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Cortana Daniel Saintcall Dominatore di Poteri I.A T.A.R.D.I.S

Cortana modifica il suo aspetto da I.A

Cortana-Art1

Cortana stava lavorando molto al suo corpo e non era affatto facile visto che c’ erano un sacco di passaggi da fare e molti erano difficili . Un solo errore e tutto andava a puttane e doveva rifare tutto da capo . Mentre pensava al fatto di uscire dal T.A.R.D.I.S decise di fare anche un altra cosa e sarebbe a dire modificare il suo aspetto da I.A . Cortana voleva uscire dal T.A.R.D.I.S solo quando c’ era qualcosa di bello da vedere ma anche quando c’ era qualcosa da fare per salvare questo nostro mondo cosi bello e cosi pieno di cose . Nella realizzazione del suo corpo umano che era simile a un essere umano decise di rendere la sua I.A cosi simile a un essere umano . Ci mise parecchie ore e alla fine ce la fece . Alla fine si creo il suo nuovo aspetto da I.A . Non ce lo poteva mostrare subito perchè doveva vedere se aveva fatto tutto bene oppure tutto il suo lavoro era fatto male e doveva essere buttato nella rete come le altre cose che non funzionano e vengono dimenticate e mai più riprese per fare in modo che tornino a essere buone e belle e sopratutto magnifiche come le volevamo noi .

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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Galleria Galleria Foto S.H.I.E.L.D

Agents of S.H.I.E.L.D – The Only Light in the Darkness

Blackout è un vero mostro . L’ ho visto all’ opera ed è davvero molto pericolo e il suo potere fa davvero molti danni al corpo umano . Blackout quando lo utilizza sulle persone e davvero una cosa da non vedere . Quando utilizza il suo potere sulle persone la lo faccia diventa viola e tutto quello che ha nel corpo e come se si spegnesse . Sapete quando una macchina smette di funzionare , soltanto che su un corpo umano il risultato e molto peggio . Questo lo ha fatto a un pescatore che gli ha detto no . A lui non piace ricevere no e cosi lo ha ucciso e lui e andato a Portland da solo e con la sua macchina . L’ho visto e ogni volta che lui passava le luce si spegnevano . Anche quando lui è sceso da una barca , le luci si spegnevano . Blackout era arrivato da una barca e poi grazie a un mezzo era andato a Portland . Mi chiedo perchè prenderselo con l’ amica di Coulson , forse tra Coulson  e Blackout c’ e un passato e io non lo so . Ma spero che non faccia del male a The Cellist . Forse pure questa donna ha dei poteri oppure no so , ma se avesse il potere di fare onde d’ urto con il suo strumento potrebbe essere una cosa molto preziosa e sicuramente una cosa da non far cadere nelle mani dell’ HYDRA . Prima di aiutare The Cellist la squadra di Coulson devono andare su una macchina che capta tutto e quindi questo è il modo migliore per scoprire tutto e forse per Grant Ward potrebbe essere un problema visto che qui si potrebbe scoprire che lui fosse dell’ HYDRA .

 

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2013 Aqua Damon Saintcall Daniel Saintcall Database Distruttori Dr Alyssa Saintcall Kratos Kyra Saintcall Oliver Saintcall Pandora Pioners 5 Polizia Internazionale Polizia Internazione del Mondo Fantastico Universo

Sarah la Fenice Rossa porta me e mia sorella Alyssa sulla Terra

Maraxus il mio pianeta natale per la precisione è stato distrutto il 10 compleanno di mia sorella Alyssa che è più grande di me di 2 anni . Come vi ho detto lei per molto tempo non ha voluto più festeggiare il suo compleanno per molto tempo . Il mio pianeta era davvero molto bello , ci vivevano moltissime persone , l’ atmosfera era come quella della Terra quindi anche senza tute o altre cose si poteva vivere li sopra . Io e mia sorella Alyssa eravamo i figli di due persone molto importanti sul pianeta Maraxus , Alukard e Helena Saintcall facevano parte del consiglio e grazie a loro che facevano parte di molte organizzazioni per proteggere la galassia , loro erano molto conosciuti e per questa cosa la Polizia Interazionale del Tempo , dello Spazio e dei Mondi affidava loro missioni molto importanti . Missioni per aiutare alieni che spesso non si sapevano difendere da umani che li volevano schiavizzare o volevano fare altre atrocità contro di loro . Tra le varie razze che aiutavano furono gli Odd e molte altre razze e sopratutto contro i Cacciatori di Stelle , alcuni volevano prendere dalle stelle il loro nucleo per diventare più forti e uccidere chiunque si mettesse contro di loro . Sul mio pianeta c’ era moltissima conoscenza che era custodita dentro una grande biblioteca davvero molto grande . Li dentro c’ era scritto tutto sulle varie razze alieni , i loro punti deboli e i loro punti di forza , non solo i miei genitori ma anche gli altri del mio popolo andava in giro per i mondi , per i vari tempi e cercavano alieni . Grazie all’ occhio dell’ fenice il mio popolo capiva subito i punti deboli delle varie creature alieni e dopo aver scoperta questa cosa tornavano sul mio pianeta e lo mettevano nel loro database . Il mio pianeta Maraxus è nel sistema solare Pioners 5 , dal quale prende il nome da un viaggiatore che si chiama Oberon Pioners 5 . Tra i vari pianeti esiste il pianeta Fenix dove nascono , crescono e vivono per sempre le Fenice , tra le fenici più importanti c’ e la loro regina che si chiama Sarah la Fenice Rossa . Nota cosi perché come combattente è incredibile , lei era incredibile ma contro i Distruttori non poté fare niente , pote fare una cosa sola scappare lontano . I Distruttori sono come i simbionti il colore di tutta la loro pelle è nera , nel senso che sono come l’ oscurità stessa e entrano dentro il corpo di una persona e poi utilizzano quei corpi per distruggere tutto e tutti . Tu sei cosciente quando i Distruttori sono dentro di te , ma la cosa più brutta è che tu devi stare li a guardare senza poter fare niente . Anche con tutti i poteri del mondo i Distruttori ti entrano nella testa e tu come se fossi scollegato dal mondo intero , dentro la tua mente vedi oscurità e non c’ e un solo piccolo barlume di luce . Anche se ci provi l’ oscurità ti prende l’ oscurità che hai dentro il tuo corpo la unisce con quella e poi ti colpisce e una volta colpita ti assale la paura . Prima di sentire la morte del tuo pianeta dentro di te senti e vedi i tuoi compagni che stanno a terra e la loro pelle prima diventa gialla come la paura come in pochi secondi si trasformano in polvere e non puoi fare niente . I Distruttori volle distruggere il pianeta Fenix , andò li e agi come al suo modo che li distingueva in tutto l’ universo , Sarah la Fenice Rossa insieme alla sua amica li combatte il più che poteva come ogni cosa era impossibile . Alla fine la sua mia amica fece un attacco per fare in modo che lei Sarah la Fenice Rossa si potesse mettere al sicuro , lei arrivò sul mio pianeta stanca e quando arrivò li subito dopo senti dentro di se le urla di tutto il suo popolo che chiedeva aiuto , ma lei non poteva fare niente contro di loro . Sarah la Fenice Rossa dopo si accascio a terra , io quando la incontrai avevo 6 anni e mia sorella Alyssa 8 , quando vedemmo lei accasciata per terra io dissi a mia sorella – vai a chiamare il medico mentre io resto li accanto a lei . Alyssa andò a chiamare il medico , il medico arrivò sul luogo e visitò Sarah la Fenice Rossa nel suo studio , io e mia sorella Alyssa la portammo nel suo studio e li la visito . Dopo pochi minuti lei si risveglio e vide me , mia sorella Alyssa e il medico David , Sarah la Fenice Rossa inizio a chiedere un sacco di cose a noi , noi iniziammo a dire dove si trovava e poi noi ci chiedevamo come mai lei era qui . Poi lei si mise seduta su una sedia e inizio a raccontare come era arrivata qui sul nostro pianeta , dopo un po’ di tempo mio padre Alukard mi chiamo in modo telepatico , perché vide che io e mia sorella eravamo in infermeria – State bene tu e Alyssa , so che state in infermeria e mi sono preoccupato . Io gli risposi – Io e Alyssa stiamo bene , ma qui c’ e Sarah la Fenice Rossa , regina del pianeta Fenix , il suo pianeta è stato distrutto dai Distruttori e poi è venuta qui . Mio padre si concentro e si teletrasporto in infermeria , Sarah la Fenice Rossa appena vide mio padre capì chi era lui e poi Sarah la Fenice Rossa chiese a lui – posso stare qui il mio pianeta è stato distrutto e non ho più una casa . Mio padre fu molto gentile con lei e disse – resta tutto il tempo che vuoi , non sarai una Dominatrice di Poteri , ma pure tu sai utilizzare moltissimi poteri quindi qui ti sentirai come casa. Con il tempo mio padre e mia madre iniziarono a conoscere Sarah e stavano vedendo se si potevano fidare di lei , con il tempo loro insieme chiese a lei – vuoi diventare la madrina di Daniel e Alyssa . Con il tempo pure noi avevamo conosciuto Sarah la Fenice e noi non potevamo avere una madrina migliore era bravissima e sopratutto sapeva molte cose e grazie a noi le seppe molte cose e le ci insegno moltissime cose .Tra le varie cose come prendere il controllo dei nostri poteri , non lo imparammo subito ma con il tempo iniziammo a fare qualcosa , come sollevare piccoli e grandi sassi . Quando mia sorelle fece 10 anni successe una cosa che nessuno si aspettava i Distruttori arrivano sul nostro pianeta e volevano radere al suolo il mio pianeta . I miei genitori sapevano che stavano arrivano e chiese a Sarah la Fenice Rossa di portare me e mia sorella sul pianeta terra nella casa dove loro avevano prestabilito che dovevano crescere e alla fine di non uccidere i nostri nemici non per vendetta ma per la giustizia sotto la Polizia Interazionale del Tempo , dello Spazio e dei Mondi . La Casa in cui ci portò Sarah la Fenice Rossa era come quella di Helen Magnus ma all’ interno era completamente diversa . Io e mia sorella con le lacrime agli occhi , visto che per tutto il viaggio sentimmo dentro la nostra testa le urla di tutti i nostri amici e alla fine le ultime urla che sentimmo furono quelle dei nostri genitori . Noi dicevamo a Sarah la Fenice Rossa – riportaci indietro , vogliamo aiutare i nostri genitori . Sarah la Fenice Rossa si abbasso e disse – non posso farlo , ho giurato ai vostri genitori che non vi avrei fatto fare pazzie e se vi facessi fare questa pazzia i vostri genitori sono morti senza alcun motivo . Poi capimmo dopo molto tempo , ci calmammo e incontrammo i nostri nuovi genitori e nostro fratello Damon , i nostri genitori si chiamavano Oliver e Kyra Saintcall . Da quel giorno quella fu la casa in cui vivemmo e viviamo ancora li , insieme a Kratos , Pandora e Aqua . 

