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Villa della Famiglia Black

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La villa della Famiglia Black è bellissima e lo potete vedere da questa foto . Carmela non l’ ha comprata ma l’ ha fatta lei . Carmela ha il potere di creare le cose e con i suoi poteri si è messa a creare la sua villa da sogno . Ci ha messo un pò di tempo ma alla fine l’ ha fatta ed è venuta benissimo . Nell’ Universing questa è una delle tante ville più famose li dentro e un giorno tutti quanti non vedono l’ ora di vivere in un posto del genere . Angela Ferrante era li e all’ inizio non aveva visto questa villa cosi bella perchè era nel giardino che era molto grande e pieno di siepi davvero molto belle e di forme diverse tipo un aquila , un leone e tutte erano fatte bene . Angela Ferrante vide solo dopo questa grande villa che era molto bella e molto grande e li c’ erano un sacco di persone che si sarebbero preso cura di Karin Knight . Angela quando li vide rimase molto stupita e molto felice di sapere che Karin aveva una casa e una famiglia . Una volta uscita dalla casa si mise dietro la fontanella e fece una foto che conteneva sia la fontanella e la villa . Tutte le persone che abitavano in questa casa erano felici di abitare qui e che adesso avevano una nuova sorella . Pure Carmela Black era felice di avere un altra persona da accudire .

 

 

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Turbo: featurette in italiano, clip e locandine per il nuovo cartoon Dreamworks

Dreamworks Animation ha reso disponibili due featurette e una clip sottotitolate in italiano, per il cartoon diretto e co-sceneggiato dall’animatore e doppiatore canadese David Soren, che esordisce su grande schermo dopo aver diretto i cortometraggi Madly Madagascar e Buon Natale, Madagascar!.

Nella prima featurette “Pimp my shell” scopriamo come è stato creato il look delle lumache protagoniste del film e in particolare dei loro sgargianti gusci, nella seconda l’attore Ryan Reynolds, che doppia il protagonista, parla del film e infine nella clip scopriamo i personaggi “umani” che vedremo su schermo.

Prima di lasciarvi alle clip a seguire trovate una dichiarazione del regista sul film, mentre se volete approfondire sono disponibili la colonna sonora e una nostra recensione in anteprima.

TURBO, come spiega il regista e co-sceneggiatore David Soren, è un mix di generi cinematografici, perché abbina il supereroe alle corse automobilistiche, ma, “fondamentalmente, TURBO è la storia di un perdente che ce la fa. Turbo ha tutte le caratteristiche del personaggio destinato ad avere la peggio. Dalle lumache, la cui vita è irta di ostacoli, non ci si aspetta nient’altro che una lentezza estrema. Ma, andando un po’ più a fondo, una lumaca è perfetta per essere il cuore di una storia su un personaggio con poche chance nella vita”. E che dire invece di una comune lumaca da giardino che si trasforma in un potente invertebrato capace di viaggiare a tutta velocità? “Il sogno di Turbo di diventare qualcosa che è agli antipodi della sua natura non può che generare frustrazione, sorpresa e felicità quando il sogno diventa realtà”, afferma Soren.

 

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Foto dei giardini visti da Kratos

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Spiego a Kratos il giardino

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla medicina e dopo aver fatto vedere a Kratos alcune foto sulla medicina , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul giardino e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul giardino – Il giardino è un luogo aperto e delimitato, preposto alla coltivazione di piante da frutto, da fiore o da arredamento (più propriamente dette ornamentali). Il giardino solitamente è situato in prossimità di edifici privati o pubblici, ma può trovarsi anche isolato da questi, prendendo il nome solitamente di parco. Nell’accezione comune quando si parla di giardino si intende solitamente quello di tipo ornamentale, mentre si usa il termine orto per indicare quello in cui si coltivano ortaggi a scopo alimentare (orticoltura). Storia

 

Le prime testimonianze dell’esistenza di giardini ornamentali sono le pitture murali egiziane del 1500 a.C.: rappresentano laghetti ricoperti di ninfee e loto e circondati da file di alberi di acacia e di palme. Vi sono testimonianze anche di una tradizione di giardinaggio presso i persiani: si trovano citazioni di un “giardino del paradiso” appartenuto a Dario il Grande e i giardini pensili di Babilonia erano considerati una delle sette meraviglie del mondo.

