Categorie
Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Galleria Galleria Foto

Teen Wolf – The Benefactor

Lydia è divenuta un lupo mannaro e le hanno messo delle catene per bloccare la sua grande rabbia che ha dentro di se . Tutti devono stare calmi oppure tutto può finire male e quindi tutti devono stare molto calmi oppure Lydia si trasforma e ci sarà una grande lotta tra lupi mannari . Tutto questo succede sulla casa del lago di Lydia . Li alcune persone arrivano e credo che fanno arrabbiare molto Lydia perchè vogliono fare qualcosa di brutto nella situazione in cui sta . Una lotta inizia e forse qualcuno potrebbe morire o essere ferito alla grande visto che non sappiamo quanto Lydia sia forte . Dentro questa città c’ e un serial killer e Derek gli sta dando la caccia e lo deve fermare prima che possa uccidere ancora . Derek lo può fare durante questa notte molto oscura visto che nessuno lo può vedere di notte fare le sue cose da lupo mannaro ma deve stare attento .

Categorie
Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Foto Under The Dome

Under The Dome

Julia nel lago ha lanciato un uovo nero e non so che effetto abbia al lago o che deve fare a Chester Mills nel futuro . Ogni cosa cambia il nostro futuro e credo che questo uovo nero che Julia ha lanciato in questo grande lago possa cambiare in modo radicale la città di Chester Mills . Noi abbiamo visto Julia lanciare l’ uovo nel lago e abbiamo sentito una grande presenza oscura provenire da li dentro e anche fuori dall’ uovo . Abbiamo sentito una grande sensazione di freddo e oscurità . Ma quello che ci chiediamo che effetto possa fare alla cupola che ha impedito a Chester Mills di entrare in contatto con ogni cosa . Credo che possa fare cose molto brutte alle persone che sono dentro questa città e che tutti possano morire o peggio .

 

 

Categorie
Alice Silverstrike Demone Demoni Destronema Druido Jenna Silverstrike Stephen Silverstrike

Alice toglie l’ incantesimo a Jenna

 

Alice si mise subito a cercare il libro di incantesimi che era bello grosso e sopra era di colore nero . Se qualcuno lo avesse preso non ci avrebbe capito niente e avrebbe pensato che era una cosa stupida ed era una cosa scritta in latino . Ad alcuni il latino non piace e per questo lo avrebbe buttato in un lago o lo avrebbe bruciato . Mi puoi aiutare , tesoro . Quello che stiamo cercando e un libro nero e bello grosso – Alice visto che era l’ unico modo per ricordare quella notte , aiuto sua madre a trovarlo e inizio le ricerche prima in cucina e visto che li non c’ era niente , andò a vedere in camera di sua madre . Una volta entrata vide sotto il suo letto che era bello comodo e li sotto c’era un sacco di libri e decise di prenderli tutti quanti . Tutti i libri erano davvero molto grandi e neri e Jenna non sapeva se uno di quelli era il libro che stava cercando Alice . Torno di sotto con tutti i libri e lei era nascosta da dietro tutti quei libri . Alice vide che Jenna stava facendo crollare tutti i libri e andò a prendere alcuni dei suoi libri e li mise sul tavolo che erano molti . Una volta messi li sul tavolo e Alice chiese aiuto a sua figlia Jenna visto che era molto brava con il latino e in due facevano prima . I libri erano tanti e c’ erano un sacco di incantesimi e non solo quelli su quei libri ma anche informazioni su demoni e suoi loro punti deboli e anche i simboli druidici per proteggere una persona dalle forze del male . Jenna quando vide tutti quei incantesimi , si giro verso sua madre che era vicino a un libro e con un foglio e con una penna in mano – tu hai imparato tutti questi incantesimi . Allora sarai fortissima . Alice vide che Jenna era felice di sentire che sua madre era davvero una grande druida e sapeva davvero fare un sacco di incantesimi – si li so fare tutti quanti e una volta che avrai me come insegnante li saprai pure tu questi incantesimi e quello di far cadere le persone in un sonno profondo . Jenna vide che c’ erano molti demoni su quei libri e alcuni era molto potenti e forse più potenti di Destronema e da li capì che quello che aveva fatto Alice era per proteggerla – senti mamma mi dispiace per quello che ti ho detto prima , non volevo dirtelo e so che tu hai fatto questo . Nascondermi la verità e il fatto dei demoni per proteggermi ma adesso sono pronta a sapere la verità e grazie a te sarò pronta a saperla . Alice andò verso Jenna la abbraccio e poi dopo lungo cercare , trovo l’incantesimo giusto . Alice fece mettere Jenna al centro della stanza e poi pronuncio l’ incantesimo con una voce molto chiara e forte . Se avesse detto male le parole sarebbe successo una cosa davvero molto brutta e sarebbe a dire la memoria di Jenna sarebbe stata cancellata del tutto e non avrebbe riconosciuto Alice . Alice vide Jenna negli occhi e vide che era tutto apposta e dentro la sua mente stava per scomparire la nube che Alice aveva fatto mettere dentro la mente dentro la sua mente . Dentro la mente di Jenna , i ricordi stavano tornando con calma e vide lei che entrava in casa e metteva del sale vicino alle finestre dopo che Alice le aveva detto di entrare dentro casa . Jenna fece come le aveva detto Alice visto che si fidava ciecamente di sua madre e alla fine lei svenne a terra . Jenna guardo negli occhi Alice e le fece capire che tutto stava andando bene e che adesso lei ricordava tutto di quella sera . Jenna si mise seduta visto che le girava un po’ la testa e Alice le diede un po’ d’ acqua fresca visto che dopo ogni incantesimo c’ e sempre un effetto collaterale . Quell’ incantesimo aveva solo l’ effetto di far avere un mal di testa enorme sulla persona che lo utilizzava . Alice prima di dire a Jenna tutta la verità su quella sera e anche alcune domande che aveva sul conto del sale e di alcune cose . Alice porto Jenna in camera sua e la fece stendere e la fece dormire per un po’ visto che gli effetti duravano un ora e per tutto quel tempo Jenna aveva bisogno di dormire un po’ . Una volta che Jenna non aveva più quel mal di testa davvero molto doloroso , Alice le avrebbe detto tutto sulla morte di suo padre e delle sue domande sul sale .

