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Brenna Dowell Carlotta Ferlito Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Elizabeth Price Foto Giulia Steingruber Roxana Popa Nedelcu Sophie Scheder Vanessa Ferrari Victoria Moors

Aggiornamento American Cup – Simone Biles e Larisa Iordache non partecipa e lista delle ragazze presenti nell’ Ameriac Cup

Per un infortunio le ginnaste Simone Biles e Larisa Iodarche non possono partecipare all’ American Cup . Non si sa adesso cosa succederà forse Simone Biles verrà al Trofeo di Jesolo . Invece per Larisa la situazione è più complicata visto che per colpa di questa sua assenza da Greensboro le potrebbe impedire di conquistare la Sfera di Cristallo e potrebbe essere presa dalla sua rivale Elizabeth Price che in questo frangente e la favorita all’ American Cup . Adesso vi dico chi partecipa all’ American Cup

Brenna Dowell (USA),

Carlotta Ferlito (Italia),

Vanessa Ferrari (Italia),

Victoria Moors (Canada),

Roxana Popa Nedelcu (Spagna),

Elizabeth Price (USA),

Sophie Scheder (Germania),

Giulia Steingruber (Svizzera)

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Angela Ferrante Daniel Lopez Demoni Mondo

Un Demone Invidioso uccide Daniel Lopez e Il Direttore della Squadra di Ginnastica Artistica

Nel Settembre 2010 Rossella De Rosa si era fatta parecchio male , durante un esercizio con la trave lei si era fatta parecchio male e le faceva male moltissimo la gamba e per questo dovette andare in ospedale . Quando lei era caduta , era caduta pure una parte della trave e non cadette sulla sua gamba .  Due infermieri portarono Rossella all’ ospedale più vicino di Milano e lei fu ricovera al terzo piano stanza 227 e li tutte le amiche di Rossella andarono li per stare con lei . Sopratutto Pandora Black , Amelia Guerra , Azzurra Barone , Ilaria Negri , Miranda Pellegrino e alla fine per ultima Ada Esposito . Tutte erano molto preoccupate per Rossella de Rosa pure io ero andato , visto che Pandora non sapeva guidare qualcuno la doveva accompagnare e durante il tragitto le presi dei fiori fresci delle rosse rose . Le Rose rosse erano i fiori preferiti di Rossella , perchè lei erano come le rose delicati ma forti . Insieme alle sue amiche entrai pure io e misi i fiori in un vaso per non farle appassire . Rossella era molto felice di sapere che tutti erano li per preoccuparsi , visto che ero un dottore pure io cercai di capire se la situazione di Rossella era grave o no . Io controllai con calma e poi capì che non era grave ma era molto indolensito la sua gamba . Almeno cosi pensai io ma quando andai a vedere il posto in cui lei era caduta senti dello zolfo anche se era lontano c’ era . Io andai dal direttore e disse – Ho sentito dell’ incidente di Rossella e volevo vedere se era tutto ok . Voglio essere sicuro che questo è sicuro che Pandora sia al sicuro . Il Direttore mi guardò e disse – non si deve preoccupare questo è stato uno sfortunato incidente . Il Direttore non me la raccontava giusto , lui era troppo sospetto e poi senti dello zolfo nell’ aria , prima di accusare il Direttore volevo essere sicuro dei miei sospetti . Aspettai che lui se ne andava e lo iniziai a seguire e stava andando verso un ‘ altra campionessa cioè Daniela Lopez 22 anni e molto brava nella trave . Non capivo cosa avevano a che fare loro due con il Direttore , ma se c’ era dello zolfo c’ era una sola unica spiegazione cioè Demoni . Lui aveva sabotato la trave e l’ aveva pure segata a metà , aveva avuto tutto il tempo . Daniel Lopez stava facendo il suo esercizio sulla trave e poi quando inizio a fare i suoi salti la trave si spezzo davanti a tutti , Io corsi il più velocemente possibile e la presi al volo e io le dissi – tutto a posto . Lei mi guardò – si , adesso si , la trave si era spezzata , alla fine controllai la ragazza è stava bene . Il Demone quando vide che il suo piano ebbe successo andò da lei e davanti a tutto la uccise . Io provai a fermare il demone ma non ci riusci perchè lui si era messo sotto a Daniel e se faceva qualcosa rischiavo di colpirla . Le voleva morta , l’uomo aveva il cuore della ragazza in mano e lo butto a terra come se fosse niente . Il Demone era mosso dalla vendetta o dall’ invidia , io le dissi – perchè l’ hai uccisa , non ti ha fatto niente ? . Lei allora mi disse – vuoi sapere perchè ho uccisa questa stronza , adesso te lo dico . Queste campionessa si vantano ogni giorno del loro talento e io invece non ottenevo niente . Ci ho provato ma non ci sono riuscita e io adesso le voglio vedere morte e sepolte . Capì che era uno spirito vendicativo e per farlo c’ era un solo modo cioè bruciare l’ oggetto che la teneva in vita . Scappai e inizai a cercare l’ oggetto e lo trovai dopo vari tentativi , lei si buttava contro di me e utilizzava tutta la sua enorme furia . Alla fine presi l’ oggetto che era una fascia nera che portava intorno alla vita la portava perchè le portava fortuna . Lei poi mi disse – se vuoi uccidermi ti manca una cosa ? .