 

Le influenze persiane si propagarono nell’Antica Grecia: attorno al 350 a.C. c’erano giardini presso l’Accademia di Atene e Teofrasto, che scrisse di botanica, si suppone avesse ereditato il giardino di Aristotele. Anche Epicuro possedeva un giardino in cui amava camminare e insegnare, che lasciò poi a Ermarco di Mitilene. Alcifrone fa menzione di giardini privati.

 

I giardini più rinomati del mondo occidentale antico furono i giardini di Tolomeo I ad Alessandria d’Egitto e grande influenza ebbe la tradizione di giardinaggio importata a Roma da Lucullo. Le pitture murali di Pompei, insieme con i resti archeologici, sono testimoni degli sviluppi elaborati che portarono anche alla costruzione di enormi giardini grazie alla grande ricchezza dei romani. I resti di alcuni di questi grandi giardini sono ancora oggi visibili, come ad esempio presso Villa Adriana a Tivoli.

 

Bisanzio e la Spagna islamica mantennero vive le tradizioni dopo il VI secolo. Nel frattempo una tradizione di giardinaggio si era autonomamente sviluppata in Cina, e poi in seguito da qui in Giappone, dove si tradusse nella creazione di giardini aristocratici che riproducevano paesaggi in miniatura centrati attorno a laghetti o i severi giardini zen presso i templi.

 

In Europa l’arte del giardinaggio rinacque durante il XIII secolo in Linguadoca e nell’Ile-de-France, e poi nei giardini delle ville italiane nel primo Rinascimento.

 

Nel Medioevo il giardino vive all’interno delle proprietà monacali e nelle immediate vicinanze di castelli e corti. Questi appezzamenti sono coltivati a ortaggi ed erbe medicinali, compreso qualche albero da frutto, tutti all’esterno delle mura cittadine (tranne qualche rara eccezione), per mancanza di spazio. Solo dal XIII secolo cominciano a diffondersi giardini e frutteti all’interno dei cortili nelle case patrizie: la spiegazione è da ricercare nel desiderio dei nobili di ricreare una parte della campagna (dove era usanza passare 4 mesi all’anno) in città. L’hortus conclusus (ovvero orto chiuso, circondato da mura) offre la riproduzione di un’immagine idilliaca: un terreno pianeggiante di forma regolare cinto da alte mura, che racchiude al suo interno prati verdi, fiori, erbe e frutteti, cornice ideale per una fontana di acqua purissima, da collocarsi sempre al centro.

 

I parterre francesi, la cui tradizione risale alla fine del XVI secolo, ebbero il loro massimo fulgore nelle interpretazioni di André Le Nôtre, progettista dei principali giardini nobiliari di Francia. Nel XVIII secolo il giardino inglese aprì nuove prospettive. Il XIX secolo vide il fiorire del revival dei giardini storici e la nascita dei giardini romantici, di cui una delle espressioni più note è quella dei cottage garden inglesi.

 

Nel XX secolo l’arte del giardinaggio si evolse integrandosi con la nuova disciplina urbanistica.

