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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Dominatrice di Poteri Pandora Pandora Black

Eye Candy – IRL

Lindy ha una idea per catturare il Serial Killer cioè una festa in cui ci sono molte persone che nascondono i loro segreti , le loro imperfezioni e un sacco di cose che nessuno deve sapere . Lindy crede che il Serial Killer si farà vedere li dentro . Durante la festa succede qualcosa ma non viene il Serial Killer ma una persona che è molto peggio e sarebbe a dire uno stalker . Questo stalker non vuole Lindy ma vuole Tommy . La vita di Tommy è in pericolo visto che durante la festa o la giornata lo colpisce dietro la testa e perde di vista Lindy . Tutto questo potrebbe essere opera del Serial Killer di Lindy , Crea uno stalker che ha un solo unico interesse per Tommy e cosi lui non può vedere cosa fa e dove va Lindy e cosi il Serial Killer può fare il suo gioco senza essere interrotto da nessuno .

Lindy dentro a un vicolo o vicino a una barca vede qualcuno . Un ombra che sta davanti a li . Forse le farà vedere qualcosa che deve vedere

Lindy ha visto qualcosa e fa la faccia molto preoccupata

Lindy parla della sua idea a Tommy

Lindy e la sua amica Sophia ballano in modo normale e poi si sente qualcosa di strano

Tommy viene atterrato dal suo Stalker forse per iniziare il piano al Serial Killer di Lindy

 

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Cortana Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Dominatrice di Poteri Dr Alyssa Saintcall Pandora Pandora Black

Alyssa Saintcall da un consiglio a Cortana

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Avevo detto ieri a mia sorella Alyssa la idea di Cortana cioè creare una seconda identità per lei per parlare con Pandora Black e cosi spiegare alcune cose del nostro mondo come cosa sono le i.a ? . Chi è veramente Katrine Williams ? ma sopratutto perchè non le ho detto subito la verità ? . Alyssa sapeva che un errore e poteva andare tutto male visto che Cortana aveva corso e si era dimenticata una cosa molto importante per la sua seconda identità e sarebbe a dire un volto e cosi prese il suo telefonino e fece finta di chiamare una sua amica ma invece uso il potere di parlare con le macchine per mettersi in contatto con Cortana – Alyssa cosa posso fare per te ? . Alyssa si mise vicino alla finestra per vedere se stava succedendo qualcosa – ho sentito della tua idea per parlare con Pandora e credo che tu abbia dimenticato di fare una cosa . Cortana aveva analizzato tutto e disse in modo sicuro – ti sbaglio ho previsto tutto e secondo i miei dati sei tu che sbagli . Alyssa sapeva che Cortana aveva sbagliato qualcosa – allora dimmi Cortana se Pandora vuole iniziare una video chiamata con la web cam dimmi un pò cose le dici visto che tu sei una I.A e tu questo non glielo hai detto ma sopratutto lei è sveglia e non si fa abbindolare come una fessa . Cortana vide che questa scia non l’ aveva prevista – adesso mi cerco un volto e cosi potrò spiegare a Pandora molte cose tra le varie cose la scuola visto che Daniel e tu vi siete dimenticati che una ragazzina di 12 anni a quest’ ora’ dovrebbe stare li e non qui . Alyssa e Cortana si erano dati consigli molto utili .

 

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Cortana Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Dominatrice di Poteri Pandora Pandora Black

Cortana mi parla della sua idea

20130210210743!CORTANA

Cortana grazie a una sua telecamera vedeva che io e Pandora eravamo in camera mia e mi vedeva per dirmi la sua idea per parlare con Pandora e mi mando sul mio telefonino che era sulla mia scrivania fatta di legno – Daniel ho trovato un modo per parlare con Pandora e te ne vorrei parlare ? . Pandora senti il mio telefonino squillare sulla mia scrivania e lo prese in mano per darlo a me e io con calma lessi il messaggio da parte di Cortana – va bene , dimmelo e poi vedo se va bene oppure no . Cortana ci aveva pensata molto bene – faccio amicizia con Pandora tramite Facebook o tramite Window Live Messenger  cosi noi due parliamo di molte cose e alla fine posso spiegare pure io queste cose . Ci pensai e alla fine accettai la proposta fatta da Cortana – va adesso gli spiego Windows Live Messenger e cosi tu potrai parlare di molte cose con Pandora e poi sarete amiche e alla fine se vuoi li dentro le puoi spiegare cosa è una I.A e sopratutto chi sei e da dove viene . Cioè tutto quello che vuoi . Cortana era felice di conoscere questa ragazzina che era molto curiosa e che una volta iniziata questa moda avrebbe fatta pure di questo mondo e la prima amicizia sarebbe Cortana .

