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Pandora Black chiede ad Alyssa di impararle a cucinare il Tortino al cioccolato con cuore di cioccolato

Pandora Black era una delle altre persone che avevano provato questo buonissimo dolce e cosi Pandora dopo aver provato il dolce fatto da mia sorella Alyssa ed era cosi buono che Pandora quasi quasi ne voleva un ‘ altro visto che era molto buono e a mia sorella Alyssa stare in cucina , anzi non si staccava farlo ma disse a Pandora – senti lo so che né vuoi un po ma se ne mangi troppo ti viene la pancia e non puoi combattere contro i nemici con la pancia . Quindi Pandora andò da Alyssa e disse – puoi insegnarmi a cucinare questo dolce , Alyssa non era stanca e aiutare Pandora era come aiutare una piccola sorellina che aveva bisogno del suo aiuto e disse – si . Gli passò un grembiule e iniziarono a seguire la ricetta – basta che segui la ricetta , qui sta scritto cosa devi fare e sopratutto devi stare attenta a tutto quello che fai e alla fine la ricetta può venire se sei stata attenta a ogni cosa che hai fatto . Pandora per non farsi mettere i bastoni tra le ruote con i suoi capelli , prese un elastico per capelli che aveva sul suo avambraccio destro e si legò i bellissimi capelli rossi in una coda di cavallo . Pandora aveva seguito tutta la ricetta del dolce , come le aveva detto e una volta finito e pronto per essere assaggiato , lo assaggio Alyssa ed era buonissimo come quello che aveva fatto lei . Pandora non aveva fatto un solo errore , voleva che Alyssa fosse entusiasta di lei e di essere riuscita a fare quel dolce senza aiuto da nessuno . Pandora pensava che solo perché lei aveva fatto il dolce , lei lo poteva mangiare ma Alyssa fermò Pandora e disse – no , non lo puoi mangiare e troppo e poi ti fa male . Anche Pandora inizio a guardare Alyssa con i suoi occhi dolci e alla fine Pandora non pote rifiutare di darlo a Pandora . Va bene te lo do , ma che dopo vai a fare un po’ di esercizio e di non mangiare altro , tu né hai già mangiato troppo . Pandora vedeva che Alyssa aveva ragione e disse – va bene , una volta tornata alla sua camera del T.A.R.D.I.S inizio a fare gli addominali e le flessioni , voleva fare esercizio fisico per poter togliere il peso del dolce che lei aveva mangiato . Alyssa per fare in modo che a Pandora non venisse giù a fare un ‘ altro di questi dolci aveva nascosto la ricetta in un posto che sapeva solo lei . 

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Alyssa impara a cucinare il tortino al cioccolato con cuore morbido

Mia sorella Alyssa va in lungo e lin largo , nel tempo e nello spazio . E sempre in cerca di fare qualcosa e di imparare qualcosa di buono da mangiare e da cucinare . Oggi navigando su internet è andato su un blog nel quale ha trovato la ricerca di un buon dolce al cioccolato . La ricetta era il tortino al cioccolato con cuore morbido , li sopra c’ era tutto ricetta e altro .

Ricetta di Tortino al cioccolato con cuore morbido

Ingredienti Tortino di Cioccolato

  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 200 gr di burro
  • 160 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 40 gr di farina
  • Una bustina di vanillina

Preparazione

  • Imburrare e infarinare otto stampini in alluminio da porzione.
    Metterli in freezer.
  • Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e lo zucchero, sbattendo bene con una frusta.
  • Fare leggermente raffreddare e incorporare le uova una alla volta.
  • Aggiungere in ultimo la farina setacciata.
  • Mettere il composto negli stampini e tenerli nel frizeer per quattro ore circa.
  • Riscaldare il forno a 220° e infornare gli stampini congelati.
  • Cuocere per dieci minuti – 12 minuti.
  • Vi accorgete che sono cotti quando crescono in cottura formando la crosta, quasi completamente, anche in superficie, l’esterno sarà cotto e l’interno morbidissimo
  • Prima di rigirare lo stampino, lasciarlo raffreddare pochi minuti.

