Luca parla Laura

Luca aveva portata sua sorella maggiore sul divano senza farsi vedere da nessuno e nemmeno da sua madre . Non sapeva come avrebbe reagito Arwen se suo figlio diceva a sua madre che sua figlia , il suo grande tesoro era una persona con i poteri . Luca aveva deciso di non dire niente a sua madre . Luca decise di non dire niente a nessuno . Nè a suo padre e nemmeno a sua madre . Voleva difendere sua sorella minore dagli sguardi delle persone oppure da essere cacciata dalle persone di quell’ albergo ed essere trattata come un mostro . Molte persone non amano le persone con i poteri , altre si . Arwen era una di quelle persone che non amano molto le persone con i poteri e Luca lo sapeva . Sapeva cosa sarebbe successo se avesse detto a sua madre dell’ incidente che è successo li nel vicolo vicino all’ hotel . Luca decise di fare qualunque cosa per proteggere sua sorella . Anche se l’ odiava in alcuni momenti però in alcuni momenti le voleva bene . Decise di pensare a tutti i momenti belli che aveva passato con sua sorella minore . Decise di pensare a quei momenti visto che doveva prendere una decisione . Anche se aveva 7 anni in quel momento doveva prendere una ardua decisione e sarebbe a dire . Condannare sua sorella a essere un mostro oppure essere una persona con i poteri ma senza dirlo a nessuno . A un primo momento pensava che lo poteva dire a sua madre e sapeva che avrebbe fatto la cosa migliora ma sapeva che non era cosi . Ma Luca decise di non dirlo a nessuno e lo fece per salvare la vita a sua sorella maggiore . Laura se scopriva che Luca aveva dei poteri avrebbe la stessa cosa . Laura avrebbe cercato di aiutare Luca con questo grande problema . Laura avrebbe aiutato Luca a capire come risolvere questo situazione in cui era . Se non stava attento poteva essere etichettato come mostro oppure doveva rimanere nascosto fino a quando non capiva come usare i suoi poteri per il bene e non per il male . Luca in quel momento non era lui ad i poteri ma era sua sorella maggiore Laura . Laura era svenuta nel vicolo dopo aver visto cosa aveva fatto in quel vicolo . Dopo un ora Laura si sveglio con un gran mal di testa e la testa gli girava alla grande . Aveva la forte voglia di vomitare e Luca gli prese il cestino . Laura inizio a vomitare alla grande tutto quello che aveva nello stomaco . Tutto quello aveva nello stomaco era dentro al cestino . Ma Laura non aveva vomitato per cosi poco ma anche per aver visto la fine dei suoi piccoli gattini . Erano dei piccoli gattini che volevano solo amore e una casa . Laura mentre vomitava vedeva dentro la sua testa delle immagini . Vedeva dei gattini morti e poi vedeva fuoco e fiamme li dentro al vicolo e poi il corpo carbonizzato di Michele . Luca adesso aveva un grande problema e sarebbe a dire sua sorella maggiore Laura . Laura era spaventata e non sapeva cosa visto che Laura era sempre quella che voleva la cosa giusta . Era una cosa molto bella ma Luca doveva impedire a sua sorella di chiamare la polizia e dirgli quello che aveva fatto . Laura guardo negli occhi Luca – dimmelo ho ucciso qualcuno ? . Luca decise di dire la verità a sua sorella e quando lo fece aveva uno sguardo di paura – si lo hai fatto . Ma noi non possiamo chiamare la polizia . Anche se hai ucciso un uomo io ti devo proteggere . Non puoi andare li e dire quello che hai fatto . Se lo fai la tua vita finisce e tu non potrai realizzare il tuo sogno di essere una veterinaria . Non te lo lascio fare . Anche se usi il tuo potere contro di me non ti lascio chiamare la polizia e cosi mettere fine alla tua vita . Laura vide che grazie a quell’ evento Luca era divenuto una persona matura . Una persona con un grande coraggio ed era tanto grande che avrebbe sfidato una persona con i poteri . Laura decise di fare come diceva suo fratello e non chiamo la polizia . Laura voleva realizzare il suo sogno e per questo decise di fare finta di niente . Per nascondere le prove si fece una bella doccia calda e cosi togliersi la puzza di fumo che aveva addosso . La prossima fase era avere un solido movente per far capire a tutti che non era li .

