del coibente va calcolata in modo che sia possibile la sua rievaporazione nel periodo estivo. Per la protezione dal calore estivo è opportuno utilizzare materiali coibenti a base di legno poiché hanno una bassa diffusività termica (conducibilità termica / densità x calore specifico) e permettono di avere una bassa trasmittanza termica periodica Yie. Nel caso invece dell’isolamento termico di sottotetti non abitabili, con copertura isolata e ventilata, lo strato di isolamento può essere applicato sull’estradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano dell’edificio. Si è soliti gettare un massetto di alcuni centimetri sopra l’isolamento per rendere agevole l’utilizzo del piano sottotetto. Possono utilizzarsi anche listoni in legno tra i quali inserire coibente a bassa densità e richiudere il tutto con tavolato.

 

Canali di gronda

 

Per lo smaltimento e la raccolta delle acque piovane sono usati i canali di gronda, posati in opera con una pendenza capace di trasferire l’acqua in canali di discesa, chiamati pluviali. I canali di gronda possono essere realizzati in vari modi:

 canali di gronda di lamiera zincata, acciaio inossidabile e rame. La sezione più usata in questi casi è quella semicircolare poiché le altre comportano un maggiore impiego di materiale e una maggiore difficoltà di collegamento;

 canali di gronda formati da cornicioni di calcestruzzo armato, spesso rivestito di uno strato impermeabilizzante;

 canali di gronda in PVC, composti da un elemento di testata e un elemento di giunzione. I pluviali possono essere realizzati con tubazione di lamiera zincata, acciaio inox e rame ma anche in materiali plastici. Possono anche essere installati all’esterno delle facciate o all’interno delle pareti perimetrali.

 

Coperture di scandole in legno

 

Le coperture di scandole in legno, così come le coperture di paglia sono presenti nella tradizione costruttiva di determinate regioni e sono ormai completamente in disuso. Quella delle scandole in legno è una tecnica molto antica, impiegata soprattutto in tetti con notevole pendenza. Le scandole sono realizzate con un legno molto resistente, ad esempio il larice che ne garantisce la durata nel tempo. Sono di varie dimensioni, come ad esempio le scandole alpine lunghe 100 cm, larghe 20 cm e spesse 2,5 cm e le scandole canadesi lunghe 50 cm, larghe 10 cm e spesse 1,5 cm. Le scandole sono inoltre lavorate con scanalature per favorire lo scorrimento dell’acqua sulla falda. La posa in opera avviene in due strati di scandole, alternati e sovrapposti, fissati con dei chiodi su arcarecci portascandole, disposti in tavole, che forniscono il collegamento all’orditura del tetto. In genere ma soprattutto nel caso di falde con limitata pendenza, si preferisce l’inserimento di strati impermeabilizzanti sotto le scandole, per smaltire l’infiltrazione d’acqua.

 

Modalità e posa delle scandole in legno canadesi

 

Sopra il tavolato vanno fissate delle tavole all’orditura del tetto, sopra questo si giunta lo strato impermeabilizzante. Sopra le tavole si posano gli arcarecci portascandole.

 

Tetti piani

 

I tetti piani sono caratterizzati da una pendenza minima, sufficiente per assicurare lo scorrimento dell’acqua fino agli scarichi. Secondo la normativa UNI si definiscono tetti piani quelli con pendenza minore del 5%.

 

È quindi necessario un sistema di impermeabilizzazione, costituito da un insieme di strati, la cui scelta dev’essere fatta tenendo conto di alcuni fattori:

 grado di accessibilità della copertura, con conseguente entità dei carichi;

 condizioni climatiche che possono danneggiare la copertura, sottoforma di irraggiamento solare, sbalzi termici e temperature elevate.

 necessità di un isolamento termico all’interno.

 

I tetti piani possono essere divisi in due gruppi:

 tetti piani non praticabili. Non sono accessibili alle persone se non per manutenzione;

 tetti piani praticabili. Sono accessibili alle persone e sono dotati di pavimentazione e protezioni contro il rischio di cedimenti;

 

Si distinguono in:

 tetti a giardino pensile, quando sono dotati di uno strato di terra nel quale si possono coltivare erba, arbusti e fiori.

 terrazze, quando sono adatte al soggiorno.

 tetti carrabili, quando sono percorribili da veicoli.