Alyssa a fare la ricetta ci mise pochi minuti e fece assaggiare a me il dolce che aveva fatto , era magnifico . Alyssa era bravissima in cucina e dissi – sei bravissima in cucina .

Se volete sapere dove ho preso la ricetta e tutto il resto , l’ ho preso su questo link : http://musitechsapienza.wordpress.com/2013/11/23/tortino-di-cioccolato/

 

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Due Agenti di Polizia mi chiede cosa è successo al mio pianeta Maraxus

Dopo che Sarah la Fenice Rossa mi aveva portato a casa con mia sorella Alyssa , io stavo dormendo e mia sorella Alyssa inizialmente era accanto a me , ma poi se ne era andata a prendere qualcosa da bere . Mia madre Kyra gli aveva fatto un succo d’ arancia , che era buono e a lei piacque molto e disse a Kyra molto gentilmente , ma aveva ancora l’ aria abbatuta – è molto buona , grazie . Proprio quando mia madre Kyra e mia sorella era li a bere un pò d’ aranciata , arrivano due poliziotte , una di nome Donatella Ferrari , 26 anni , capelli rossi , molto bella . Quel giorno era vestita con una camicia nera , pantaloni neri e scarpe conil tacco , era davvero molto bella con quei vestiti . La sua collega si chiama Sofia Farina , 28 anni due anni più grandi della sua collega , era vestita con una camicia bianca e sopra un soprabito blu e sotto un paio di pantaloni blu e scarpe blu . Sofia Farina è un  genio , in pochi anni si è diplomanta in molte cose come Psicologia , Criminologia , lei voleva fare il poliziotto . Voleva riuscire ad entrare nella mente dei criminali , cercare di capirne ogni informazione possibile , voleva essere semprè pronta se nella sua lunga strada da detective davanti a lui ci fosse passato un Serial Killer . Donatella Ferrari , era una persona molto particolare , con dei poteri unici e davvero molto belli e utili se li sai utilizzare a dovere . Loro arrivarono a casa mia , proprio in cucina e Sofia Farina guardò negli occhi mia sorella e disse con molto tatto e con garbo – io sono Sofia Farina , siamo due Agenti della Polizia Internazionale del Tempo , dello Spazio e dei Mondi , abbiamo saputo quello che è successo al vostro pianeta , ma abbiamo bisogno di pià informazioni e voi che siete stati li ci dovete dare parecchie informazioni . Io non so come mi avessero trovato , ma in un modo o nell’ altro , era arrivato il momento in cui dicessimo a loro due e soltanto loro due come eravamo sopravissuti . Alyssa strinse la mano di Sofia e poi disse – volete qualcosa da bere , acqua o altro , loro non volevano niente . Volevano sapere come eravamo sopravissuti e basta . Mia sorella mi sveglio e disse – Senti sono venuti due agenti della Polizia Internazionale del Tempo , dello Spazio e dei Mondi e vogliono risposte da noi . Io andai da loro in modo scietto senza nè dire ciao nè niente , dei nemici molto potenti hanno provato a uccidere tutto il mio pianeta e quello che ho imparato quel giorno e che non potevo fidarmi quasi di nessuno – mi fate vedere i vostri distintivi di identificazione . Poi mentalmente chiamai Sarah la Fenice Rossa e le dissi – ” Senti puoi venire un attimo ci sono due poliziotte e io non so se lo sono veramente oppure fanno finta ” . Sarah la Fenice Rossa venne subito e in pochi minuti si capì che erano veramente Agenti della Polizia Internazionale del Tempo , dello Spazio e dei Mondi . – Scusate se non vi ho creduto subito , ma devo stare molto attento e quindi non mi fido quasi di nessuno . Ci presentammo e poi dissi a loro in modo chiaro – io racconterò la storia solo a voi , queste informazioni non devono trapelare ai giornalisti o ad altre persone . Pure Sarah la Fenice Rossa li guardò e disse – Nessuno deve saperlo , senò i Distruttori verranno e manderanno in frantumi questo mondo . Dopo aver racconto la storia di come noi eravamo sopravissuti in quell’ inferno , lo scrisserò sul loro rapporto ” Top Secret ” . Cosi solo le persone di un certo spessore lo potevano leggere , ma era meglio che nessuno lo leggeva , quello serviva per prottegere non solo me o mia sorella Alyssa , ma la Terra .

