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Ada Knight Aqua Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Kratos Pandora Rain Saintcall

Esploro l’ universo di H1Z1

Tutti hanno paura degli Zombie e per colpa di queste creature che fanno paura tutti hanno cercato di scappare dalla città . Ma poche persone ci sono riuscite come ad esempio quest’ uomo che si trova su questa collina e vicino a questa jeep . Appena l’ ho visto mi sono chiesto chi è ? , come sarà scappato da questa infinita orda di Zombie che ha ucciso quasi tutte le persone . Chissà se alcune persone sono uscite da li oppure sono morte provandoci . La persona che sta su questa collina vede la natura davanti a lui e si fa pure la stessa domanda che mi faccio io e sarebbe a dire  ci sarà rimasto qualcuno anche in quella foresta tanto fitta e silenziosa . Pure Ada e gli altri della mia squadra si chiedono questa cosa visto che prima di partire li gli ho detto che ci possono essere degli zombie e che sono pericolosi . Con noi era venuta anche mia sorella minore Rain Saintcall che si scocciava di stare a casa e cosi era venuta con noi e li fece una foto di questa persona con vicino a questa jeep e la foresta che era bellissima e sicuramente una bella cosa da vedere con i propri occhi e da fotografare .

 

 

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2012 Fantasmi Foto Mostri

Fantasmi e mostri dallo Spazio

Ecco le immagini astronomiche affascinanti e spaventose dove potreste vedere streghe, spiriti, e… zucche. La gallery ideale per gli amanti di spazio e di Halloween.
Guarda anche: Esistono i fantasmi? – Un mondo di nebulose – Illusioni ottiche nello spazio

Zucca lunare
Le origini della festa di Halloween si perdono nella notte di tempi, quando gli antichi celti che abitavano Francia, Inghilterra e Irlanda, prima che l’Europa cadesse sotto il dominio di Roma, celebravano, l’1 Novembre, la festa di Samhain (che si pronunciava sow-in), come festa di inizio anno. Era l’inizio dell’inverno, un periodo associato al buio, al freddo alla morte. Secondo i celti, in questa notte si annullavano i confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Era la notte dei fantasmi, delle streghe, della magia (approfondisci le origini della festa).
In questa fotogallery Focus.it vi presenta alcune immagini astronomiche affascinanti e spaventose dove potrete vedere streghe, spiriti, e… zucche. Buon Halloween a tutti.
Realizzata durante l’ eclissi totale di luna del 27 ottobre 2004, questa fotografia è un collage di diversi scatti intervallati di circa 8 minuti. (foto © Sebastien Gauthier).
Paura incapucciata
Una figura misteriosa e incappucciata fa capolino dalle lenti del Telescopio Spaziale Hubble. Non è un Cavaliere Nero e nemmeno un Mangiamorte, ma una molto meno inquietante nebulosa scoperta nel 1999 e chiamata NGC 1999. Si tratta di una nebulosa a riflessione, una nube di polvere cosmica che riflette la luce di stelle vicine.
Foto © Hubble Heritage Team (STScI) and NASA.
La Morte Nera
Mimas, una delle lune di Saturno, fa capolino dall’ombra e assomiglia alla Morte Nera, la stazione spaziale dei cattivi di Star Wars, che doveva distruggere tutti i pianeti.
Il grande cratere al centro dell’immagine si chiama Herschel e con tutta probabilità è stato creato dall’impatto di un asteroide.

