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Anne Hathaway per Interstellar di Christopher Nolan?

C’era chi diceva che dopo aver vinto l’Oscar per Les Miserables potesse prendersi una pausa da Hollywood, per fare un figlio. Ma c’è un ferro da battere finché caldo, tanto da poter tornare ad incrociare Christopher Nolan.

Dopo la Catwoman di The Dark Knight Rises, infatti, Anne Hathaway sarebbe ad un niente dall’accordo definitivo per Interstellar, atteso sci-fi del rel regista di Batman. A detta di Deadline le trattative sarebbero ormai arrivate ad una svolta, tanto da poter ipotizzare un’ufficialità a tutti gli effetti da qui a breve. Anne, se dovesse essere confermata, andrebbe così ad affiancare Matthew McConaughey, protagonista maschile della pellicola.

Dopo i rumor delle scorse settimane, infatti, è stato proprio il co-protagonista di Magic Mike a confermare la sua partecipazione alla pellicola. Inizialmente affidato a Steven Spielberg, Interstellar è stato sceneggiato da Christopher e Jonathan Nolan, ormai quasi pronti a tornare sul set. Le riprese dovrebbero iniziare entro la fine del 2013, in modo da poter uscire in sala il 7 novembre del 2014.

Al centro dello script viaggi nel tempo e dimensioni parallele, tra salti temporali nel wormhole e le teorie del fisico teorico Kip Thorne a chiudere il ricco ed affascinante cerchio. Per Anne Hathaway, a breve sul set del drama Laggies, al fianco di Chloë Grace Moretz e Sam Rockwell, il secondo progetto da girare dopo il trionfo di Les Miserables.

 

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C’erano una volta i 90 minuti: se ad Hollywood i film diventano sempre più lunghi

C’era una volta il film da 90/100 minuti. 45/50 a tempo, con l’odiosa pausa pop corn, bagno e Coca Cola nel mezzo, per poi ricominciare fino alla fine. I titoli da due ore sono stati per anni ‘l’eccezione’, perché uno script da 90/100 pagine è da sempre lo script ‘perfetto’. Un minuto a pagina, ti insegnano a scuola di sceneggiatura, e il gioco è fatto.

Però qualcosa è cambiato in questi ultimi anni. Si è evoluto, modificato, allungando sempre più pellicole che fino al decennio passato sarebbero durate probabilmente la metà. Intanto perché più redditizie in sala. D’altronde un film da 3 ore ‘perde’ almeno uno spettacolo al giorno, rispetto ad un film da un’ora e mezza, con tutte le conseguenze sfacciatamente economiche del caso. Ma va anche detto che persino lo spettatore, un tempo disabituato ai ‘mattoni’ infiniti al buio di un cinema, si è lentamente ‘abituato’ all’operazione, ormai sempre più sposata dalle major di Hollywood. Anche perché se devo sborsarti 8 euro, voglio vedere ‘tanta’ roba. Ma da quando quantità fa rima con qualità?

‘E’ sconveniente che un film duri più del tempo medio di riempimento di una vescica’, diceva tra il serio e il faceto Alfred Hitchcock. Eppure negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una vera e propria pioggia di titoli vicini alle 3 ore di durata. Parliamo di Django Unchained (165 minuti), Lincoln (150 minuti), Skyfall (143 minuti), Cloud Atlas (172 minuti), Les Miserables (157 minuti), Lo Hobbit (169 minuti), Zero Dark Thirty (157 minuti), Il cavaliere oscuro – Il ritorno (165 minuti), The Avengers (143 minuti), The Master (144 minuti), e tanti altri, se non già usciti davvero dietro l’angolo. Quando si va al cinema, paradossalmente, si sa quando si entra ma non quando si esce. La vecchia cara forbice in sala di montaggio, purtroppo, sembra quaso scomparsa tra le cianfrusaglie in soffitta.

Ciò che sembrava un’eccezione, e sono i numeri a parlare, sta infatti lentamente diventando una regola. Come se registi e sceneggiatori non riuscissero più a ‘compattare’ le proprie opere, dovendo sempre e comunque ‘allungare’, per non dire sbrodolare, mettendo troppo spesso a dura prova la pazienza di chi osserva. Novità produttive che hanno contribuito allo stravolgimento dei vecchi orari da cinema, tanto dal farci impazzire nel provare ad incastrare proiezioni serali costrette ad anticipare mostruosamente i tempi, pur di concedersi un ultimo speccatolo che spesso e volentieri abbatte l’una di notte. Per la gioia degli esercenti, ovviamente.

La scuola ‘vecchio’ stampo da 100 minuti, almeno in quel di Hollywood, rimane ovviamente ancorata al mondo ‘cartoon’, a meno che l’ipotesi ‘3 ore’ non venga in mente persino ai titolari di casa Pixar e/o Dreamworks. L’impressione, ovviamente provocatoria, è che un film d’autore o pseudo tale, per ambire all’agognata etichettatura, ‘debba’ abbondantemente superare le 2 ore di durata, perché in caso contrario ‘cheap’ rispetto alla concorrenza. Voli pindarici, casualità cinematografiche degli ultimi mesi o probabile verità? Nel dubbio, non possiamo far altro che rigirare a voi il quesito, chiedendovi a bruciapelo: ma a voi piace questa nuova moda da ‘film infinito’ in sala?

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Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno: nuove foto e copertina su Entertainment Weekly

Ancora Entertainment Weekly, per il cinecomic più atteso del 2012. Si avvicina sempre più l’uscita in sala de Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno, nuovamente finito sulla copertina del celebre mensile cinematografico, con Batman e Catwoman protagonisti. Ad impreziosire la cover anche 6 foto nuove di zecca, con il ricco cast in grande spolvero.

Diretto da Christopher Nolan, The Dark Knight Rises vedrà sul set Tom Hardy, chiamato ad indossare i muscoli di Bane, Marion Cotillard, che sarà Miranda Tate, Joseph Gordon-Levitt, ovvero John Blake, poliziotto di Gotham sotto il comando del commissario Gordon (Gary Oldman), Anne Hathaway (Selina Kyle / Catwoman), Juno Temple (Holly Robinson), Morgan Freeman (Lucius Fox), Josh Pence (Young Ra’s Al Ghul), Michael Caine (Alfred) e ovviamente lui, Christian Bale, indimenticato Batman.

Avvolta nel totale mistero la trama, per una serie di spoiler che colpiranno purtroppo i tanti fan tricolori. Il motivo? L’incredibile ritardo dell’uscita in sala, visto e considerato che il film sbarcherà solo e soltanto il prossimo 29 agosto nei cinema nostrani. Ovvero 39 giorni dopo la release americana, datata 20 luglio. E se Nolan uccidesse l’uomo pipistrello? Semplice. Sorpresa rovinata.