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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Scimmie

Esploro l’ universo del Il Pianeta delle Scimmie – Revolution

Le scimmie che si sono evolute non hanno bisogno di potere , non hanno bisogno di bugie . Mentre noi essere umani usiamo le bugie e abbiamo bisogno di poteri a loro invece non serve queste tipo di cose e questo li rende invivibili . Cesare li comanda e come le persone che si tatuano la faccia per dimostrare che non hanno nessuna paura . Cesare prima non era cosi e adesso e stato capace di diventare un grande sovrano non solo per poche scimmie ma per tutte quante . Lui e divenuto il Comandante che le scimmie stavano cercando e adesso per colpa di questo il nostro mondo si sta rivoluzionando visto che adesso queste scimmie sono la nostra più grande paura e loro di noi non hanno nessuna paura . Io e Ada siamo andati dentro questo universo e con la mia fotocamera abbiamo fatto un video in cui abbiamo visto che le scimmie si sono tante evolute da usare i cavalli e non sono divenute sono intelligenti ma anche grandi e molto forti e sono pronti a prendere il controllo di questo mondo . Quando ci siamo andati abbiamo visto che una parte della città era come una grande foresta e se non sconfiggevamo questa rivoluzione pure il resto della Terra sarà cosi .

Questa rivoluzione poterà non solo alla battaglia ma alla guerra tra queste due specie e nessuno sa chi sarà il vincitore . Dobbiamo solo aspettare e chi vincerà determinerà il futuro della Terra .

Ecco Cesare il comandante di tutte le scimmie che accudisce uno dei piccoli .

 

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Boba Fett era il protagonista di Star Wars 1313

Dopo essere stato presentato in pompa magna all’E3, Star Wars 1313 era sparito dai nostri radar, per poi essere definitivamente cancellato una volta che LucasArts fu acquisita da Disney.

Un recente video di IGN ci ha consentito di vedere i primi 15 minuti del gioco e scoprire il protagonista: nientemeno che Boba Fett.

Star Wars 1313 avrebbe dovuto raccontare dell’evoluzione di questo amatissimo personaggio che avviene tra il terzo ed il quarto film della saga di Lucas, non solo caratterialmente, ma anche tecnologicamente, dato che avremmo scoperto da dove giungono tutti i suoi gadget e le armature..

Il pianeta di Coruscant sarebbe stato il teatro principale dell’azione, ma ad un certo punto Boba avrebbe visitato 1314, un quartiere discarica del pianeta abbandonato da diversi anni.

Da questa demo il gameplay sembrava simile a quello di Uncharted. Chissà se qualcuno riprenderà mai in mano questo progetto…

 

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Xbox One: nuovi video dedicati a controller, headset e kit play & charge

Attraverso 3 nuovi video dedicati ad altrettante periferiche di Xbox One, Microsoft intende mostrarci quelle che saranno le novità portate dall’evoluzione della sua console. Nel dettaglio, i filmati si concentrano sul nuovo controller, l’headset e il kit play & charge, dando ai potenziali acquirenti la possibilità di vedere tali dispositivi un po’ più “da vicini”.

Naturalmente, il video che suscita maggior interesse è quello dedicato al controller wireless di Xbox One, che come Microsoft ha annunciato vedrà 40 cambiamenti rispetto al suo predecessore. Per quanto riguarda l’headset, invece, è possibile notare i controlli posti alla base del connettore con il joypad, mentre il kit di ricarica comprenderà un cavo di circa 2,7 metri con indicatori LED.

Come ricorderete, l’headset è stato invece protagonista di una serie di voci di corridoio, legate anche al supporto del vecchio modello di Xbox 360 da parte di Xbox One: negli ultimi giorni, Microsoft sembra aver finalmente trovato il bandolo della matassa, decidendo d’includere il nuovo sistema di cuffie e microfono nella console.

I prezzi ufficiali

Per quanto riguarda i prezzi delle periferiche appena citate, Microsoft aveva già reso noto il loro costo, anche in euro, qualche giorno fa. Il controller costerà 54,99 euro, l’headset arriverà a 22,99 e il Play & Charge kit a 22,90. Il prezzo complessivo della console sarà invece di 500 euro, includendo anche la nuova generazione di Kinect nella confezione.

