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Ryse: Son of Rome – Crytek pensa già al sequel

Dopo aver guidato i soldati del generale romano Marius Titus nella sanguinolenta battaglia combattuta contro i barbari attraverso la video-dimostrazione di Ryse: Son of Rome propostaci durante nel corso dell’ultima, contraddittoria conferenza E3 di Microsoft, gli sviluppatori tedeschi di Crytek riconquistano il palcoscenico mediatico per fornirci degli importanti aggiornamenti sulla loro nuova proprietà intellettuale.

Interpellato dai colleghi di Polygon, il presidente e amminstratore delegato di Crytek, Cevat Yerli, si è detto perfettamente consapevole delle grandi attese nutrite dagli appassionati e ha illustrato i motivi che hanno spinto il suo team ad accantonare il progetto originario, annunciato durante l’E3 2010 come un action/picchiaduro in prima persona giocabile esclusivamente su Xbox 360 tramite Kinect.

Ripercorrendo le fasi iniziali del progetto di “Codename Kingdoms” assieme al design directorPatrick Esteves, Yerli ha spiegato che i concept mostratigli nel 2010 dai suoi ragazzi prevedevano tutti un impianto di gioco fortemente basato sulla nuova periferica sensibile al movimento di Microsoft e una narrazione su binari con progressione dei livelli simile a quella delle avventure grafiche “alla Dragon’s Lair”: col passare dei mesi di sviluppo, però, risultò chiaro a tutti che un titolo del genere, seppur appassionante e divertente, non sarebbe stato accolto con favore dalla stragrande maggioranza dei giocatori di lungo corso. Da qui la scelta, assai dolorosa dati gli sforzi profusi dal team di sviluppo fino a quel momento (l’inverno del 2011), di accantonare tutto e di reimmaginare completamente la proprietà intellettuale pensando a quali forme avrebbe dovuto assumere su Xbox One.

Dopo aver rivissuto il tumultuoso periodo della sua compagnia corrispondente alla cancellazione del progetto iniziale di Codename Kingdoms, nella lunga intervista concessa ai giornalisti della famosa testata videoludica a stelle e strisce il papà delle serie di Far Cry e Crysis ha poi tratteggiato l’esperienza di gioco del “nuovo” Ryse descrivendo in questo modo le idee e le “speranze” maturate dal suo team:

“All’interno di Crytek c’è chi supervisiona e c’è chi è impegnato attivamente nello sviluppo, ma per tutti, e in maniera indistinta, Ryse rappresenta una sfida e continuerà a rappresentarlo finchè non riusciremo a portarlo a termine. In questi anni non tutto è andato secondo i nostri piani ma ciononostante siamo contenti del lavoro che abbiamo fatto, ripensando a ciò che abbiamo passato e alle scene dell’ultima video-dimostrazione dell’E3 2013 molti di noi ancora non riescono a credere che siamo riusciti a tirare fuori dal gioco una qualità del genere. Di certo, però, Ryse non è stato pensato per essere un unico e grande titolo, ma solo il primo di una serie di episodi legati a questa nuova proprietà intellettuale.”

Ricordando la fatica fatta dai suoi sviluppatori per riprendere la serie dopo averne cancellato l’episodio originario per Kinect e lasciando velatamente intendere che il “nuovo” Ryse avrà più di un sequel, Cevat Yerli testimonia il forte attaccamento del suo intero staff a questa IP e lascia ben sperare per il buon esito dell’iniziativa nonostante le critiche mosse in queste settimane da chi, dopo aver provato la demo nell’apposito stand allestito da Microsoft tra i padiglioni dell’E3 losangelino, si è giustamente lamentato degli automatismi del sistema di combattimento basato sui Quick-Time Event.

Sperando quindi di ritornare al più presto a fornirvi nuovi aggiornamenti su questo titolo, chiudiamo la news ricordando a chi ci segue che Ryse: Son of Rome è previsto in uscita anovembre in concomitanza con il lancio di Xbox One.