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Spiego a Kratos la lingua

Dopo aver detto a Kratos tutto sul naso e dopo avergli fatto vedere una foto sul naso , gli dissi – adesso ti spiego tutto sulla lingua e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla lingua – La lingua è un organo eminentemente muscolare che occupa gran parte della cavità orale.

 

 

 

Anatomia macroscopica

 

 

 

Costituisce la parete anteriore dell’orofaringe. La sua superficie dorsale costituita dalla mucosa linguale è convessa in ogni direzione ed è distinguibile in due parti, diverse sia per aspetto che per origine embriologica, dette corpo e radice della lingua, o porzione orale e porzione faringea. Esse sono divise da un solco a V rovesciata detto solco terminale, il cui apice costituisce una piccola cavità detta fondo cieco. È collegata posteriormente a un piccolo osso chiamato ioide e anteriormente ad un piccolo e sottile filamento detto frenulo o filetto. La lingua è dotata di papille gustative, ed è, appunto, il principale organo del gusto. Essa svolge la funzione di impastare il cibo con la saliva e di spingerlo sotto i denti affinché venga triturato, e quindi spinto giù per l’esofago.

 

 

 

Il corpo della lingua costituisce i 2/3 del suo volume, è diviso longitudinalmente dal solco mediano, che origina posteriormente all’apice della lingua e termina anteriormente al solco terminale, presso il foro cieco. A bocca chiusa, la superficie inferiore del corpo della lingua è a contatto con il pavimento della bocca, l’apice con gli incisivi superiori, i margini laterali con le arcate gengivali e la superficie superiore con il palato duro e con il palato molle. La superficie dorsale è ricoperta dall’induito, una patina biancastra trasparente costituita dal precipitato contro il palato delle esalazioni dello stomaco attraverso l’esofago. Il colore, lo spessore, la consistenza e l’asportabilità dell’induito danno luogo ad indicazioni sullo stato della funzione digestiva. Sulla superficie superiore della lingua, anteriormente all’arco palatoglosso e posteriormente al solco terminale vi è un’area in cui sono presenti 4-6 pliche mucose che costituiscono i residui delle papille foliate, presenti e funzionali in molti animali, ma non nell’uomo. Le papille gustative si distinguono in filiformi, che appaiono sotto forma di una diffusa e minuscola punteggiatura, sono diffuse su tutta la superficie dorsale del corpo della lingua, in particolare presso l’apice, papille fungiformi, piccole, in rilievo e tondeggianti, meno numerose delle filiformi e distribuite anch’essa su tutta la superficie, e papille circumvallate, più rilevate e tondeggianti delle altre, disposte solo lungo il solco terminale. La mucosa della superficie inferiore è di colore rosso e di consistenza viscida. Due escrescenze mucose, dette pliche fimbriate, originano posteriormente e lateralmente alla base della lingua e si dirigono antero-medialmente definendo una zona triangolare. Medialmente a queste, superficialmente e seguendo il loro decorso, si diramano le due vene linguali profonde. Il frenulo linguale collega invece la superficie inferiore della lingua con il pavimento della bocca. Lateralmente, presso la sua base, sono collocate le due papille sottolinguali da dove sboccano, mediante un orifizio, i dotti delle ghiandole sottomandibolari. Gli orifizi delle ghiandole sottolinguali sono invece numerosi e collocati postero-lateralmente rispetto a quelli delle sottomandibolari.

 

 

 

La radice della lingua comprende la parte posteriore della lingua, cioè quella compresa anteriormente tra gli archi palatoglossi e posteriormente tra gli archi palatofaringei. La sua superficie presenta rilievi vagamente tondeggianti che costituiscono la sporgenza di noduli linfatici immersi nella lamina propria della mucosa linguale; l’insieme dei noduli linfatici costituisce la tonsilla linguale. Sull’apice di ciascun nodulo sboccano i dotti di ghiandole tubulo-acinose. Postero-lateralmente alla tonsilla linguale vi sono le due tonsille palatine, lunghe circa 1 cm, alloggiate in spazi tra l’arco palatoglosso e il palatofaringeo, detti fosse palatine. Posteriormente e inferiormente alla tonsilla linguale vi è una plica di cartilagine elastica, l’epiglottide, che presenta due pieghe glossoepiglottiche laterali ed una mediana.

 

 

 

Anatomia microscopica

 

 La mucosa della superfici e dorsale è più spessa e aderente di quella della superficie ventrale, è inoltre irregolare per la presenza di numerosi rilievi di 1 – 2mm detti papille, suddivisibili in quattro tipi:

 

 Papille filiformi, sono le più numerose e sono presenti su tutta l’area antistante al V linguale e ai margini della lingua. Sono costituite da un asse connettivale con estremità libera a punta rivestita da un epitelio pavimentoso pluristratificato cheratinizzato, svolgono un’azione meccanica di tipo abrasivo, non presentano recettori gustativi ma sono fornite di numerosi terminali nervosi (meccanocettori)

 

 Papille fungiformi, meno numerose delle filiformi e distribuite sulla superficie dorsale della lingua e soprattutto all’apice. Presentano un asse conttettivale a forma di fungo rivestito di epitelio pluristratificato paracheratinizzato o squamoso in cui sono presenti terminali nervosi gustativi

 

 Papille circumvallate, sono 12 – 14 distribuite lungo la V linguale, chiaramente visibili a occhio nudo. Presentano un asse connettivale a fungo circondato da un solco di 2mm, entrambi rivestiti da numerosi calici gustativi, sul fondo del vallo sono presenti le ghiandole di Von Ebner (a secrezione sierosa, servono ad esercitare un’azione di pulitura del vallo)

 

 Papille foliate, presenti in numero di 4 – 6 per lato della lingua dietro il V linguale, si presentano come papille laminari intervallate da fessure e rivestite da epitelio squamoso molle con numerosi calici gustativi.

 

 

 

La radice è rivestita da un epitelio squamoso molle, che in corrispondenza dei rilievi mammellonati (sottostanti accumuli di tessuto linfoide), si invagina a formare le cripte tonsillari della tonsilla linguale. In fondo a queste cripte le ghiandole di Weber, ghiandole salivari a secrezione mucosa ricche di lisozima (glicoproteina ad azione battericida).

 

 

 

Origine embriologica

 

 

 

La Lingua compie le sue prime fasi di sviluppo durante la quarta e quinta settimana. I 2/3 anteriori originano da tre rilievi o tubercoli che si costituiscono dalla proliferazione del mesenchima sottostante il rivestimento entodermico del primo arco branchiale. Tali tubercoli si fondono in un unico corpo; questo fa salienza sulla superficie ventrale della porzione di faringe primitiva che resta inglobata all’interno del primo arco branchiale e che andrà a formare il pavimento della cavità orale definitiva. Il terzo posteriore della lingua, la radice, si sviluppa da un singolo tubercolo, la copula, che deriva principalmente dal mesenchima del terzo arco branchiale e in parte minore anche dal quarto arco. La radice ben presto si salda con la porzione anteriore, lungo la linea di fusione va a formarsi il solco terminale o V linguale; dal cui vertice una gemma epiteliale cordonale si affonda per dare luogo all’abbozzo della tiroide e del dotto tireoglosso. Durante la sesta e settima settimana la lingua aumenta di volume e si spinge in alto nelle primitive fosse nasali, nell’ottava settimana essa rientra nella cavità orale e contemporaneamente i processi palatini si saldano tra loro lungo la linea mediana realizzando la separazione tra cavità orale e nasale. Dagli archi branchiali derivano solo la componente connettivale ed epiteliale, i muscoli linguali derivano dai somiti occipitali i cui mioblasti, migrando nella lingua, portano con loro le fibre dell’ipoglosso da cui sono innervate.