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Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Serena Ricci Tatuaggio

Tatuaggio di Serena Ricci

Una volta conosciuta affondo vidi che a Serena Ricci non piacevano le pistole o se le doveva usare solo per difesa personale . Se le doveva usare le avrebbe usato per togliere l’ arma al nemico ma non per uccidere . Uccidere non faceva per se e non lo voleva mai fare . Io vedevo che faceva sfide di skateboard con  molte persone e vinceva . Ogni volta sapeva vincere una sfida con un bel sorriso sul volto . Ma Serena Ricci in ogni angolo di quella città nota come Milano fu riconosciuta da tutti per dire una frase dopo ogni vittoria ” Adios Amigo/a” . Quando diceva che qualcuno aveva perso metteva la mano come per puntare una pistola e indica il perdente e poi diceva con una molto forte e chiara ” Adios Amigo ” . Io ogni volta che lo dicevo non era felice visto che era un offesa . Quando lo dicevo stavo li vicino a lei visto che uno dei suoi rivali poteva prendere la tavola di skateboard e spaccargliela in faccia cosi non poteva dire più quella frase . Io ero li pronto a usare la mia pistola per togliere dalle loro mani la tavola e cosi non far prendere a Serena una batosta da una delle sue parti del corpo e io le avrei detto – non lo devi dire più . Certo è nel tuo stile ma se lo dici ogni volta i nemici come oggi ti spaccheranno la loro tavola sul naso o su altre parti del corpo . Ma Serena Ricci non mi dava ascolta . Serena Ricci il giorno dopo decise di prendere e di farsi un tatuaggio con una pistola , alcune rose e la scritta ” Adios Amigo ” sul seno sinistro . Serena me lo fece vedere per primo – secondo te è bello . Io ero li dall’ altra parte del bancone dove c’ era la cassa – questa è stata una idea stupida . Non dico che il tatuaggio non è bello ma già dirlo da solo fastidio poi vedertelo li sul seno sinistro darà più fastidio . Serena era li con la sua testa dura come il cemento armato – io lo tengo e se agli altri non piace non posso farci niente . Questo è il mio stile e io me lo tengo . Oramai Serena se lo era fatta e io non potevo fare nulla per farle cambiare idea

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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Galassia Galleria Galleria Foto Gamora Guardians of the Galaxy

Guardiani della Galassia

Quando io e Ada siamo stati in questo universo dove i Guardiani della Galassia si stanno formando per fermare il folle piano di Ronan . Ronan vuole avere tra le sue mani una potente sfera . Quando sono venuto con Ada in questo universo ho visto che la sfera è passata da diverse mani . Prima quelle di Star Lord , poi Gamora , poi Yondu e poi Ronan . Io e Ada lo abbiamo visto di persona che lui ha preso la sfera prima di Ronan . Meglio in mano sua che in quelle di Ronan

La prigione dove erano stati portati i Guardiani della Galassia è gestita da Nova Prima . Nova Prime all’ inizio non voleva mandare i Guardiani della Galassia a cercare un modo per fermare Ronan ma alla fine lo ha fatto .