 

Artiglio infuocato
Un artiglio infuocato squarcia il cielo notturno. Non è un mostro che viene da un altro mondo ma solo la nebulosa NGC 2024, nota anche come nebulosa fiamma, attraversata da una nuvola di polvere cosmica più scura. Si trova nella costellazione di Orione a circa 1500 anni luce di distanza dalla Terra.
Foto © Robert Gendler, Jan-Erik Ovaldsen).
La testa della strega
La notte di Halloween è la notte delle streghe: e la nebulosa IC 2118 sembra proprio il profilo di una strega con tanto di naso adunco e mento sporgente. Si tratta di una nebulosa a riflessione, che in questa suggestiva immagine è illuminata dalla stella Rigel, della costellazione di Orione, visibile nell’angolo in alto a destra dell’immagine. Ma se la stella è rossa, come mai la nebulosa è blu? Merito della polvere cosmica di cui è composta che riflette meglio il blu del rosso.
Foto © Digitized Sky Survey; Color Composite: Noel Carboni
Teschi roventi
Un teschio sogghigna beffardo. Non è un fantasma ma una fotografia scattata dall’Osservatorio Orbitale Chandra che mostra le galassie della costellazione di Perseo ai raggi X. Distanti circa 20 milioni di anni luce dalla Terra, le costellazioni di Perseo sono formate da migliaia di galassie.
Questa immagine mostra una gigantesca massa di gas che si trova all’interno della costellazione, la cui temperatura è stata stimata in 50 milioni di gradi.
La notte dei fantasmi
Enormi fantasmi si stagliano nel cielo notturno? Che si stiano recando a qualche Sabba?
E’ la nebulosa SH2-136, sicuramente meno spaventosa ma altrettanto affascinante. Nella notte di Halloween, tra feste, maschere e ricette a base di zucca, si esorcizza la paura della morte, irridendola. Vuoi vedere altre nebulose dalle forme strane? Fai un giro sulla fotogallery “Fantasie nebulose”
Foto © Adam Block, NOAO, AURA, NSF
Mamma, c’è Casper in cielo
Ricorda le fattezze del fantasmino Casper questa nebulosa, il cui nome scientifico è NGC 2080. E’ situata in una galassia satellite della Via Lattea nota come Nube di Magellano, zona ricca di stelle in formazione. Larga circa 50 anni luce, in questa fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble è raffigurata con colori non reali.
Foto © Mohammad Heydari-Malayeri (Observatoire de Paris) et al., ESA, NASA
Il ragno rosso
Un ragno rosso nel cielo, distante più di 4000 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Sagittario. E’ la nebulosa del ragno rosso, all’anagrafe NGC 6537, che ospita una delle nane bianche più calde mai osservate. La complessa struttura a due lobi quasi simmetrici è il risultato della trasformazione di una stella, che espellendo il gas contenuto nel suo nucleo, si trasforma in nana bianca. I venti al centro della nuova formazione si espandono a una velocità di oltre 1000 km al secondo.
Foto © Garrelt Mellema (Leiden University) et al., HST, ESA, NASA
Occhi di gatto
Un immenso occhio di gatto, signore della notte di Halloween, compare nel cielo in una moltitudine di colori. E’ la nebulosa NGC 6543, ribattezzata occhio del gatto. E’ un immagine catturata dal Telescopio Spaziale Hubble e mostra nel dettaglio i mulinelli gassosi di questa formazione, espulsa da una stella morente delle dimensioni del Sole a circa 3.000 anni luce di distanza dalla Terra.
Foto © NASA/CXC/SAO; Optical: NASA/STScI
La signora con la falce
La Morte si staglia nel cielo notturno roteando minacciosa la sua falce…
