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Foto del Giorno : Ritratto di spirale

Nella costellazione dell’Idra, sullo sfondo di lontane galassie, Hubble ha catturato un’immagine molto dettagliata della galassia a spirale ESO 499-G37. Immortalata dal telescopio spaziale di NASA e ESA con una forte angolazione, il suo ritratto mette ben in evidenza la sua natura a spirale.
Innanzitutto si vedono chiaramente i bracci, individuabili come strutture azzurrine che girano intorno al nucleo. Questa sfumatura bluastra proviene da stelle calde e giovani localizzate proprio nei bracci della spirale, solitamente costituiti da grandi quantità di polvere e gas in cui si formano in continuazione nuove stelle.
Nel centro della galassia si nota il caratteristico nucleo luminoso allungato, contenente la più alta densità di stelle e che normalmente ospita una popolazione stellare fredda e antica racchiusa in una regione sferoidale.
Infine, la barra che ne attraversa il centro, una caratteristica comune a molte galassie a spirale che consente al gas di muoversi dai bracci verso il centro, alimentando la formazione stellare.

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2012 Foto Foto del Giono Galassia

Uno spettacolare scontro tra galassie

Una delle visioni più spaventose e affascinanti che lo spazio può offrire è la collisione tra due galassie interagenti: nubi di gas che si comprimono e danno vita a nuove stelle, code di polveri deformate dalla gravità e colori vividi come questi fotografati dal telescopio Hubble

Abbraccio cosmico
A 250 milioni di anni luce da noi sta avvenendo un drammatico incidente, ma è troppo lontano affinché ce ne rendiamo conto. Fortunatamente a immortalarlo per noi ci ha pensato il telescopio spaziale Hubble: l’ “occhio” dell’osservatorio orbitante ha fotografato NGC 2623 secondo diverse prospettive, e le immagini sono state magistralmente assemblate dall’astrofilo australiano Martin Pugh nell’ambito del progetto Hubble Legacy Archive per l’ottimizzazione online delle foto scattate da Hubble.
NGC 2623 è il risultato dell’incontro tra due galassie probabilmente a spirale che avvicinandosi – ma non scontrandosi frontalmente – hanno subito l’influenza delle rispettive gravità: dalla loro interazione sono nate due “code”, lunghe 50 mila anni luce prodotte dalla forza di marea esercitata dai rispettivi campi gravitazionali.
NASA/ESA/Hubble/Martin Pugh
Un modello famigliare
Per avere un’idea della forma originaria delle due galassie protagoniste dello scontro basta osservare la Via Lattea (qui in un’illustrazione artistica che evidenzia anche la posizione del Sole al suo interno), anch’essa una galassia a spirale. Lo scontro tra due colossi stellari come questi non è mai tenero: tipicamente una galassia è formata da miliardi di stelle ed enormi nubi di gas. Entrando in collisione, i rispettivi accumuli di gas si comprimono dando origine alla formazione di nuove stelle molto calde, che brillano di blu nelle immagini. Datando queste stelle è stato possibile risalire alla data dell’ “impatto”, che ha dato origine a NGC 2623: è iniziato circa 100 milioni di anni fa. Un’inezia, in termini astronomici.
Zoom nel cuore dell’impatto
Al centro della collisione il caos regna sovrano: enormi archi di gas creati dalle forze gravitazionali, le nursery di formazione stellare emanano bagliori bluastri e formano nubi rosse di polveri stellari. Guardate bene quest’immagine perché è questa la fine che farà, tra quattro miliardi di anni circa, la nostra galassia, diretta verso la colossale vicina Andromeda alla velocità di centinaia di chilometri al secondo.