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Dark Souls II: nuovi video sul boss Mirror Knight

Non potendo assolutamente mancare al ghiotto appuntamento mediatico rappresentato dal Comic-Con di San Diego, una nutrita pattuglia di dirigenti di From Software è volata in California per mostrare ai presenti delle nuove scene di gioco di Dark Souls II e stringere nuovi rapporti commerciali in rappresentanza degli sviluppatori diretti da Tomohiro Shibuya e Yui Tanimura, le due personalità scelte dai vertici di Namco Bandai per continuare nel migliore dei modi lo straordinario lavoro cominciato da Hidetaka Miyazaki (quest’ultimo, allontanatosi da ogni incarico dirigenziale ma rimasto comunque nel team per offrire il suo supporto in qualità di “supervisore esterno”).

I due video pubblicati di fresco dai gestori di All Games Beta ritraggono un acerrimo combattimento tra l’eroe senza nome impersonabile dagli utenti e il Mirror Knight, un boss “di fine livello” dalle minacciose sembianze di un cavaliere alto cinque metri. Scorrendo le scene dei due video riusciamo così a studiare il poderoso equipaggiamento del Mirror Knight composto, tra le altre cose, da una spada elettrica capace di attingere alla forza degli elementi per colpire il nemico con una scarica di fulmini, da uno scudo magico impreziosito da uno specchio cattura-anime (alcune delle quali osservabili nel gioco mentre battono inutilmente i pugni contro la parte anteriore della lastra per cercare di spezzare l’incantesimo) e di un’armatura rilucente e talmente potente da rompere la guardia del protagonista ogniqualvolta si tenta di colpirla con un’arma “fisica”, sia essa una lancia, una spada o un’ascia bipenne.

Il doppio filmato mostratoci quest’oggi si riallaccia idealmente alle scene di gioco ammirate durante l’E3 2013 di metà giugno: in quell’occasione, infatti, i boss di Namco Bandai hanno concesso a una ristretta cerchia di addetti al settore la possibilità di provare in anteprima una demo realizzata per testimoniare alla stampa videoludica gli enormi sforzi profusi dal team di sviluppo per cercare di rendere ancora più ricco e profondo il sistema di combattimento del titolo rispetto a quello che ha contraddistinto il gameplay delle precedenti iterazioni della saga.

La commercializzazione di Dark Souls II è prevista nel mese di marzo del prossimo anno su PC, PlayStation 3 e Xbox 360: in merito all’eventualità del porting per PlayStation 4 e Xbox One, il team di From Software si è più volte espresso al riguardo dichiarando che il titolo, salvo sorprese dell’ultima ora, non verrà riproposto su console next-gen per via della volontà, da parte di Shibuya e Tanimura, di rispettare la data di lancio e, quindi, di non voler sottrarre in alcun modo del tempo prezioso alla fase di sviluppo delle meccaniche di gioco e a quella di “limatura” della componente grafico/artistica legata alla costruzione delle ambientazioni e dei dungeon.

Se volete vedere i video : http://www.gamesblog.it/post/115473/dark-souls-ii-nuovi-video-sul-boss-mirror-knight

 

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Jesolo: super Biles, spavento Vanessa…e tanto altro

Ieri pomeriggio prima giornata al VI Trofeo Internazionale di Jesolo. Successo prevedibile per gli Stati Uniti d’America, seconda una buona Italia, terzo il Giappone, quarta l’Italia sperimentale, quinta la Svizzera. Come di consueto, però, andiamo a vedere quali sono stati i momenti clou e le migliori ginnaste del sabato. Ricordando che, nel pomeriggio di oggi, si disputeranno le finali di specialità.

 

L’INFORTUNIO DI VANESSA FERRARI. Il momento più brutto, quello che ci ha lasciati impietriti. La Cannibale di Orzinuovi era salita sulla trave con molto convinzione. La combinazione flick-salto indietro raccolto con un avvitamento, inserita per ottenere un bonus, le si rivolta contro.

La bresciana è troppo avanti con le spalle, si sbilancia e cade picchiando pesantemente un piede sul legno. Prova a risalire sui 10cm, ma non ci riesce. Non riesce addirittura a camminare. Piange a dirotto: non capita mai di vedere Vanessa in queste condizioni. Se lacrimava in maniera copiosa, significa che ildolore era davvero lancinante (cliccate qui per vedere tutta la scena).

La prima lastra ha fortunatamente scongiurato una frattura a un arto martoriato durante tutta la carriera della ginnasta italiana più forte di tutti i tempi. Si tratterebbe di un “semplice” trauma distorsivo. In settimana nuove indagini mediche a Brescia. A serio rischio la tappa di Coppa del Mondo a Tokyo (6 aprile, difficilmente ci andrà) e, soprattutto, bisognerà valutare le sue condizioni in vista degli Europei di Mosca (17-21 aprile).