Il fuoco stai dicendo – la fermai appena in tempo , chiusi e apri la mia mano e uscirono delle fiamme rosse fuoco e brucai l’ oggetto e lei mori e putroppo mori anche il Direttore . Chiamai Angela Ferrante e le dissi – Senti mi puoi mandare una squadra . Per colpa di un demone sono morte due persone e io l’ ho fermato , ma adesso dobbiamo coprire la cosa . Angela era felice di saperlo e mi disse – adesso te la mando subito e poi mi disse – Daniel ma solo quando ci sei tu succedono queste cose , non è che porti sfortuna . Io le dissi per telefono – sto iniziando a pensarlo . In cinque minuti arrivò una squadra e inizio a coprire l’ incidente che è successo li dentro .

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Erika Fasana Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo

Ginnastica, Erika Fasana: “Guarita dall’infortunio! In gara a febbraio”

Erika Fasana è una delle cinque favolose azzurre che a Londra 2012 hanno portato l’Italia nella finale olimpica a squadre per la prima volta nella nostra storia.

La stagione che sta per terminare, però, è stata una delle più difficili per la comasca che ha visto ripresentarsi l’infortunio alle tibie che l’aveva già colpita dopo l’esperienza britannica.

La 17enne è scesa in pedana in pochissime volte durante quest’anno: tre tappe di Serie A, Trofeo Internazionale di Jesolo. Impossibile andare ad Europei e Giochi del Mediterraneo causa quell’infortunio che poi l’ha messa ko per la seconda parte della stagione.

 

Erika, però, si è finalmente rimessa in forma e a Ginnastica Artistica Italiana ha dichiarato: “Ora sto bene l’infortunio alla tibia è guarito. Sono stata ferma per la tibia, ma non ho mai smesso di andare in palestra. Ho fatto praticamente solo parallele e potenziamento”.

E poi decide di scherzare con una battuta che va molto di moda nel mondo della Polvere di Magnesio quando ci si infortuna agli arti inferiori: “Vorrei informare tutti che mi candiderò per l’oro olimpico alle parallele”.

 

Ha ripreso gli allenamenti da circa un mese e dovrebbe essere pronta per la prima tappa di Serie A1, in programma l’8 febbraio prossimo a Firenze, dove vestirà il body della Brixia Brescia (ricordiamo che la sua società d’appartenenza è la Polisportiva Fino Mornasco dove si allena ancora alcune volte in settimana sotto lo sguardo di Laura Rizzoli).

 

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Ginnastica, il bacio finale: He Kexin si ritira!

He Kexin si è ritirata definitivamente dal mondo della ginnastica! Venerdì abbiamo visto volare, per l’ultima volta, la grandissima campionessa cinese. Lassù. Su quegli staggi che l’hanno incoronata campionessa olimpica e mondiale.

 

A conclusione del suo esercizio, durante i Campionati Nazionali (vinti da Shang Chunsong), ha commosso l’intera platea baciando le sue amate parallele, dandole un ultimo saluto. E con le labbra sporche di magnesio si è inchinata davanti al pubblico che l’ha sempre sostenuta in questi anni.

Ci lascia così. Con un sorriso smagliante e un velo di amarezza. Dopo una carriera ricca di soddisfazioni.

Ha fatto il suo debutto nella ginnastica internazionale nel 2008 con l’oro alle parallele nel circuito delle World Cup. Nello stesso anno ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino dove si è laureata campionessa per ben due volte: con la squadra di fronte al suo pubblico e alle parallele. Ha strabiliato il mondo intero con il suo esercizio che era e rimane uno dei più difficili al mondo. Caratteristico il suo Jaejer con mezzo giro combinato allo Jaeger.Cliccate qui per vederlo.

 

L’anno dopo si riconfermò campionessa nel suo attrezzo di punta ai mondiali di Londra (cliccate qui per vederla). Nelle rassegne iridate successive non è più riuscita a brillare a livello individuale, ma ha aiutato la Cina a vincere i due bronzi a squadre di Rotterdam 2010 e di Tokyo 2011.

Un brutto infortunio sembrava aver posto fino alla carriera di una delle cinesi più forti di tutti i tempi, ma a Londra 2012 torna a volare sugli staggi e si regala un fantastico e inaspettato argento dietro a un’imprendibile Aliya Mustafina. La routine è sempre spettacolare, anche se inferiore a quella di Pechino: cliccate qui per vederla. http://www.youtube.com/watch?v=jz-odXybPBo

 

Poi in questo weekend l’addio. Sperava di lasciare con l’ultimo successo, come le vere campionesse ma una caduta le ha impedito di realizzare il suo ultimo desiderio. Senza nessun rimorso e senza rimpianti, con la consapevolezza di aver impresso il proprio nome della storia, Kexin decide di fermarsi e di concentrarsi sugli studi.

Ed ecco il commovente video del suo ultimo esercizio. Cliccate qui.