 

Categorie
Ada Knight Daniel Saintcall Dominatore di Poteri Draghi Dragon Age : Inquisition Foto Galleria Galleria Foto

Esploro l’ universo di Dragon Age: Inquisition

Ero andato insieme ad Ada a vedere cosa c’ era di nuovo nell’ universo di  Dragon Age: Inquisition visto che Rebecca che era da un altra parte mi chiamo con il suo cellulare – Nell’universo di Dragon Age : Inquisition ci sono dei mostri a forma di teschio , draghi , mostri davvero molto grandi e molto forti . Ma non vi voglio dire troppo visto che voi lo volete vedere di persona queste cose . Andammo in un castello abbandonato e vedemmo dei mostri che erano uguali alla descrizione fatta da Rebecca e vedemmo che li c’ era un uomo che stava lanciando un incantesimo davvero molto potente contro di loro .

Davanti a delle pietre c’ era un uomo con la faccia verde che mi sembravano un nameciano invece di un uomo e stava lanciando fiamme dal suo bastone e delle sue mani .

Nella foresta c’ erano tre uomini che stavano cercando di uccidere una versione molto più brutta del troll di montagna . Questo vicino alla bocca aveva delle zanne molto lunghe e gli uomini cercavano di uccidere con le loro balestre ma secondo me ci voleva una balestra enorme .

Nella foresta stava scappando un soldato e dietro di lui c’ erano tre uomini ben armati ma non sapeva cosa volevano fare se ucciderlo oppure seguirlo per una missione .

Mostri fatti di ferro erano pronti a uccidere un uomo ma lui era pronto visto che era un mago e gli lancio il suo incantesimo più potente e sarebbe una grande sfera di fuoco .

Davanti all’ entrata del palazzo reale delle persone stavano entrando ma chissà cosa vogliono farci o perchè sono venuti ma non sono ostili visto che non le armi in mano .

I Draghi sono molto forti e ci vogliono delle potenti balestre per mandarli a terra . Mentre dei guerrieri ci provano il drago sta distruggendo le loro difese mentre e in volo e lo fa con la sua enorme coda molto lunga e pronta a fare un sacco di male a tutti quanti .

Un soldato con armatura blu e pronta a sparare con una balestra molto forte e ben fatta visto che da quello che ho visto in passato e molto diversa .

Nella foresta c’e un luogo davvero magnifico e che lascia davvero senza parole pure io e Ada siamo rimasti senza parole ed davvero molto bello da vedere e da farci una nuotata li .

Quando attacchi un drago vedi se sei sicuro di vincere oppure puoi morire e credo che i soldati che hanno deciso di provare ad uccidere questo grande drago verde non hanno nessuna speranza contro di lui .

 

Categorie
Computer Database Foto Mare Mondo Panorama Presentazione Storia

Foto del Lago d’ Aral visto da Kratos

Categorie
Computer Database Foto Mare Mondo Panorama Parlare con Kratos Presentazione Racconto Storia

Spiego a Kratos il Lago d’ Aral

Dopo aver detto a Kratos tutto sul Mare di Ross e dopo aver fatto vedere una foto su quel mare , gli dissi – adesso ti spiego tutto sul Lago D’ Aral e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti gli dissi tutto sul Lago d’ Aral – L’Aral (in russo Aralskoje More, Аральскοе мοре; in kazako Арал Теңізі) è un lago salato di origine oceanica, situato alla frontiera tra l’Uzbekistan (nel territorio della repubblica autonoma del Karakalpakstan) e il Kazakistan. Erroneamente è chiamato mare d’Aral, poiché possiede due immissari (Amu Darya e Syr Darya) ma non ha emissari che lo colleghino all’oceano; è infatti un bacino endoreico.

 

 

 

Il nome deriva dal chirghiso “Aral Denghiz”, che significa “mare delle isole”, a causa delle numerose isole che erano presenti nei pressi della costa orientale.

 

 

 

Geograficamente si pone ad est dell’altipiano dell’Ust-Urt che lo separa dal Mar Caspio. In origine il lago faceva parte di un vasto oceano che comprendeva anche il Mediterraneo ed il Mar Nero e che, ritirandosi, ha generato, oltre all’Aral, anche il Mar Caspio. Ne sono testimoni le numerose conchiglie fossili di cui è disseminato il deserto del Karakum, che si trova a sud.

 

 

 

Il lago ha sempre mostrato importanti variazioni nel suo livello in tempi storici ma con periodi del tutto non compatibili con quelli del ciclo di Brückner, ovvero 35 anni. Proprio in tempi recenti, sul fondo prosciugato del lago sono riapparsi i resti, risalenti al XIII-XIV secolo, di un’antica città. È da considerarsi errata l’idea che in tempi storici il lago sia scomparso e riapparso più volte. Le variazioni di cui si ha certezza sono quelle che lo hanno visto diminuire fino all’anno 1880. Da quel momento fino al 1908 si era osservato un innalzamento della superficie di circa 3 metri, nonostante fossero già stati avviati, seppur in piccola scala, i lavori di deviazione dei due immissari. Accertato invece è che nell’antichità avesse un emissario che portava le sue acque fino al mar Caspio e che fungeva da via navigabile collegata alla “via della seta”.