Daphne Strange decise di uccidersi

Dopo che L’ Ombra aveva fatto calmare un po’ Daphne visto che erano tutti e due sul lettino abbracciati l’ uno all’ altro visto che era molto triste . Le sue grandi lacrime stavano andando sul lettino che era sulla destra ed era vicino al lettino dove la Dottoressa Amelia Neri stava dormendo . Non sentiva il suo pianto visto che era nel suo sonno profondo e per questo era meglio cosi un modo per dormire e non sentire niente . Dopo essersi alzata dal lettino decise di andare in un posto dove poteva trovare pace e cosi pensare sul suo futuro ma non solo per il suo ma anche quello degli altri . Anche se L’ Ombra gli aveva detto che non era colpa sua del fatto che era stata manipolata e del fatto che aveva rapito quelle ragazzine indifese . La sua mente non la pensava cosi visto che secondo lei era stata colpa sua se le ragazze erano state rapite . Daphne era cosi che la pensava cosi visto che per colpa sua le ragazzine erano state rapite e adesso non sapeva cosa fare visto che aveva fatto del male ma solo poco ma adesso aveva fatto rapimento . Era stata manipolata visto che per quello che le era successo durante tutta la sua infanzia e la sua adolescenza . Durante la sua vita aveva visto un sacco di cose e per colpa di questa situazione lei aveva una mente debole visto che agli altri dava l’ impressione di essere forte . Daphne rubava soltanto e non voleva fare troppo male alle persone ma adesso lo aveva fatto a 12 ragazzine che non avevano fatto niente di male . Daphne dopo che se ne era andato dall’ Infermeria visto che voleva stare da sola visto che voleva andare in un posto dove pensare con calma . Una volta messe a camminare inizio a farlo dentro i corridoio e poi trovo una stanza vuota e aveva visto che li non ci doveva stare nessun studente . Non era una stanza ma un soggiorno visto che gli studenti una volta entrati in quella scuola ci poteva stare li per parlare con gli altri e fare molte altre cose . Si mise li seduta su un bel divano a sentire i suoi pensieri sul fatto di cosa fare in quella brutta situazione . Daphne aveva le mani tra i suoi bellissimi capelli bianchi e cercava di capire cosa fare visto che era in una situazione molto complessa . Aveva rapito delle ragazzine in uno stato di manipolazione e se non lo ricordava per niente e per tutto questa situazione la sua mente era piena di oscurità . Una volta che era seduta sul divano con le gambe accavalcate e non più con le mani non più dentro i suoi capelli bianchi visto che poco dopo capì cosa fare . Non voleva scappare ma voleva fare un ‘ altra cosa secondo lei avrebbe facilitato il compito all’ Ombra , alla Guerriera Oscura e alla Pistolera Oscura cioè uccidersi . Una volta presa questa decisione torno in infermeria con passi lenti e senza fare nessun rumore prese un po’ di morphina . Amelia teneva la morfina dentro una teca di vetro e se c’ era qualcuno che poteva scassinarla quella era Daphne . Una volta presa i suoi ferri del mestiere cioè i ferri con il quale ha rubato in un sacco di casa e li inizio ad aprire la teca di vetro e poi prese una siringa che era sempre dentro la teca di vetro che non era molto lontano dalla morphina . Amelia aveva messo cosi per facilitare il suo compito se aveva bisogno di utilizzarla se i suoi poteri di guarigione non funzionavano . Daphne mise l’ ago dentro la fiala di morphina che aveva preso dalla teca di vetro che era davanti al letto dove lei prima era stesa da sola e non con L’ Ombra . Una volta presa un po’ ma la giusta quantità per morire visto che secondo lei non meritava di vivere visto che aveva fatto tanto male a delle ragazzine . Una volta che la siringa era piena di tutta la morphina se la inietto nel cuore , si fece un po’ male ma alla fine secondo lei era la giusta decisione non solo per lei ma anche per tutti quanti gli altri . Secondo lei era l’ unico modo per avere più pesi e cosi non aveva più il peso di quelle 12 ragazzine dentro la sua mente . Da quando l’ Ombra glielo aveva detto non aveva dormito un solo momento e non aveva smesso di pensare a quella cosa visto che secondo lei morire era l’ unica possibilità per non avere più pesi nella sua vita e cosi stare in pace non solo con lei ma anche con il mondo . 