 

Il giardino all’italiana

 

Nel XV secolo l’idea di giardino all’italiana assume un significato profondamente decorativo e architettonico, che trova la sua forma “primitiva” più illustre nel giardino di Castello di Firenze. Si comincia ad usare i viali come assi prospettici che connettono le varie parti del giardino e viene data particolare attenzione agli effetti panoramici, accentuati con giardini pensili, terrazze e scenografiche scalinate. È un ritorno alle forme architettoniche di gusto classico (siamo nel Rinascimento) e si nota una spiccata passione per l’ars topiaria. L’evoluzione anche culturale porterà la creazione, nel Cinquecento, di giardini attentamente asserviti alla geometria delle forme: nasce l’architettura vegetale, dove minerali e vegetali sono usati allo stesso modo, al servizio dell’uomo. Ma già solo un secolo dopo (e in Veneto, grazie anche alle ville palladiane, nello stesso Cinquecento) la forma perfetta cinquecentesca viene modificata e ammorbidita. Il giardino barocco presenta aiuole e terrazze che solo vicino al palazzo mantengono il rigore geometrico: via via che ci si allontana le forme si fanno più sinuose e compaiono ovali e forme irregolari morbide. Uno dei più grandi esempi di giardino all’italiana è il Giardino di Boboli a Firenze vicino a esso si colloca il parco della reggia di Caserta con la tipica struttura barocca a gradoni e caratterizzato da una prima zona di aiuole poi da grandi cascate e fontane che scendono dalle colline circostanti.

 

Il giardino alla francese

 

In Francia, alla corte del Re Sole, quando Versailles rivaleggia con il castello di Vaux-le-Vicomte per la bellezza e la grandiosità dei suoi giardini, progettati da André Le Nôtre, nasce la denominazione di giardino alla francese.

 

Tuttavia l’arte dei giardini in Francia è pesantemente influenzata dal Rinascimento italiano e dagli stessi giardini all’italiana. È Caterina de’ Medici a chiedere la risistemazione dei giardini delle Tuileries secondo i gusti italiani, rivisitanti e interpretati dal prolifico Le Nôtre.

 

Il giardino francese si differenzia da quello italiano principalmente per la mancanza di terrazzamenti (facilmente comprensibile dalla morfologia del suolo francese, solitamente pianeggiante) e i pendii dolci, un grande studio sulle viste prospettiche con ampissimi viali necessari alle passeggiate in carrozza del cerimoniale reale e grandi canali d’acqua e, non ultimo, una vegetazione che prevale sull’architettura, ovvero scenografiche quinte di boschi (lontane, ma sempre presenti). Caratteristica tipica dei giardini alla francese è l’uso dei cosiddetti parterre de broderie, ricami disegnati su aiuole con sabbie colorate (bianche, rosse, gialle, beige) usando piccole siepi, solitamente di bosso nano.

 

Il giardino paesaggistico o all’inglese

 

 Il XVIII secolo vede arrivare in Inghilterra una nuova concezione di progettare i giardini, che durerà fino a buona metà del secolo successivo (e verrà esportata in tutto il mondo): il giardino paesaggistico, che sarà poi scenario ideale per il movimento socio-culturale del Romanticismo.

 

Completamente opposto ai giardini alla francese e all’italiana, questo giardino ha come caratteristica principale l’illusoria apparenza di essere un territorio naturale quasi selvaggio e lasciato al caso. Gli architetti del verde inglesi (comincia infatti a nascere questa professione, soprattutto grazie a maestri come Charles Bridgham, “Capability” Brown e William Kent) aboliscono l’ars topiaria, i terrazzi, i boschetti le aiuole e i canali per fare spazio a un giardino con dolci pendii, alberi isolati o a gruppi, ruscelletti e addirittura false rovine romane, gotiche o tempietti che si specchiano su piccoli laghi. Nasce il landscaping, l’arte di fondere il giardino con il paesaggio e questo grazie a una nobiltà e alta borghesia che non disdegna di occuparsi delle tenute agricole e, anzi, ne è fiera. Gli intellettuali britannici esaltano questo nuovo modo di progettare giardini, contrapponendola alla rigidezza dei giardini alla francese e credendola la realizzazione dell’equilibrio raggiunto dalla società inglese loro contemporanea, che nei giardini si riflette armonica e naturale. Questi giardini vengono anche chiamati “georgiani”. Un grande esempio di questi giardini è l appunto “giardino inglese” nella reggia di Caserta che presenta laghetti, templi, serre e persino una piccola Pompei romana.