 

 

 

Il disastro ambientale

 

 

 

Il lago d’Aral è vittima di uno dei più gravi disastri ambientali provocati dall’uomo. L’evento è stato tra l’altro definito dal politico statunitense Al Gore, nel suo libro “Earth in the balance”, come il più grave nella storia dell’umanità.

 

 

 

Originariamente infatti, il lago era ampio all’incirca 68.000 km², ma dal 1960 il volume e la sua superficie sono diminuiti di circa il 75%. Nel 2007 il lago era ridotto al 10% della dimensione originaria[2]. Questo è stato principalmente dovuto al piano di coltura intensiva voluto dal regime sovietico dell’immediato dopoguerra. L’acqua dei due fiumi che tributavano nel lago è stata prelevata, tramite l’uso di canali e per gran parte della lunghezza dei fiumi stessi, per irrigare i neonati vasti campi di cotone delle aree circostanti. Sin dal 1950 si poterono osservare i primi vistosi abbassamenti del livello delle acque del lago. Già nel 1952 alcuni rami della grande foce a delta dell’Amu Darya non avevano più abbastanza acqua per poter sfociare nel lago. Il piano di sfruttamento delle acque dei fiumi a scopo agricolo aveva come responsabile Grigory Voropaev. Voropaev durante una conferenza sui lavori dichiarò, a chi osservava che le conseguenze per il lago sarebbero state nefaste, che il suo scopo era proprio quello di “far morire serenamente il lago d’Aral”. Era infatti così abbondante la necessità di acqua che i pianificatori arrivarono a dichiarare che l’enorme lago era ritenuto uno spreco di risorse idriche utili all’agricoltura e, testualmente, “un errore della natura” che andava corretto. I pianificatori ritenevano che il lago, una volta ridotto ad una grande palude acquitrinosa sarebbe stato facilmente utilizzabile per la coltivazione del riso. Per far posto alle piantagioni, i consorzi agricoli non hanno lesinato l’uso di diserbanti e pesticidi che hanno inquinato il terreno circostante. Nel corso di quattro decenni la linea della costa è arretrata in alcuni punti anche di 150 km lasciando al posto del lago un deserto di sabbia salata invece del previsto acquitrino. A causa infatti della sua posizione geografica (si trova al centro dell’arido bassopiano turanico) è soggetto a una forte evaporazione che non è più compensata dalle acque degli immissari. L’impatto ambientale sulla fauna lacustre è stato devastante. Il vento che spira costantemente verso est/sud-est trasporta la sabbia, salata e tossica per i pesticidi, ha reso inabitabile gran parte dell’area e le malattie respiratorie e renali hanno un’incidenza altissima sulla popolazione locale. Le polveri sono arrivate fino su alcuni ghiacciai dell’Himalaya.

 

 

 

Le conseguenze sull’economia della zona (ex) costiera

 

 

 

I numerosi insediamenti di pescatori che vivevano del pesce del lago sono stati via via abbandonati fino al 1982, anno della definitiva cessazione di ogni attività direttamente correlata alla pesca nel lago. Gli stabilimenti di lavorazione del pesce hanno continuato comunque a funzionare per molti anni grazie allo sforzo del governo di Mosca che aveva ordinato che parte del pesce pescato sul Mar Baltico fosse trasportato e lavorato presso gli impianti di inscatolamento di Moynaq in Uzbekistan. A lungo andare, tuttavia, gli irragionevoli costi di questa pratica ne imposero il fermo. Ogni attività produttiva legata al pesce ha quindi avuto termine. Nel corso degli anni sia la città di Moynaq (situata a sud del lago, in Uzbekistan, nel territorio della repubblica del Karakalpakstan) che la città di Aralsk (situata a nord-est del lago, in Kazakistan) sono diventate meta di un lugubre turismo che cerca le carcasse delle navi arrugginite abbandonate in quello che ora è un deserto di sale ed una volta era un florido lago.

 

 

 

A tutt’oggi, al di là di alcuni accordi formali tra loro, i governi delle nazioni che insistono nell’area interessata (oltre al Kazakistan e all’Uzbekistan anche il Tagikistan, il Turkmenistan, il Kirghizistan ed in parte l’Afghanistan) non hanno intrapreso significative azioni comuni per ripristinare l’afflusso delle acque verso il bacino del lago. Il motivo è che la coltivazione del cotone impiega ormai una quantità di lavoratori cinque volte maggiore di quella che una volta era impiegata nella pesca, che peraltro era concentrata nei soli Kazakistan ed Uzbekistan. Inoltre i terreni che le acque del lago hanno scoperto ritirandosi hanno mostrato di essere ricchissimi giacimenti di gas naturale. Nel corso del 2006 un importante accordo per lo sfruttamento del sottosuolo del lago è stato raggiunto tra il governo dell’Uzbekistan, la società russa LUKOil, la Petronas, la Uzbekneftegaz e la China National Petroleum Corporation. Un eventuale ritorno dell’acqua al livello originario sulla riva uzbeka renderebbe complicato questo genere di attività.