 

Cosi che la vogliamo ricordare. Con quel sorriso. E quella passione negli occhi. 

 

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Ginnastica, Enus Mariani: il ritorno è servito! Schiena: tutto ok!

Ecco la notizia che tanto aspettavamo! In perfetta linea sulla tabella di marcia che ci aveva annunciato a metà primavera (cliccate qui per leggere l’articolo), Enus Mariani torna in pista dopo il brutto infortunio alla schiena che l’aveva tenuta ferma negli ultimi mesi.

La più grande promessa dell’artistica italiana ha finalmente tolto il busto che l’ha aiutata a mettere a posto i continui problemi di crescita negli ultimi 90 giorni.

 

La Campionessa Europea juniores ora è libera e prontissima per tornare ad allenarsi! Deve ripartire da quanto di buono fatto vedere in Serie A e al Trofeo di Jesolo, quando alle parallele sconfisse la grande Bailei Key (fresca campionessa americana juniores con degli esercizi e dei punteggi da brivido). I suoi esercizi devono continuare ad aumentare il D Score per sognare un grandissimo 2014 quando arriverà il tanto desiderato passaggio tra le seniores.

 

Questo il messaggio che ha postato sul suo profilo Facebook:

Finalmente, oggi, dopo 90 giorni ho tolto il busto, finalmente, libera… grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino, grazie a tutti quelli che mi vogliono bene… VI ADORO..“.

E questa la foto bellissima che ha lasciato a tutti i suoi fans. La aspettiamo al più presto in gara… Speriamo: PIU’ FORTE DI PRIMA, come lei stessa ama dire.

 

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2013 Carlotta Ferlito Foto Ginnastica Artistica Mondo Notizie Notizie dal Mondo Sport Sport nel Mondo Vanessa Ferrari

Ginnastica, Europei: che Italia ritorna da Mosca?

La Nazionale Italiana di ginnastica artistica è tornata ieri dalla lunga trasferta di Mosca. Un gruppo corposo di rientro dagli Europei di ginnastica artistica. Un bilancio molto soddisfacente al maschile(sorprendente bronzo di Andrea Cingolani al corpo libero e la definitiva esplosione di un giovane promettente, l’ennesima risposta di Matteo Morandi agli anelli, la solita sfortuna di Alberto Busnari al cavallo con maniglie), di discreto livello (tutto sommato positivo) al femminile. Valutiamo con un occhio più attento le prestazioni delle azzurre impegnate nella capitale moscovita.

 

VANESSA FERRARI. Sapevamo che la nostra campionessa non era al top della forma fisica. L’infortunio al piede, patito a Jesolo durante l’esercizio alla trave, si è fatto pesantemente sentire in questa rassegna continentale. Come ha detto Enrico Casella, “si è provato a tirare fuori il coniglio dal cilindro, ma la magia non è riuscita. Non era facile in una situazione del genere, con un imprevisto capitato tre settimane prima dell’appuntamento clou d’inizio 2013 e con gli allenamenti che hanno dovuto ovviamente calare di intensità. Che la bresciana non stesse stupendamente si era già capitato mercoledì quando aveva rinunciato a volteggio e parallele, risparmiandosi per la trave e per l’amato corpo libero. Sui 10cm è risultata essere la peggiore italiana (ma per punteggio era comunque tra le prime otto d’Europa), sul suo quadrato magico non è riuscita ad entrare in finale. E addio sogni di gloria.

Si doveva forse lasciarla a riposo? Assolutamente no! Anche se c’è un minimo barlume di speranza, il talento puro della ginnasta italiana migliore di sempre va convocato e provato ad ogni costo. Ovunque, se c’è una gara importante. Soprattutto perché doveva fungere da riscatto dopo l’amaro quarto posto di Londra. Inutile fare il gioco del se e del ma, ma è logico che senza l’incidente alla classicissima, Vanessa sarebbe stata da podio al corpo libero (non sono sembrati irresistibili gli esercizi di Bulimar e Iordache) e sarebbe agevolmente entrata tra le cinque nel concorso generale. Cuore in pace e ora sotto con gli allenamenti: che si provi l’approccio ai Giochi del Mediterraneo (ricordiamo ancora l’incetta di medaglie di Almeria 2005 che funse da trampolino per gli indimenticabili successi del 2006), prima dei Mondiali di Anversa? Staremo a vedere…

 

CARLOTTA FERLITO. Difficile decifrare l’Europeo della siciliana. Vedere il bicchiere mezzo pieno perché ha centrato due finali su due, oppure meno vuoto perché non ha conquistato una medaglia alla trave? Dipende dai punti di vista, ma propendiamo che la seconda valutazione sia quella più azzeccata. Salire sul podio di specialità era assolutamente una missione possibile per la diciottenne a cui bastava mantenere il proprio standard per riprendersi una gioia dopo l’argento di Berlino 2011.Probabilmente ha risentito della pressione del grande appuntamento (dopo la defezione di Vanessa, le speranze erano tutte riposte su di lei) come già le è capitato a Londra. Un vero peccato perché tante avversarie mancavano e l’occasione era davvero ghiotta.