Mia madre Helena mi aiuta a capire come fare gli incantesimi nel libro degli incantesimi di Tituba

Avevo chiamato mia madre Helena Saintcall attraverso una lettera Inter-dimensionale . Ero felice di vederla e lei era felice di vedere me e disse – Tesoro che posso fare per te ? , io le chiesi aiuto – Come te la cavi con la lingua della città di Salem . Helena prese in mano il libro degli incantesimi e noto dalla grafia e dal mondo di scrivere – Questo libro appartiene a Tituba , una tua lontanissima antenata . Io le dissi quello che mi aveva detto lei – mi ha detto che lo avessi perso o se qualcuno lo avesse bruciato mi avrebbe ucciso ma io sono riuscito a prenderlo . Tituba prima mi insegnava le magie e mi diceva come fare , adesso però è morta e io sono andato da lei per farmi dire da lei dove fosse il suo libro degli incantesimi e alla fine sono riuscita a dirmelo . Helena mi disse – Tesoro se vedi li nella congrega che faceva parte Tituba ci sono streghe molto potenti . Vai dal loro capo una certa Kora  , dille che ti mando io e dalle il libro e solo cosi lei ti potrà insegnare tutto sulla magia . Prima che me ne andassi – Daniel , mi puoi dire perché hai detto a Cupido la storia che tu hai aiutato Babbo Natale e non l’hai detto subito a me o tuo padre . Io feci comparire un divano e io e mia madre ci sedemmo e dissi a lei – Non l’ ho detto a voi , non perché mi vergognavo ma perché Settembre il capo degli Osservatori mi ha detto che per non alterare il tempo e non fare niente di male dovevo fare cosi e ho fatto cosi non solo perché me l’ha detto lui ma perché quando mi sono messo a toccare i vari oggetti nella stanza io ho avuto una visione che mi faceva voi due che andavate da Cupido a risolvere la sua situazione e facendolo dire a lui cosi non ho fatto niente di male . Helena mi disse – se lo hai fatto per non alterare il tempo , allora va bene . Helena mi disse – Stai attento con questa persona pensa di essere in cerca di giustizia e io dissi a mia madre – come sai di questo caso ? .

Helena mi disse – Cupido su un foglio ci ha segnato il luogo dove stavi andando sentendo la tua telefonata e io e tuo padre ti abbiamo visto mentre facevi il tuo mestiere . Io dissi a Helena – perché non siete scegli dal tetto e avete visto la scena e Helena mi disse – Volevamo solo vederti e poi ti voglio dire una cosa ? .Io la guardai con quei suoi occhi blu colmi di gentilezza – Con Ada Knight cerca di essere più gentile con lei . Se la tratti con più gentilezza il suo rapporto con lei può migliorare e io dissi – Grazie Madre ,adesso vado ,

Babbo Natale regala a Beatrice Ferrante una bicicletta

Babbo Natale aveva visto molti bambini e aveva dato a ognuno dei regali giusti per le proprie esigenze e poi arrivo a casa di Beatrice Ferrante . Babbo Natale vide che questa bambina era stata davvero molto buona e aveva subito delle cose dolorose in passato . Io ci avevo provato ma c’ era una cosa che Beatrice non ricordava ancora la sua morte . Babbo Natale sapeva che nell’ Universing questa dolce bambina era viva e cosi decisi di fare questo di dare a lei una bellissima bicicletta . Babbo Natale la stava mettendo sotto l’ albero di natale per lei e gli stava mettendo un biglietto ma Beatrice era li dietro di lui e disse -OH , OH , OH guarda chi c’ e una bellissima bambina che non riesce a dormire . Beatrice arrivo vicino a lui e disse – Daniel Saintcall mi ha detto che se sono buona tu saresti venuto e mi avresti portato delle belle e Babbo Natale disse – Daniel ha ragione . Ti ho portato una bella cosa Beatrice e so anche perché non riesci a dormire . Ma forse con un po di aiuto riesci a dormire . Beatrice si mise vicino a Babbo Natale e gli fece una magia e lei pote dormi sonni tranquilli , lui poi fece comparire delle coperte e copri Beatrice e prima di andare lui la mise sul divano e poi se ne andò dicendo  – Buon Natale Beatrice e poi lui se ne andò .