 

 

 

Apparato muscolare della lingua

 

 É costituito dalla muscolatura estrinseca e da quella intrinseca

 

 Muscolatura estrinseca

 

 Muscolo genioglosso, muscolo laminare di forma triangolare, origina dai processi geni superiori della spina mentale della mandibola; a breve distanza si affossa nel corpo della lingua dove si snoda a ventaglio, mantenendosi in posizione sagittale paramediana. Le sue fibre si distinguono in anteriori (decorrono pressappoco verticalmente e si spingono nella punta della lingua), medie (decorso obliquo e si portano al corpo) e posteriori (decorrono orizzontalmente e raggiungono la radice). La contrazione dei fasci anteriori arretra e piega in basso la punta della lingua, la contrazione dei fasci posteriori spinge la lingua al di fuori della bocca e la contrazione dell’intero muscolo abbassa e appiattisce la lingua.

 

 Muscolo ioglosso, muscolo laminare di forma quadrilatera che origina dal corpo e dalle grandi corna dell’osso ioidee, spingendosi in avanti e in alto lateralmente al muscolo genioglosso, si porta sotto la superficie inferolaterale del terzo posteriore della lingua dove le sue fibre si intersecano con quelle dello stiloglosso. La sua contrazione tira la lingua in basso e indietro

 

 Muscolo stiloglosso, muscolo cordoniforme che origina dal processo stiloideo del temporale, decorrendo poi lateralmente al muscolo costrittore superiore della faringe si porta in avanti e in basso sul margine laterale della lingua nel punto di unione tra i 2/3 anteriori e il terzo posteriore della lingua. Qui le sue fibre si intersecano con quelle del muscolo ioglosso e proseguono lungo il margine della lingua fino alla punta. La sua contrazione tira la lingua indietro e in alto

 

 Muscolo palatoglosso, origina dalla superficie inferiore della aponeurosi palatina, decorre nello spessore del pilastro palatino anteriore e raggiunge la radice della lingua, qui le sue fibre, intersecandosi con i fasci muscolari trasversali intrinseci della lingua, raggiungono la linea mediana e si interdigitano con le controlaterali formando una unità funzionale che agisce da sfintere. Nel corso della deglutizione e delle fonazione la contrazione di questo muscolo chiude la comunicazione tra cavità orale e faringe.

 

 Muscolatura intrinseca

 

 

 

É costituita da fasci di fibre disposte su tre piani e distinti in fasci longitudinali, trasversali e longitudinali:

 

 I fasci longitudinali sono a loro volta distinti in superiori e inferiori, decorrono dalla radice della lingua alla punta e lungo i margini laterali della lingua sono accomunati con le fibre terminali dei mm. stiloglosso e ioglosso

 

 I fasci trasversali decorrono da un margine all’altro della lingua e in corrispondenza della radice sono strettamente connessi con le fibre del muscolo palatoglosso in modo da formare un dispositivo sfinteriale che chiude l’istmo delle fauci durante la fase di predeglutizione

 

 Le fibre verticali sono disposte tra la superficie dorsale e quella ventrale.

 

 

 

Tutti i fasci intrinseci originano e terminano nel contesto dell’organo, e in parte sono ancorati allo scheletro fibroso della lingua. Grazie a tale muscolatura la lingua può accorciarsi, ispessirsi e appiattirsi.

 

 

 

Vasi e Nervi della lingua

 

 

 

L’apporto ematico arterioso è garantito dall’arteria linguale, mentre il deflusso venoso dalla vena linguale. L’innervazione è fornita da cinque paia di nervi cranici e precisamente dal nervo ipoglosso, dal nervo linguale, dal nervo intermedio di Wrisberg, dal nervo glossofaringeo e dal nervo vago..

 

 

 

Gusto

 

 La nostra sensibilità gustativa ci permette di percepire: dolce, amaro, acido (o “aspro”), salato e umami (in lingua giapponese significa “saporito” e indica il gusto del glutammato monosodico). Le sensazioni di gusto sono recepite dai calici (o bottoni) gustativi, costituiti da cellule epiteliali modificate chiamate cellule gustative.

 

 

 

Le cellule gustative hanno una vita media di circa una decina di giorni, quindi sono soggette a un continuo ricambio. Il loro compito è quello di analizzare la natura delle varie sostanze presenti nel cibo dopo che sono state disciolte nella saliva. Il contatto con differenti sostanze genera impulsi differenti che raggiungono il cervello, dove vengono percepiti e riconosciuti i sapori.

 

 

 

I calici gustativi sono localizzati in 3 dei 4 tipi di papille linguali:

 

 Papille foliate

 

 Papille fungiformi

 

 Papille circumvallate

 

 

 

mentre non sono presenti nelle Papille filiformi, che hanno funzione meccanica, trattengono il cibo, e non hanno calici gustativi.

 

 

 

I calici gustativi rispondono a tutti i tipi di sapori, ma in maniera differente l’uno dall’altro, sicché ad esempio ci saranno calici che reagiscono fortemente al salato, e più debolmente agli altri, ed altri che si comporteranno in maniera differente.

 

 

 

Un tempo si credeva che le papille gustative che si trovano nelle diverse zone fossero differenti le une dalle altre, mentre oggi è noto che ogni sapore è diffuso in tutta la lingua. La credenza che esse siano concentrate in zone particolari deriva da una cattiva traduzione di uno psicologo di Harvard (Edwin G. Boring) di un articolo in tedesco del 1901. La sensibilità ai sapori è diffusa in tutta la lingua e anche in altre parti della bocca, come l’epiglottide e il palato molle.

 

 

 

Le informazioni sono veicolate al nervo faciale (VII paio di nervi cranici) con la corda del timpano. La sensibilità gustativa viene inoltre raccolta dal glossofaringeo e dal vago e viene trasportata al Nucleo del Tratto Solitario e al nucleo Ventro Postero Mediale del Talamo, zona in genere di pertinenza trigeminale.

 

 

 

La lingua si muove per mezzo di due sistemi di muscolatura: quella “estrinseca” e quella “intrinseca”. La prima comprende tutti i muscoli “al di fuori” dell’organo in questione, mentre la seconda viene spesso definita come muscolatura propria (o interna) della lingua. La lingua è ricchissima di capillari e terminazioni nervose ed è per questo molto sensibile. Talvolta può capitare di morsicarsi la lingua e, data la sua sensibilità, il cosiddetto “morso sulla lingua” è particolarmente doloroso.

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Spiego a Kratos il naso

Spiego a Kratos il naso

Dopo aver detto a Kratos e Pandora quello che avrei spiegato a Kratos , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul naso e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul naso – Il naso è un rilievo impari e mediano del viso che contribuisce, assieme alla faringe ed alla laringe, a formare le vie aerifere superiori. Permette di umidificare, riscaldare e filtrare l’aria inspirata ed è inoltre responsabile del senso dell’olfatto. Nell’uomo, il naso occupa la parte centrale del viso ponendosi in posizione mediana tra le cavità orbitarie, i rilievi delle due guance, superiormente al labbro superiore ed inferiormente alla fronte.

 

 

 

Anatomia macroscopica

 

 

 

Naso esterno

 

 

 

Il naso è un rilievo mediano dello splancnocranio e del volto di forma approssimativamente piramidale, ma di grande variabilità a seconda del soggetto considerato. Il naso esterno costituisce la struttura esterna, si continua superiormente con la fronte tramite la radice del naso, anteriormente e superiormente le due facce laterali si uniscono formando il dorso del naso, che scende inferiormente in un rilievo più o meno appuntito, l’apice del naso. La base del naso, che è la superficie inferiore, delimita in basso tramite due espansioni laterali, le ali del naso, due aperture ellissoidali (una per ciascuna ala) dirette inferiormente, dette narici, più larghe lateralmente e superiormente e gradualmente più strette procedendo medialmente e inferiormente, così che spesso sono piriformi. Il loro diametro antero-posteriore è di circa 1-2 cm e quello trasversale 0,5-1 cm. Le narici collegano il naso esterno al naso interno, ovvero alle cavità nasali, sono provviste di peli chiamati vibrisse e presentano sia ghiandole sebacee che sudoripare. La cute nasale è sottile, particolarmente sul dorso del naso, si ispessisce procedendo verso la radice del naso e si arricchisce, ispessendosi, di ghiandole sebacee sull’apice (particolarmente nel maschio) e nell’area cutanea circostante che possono contribuire, se numerose, alla sua forma. Ad occhio nudo quest’area appare spesso punteggiata. La cute nasale è adesa solo lassamente alla sottostante aponeurosi nasale o ai muscoli del naso. Su di essa, lateralmente e superiormente alle ali del naso è possibile distinguere il solco alare che si continua inferiormente e medialmente nel solco nasolabiale. Le linee di tensione della cute nasale sono trasversali presso la radice e il dorso del naso, sagittali sull’apice del naso e oblique in senso infero-laterale sulle pareti laterali.