Gli Altri Video

Headset

Kit ricarica

 

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È ufficiale: Jurassic Park 4 rinviato, niente uscita nel 2014

Dopo i misteriosi Tweet dei giorni scorsi in cui si vociferava di una ‘chiusura’ di Jurassic Park 4, arriva ora un comunicato stampa ufficiale rilasciato dalla Universal che conferma che il film viene rinviato. Niente più uscita fissata per il giugno del 2014, quindi. Da quel che si legge nella nota diffusa, lo slittamento del film è da imputarsi esclusivamente alla necessità di aver maggior tempo a disposizione in modo da realizzare un quarto episodio davvero spettacolare e che riesca a soddisfare anche il fan più esigente. Non sussistono insomma rotture o divergenze artistiche tra il regista Colin Trevorrow e gli Studios.

Ecco il comunicato ufficiale:

 

In accordo con i produttori e il regista, Universal ha deciso di rinviare l’uscita di Jurassic Park 4 per dare allo studio e alla produzione il giusto tempo per portare sul grande schermo la versione migliore del quarto capitolo dell’amato franchise Universal. Non potremmo essere più entusiasti della visione che Colin Trevorrow ha creato per il film e non vediamo l’ora di vederlo creare insieme a produttori un altro fantastico capitolo di questo franchise. 

 

Come potete vedere, non sono state azzardate ipotesi su una nuova release. Secondo Variety, sembra che la Universal abbia chiesto a Trevorrow di rimettere mano alla sceneggiatura insieme al collega Derek Connolly (i due avevano già lavorato insieme per Safety Not Guaranteed). Vi terremo aggiornati sull’evoluzione del progetto. Intanto la Sony non ha perso tempo e ha già spostato nella data del 13 giugno 2014, ormai libera della forte concorrenza di Jurassic Park 4, l’uscita del suo sequel di 21 Jump Street.

 

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Robert De Niro e Shia LaBeouf saranno padre e figlio per il thriller Spy’s Kid

Da quel che riporta Heat VisionRobert De Niro e Shia LaBeouf potrebbero dividere presto il grande schermo e vestire i panni di padre e figlio in un thriller spionistico “old fashioned”, come lo descriveCollider. La pellicola in questione è intitolata Spy’s Kid e la Paramount che produce la descrive come una storia in stile Prova a prendermi ambientata nel mondo delle indagini segrete ispirandosi liberamente a una serie di articoli pubblicati da Bryan Denson su The Oregonian. Articoli che racconterebbero la storia vera di un veterano della CIA che avrebbe poi assoldato il figlio per continuare il suo lavoro quando lui finisce dietro le sbarre con l’accusa di passare informazioni riversate ai Russi.

Alla regia potrebbe essere chiamato D.J. Caruso (ultima sua prova: Sono il numero quattro) che tra l’altro ha già diretto LaBeouf in Disturbia e Eagle Eye. Deve ancora esser trovato uno sceneggiatore; vi terremo aggiornati sull’evoluzione del progetto.

 

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Spiego a Kratos e a Pandora la tuta da Moto

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora quello che gli spiegato oggi , io dissi a loro < adesso vi spiego tutto sulla Tuta da Moto > e Pandora disse in molto gentile < procedi quando vuoi > . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sulla moto < La tuta da moto è un capo di vestiario sportivo, appositamente confezionato per l’uso motociclistico.

 

Descrizione

 

La tuta da moto è un vestiario che protegge il corpo del pilota, riducendo gli effetti della caduta, inoltre può aumentare la penetrazione aerodinamica e conferire un maggiore comfort di guida, questo abbigliamento è caratterizzato da un giubbotto e da un paio di pantaloni, generalmente in pelle e in un sol pezzo, ma esistono diversi materiali e versioni.

 

Questa protezione, può avere la predisposizione per altri ausili di protezione, che sono stati introdotti negli anni, come le imbottiture o ausili per permettere un determinato stile di guida, come le saponette.

 

La tuta da moto, è generalmente utilizzata assieme ad altre protezioni complementari, come gli stivali e i guanti, che nella maggior parte dei casi sono abbondantemente arricchiti da protezioni di diverso genere.