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Spiego a Pandora e a Kratos la pizza

Dopo esseri tornati in camera io dissi a Kratos e a Pandora – ve lo spiego adesso tutto quello che c’ e da sapere sulla pizza e Kratos e Pandora dissero simultaneamente – avanti spiega e se ci sono foto faccele vedere e io dissi – ok . Dopo inizia a dire sia a Kratos sia a Pandora tutto sulla pizza – La pizza è un prodotto gastronomico che ha per base un impasto di acqua, farina di frumento, e lievito, che dopo una lievitazione di almeno ventiquattr’ore viene lavorato fino a ottenere una forma piatta, cotto al forno e variamente condito.

 

Etimologia

 

L’etimologia del nome “pizza” (che comunque non è necessariamente legata all’origine del prodotto) deriverebbe secondo alcuni, da pinsa, participio passato del verbo latino pinsere, cioè pestare, schiacciare, pigiare o dalla pita mediterranea e balcanica, di origine greca, secondo quest’ultima ipotesi la parola deriverebbe dall’ebraico פִּתָּה o פיתה, dall’arabo كماج e dal greco πίτα, da cui anche pita che appartiene alla stessa categoria di pane o focacce. Studi più recenti accreditano, oltre all’origine greca, anche altre ipotesi, cioè che la parola deriverebbe dal germanico (longobardo o gotico) dell’alto tedesco d’Italia bĭzzo-pĭzzo (da cui anche in tedesco moderno Bissen: “boccone”, “pezzo di pane”).

 

Questa ipotesi sarebbe pure confermata dall’area di diffusione originaria della parola, che coinciderebbe con il regno e i ducati longobardi di Benevento e Spoleto. Tuttavia la diffusa presenza, in area balcanica di pita, induce J. Kramer, riportato dalla stessa fonte, a cercare nel greco πίττα (di provenienza albanese) l’origine dell’italiano “pita”, da cui poi “pizza” per incrocio con “pezzo”. Appare comunque certo che la fortuna odierna della parola “pizza” venga da Napoli.

 

Origine

 

Benché si tratti ormai di un prodotto diffuso in quasi tutto il mondo, la pizza è generalmente considerata un piatto originario della cucina italiana ed in particolar modo napoletana. Nel sentire comune, infatti, ci si riferisce con questo termine alla pizza tonda condita con pomodoro e mozzarella, ossia la variante più conosciuta della cosiddetta pizza napoletana, la pizza Margherita.

 

La vera e propria origine della pizza è tuttavia argomento controverso: oltre a Napoli, altre città ne rivendicano la paternità. Esiste, del resto, anche un significato più ampio del termine “pizza”. Infatti, trattandosi in ultima analisi di una particolare specie di pane o focaccia, la pizza si presenta in innumerevoli derivazioni e varianti, cambiando nome e caratteristiche a seconda delle diverse tradizioni locali. In particolare, in alcune aree dell’Italia centrale, viene chiamata “pizza” qualsiasi tipo di torta cotta al forno, salata o dolce e alta o bassa che sia.

 

La pizza ha una storia lunga, complessa e incerta. Le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono al latino volgare di Gaeta nel 997. Già comunque nell’antichità focacce schiacciate, lievitate e non, erano diffuse presso gli Egizi, i Greci (maza) e i Romani (offa e placenta).

 

Tipologie

 

Pizza tonda

Per la pizza tonda l’impasto, previamente fatto lievitare in monoporzioni, viene steso in forma di disco, variamente condito e cotto a contatto del piano rovente di un forno. È la più conosciuta e consumata nel mondo e viene detta appunto anche pizza classica o pizza napoletana.