Il suo esercizio, comunque, è stato tutt’altro che perfetto (e il punteggio attribuito all’esecuzione parla da sé): i salti artistici sono stati poco ampi, l’uscita ha visto un passo abbastanza grande, rovinando un eccellente inizio caratterizzato da una bella combinazione ribaltata senza più montone e dalla consueta serie flic flic salto teso. A questo punto, però, il suo D Score è calato: Carlotta mancava la combinazione giro normale più giro impugnato e scappava via il decimo abbuono e calava una difficoltà. Come ha detto Casella bisognerà concentrarsi sull’incrementare le proprie difficoltà per ambire a qualcosa di più concreto e non accontentarsi di questi quarti posti (ci torneremo domani). Da apprezzare, invece, la bella prova al corpo libero: nonostante la delusione di mezzora prima, la catanese si esibiva senza sbagliare sostanzialmente nulla e si classifica al quinto posto.

Ora una pausa di qualche giorno. Dovremo ovviamente rivederla agli Assoluti, ma attenzione perché c’è anche un Esame di Stato da preparare. Dopo la maturità, si è già detto, si faranno delle valutazioni più approfondite sugli esercizi.

 

ELISA MENEGHINI. Un signor Europeo per la quindicenne alla prima vera uscita importante da seniores. A soli quattro mesi dal passaggio di categoria, la comasca conquistava la finale nell’all-around ed entrava addirittura tra le prime otto. Dopo l’Armata russa, dopo la coppia rumena, dopo una professionista fatta e finita come Giulia Steingruber, dopo la sorpresa spagnola, c’è la nostra Mini. Premiata da un mito come Svetlana Khorkina, accanto al suo idolo Aliya Mustafina. Non osiamo immaginare l’emozione.

Per quanto riguarda le prestazioni: nell’atto conclusivo del generale molto bene (peccato per il semplice avvitamento al volteggio, dove in futuro si dovrà osare qualcosa in più per andare ben oltre) e grande maturità dal rifarsi dall’errore commesso in qualifica al corpo libera. Nella finale alla trave, invece, peccato per l’errore sul Johnson che le è costato la caduta dall’attrezzo e l’addio alle possibilità di un buon piazzamento (un quarto-quinto era alla portata). Comunque tutto fa esperienza e ci sono ampi margini di crescita.

Si conclude così un grandissimo quadrimestre: due successi all-around in Serie A1, lo scudetto con la Gal Lissone, la trasferta in Coppa del Mondo e questa stupenda partecipazione alla rassegna continentale. Meglio di così…

 

GIORGIA CAMPANA. Ha confermato alla grande i meritarsi il body azzurro. Sarò ripetitivo, lo ammetto, ma indubbiamente uno dei più meritati degli ultimi anni. L’all-around di Firenze aveva messo il sigillo su due mesi di grandi prestazioni che si sono ampiamente confermate in Russia. Bastano i risultati per capirlo: 11esima nel generale, quarta nelle qualifiche alla trave (parimerito con la Meneghini, scelta poi da Enrico, e out solo per la regola dei passaporti), quinta nella finale alle parallele. Sugli staggi è stata davvero brava, dimostrando il suo feeling con l’attrezzo. E dire che non aveva il giro e mezzo prima dell’uscita: con quello si guadagnerebbe intorno ai quattro decimi. Certo con i mostri che sono in circolazione è sempre più difficile, ma questa è l’atteggiamento giusto. Frutto di una grandissima preparazione nel periodo invernale, che siamo sicuri proseguirà ancora per poter crescere ulteriormente.

 

A domani per un approfondimento sulle parole di Enrico Casella e sul futuro dell’artistica al femminile.

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Ginnastica, Europei: le Top, i momenti migliori, i nostri premi

Si è conclusa ieri una grande settimana di ginnastica artistica. Gli Europei di Mosca vanno in archivio dopo cinque giorni di gara davvero intensi e spettacolari. Come di consueto, Olimpiazzurra analizza i momenti clou dell’evento, valuta le migliori ginnaste e dà le proprie pagelle. Queste le nostre promesse, i nostri premi, una riflessione finale e tanto altro. All’Italia dedicheremo un articolo specifico nella giornata di domani (e non solo).

 

Al primo posto Aliya Mustafina. L’unica atleta a conquistare due ori in questa rassegna. La russa lo ha fatto in casa, come si addice alle vere campionesse: vincere sul suolo natio è un onore reso solo alle numero 1 dello sport. L’impresa nel concorso generale individuale: indietro di un punto rispetto a Larisa Iordache a metà gara, quando tutto sembrava perduto, la tartara si inventava un numero d’alta classe e si rendeva semplicemente protagonista di una delle rimonte più belle della storia della ginnastica artistica moderna. Superlativa al volteggio e poi sugli staggi volava letteralmente verso l’oro.