Questa suggestiva fotografia è stata scattata dal telescopio spaziale Hubble e raffigura una parte della nebulosa Carina. Si tratta di un ammasso di gas e polvere largo più di un anno luce, cioè 9.460.800.000.000 km.
Foto © NASA, ESA, N. Smith (U. California, Berkeley) et al., and The Hubble Heritage Team
Mostri solari
Quelli che sembrano i tentacoli di un mostro, nell’angolo in basso a sinistra, altro non sono che una protuberanza eruttiva che si innalza per migliaia di chilometri dal Sole. Grande a sufficienza per inghiottire 10 pianeti come la Terra, questa formazione gassosa non è significativa tanto per le sue dimensioni quanto per la sua forma a 8, che è data da un complesso sistema di campi magnetici. L’immagine risale all’inizio del 2000 ed è stata scattata dal satellite SOHO, che orbita attorno al Sole.
Foto © SOHO Consortium, EIT, ESA, NASA
Il fantasma di IRAS
Che cosa illumina la nebulosa IRAS 05437+2502? Ancora non si riesce a capire. In particolare è enigmatica la zona in alto della nebulosa, quella che assomiglia alla cima di una invisibile montagna di polvere cosmica. Sembra illuminata da una luce misteriosa.
Di solito queste nebulose dall’aspetto simile a un fantasma nascondono una zona di formazione stellare attorniata da polvere stellare oscura. La meravigliosa foto che vediamo proviene dal Telescopio Spaziale Hubble e mostra dettagli che non erano mai stati finora notati.
Una ipotesi sostiene che l’arco incandescente è stato creato da una stella massiccia che per qualche motivo ha raggiunto una velocità elevata e adesso si trova lontana dalla nebulosa. Questa meraviglia del cielo si trova nella costellazione del Toro.
Esistono i fantasmi? Scoprilo online con questa notizia. Oppure consulta la nostra enciclopedia del paranormale.
Foto: NASA, ESA, Hubble, R. Sahai (JPL)
Una misteriosa civetta
La nebulosa Civetta (nota anche come Nebulosa Gufo o con le sigle M 97 o NGC 3587) è una nebulosa planetaria che deve il suo soprannome a due macchie scure che assomigliano agli occhi di un gufo.
Questa foto, più inquietante dei soliti “ritratti” della nebulosa è stata scattata con il telescopio Gemini da un gruppo di studenti del liceo in occasione di un concorso per le scuole.
Guarda Molla, la civetta che si fa fare le coccole come un gatto
Foto: É. Storer (Collège Charlemagne, QUE), A.-N. Chené (HIA/NRCof Canada) and T.A. Rector (University of Alaska Anchorage)
L’occhio di Sauron
Un inquietante occhio rosso ci scruta dallo spazio? È forse l’occhio di Sauron?
Niente paura, non è che il frutto della fantasia dell’uomo che fin dall’antichità ha visto tra le stelle figure mitologiche. Qui si tratta di un alone spaziale, immortalato da Hubble, composto di gas e polveri che circonda la piccola stella di Fomalhaut, uno dei più prossimi vicini di casa della Terra. Si trova a soli 25 anni luce (dietro l’angolo, in termini astronomici) ed è visibile dall’emisfero sud.
La forma a occhio di gatto della nube sarebbe causata da un piccolo pianeta che orbita attorno a Fomalhaut. Gli scienziati sono sicuri della sua presenza, sebbene non lo abbiano osservato direttamente. La forma ovale e appuntita del bordo interno della nube sarebbe un chiaro segno che l’orbita diel pianeta sta spazzando via polveri e gas.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2012 Batman Dominatore di Poteri Film Foto Me Mondi Fantastici Mondo Notizie dal Mondo Presentazione Racconto Storia Supercriminali supereroi The Dark Knight Rises