 

Definizione degli strati funzionali

 

Nelle coperture a tetto piano sono presenti i seguenti strati:

 strato di impermeabilizzazione;

 strato di pendenza;

 strato di separazione;

 strato di isolamento termico;

 barriera al vapore

 strato portante.

 

Strato di impermeabilizzazione

 

Questo strato può essere realizzato come:

 impermeabilizzazione a caldo

 impermeabilizzazione a freddo

 impermeabilizzazione con membrane sintetiche

 impermeabilizzazione con membrane bituminose. Questo strato va protetto dall’azione dei carichi e dai raggi UV particolarmente dannosi per certe membrane, perciò si sovrappone uno strato di protezione superficiale.

 

Strato di pendenza

 

Questo strato ha il compito di smaltire le acque. La sua pendenza può variare dallo 0,5% al 5%. Lo strato di pendenza è generalmente realizzato con un getto di calcestruzzo o con aggregati leggeri, con uno spessore che varia dai 3 ai 5 cm, spianato in modo da eliminare le irregolarità. Questo strato a volte costituisce anche il supporto dello strato di impermeabilizzazione.

 

Strato di separazione

 

Questo strato evita i danni prodotti con il movimento del supporto con lo strato di impermeabilizzazione.

 

Barriera al vapore

 

Essa ha la doppia funzione di impedire la condensazione del vapore all’interno degli strati e di proteggere lo strato isolante dall’umidità presente negli strati sottostanti non ancora del tutto asciugati.

 

Strato portante

 

Questo strato ha la funzione di resistere ai carichi e al peso proprio degli strati costituenti. In un tetto è costituito da una soletta di calcestruzzo armato, da pannelli di copertura prefabbricati, da un solaio misto in laterocemento, da un tavolato in legno o da pannelli truciolari.

 

Lo strato di impermeabilizzazione

 

Lo strato di impermeabilizzazione può essere realizzato con apposite membrane per impermeabilizzazione o con prodotti sfusi. I prodotti sfusi dopo l’applicazione a caldo o a freddo costituiscono uno strato di un determinato spessore, senza giunti e impermeabile. Le impermeabilizzazioni eseguite con questi tipi di prodotti solitamente presentano:

 semplicità di applicazione, anche su superfici inclinate;

 adattamento a forme complesse delle superfici di supporto, soprattutto se non sono di grandi dimensioni. Le membrane di impermeabilizzazione invece, sono fornite in rotoli di determinate dimensioni, che vengono adattati alle superfici e saldati tra loro. Queste membrane solitamente offrono i seguenti vantaggi:

 rapidità di posa su grandi superfici, anche se inclinate

 uniformità dello spessore e della composizione.

 

Criteri di collegamento dello strato impermeabilizzante al supporto

 

I manti impermeabili si possono posare in modi diversi:

 

Collegamento indipendente

 

consiste nell’adagiare una membrana rivestita di materiale che impedisca l’adesione al supporto. La membrana viene poi saldata a questo supporto garantendo lo scorrimento dell’impermeabilizzazione sul supporto. Il collegamento indipendente è possibile solo con pendenze inferiori al 5% e presuppone uno strato di protezione pesante che impedisca al vento di sollevare la membrana.

 

Collegamento semiaderente

 

si realizza incollando l’impermeabilizzazione al supporto per punti o lungo strisce. Questo collegamento è possibile con pendenze fino al 40%.

 

Collegamento aderente

 

l’impermeabilizzazione viene fissata al supporto, eventualmente pretrattato con elementi che aiutano il collegamento. Questo tipo di collegamento è realizzabile con ogni tipo di pendenza: non richiede deformazioni, dilatazioni o movimenti del supporto che possono lacerare l’impermeabilizzazione.

 

La protezione superficiale

 

Per rallentare l’invecchiamento delle membrane impermeabilizzanti presentò sui tetti piani si deve proteggere la loro superficie.

 

Impiego di membrane autoprotette (protezione leggera)

 

Lo strato impermeabile viene prodotto con scaglie di ardesia o da lamine di alluminio o di rame. Il tutto consente di realizzare falde colorate, dal rosso al verde scuro.

