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Rupert Sanders per Napoleon; Scott Waugh dirigerà un thriller con rapina; Warner Bros. vuol adattare il videogame Temple Run

Collider riporta che Warner Bros. ha ingaggiato il regista Rupert Sanders (Biancaneve e il cacciatore) per il loro film su Napoleone. Sceneggiato da Jeremy Doner (The Killing), Napoleonè descritto come uno sguardo in stile “Scarface” sul conquistatore francese.

Sanders, che ha fatto il suo debutto alla regia con la rivisitazione dark di Biancaneve è anche collegato, sempre in veste di regista, ai progetti 90 Church dramma ambientato negli anni ‘60 su un agente fresco di assegnazione ad una task force federale della narcotici di stanza a New York ufficio e The Kill List, un thriller basato su un romanzo di Frederick Forsyth.

Il sito Beyond Hollywood riporta che Scott Waugh regista di “Act of Valor” dirigerà per laDreamworks un action-thriller con rapina ancora senza titolo che vedrà in veste di produttore Steve Zaillan.

Il progetto sarà scritto da Scott Rosenberg, lo sceneggiatore dell’action Con Air, e la trama seguirà un uomo che ha bisogno di realizzare un colpo apparentemente impossibile e per farlo recluta il fratello che viene descritto come un tipo “borderline”.

Waugh sarà nei cinema l’anno prossimo con l’adattamento Need for Speed basato sull’omonima serie di videogiochi e interpretato dall’Aaron Paul della serie tv Breaking Bad.

Hollywood sembra aver messo definitivamente gli occhi anche sui videogames per cellulari e dopo l’annunciato adattamento di Angry Birds, arriva la notizia via THR che anche Temple Runarriverà al cinema con David Heyman (i film di Harry Potter e Gravity) a bordo come produttore .

Il videogame del 2011 sviluppato da Imangi Studios è incentrato su un esploratore che ha rubato un idolo da un tempio e per questo viene continuamente inseguito da scimmie demoniache. Attualmente lo studio è ancora in trattative per portare il gioco su grande schermo ed è alla ricerca di uno sceneggiatore.

 

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Queen of the Tearling: Emma Watson protagonista della nuova Saga Fantasy Warner

Partiamo dal principio. E’ il 2007 quando la 35enne Erika Johansen ascolta un discorso di Barack Obama e ne rimane folgorata, tanto da trarne ispirazione per dar vita al personaggio diKelsea Glynn, eroina protagonista di una trilogia fantasy intitolata Queen of the Tearling. HarperCollins fiuta il colpo e fa firmare un contratto milionario all’allora sconosciuta Johansen, che diventa di fatto la George R.R. Martin in gonnella.

Conclusa la premessa, arriviamo ai fatti del giorno. Queen of the Tearling diverrà ovviamente cinema. D’altronde il boom televisivo di Game of Thrones ha convinto gli studios che l’operazione è a dir poco percorribile. E a vestire i panni della sua indiscussa protagonista, ovvero Kelsea Glynn, potrebbe essere Emma Watson, a quanto pare pronta a cavalcare un altro franchise fantasy, dopo il decennio potteriano.

Secondo quanto riportato da Variety, David Heyman vuole portare avanti l’operazione, che sbarcherà in libreria all’inizio del 2014. Anche se inedito, Queen of the Tearling fa comunque già parlare di se’. La trilogia seguirà le gesta di questa idealista di diciannove anni, chiamata a reclamare il suo trono, dopo la morte della madre, e riscattare il suo regno, il Tearling. Da battere, ovviamente, ci sarà la Regina Rossa, maga-tiranno del paese confinante, Mortmesne.

Nessuno sa se gli scritti di Erika Johansen saranno un successo editoriale, ma visto il contratto sborsato dalla HarperCollins è facile pensare che tutto ciò diventi realtà subito dopo aver messo piede in libreria. Al momento non si conoscono eventuali sceneggiatori all’opera per l’immancabile adattamento, ma la Warner ha già messo il cappello sull’intera saga. Perché dopo Harry Potter si potrebbe ‘ripartire’ con Queen of the Tearling, e quell’Hermione ormai cresciuta. Ma sempre piena di talento.

 

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Fables arriva al cinema: dirige Nikolaj Arcel

Ancora cinecomic ad Hollywood, grazie all’arrivo di Fables, serie di fumetti pubblicata dalla Vertigo, divisione editoriale della DC Comics, creata e scritta da Bill Willingham nel 2002. Secondo quanto riportato dall’Hollywood Reporter, Nikolaj Arcel, regista di A Royal Affair, avrebbe fatto suo il progetto made in Warner, con Jeremy Slater, al momento al lavoro sul reboot dei Fantastici Quattro, in cabina di sceneggiatura. Ad occuparsi della produzione David Heyman e Jeffrey Clifford, con la Heyday Films.

Sono anni che ad Hollywood si cerca di adattare Fables. Per ben due volte la Warner tentò il colpaccio, ma in entrambi i casi fallì. L’idea ‘geniale’ della serie vede tutti i personaggi più amati dei libri di fiabe di tutto il mondo ‘reali’, e in mezzo a noi, nel nostro mondo. Da Biancaneve al Lupo Cattivo, passando per Riccioli d’oro, Cenerentola e la Bella Addormentata, vivi e vegeti ed esiliati dalla Terra delle fiabe dal villain di turno, conosciuto come l’Avversario e autentico ‘dittatore’. Per questo motivo si sono trasferiti a New York, camuffando un quartiere conosciuto come Fabletown. Qui, per sopravvivere nel mondo degli umani, le fiabe dovranno lottare per il loro ’sempre felici e contenti’.

La trama del comic, è evidente, ha molte assonanze con Once Upon a Time, serie televisiva statunitense di genere fantasy, in onda sulla ABC dal 23 ottobre 2011, da cui ne è stato tratto addirittura uno spin-off, Once Upon a Time in Wonderland. Willingham, nel dar vita alla sua idea, ha spaziato tra i generi, passando dal thriller al giallo, fino alla svolta narrativa pro-Israele, esplicitata negli ultimi albi. La serie originale è fortunatamente sbarcata anche in Italia, inizialmente grazie alla Magic Press, in seguito a Planeta DeAgostini e infine alla RW Lion.

Candidato agli Oscar come Miglior Film Straniero, A Royal Affair di Nikolaj Arcel vedeva sul set Mads Mikkelsen, Alicia Vikander e Mikkel Følsgaard. Per il danese, è innegabile, l’occasione di una vita per decollare in quel di Hollywood. Che la Warner abbia trovato un nuovo fantasy dalle uova d’oro?