Una delle guardie che ci sono li e possiamo dire che è stata sua questa idea che poi Nova Prima ha deciso di fare . Rhomann Dey anche se sapeva che poteva essere una folle idea ma ha deciso di rischiare e di fare questa cosa per salvare l’ intera galassia

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Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto The Killing

The Killing

Le persone che avevano creato questo universo che era freddo , oscuro e molto bello avevano l’ idea di chiudere questo universo dopo diversi avvenimenti . Le persone che avevano creato questo universo avevano un senso di smarrimento . Non sapevano se questo universo sarebbe stato accolto anche più in avanti dalle persone dentro l’ Universing . Non sapevano se questo universo sarebbe stato seguito da un sacco di persone e cosi seguirlo non solo dalle persone che amano il giallo o quelle sfide davvero molto belle . Ma alla fine quella di chiudere questo universo fu solo una idea che non si realizzo mai . Tutti accolsero questo universo molto bene . Altri non tanto e altri invece lo volevano vedere chiuso . Altri invece lo volevano tenere aperto per fare in modo che le varie persone morte in questo universo in modo molto tragico potessero avere giustizia come tutti quanti gli altri . Oggi questo universo ha continuato per 5 anni e adesso il prossimo caso di omicidio si svolge verso una Caserma Militare . Una donna è stata uccisa e adesso si deve scoprire chi di questi militari si sia ossessionato a lei e abbia deciso di ucciderla e cosi far incolpare uno di questa grande Caserma in cui ci sono solo uomini .

 

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Jane Powell Laura Universing Universo Xana Powell

Xana Powell

 

Xana figlia di Jane Powell professoressa di Storia e una donna davvero molto felice di avere una figlia e un lavoro molto vicino a sua figlia . Xana era molto felice di avere sua madre come professoressa di storia , ma in alcuni momenti non era molto felice visto che tutti la prendevano in giro visto che sua madre era la sua professoressa . Xana quando andava nei bagni sentiva delle false voci su di lei e alcune erano molto inventate alla grande . Xana lo sapeva che non erano vere quelle voci ma nessuno credeva che erano delle storie false ma storie vere . Una volta quando era in bagno delle ragazze , una ragazza di nome Laura la butto contro il riscaldamento – tu sei solo una fallita che senza sua madre qui non riesce a fare niente . Sa cosa crede tutta la scuola . Xana non rispondeva – tutti pensano che tu copi tutti i compiti di storia . Questo pensano tutti quanti . Adesso se vuoi che noi facciamo scomparire queste storie ci devi aiutare a superare l’ esame di domani oppure per te sarà la fine . Xana le guardo in faccia e sputo in faccia a Laura – io non ti aiuto né ora e né mai . Laura non era da sola , con lei c’ erano due ragazze che tenevano ferma al termosifone Xana . Laura stava preparando il pugno – tenetela ferma , questo pugno glielo voglio dare nello stomaco . Sabina e Serena tenevano ferma Xana e Laura gli diede un pugno nello stomaco – questo è per non aver detto alla nostra richiesta di aiuto . Xana non poteva tenersi lo stomaco che era dolorante ,non lo poteva fare visto che era bloccata dalle arpie di Laura . Prima di andarsene Laura diede a Xana un pugno in faccia e sull’ occhio destro . Quando Xana arrivo in sala mensa , Jane vide sua figlia con un occhio nero e si teneva lo stomaco . Jane porto sua figlia in infermeria . Xana aveva paura ma decise di parlare visto che non aveva nessuna paura di queste ragazze – sono state Laura ,Serena e Sabina . Jane le mise in punizione ma quello non fermo niente , anzi diede inizio a una spirale di pestaggi . Xana non aveva passato il peggio visto che il peggio doveva arrivare quando scopriva la vera natura di sua madre . La natura di Jane si scateno la sera quando era arrabbiata perché solo sua figlia non aveva copiato il suo compito . Tutti nel compito avevano copiato e per questo Jane stava dando di matto . Xana era nella sua stanza a leggere un libro e sentiva sua madre che aveva un tono davvero molto alto e parlava del compito in classe fatto alle prime tre ore . Jane se ne andò a dormire tardi e Xana prese una coperta e la mise addosso a sua madre che era andata a dormire sul divano . Xana fece con calma per non svegliare sua madre . Ma lei si sveglio ma non era in lei visto che la sua rabbia quel giorno era molto forte e la fece diventare più pazza degli altri giorni . Jane la prese per il collo con una mano sola . Xana non riusciva a respirare e con le forze che aveva cerca di risvegliare sua madre – mamma sono io Xana , svegliati . Xana stava avendo paura e riprese la speranza quando vide che sua madre riprese conoscenza . Xana se ne andò in camera sua e chiuse la porta e decise di andare a scuola a piedi quel giorno . Era davvero molto arrabbiata con sua madre visto che era stata quasi uccisa per colpa sua . Xana non poteva dire che aveva fatto qualcosa di male visto che l’ unica cosa che aveva fatto era mettere una coperta su Jane per tenerla calda . Laura vide che Xana si comportava in modo molto strano e intorno al collo aveva tutto rosso come il fuoco . Laura aveva visto che Xana aveva questa sciarpa intorno al collo e decise di toglierla dal collo di Xana . Xana cercava di non farla vedere e quando la vide – cosa ti è successo ? . Anche se erano nemiche Laura decise di vedere cosa era successo a Xana – è stata mia madre . Ieri era è impazzita per colpa della vostra idea di copiare il compito in classe . Tutto stava andando bene e si è messa a dormire sul divano e io gli ho messo sopra una coperta e mi ha quasi strangolato . Xana decise di fare una cosa e sarebbe dire uccidersi . Xana senza il consesso di sua madre fece finta di andare a prendere qualcosa e si stava per buttare sotto una macchina in corsa . Jane la vide e fermo sua figlia e da li che inizio tutto . Da li inizio il litigio che fece ritornare Jane ad essere una pazza che uccise sua figlia e la fece diventare totalmente pazza .