 

Protezione mediante strato di ghiaietto (protezione pesante)

 

Costituita da uno strato di ghiaietto spesso 4 o 5 cm, che consente l’accesso alla copertura per la manutenzione e nel caso di collegamento indipendente, assume la funzione di coprire la membrana. Il ghiaietto deve essere tondeggiante e posato sciolto su uno strato di separazione filtrante (esempio tessuto non tessuto). Questa protezione è molto economica e anche utile per ridurre gli effetti delle escursioni termiche.

 

Protezione mediante pavimentazione su massetto

 

Costituita da uno strato di sabbia spessa 2 cm disposto sulla membrana di impermeabilizzazione e da uno strato di separazione (esempio cartonfeltro) sul quale viene gettato un massetto di calcestruzzo dello spessore di 3 cm. La pavimentazione fatta di piastrelle viene posata con malta di allettamento o con uno strato di colla. Questa protezione permette alla copertura di essere fruibile, essendo così utilizzabile come terrazzo.

 

Protezione mediante pavimentazione drenata

 

Realizzata con lastre di calcestruzzo 50 x 50 cm, appoggiate sullo strato impermeabilizzante con elementi angolari di plastica, in modo da formare giunti aperti capaci di scolare l’acqua verso gli scarichi. Questa protezione permette l’utilizzo della copertura come terrazzo e inoltre ha anche il vantaggio di rimuovere facilmente la pavimentazione per la manutenzione della membrana impermeabilizzante.

 

Isolamento termico di tetti piani

 

Barriera al vapore

 

Durante la stagione invernale, il vapore risale attraverso la soletta portante e può condensarsi dentro lo strato isolante. A causa della membrana impermeabilizzante l’acqua non può evaporare verso l’esterno, così si accumula negli strati e una parte riscende verso il basso. Durante la stagione estiva, l’acqua accumulata negli strati si trasforma in vapore causando la formazione di bolle sulla membrana impermeabile. La barriera al vapore riesce ad evitare entrambi gli inconvenienti poiché impedisce la formazione della condensa. I materiali comunemente impiegati per questo metodo sono fogli di alluminio, membrane di bitume polimero… Parecchi tipi di pannelli isolanti sono prodotti con la barriera al vapore applicata sulla faccia. La barriera al vapore è necessaria quando l’isolante possiede una forte permeabilità al vapore; può invece non essere messa se l’isolante non è permeabile al vapore (vetro cellulare).

 

Strato di isolamento termico

 

Strato termoisolante di un tetto

 

Lo strato termoisolante può essere posizionato in diversi modi rispetto agli altri strati:

 tetto freddo: caratterizzato da un’intercapedine disposta tra lo strato impermeabilizzante e lo strato di isolamento. Questa intercapedine consente di smaltire il vapore attraverso delle aperture poste ai lati della copertura migliorando il comportamento del tetto all’inerzia termica. Questo tipo di tetto è molto costoso e necessita di una progettazione attenta.

 tetto caldo: è lo strato isolante compreso tra la barriera al vapore e lo strato di impermeabilizzazione. È una soluzione più semplice del tetto freddo ma richiede maggiore attenzione poiché l’impermeabilizzazione è particolarmente esposta ai raggi del sole e all’accumulo di calore.

 tetto rovescio: lo strato isolante è posizionato sopra lo strato di impermeabilizzazione. Non serve la barriera al vapore poiché tale funzione viene svolta dallo strato impermeabilizzante; è però necessario l’impiego di un materiale isolante insensibile al gelo e all’acqua. Ad esso si sovrappone uno strato di ghiaietto sia per l’irraggiamento solare che per le precipitazioni atmosferiche.

Vari tipi di tetti

 

Qui sotto lo schema dei principali tipi di tetto piano che verranno esaminati poi uno ad uno.

Tetto piano non isolato

 

Permette l’utilizzo di tecnologie molto semplici. Si usa normalmente per locali non riscaldati di varia destinazione, quindi per strutture non adibite all’accoglienza di persone.

 

Tetto piano isolato

 

Utilizzato a protezioni di locali abitati, deve garantire un buon isolamento termico.