Dopo due anni da quel bruttissimo infortunio al ginocchio durante gli Europei 2010, arriva la rivincita e un nuovo preziosissimo alloro da affiancare al Mondiale 2011 e al bronzo olimpico di Londra: Aliya è una delle più grandi (e vincenti) ginnaste degli ultimi dieci anni. A questo va aggiunto un meritato oro alle amate parallele: dopo la defezione della Grishina all’attrezzo è stato davvero un gioco da ragazze, un dominio imbarazzante sulle avversarie. Ciliegina sulla torta: la cortesia di lasciare il posto proprio alla Grishina nella finale al corpo libero. Non sappiamo se lo ha fatto per qualche acciacco (non stava benissimo) o proprio per “amicizia”, ma tant’è.

 

Al secondo posto Larisa Iordache. Lo rumena è la più medagliata della rassegna (ben quattro podi su cinque gare), ma anche la più sfortunata: conquista addirittura tre argenti. Nel generale si è fatta rimontare incredibilmente dalla Mustafina, al corpo libero si è inchinata di fronte alla grazia di Ksenia Afanaseva non confermando il titolo conquistato a Bruxelles 2012, al volteggio non è riuscita a contenere al super potenza della specialista Giulia Steingruber.

Per fortuna è arrivato il titolo alla trave: sui 10cm davvero non ha eguali nel Vecchio Continente e può seriamente lottare a livello mondiale. Lo scricciolo di Bucarest riscatta ampiamente la delusione per Londra (ma ricordiamo che era infortunata) e mette le basi per un nuovo rilancio su cui nessuno poteva avere dubbi: la sedicenne è un vero talento, uno dei più limpidi a livello planetario.

 

Al terzo posto la Russia. Semplicemente una forza della natura. Gareggiavano in casa e non erano ammesse figuracce. Un successione per una delle grandi Patrie della ginnastica artistica. Primo posto nel medagliere complessivo (10, 6 ori), primo posto in quello femminile (6, 3 ori), primo in quello maschile (4, 3 ori). Almeno un atleta sul podio in otto finali su dodiciconquistati entrambi i titoli individuali. Numeri da capogiro che parlano da soli. E dire che mancava Viktoria Komova, vicecampionessa olimpica… E pensare che non sono brillati agli anelli.

 

Il momento più bello. Indubbiamente la rimonta di Mustafina. Ma ne segnaliamo un altro davvero meritevole: la grande lotta nella finale agli anelli. Sei ragazzi racchiusi in soli 66 millesimi di punto: un vero spettacolo. Tre pari meriti, quattro atleti sul podio, argento non assegnato. Siamo certi che le statistiche se ne ricorderanno a lungo.

Il momento più brutto. L’uscita in barella di Gabrielle Jupp durante le qualificazioni. Un brutto infortunio. Speriamo si riprenda davvero presto: vogliamo rivedere la fortissima britannica alla prima occasione utile.

 

Premio sorpresa a Jonna Adlterg. Alzi la mano chi si aspettava una medaglia da questa semi-sconosciuta. Una svedesina sbucata fuori dal nulla faceva l’impresa alle parallele, conquistando un incredibile argento dietro a sua maestà Mustafina, ma davanti addirittura alla Paseka e alle britanniche, e portando a casa una delle medaglie meno prevedibili di tutta la rassegna. Fortunato chi ha scommesso su di lei. Stesso discorso per lo svizzero Lucas Fischer, sorprendente argento alle parallele pari.

Premio “comunicazione” allo streaming della Federazione Europea. Uno strumento che ha consentito davvero a TUTTI di vedere TUTTE le finali, senza pagare abbonamenti e canoni vari, con una qualità eccellente delle immagini, senza rilevanti ritardi nella trasmissione del segnale, con un audio coinvolgente. Senza dover dipendere dal ginepraio televisivo: sabato niente diretta per gli anelli di Morandi su RaiSport e domenica niente trave con impegnate Ferlito e Meneghini; su Eurosport niente diretta nella giornata di domenica e parziale in quella del sabato.

 

Applauso della settimana all’Olympiskiy. Avrà sì trentatré anni (costruito per le Olimpiadi 1980, quelle del famoso boicottaggio statunitense), ma il fascino è sempre immenso.

La nota stonata. La ginnastica artistica ha praticamente sempre convissuto con la regola dei passaporti (solo due connazionali in finale) per evitare che i podi si tingano di una sola bandiera. Ma è un vero peccato: l’Italia aveva qualificato quattro ginnaste alla finale alla trave (cioè l’intera formazione!), ne ha potute schierare solo due e non ha preso nemmeno una medaglia… Si potrebbe cambiare? Molto difficile. Ah, sia chiaro: ieri ha detto male al nostro Paese, ma sono cose che succedono molto spesso ad altre Nazioni.

 

LA RIFLESSIONE FINALE. Gli Europei di Mosca hanno chiuso il primo quadrimestre del 2013, un anno post olimpico che porta con sé molte difficoltà ed è sempre particolare da decifrare. Subentra un nuovo codice di punteggi, molte ginnaste prendono un periodo di stacco dalle gare e meditano sul loro futuro. Chi invece continua lo fa cercando di porre delle basi per il quadriennio appena iniziato che porta ai successivi Giochi Olimpici.