 

 

 

La base militare abbandonata

 

 

 

Per anni una grave preoccupazione era costituita dall’installazione militare sovietica abbandonata dal 1992, i cui resti si trovano tuttora su quella che una volta era l’isola di Vozroždenie. In quella base infatti venivano condotti esperimenti di armamenti chimico-batteriologici. A causa dell’abbassamento del livello del lago, tale isola ormai era di fatto diventata parte della terraferma e facilmente raggiungibile. La presenza di fusti di antrace e di altri agenti tossici era nota e confermata sia dalle autorità ex-sovietiche, sia dalle autorità uzbeke, sia da quelle statunitensi incaricate di indagare sulla effettiva pericolosità del luogo. Tale installazione è stata bonificata definitivamente nel 2002 con uno sforzo congiunto delle autorità del Kazakistan e dell’Uzbekistan coadiuvate da consulenti statunitensi. Periodici sopralluoghi vengono via via effettuati nella zona per accertare l’eventuale persistenza di agenti tossici.

 

 

 

I tentativi di recupero

 

 

 

Il lago, prosciugandosi, si è diviso, dal 1987, in due laghi distinti. Quello a sud, e quello (molto più piccolo) a nord. Il lago a nord (“Piccolo Aral”), dopo alcuni lavori di bonifica, è stato completamente isolato dalla parte sud con la costruzione, finanziata dalla Banca Mondiale, della diga chiamata Kokaral e nuovamente ricongiunto, seppur con un afflusso ridotto, all’antico affluente Syr Darya. La costruzione della diga è stata completata nel 2005. Essa è una parte di un progetto più grande che punta alla riqualificazione della parte kazaka del lago. Il completamento dei lavori, che tra l’altro prevedono una forte riduzione degli sprechi idrici del Syr Darya in modo da far arrivare al lago quanta più acqua possibile, è previsto per la fine del 2008.

 

 

 

I risultati sono stati sorprendentemente incoraggianti, tanto che in alcuni villaggi è ripresa l’attività di pesca dopo che alcune specie di pesci erano state reintrodotte proprio per tentare di rendere la pesca nuovamente praticabile. Le acque del lago, inoltre, sono risultate abbastanza pulite da essere potabili e la salinità è tornata livelli simili a quelli pre-1960. Notevole è stato l’aumento del livello delle acque. Dal 2003 al 2008 la superficie del Piccolo Aral è passata da 2.550 km² a 3.300 km². Nello stesso periodo la profondità è passata da 30 a 42 metri..

 

 

 

La costruzione di una nuova e più grande diga è allo studio. Sarebbe anch’essa finanziata per l’85% dalla Banca Mondiale e per il 15% dal governo del Kazakistan. L’obiettivo della nuova diga sarebbe quello di riportare il livello del “Piccolo Aral” fino a consentirgli di bagnare e rendere nuovamente operativo, entro il 2015, il porto di Aralsk, che al momento è ancora a circa 25 km di distanza dal lago. La nuova diga non andrebbe a sostituire l’attuale Kokaral bensì andrebbe ad integrarsi in un complesso sistema di nuove costruzioni e canalizzazioni localizzate principalmente nella baia di Saryshaganak, alla cui estremità sorge la città di Aralsk. I lavori, che ammonterebbero a 191 milioni di dollari, consisterebbero nella costruzione di un canale che porti l’acqua dal Syr Darya direttamente nella baia. La baia sarebbe poi chiusa dalla nuova diga. Nel giro di poco tempo, il livello dell’acqua dovrebbe tornare a bagnare il porto di Aralsk.

 

 

 

C’è da considerare tuttavia il fatto che il “Piccolo Aral” giace completamente sul suolo del Kazakistan e la sua divisione ha, in pratica, condannato a morte il “Grande Aral”, che invece giace in gran parte in Uzbekistan. Le autorità dell’Uzbekistan ritengono che ormai la situazione sia talmente compromessa che l’unica soluzione sia quella di investire nel rinverdimento del deserto lasciato dal lago evaporato invece di provvedere ad un suo eventuale nuovo riempimento. Stanno avendo un discreto successo delle opere di rimboschimento di Haloxylon ammodendron, un arbusto noto anche con il nome di “albero del sale”, in grado di vivere in ambienti aridi e dalla salinità elevata. Secondo un piano curato da autorità tedesche, uzbeke e kazake, nel giro di 10 anni circa 300.000 ettari saranno rimboschiti con questo tipo di vegetazione. L’obiettivo è quello di ridurre del 60%-70% la velocità del vento al suolo durante le frequenti tempeste di sabbia in modo da ridurre sensibilmente la quantità di polveri che i venti portano nei dintorni.

 

 

 

Ciononostante, l’esistenza di soluzioni per riportare il lago al livello originario è stata dimostrata in più occasioni da ingegneri idraulici e studiosi di varie parti del mondo. Oltre al sistema delle dighe e dell’ottimizzazione dello sfruttamento dell’acqua dell’Amu Darya e del Syr Darya, si è proposto:

 

 l’utilizzo di varietà di piante di cotone che richiedono un’irrigazione minore

 

 la realizzazione di canali che devino nell’Aral parte delle acque dei fiumi Volga, Irtyš e Ob’. Questa soluzione riporterebbe il lago al suo livello originario entro un massimo di 30 anni, ma i lavori implicherebbero un costo dai 30 ai 50 miliardi di dollari USA;

 

 la costruzione di un acquedotto che, previa desalinizzazione, porti acqua all’Aral dal mar Caspio .

 

 

 

Informazioni su Lago d’Aral

 

 

 

Nazioni Kazakistan

 

 Uzbekistan

 

 Coordinate 44°54′N 59°30′E

 

 

 

Tipologia endoreico

 

 Dimensioni

 

 Superficie 17.160 km²

 

 Profondità massima 42 m

 

 Immissari principali Amu Darya, Syr Darya.