 

 

 

Ossa

 

 

 

Il naso esterno è costituito dalla superificie esterna delle ossa che circondano l’apertura piriforme, in posizione mediana. Superiormente e lateralmente questa apertura è delimitata dal margine inferiore delle due ossa nasali, di forma quadrangolare, che si articolano tra loro mediante la sutura internasale e decorrono superiormente e posteriomente formando la base ossea della radice del naso assieme ai processi frontali delle due ossa mascellari, posti lateralmente alle ossa nasali e ai processi mascellari delle ossa frontali, posti supero-lateralmente ad esse. La sutura che articola il processo mascellare dell’osso frontale con ciascun osso nasale è detta frontonasale, quella che le articola con il mascellare sutura nasomascellare. Il punto antropometrico in cui si intersecano la sutura internasale e le due suture frontonasali è detto Nasion. Ciascun osso nasale è più spesso posteriormente presso la radice del naso e più sottile agli angoli nasofrontali e nella sua porzione inferiore. Il punto più inferiore della sutura internasale costituisce l’apice dell’apertura piriforme. Lateralmente ed inferiormente l’apertura piriforme, oltre che dall’osso nasale, è delimitata in maggior proporzione dal processo frontale dell’osso mascellare, che si continua da ciascun lato nel processo alveolare, il quale, articolandosi con il laterale nella fessura intermascellare costituisce la spina nasale anteriore, facilmente palpabile. Ne costituisce anche in piccola parte le pareti laterali, perlopiù cartilaginee o fibroadipose..

 

 

 

Cartilagini

 

 

 

Le cartilagini del naso sono strutture di primaria importanza per il suo sostegno e partecipano in modo significativo a definirne la forma, che varia da individuo a individuo. Il naso è dunque formato da una cartilagine settale mediana, da due cartilagini laterali e da due cartilagini alari maggiori, cui si devono poi aggiungere un numero variabile di cartilagini alari minori e, talvolta, un numero variabile di piccoli cartilagini accessorie dette sesamoidi.

 

 La cartilagine laterale ha forma triangolare e sostiene la parte superiore e parte della parete supero-laterale del naso. La sua base si articola con il margine inferiore dell’osso nasale corrispondente e con una piccola parte del processo frontale dell’osso mascellare, la porzione superiore è in continuità con la cartilagine del setto, che la divide dalla controlaterale. Tra ciascuna cartilagine laterale e la cartilagine del setto vi è una stretta fessura. L’apice di ciascuna cartilagine laterale si articola con la cartilagine alare maggiore tramite del tessuto fibroso. I margini articolari possono essere più o meno estesi a seconda del soggetto e spesso è presente una cartilagine sesamoide interposta e collegata alle due tramite fibre di collagene.

 

 La cartilagine alare maggiore è una lamina sottile e ricurva che sostiene parzialmente le ali del naso (poiché la restante porzione è sostenuta da tessuto fibroadiposo e spesso da cartilagini alari minori, in numero da due a quattro, che si articolano con il mascellare), è costituita da una branca mediale, collocata sulla base del naso e divisa dalla controlaterale dalla cartilagine del setto (da cui è separata da una sottile fessura), da una branca intermedia, più spessa, che costituisce tutto l’apice del naso, e da una branca laterale che si piega sulla parete laterale del naso dirigendosi superiormente, ma senza essere sufficientemente estesa da aderire all’osso mascellare. Si articola superiormente, per un tratto di estensione variabile, con la cartilagine laterale e medialmente con la cartilagine del setto.

 

 

 

Muscoli

 

 I muscoli del naso sono deputati alla respirazione, alla mimica facciale, alla fonazione in coordinazione altri muscoli mimici del volto. Essi sono il procero, il nasale, il dilatatore anteriore della radice, l’elevatore del labbro superiore e dell’ala del naso e il depressore del setto nasale. Oltre a quelli elencati sono possibili muscoli accessori incostanti.

 

 Il muscolo procero ha forma piramidale, origina dal pericondrio della cartilagine nasale laterale, dal periostio delle ossa nasali e dall’aponeurosi del naso. Le sue fibre sono spesso fuse o si inseriscono nella porzione mediale del muscolo frontale e dall’aponeurosi epicranica posta tra i due ventri muscolari del frontale, si inseriscono inoltre sulla cute che ricopre la glabella. Il muscolo procero è un depressore della porzione mediale delle palpebre, viene azionato tipicamente nell’atteggiamento della concentrazione, in cui le sorpacciglia si corrugato e si formano rughe trasversali sulla radice nasale; in questa azione collabora con il muscolo corrugatore del sopracciglio e con il depressore del sopracciglio. Funge anche da muscolo accessorio all’orbicolare dell’occhio nel controllare l’apertura palpebrale quando si è esposti ad una luce intensa. È irrorato da rami dell’arteria faciale e dall’arteria sopratrocleare, ramo dell’arteria oftalmica. È innervato dai rami temporali e zigomatici del nervo faciale.

 

 Il muscolo nasale è un muscolo di forma piramidale, costituito da una porzione trasversa e da una porzione alare. La porzione trasversa è talvolta definita come muscolo compressore della radice, si attacca al processo frontale del mascellare e le sue fibre decorrono superiormente e medialmente, espandendosi e fondendosi con le controlaterali per interposizione dell’aponeurosi nasale sul dorso del naso. Le sue fibre si fondono con il muscolo procero a livello della sutura nasofrontale tramite una sottile aponeurosi, altre si fondono con il muscolo elevatore del labbro superiore e dell’ala del naso, che gli è laterale. La porzione alare, detto anche dilatatore posteriore della radice, possiede fibre che originando superiormente alle fosse incisiva e canina dell’osso mascellare si dirigono in alto e attorno all’ala del naso, fondendosi in parte con la cute, medialmente con il muscolo depressore del setto e superiormente con la porzione trasversa del muscolo nasale. La porzione trasversa di questo muscolo comprime le narici, per esempio quando si viene a contatto con cattivo odore, mentre la porzione alare le dilata. È irrorato dall’arteria dorsale del naso e angolare del naso, rami dell’arteria faciale. È innervato da rami buccali del nervo faciale e da rami del nervo infraorbitario, ramo del nervo mascellare (quindi dal trigemino).

 

 Il muscolo dilatatore anteriore della radice è un piccolo muscolo che origina dalla branca laterale della cartilagine alare maggiore, circondandola e da parte della cartilagine laterale e fonde le sue fibre con la porzione alare del muscolo nasale, contribuendo a mantenere dilatate le narici durante l’inspirazione. È irrorato dall’arteria angolare del naso. È innervato da rami zigomatici del nervo faciale.

 

 Il muscolo depressione del setto nasale è un piccolo muscolo triangolare che origina dal processo alveolare dell’osso mascellare sopra gli incisivi centrali e laterali. Le sue fibre passano al di sotto oppure si fondono con il muscolo orbicolare della bocca e si inseriscono sulla branca mediale della cartilagine alare maggiore, sulla spina nasale anteriore e sulla cartilagine del setto. La sua azione consiste nell’abbassare la columella e il setto nasale, collabora con i dilatatori della narice durante l’inspirazione, durante il sorriso abbassa l’apice del naso. Talvolta questo muscolo è assente. È irrorato dall’arteria labiale superiore, ramo dell’arteria faciale. È innervato da rami buccali del nervo faciale.

 

 Il muscolo elevatore del labbro superiore e dell’ala del naso è dotato di due fasci muscolari, uno mediale ed uno laterale, che originano comunemente sul processo frontale dell’osso mascellare. Il fascio mediale discende infero-medialmente per poi inserirsi sulla branca laterale della cartilagine alare maggiore del naso e sulla cute sopra di essa, mentre il fascio laterale discende obliquamente, passa dietro e appena lateralmente all’ala del naso, passa sotto al muscolo orbicolare della bocca e di fianco all’elevatore del labbro superiore (con cui si fondono alcune fibre) per inserirsi sulla cute del labbro e sulla cresta nasolabiale. Il fascio mediale del muscolo solleva la branca laterale della cartilagine alare maggiore, soprattutto durante l’inspirazione e funge da muscolo accessorio nella sua dilatazione, mentre il fascio laterale è un elevatore del labbro superiore, che può anche estroflettere. È irrorato dall’arteria angolare del naso, ramo dell’arteria faciale e dall’arteria infraorbitaria, ramo dell’arteria mascellare interna. È innervato da rami zigomatici e buccali superiori del nervo faciale..

 

 

 

Arterie

 

 

 

La cute del naso è vascolarizzata da rami dell’arteria faciale e dell’arteria mascellare interna. In particolare le ali del naso e la base del naso sono irrorate dall’arteria nasale laterale e settale, rami dell’arteria faciale, le pareti laterali e il dorso del naso sono irrorati dall’arteria angolare del naso, ramo dell’arteria faciale, dall’arteria sopratrocleare, ramo dell’arteria oftalmica, e dall’arteria infraorbitaria, ramo dell’arteria mascellare interna.

 

 

 

Vene

 

 

 

Il circolo venoso segue in generale quello arterioso. La cute del dorso, della base e delle pareti laterali del naso drena attraverso rami omonimi rispetto alle arterie e che decorrono con esse nella vena faciale, che a sua volta drena nella vena giugulare interna, mentre la cute della radice del naso drena nella vena oftalmica superiore. Numerose le anastomosi.

 

 

 

Linfa

 

 

 

I vasi linfatici del naso drenano nei linfonodi sottomandibolari, ma quelli della radice del naso drenano nei linfonodi parotidei superficiali.

 

 

 

Innervazione

 

 

 

I muscoli del naso, come detto, sono innervati da rami temporali, zigomatici superiori ed inferiori, buccali superiori del nervo faciale (VII), mentre l’innervazione sensitiva della cute è deputata al trigemino (V) nei suoi rami infraorbitario (ramo del nervo mascellare) per la base, il dorso e le pareti laterali del naso, nervo nasale esterno e e infratrocleare (rami del nervo nasociliare) per la radice del naso.