 

Tipologie

 

Frutteto (con alberi da frutto)

 

 Giardino alla francese

 

 Giardino all’italiana

 

 Giardino d’inverno (od orangerie)

 

 Giardino botanico

 

 Giardino mediterraneo

 

 Giardino naturale e giardino ecologico

 

 Giardino paesistico britannico o “all’inglese”

 

 Giardino segreto (o orto segreto)

 

 Giardino zen

 

 Giardino zoologico

 

 Orto (coltivato ad ortaggi)

 

 Parco urbano moderno

 

 Giardino pensile.

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Dico a Kratos e Pandora quello gli spiego oggi

Il giorno dopo io ,Kratos e Pandora ci svegliammo verso le 6 e con molta calma andammo in asala da pranzo , Kratos e Pandora si misero a sedere ai loro soliti posti , Pandora alla mia sinistra e Kratos davanti a me . Mentre loro si erano seduti vicino a me , io preparavo i cornetti per me , per Kratos , per Pandora e per Marco .Dopo averli fatti  portai il cornetto a Marco e poi andai a fare colazione con Kratos e Pandora e dopo io dissi a Kratos – adesso ti spiego alcune cose e Kratos disse – cosa mi spieghi oggi ? e io risposi alla sua domanda –  oggi ti spiego : vino , cocktail , noci , casa , calendario , cerotto , medicina , giardino e poi ti faccio vedere il mio giardino e poi ti diamo una data di nascita e Kratos disse – ok e se ci sono foto faccele vedere sia a me sia a Pandora e io dissi – certamente .

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Faccio vedere a Pandora il mio giardino

Dopo avergli parlato di tutto quello che sapevo sull’ orto , gli dissi – adesso vieni un attimo in cucina con me e cosi ti faccio vedere quella cosa che ti avevo detto . Dopo io e Pandora andammo in cucina e una volta arrivati uscimmo fuori dalla finestra dove c’ era un terrazzo e poi dissi – Pandora puoi chiudere un attimo gli occhi . Pandora fece come io dicevo , poi la presi e su un piccola sgabello che stava li fuori e poi dissi – Pandora puoi aprire gli occhi e Pandora guardò giu e vide il giardino e le disse – è molto bello e io dissi – lo sapevo che ti sarebbe piaciuto , adesso ti aiuto a scendere dallo sgabello . Dopo presi Pandora e la feci scendere dallo sgabello piano piano con molta calma e Pandora disse – grazie per avermi fatto vedere questo bel giardino piano di fiori e io dissi – non c’ e di che se vuoi vederlo di nuovo basta che me lo dici e io te lo faro vedere di nuovo e Pandora disse – ok .

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Spiego a Pandora cos’ e il giardino

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sulla medicina e avergli fatto vedere varie foto , gli dissi – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul giardino e Pandora disse – ok , iniziai pure quando vuoi e se ci sono foto me le fai vedere e io dissi – certamente Pandora  . Io allora iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ e da sapere sul giardino – Il giardino è un luogo aperto e delimitato, preposto alla coltivazione di piante da frutto, da fiore o da arredamento (più propriamente dette ornamentali). Il giardino solitamente è situato in prossimità di edifici privati o pubblici, ma può trovarsi anche isolato da questi, prendendo il nome solitamente di parco. Nell’accezione comune quando si parla di giardino si intende solitamente quello di tipo ornamentale, mentre si usa il termine orto per indicare quello in cui si coltivano ortaggi a scopo alimentare (orticoltura). Storia

Le prime testimonianze dell’esistenza di giardini ornamentali sono le pitture murali egiziane del 1500 a.C.: rappresentano laghetti ricoperti di ninfee e loto e circondati da file di alberi di acacia e di palme. Vi sono testimonianze anche di una tradizione di giardinaggio presso i persiani: si trovano citazioni di un “giardino del paradiso” appartenuto a Dario il Grande e i giardini pensili di Babilonia erano considerati una delle sette meraviglie del mondo.