Categorie
Computer Database Foto Mondo Panorama Presentazione Storia

Foto del Lago visto da Kratos

Categorie
Computer Database Foto Mare Oggetti Panorama Parlare con Kratos Presentazione Racconto Storia

Spiego a Kratos il lago

Dopo aver detto a Kratos tutto sul mare e dopo avergli mostrato 3 foto sul mare , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto sul lago e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sul lago – Un lago è una grande massa per lo più d’acqua dolce raccolta nelle cavità terrestri. I laghi di grosse dimensioni sono alle volte chiamati “mari interni”, mentre talvolta i piccoli mari sono chiamati laghi. Due esempi sono: il Grande Lago Salato ed il Mar Morto. Tipologie

 

In realtà ci sono differenti tipi di laghi:

 

 laghi di superficie (comunemente chiamati soltanto laghi)

 

 laghi sotterranei

 

 laghi stagionali, un esempio di lago stagionale è il lago Eyre in Australia che è riempito quando le piogge stagionali sono abbondanti

 

 laghi subglaciali, un esempio di lago subglaciale è il lago Vostok che si trova sotto i ghiacci dell’Antartide Lago proglaciale.

 

Origine dei laghi

 

Una classificazione dei laghi viene fatta in base al tipo di evento geologico responsabile alla loro formazione.

 

 endoreici, come il Mar Caspio o il Lago d’Aral senza emissari;

 

 tettonici, dovuti allo sprofondamento di tratti della superficie terrestre, come il Tanganica, il Malawi e il Vittoria;

 

 vulcanici

 

 craterici come il Lago Albano o il Lago di Nemi;

 

 di caldera come il Lago di Bolsena o il Lago di Bracciano;

 

 alluvionali, quando un corso d’acqua, ad es. il Brenta trova dei depositi alluvionali sul proprio corso, creando così il Lago di Levico e il Lago di Caldonazzo;

 

 glaciali, dovuti alla erosione da parte di lingue glaciali, come i laghi della zona prealpina, ad es. i Cento Laghi;

 

 morenici, quando la contropendenza è dovuta ad un deposito morenico di un fronte glaciale, come nel Canavese il Lago di Candia o quello di Viverone;

 

 carsici

 

 superficiali, in corrispondenza di doline e spesso molto piccoli;

 

 sotterranei, entro grotte, spesso collegate fra di loro da sifoni;

 

 di sbarramento naturale di un corso d’acqua, entro una valle, ad opera di frane di grandi dimensioni, un esempio è il Lago di Alleghe;

 

 costieri, situati nelle estreme vicinanze della costa e spesso composti d’acqua salmastra (es. il lago di Varano e il lago di Lesina)

 

 lacustri, ovvero specchi d’acqua o veri e propri laghi non molto grandi contenuti in un’isola a sua volta inserita in un altro lago, come il lago Manitou, che è il più grande rappresentante di questo genere;

 

 artificiali, dovuti alle opere costruite dall’uomo, spesso dighe per la produzione di energia elettrica, per es. il Lago di Corbara.

 

In regioni aride sottoposte ad intense piogge stagionali, viene utilizzato in geomorfologia il termine laghi effimeri per indicare depressioni poco profonde riempite dagli apporti meteorici durante la stagione piovosa e sottoposti a rapido essiccamento per l’intensa evaporazione durante la stagione arida. L’evaporazione delle acque meteoriche provoca la concentrazione e la deposizione progressiva dei sali(nell’ordine: carbonati, solfati e cloruri), dando origine a depositi evaporitici in forma di croste superficiali e noduli.

 

Fine dei laghi

 

 La maggior parte dei laghi ha una vita relativamente breve (su scala geologica) in quanto vengono cancellati da due fenomeni:

 

 l’interramento dovuto alla sedimentazione in corrispondenza degli immissari, dovuta all’improvviso calo della velocità della corrente;

 

 l’erosione della soglia (punto più basso del bordo della conca lacustre) ad opera dell’emissario.

 

A questi, per i laghi con sponde basse e clima adatto, si aggiunge l’interramento dovuto allo sviluppo di canneti ed altra vegetazione di riva. Un esempio di questo fenomeno è il Lago Trasimeno.

 

Equilibrio idrico

 

 I laghi sono solitamente alimentati da fiumi (detti immissari) , da sorgenti , da ghiacciai oppure da piogge, e questo influisce sulla salinità e acidità dell’acqua. L’acqua defluisce naturalmente dai laghi tramite fiumi (detti emissari) ed evaporazione.

 

I laghi sono una grossa riserva di acqua dolce utilizzate dall’uomo per l’irrigazione dei campi, come fonte di acqua potabile ed in alcuni casi anche per produrre energia elettrica.

 

Le correnti d’acqua

 

L’acqua nei laghi non è ferma, come spesso erroneamente si pensa: oltre alle correnti derivanti dalla presenza di immissari ed emissari (anche sotterranei), possono formarsi dei gorghi o delle onde dovute a varie cause, tra le quali l’azione del vento sulla superficie. Inoltre i laghi sono soggetti ad una serie di movimenti, detti sesse, veri e propri spostamenti periodici di acqua da una parte all’altra del bacino, osservabili come veri e propri dislivelli tra una parte e l’altra della costa. Nel Lago di Bolsena sono state registrate sesse anche di 50 cm.

 

Proprietà termiche dei laghi

 

 Le proprietà termiche di un lago sono il fattore fisico più importante del determinare il ciclo annuale e giornaliero di un lago, queste influenzano le caratteristiche chimiche delle acque ed in ultima analisi l’ecologia degli organismi costituenti l’ecosistema lacustre.