The Dark Knight Rises per Entertainment Weekly – ecco alcune nuove foto

Nonostante la data d’uscita di The Dark Night Rises, secondo film della saga del Cavaliere Oscuro, sia ancora molto lontana (purtroppo), Entertainment Weekly ha deciso di dedicare la copertina del suo numero di aprile proprio all’ultima fatica cinematografica di Christopher Nolan, regalando ai tutti i fan del film alcune nuove foto. Una delle più attese è senza dubbio quella di Catwoman/Selina Kyle, che sarà interpretata dalla bellissima Anne Hathaway.
Vi ricordo che il film uscirà negli States il prossimo 20 luglio e in Italia il 29 agosto.

Ecco quindi per voi gli inediti scatti gentilmente offerti da Entertainment Weekly.

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2012 Foto Mondi Fantastici Mondo Spiderman The Amazing Spiderman

The Amazing Spiderman: una nuova foto

Ecco una nuova immagine di Spiderman accosciato e col costume visibilmente deteriorato da uno scontro, tratta dal nuovo numero di Entertainment Weekly ed ora disponibile online, grazie RealIrOnMaN.
Sfortunatamente la testa di Spidey cade proprio nella piega della rivista, deformandosi. Speriamo di potervi proporre al più presto una foto di qualità maggiore.
Marc Webb dirige l’action adventure con protagonisti Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Denis Leary, Campbell Scott, Irrfan Khan, Martin Sheen e Sally Field, nei cinema dal 3 luglio 2012, in Italia dal giorno seguente.

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2012 Assassin's Creed 3 Assassinare Assassino Connor Foto Mondi Fantastici Mondo Neve Persone Storia

Assassin’s Creed 3 . Nuove Immagini sulla Neve

Per tutti coloro che stanno aspettando Assassin’s Creed 3 (già iscritti alla nostra pagina Facebook Assassin’s Creed Italia?) dopo questo super post, trovate 6 nuove immagini del gioco con la particolarità della neve. Il ciclo delle stagioni è proprio una delle novità più interessanti di Assassin’s Creed 3. Visto che questi screens sono presi da un filmato, è possibile che il rilascio di un nuovo trailer da parte di Ubisoft sia veramente imminente. Rimanete sintonizzati su ItaliaTopGames quindi!
Mancano ancora tanti mesi all’uscita di Assassin’s Creed 3 ma Amazon.it, il nostro store di fiducia vi propone già un bonus esclusivo. Prenotando Assassin’s Creed 3 per Playstation 3, Xbox 360 e PC infatti riceverete l’esclusivo ULC Bonus CAPTAIN OF THE AQUILA. Grazie al ‘Captain Of The Aquila Pack’ potrai utilizzare la BOARDING AXE e l’UNIFORME del ‘Capitano delle Aquile’ nelle campagne single player.

Il bonus di prenotazione scade all’uscita del prodotto ed è limitato a un solo voucher bonus per cliente. Il codice sarà spedito via email entro i 10 giorni successivi la spedizione del gioco. L’offerta è valida per i prodotti venduti e spediti da Amazon.it e sarà estesa a tutte le prenotazioni già esistenti.Come sempre: garantito il prezzo più basso d’Italia, nessuna spesa di spedizione e a casa vostra al day one. Cliccare per credere!

 

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Foto della Fotocamera vista da Kratos e Pandora

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Spiego a Kratos e Pandora la Fotocamera

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sullo Smarthphone e dopo avergli fatto vedere una foto , io dissi a loro – adesso vi spiego tutto sulla Fotocamera e Pandora disse – ok , comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sulla Fotocamera – La fotocamera (unione del termine greco φς phôs, gen. φωτός phōtós – forma attica di φάος pháos, φάεος pháeos –, “luce” e del tedesco Kamera, “macchina fotografica”, a sua volta dal latino camera obscura, “camera oscura”), in italiano nota tradizionalmente come macchina fotografica, è lo strumento utilizzato per la ripresa fotografica e per ottenere immagini di oggetti reali archiviabili su supporti materiali o elettronici. La fotocamera in senso stretto, quella più nota e diffusa, lavora con la porzione dello spettro elettromagnetico visibile o luce ma può sfruttare altre porzioni spettrali, o differenti forme di energia, riflesse, emesse, diffuse o trasmesse dall’oggetto da rappresentare. Con la macchina fotografica, di qualunque tipo sia, si può fermare il tempo per un istante per poter rivivere le stesse emozioni che si erano provate un tempo, ricordarsi luoghi, come erano fatte le persone etc etc.