 

Prima di tutto bisogna costruire un cordolo perimetrale (F) in calcestruzzo per contenere tutto il pacchetto ventilazione, avendo l´accortezza di lasciare dei fori di 80 mm. (A) sui lati perpendicolari alla ventilazione. I fori naturalmente andranno protetti con una rete di protezione. Sul solaio esistente si fissano delle traversine in lamiera zincata (H) di dimensioni 170×70 e spessore 0,8 mm. con un interasse di 70 cm. come da particolare (D). Tra queste ultime si inserisce dell´isolante composto da pannelli in poliestirene estruso da 60 mm. densità 35 (I). Al di sopra delle traversine va poggiato in senso perpendicolare un tavolato in pino marino con spessori da 20 a 30 mm. (C) bullonato sulle traversine. Infine sul suddetto tavolato va steso un pannello da spessore 30 mm. in polistirene estruso a cellule chiuse densità 35 kg/m3 (E) con supporto superiore catramato per poter permettere successivamente la posa della guaina bituminosa per completare l´opera.

 

Schema del sistema di incollaggio:

 materiale isolante incollato

 Isolamento termico, p.es. EPS, PU o strato esistente (strato di separazione se necessario)

 Barriera antivapore

 Supporto

 

Schema del sistema con zavorra in ghiaia:

 Strato di zavorra (ghiaia o quadrotti)

 Strato di protezione (se necessario)

 Strato di materiale, posato a secco, di separazione (se necessario)

 Isolamento termico

 Barriera antivapore

 Strato di compensazione (se necessario)

 

Tetto carrabile

 

Il tetto carrabile assicura una adeguata resistenza al passaggio e alla sosta di veicoli. Questo è possibile grazie ad una tecnologia che utilizza conglomerato di cementizio armato.

 

Tetto a giardino pensile

 

Il tetto verde può essere di due tipi: estensivo oppure intensivo, in funzione del tipo di vegetazione scelto. Accanto alle funzioni primarie di protezione dall’acqua, dal rumore e di protezione termica, la soluzione di tetto verde offre grandi vantaggi estetici, di miglioramento del clima e soprattutto ecologici, perché restituisce all’ambiente preziosi spazi verdi. Per proteggere queste coperture dall’umidità del terreno e dalle radici si utilizzano delle barriere chimiche (prodotti con azione diserbante che proteggono la membrana dal proliferare delle radici) e quelle fisiche, cioè l’inserimento di una lamina metallica e un film di materiale sintetico. Caratteristiche specifiche del sistema:

 Ricostituzione di superfici verdi

 Ritenzione idrica che alleggerisce il carico del sistema di drenaggio e smaltimento delle acque meteoriche

 Esteticamente gradevole

 Favorisce la produzione di ossigeno

 Regolarizzazione del clima dell’ambiente

 Particolarità esecutive

 

Impermeabilizzazione dei cornicioni

 

Realizzata con membrana posata in aderenza e dotata di risvolti per la sovrapposizione del manto del tetto. Giunti di dilatazione: questi giunti permettono una corretta dilatazione termica degli elementi della copertura in modo che non si vengano a creare tensioni potenzialmente pericolose per l’integrità strutturale di queste. Si usano giunti a omega, meccanici, o protetti da grembiale.

 

Bocchettoni di scarico

 

Oltre alla scelta del materiale dei pluviali, bisogna prestare attenzione alle pendenze in prossimità dell’imbocco ed alla posizione dei pluviali rispetto ad elementi verticali. Le contropendenze in prossimità dell’imbocco, generate dell’ispessimento delle sovrapposizioni tra il manto e l’imbocco, provocano ristagni d’acqua, che accelerano il deterioramento del manto. Per evitare il problema, la zona di imbocco (compresa l’area di sovrapposizione) deve essere situata ad un livello inferiore alla quota minima della pendenza.

 

L’illuminazione attraverso coperture piane

 

L’illuminazione naturale attraverso le coperture viene solitamente preferita a quella data dalle finestrature in quanto permette di fornire illuminazione anche all’ interno del capannone industriale, senza venir bloccata dall’ombra prodotta da eventuali macchinari. L’illuminazione naturale, che deve essere opportunamente schermata permette di guadagnare anche ore di luce diminuendo l’uso di sistemi artificiali. Alcuni tipi di sistemi di illuminazione:

 copertura a Shed: La parte che della trave forma il canale di gronda, viene impermeabilizzata con guaine e coibentata con poliuretano. La parte in falda viene coibentata con lana di vetro protetta da alluminio, oppure da lastre in fibrocemento.