 

La principale fonte di calore di un lago è la radiazione solare che cede calore venendo assorbita dall’acqua. L’acqua però ha una scarsa tendenza a cedere calore per diffusione molecolare, motivo per cui solo lo strato superficiale (nell’ordine di alcuni metri) risulta influenzato dalla temperatura esterna, e viene chiamato epilimnio. Nello strato immediatamente sottostante all’epilimnio la temperatura varia rapidamente con la profondità, esso viene chiamato metalimnio. Segue poi, se il lago è abbastanza profondo, uno strato in cui la temperatura si mantiene costante intorno ai 4 °C, questo strato è detto ipolimnio.

 

A differenza della maggior parte delle sostanze, la cui densità aumenta al diminuire della temperatura e quindi la densità della sostanza allo stato solido è maggiore della densità dello stato liquido, l’acqua ha un comportamento diverso: il massimo di densità si ha alla temperatura di 4 °C, tanto è vero che lo stato solido dell’acqua, ovvero il ghiaccio, galleggia. Per questo motivo l’acqua alla temperatura di 4 °C essendo la più densa e pesante, si trova nello strato più profondo. Un tipico lago profondo della zona temperata in estate avrà nell’epilimnio una temperatura alta con acque poco dense, che galleggiano sullo strato ipolimnico più denso e freddo, separate da un sottile strato metalimnico. Questo profilo di densità, determinato dalla differente temperatura, impedisce alle acque dei vari strati di mescolarsi fra loro (stratificazione termica), limitando gli scambi di sostanze disciolte e particellate. In inverno, se la temperatura delle acque superficiali scende al disotto dei 4 °C, arrivando a formare del ghiaccio, si avrà una stratificazione termica inversa, con l’epilimnio più freddo, ma comunque più leggero per via dell’anomalia della curva di densità, che galleggia su un ipolimnio più caldo ma più pesante. Tra le due situazioni sopra descritte intercorrono tipicamente due fasi dette di piena circolazione (olomissi), in primavera ed in autunno, in cui tutta la colonna d’acqua si trova a 4 °C, e nelle quali scompare la stratificazione termica, in queste condizioni il vento può innescare un rimescolamento completo delle acque.

 

Al variare delle condizioni climatiche e della profondità del corpo lacustre i cicli annuali e giornalieri di laghi diversi differiscono notevolmente, si distinguono quindi:

 

 Laghi olomittici, presentano almeno una fase di piena circolazione

 

 Laghi dimittici, due fasi di piena circolazione (tipicamente i laghi delle zone temperate)

 

 Laghi monomittici, una sola fase di piena circolazione (tipicamente i laghi sub-polari ed i laghi sub-tropicali)

 

 Laghi meromittici, privi di una fase di piena circolazione (con stratificazione perenne dovuta al profilo della temperatura e/o all’eccesso di sali dissolti nella acque, aumentandone così la densità, sul fondo)

 

 Laghi oligomittici, con fasi di piena circolazione non regolari negli anni.

 

Attività sportive

 

Nei laghi, oltre alla pesca, vengono praticate numerose attività sportive, tra le quali il canottaggio, la vela, il windsurf e le immersioni subacquee. Piuttosto diffusa la balneazione estiva, anche se i laghi rappresentano un pericolo mediamente più alto rispetto alle coste marittime, per diversi motivi: l’acqua è più fredda, possono essere presenti correnti o vortici inaspettati, sono spesso senza sorveglianza, non c’è un bagnino né alcun attrezzo di salvataggio.

Categorie
Computer Database Foto Mondo Panorama Presentazione Storia

Foto del Lago d’ Aral visto da Pandora

Categorie
Computer Database Foto Mondo Panorama Parlare con Pandora Presentazione Racconto Storia

Spiego a Pandora il Lago d’ Aral

Dopo aver detto a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Mare di Ross e avergli fatto vedere una foto di quelmare , io dissi a Pandora – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul Lago d’ Aral e Pandora disse – ok , inizia pure quando vuoi . Dopo pochi minuti io iniziai a dire a Pandora tutto quello che c’ era da sapere sul Lago D’ Aral – L’Aral (in russo Aralskoje More, Аральскοе мοре; in kazako Арал Теңізі) è un lago salato di origine oceanica, situato alla frontiera tra l’Uzbekistan (nel territorio della repubblica autonoma del Karakalpakstan) e il Kazakistan. Erroneamente è chiamato mare d’Aral, poiché possiede due immissari (Amu Darya e Syr Darya) ma non ha emissari che lo colleghino all’oceano; è infatti un bacino endoreico.

 

Il nome deriva dal chirghiso “Aral Denghiz”, che significa “mare delle isole”, a causa delle numerose isole che erano presenti nei pressi della costa orientale.

 

Geograficamente si pone ad est dell’altipiano dell’Ust-Urt che lo separa dal Mar Caspio. In origine il lago faceva parte di un vasto oceano che comprendeva anche il Mediterraneo ed il Mar Nero e che, ritirandosi, ha generato, oltre all’Aral, anche il Mar Caspio. Ne sono testimoni le numerose conchiglie fossili di cui è disseminato il deserto del Karakum, che si trova a sud.