 

Struttura e funzionamento

 

Ogni fotocamera è costituita da due parti fondamentali: un corpo, con un’apertura ad un’estremità per permettere alla luce di entrare (camera oscura), ed una superficie di registrazione per catturare l’immagine luminosa all’altra estremità. Formalmente non servirebbe altro (stenoscopia). A questi due elementi basilari, nella stragrande maggioranza dei casi si aggiunge la parte diottrica (lenti) o catadiottrica (specchi), che va a costituire l’obiettivo fotografico.La prima apertura, di dimensioni stabilite dal diaframma, è controllata da un meccanismo (l’otturatore), mentre la parte relativa alla registrazione dell’immagine è costituita da un sensore fotosensibile, che può essere una pellicola o lastra fotografica (macchine fotografiche tradizionali) o un sensore digitale (CCD o CMOS) (fotocamere digitali).

 

Esposizione

 

Mentre il diaframma controlla la quantità di luce che entra nella camera durante la ripresa, l’otturatore controlla la durata del tempo durante il quale la luce colpisce la superficie di registrazione. Apertura del diaframma e tempo d’otturazione determinano quindi la quantità di radiazione in entrata e, di conseguenza, un corretto rapporto tra essi fornisce la giusta esposizione. Per esempio, in situazioni di luce scarsa, si può usare un diaframma molto aperto oppure un maggior tempo di esposizione per catturare anche la poca luce presente; in caso di forte luce, analogamente, si ridurranno i tempi e/o si chiuderà il diaframma. Questo fenomeno non vale linearmente che per un intervallo definito di tempi e di diaframmi (da pochi secondi a circa 1/1000, e da un diaframma f/1,1 a circa f/22 nel caso delle pellicole a media sensibilità); al di fuori di questo ambito, la risposta tenderà a non essere più proporzionale, nonché differente per le diverse lunghezze d’onda. Interverranno altri fenomeni, di cui i più noti sono l’effetto Schwarzschild, o di reciprocità, e i fenomeni di diffrazione di cui si dovrà tener conto in tutti quei casi (fotografia notturna, astrofotografia, ad esempio) in cui si esce da questo intervallo di risposta lineare.

 

Messa a fuoco

 

L’apparato fotografico necessita che sull’elemento sensibile, l’immagine reale che si andrà a formare venga focalizzata (Messa a fuoco) in maniera opportuna, concentrando la radiazione sul piano focale. Ci sono vari sistemi per mettere a fuoco l’immagine in modo accurato, a seconda del tipo di macchina fotografica. Le fotocamere più semplici utilizzano, combinandoli, più accorgimenti per ottenere il fuoco fisso, come un’apertura del diaframma molto ridotta ed obiettivi di tipo grandangolare per ottenere la messa a fuoco sulla distanza iperfocale ovvero per fare in modo che tutto ciò che è compreso in un certo intervallo (tipicamente tra tre metri e l’infinito) sia ragionevolmente a fuoco. È il tipo di messa a fuoco usato nelle macchine fotografiche monouso, nelle macchine fotografiche economiche, nelle fotocamere dei telefoni cellulari. L’intervallo tra la distanza minima e massima dalla macchina fotografica entro la quale i soggetti della foto sono a fuoco è definita profondità di campo.

 

La maggior parte delle fotocamere utilizza invece obiettivi a fuoco variabile, cambiando quindi la geometria del sistema, per esempio muovendo avanti e indietro sull’asse l’ottica, o parte di essa. Per mettere a fuoco l’immagine. Questa operazione può essere effettuata manualmente o può essere svolta automaticamente – in fotocamere a ciò abilitate – grazie alla funzione di autofocus.

 

Le fotocamere a telemetro permettono di controllare visivamente il fuoco per mezzo di una unità di parallasse accoppiata posta sopra il corpo macchina. Le macchine fotografiche reflex ad obiettivo singolo (SLR) utilizzano le lenti dell’obiettivo ed uno specchio per proiettare l’immagine su un vetro smerigliato che, visualizzato nel mirino, permette di definire la giusta inquadratura e messa a fuoco, aiutandosi con alcuni dispositivi ottici integrati nel vetro smerigliato, tipicamente lo stigmometro a immagine spezzata e la corona di microprismi.

