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Alaina Ellen Storm Fenice Fenix Foto Icy

Aspetto di Ellen Storm

Ellen Storm era una donna molto in gamba ed era la professore di Ginnastica nella Spirit Accademy . Ellen dentro questa scuola vedeva se tutto andava bene oltre al fatto di oltre insegnare ginnastica a questa scalmanati che non vedeva l’ ora di usare i loro poteri e li dentro da osservare con molto attenzione c’ era Jenna Milton . Ellen non riusciva sempre a vedere quello che faceva questa ragazza e purtroppo nel non controllare visto che aveva un sacco di lavoro da fare Jenna fece male ad Icy e uccise Alaina . Ma non la mandarono via visto che era molto brava e alla fine le diedero un’ altra possibilità per fare in modo che nessuno degli studenti li dentro si uccida a vicenda oppure che Jenna torni li dentro e uccida Icy per goduria .

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White Collar, il commento alla 4^ stagione

Più apprezzata per la valenza fisica del suo protagonista Matt BomerWhite Collar ha saputo conquistarsi una sua credibilità nel corso degli anni grazie alla simpatia degli script, all’alchimia degli interpreti e alla leggerezza delle storie che non cade mai nella farsa. E proprio sul rapporto tra i protagonisti si basa la 4^ stagione, in onda in questi giorni su Fox con gli ultimi episodi.

Neal Mozzie sono riusciti a fuggire da New York, nel finale della 3^ stagione, ma l’FBI li sta cercando. Peter, grazie ad Ellen, riesce ad inviare un messaggio a Neal e una volta individuato lo raggiunge a Capo Verde. Purtroppo parte lasciando dietro di sé una mappa con la posizione del nascondiglio cerchiata. Quando Collins, l’agente incaricato di trovare il truffatore, ottiene un mandato per perquisire casa sua, trova la mappa e prende il primo volo per Capo Verde dove comunica alla popolazione locale che c’è una taglia di 500 mila dollari sulla testa di Neal, senza menzionare se bisogna riportarlo vivo o morto.

Creato da Jeff Eastin – che scrive anche la première di stagione -, White Collar approfondisce le sue carte da crime drama ironico, venato di thriller, concentrandosi sul difficile rapporto tra un truffatore e ladro d’arte e un agente dell’FBI raccontando la loro amicizia quasi come un rapporto fallito da far ricominciare.

La fuga di Neal è il collante dell’intera stagione: la doppia caccia, con fini diversi, di Peter e Collins, e le conseguenze da pagare una volta tornati a New York seguono i 16 episodi della stagione che, soprattutto nella linea orizzontale, mostrano un incremento della suspense, a dimostrazione del maggior spessore narrativo che va acquisendo la serie. Ma è anche interessante notare la crescita, ben gestita dagli autori, del rapporto tra i 4 personaggi principale: il triangolo ironico tra Neal, Peter e Mozzie, soprattutto una sorta di dualismo tra il compagno di truffe e l’agente, la moglie e l’amante, i rimpianti e le opportunità, tra cui è impossibile scegliere. E quindi ancora più curioso il ruolo che acquista Elizabeth, interpretata da Tiffani Amber Thiessen della quale si vuole sfruttare il fascino del revival anni ’90, che diventa il poliziotto buono, l’aiutante di Peter, sempre più connotata come amica anziché moglie.

Oltre alle questioni di genere che possono venirne fuori, White Collar si dimostra passatempo di buona fattura che, al netto dei tipici semplicismi scientifici di ogni serie che voglia pasticciare con scienza e tecnologia, sa offrire buone trame e discreta scrittura, oltre che un gruppo di attori ormai calati nei ruoli come in paia di guanti fatti a mano, con predilezione per il Mozzie di Willie Garson, che non sbaglia mai un tono.