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Scopro che la 200 storia di How i met your Mother parla della madre

Nella storia 200 che per voi è il 200 episodio di How i Met Your Mother parla della Moglie di Ted Mosby . L’ episodio riguarda trenta minuti di flashblack che parlano di eventi passanti della moglie e del suo futuro con Ted . Tra i vari momenti si vedra cosa è successo al bar con l’ ombrello giallo . Io da lontano ho già visto questo evento . Vi dirò che sarà bello vedere il passato della moglie di Ted e del futuro di Ted . Spero vi piaccia pure a voi , adesso vi lascio e spero che tutti siate sintonizzati a guardare questa puntata .

How i Met Your Mother festeggia il suo 200 episodio

Nell’ universo di How i Met Your Mother sono davvero molto felici . Tutti si chiedono perchè , perchè festeggiare . Ve lo dico io il motivo per festeggiare perchè il 27 gennaio del 2014 questo celebre universo arriverà alla 200 storia . Tutti quanti non vediamo l’ ora che il nostro archietto preferito conosca sua moglie e cosi i figli sapranno tutta la storia e alla fine si potranno alzare da quel divano da cui posso costatare di persona sono seuti li da molto tempo e alcune volte mi hanno chiesto per favore portaci via da li non ce la facciamo più . Io però ho dovuto dire – voi dovete stare li fino alla fine della storia . Comunque adesso vi metto il video del festeggiamento nel vostro universo .

 

Foto del Divano visto da Kratos

Spiego a Kratos il divano

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla biancheria per la casa e dopo avergli mostrato una foto sulla biancheria per la casa , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul divano e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul divano – Il divano, anche detto sofà, ottomana o canapè, è un sedile imbottito e dotato di braccioli come una poltrona, ma di forma allungata in modo da poter accogliere più persone contemporaneamente, e di consentire a chi lo occupa di sedersi e conversare. È un elemento piuttosto comune dell’arredamento privato e pubblico moderno. Nelle abitazioni viene generalmente collocato in salotto, nei luoghi pubblici si trova frequentemente nelle sale d’aspetto.

 

Nonostante la similitudine, per esempio, con il triclinio romano, il divano moderno entrò nella cultura occidentale dal mondo ottomano. Lo stesso termine “divano” viene dal termine arabo di origine persiana diwan, con cui s’indicavano i registri amministrativi, conservati un apposito locale dove gli scribi lavoravano seduti su cuscini. Dai registri il termine passò a designare l’ambiente e, in modo traslato, l’insieme dei cuscini su cui si sedevano gli addetti alla scrittura. Già in epoca califfale il vocabolo era utile a designare le amministrazioni dello Stato e la cosa sopravvisse anche nell’Impero Ottomano, in cui con esso ci si riferiva al Consiglio dei ministri.

 

Non troppo diversamente successe col vocabolo “sofà”, derivante dall’arabo suffa, che vuol dire “cuscino”.

 

Il termine originario fu francesizzato in divan per indicare una lunga panchetta con fiancate o braccioli.

 

Il primo periodo di grande diffusione in Europa risalì al periodo di Luigi XV e all’epoca neoclassica, mentre il momento storico di maggiore successo fu quello ai tempi di Luigi XVIII e della Restaurazione. « L’Ottomana è quella cosa

 

di cotone oppur di lana

 

 che si chiama l’ottomana

 

 perché ha sempre quattro pied. »

 

 (Ettore Petrolini)

 

Esistono diverse tipologie di divano: il divano a due o tre posti; il divano angolare; il divano componibile; il divano-letto. Quest’ultimo nasconde al suo interno un materasso, ed è trasformabile in letto.

 

Molti divani antichi venivano rifiniti con una lavorazione particolare chiamata capitonné, tutt’oggi utilizzata negli arredamenti in stile.