Non c’è da meravigliarsi se (al femminile, perché al maschile il livello è stato mostruoso) si è andati a medaglia con punteggi “normali”, se non si sono visti azzardi particolari in gara (al di là di un paio di movimenti che potrebbero entrare nel codice, ma ci torneremo sopra) e se lo stato di forma non era propriamente al top per tutte. Lo spettacolo c’è stato e possiamo esserne ben contenti; il bilancio è complessivamente positivo e l’Olympiskyi può chiudere soddisfatto i propri battenti.

Ora gli atleti hanno di fronte cinque mesi di fuoco per arrivare ben preparati all’appuntamento clou della stagione: i Mondiali di Anversa ad inizio ottobre. Ricordiamo che l’Italia passerà prima dai Giochi del Mediterraneo (Mersin, Turchia, 24 giugno – 3 luglio), senza dimenticare che le juniores avranno gli EYOF ad Utrecht (Paesi Bassi).

 

Questo è solo l’antipasto di una settimana in cui analizzeremo a fondo tutto quanto è emerso dall’evento in Russia: un bilancio sull’Italia (domani), il futuro del nostro Paese in base anche alle parole del nostro Direttore Tecnico Enrico Casella (mercoledì), tanto per iniziare. E sveleremo anche il nome del vincitore del concorso sui pronostici podio…

 

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Ginnastica, Europei ci siamo: buona prova podio per le ragazze

Martedì di prova podio per le ragazze agli Europei di ginnastica artistica che cominceranno domattina con le qualificazioni maschili.

Le azzurre hanno lasciato complessivamente un’ottima impressione e paiono soddisfatte di quanto provato in mattinata.

Nella Prima Suddivisione erano impegnate Giorgia Campana ed Elisa Meneghini. La romana ha ben convinto alle amate parallele, su cui sembra aver già preso un’ottima misura; sulla trave un’ottima replica e un’ottima reattività, con un Onodi davvero eccellente. La diciassettenne ha invece confessato al sito del Federginnastica qualche problema con il volteggio, mentre è rimasta perplessa dal quadrato del corpo libero che “spinge tanto, ma è liscio”. La debuttante brianzola, alla prima rassegna continentale da seniores, ha manifestato tutta la sua agitazione e la sua emozione, ma ha confessato che è comunque fiduciosa in vista delle gare e che ha gradito la pedana del corpo libero.

Le due ragazze saranno impegnate nel concorso generale. Giovedì partiranno in prima divisione (nella primissima mattinata italiana) con la seguente rotazione: trave, corpo libero, volteggio, parallele asimmetriche. Insieme a loro ci saranno: due irlandesi, un’ungherese, due danesi e soprattutto una rumena (quindi o Iordache o Bulimar) che sarà un importante punto di riferimento.

Nella Seconda Suddivisione abbiamo ammirato Carlotta Ferlito e Vanessa Ferrari. La siciliana ha provato solo trave e corpo libero: questi, infatti, saranno gli unici esercizi in cui si esibirà. Sui 10cm è sembrata molto convinta, con un’eccellente sequenza e in totale controllo del nuovo attrezzo.

La Campionessa del Mondo 2006, invece, è sembrata in netta ripresa dall’infortunio al piede. Ha provato gli attrezzi che più le servivano in ottica gara ed Enrico Casella si è dichiarato soddisfatto. Non ha voluto sforzare, ma incrociamo le dita. C’è comunque la possibilità che magari risparmi qualcosina per poi essere in forze in ottica finale di specialità al corpo libero.

Giovedì partiranno in seconda divisione (all’ora di pranzo italiana) con la seguente rotazione: parallele, trave, corpo libero, volteggio. Insieme a loro gareggeranno due ceche, una slovacca e una bulgara: quindi nessun valido punto di riferimento.

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Ginnastica Artistica, da Jesolo l’aereo azzurro verso Mosca

Ci lasciamo alle spalle il weekend di Jesolo, attesissimo appuntamento della stagione di ginnastica artistica e primo vero croce via per il prosieguo dell’anno. Abbiamo già affrontato tanti temi in questi due giorni, mentre la classicissima si evolveva e il lido dava i responsi. Un’ultima domanda sorge spontanea, che Italia esce dal Pala Arrex? (Ci soffermiamo, al momento, solo sulle seniores)

 

Indubbiamente una Nazionale integra e unita, con tante frecce al proprio arco e con infinite possibilità. C’è un’Italia che sembra compatta, ben volitiva, con tante possibilità e con uno stato di forma generale che sta crescendo pian piano. Tutte stanno affinando la propria condizione, dopo un inverno intenso e dopo già tre tappe di campionato alle spalle, in una stagione post-olimpica che regala spesso diverse sorprese e diversi problemi di interpretazione (oltre al codice dei punteggi che cambia). Il Direttore Tecnico ha tante opzioni e la scelta delle quattro convocate per gli Europei di Mosca (17-21 aprile) non sarà certamente facile.