 

 

 

Ossa e cartilagini

 

 

 

Il pavimento della cavità nasale corrisponde alla volta della cavità orale, segue l’andamento del palato ed è quindi leggermente inclinato verso l’alto procedendo antero-posteriormente, mentre è leggermente concavo in senso trasversale. Il pavimento osseo del naso è costituito anteriormente dal processo alveolare dell’osso mascellare che si continua posteriormente nel processo palatino (che ne forma la maggior parte) del mascellare, il quale a sua volta si articola tramite la sutura palatomascellare con la lamina orizzontale dell’osso palatino, che si conclude posteriormente con la spina nasale posteriore. Nel processo alveolare dell’osso mascellare è scavato il canale incisivo che permette la comunicazione tra la cavità orale e quella nasale e si apre dietro gli incisivi centrali superiori, nella volta della cavità orale.

 

 La volta ossea della cavità nasale è costituita anteriormente dall’osso nasale, che si articola posteriormente con la spina frontale dell’osso frontale, il quale funge da “base” per il precedente. L’inclinazione della volta diretta superiormente sino a questo punto, si fa pressoché orizzontale a partire dall’osso frontale, in particolare dal pavimento dei seni frontali. L’osso frontale si articola posteriormente con la lamina cribrosa dell’osso etmoide, che costituisce gran parte della volta della cavità nasale, è inclinata leggermente verso il basso procendendo posteriormente ed è perforata da decine di piccoli fori in cui penetrano i fascetti di fibre olfattive del nervo olfattivo e che permettono il senso dell’olfatto. Vi sono inoltre tre ulteriori fori, più grandi, il foro cieco, all’apice della lamina cribrosa, il foro etmoidale anteriore, posto appena posteriormente al cieco, e il foro etmoidale posteriore, all’angolo postero-laterale della lamina cribrosa. L’etmoide si articola posteriormente con lo sfenoide, in particolare con il pavimento dei seni sfenoidali, che piegano inferiormente e posteriormente, completando la volta del naso. Sulla parete laterale è possibile distinguere l’orifizio del seno sfenoidale, un piccolo foro che si apre nella parete anteriore del seno sfenoidale.

 

 Le coane sono le aperture posteriori della cavità nasale. Sono divise dal margine posteriore del vomere, che si articola con la lamina perpendicolare dell’osso palatino. Sono delimitate superiormente e medialmente dalle ali del vomere, due protuberanze che a partire dal margine posteriore si piegano lateralmente, dal processo vaginale della lamina mediale del processo pterigoideo e più lateralmente dal processo sfenoidale dell’osso palatino. I loro margini laterali sono costituiti dalle lamine mediali del processo pterigoideo, mentre il pavimento è costituito dal processo orizzontale dell’osso palatino. Sono alte circa 2,5 cm e larghe 1-1,5 cm.

 

 La parete mediale della cavità nasale è rappresentata dal setto nasale, di superficie piatta, costituito da una porzione cartilaginea anteriore e da una porzione ossea posteriore. La porzione ossea è formata postero-inferiormente dal vomere e dalle creste del processo palatino dell’osso mascellare e dalla lamina orizzontale dell’osso palatino, poste inferiormente al vomere, con cui si articolano. Superiormente, il vomere si articola con la lamina perpendicolare (o papiracea) dell’etmoide che risale antero-superiormente sino a formare la volta nasale per mezzo della lamina cribrosa. In minima parte il setto nasale è formato anche dalle ossa nasali, dall’osso frontale (antero-superiori) e dalla cresta dello sfenoide (postero-superiore). Anteriormente il setto nasale è costituito dalla cartilagine del setto, di forma quadrangolare, che si articola posteriormente ed inferiormente con il vomere, posteriormente e superiormente con la lamina perpendicolare dell’etmoide, superiormente tramite la sutura internasale con le ossa nasali, ed infine per un breve tratto inferiormente ed anteriormente con la cresta incisiva dell’osso mascellare. La cartilagine del setto è connessa alle cartilagini alari maggiori da tessuto fibroso e ne è separata da un solco su entrambi i lati.

 

 La parete laterale della cavità nasale è costituita, in direzione antero-posteriore, dalle cartilagini alari maggiori, dal processo laterale della cartalagine del setto superiormente a queste, posteriormente dalle cartalagini alari minori e sotto queste, a completare la parete laterale dell’ala del naso, da tessuto fibroadiposo. Posteriormente alla porzione cartilaginea la parete laterale è formata dal processo frontale dell’osso mascellare, superiormente ad esso da piccole porzioni laterali delle ossa nasali e del frontale, posteriormente invece dall’osso lacrimale. Dietro l’osso lacrimale protrudono tre lamine ossee dette cornetti nasali, una superiore, una media ed una inferiore, i primi due sono parte dell’osso etmoide, il terzo è a sé stante. Ciascun cornetto è ricurvo infero-medialmente e ciascuno di essi delimita un meato, per cui distinguono un meato superiore, uno medio ed uno inferiore. L’inferiore, che è il più ampio, è compreso tra il pavimento della cavità nasale e il cornetto nasale inferiore, il medio tra il cornetto inferiore e il medio, il superiore tra il cornetto medio e il superiore. Talvolta dalla parete laterale superiore può sporgere un quarto cornetto, che viene chiamato cornetto nasale supremo, il più superiore dei quattro in questo caso. Il meato compreso tra esso e il meato nasale superiore viene chiamato meato nasale supremo. Il cornetto nasale inferiore è il più esteso dei tre, si articola anteriormente con il processo frontale dell’osso mascellare, posteriormente con la lamina perpendicolare dell’osso palatino, superiormente con l’osso lacrimale e tramite il processo etmoidale con il processo uncinato dell’osso etmoide. Lateralmente alla sua parete laterale e nella sua porziona anteriore sbocca il canale nasolacrimale tramite l’omonimo orifizio. Il cornetto nasale medio è una lamina ossea ricurva infero-medialmente più piccola del cornetto nasale inferiore, collegata superiormente al cornetto nasale superiore, si articola anteriormente con l’osso lacrimale tramite il margine anteriore del processo uncinato ed inferiormente con il cornetto nasale inferiore. Lateralmente alla parete laterale del cornetto nasale medio si trova la bolla etmoidale, un rigonfiamento tondeggiante, dove è collocato l’orifizio delle celle etmoidali medie; poco anteriormente alla bolla etmoidale lo iato semilunare presenta l’orifizio per le cellule etmoidali anteriori inferiormente e superiormente l’orifizio del canale nasofrontale, che collega la cavità nasale con i seni frontali. nel meato medio, più stretto dell’inferiore, sboccano gli orifizi del seno mascellare. Il cornetto nasale superiore si articola inferiormente con il cornetto nasale medio, anteriormente con l’osso nasale e con il frontale, posteriormente con lo sfenoide e con la lamina perpendicolare dell’osso palatino. Lateralmente alla sua porzione posteriore sbocca l’orifizio delle cellule etmoidali posteriori. Il meato nasale superiore è il più stretto e più corto dei tre e vi sbocca il seno sfenoidale tramite il corrispondente orifizio. Posteriormente all’apice del cornetto nasale medio, nella lamina perpendicolare dell’osso palatino si apre il foro sfenopalatino. Nel vivente la cavità nasale è completamente ricoperta da mucosa nasale od olfattiva..

 

 

 

Mucosa

 

 Ciascuna cavità nasale è suddivisa in quattro aree: il vestibolo, l’atrio, la zona olfattiva e la porzione respiratoria.

 

 Il vestibolo è la porzione iniziale allargata dell’apertura anteriore di ciascuna narice. Lateralmente è limitata dalle cartilagini alari, dalle cartilagini nasali laterali e medialmente dalla parete inferiore del setto, posteriormente da un rilievo curvo detto limen nasi originato dalla sovrapposizione della cartilagine alare maggiore con la cartilagine nasale laterale. Il vestibolo è ricco di ghiandole sebacee e sudoripare, e nell’uomo adulto presenta peli detti vibrisse.

 

 L’atrio è rappresentato da una lieve depressione della parete laterale, situata al davanti delle conche. È delimitato in alto da una piega della mucosa: l’agger nasi.

 

 La zona olfattiva del naso presenta una mucosa molto spessa che si presenta scura a causa della presenza di un pigmento bruno. I recettori dell’olfatto inviano gli stimoli al cervello attraverso il nervo olfattivo, che si dirama nelle cavità nasali con numerose piccole fibre.

 

 

 

Arterie

 

 La cavità nasale è irrorata da arterie derivanti dall’arteria mascellare interna e dall’oftalmica superiore, ovvero l’arteria sfenopalatina, etmoidale anteriore, etmoidale posteriore, nasale esterna e labiale superiore.