 

Una tuta da moto, per essere definita come protettiva, deve essere omologata secondo la norma EN 13595.

 

Storia ed evoluzione

 

La prima tuta da moto in pelle apparve sui circuiti europei durante il campionato del mondo di velocità nel 1950. Ad indossarla fu il futuro campione del mondo Geoff Duke, il quale dedicava una certosina attenzione ad ogni particolare aerodinamico e si era fatto confezionare questo tipo di indumento, in pelle bovina, dal maestro pellaio inglese Frank Barker. L’indumento venne subito adottato anche dalla maggior parte dei piloti.

 

Tuttavia l’invenzione della tuta da moto è molto più datata ed è compresa tra le molte innovazioni in ambito motociclistico, escogitate dal geniale Pa’ Norton, nel primo decennio del XX secolo. In previsione del suo debutto al Tourist Trophy, nel 1909, Norton realizzò una tuta da moto in lana, allo scopo di “minimizzare la resistenza al vento”, poi passata alla storia come il “vestito di Teddy Bear”; definizione data dalla piccola figlia Grace. Norton aveva tratto ispirazione dalla calzamaglia indossata dagli acrobati del circo.

 

Le tute sperimentali in pelle permisero anche di migliorare la protezione dei piloti, ma per risultare efficaci aerodinamicamente dovevano essere particolarmente attillate, comportando difficoltà di movimento e altri effetti da costrizione.

 

La prima tuta motociclistica moderna venne ideata nel 1954 da Giulio Cesare Carcano, direttore tecnico della Moto Guzzi, che aveva potuto osservare gli effetti negativi delle tute sui suoi piloti e in particolare, su Duilio Agostini, giunto al traguardo semi-svenuto a causa del collare in pelle che, messo in tensione dalla posizione raccolta, aveva quasi strozzato il pilota di Mandello.

 

Carcano costruì in trespolo che riproduceva gli appoggi alla moto, sul quale far salire il pilota durante la presa delle misure del mastro pellaio. In questo modo si poteva confezionare una tuta dalla giusta conformazione per le gare. Soprattutto, fu possibile aumentare lo spessore del pellame, senza compromettere l’azione e comfort del pilota ed aumentare la protettività del capo d’abbigliamento.

 

Da quegli anni le tute hanno subito una costante evoluzione, principalmente dovuta ad estemporanee intuizioni dei piloti, poi attuate in serie dalle case produttrici.

 

Nella seconda metà degli anni settanta, furono Barry Sheene e Roberto Gallina ad utilizzare le prime protezioni fisse alle ginocchia, divenute necessarie con lo stile di guida a gamba interna aperta, adottato da Jarno Saarinen.

 Altra intuizione destinata ad avere un grande sviluppo fu quella di Jon Ekerold che ritagliava pezzi di visiera del casco per applicarli sulla tuta, in corrispondenza del ginocchio, con del nastro adesivo. Nacque così l’idea delle moderne “saponette”, ovvero protezioni facilmente sostituibili, da applicare sulle tute in corrispondenza di gomiti e ginocchia. Le prime “saponette” furono realizzate in pelle, per poi passare al poliestere, al Teflon e al titanio, quest’ultimo è la causa dell’emissione di scintille che, nei primi anni del XXI secolo, accompagnava le pieghe dei piloti.

 

Storia ed evoluzioni recenti

 

Negli anni sono state sviluppate varie tipologie di imbottiture e protezioni, con particolare riguardo ai possibili danni da impatto alla colonna vertebrale. Recentemente lo sforzo sperimentale è rivolto a sistemi simili all’air bag , come il d-air realizzato dalla Dainese e sviluppato in collaborazione con vari piloti.

 

Uso

 

Tale protezione viene normalmente utilizzata nelle competizioni su asfalto, mentre sulle competizioni da fuoristrada si utilizza la pettorina (ancora più rigida e più vicina ad un’armatura), ma il suo uso si sta sempre più imponendo anche nell’uso stradale, soprattutto in versioni più leggere, come i giubbotto quattro – stagioni, ma anche vere e proprie tute da competizione.>