 

Le fotocamere reflex a doppio obiettivo (TLR) o biottiche, utilizzano un obiettivo per proiettare attraverso uno specchio l’immagine su un mirino di messa a fuoco e l’altro per proiettare l’immagine sulla pellicola; i due obiettivi sono accoppiati in modo che se l’immagine è a fuoco nel mirino, lo è anche sulla pellicola.

 

Il banco ottico utilizza un vetro smerigliato che viene sostituito, al momento dell’esposizione, da una lastra fotografica.

 

Tipologie

 

Possiamo idealmente suddividere gli apparecchi fotografici secondo diversi criteri, il più macroscopico dei quali si basa sulla tipologia dell’elemento sensibile, chimico, basato su reazioni innescate dalla radiazione incidente, o elettronico basato su diversi tipi di sensori. Attualmente, sulla base di questo criterio, si collocano nelle categorie:

 Fotocamere digitali, basate su elementi sensibili elettronici a tecnologia digitale ormai di diversificate caratteristiche, dalle minuscole apparecchiature di pochi centimetri, a apparati da studio ad alta risoluzione con sensori linear array. Poche, limitate a settori specifici e generalmente superate le tecnologie elettroniche analogiche.

 Fotocamere tradizionali, basate sulla chimica del processo fotografico, nei vari formati, dalle diverse e diffuse pellicole alle lastre piane.

 

Un altro criterio di categorizzazione, largamente estendibile è quello relativo ai formati ed alle caratteristiche generali, indipendentemente dall’elemento sensibile, che in alcuni casi può essere intercambiabile, quindi sia elettronico che tradizionale. Avremo una vasta gamma di apparecchi:

 Fotocamere da studio, di grosso formato, in genere a dorso intercambiabile, digitale, a lastra piana e a pellicola di diversi formati

 Fotocamere, di grosso formato, in genere a dorso intercambiabile, trasportabili

 Fotocamere di medio formato, digitali o a pellicola, a volte con dorso intercambiabile, e come sotto-categorie:

 a mirino

 reflex biottica

 reflex SLR

 Fotocamere di piccolo formato, dove solo poche reflex sono state prodotte come adattabili pellicola/digitale, ugualmente frazionabili in:

 a mirino

 reflex SLR

 Fotocamere compatte

 Microcamere

 Fotocamere panoramiche, rotanti od a obiettivo rotante

 Fotocamere stereoscopiche

 Fotocamere di uso scientifico e specialistico

 Fotocamere tradizionali a sviluppo istantaneo (Polaroid). Negli anni settanta anche la Kodak inizia la produzione di una fotocamera simile, la Kodak Instant. Dopo aver perso una battaglia di brevetti con la Polaroid Corporation, Kodak ha lasciato il business Instant Camera il 9 gennaio 1986. Uno dei pochissimi fotografi che ha realizzato con la fotocamera Kodak Instant alcune ricerche fotografiche, è l’italiano Augusto De Luca.

 

Macchine a film e macchine digitali

 

Le fotocamere tradizionali “catturano” la luce su una pellicola fotografica o su una lastra fotografica. Le fotocamere digitali utilizzano, al posto dei supporti tradizionali, un CCD o CMOS, per catturare le immagini che possono poi essere trasferite o archiviate in un dispositivo removibile o nella memoria interna della fotocamera per un utilizzo successivo o per effettuare operazioni di fotoritocco. Alcune fotocamere digitali possono riprendere, oltre a immagini ferme, anche filmati.

 

Alcune fotocamere hanno dei dispositivi (dorso data) che possono imprimere la data e/o l’ora sullo stesso negativo.

 Macchine speciali

 

Le fotocamere che scattano foto in tre dimensioni si dicono macchine stereoscopiche. Hanno due ottiche che – riprendendo nello stesso momento la stessa scena – riproducono il parallasse degli occhi umani. Le fotocamere stereoscopiche che scattano foto lenticolari hanno tre, quattro, cinque, o più lenti.