 

Tipica in diverse cucine regionali italiane, è divenuta famosa come specialità della cucina napoletana. La città di Napoli ha svolto infatti un ruolo importantissimo nella storia della pizza, creando ed esportando questa specialità che è ora la più diffusa nel mondo (vedi sez.”Dove si mangia la pizza”). Per questo motivo si usa ancora l’espressione “pizza napoletana” come sinonimo di “pizza tonda” anche se le sue caratteristiche sono spesso diverse rispetto a quelle della tradizione partenopea.

 

Soprattutto fuori dall’Italia invece della pasta di pane si usano spesso impasti più grassi e talvolta anche dolci; il condimento è sempre abbondante e varia notevolmente a seconda delle abitudini locali. La stesura dell’impasto in forma di disco può avvenire con l’uso del matterello oppure, preferibilmente, a mano girando e tirando le palline lievitate d’impasto sopra un piano di lavoro o con evoluzioni aeree. Specialisti di quest’ultimo metodo sono i pizzaioli acrobatici.

 

Pizza al taglio

 

Per la pizza al taglio o pizza in teglia la pasta lievitata viene stesa, condita e cotta in grandi teglie di metallo tonde o rettangolari e poi messa in mostra per essere venduta a peso a scelta del cliente o, in casa, consumata a tranci. La vendita di questa varietà di pizza è diffusa oltre che nelle pizzerie al taglio vere e proprie, anche nelle panetterie.

 

Poiché la pizza in teglia deve essere tenuta in mostra ed eventualmente riscaldata necessita dell’utilizzo di impasti molto acquosi che pure in queste condizioni non si secchino ma diano il massimo del gusto. A tal fine vengono usate farine forti e appositi procedimenti di rigenerazione che permettono di aggiungere agli impasti una maggiore percentuale di acqua, fino al 90%.[senza fonte] Questo ha anche un vantaggio dal punto di vista economico essendo la pizza venduta in alcuni casi a peso (questo metodo è ad esempio il più diffuso nella città di Roma).

 

Pizza alla pala

 

La pizza alla pala, come la pizza in teglia, è una pizza di grandi dimensioni messa in mostra e venduta a peso ma la sua cottura avviene, analogamente alla pizza tonda, direttamente sul piano del forno.

 

Una delle sue varianti è la pizza al metro.

 

Tipologie per origine geografica

 

 Pizza genovese

 

La pizza genovese è pizza in teglia dalla pasta piuttosto alta e morbida, prodotta con farina di grano tenero, acqua, sale, lievito di birra e, talvolta, un poco di latte. Dopo la lievitazione viene stesa con le mani direttamente nella teglia e cotta in forno, preferibilmente a legna. Deriva dalla focaccia genovese.

 

“Verace” Pizza napoletana

 

La pizza napoletana è l’unico tipo di pizza italiano riconosciuto in ambito nazionale ed europeo. Dal 4 febbraio 2010, infatti, è ufficialmente riconosciuta come specialità tradizionale garantita della Comunità Europea.

 

Essa si presenta come una pizza tonda dalla pasta morbida e dai bordi alti (cornicione). Tale rigonfiamento del cornicione è dovuto all’aria, che durante la fase di manipolazione del panetto si sposta dal centro verso l’esterno. Nell’impasto classico napoletano non è ammesso nessun tipo di grasso. Soltanto acqua, farina, lievito (di birra o naturale) e sale. Nella più stretta tradizione prevede solo due varianti per quanto riguarda il condimento:

 Pizza marinara: con pomodoro, aglio, origano e olio extravergine di oliva.

 Pizza Margherita: con pomodoro, mozzarella STG a listelli, mozzarella di bufala campana DOP a cubetti o Fior di latte, basilico e olio extravergine di oliva.