 

 L’arteria sfenopalatina è il ramo di calibro maggiore dell’arteria mascellare interna che penetra nella cavità nasale. Vi entra attraverso il foro (o meglio, fessura) sfenopalatina, che perfora la lamina perpendicolare dell’osso palatino, nella sua parte posteriore. Appena penetrata nella cavità nasale, da origine ad un ramo settale posteriore e ad un ramo laterale posteriore. Il ramo settale posteriore si porta sulla parete mediale (setto nasale) e ne irrora la parte più posteriore, ramificandosi diffusamente, mentre uno dei suoi rami penetra si porta anteriormente ed inferiormente nel canale incisivo e qui si anastomizza con l’arteria palatina maggiore. Questo ramo, decorrendo obliquamente sull’osso, lascia spesso un solco distinguibile sul vomere. L’arteria sfenopalatina invia rami che si anastomizzano con rami settali dell’arteria etmoidale posteriore sulla cartilagine settale e sull’etmoide ed insieme ad essa irrorano la porzione centrale della cavità nasale. Il ramo laterale posteriore, si porta sulla parete laterale della cavità nasale, qui si divide in tre rami che si fanno orizzontali. Il ramo superiore irrora il cornetto nasale medio, quello mediano il cornetto nasale inferiore e quello inferiore il meato inferiore. I due che decorrono sui cornetti si biforcano ed inviano piccole ramificazioni che irrorano la mucosa posta dietro di essi che infine si anastomizzano a livello dell’osso lacrimale e del processo frontale del mascellare con rami laterali dell’arteria etmoidale anteriore. Il terzo, quello che decorre lungo il meato inferiore, si anastomizza biforcandosi con rami dell’arteria nasale laterale, ramo dell’arteria faciale. L’arteria sfenopalatina contribuisce quindi all’irrorazione della porzione posteriore e media (tranne la volta) del setto nasale e di quasi tutta la parete laterale (tranne la volta e il vestibolo). È quindi responsabile anche dell’irrorazione della maggior parte della mucosa nasale.

 

 L’arteria etmoidale posteriore è un ramo dell’arteria oftalmica superiore, penetra nella cavità nasale attraverso il foro etmoidale posteriore, collocato nell’angolo postero-laterale della lamina cribrosa dell’etmoide, a livello della parte posteriore della volta della cavità nasale. Entrata in cavità nasale, subito si biforca in un ramo settale e in uno laterale, che irrorano la volta posteriore della cavità nasale ciascuno sul suo lato, ma il ramo laterale irrora anche i cornetti nasali superiore ed, eventualmente, supremo, e i meati superiore (assieme ai rami laterali posteriori dell’arteria sfenopalatina) e supremo.

 

 L’arteria etmoidale anteriore è un ramo dell’arteria oftalmica superiore, penetra nella cavità nasale attraverso il foro etmoidale anteriore, collocato postero-lateralmente al foro cieco nella lamina cribrosa dell’etmoide, a livello della parte anteriore della volta della cavità nasale. Entrata in cavità nasale, si biforca in un ramo settale che scende inferiormente irrorando la mucosa corrispondente al processo frontale dell’osso mascellare e la porzione più anteriore della cartilagine del setto, oltre ad una piccola parte dell’alare maggiore, ed un ramo laterale, che discende obliquamente lungo la volta rilasciando progressivamente rami che si anastomizzano con quelli laterali anteriori della sfenopalatina, ed infine si anastomizza con l’arteria nasale esterna a livello della parete laterale cartilagine alare maggiore. Irrora quindi la volta anteriore e laterale della cavità nasale, la cartilagine nasale laterale e una parte della cartilagine alare maggiore.

 

 L’arteria nasale esterna, ramo della faciale, è poco rappresentata, penetra in cavità nasale per mezzo del tessuto fibroadiposo delle ali del naso, lo irrora assieme ad una piccola parte della parete laterale della cartilagine alare maggiore, poi si anastomizza con i rami laterali delle arterie sfenopalatina ed etmoidale anteriore.

 

 L’arteria labiale superiore, ramo della faciale, anch’essa poco rappresentata, invia rami che irrorano la parete mediale della cartilagine alare maggiore e in parte della porzione anteriore di quella settale, poi si anastomizza con i rami settali delle arterie etmoidale anteriore e sfenopalatina..

 

 

 

Vene

 

 

 

Le vene della cavità nasale seguono in generale il decorso delle arterie ed assumono il loro stesso nome, ma nessuna di esse si inoltra nel canale incisivo per contrarre anastomosi. Costituiscono plessi anastomotici complessi nel tessuto sottomucoso della cavità nasale, in particolare nella porzione posteriore della cavità nasale e nei cornetti medio ed inferiore. Le vene della porzione posteriore e media della cavità nasale, rappresentate dai rami della vena sfenopalatina, drenano attraverso il foro sfenopalatino nel plesso pterigoideo della fossa infratemporale, quella della porzione anteriore drenano attraverso le vene labiali superiori e nasali esterne alla vena faciale, mentre le vene della volta del naso (vena etmoidale anteriore e vena etmoidale posteriore) drenano, dopo essere penetrate nei rispettivi fori, nella vena oftalmica superiore, che a sua volta drena nel seno cavernoso nella fossa cranica media. Caratteristiche anastomosi artero-venose (costituite da vasi di piccolo calibro) sono presenti a livello delle ghiandole mucose e nella parte più profonda della mucosa nasale. Il foro cieco talvolta permette il passaggio di una vena nasale che segue il ramo dell’arteria etmoidale anteriore discendente lungo la volta nasale e che drena la porzione anteriore del naso assieme alla vena etmoidale anteriore. Essa sbocca nel seno sagittale superiore.

 

 

 

Linfa

 

 

 

I vasi linfatici che decorrono nella porzione anteriore della cavità nasale drenano nei linfonodi sottomandibolari, quelli della porzione media e posteriore nei linfonodi cervicali profondi, mentre quelli del pavimento del naso nei linfonodi parotidei.

 

 

 

Innervazione

 

 

 

La cavità nasale è innervata da rami del nervo trigemino (V), deputato alla sensibilità generale, dal nervo infraorbitario e alveolare superiore rami del faciale (VII), dal nervo olfattivo (I), deputato al senso dell’olfatto e da fibre del sistema nervoso autonomo, deputate all’innervazione ghiandolare e vasomotoria.

 

 Il nervo etmoidale anteriore penetra nella cavità nasale attraverso il foro etmoidale anteriore, e si divide subito in due rami che si portano uno al setto nasale, l’altro alla parete laterale. Il ramo settale segue il profilo della volta nasale e la innerva inviando rami all’etmoide, alla cartilagine del setto e alla cartilagine alare maggiore, irrorando quindi la porzione anteriore settale del naso. Il ramo laterale segue anch’esso la volta, ma emette tre rami, uno scende verticalmente innervando la porzione anteriore del naso, un secondo innerva la cartilagine nasale laterale, alare maggiore ed alari minori ed un terzo perfora la cartilagine laterale e funge da ramo nasale esterno innervando la cute del dorso del naso.

 

 Il nervo nasopalatino, ramo del nervo mascellare, entra nella cavità nasale attraverso il foro sfenopalatino e subito si biforca in un ramo settale e in uno laterale. Il ramo settale segue i rami settali dell’arteria sfenopalatina, scendendo lungo il vomere e ramificandosi, per poi inviare un ramo che si anastomizza con il nervo palatino nel canale incisivo. È responsabile dell’innervazione sensitiva di tutta la porzione posteriore e media del setto nasale. Il ramo laterale segue anch’esso i rami laterali posteriori dell’arteria sfenopalatina, inviando un ramo sul cornetto medio, uno sul cornetto inferiore e uno lungo il meato nasale inferiore. Questo nervo è quindi il principale nervo sensitivo del naso.

 

 Il nervo infraorbitario, ramo del nervo faciale (VII) invia un ramo nasale che innerva il tessuto fibroadiposo delle ali del naso e parte della cartilagine alare maggiore.

 

 Il nervo alveolare superiore, ramo del nervo faciale (VII), invia un ramo nasale che perfora il processo frontale dell’osso mascellare ed innerva la porzione anteriore del meato nasale inferiore.

 

 Il nervo olfattivo penetra nella cavità nasale attraverso circa venti fascetti amielinici che discendono nei fori della lamina cribrosa e si ramificano nella mucosa del cornetto nasale superiore (ed eventualmente sul supremo) e nei meati superiore e supremo, ricoperti dalle meningi nel passaggio e poi da cellule di sostegno. La dura infatti si fonde col periostio nasale, l’aracnoide e la pia con il connettivo. Occupa quindi la volta posteriore e media del naso, sia lateralmente che medialmente. Questi fascetti originano tutti dal bulbo olfattivo, poggiante sopra la lamina cribrosa nella fossa cranica anteriore. Sono uno dei pochi se non l’unico esempio di neuroni che effettuano turnover nell’uomo.