 

 

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Foto dell’ idea visto da Kratos e da Pandora

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Spiego a Kratos e a Pandora l’ idea

Dopo aver detto sia a Kratos sia a Pandora tutto sul Concetto , io dissi a loro – adesso vi spiego tutto sull’ idea e Pandora disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a loro tutto sull’ idea – Idea (dal greco antico δέα, dal tema di δεν, vedere) è un termine usato sia nel linguaggio comune che in filosofia, con diversi significati riferibili in genere ad un concetto o un “disegno della mente”.

 

Platone

 

Platone è il primo a fare dell’”idea” il perno del suo sistema filosofico, ponendo le basi di tutta la storia della filosofia occidentale. Bisogna intendere però l’idea platonica non come “concetto” bensì come “forma” e difatti Platone utilizza indifferentemente i termini “idea”, “eidos” ed “ousìa” ad indicare la forma comune di tutti i concetti. L’idea platonica sottintende un’uniformità naturale, in cui alle diverse manifestazioni degli oggetti fa capo un’unica forma pura, o “idea”, che le accomuna tutte, in maniera simile a un modello o un archetipo. Platone colloca tutte le “idee” in un mondo distinto, il mondo “iperuranio” (dal greco υπερ “oltre” e ουρανος “cielo”), da cui sgorgano come da una fonte per poi arrivare alla coscienza dell’umanità.[4]

 

Per Platone le idee hanno queste due caratteristiche:

 Esse sono il fondamento ontologico della realtà: costituiscono cioè il motivo che fa essere il mondo, sono le “forme” con cui il Demiurgo lo ha plasmato.

 Come conseguenza del primo punto, le idee sono anche il fondamento gnoseologico della realtà: esse sono la causa che ci permette di pensare il mondo, costituiscono cioè il presupposto della conoscenza.

 

Nelle idee consiste pertanto l’unione immediata di essere e pensiero che era stata enunciata la prima volta da Parmenide. Trovandosi tuttavia a dover conciliare la staticità di Parmenide col divenire di Eraclito, Platone le concepisce gerarchicamente, da un minimo fino a un massimo di essere, per rendere ragione della molteplicità del mondo. In cima a tutte sta l’idea del Bene, quella che possiede più propriamente l’Essere. Platone attribuiva infatti alle Idee una terza caratteristica:

 Esse sono un valore, in maniera simile al significato odierno di “ideale” o principio morale. Le idee sono il modello assoluto di riferimento per una vita giusta e saggia. E questo vale non solo in ambito etico, ma anche in quello estetico, poiché esse rappresentano la qualità somma di ogni oggetto terreno. Mentre nel mondo sensibile queste qualità sussistono solo come predicati o attributi delle singole realtà (per cui ad esempio si considera “bello” un quadro, “vero” un enunciato, “buona” una condotta), nel mondo iperuranio le idee costituiscono il Vero in sé, il Buono in sé, il Bello in sé, di cui quelle realtà sono semplici partecipazioni. Via via che si sale nella gerarchia, ad ogni aumento di essere corrisponde un aumento di valore.Poiché le idee sono anche il fine e la destinazione di ogni entità empirica, compito della filosofia è quindi risalire dai dati sensibili fino alle idee, che si trovano ad un livello trascendente rispetto a quelli, nel senso che superano le loro particolarità transitorie e relative. Le idee infatti sono la realtà compiuta, l’essere in sé e per sé, e sono perciò assolute, perché sussistono autonomamente e indipendentemente dagli oggetti del mondo fenomenico; questi ultimi invece esistono solo “in relazione” alle idee, e sono pertanto relativi, essendo mescolati al non-essere.

 

Strumento di elevazione è la dialettica, che permettendo il raffronto tra realtà diverse, rende possibile il sapere (che delle idee è emanazione). Così ad esempio bianco e nero rimangono termini contrapposti e molteplici sul piano sensibile; tuttavia, è solo cogliendo questa differenza di termini che si può risalire al loro fondamento e comune denominatore, cioè l’Idea di Colore. Non si può infatti avere coscienza del bianco senza conoscere il nero. L’Idea resta comunque al di sopra della dialettica stessa, perché può essere colta solo con un atto di intuizione: non è dimostrabile logicamente, né è ricavabile dall’esperienza. Quest’ultima svolge tuttavia una funzione importante, che è quella di risvegliare la reminiscenza (o ricordo) delle idee, le quali infatti si trovano già all’interno dell’anima, e sono perciò innate. L’uomo non le cercherebbe con tanto desiderio se non le avesse già viste con gli occhi dell’anima, prima di nascere; le idee platoniche costituiscono quindi un sapere interiore, corrispettivo sotto molti aspetti del daimon socratico.

 

Plotino e il neoplatonismo

 

Plotino e i neoplatonici ripresero, in forme più o meno simili, la concezione dell’Idea che era stata formulata da Platone. Plotino fece delle Idee la seconda ipostasi del processo di emanazione dall’Uno: l’Intelletto, da lui concepito aristotelicamente come un riflessivo “pensiero di pensiero”. Ma l’originalità di Plotino rispetto ad Aristotele sta proprio nel collocare in esso le idee platoniche: in tal modo, egli sottrae l’Intelletto all’apparente astrattezza aristotelica, dandogli un contenuto e rendendolo più articolato. Le idee platoniche così concepite, ovvero come infine sfaccettature dell’unico Intelletto, vanno quindi a costituire il principium individuationis degli individui, poiché Plotino le considera non solo trascendenti, ma anche immanenti, in quanto vengono veicolate dall’Anima in ogni elemento del mondo sensibile: esse diventano la forza che “plasma” gli organismi dall’interno secondo un fine prestabilito, la ragione del loro costituirsi (in maniera simile ai caratteri genetici). Plotino si avvicina in tal modo al concetto di entelechia aristotelica, o al Logos dello stoicismo.

 

Anche Agostino riprese la concezione neoplatonica delle idee, sottolineando che esse non erano in contrasto con la dottrina cristiana, ma anzi le si adattavano perfettamente. Da un lato, rifacendosi al pensiero biblico, egli affermò che Dio aveva creato il mondo dal nulla, dall’altro però, prima di creare il mondo, le idee esistevano già nella Sua mente. Le idee platoniche quindi erano in Dio, e in tal modo Agostino poté conciliare la creazione cristiana con le idee eterne.

 

Le idee mantengono in Agostino la loro duplice caratteristica di causa essendi e causa cognoscendi, ovvero la “causa” per cui il mondo risulta fatto così, e grazie a cui possiamo conoscerlo. In esse pertanto si trova anche il fondamento soggettivo del nostro pensare: per i neoplatonici il pensiero non è un fatto, un concetto collocabile in una dimensione temporale, ma un atto fuori dal tempo. Il pensiero pensato, posto cioè in maniera quantificabile e finita, è per essi un’illusione e un inganno, perché nel pensare una qualunque realtà sensibile, questa non si pone come un semplice oggetto, ma è in realtà soggetto che si rende presente al pensiero, quindi un’entità viva. In altri termini, la caratteristica principale del pensiero è quella di possedere la mente, non di esserne posseduto, e comporta dunque il rapimento della coscienza da parte del suo stesso oggetto: l’idea.