 

La cottura della pizza napoletana, infine, avviene sempre ed esclusivamente tramite l’utilizzo del forno a legna e mai quindi utilizzando altri modi di cottura come per esempio il forno elettrico. Oggi la pizza napoletana è uno dei piatti più diffusi al mondo ed è presente in quasi tutti i ristoranti e locali di cucina italiana all’estero con il nome pizza napoletana o pizza Napoli.

 

Nel 2011, la pizza napoletana è stata presentata dall’Italia come candidata al riconoscimento UNESCO come Patrimonio immateriale dell’umanità.

 

Pizza romana

 

La pizza romana è una pizza tonda dalla pasta molto sottile e croccante. L’impasto viene prodotto con farina di grano tenero tipo 00 o 0, acqua, lievito di birra (oppure lievito naturale), olio d’oliva (oppure per ottenere una pizza più croccante si utilizza l’olio di semi) e sale in proporzioni tali che risulti duro e consistente, tanto da rendere spesso necessaria la stesura con il mattarello. Diffusasi a partire appunto dalla capitale solo dopo l’ultimo dopoguerra, si chiama Napoli la variante di condimento con pomodoro, mozzarella e alici. I libri di cucina tradizionale romana, sembrerebbero avvalorare che la variante con le acciughe sia un’usanza propria della Capitale; la pizza romana, secondo gli stessi ricettari, dovrebbe comprendere anche basilico tagliuzzato,pecorino e pepe.

 

Altre

 

A Napoli la cosiddetta pizza chiusa, ossia pizza ben condita e coperta dalla stessa pasta, si chiamava anche calzone, ma in seguito altre varietà di calzone con un tipo di pasta differente son state ideate e preparate nella vicina Puglia, ragion per cui il calzone al forno è divenuto di fatto un altro prodotto culinario.

 

Anche in Calabria si prepara qualcosa di simile quando si inforna il pane. Specie in passato, assieme al pane “normale” per la famiglia, si faceva spesso anche una pitta chjina (pitta ripiena, dove pitta è un nome generale per una forma di pane). Tale prodotto ha l’aspetto di una pizza chiusa, ovvero formata da due strati di pasta con il ripieno al loro interno.

 

In Sardegna la variante locale viene denominata panada, pizza morbida ed a pasta spessa farcita dei più svariati ingredienti quali pomodori, melanzane, zucchine, funghi, carne d’agnello, pesci (particolarmente ghiotta la variante alle anguille). La ricetta originale prevede che, una volta completata la cottura in forno a legna, la panada venga unta con un filo di olio extravergine bollente e poi lasciata riposare.

 

Una piccola pizza chiusa è il panzerotto, il quale può essere cotto al forno o fritto in padella.

 

In Sicilia vi sono diverse varianti collegate alla tradizione culinaria rurale che con la pizza vera e propria hanno poco a che vedere. E così, a Catania, è diffusissima da secoli l’uso della Scacciata, soprattutto nel periodo natalizio e per le ricorrenze in genere, formata da un primo strato di impasto, tuma e acciughe in città, oppure alla paesana con patate salsiccia broccoli , pepe nero , pomodoro , tuma , in entrambi i casi si chiude con un secondo strato di impasto, e infornata dopo una spennellata di uovo. Nel palermitano è diffuso lo sfinciuni, focaccia morbida con cipolla, caciocavallo, pomodoro e pangrattato; in Provincia di Siracusa, specie nei comuni di Solarino e Sortino, si può gustare il pizzòlu, una sorta di pizza tonda farcita; in provincia di Messina è cucinato il tradizionale piduni, piccolo calzone fritto o al forno ripieno di verdure ed è inoltre presente la focaccia alla messinese, che viene tradizionalmente preparata in teglia con verdure, formaggio, pomodoro e acciughe; e in provincia di Catania, specie a Zafferana Etnea e a Viagrande , la tipica pizza siciliana, un calzone fritto a pasta morbida con ripieno di formaggio, acciughe, funghi porcini e altri ingredienti.

 

Anche oltreoceano la pizza ha avuto una sua evoluzione fino alla pizza all’americana contraddistinta dalla morbidezza e dal notevole condimento. Non raramente all’impasto vengono aggiunti burro o margarina (o altri tipi di grassi) e zucchero.