 copertura a capriate sfasate: utilizzata in capannoni e infrastrutture per determinati lavori, deve essere opportunamente schermata

 copertura a due livelli: soluzione che fornisce livelli di illuminazione e ventilazione molto buoni. La superficie esposta a sud deve essere protetta a soleggiamento.

 copertura suborizzontale a piastra con cupolette o lucernari: la semplicità di questa soluzione, data da lucernari di varie forme e dimensioni in policarbonato o metacrilato, ha però alcuni lati negativi quale la difficile eliminazione dell’abbagliamento, la manutenzione periodica e il rumore prodotto dalla pioggia battente.

 

Requisiti delle coperture

 

Tenuta all’acqua

 

Una copertura deve risultare impermeabile all’acqua e resistente ai carichi (vento, neve, carichi accidentali, ecc.) onde evitare l’insorgere di situazioni termoigrometriche critiche. Tali situazioni come infiltrazioni che si possono verificare per capillarità o causa il ciclo gelo disgelo, se non verificate, possono comportare condensazioni in superficie o negli strati che compongono la copertura stessa. Molto importante è anche la manutenzione del manto e gli elementi di completamento.

 

Trasmittanza termica

 

L’isolamento delle coperture è essenziale per ridurre la dispersione termica, specialmente nel caso di costruzioni monopiano, comportando notevoli economie di esercizio e sensibili vantaggi in termini di comfort abitativo. L’isolamento del tetto svolge anche una funzione protettiva nei confronti della struttura, soprattutto quando questa è in legno. Inoltre l’isolamento termico delle coperture offre notevoli vantaggi durante il periodo estivo. Per migliorare tali vantaggi è necessario utilizzare un materiale coibente che abbia una bassa diffusività termica (conducibilità termica / densità x calore specifico, come ad esempio i materiali coibenti a base di legno. Con questo accorgimento si ottiene dunque una bassa trasmittanza termica periodica Yie, valore che indica la trasmittanza nell’arco della giornata. Per effetto delle radiazioni solari la temperatura superficiale all’estradosso del manto di copertura può risultare superiore alla temperatura dell’aria esterna anche di 10-30 °C in funzione del calore del manto. Di conseguenza il salto termico effettivo tra l’interno e l’esterno della copertura è molto elevato. Ciò fa ulteriormente aumentare la temperatura interna dell’edificio a causa della trasmissione di calore che può avvenire attraverso il tetto nel caso non sia presente un buon isolamento termico. Migliorando l’isolamento termico delle strutture di un edificio esistente si ottengono sensibili riduzioni dei consumi di combustibile nel riscaldamento invernale e quindi nella gestione dell’impianto. Tra i possibili interventi per isolare termicamente esistono sostanziali differenze nei costi e nel risparmio ottenibile in termini di consumi energetici. In particolare le dispersioni attraverso un tetto non isolato possono rappresentare più del 25% delle dispersioni totali di un edificio.

 

Reazione al fuoco

 

Fermo restando il rispetto delle caratteristiche di resistenza al fuoco delle strutture portanti e separanti stabilite dal D.M. 9 aprile 1994 in funzione dell’altezza antincendio dell’edificio, è consentito che gli elementi strutturali della copertura, qualora non collaborino alla statica complessiva del fabbricato ma debbano garantire unicamente la propria stabilità, abbiano caratteristiche di resistenza al fuoco commisurate alla classe dei locali immediatamente sottostanti, con un minimo di R 30, indipendentemente quindi dall’altezza del fabbricato. Quanto sopra potrà essere realizzato a condizione che la situazione al contorno escluda la possibilità di propagazione di un eventuale incendio ad ambienti o fabbricati circostanti; in tale evenienza (come ad esempio nel caso di adiacenza con edifici di maggiore altezza) dovranno essere attuate idonee misure di sicurezza atte ad impedire la propagazione dell’incendio.

 

Circolazione dell’aria

 

La libera circolazione dell’aria, dalla linea di gronda al colmo, assicura:

 lo smaltimento dell’eccessivo calore causato dall’irraggiamento estivo

 una maggiore durata dei coppi o delle tegole grazie al mantenimento di condizioni di temperatura ed umidità simili.