 

L’AMANAR DI SIMONE BILES. Il momento più bello, quello che vale il prezzo del biglietto. La statunitense è stata fantascientifica all’amato volteggio con un doppio avvitamento e mezzo da favola(cliccate qui per vederlo). Vola altissima e arriva plastica sul tappetino: non ci sono passettini che tengano e si impunta lì: 15.900 da lasciare a bocca aperta. Il 9.600 per l’esecuzione parla da solo. Questo esercizio pone serie basi per una medaglia mondiale.

Con questa performance alla tavola è volata ad aggiudicarsi l’all-around individuale (sfondando il muro dei 60 punti) soffiandolo a Kyla Ross, che a Jesolo aveva già vinto sia da junior che da senior, e aggiudicandosi il primo successo internazionale dopo il secondo posto all’American Cup. Il futuro degli USA è qui.

 

UFFICIALE E SPERIMENTALE. La grande idea di Enrico Casella. Portare due squadre si è rivelata la scelta più azzeccata dei suoi primi due mesi da Direttore Tecnico (seconda gestione). Aver visto alla prova dodici atlete (e altre dodici juniores alla mattina) è stato fondamentale sia per delle valutazioni tecniche in un contesto molto importante sia per far sentire tutte le ginnaste all’interno di un progetto.Con il chiaro intento di voler cambiare qualcosa, come ha detto esplicitamente. Una gamma completa che attraversava vent’anni: dalla classe 1982 della Crisci alla classe 2000 della piccola e promettente Pilar Rubagotti.

 

I GRANDI RITORNI. Rivedere Adriana Crisci in Nazionale fa un certo effetto: mancava da undici anni (Europei di Patrasso 2002)! L’olimpica di Sidney 2000 celebra il suo grande ritorno a un solo anno dal rientro alle competizioni agonistiche. La trentenne torinese si rende protagonista di una routine lineare, inferiore però alla bella gara vista domenica all’Interregionale di Serie B, ma con un bel picco al volteggio (cliccate qui per vederlo): 14.150 , il secondo punteggio tra tutte le italiane, inferiore solo al 14.300 di Vanessa.

Federica Macrì, invece, è già nella storia dell’artistica italiana: oro europeo a squadre a Volos 2006, quarta ai Mondiali, olimpica a Pechino 2008. Tutto sempre accanto a Vanessa Ferrari. La triestina ha vestito il body azzurro della ufficiale e si è ben comportata, nonostante fosse visibilmente scossa dopo quanto successo all’amica.

 

AMERICAN BEAUTY. Una Nazionale che perde quattro quinti della formazione che ha conquistato l’oro olimpico (riportandolo in Patria dopo sedici anni), ma riesce comunque a dominare un incontro di livello internazionale. Questa è la magia degli Stati Uniti d’America. Un bacino infinito da cui attingere, con la classe della grande Martha Karolyi che riesce a trovare il meglio da ogni scuola del Paese. Poco importa se le Fierce Five si diano allo spettacolo (tranne Kyla Ross, presente infatti a Jesolo): la maga mette insieme un sestetto meraviglioso. E vince il Trofeo piazzando tutte le ginnaste ai primi sei posti della classifica generale individuale. Senza dimenticare che non mancavano Ohashi, Price e Finnegan. Non ci sono davvero limiti.

 

ELISA MENEGHINI. Si conferma in grandissimo spolvero. La quindicenne ha iniziato a bomba il 2013: dopo i successi di Padova e Bari nell’all-around, a Jesolo è la migliore italiana (prima dopo le sei statunitensi). Il picco arriva alla trave (da finale di specialità). Siamo in odore di convocazione per gli Europei!?

 

ENUS MARIANI. Nonostante degli esercizi semplificati rispetto al solito (soprattutto al corpo libero)mostra davvero un grandissimo passo e conclude al secondo posto nella classifica juniores, trascinando la squadra al successo finale. Paga tantissimo una caduta alla trave e un volteggio semplice rispetto a quello delle americane (otto decimi di distacco dalla Key solo per D Score). I problemi alla schiena sembrano essere alle spalle, la crescita è evidente e la campionessa europea di categoria sta provando ad entrare in una nuova dimensione.

 

LA SCENA PIÙ BELLA. Vanessa Ferrari seduta sul podio e le ragazze che si inginocchiano accanto alla loro capitana, per rincuorarla e urlare un silenzioso “Forza Vany!”.

GRADITA SORPRESA. Il doppio avvitamento di Serena Bugani al volteggio: unica azzurra a presentarlo, provando a inseguire le americane.

“FLOP” DI GIORNATA. La rotazione alla trave delle americane: tre atlete che cadono sullo stesso attrezzo e nella stessa gara è cosa assai rara per i mostri d’oltreoceano. Segniamoci l’evento.

SORRISO per il ritorno a Jesolo del Giappone. Ci mancavano dopo lo tsunami con annessa catastrofe nucleare: siamo felici di averle riavute.

APPLAUSO alla Gymnasium per l’organizzazione dell’evento. Siamo solo alla sesta edizione del Trofeo, ma ormai è una “classicissima”.