 

Il lago ha sempre mostrato importanti variazioni nel suo livello in tempi storici ma con periodi del tutto non compatibili con quelli del ciclo di Brückner, ovvero 35 anni. Proprio in tempi recenti, sul fondo prosciugato del lago sono riapparsi i resti, risalenti al XIII-XIV secolo, di un’antica città. È da considerarsi errata l’idea che in tempi storici il lago sia scomparso e riapparso più volte. Le variazioni di cui si ha certezza sono quelle che lo hanno visto diminuire fino all’anno 1880. Da quel momento fino al 1908 si era osservato un innalzamento della superficie di circa 3 metri, nonostante fossero già stati avviati, seppur in piccola scala, i lavori di deviazione dei due immissari. Accertato invece è che nell’antichità avesse un emissario che portava le sue acque fino al mar Caspio e che fungeva da via navigabile collegata alla “via della seta”.

 

Il disastro ambientale

 

Il lago d’Aral è vittima di uno dei più gravi disastri ambientali provocati dall’uomo. L’evento è stato tra l’altro definito dal politico statunitense Al Gore, nel suo libro “Earth in the balance”, come il più grave nella storia dell’umanità.

 

Originariamente infatti, il lago era ampio all’incirca 68.000 km², ma dal 1960 il volume e la sua superficie sono diminuiti di circa il 75%. Nel 2007 il lago era ridotto al 10% della dimensione originaria[2]. Questo è stato principalmente dovuto al piano di coltura intensiva voluto dal regime sovietico dell’immediato dopoguerra. L’acqua dei due fiumi che tributavano nel lago è stata prelevata, tramite l’uso di canali e per gran parte della lunghezza dei fiumi stessi, per irrigare i neonati vasti campi di cotone delle aree circostanti. Sin dal 1950 si poterono osservare i primi vistosi abbassamenti del livello delle acque del lago. Già nel 1952 alcuni rami della grande foce a delta dell’Amu Darya non avevano più abbastanza acqua per poter sfociare nel lago. Il piano di sfruttamento delle acque dei fiumi a scopo agricolo aveva come responsabile Grigory Voropaev. Voropaev durante una conferenza sui lavori dichiarò, a chi osservava che le conseguenze per il lago sarebbero state nefaste, che il suo scopo era proprio quello di “far morire serenamente il lago d’Aral”. Era infatti così abbondante la necessità di acqua che i pianificatori arrivarono a dichiarare che l’enorme lago era ritenuto uno spreco di risorse idriche utili all’agricoltura e, testualmente, “un errore della natura” che andava corretto. I pianificatori ritenevano che il lago, una volta ridotto ad una grande palude acquitrinosa sarebbe stato facilmente utilizzabile per la coltivazione del riso. Per far posto alle piantagioni, i consorzi agricoli non hanno lesinato l’uso di diserbanti e pesticidi che hanno inquinato il terreno circostante. Nel corso di quattro decenni la linea della costa è arretrata in alcuni punti anche di 150 km lasciando al posto del lago un deserto di sabbia salata invece del previsto acquitrino. A causa infatti della sua posizione geografica (si trova al centro dell’arido bassopiano turanico) è soggetto a una forte evaporazione che non è più compensata dalle acque degli immissari. L’impatto ambientale sulla fauna lacustre è stato devastante. Il vento che spira costantemente verso est/sud-est trasporta la sabbia, salata e tossica per i pesticidi, ha reso inabitabile gran parte dell’area e le malattie respiratorie e renali hanno un’incidenza altissima sulla popolazione locale. Le polveri sono arrivate fino su alcuni ghiacciai dell’Himalaya.

 

Le conseguenze sull’economia della zona (ex) costiera

 

I numerosi insediamenti di pescatori che vivevano del pesce del lago sono stati via via abbandonati fino al 1982, anno della definitiva cessazione di ogni attività direttamente correlata alla pesca nel lago. Gli stabilimenti di lavorazione del pesce hanno continuato comunque a funzionare per molti anni grazie allo sforzo del governo di Mosca che aveva ordinato che parte del pesce pescato sul Mar Baltico fosse trasportato e lavorato presso gli impianti di inscatolamento di Moynaq in Uzbekistan. A lungo andare, tuttavia, gli irragionevoli costi di questa pratica ne imposero il fermo. Ogni attività produttiva legata al pesce ha quindi avuto termine. Nel corso degli anni sia la città di Moynaq (situata a sud del lago, in Uzbekistan, nel territorio della repubblica del Karakalpakstan) che la città di Aralsk (situata a nord-est del lago, in Kazakistan) sono diventate meta di un lugubre turismo che cerca le carcasse delle navi arrugginite abbandonate in quello che ora è un deserto di sale ed una volta era un florido lago.

 

A tutt’oggi, al di là di alcuni accordi formali tra loro, i governi delle nazioni che insistono nell’area interessata (oltre al Kazakistan e all’Uzbekistan anche il Tagikistan, il Turkmenistan, il Kirghizistan ed in parte l’Afghanistan) non hanno intrapreso significative azioni comuni per ripristinare l’afflusso delle acque verso il bacino del lago. Il motivo è che la coltivazione del cotone impiega ormai una quantità di lavoratori cinque volte maggiore di quella che una volta era impiegata nella pesca, che peraltro era concentrata nei soli Kazakistan ed Uzbekistan. Inoltre i terreni che le acque del lago hanno scoperto ritirandosi hanno mostrato di essere ricchissimi giacimenti di gas naturale. Nel corso del 2006 un importante accordo per lo sfruttamento del sottosuolo del lago è stato raggiunto tra il governo dell’Uzbekistan, la società russa LUKOil, la Petronas, la Uzbekneftegaz e la China National Petroleum Corporation. Un eventuale ritorno dell’acqua al livello originario sulla riva uzbeka renderebbe complicato questo genere di attività.

