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Graceland 2, Usa Network rinnova il procedurale di Jeff Eastin per una seconda stagione

A poche ore dalla messa in onda del season finale, Usa Network comunica il destino diGraceland, nuovo drama di Jeff Eastin rinnovato per una seconda stagione da tredici episodi, in onda nel 2014.

Graceland (più dark della media dei prodotti del network), racconta la strana partnership tra una serie di agenti di diverse agenzie federali – FBI, DEA e Dogana – costretti a vivere insieme lavorando sotto copertura in una casa sulla spiaggia nel sud della California.

Lo show ottiene buoni ascolti soprattutto nel lungo periodo (il così detto live+7) ed ha una media di 4 milioni telespettatori, quasi la metà dei quali (1.8 milioni) nella fascia 18-49, dato migliore dell’estate; ecco la breve nota di Usa Network:

Jeff Eastin ci ha di nuovo fornito un grande successo, siamo lieti di essere la casa di uno dei prodotti più visti dell’estate e in grado di dire che farà parte per molto tempo del nostro palinsesto.

 

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White Collar, il commento alla 4^ stagione

Più apprezzata per la valenza fisica del suo protagonista Matt BomerWhite Collar ha saputo conquistarsi una sua credibilità nel corso degli anni grazie alla simpatia degli script, all’alchimia degli interpreti e alla leggerezza delle storie che non cade mai nella farsa. E proprio sul rapporto tra i protagonisti si basa la 4^ stagione, in onda in questi giorni su Fox con gli ultimi episodi.

Neal Mozzie sono riusciti a fuggire da New York, nel finale della 3^ stagione, ma l’FBI li sta cercando. Peter, grazie ad Ellen, riesce ad inviare un messaggio a Neal e una volta individuato lo raggiunge a Capo Verde. Purtroppo parte lasciando dietro di sé una mappa con la posizione del nascondiglio cerchiata. Quando Collins, l’agente incaricato di trovare il truffatore, ottiene un mandato per perquisire casa sua, trova la mappa e prende il primo volo per Capo Verde dove comunica alla popolazione locale che c’è una taglia di 500 mila dollari sulla testa di Neal, senza menzionare se bisogna riportarlo vivo o morto.

Creato da Jeff Eastin – che scrive anche la première di stagione -, White Collar approfondisce le sue carte da crime drama ironico, venato di thriller, concentrandosi sul difficile rapporto tra un truffatore e ladro d’arte e un agente dell’FBI raccontando la loro amicizia quasi come un rapporto fallito da far ricominciare.

La fuga di Neal è il collante dell’intera stagione: la doppia caccia, con fini diversi, di Peter e Collins, e le conseguenze da pagare una volta tornati a New York seguono i 16 episodi della stagione che, soprattutto nella linea orizzontale, mostrano un incremento della suspense, a dimostrazione del maggior spessore narrativo che va acquisendo la serie. Ma è anche interessante notare la crescita, ben gestita dagli autori, del rapporto tra i 4 personaggi principale: il triangolo ironico tra Neal, Peter e Mozzie, soprattutto una sorta di dualismo tra il compagno di truffe e l’agente, la moglie e l’amante, i rimpianti e le opportunità, tra cui è impossibile scegliere. E quindi ancora più curioso il ruolo che acquista Elizabeth, interpretata da Tiffani Amber Thiessen della quale si vuole sfruttare il fascino del revival anni ’90, che diventa il poliziotto buono, l’aiutante di Peter, sempre più connotata come amica anziché moglie.

Oltre alle questioni di genere che possono venirne fuori, White Collar si dimostra passatempo di buona fattura che, al netto dei tipici semplicismi scientifici di ogni serie che voglia pasticciare con scienza e tecnologia, sa offrire buone trame e discreta scrittura, oltre che un gruppo di attori ormai calati nei ruoli come in paia di guanti fatti a mano, con predilezione per il Mozzie di Willie Garson, che non sbaglia mai un tono.