 

In prospettiva Russia è chiaro che attendiamo con ansia Vanessa Ferrari. Le condizioni della Campionessa, dopo l’infortunio patito sabato alla trave, sembrano essere meno gravi del previsto: addirittura è tornata ad appoggiare il piede a terra e i primi responsi medici sembrano essere molto rassicuranti. Incrociamo le dita e speriamo di recuperare al più presto la nostra capitana. All’ombra del Cremlino potrebbe regalarsi diverse soddisfazioni. Cercherà, soprattutto, di vendicare quel corpo libero di Londra che brucia ancora. Nel concorso generale staremo a vedere, ma se il piede non dovesse fare i capricci si potrebbero aprire scenari molto interessanti.

 

Indubbiamente dai lidi veneti esce rinforzata la posizione di Elisa Meneghini. La quindicenne è stata la migliore dietro alle statunitensi e continua un 2013 da neoseniores che si è aperto alla grande con i due successi nel generale a Padova e a Bari. La trave continua ad essere molto interessante, poi sugli altri tre attrezzi mostra una linearità importante. Peccato per l’improvviso attacco influenzale che l’ha colpita domenica mattina e che le ha fatto saltare le finali di specialità, ma poco cambia. Non vorremmo sostituirci al DT o portare sfortuna alla giovane, ma sembra chiaro che si sia in odore di body azzurro.

 

Mancava Carlotta Ferlito, presenza pesante in ambito nazionale. La siciliana era madrina ai Kids’ di Nickelodeon a Los Angeles, quindi ha abbandonato la palestra per fare da ambasciatrice della ginnastica italiana in terra straniera durante una manifestazione canora. Valutazioni tecniche nuove non ne possiamo fare, ma dopo le prestazioni alla trave di settimana scorsa agli Internazionali di Francia possiamo dire che si sia messa in buona posizione in ottica rassegna continentale.

 

Giorgia Campana si conferma ottima alle parallele, sempre la migliore italiana (e seconda alle finali di specialità con un interessante 13.950, inferiore solo alla classe dell’olimpionica Ross). Da grande professionista si esibisce eccellentemente su tutti gli attrezzi. Sarà una carta importantissima. Staremo a vedere perché la romana si è resa protagonista di un fine settimana molto interessante.

Elisabetta Preziosa è tornata a pungere sulla trave con un 14.200 che si è inchinato solo di fronte allo strapotere a stelle e strisce: con un corpo libero di buon livello potrebbe dire la sua.

 

Chi sul quadrato magico ha strabiliato in positivo è stata Giulia Leni. Partita dalla sperimentale e in sordina, la senese ha fatto capire di esserci sul 12×12 (13.950 e terzo posto in finale di specialità, ma anche 13.800 nella gara a squadre) soprattutto quando non commette errori.

Proprio la Nazionale sperimentale ha dato diverse soddisfazioni come quella di Arianna Rocca che ha realizzato un 14.150 all’amato volteggio, ottenendo il secondo posto nelle finali di specialità dietro solo all’uragano Biles. Adriana Crisci, al grande rientro dopo undici anni d’assenza, aveva stampato un bel 14.100. E Serena Bugani si produceva in un doppio avvitamento, unica azzurra a presentarlo. A conferma che la scelta di portare dodici atleti è stata azzeccata.

 

Sottotono la performance di Erika Fasana, altra olimpica in gara. La comasca sta faticando più del previsto per riprendersi dall’infortunio alle tibie di questo inverno. Per lei la finalissima di Firenze sarà la prova del nove. Siamo fiduciosi perché le sue doti non sono assolutamente in discussione.

 

Questa è un’Italia che c’è, che si può far valere, che può iniziare un nuovo corso. Convinta dei suoi mezzi, sicura di sé, desiderosa di crescere.

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Jesolo: super Biles, spavento Vanessa…e tanto altro

Ieri pomeriggio prima giornata al VI Trofeo Internazionale di Jesolo. Successo prevedibile per gli Stati Uniti d’America, seconda una buona Italia, terzo il Giappone, quarta l’Italia sperimentale, quinta la Svizzera. Come di consueto, però, andiamo a vedere quali sono stati i momenti clou e le migliori ginnaste del sabato. Ricordando che, nel pomeriggio di oggi, si disputeranno le finali di specialità.

 

L’INFORTUNIO DI VANESSA FERRARI. Il momento più brutto, quello che ci ha lasciati impietriti. La Cannibale di Orzinuovi era salita sulla trave con molto convinzione. La combinazione flick-salto indietro raccolto con un avvitamento, inserita per ottenere un bonus, le si rivolta contro.

La bresciana è troppo avanti con le spalle, si sbilancia e cade picchiando pesantemente un piede sul legno. Prova a risalire sui 10cm, ma non ci riesce. Non riesce addirittura a camminare. Piange a dirotto: non capita mai di vedere Vanessa in queste condizioni. Se lacrimava in maniera copiosa, significa che ildolore era davvero lancinante (cliccate qui per vedere tutta la scena).

La prima lastra ha fortunatamente scongiurato una frattura a un arto martoriato durante tutta la carriera della ginnasta italiana più forte di tutti i tempi. Si tratterebbe di un “semplice” trauma distorsivo. In settimana nuove indagini mediche a Brescia. A serio rischio la tappa di Coppa del Mondo a Tokyo (6 aprile, difficilmente ci andrà) e, soprattutto, bisognerà valutare le sue condizioni in vista degli Europei di Mosca (17-21 aprile).