 

La base militare abbandonata

 

Per anni una grave preoccupazione era costituita dall’installazione militare sovietica abbandonata dal 1992, i cui resti si trovano tuttora su quella che una volta era l’isola di Vozroždenie. In quella base infatti venivano condotti esperimenti di armamenti chimico-batteriologici. A causa dell’abbassamento del livello del lago, tale isola ormai era di fatto diventata parte della terraferma e facilmente raggiungibile. La presenza di fusti di antrace e di altri agenti tossici era nota e confermata sia dalle autorità ex-sovietiche, sia dalle autorità uzbeke, sia da quelle statunitensi incaricate di indagare sulla effettiva pericolosità del luogo. Tale installazione è stata bonificata definitivamente nel 2002 con uno sforzo congiunto delle autorità del Kazakistan e dell’Uzbekistan coadiuvate da consulenti statunitensi. Periodici sopralluoghi vengono via via effettuati nella zona per accertare l’eventuale persistenza di agenti tossici.

 

I tentativi di recupero

 

Il lago, prosciugandosi, si è diviso, dal 1987, in due laghi distinti. Quello a sud, e quello (molto più piccolo) a nord. Il lago a nord (“Piccolo Aral”), dopo alcuni lavori di bonifica, è stato completamente isolato dalla parte sud con la costruzione, finanziata dalla Banca Mondiale, della diga chiamata Kokaral e nuovamente ricongiunto, seppur con un afflusso ridotto, all’antico affluente Syr Darya. La costruzione della diga è stata completata nel 2005. Essa è una parte di un progetto più grande che punta alla riqualificazione della parte kazaka del lago. Il completamento dei lavori, che tra l’altro prevedono una forte riduzione degli sprechi idrici del Syr Darya in modo da far arrivare al lago quanta più acqua possibile, è previsto per la fine del 2008.

 

I risultati sono stati sorprendentemente incoraggianti, tanto che in alcuni villaggi è ripresa l’attività di pesca dopo che alcune specie di pesci erano state reintrodotte proprio per tentare di rendere la pesca nuovamente praticabile. Le acque del lago, inoltre, sono risultate abbastanza pulite da essere potabili e la salinità è tornata livelli simili a quelli pre-1960. Notevole è stato l’aumento del livello delle acque. Dal 2003 al 2008 la superficie del Piccolo Aral è passata da 2.550 km² a 3.300 km². Nello stesso periodo la profondità è passata da 30 a 42 metri..

 

La costruzione di una nuova e più grande diga è allo studio. Sarebbe anch’essa finanziata per l’85% dalla Banca Mondiale e per il 15% dal governo del Kazakistan. L’obiettivo della nuova diga sarebbe quello di riportare il livello del “Piccolo Aral” fino a consentirgli di bagnare e rendere nuovamente operativo, entro il 2015, il porto di Aralsk, che al momento è ancora a circa 25 km di distanza dal lago. La nuova diga non andrebbe a sostituire l’attuale Kokaral bensì andrebbe ad integrarsi in un complesso sistema di nuove costruzioni e canalizzazioni localizzate principalmente nella baia di Saryshaganak, alla cui estremità sorge la città di Aralsk. I lavori, che ammonterebbero a 191 milioni di dollari, consisterebbero nella costruzione di un canale che porti l’acqua dal Syr Darya direttamente nella baia. La baia sarebbe poi chiusa dalla nuova diga. Nel giro di poco tempo, il livello dell’acqua dovrebbe tornare a bagnare il porto di Aralsk.

 

C’è da considerare tuttavia il fatto che il “Piccolo Aral” giace completamente sul suolo del Kazakistan e la sua divisione ha, in pratica, condannato a morte il “Grande Aral”, che invece giace in gran parte in Uzbekistan. Le autorità dell’Uzbekistan ritengono che ormai la situazione sia talmente compromessa che l’unica soluzione sia quella di investire nel rinverdimento del deserto lasciato dal lago evaporato invece di provvedere ad un suo eventuale nuovo riempimento. Stanno avendo un discreto successo delle opere di rimboschimento di Haloxylon ammodendron, un arbusto noto anche con il nome di “albero del sale”, in grado di vivere in ambienti aridi e dalla salinità elevata. Secondo un piano curato da autorità tedesche, uzbeke e kazake, nel giro di 10 anni circa 300.000 ettari saranno rimboschiti con questo tipo di vegetazione. L’obiettivo è quello di ridurre del 60%-70% la velocità del vento al suolo durante le frequenti tempeste di sabbia in modo da ridurre sensibilmente la quantità di polveri che i venti portano nei dintorni.

 

Ciononostante, l’esistenza di soluzioni per riportare il lago al livello originario è stata dimostrata in più occasioni da ingegneri idraulici e studiosi di varie parti del mondo. Oltre al sistema delle dighe e dell’ottimizzazione dello sfruttamento dell’acqua dell’Amu Darya e del Syr Darya, si è proposto:

 l’utilizzo di varietà di piante di cotone che richiedono un’irrigazione minore

 la realizzazione di canali che devino nell’Aral parte delle acque dei fiumi Volga, Irtyš e Ob’. Questa soluzione riporterebbe il lago al suo livello originario entro un massimo di 30 anni, ma i lavori implicherebbero un costo dai 30 ai 50 miliardi di dollari USA;

 la costruzione di un acquedotto che, previa desalinizzazione, porti acqua all’Aral dal mar Caspio .

 

Informazioni su Lago d’Aral

 

Nazioni Kazakistan

 Uzbekistan

 Coordinate 44°54′N 59°30′E

 

Tipologia endoreico

 Dimensioni

 Superficie 17.160 km²

 Profondità massima 42 m

 Immissari principali Amu Darya, Syr Darya.