 Storia

 

L’antenato della fotocamera, il più antico immesso in commercio, è una Daguerreotype costruita nel 1839 dalla Susse Frères, una fabbrica di Parigi.

 Principali produttori di fotocamere

 Agfa

 Canon

 Casio

 Fujifilm

 Kodak

 Leica

 Medion

 Nikon

 Olympus

 Panasonic

 Pentax

 Polaroid

 Samsung

 Sony

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Faccio scoprire a Kratos la fotografia

Avevo salvato Kratos e avevo riunito Pandora e Kratos , dopo alcuni minuti di riflessioni io dissi a Pandora – adesso ti faccio scoprire la fotografia e Kratos disse – inizia . Dopo pochi minuti io dissi tutto quello che c’ era da sapere sulla fotografia – La fotografia è la tecnica con la quale si produce un’immagine statica e permanente, ottenuta sfruttando le proprietà fotosensibili di un oggetto – tipicamente una pellicola fotografica o un sensore – sulla cui superficie vengono convogliati i raggi luminosi raccolti da un obiettivo. Una successiva fase di elaborazione – detta sviluppo – permette di ricostruire l’immagine finale. Con il termine fotografia si indicano tanto la tecnica quanto l’immagine ripresa e, per estensione, il supporto che la contiene.

 

L’estrema versatilità di questa tecnica ne ha consentito l’utilizzo nei campi più diversi delle attività umane, dalla ricerca scientifica all’intrattenimento, dalla pubblicità al giornalismo, fino a consacrarla come autentica forma d’arte. La parola fotografia deriva da due parole greche: luce (phos) e grafia (graphis). Fotografia significa quindi scrittura (grafia) con la luce (fotos). La fotografia nasce dai risultati ottenuti sia nel campo dell’ottica, con lo sviluppo della camera oscura, sia in quello della chimica, con lo studio delle sostanze fotosensibili. La prima camera oscura fu realizzata molto prima che si trovassero dei mezzi chimici per fissare l’immagine ottica in essa prodotta; il primo ad applicarla in ambito fotografico fu il francese Joseph Nicéphore Niépce, considerato l’inventore della fotografia, anche se studi recenti rivelano tentativi precedenti, come quello di Thomas Wedgwood.

 

Nel 1813 Niépce iniziò a studiare i possibili perfezionamenti alle tecniche litografiche, interessandosi poi anche alla registrazione diretta di immagini sulla lastra litografica, senza l’intervento dell’incisore. In collaborazione con il fratello Claude, Niépce cominciò a studiare la sensibilità alla luce del cloruro d’argento e nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica (che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro) utilizzando un foglio di carta sensibilizzato, forse, con cloruro d’argento.

 

L’immagine non poté essere fissata completamente, e Niépce fu indotto a studiare la sensibilità alla luce di altre sostanze, come il bitume di Giudea, che diventa insolubile in olio di lavanda dopo l’esposizione alla luce. La prima produzione con la nuova sostanza fotosensibile risale al 1822. Si tratta di un’incisione su vetro raffigurante papa Pio VII. La riproduzione andò distrutta poco dopo e la più antica immagine oggi esistente fu ottenuta da Niépce nel 1826, utilizzando una camera oscura il cui obiettivo era una lente biconvessa, dotata di diaframma e di un basilare sistema di messa a fuoco. Niépce chiamò queste immagini eliografie.

 

Nel 1829 fondò con Louis Daguerre, già noto per il suo diorama, una società per lo sviluppo delle tecniche fotografiche. Nel 1839 il fisico François Arago presentò all’Accademia delle Scienze di Parigi il brevetto di Daguerre, chiamato dagherrotipia; la notizia suscitò l’interesse di William Fox Talbot, che dal 1835 testava un procedimento fotografico, la calotipia, e di John Herschel, che lavorava, invece, su carta trattata con sali d’argento, utilizzando un fissaggio a base di tiosolfato sodico.