 

Cartesio, Spinoza, Leibniz

 

Con Cartesio, invece, l’idea viene a perdere il suo carattere ontologico, in favore di quello gnoseologico. Si può meglio comprendere la posizione di Cartesio raffrontandola con quella neoplatonica: per quest’ultima, pensare l’idea significava “essere” nell’idea; per Cartesio, invece, pensare l’idea significa “avere” delle idee.

 

In tal modo l’idea viene ridotta ad un semplice contenuto della mente: non è più qualcosa da cui si viene posseduti, ma qualcosa che si possiede. Pur rifacendosi all’innatismo platonico, Cartesio considera “idea” soltanto ciò che può essere riconosciuto come “chiaro ed evidente” dalla ragione, in virtù della sua valenza oggettiva. Essa è l’elemento su cui la ragione esercita il metodo conoscitivo del cogito ergo sum.

 

Mentre l’Idea cartesiana restava slegata dalla dimensione ontologica, Spinoza cercò di ricostruire un sistema coerente in cui vi fosse corrispondenza tra realtà e idee, ovvero tra forme dell’essere e forme del pensiero. Leibnitz per parte sua criticò Cartesio, affermando che le idee non sono solo quelle di cui si ha una coscienza chiara e distinta, ma che esistono anche idee inconsce, da cui il nostro pensiero viene mosso.

 

L’empirismo

 

Ma oramai con Cartesio, e poi soprattutto con gli empiristi, ci si era avvicinati al concetto odierno di “idea”. Anche per l’empirismo infatti, in maniera simile a Cartesio (sebbene questi partisse da una prospettiva opposta), le idee sono dei contenuti della mente, delle rappresentazioni di oggetti. Locke concepisce le idee come il riflesso delle impressioni prodotte dal contatto sensibile con gli oggetti: sono dunque il risultato di un processo essenzialmente meccanico. La prospettiva platonica risulta così rovesciata, non essendo le idee all’origine della sensazione, bensì il contrario. Locke assimila la mente umana a una tabula rasa nel momento della nascita, affermando che le idee non sono innate, e che nessun intelletto sarebbe in grado di partorirle a prescindere dall’esperienza.

 

David Hume analizzò ulteriormente il processo empirico che porterebbe a produrre delle idee: dopo le sensazioni (che si trovano a un primo livello) egli distinse due tipi di percezioni:

 le impressioni immediate e vivaci che il dato sensibile produce nella coscienza;

 e appunto le idee, che di quei dati sono la copia sbiadita, e sulle quali si esercita la memoria.

 

Hume affermò che non solo gli oggetti percepiti, ma anche il soggetto conoscente si riduce ad un insieme di impressioni e di idee opache. A differenza di Berkeley, secondo cui l’unica realtà esistente erano le idee create dalla percezione del soggetto, in Hume viene a cadere anche il principio soggettivo stesso sul quale fondare l’oggettività, e con lui si aprì così la via allo scetticismo.

 Kant

 

Kant si propose di correggere Hume, affermando che le idee non vengono dall’esperienza, ma nascono dall’attività critica dell’io. Rifacendosi al termine “idea”, Kant intendeva però distinguere i concetti dell’intelletto (o categorie) dai concetti della ragione (appunto le idee); diversamente da Platone, dunque, le idee kantiane si trovano nella ragione e non nell’intelletto. L’idea così concepita consiste nel collegamento che la ragione opera tra più concetti, per cui conoscere significa collegare: ad esempio, è d’uso ancora oggi l’espressione “farsi un’idea” di qualcuno o qualcosa, sulla base di più nozioni connesse insieme.