 

Negli ultimi anni del XX secolo si è andata affermando anche la pizza senza glutine, preparata con farine non a base di frumento, adatte a chi soffre di celiachia.

 

Valori nutrizionali

 

La più celebre delle pizze, la pizza margherita, contiene varie sostanze nutrienti: i carboidrati sotto forma di amido (nella farina), i lipidi vegetali dell’olio extravergine d’oliva e quelli animali della mozzarella di bufala o fior di latte, proteine animali (ancora dalla mozzarella).

 

Queste indubbie qualità non devono però far dimenticare che la pizza non è un alimento ipocalorico adatto a qualunque regime dietetico: una margherita del peso di 300 gr. dà un apporto di oltre 800 calorie peraltro molto sbilanciate a favore dei carboidrati (circa 75%).

 

Impasto

 

Molto importante nella pizza, oltre che la qualità degli ingredienti, è la giusta maturazione e lievitazione. La maturazione è il processo necessario affinché l’amido contenuto nella farina (polisaccaride) venga da alcuni enzimi (alfa e beta amilasi) scisso in zuccheri semplici, questo fa si che la pizza, ben maturata, risulti digeribile. Mentre il lievito di birra compie il suo lavoro producendo nell’impasto anidride carbonica e gas nobili, da qui, la lievitazione, cioè il raddoppio del volume che avviene nell’impasto.

 

Dove si mangia la pizza

 

I luoghi dove si cucina e si consuma la pizza si chiamano pizzerie.

 

A causa della forte immigrazione ed influenza italiana, la città con il più alto consumo di pizza nel mondo è la città di New York seguita da San Paolo in Brasile con 30 milioni di pizze al mese. In quest’ultima città le pizze hanno spesso guarnizioni derivanti dalla gastronomia locale, come il palmito e il catupiry, un formaggio cremoso.

 

Negli Stati Uniti e in varie parti del mondo esistono numerose catene di pizzerie; una delle maggiori catene in franchising è pizza Hut, la quale ha aperto propri ristoranti in 86 paesi del mondo. Dal 1999 è attiva in Italia la catena Spizzico, collegata al marchio Autogrill, che propone un concetto a metà strada tra la pizzeria e il fast-food tipico del Nordamerica; inoltre Autogrill, attraverso una società americana acquisita nel 1999, controlla indirettamente Pizza Hut, non presente in Italia. In Spagna e Portogallo è popolare Telepizza, che effettua anche consegne a domicilio.

 

Record

 

La più grande pizza mai prodotta è quella dell’ipermercato Norwood Pick ‘n Pay (Johannesburg, Sudafrica). Secondo il Guinness Book of Records la pizza – preparata nel 1990 con 500 kg di farina, 800 kg di formaggio e 900 kg di salsa di pomodoro – aveva un diametro di oltre 37 metri .

 A Feltham, Londra, il nuovo record per la più distante consegna di pizza spetta a Lucy Clough. Una pizza vegetariana è stata cotta il 17 novembre 2004 ed ha percorso una distanza di 16949 km per essere consegnata in Ramsey Street, a Melbourne, il 19 novembre 2004. Il record è presente nell’edizione 2006 del Guinness Book of Records

 La Pizza Louis XIII per 2 persone costa € 8.300,00

 La pizza Royale 007 creata a New York costa € 3.000,00 .

 

Informazioni sulla Pizza

 

Origini

 IPA /ˈpi:tsʌ/

 Luogo d’origine Italia

 Diffusione Asia meridionale

 Asia centrale

 Asia occidentale

 Oceania

 Europa

 Americhe

 Dettagli

 Categoria piatto unico

 Ingredienti principali farina

 acqua

 olio di oliva

 sale

 Lievito di birra

 (altri ingredienti differiscono in base alle varianti)

 Varianti Pizza napoletana

 Focaccia

 Piscialandrea

 Pizza genovese

 Pizza siciliana.