 

L’AMANAR DI SIMONE BILES. Il momento più bello, quello che vale il prezzo del biglietto. La statunitense è stata fantascientifica all’amato volteggio con un doppio avvitamento e mezzo da favola(cliccate qui per vederlo). Vola altissima e arriva plastica sul tappetino: non ci sono passettini che tengano e si impunta lì: 15.900 da lasciare a bocca aperta. Il 9.600 per l’esecuzione parla da solo. Questo esercizio pone serie basi per una medaglia mondiale.

Con questa performance alla tavola è volata ad aggiudicarsi l’all-around individuale (sfondando il muro dei 60 punti) soffiandolo a Kyla Ross, che a Jesolo aveva già vinto sia da junior che da senior, e aggiudicandosi il primo successo internazionale dopo il secondo posto all’American Cup. Il futuro degli USA è qui.

 

UFFICIALE E SPERIMENTALE. La grande idea di Enrico Casella. Portare due squadre si è rivelata la scelta più azzeccata dei suoi primi due mesi da Direttore Tecnico (seconda gestione). Aver visto alla prova dodici atlete (e altre dodici juniores alla mattina) è stato fondamentale sia per delle valutazioni tecniche in un contesto molto importante sia per far sentire tutte le ginnaste all’interno di un progetto.Con il chiaro intento di voler cambiare qualcosa, come ha detto esplicitamente. Una gamma completa che attraversava vent’anni: dalla classe 1982 della Crisci alla classe 2000 della piccola e promettente Pilar Rubagotti.

 

I GRANDI RITORNI. Rivedere Adriana Crisci in Nazionale fa un certo effetto: mancava da undici anni (Europei di Patrasso 2002)! L’olimpica di Sidney 2000 celebra il suo grande ritorno a un solo anno dal rientro alle competizioni agonistiche. La trentenne torinese si rende protagonista di una routine lineare, inferiore però alla bella gara vista domenica all’Interregionale di Serie B, ma con un bel picco al volteggio (cliccate qui per vederlo): 14.150 , il secondo punteggio tra tutte le italiane, inferiore solo al 14.300 di Vanessa.

Federica Macrì, invece, è già nella storia dell’artistica italiana: oro europeo a squadre a Volos 2006, quarta ai Mondiali, olimpica a Pechino 2008. Tutto sempre accanto a Vanessa Ferrari. La triestina ha vestito il body azzurro della ufficiale e si è ben comportata, nonostante fosse visibilmente scossa dopo quanto successo all’amica.

 

AMERICAN BEAUTY. Una Nazionale che perde quattro quinti della formazione che ha conquistato l’oro olimpico (riportandolo in Patria dopo sedici anni), ma riesce comunque a dominare un incontro di livello internazionale. Questa è la magia degli Stati Uniti d’America. Un bacino infinito da cui attingere, con la classe della grande Martha Karolyi che riesce a trovare il meglio da ogni scuola del Paese. Poco importa se le Fierce Five si diano allo spettacolo (tranne Kyla Ross, presente infatti a Jesolo): la maga mette insieme un sestetto meraviglioso. E vince il Trofeo piazzando tutte le ginnaste ai primi sei posti della classifica generale individuale. Senza dimenticare che non mancavano Ohashi, Price e Finnegan. Non ci sono davvero limiti.

 

ELISA MENEGHINI. Si conferma in grandissimo spolvero. La quindicenne ha iniziato a bomba il 2013: dopo i successi di Padova e Bari nell’all-around, a Jesolo è la migliore italiana (prima dopo le sei statunitensi). Il picco arriva alla trave (da finale di specialità). Siamo in odore di convocazione per gli Europei!?

 

ENUS MARIANI. Nonostante degli esercizi semplificati rispetto al solito (soprattutto al corpo libero)mostra davvero un grandissimo passo e conclude al secondo posto nella classifica juniores, trascinando la squadra al successo finale. Paga tantissimo una caduta alla trave e un volteggio semplice rispetto a quello delle americane (otto decimi di distacco dalla Key solo per D Score). I problemi alla schiena sembrano essere alle spalle, la crescita è evidente e la campionessa europea di categoria sta provando ad entrare in una nuova dimensione.

 

LA SCENA PIÙ BELLA. Vanessa Ferrari seduta sul podio e le ragazze che si inginocchiano accanto alla loro capitana, per rincuorarla e urlare un silenzioso “Forza Vany!”.

GRADITA SORPRESA. Il doppio avvitamento di Serena Bugani al volteggio: unica azzurra a presentarlo, provando a inseguire le americane.

“FLOP” DI GIORNATA. La rotazione alla trave delle americane: tre atlete che cadono sullo stesso attrezzo e nella stessa gara è cosa assai rara per i mostri d’oltreoceano. Segniamoci l’evento.

SORRISO per il ritorno a Jesolo del Giappone. Ci mancavano dopo lo tsunami con annessa catastrofe nucleare: siamo felici di averle riavute.

APPLAUSO alla Gymnasium per l’organizzazione dell’evento. Siamo solo alla sesta edizione del Trofeo, ma ormai è una “classicissima”.