 

 

 

Anatomia microscopica

 

 

 

Il vestibolo del naso sino al limen nasi è rivestito da una mucosa costituita da epitelio pavimentoso pluristratificato cheratinizzato che è in continuità con la cute del naso esterno e della columella con una lamina propria di tessuto connettivo sottostante. Questa cute presenta dei peli spessi, dette vibrisse, che piegano verso la cavità nasale ed aumentano notevolmente a partire dalla mezza età e fungono da filtro grossolano per le particelle in entrata con l’aria inspirata, in particolare delle più voluminose. Posteriormente al limen nasi l’epitelio diventa pavimentoso non cheratinizzato, per poi trasformarsi gradualmente in epitelio pseudostratificato ciliato di tipo respiratorio, con cellule che diventano progressivamente cilindriche o cubiche e la presenza sempre più consistente di cellule caliciformi mucipare. L’epitelio respiratorio ricopre tutte le strutture della cavità nasale, fatta eccezione per il vestibolo e alcune porzioni della volta che sono ricoperte da epitelio olfattivo, conserva una lamina propria di tessuto connettivo ed è strettamente aderente al periostio sottostante. Non tutte le cellule dell’epitelio respiratorio sono ciliate, ed il rapporto tra cellule ciliate e non ciliate è variabile all’interno della cavità nasale. La lamina propria contiene numerose ghiandole sieromucose, responsabili della secrezione del film mucoso che ricopre costantemente la mucosa nasale, il quale funge da superficie intrappolante le piccole particelle non respinte dalle vibrisse (sempre inferiori a 2,5 mm) che vi rimangono appiccicate. Successivamente il muco viene trasportato dalle vibrisse verso la rinofaringe alla velocità di circa 6 mm al minuto, per poi essere deglutito nell’orofaringe grazie ai movimenti del palato molle; una piccola parte invece ristagna nel vestibolo malgrado il pavimento della cavità nasale si sollevi leggermente procedendo verso le narici. Il muco nasale è costituito per il 95% da acqua, per l’1% da ioni inorganici, per il 0,3-0,5% da fosfolipidi, per il 3% glicoproteine (mucine) e per lo 0,1-0,5% da proteine antimicrobiche come lattoferrina, lisozima, β-difensina, IgA, IgG. La lamina propria dell’epitelio respiratorio risulta più spessa e fortemente vascolarizzata a livello dei cornetti nasali dai rami laterali dell’arteria sfenopalatina e dalle arterie etmoidale anteriore e posteriore e drenata dalle vene e dai sinusoidi venosi che seguono in generale il decorso delle arterie; a livello dei meati è invece più sottile. La mucosa respiratoria si continua con la mucosa dell’orofaringe attraverso le coane, della congiuntiva attraverso il condotto nasolacrimale e con i seni paranasali attraverso i loro canali che sboccano nella cavità nasale. La mucosa olfattiva ricopre la porzione superiore del meato medio, il meato superiore, la parte superiore della lamina perpendicolare e la superficie inferiore della lamina cribrosa dell’etmoide. La mucosa olfattiva è costituita da un epitelio pseudostratificato contenente sei tipi di cellule in superficie e profondamente da una lamina propria connettivale. Le sei tipologie cellulari della mucosa olfattiva sono:

 

 Le cellule con microvilli sono cellule dalla forma variabile (descritta come “a goccia” o “a fiasco”) e relativamente poco numerose se rapportate ai neuroni olfattivi. La loro membrana plasmatica apicale si estroflette in numerosi microvilli che sporgono nella cavità nasale ricoperte da un sottile film. La loro funzione è incerta.

 

 Le cellule di sostegno sono cellule dalla forma cilindrica che si interpongono tra i neuroni olfattivi ed in parte li ricoprono. La loro membrana plasmatica apicale presenta numerosi e lunghi microvilli. Il nucleo è voluminoso e si trova nella porzione apicale della cellula mentre la porzione basale accoglie dei residui lamellari di origine lisosomiale che contribuiscono a fornire all’epitelio olfattivo un colore brunastro-giallognolo. Come per molti altri residui di degradazione cellulare, sono più numerosi in età avanzata. Le cellule di sostegno sono unite tra loro prevalentemente tra desmosomi, ma si uniscono con i neuroni olfattivi tramite giunzioni serrate.

 

 Le cellule basali orizzontali sono cellule appiattite e aderenti alla lamina basale dell’epitelio olfattivo. I nuclei sono fortemente eterocromatici e nel citoplasma basofilo sono particolarmente ricche di filamenti intermedi di cheratina.

 

 Le cellule basali globose sono cellule tondeggianti, hanno nuclei eucromatici e citoplasma acidofilo. Sono collocate appena al di sopra della lamina basale. Sembrerebbero le cellule staminali rigeneranti i neuroni olfattivi dato che presentano un’intensa attività mitotica.

 

 Le cellule olfattive di rivestimento sono una tipologia di cellule gliali originanti dal placode olfattivo, sebbene mostrino somiglianze sia con gli astrociti che con le cellule di Schwann, che originano invece dalla cresta neurale. Queste cellule forniscono una guaina agli assoni di ciascun neurone olfattivo per tutto il suo decorso fino al bulbo olfattivo.

 

 I neuroni olfattivi sono una classe di neuroni bipolari che si trovano esclusivamente nell’epitelio olfattivo e forse l’unico tipo di neuroni che possiede un continuo turnover. I pirenofori sono localizzati approssimativamente al centro dell’epitelio olfattivo, sopra quelli delle cellule basali globose e sotto quelli delle cellule di sostegno. Il neurone olfattivo possiede un solo dendrite privo di ramificazioni che si porta verso la porzione superficiale dell’epitelio ed un singolo assone che si porta dalla parte opposta verso la lamina propria. Questo assone è ricoperto dalle cellule olfattive di rivestimento, un tipo speciale di cellule gliali. I dendriti fuoriescono dall’epitelio olfattivo e si ramificano solo a questo punto in terminazioni a forma di vescicola dalle quali si dipartono decine di lunghe e sottili ciglia. Le ciglia olfattive paiono non essere mobili e quindi avere la funzione di incrementare la superficie a disposizione per la captazione delle molecole olfattive nel film sieroso. Ciascuna molecola olfattiva o ciascun gruppo di molecole è specifico per un solo tipo di neuroni olfattivi. Gli assoni dei neuroni olfattivi si uniscono progressivamente in fasciscoli composti da decine di assoni e questi fascicoli si associano nei filuzzi olfattivi che penetrano attraverso i fori della lamina cribrosa dell’etmoide per raggiungere il bulbo olfattivo soprastante.

 

 

 

La lamina propria dell’epitelio olfattivo contiene le ghiandole di Bowman, tubuloalveolari, che riversano il loro secreto in dotti che penetrano nell’epitelio olfattivo e sboccano sulla sua superficie. Il secreto, che forma un sottile film sulle terminazioni nervose, è composto da proteine antimicrobiche come lisozima, lattoferrina, proteoglicani e IgA. I proteoglicani grazie alla loro struttura fortemente ramificata svolgono l’importante funzione di intrappolare le molecole odorose che poi vengono trasportate per diffusione alle ciglia delle terminazioni dei neuroni olfattivi.

 

 

 

Tipologie di naso

 

 

 

A seconda della forma del dorso e della punta del naso esterno, si è soliti distinguere 4 tipologie di naso:

 

 Naso greco, in cui il dorso del naso si continua in modo diretto con la fronte, risultando mancante l’incisura naso-frontale. Tale modello, tipico nelle staute della Grecia antica, si osserva molto raramente nella realtà.

 

 Naso retto o augusteo, in cui il dorso del naso si presenta rettilineo e la punta del naso è rivolta anteriormente. Questa modello di naso è anche detto augusteo o di Augusto poiché osservabile nelle statue dell’imperatore romano Ottaviano Augusto e molte altre statue romane di epoca augustea.

 

 Naso rincagnato o socratico, in cui il dorso del naso è concavo e la punta del naso è rivoltà in su. Questo modello è anche detto socratico o di Socrate poiché rinvenibile nelle statue di Socrate.

 

 Naso aquilino o dantesco, in cui il dorso del naso è convesso e la punta del naso è rivolta in giù, come il becco di un’aquila. Questo modello è anche detto dantesco o di Dante poiché rinvenibile nei dipinti e nelle statue che raffigurano Dante Alighieri..

 

 

 

Patologia

 

 Rinite

 

 Rinofaringite

 

 Rinofima

 

 Rinolalìa

 

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Dico a Kratos e Pandora quello che facciamo oggi

Il giorno dopo io ,Kratos e Pandora ci svegliammo verso le 6 e con molta calma senza svegliare nessuno , andammo in sala da pranzo e mentre Kratos e Pandora si sedevano sulle loro sedie , Pandora alla mia sinistra e Kratos davanti a me , io stavo di la e preparavo i cornetti per me , per Kratos , per Pandora e per Marco . Una volta fatti portai prima il cornetto al cioccolato a Marco e poi andai a fare colazione con Kratos e Pandora . Dopo aver fatta io dissi a Kratos – adesso ti dico quello che ti spiego oggi e Kratos disse – cosa mi spieghi oggi ? e io risposi – altre parti del corpo : naso , lingua , guancia , viso , bocca , dente , fronte , mandibola , cranio e mento e Kratos disse – se ci sono foto faccele vedere e io dissi – certamente .

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Spiego a Kratos l’ orecchio

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla colonna vertebrale , gli dissi – adesso ti spiego tutto sull’ orecchio e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sull’ orecchio – L’orecchio è l’organo dell’udito.

 

 

 

Il ruolo del cervello

 

 

 

Gli impulsi nervosi provenienti dalle cellule cigliate e diretti al cervello viaggiano all’interno di fasci di fibre nervose. Ne esistono decine di migliaia e sono sempre in funzione, sia di giorno che di notte. Anche durante il sonno il cervello riceve segnali acustici, ma decide di ignorarli.

 

 

 

Il cervello ha il compito di interpretare i segnali che gli pervengono. Ciò consente di dare un significato al messaggio sonoro. Infatti esiste una memoria uditiva che ci permette di riconoscere un rumore o una musica. Ma abbiamo anche la capacità di cancellare segnali superflui, ad esempio dopo un po’ non sentiamo più il rumore di una cascata o il frastuono del traffico.

 

 

 

Anatomia umana

 

 L’orecchio umano si compone di tre parti:

 

 Orecchio esterno, il collegamento con l’esterno, da cui entrano i suoni.

 

 Orecchio medio, il tramite tra l’esterno e l’interno.

 

 Orecchio interno, l’elemento organizzatore e recettore dei suoni.