 Mentre tuttavia le categorie sono costitutive dell’esperienza sensibile, le idee hanno soltanto una funzione regolativa, nel senso che guidano l’esperienza, dandole un senso e un fine.[8] Le idee infatti rappresentano per Kant i tre grandi ideali razionali: quello psicologico (lo studio dell’anima), quello cosmologico (lo studio del mondo), e quello teologico (lo studio di Dio).

 

Pur non trovando riscontro nella realtà fenomenica, si tratta di idee trascendentali che sul piano della pura ragione servono a spronare la conoscenza, mentre sul piano etico ed estetico recuperano in un certo senso le caratteristiche platoniche, rendendo possibile il finalismo della moralità e del bello.

 L’idealismo tedesco

 

Dopo Kant, l’idea si presenta nell’accezione di “idealismo”, a indicare una concezione filosofica che presuppone la supremazia dell’idea o del pensiero sulla realtà. Mentre in Kant le idee non avevano ancora una realtà ontologica, essendo soltanto degli ideali, sarà con l’idealismo tedesco che si avrà una vera formulazione in tal senso: ritorna così la concezione platonica che faceva dell’idea il fondamento non solo gnoseologico, ma anche ontologico del mondo.

 

Fichte rimane su una posizione più fedele al criticismo kantiano; pur facendo dell’Io la realtà assoluta, esso trascende il mondo fenomenico, e rimane quindi irraggiungibile. Per vie diverse, anche Schelling concepisce l’Assoluto come trascendente, intuibile solo nell’unione immediata di Spirito e Natura (che corrispondono in linea generale ai concetti neoplatonici di essere e pensiero).

 Hegel

 

Per Hegel invece, a differenza di Platone, l’Idea non è trascendente, bensì immanente alla logica, essendo il risultato di un processo dialettico. Essa non è più l’unione immediata di essere e pensiero, ma è il prodotto di una mediazione: è l’oggetto su cui il pensiero giunge a dedurre tutta la realtà. Mentre nella filosofia classica l’Idea era l’origine assoluta di tutto, principio primo in sé e per sé (che si giustificava da solo), nel sistema hegeliano essa deve essere giustificata sulla base del rapporto dialettico che instaura col suo contrario. In tal modo Hegel sovvertì la logica di non contraddizione, facendo coincidere ogni principio col suo opposto. L’Idea non viene colta a livello intellettivo, ma è un prodotto della ragione, un processo in divenire che si articola in tre momenti:

 Al livello della tesi, l’idea è soltanto in sè, come totalità puramente logica, cioè un assoluto inteso come semplice concetto;

 poiché secondo Hegel un’idea siffatta sarebbe irrazionale, essa ha bisogno del suo contrario (antitesi), estraniandosi nel tempo e nello spazio come “natura” allo scopo di darsi una realtà effettuale, diventando per sè;

 il terzo momento, quello della sintesi, è il ritorno a sé dell’idea, che acquista coscienza di se stessa e comprende di coincidere con la realtà assoluta; giunge così ad essere in sé e per sé, cioè Spirito.

 Schopenhauer

 

Schopenhauer criticò l’idea hegeliana, affermando che essa non è espressione di una razionalità compiuta, ma discende da una Volontà superiore che non riesce mai a razionalizzarsi completamente, ed è perciò soggetta al dolore e alla sofferenza. Schopenhauer resta fedele alla concezione neoplatonica (più che platonica) dell’idea, come principio universale che si oggettiva nelle forme della natura organica e inorganica, e che può essere colto solo elevandosi al di sopra della ragione dialettica.

 L’idea al giorno d’oggi

 

Secondo alcune definizioni già viste a proposito dell’empirismo, oggi l’idea sarebbe la raffigurazione che istintivamente la mente comporrebbe per il riconoscimento degli impulsi esterni, in guisa di elemento composto di piccoli elementi in precedenza appresi e con la cui combinazione sarebbe possibile la comprensione dello stimolo esterno. A questa funzione di comprensione si affiancherebbe la funzione di elaborazione progettuale.

 

In particolare, secondo Konrad Lorenz, scienziato-filosofo e fondatore dell’etologia moderna, le idee sarebbero il prodotto delle nostre categorie mentali derivanti filogeneticamente dall’evoluzione della specie, e perciò rivelatesi utili alla vita.