Le influenze persiane si propagarono nell’Antica Grecia: attorno al 350 a.C. c’erano giardini presso l’Accademia di Atene e Teofrasto, che scrisse di botanica, si suppone avesse ereditato il giardino di Aristotele. Anche Epicuro possedeva un giardino in cui amava camminare e insegnare, che lasciò poi a Ermarco di Mitilene. Alcifrone fa menzione di giardini privati.

I giardini più rinomati del mondo occidentale antico furono i giardini di Tolomeo I ad Alessandria d’Egitto e grande influenza ebbe la tradizione di giardinaggio importata a Roma da Lucullo. Le pitture murali di Pompei, insieme con i resti archeologici, sono testimoni degli sviluppi elaborati che portarono anche alla costruzione di enormi giardini grazie alla grande ricchezza dei romani. I resti di alcuni di questi grandi giardini sono ancora oggi visibili, come ad esempio presso Villa Adriana a Tivoli.

Bisanzio e la Spagna islamica mantennero vive le tradizioni dopo il VI secolo. Nel frattempo una tradizione di giardinaggio si era autonomamente sviluppata in Cina, e poi in seguito da qui in Giappone, dove si tradusse nella creazione di giardini aristocratici che riproducevano paesaggi in miniatura centrati attorno a laghetti o i severi giardini zen presso i templi.

In Europa l’arte del giardinaggio rinacque durante il XIII secolo in Linguadoca e nell’Ile-de-France, e poi nei giardini delle ville italiane nel primo Rinascimento.

Nel Medioevo il giardino vive all’interno delle proprietà monacali e nelle immediate vicinanze di castelli e corti. Questi appezzamenti sono coltivati a ortaggi ed erbe medicinali, compreso qualche albero da frutto, tutti all’esterno delle mura cittadine (tranne qualche rara eccezione), per mancanza di spazio. Solo dal XIII secolo cominciano a diffondersi giardini e frutteti all’interno dei cortili nelle case patrizie: la spiegazione è da ricercare nel desiderio dei nobili di ricreare una parte della campagna (dove era usanza passare 4 mesi all’anno) in città. L’hortus conclusus (ovvero orto chiuso, circondato da mura) offre la riproduzione di un’immagine idilliaca: un terreno pianeggiante di forma regolare cinto da alte mura, che racchiude al suo interno prati verdi, fiori, erbe e frutteti, cornice ideale per una fontana di acqua purissima, da collocarsi sempre al centro.

I parterre francesi, la cui tradizione risale alla fine del XVI secolo, ebbero il loro massimo fulgore nelle interpretazioni di André Le Nôtre, progettista dei principali giardini nobiliari di Francia. Nel XVIII secolo il giardino inglese aprì nuove prospettive. Il XIX secolo vide il fiorire del revival dei giardini storici e la nascita dei giardini romantici, di cui una delle espressioni più note è quella dei cottage garden inglesi.

Nel XX secolo l’arte del giardinaggio si evolse integrandosi con la nuova disciplina urbanistica.

Il giardino all’italiana

Nel XV secolo l’idea di giardino all’italiana assume un significato profondamente decorativo e architettonico, che trova la sua forma “primitiva” più illustre nel giardino di Castello di Firenze. Si comincia ad usare i viali come assi prospettici che connettono le varie parti del giardino e viene data particolare attenzione agli effetti panoramici, accentuati con giardini pensili, terrazze e scenografiche scalinate. È un ritorno alle forme architettoniche di gusto classico (siamo nel Rinascimento) e si nota una spiccata passione per l’ars topiaria. L’evoluzione anche culturale porterà la creazione, nel Cinquecento, di giardini attentamente asserviti alla geometria delle forme: nasce l’architettura vegetale, dove minerali e vegetali sono usati allo stesso modo, al servizio dell’uomo. Ma già solo un secolo dopo (e in Veneto, grazie anche alle ville palladiane, nello stesso Cinquecento) la forma perfetta cinquecentesca viene modificata e ammorbidita. Il giardino barocco presenta aiuole e terrazze che solo vicino al palazzo mantengono il rigore geometrico: via via che ci si allontana le forme si fanno più sinuose e compaiono ovali e forme irregolari morbide. Uno dei più grandi esempi di giardino all’italiana è il Giardino di Boboli a Firenze vicino a esso si colloca il parco della reggia di Caserta con la tipica struttura barocca a gradoni e caratterizzato da una prima zona di aiuole poi da grandi cascate e fontane che scendono dalle colline circostanti.

