Categorie
Diablo III Mondo Notizie Notizie dal Mondo Pc

Diablo III: la casa d’aste su PC chiuderà nel 2014

Galvanizzati dall’ottimo riscontro di pubblico e di critica avuto di fresco con la versione console di Diablo III, i boss di Blizzard Entertainment hanno deciso di lavorare a una patch per cancellare definitivamente la casa d’aste dal codice di gioco della versione PC del loro famoso action/RPG. La conferma di tutto ciò ci arriva direttamente dal comunicato, con annesso “video esplicativo”, pubblicato poche ore fa sulle pagine del blog ufficiale degli studios californiani:

“Quando iniziammo a progettare il sistema delle case d’asta, il nostro scopo era quello di fornire ai nostri fan un modo semplice, veloce e sicuro per commerciare oggetti ingame. Nonostante i vantaggi portati da questo sistema e il grande numero di persone che lo hanno utilizzato nel corso di questi mesi, però, è diventato chiaro a tutti che il modulo della casa d’aste stava minando le fondamenta stesse del gameplay di un titolo che, come Diablo III, è incentrato sul divertimento garantito dalla continua necessità di uccidere mostri per riceverne in cambio armi ed elementi d’equipaggiamento sempre freschi.”

Oltre che per rispondere alle pressanti richieste pervenutegli dai loro appassionati sin dal giorno di lancio di Diablo III, la decisione di porre fine all’odioso modulo di compravendita con denaro reale degli oggetti e delle armi reperite ingame dai partecipanti alle aste virtuali dell’Auction House è stata presa dai Blizzard per dare risalto al nuovo sistema di loot che verrà introdotto nei prossimi mesi con l’espansione Reaper of Souls.

La patch che andrà ad eliminare in maniera definitiva le case d’asta dalla dimensione virtuale di Diablo III su PC potrà essere scaricata a partire dal 18 marzo 2014.

 

Categorie
2013 Cinema Film Mondo Mondo del Cinema Notizie Notizie dal Mondo

Pacific Rim 2 torna d’attualità grazie a Cina e Giappone?

Un blockbuster estivo costato 200 milioni di dollari ma ancora fermo agli 87 milioni di dollari d’incasso ‘americani’, potrà mai ambire ad un sequel? In linea teorica no. Sarebbe quasi impossibile. Fino all’arrivo di Pacific Rim.

Il titolo di Guillermo Del Toro è stato infatti tutt’altro che ’sbalorditivo’ in patria (eufemismo), deludendo e non poco tanto il regista quanto la Warner. Grazie ai 140 milioni di dollari incassati nel resto del mondo, la pellicola è arrivata ai 226 milioni di dollari worldwide, totale ad oggi ancora troppo basso per giustificare un capitolo 2, trovandoci dinanzi ad almeno un centinaio di milioni di perdite.

Se non fosse che Pacific Rim sia uscito da 24 ore in Cina, e debba ancora fare vedere in Giappone. Mercati ricchissimi e decisamente ‘legati’ all’opera di Del Toro, volutamente ‘celebrativa’ nei confronti dell’anime e della cultura orientale. Ebbene in sole 24 ore il film sarebbe riuscito ad incassare 9 milioni di dollari nelle sale cinesi, tanto da far ipotizzare un’apertura ‘lunga’ da 40 milioni di dollari. Mai un titolo Warner aveva incassato tanto all’esordio in Cina. Battuti persino tutti i capitoli di Harry Potter, con un incasso superiore del 23%.

Soldi freschi, che a detta di Deadline potrebbero convincere la Legendary Pictures ad andare avanti sulla strada del ‘franchise’, sempre ipotizzata da Travis Beacham, autore dello script, e Guillermo Del Toro, pronto a tornare a bordo dei suoi robottoni per salvare il Pianeta. Box office di Cina e Giappone permettendo…