 

Il termine “divano” si riferisce , come già detto, anche al registro sul quale i vizir dei califfi e i ministri del sultano turco-ottomano trascrivevano le loro decisioni. Da ciò il vocabolo è passato ad indicare anche una raccolta di poesie di un poeta orientale, nella letteratura araba e poi anche in altre letterature del mondo islamico come quella turca e persiana (per esempio il “Canzoniere” o “Divān” di Hafiz, “il conservatore”, pseudonimo di Shams al-Dīn Muhammad, poeta persiano e mistico sufi vissuto nel XIV secolo).

 

La raccolta poetica può essere ordinata cronologicamente o per ordine alfabetico. Goethe nel 1819 scrisse il ” Divano occidentale-orientale ” ispirandosi alle letterature orientali e Federico García Lorca compose il suo Diván del tamarít.

Foto del divano visto da Pandora

Spiego a Pandora il divano

Dopo aver spiegato a Pandora , quali biancherie vengono utilizzate nella casa , gli dissi – adesso ti spiego il divano e Pandora disse – ok , spiega e se c’ e una foto fammela vedere e io risposi – certamente che te la faccio vedere . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul divano – Il divano, anche detto sofà, ottomana o canapè, è un sedile imbottito e dotato di braccioli come una poltrona, ma di forma allungata in modo da poter accogliere più persone contemporaneamente, e di consentire a chi lo occupa di sedersi e conversare. È un elemento piuttosto comune dell’arredamento privato e pubblico moderno. Nelle abitazioni viene generalmente collocato in salotto, nei luoghi pubblici si trova frequentemente nelle sale d’aspetto.

Nonostante la similitudine, per esempio, con il triclinio romano, il divano moderno entrò nella cultura occidentale dal mondo ottomano. Lo stesso termine “divano” viene dal termine arabo di origine persiana diwan, con cui s’indicavano i registri amministrativi, conservati un apposito locale dove gli scribi lavoravano seduti su cuscini. Dai registri il termine passò a designare l’ambiente e, in modo traslato, l’insieme dei cuscini su cui si sedevano gli addetti alla scrittura. Già in epoca califfale il vocabolo era utile a designare le amministrazioni dello Stato e la cosa sopravvisse anche nell’Impero Ottomano, in cui con esso ci si riferiva al Consiglio dei ministri.

Non troppo diversamente successe col vocabolo “sofà”, derivante dall’arabo suffa, che vuol dire “cuscino”.

Il termine originario fu francesizzato in divan per indicare una lunga panchetta con fiancate o braccioli.

Il primo periodo di grande diffusione in Europa risalì al periodo di Luigi XV e all’epoca neoclassica, mentre il momento storico di maggiore successo fu quello ai tempi di Luigi XVIII e della Restaurazione. « L’Ottomana è quella cosa

di cotone oppur di lana

 che si chiama l’ottomana

 perché ha sempre quattro pied. »

 (Ettore Petrolini)

Esistono diverse tipologie di divano: il divano a due o tre posti; il divano angolare; il divano componibile; il divano-letto. Quest’ultimo nasconde al suo interno un materasso, ed è trasformabile in letto.

Molti divani antichi venivano rifiniti con una lavorazione particolare chiamata capitonné, tutt’oggi utilizzata negli arredamenti in stile.

Il termine “divano” si riferisce , come già detto, anche al registro sul quale i vizir dei califfi e i ministri del sultano turco-ottomano trascrivevano le loro decisioni. Da ciò il vocabolo è passato ad indicare anche una raccolta di poesie di un poeta orientale, nella letteratura araba e poi anche in altre letterature del mondo islamico come quella turca e persiana (per esempio il “Canzoniere” o “Divān” di Hafiz, “il conservatore”, pseudonimo di Shams al-Dīn Muhammad, poeta persiano e mistico sufi vissuto nel XIV secolo).

La raccolta poetica può essere ordinata cronologicamente o per ordine alfabetico. Goethe nel 1819 scrisse il ” Divano occidentale-orientale ” ispirandosi alle letterature orientali e Federico García Lorca compose il suo Diván del tamarít.

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