Il giardino alla francese

In Francia, alla corte del Re Sole, quando Versailles rivaleggia con il castello di Vaux-le-Vicomte per la bellezza e la grandiosità dei suoi giardini, progettati da André Le Nôtre, nasce la denominazione di giardino alla francese.

Tuttavia l’arte dei giardini in Francia è pesantemente influenzata dal Rinascimento italiano e dagli stessi giardini all’italiana. È Caterina de’ Medici a chiedere la risistemazione dei giardini delle Tuileries secondo i gusti italiani, rivisitanti e interpretati dal prolifico Le Nôtre.

Il giardino francese si differenzia da quello italiano principalmente per la mancanza di terrazzamenti (facilmente comprensibile dalla morfologia del suolo francese, solitamente pianeggiante) e i pendii dolci, un grande studio sulle viste prospettiche con ampissimi viali necessari alle passeggiate in carrozza del cerimoniale reale e grandi canali d’acqua e, non ultimo, una vegetazione che prevale sull’architettura, ovvero scenografiche quinte di boschi (lontane, ma sempre presenti). Caratteristica tipica dei giardini alla francese è l’uso dei cosiddetti parterre de broderie, ricami disegnati su aiuole con sabbie colorate (bianche, rosse, gialle, beige) usando piccole siepi, solitamente di bosso nano.

Il giardino paesaggistico o all’inglese

 Il XVIII secolo vede arrivare in Inghilterra una nuova concezione di progettare i giardini, che durerà fino a buona metà del secolo successivo (e verrà esportata in tutto il mondo): il giardino paesaggistico, che sarà poi scenario ideale per il movimento socio-culturale del Romanticismo.

Completamente opposto ai giardini alla francese e all’italiana, questo giardino ha come caratteristica principale l’illusoria apparenza di essere un territorio naturale quasi selvaggio e lasciato al caso. Gli architetti del verde inglesi (comincia infatti a nascere questa professione, soprattutto grazie a maestri come Charles Bridgham, “Capability” Brown e William Kent) aboliscono l’ars topiaria, i terrazzi, i boschetti le aiuole e i canali per fare spazio a un giardino con dolci pendii, alberi isolati o a gruppi, ruscelletti e addirittura false rovine romane, gotiche o tempietti che si specchiano su piccoli laghi. Nasce il landscaping, l’arte di fondere il giardino con il paesaggio e questo grazie a una nobiltà e alta borghesia che non disdegna di occuparsi delle tenute agricole e, anzi, ne è fiera. Gli intellettuali britannici esaltano questo nuovo modo di progettare giardini, contrapponendola alla rigidezza dei giardini alla francese e credendola la realizzazione dell’equilibrio raggiunto dalla società inglese loro contemporanea, che nei giardini si riflette armonica e naturale. Questi giardini vengono anche chiamati “georgiani”. Un grande esempio di questi giardini è l appunto “giardino inglese” nella reggia di Caserta che presenta laghetti, templi, serre e persino una piccola Pompei romana.

Tipologie

Frutteto (con alberi da frutto)

 Giardino alla francese

 Giardino all’italiana

 Giardino d’inverno (od orangerie)

 Giardino botanico

 Giardino mediterraneo

 Giardino naturale e giardino ecologico

 Giardino paesistico britannico o “all’inglese”

 Giardino segreto (o orto segreto)

 Giardino zen

 Giardino zoologico

 Orto (coltivato ad ortaggi)

 Parco urbano moderno

 Giardino pensile.