 

Nello stesso periodo, a Parigi, Hippolyte Bayard ideò una tecnica usando un negativo su carta sensibilizzata con ioduro d’argento, dal quale si otteneva poi una copia positiva. Bayard fu però invitato a terminare gli esperimenti per evitare una concorrenza con Daguerre.

 

Lo sviluppo della dagherrotipia fu favorito anche dalla costruzione di apparecchi speciali dotati di un obiettivo a menisco acromatico ideato nel 1829 da Charles Chevalier.

 

Tra il 1840 e il 1870 i processi e i materiali fotografici vengono perfezionati:

 

nel 1841 François Antoine Claudet rinnova la ritrattistica introducendo lastre per dagherrotipia a base di cloruro e ioduro d’argento, che consentono pose di pochi secondi;

 

nel 1851 Frederick Schott Archer propone il procedimento al collodio che sostituisce la dagherrotipia e la calotipia .Tra il 1851 e il 1852 vengono introdotte l’ ambrotipia e la ferrotipia, per ottenere positivi apparenti incollando un negativo su lastra di vetro a un supporto di carta o panno neri, o di metallo brunito;

 

nel 1852 viene istituita a Firenze la più antica azienda al mondo nel campo della fotografia: la Fratelli Alinari.

 

Nel 1857 compare il primo ingranditore a luce solare a opera di J. J. Woodward;

 

nel 1859 R. Bunsen e H. E. Roscoe realizzano le prime istantanee con lampo al magnesio. Le prime immagini a colori per sintesi additiva si devono a J. C. Maxwell (1861), mentre quelle per sintesi sottrattiva sono state introdotte da Louis Ducos du Hauron (1869). R. L. Maddox porta una novità: le lastre con gelatina animale come legante.

 

Infine, nel 1873 H. Vogel scopre il principio della sensibilizzazione cromatica e realizza le prime lastre ortocromatiche.

Dopo aver detto a Kratos tutta la storia della fotografia , io dissi a Kratos – se vuoi adesso ti faccio vedere la 1° foto a colori e Kratos disse – voglio vederla .

Dopo avergliela fatta vedere Kratos disse – wow bellissima .

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Foto del giorno visto da Pandora

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Faccio scoprire a Pandora la fotografia.

Pandora grazie a me aveva conosciuto il video musicale e adesso nel suo bagaglio musicale sa due canzoni ma nel futuro il suo bagaglio musicale sarà enorme non solo grazie a me ma anche grazie a Rain Saintcall , Ada Knight e Aqua Saintcall . Ma andiamo in avanti . Pandora adesso conosceva il video musicale ma se volevo far conoscere a Pandora alcune cose come quadri , fotografie di una scena del crimine o di un quadro che era stato rubato o no dovevo farle conoscere la fotografia . Pandora stava vendendo le mura di camera mia e le piaceva molto il colore che c’era li sulle pareti . Avevo scelto il colore blu visto che è lo stesso colore dell’ universo . Una volta arrivato in camera mia guardai Pandora – che ne dici di sapere una cosa molto bella e secondo me ti piacerà un sacco . Pandora mi guardo negli occhi – non lo sai nemmeno se mi piace oppure no . Non dire subito che questa che mi vuoi mostrare sarà bella e che mi piace . Comunque farmela vedere e poi ti dirò se mi piace oppure mi fa schifo . Avevo la foto tra le mani e Pandora la vide e ne rimase stupefatta visto che non aveva mai visto una cosa del genere – che cosa è questo oggetto che ho tra le mani . Come hai detto tu è bellissima . Io mi misi vicino a lei – questa che hai in mano si chiama foto . Nel mondo ce ne sono un sacco e alcune sono incredibili . Nel futuro ne vedrai altre .

Pandora era felice di aver visto una foto cosi bella e cosi spettacolare – di queste foto ce ne sono di altri tipi oppure no ? . Pandora si era subito interessata a tale arte – si ce ne sono . Satellitari , Foto che si trovano in albi fotografici e in altri posti . Con calma te lo farà vedere tutte .