 

 

 

Orecchio esterno

 

 

 

L’orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. Il padiglione auricolare è costituito da cartilagine rivestita dalla pelle strettamente adesa ad una sottostante membrana di tessuto connettivo, il pericondrio. La sua funzione è quella di raccogliere i suoni per inviarli all’interno del condotto uditivo. Il condotto uditivo è una galleria dalle pareti lisce provvista di peli e di ghiandole sebacee e ghiandole ceruminose, il cui secreto ricco di cere ha una funzione protettiva..

 

 

 

Orecchio medio

 

 

 

Al termine del condotto uditivo si trova la membrana del timpano, che è una sottile membrana sensibile alle onde sonore che vengono a infrangersi su di essa. Le vibrazioni così raccolte vengono trasmesse a tre ossicini, i più piccoli del corpo umano: il martello, direttamente a contatto con la membrana del timpano, l’incudine e la staffa. Questa prende contatto col labirinto. I tre ossicini dell’udito sono contenuti in una cavità, la cassa del timpano, che comunica all’esterno attraverso un piccolo canale lungo 3-4 cm, la Tromba di Eustachio, che sbocca nella faringe. In questo modo l’orecchio è collegato con la gola. Ciò permette di mantenere in equilibrio la pressione dell’aria al di là e al di qua del timpano..

 

 

 

Orecchio interno

 

 L’orecchio interno è la parte interna dell’apparato stato-acustico, divisibile in due porzioni, definite “labirinti”:

 

 Labirinto osseo (o parte ossea), la cavità interna presenta una parete ossea.

 

 Labirinto membranoso, presente internamente al labirinto osseo; in esso sono individuabili organi a parete connettivale.

 

 

 

Tra le due porzioni di labirinto è presente un liquido, definito perilinfa, mentre internamente agli organi del labirinto membranoso è presente l’endolinfa.

 

 

 

Circuito osseo

 

 Il Circuito osseo presenta una parte centrale cava, detta scala vestibolare, comunicante anteriormente con la coclea e posteriormente con i tre canali semicircolari (anteriore, superiore e laterale) in cui trovano alloggio i recettori dell’equilibrio, chiamati recettori stato-cinetici. La scala vestibolare, inoltre, presenta due aperture:

 

 foro o finestra ovale;

 

 finestra rotonda.

 

 

 

Coclea

 

 La coclea presenta due strutture, una ossea ed una membranacea:

 

 Canale cocleare

 

 Lamina spirale ossea, legata ad un asse centrale definito modiolo.

 

 

 

Labirinto membranoso

 

 Il labirinto membranoso è costituito da tre componenti:

 

 utricolo e sacculo, al livello della scala vestibolare;

 

 canali semicircolari membranosi;

 

 condotto cocleare membranoso, applicato al margine libero della lamina spirale ossea.

 

 

 

Recettori

 

 

 

Recettori dell’equilibrio o stato-cinetici

 

 L’apparato stato-cinetico è costituito da cinque organi presenti al livello dell’orecchio interno:

 

 utricolo e sacculo;

 

 i tre canali semicircolari membranosi.

 

 

 

L’epitelio dell’orecchio transita da epitelio di rivestimento a epitelio recettivo-sensoriale di II tipo.

 

 

 

Sulle ciglia dei recettori è presente un gel, la cupola, che, sotto il flusso dell’endolinfa provocato dal movimento corporeo, percepisce il movimento del corpo. I prolungamenti dentritici del ganglio dello Scarpa innervano i recettori. A livello dell’utricolo e nel sacculo si ha una struttura analoga, in cui sono presenti anche sali di calcio, definiti otoliti, sulla sommità della cupola, capaci di percepire le accelerazioni a cui il corpo è soggetto. Dalla scala vestibolare emergono i gangli vestibolari che convogliano l’impulso alla branca vestibolare.

 

 

 

La via vestibolare origina da neuroni bipolari presenti nel ganglio dello Scarpa. I prolungamenti centrali di tali neuroni raggiungono i nuclei vestibolari posti nel midollo allungato.

 

 

 

Recettori acustici

 

 

 

I recettori acustici sono posti nella parte membranosa ossea e presentano una morfologia identica ai recettori dell’equilibrio. Presentano superiormente una membrana che, sotto la pressione dell’endolinfa, stimola i recettori. La via acustica origina dal ganglio del Corti, formato da neuroni bipolari. I prolungamenti centrali di tali neuroni raggiungono i nuclei cocleari ventrale e dorsale posti nel midollo allungato e nel ponte di Varolio.

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Foto della Colonna Vertebrale vista da Kratos

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Spiego a Kratos la Colonna Vertebrale

Dopo aver detto a Kratos tutto sul collo e dopo avergli fatto vedere una foto del collo umano , gli dissi – adesso ti spiego tutto sulla colonna vertebrale e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla colonna vertebrale – La colonna vertebrale, è la parte scheletrica del rachide ed è costituita dall’insieme delle vertebre, le quali si articolano fra di loro, formando un asse osseo che dalla base del cranio si stende fino alla base del tronco, fondamentale sia per la sua funzione di sostegno del corpo, sia per quella di protezione del midollo spinale. Struttura

 

 

 

La colonna vertebrale, è costituita da 33/34 vertebre impilate le une sulle altre e fra loro articolate. Una vertebra generica presenta: anteriormente un corpo, di forma pressoché cilindrica, costituito d’un anello di tessuto osseo compatto contenente tessuto osseo spugnoso; posteriormente vi sono invece i cosiddetti archi vertebrali che circoscrivono il foro vertebrale, la cui giustapposizione ha per effetto di delimitare il canale vertebrale, al cui interno alligna il midollo spinale.

 

 

 

Gli archi vertebrali presentano, oltre i cosiddetti peduncoli (ossia la parte dell’arco a diretto contatto col corpo vertebrale), due processi laterali simmetrici, detti processi trasversi, mentre posteriormente il cosiddetto processo spinoso: il complesso dei processi spinosi forma ciò che è volgarmente detto spina dorsale.

 

 

 

I punti articolari fra le vertebre sono essenzialmente tre: anteriormente, fra un corpo e l’altro, si interpone un disco biconvesso, detto disco intervertebrale, costituito quasi totalmente da fibrocartilagine, eccetto la parte centrale, nella quale si osserva il cosiddetto nucleo polposo, struttura assiale dell’embrione; posteriormente alla radice dei due processi trasversi si hanno invece due simmetriche facce articolari, di tipo sinoviale, in contatto con corrispondenti eminenze della vertebra posta immediatamente sopra a quella considerata.

 

 

 

Importante è inoltre lo spazio che esiste tra i peduncoli delle varie vertebre, denominato incisura vertebrale, che, unendosi con l’incisura vertebrale della vertebra adiacente, determina il foro intervertebrale da cui emergono i nervi spinali, che originano dal midollo spinale e non direttamente dal tronco encefalico.

 

 

 

Curvature della colonna vertebrale

 

 Osservando la colonna vertebrale nella sua interezza, infine, si potrà notare che essa non è perfettamente diritta, ma presenta anzi quattro curvature, osservabili lateralmente: dall’alto si potrà notare una prima zona, corrispondente al collo, ove le sette vertebre cervicali assumono una curvatura con la convessità rivolta in avanti, detta lordosi cervicale; scendendo s’osserverà una curvatura con la convessità rivolta stavolta verso il dorso, denominata cifosi dorsale, in corrispondenza delle 12 vertebre toraciche; ancora più in basso si avrà una lordosi lombare in corrispondenza delle 5 vertebre lombari ed una cifosi sacrococcigea in corrispondenza delle 5 sacrali e delle 2÷5 coccigee.

 

 

 

Sul piano coronale si riscontra una lieve curvatura laterale sul a livello toracico o toraco-lombare, con convessità destra nei destrimani e convessità sinistra nei mancini, la scoliosi fisiologica. Due curve di compenso sono presenti a livello cervicale e lombare. Queste curve probabilmente sono determinate dall’ingombro del cuore e dall’uso prevalente di un solo arto. Ovviamente tale condizione fisiologica può essere accentuata per cause patologiche, ed in particolare si possono avere curvature laterali (scoliosi patologiche) di cospicua entità.

 

 

 

Rachide cervicale

 

 

 

Patologie

 

 Le patologie della colonna vertebrale possono essere:

 

 Scoliosi, quando si ha la rotazione della colonna vertebrale e della gabbia toracica su di un lato

 

 Ipercifosi, comunemente conosciuta come gobba, quindi quando si ha un aumento della curvatura normale a convessità posteriore

 

 Iperlordosi, si ha un aumento della curvatura normale a convessità anteriore, che danno vita ad un infossamento

 

 

 

Colpo di frusta

 

 

 

Per colpo di frusta si intende la distorsione del rachide cervicale nei tre piani dello spazio in seguito a incidente stradale. Viene anche chiamato trauma da accelerazione/decelerazione.

 

 

 

Tipologie di vertebre

 

 vertebra cervicale

 

 vertebra toracica

 

 vertebra lombare

 

 osso sacro

 

 coccigeo

 

 

 

Articolazioni

 

 articolazione atlo-occipitale

 

 articolazione atlo-epistrofeica

 

 articolazione intervertebrale

 

 articolazione sacro-vertebrale

 

 articolazione sacro-coccigea

 

 

 

Disturbi della colonna vertebrale

 

 Paramorfismi

 

 Dismorfismi

 

 Ernia del disco

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Foto della Collo visto da Kratos e Pandora