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Pacific Rim 2 torna d’attualità grazie a Cina e Giappone?

Un blockbuster estivo costato 200 milioni di dollari ma ancora fermo agli 87 milioni di dollari d’incasso ‘americani’, potrà mai ambire ad un sequel? In linea teorica no. Sarebbe quasi impossibile. Fino all’arrivo di Pacific Rim.

Il titolo di Guillermo Del Toro è stato infatti tutt’altro che ’sbalorditivo’ in patria (eufemismo), deludendo e non poco tanto il regista quanto la Warner. Grazie ai 140 milioni di dollari incassati nel resto del mondo, la pellicola è arrivata ai 226 milioni di dollari worldwide, totale ad oggi ancora troppo basso per giustificare un capitolo 2, trovandoci dinanzi ad almeno un centinaio di milioni di perdite.

Se non fosse che Pacific Rim sia uscito da 24 ore in Cina, e debba ancora fare vedere in Giappone. Mercati ricchissimi e decisamente ‘legati’ all’opera di Del Toro, volutamente ‘celebrativa’ nei confronti dell’anime e della cultura orientale. Ebbene in sole 24 ore il film sarebbe riuscito ad incassare 9 milioni di dollari nelle sale cinesi, tanto da far ipotizzare un’apertura ‘lunga’ da 40 milioni di dollari. Mai un titolo Warner aveva incassato tanto all’esordio in Cina. Battuti persino tutti i capitoli di Harry Potter, con un incasso superiore del 23%.

Soldi freschi, che a detta di Deadline potrebbero convincere la Legendary Pictures ad andare avanti sulla strada del ‘franchise’, sempre ipotizzata da Travis Beacham, autore dello script, e Guillermo Del Toro, pronto a tornare a bordo dei suoi robottoni per salvare il Pianeta. Box office di Cina e Giappone permettendo…

 

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The Wolverine: «Il 90% del film sarà ambientato in Giappone»

Il mutante dagli artigli di adamantio è pronto a tornare in una veste ancora più violenta e tormentata in The Wolverine, una sorta di spin-off/reboot con l’intramontabile Hugh Jackman. In un’intervista rilasciata a Mtv, il regista James Mangold ha speso diverse parole sul suo nuovo cinecomic, che dipinge una delle pagine più drammatiche del nostro eroe: «Ho avuto la meravigliosa opportunità di ambientare in Giappone oltre il 90% del film. E nonostante restano vivi diversi elementi dei capitoli precedenti, come la presenza di Hugh Jackman, abbiamo avuto la possibilità di realizzare una sorta di reboot del tono del film, rendendolo più dark e andando più in profondità nel personaggio». Chi ha letto la graphic novel diFrank Miller e Chris ClaremontWolverine, su cui è basato questo cinecomic, saprà bene quanto il Giappone sia protagonista assoluto della storia: «Una parte siginificativa del film è parlata in giapponese e il cast è quasi tutto di origini orientali. Quindi si avverte quella strana sensazione di un personaggio proveniente dal mondo del Far West (che sarebbe Logan/Wolverine, ndr) che si ritrova in una cultura orientale molto lontana dal suo modo di vivere. Credo che i film, i combattimenti, la filosofia e le arti marziali giapponesi abbiano influenzato molto questo film». Il regista ha avuto parole anche per la rabbia furente di Wolverine: «Uno dei tratti caratteristici di Wolverine nei fumetti è quella rabbia da berseker (secondo la tradizione norrena si tratta di spietati guerrieri scandinavi che prima della battaglia entravano in uno stato di trance, guidato da una furia cieca, che li rendeva addirittura insensibili al dolore, ndr) e abilità fisiche dettate da qualcosa di primordiale. Tratti che ritroveremo anche nel film». Se non vedete l’ora di vedere tradotte in immagini le parole di Mangold, sappiate che, secondo il regista, approderà presto in Rete un trailer di The Wolverine. Ancora un po’ di pazienza!

The Wolverine esordirà nelle nostre sale (anche in 3D) il 26 luglio 2013.