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Da Vinci’s Demons: 2.09 The Enemies of Man

Da Vinci torna a Firenze con i suoi amici . Ma una volta tornato vede che Firenze non è più la città piena di luce e speranza che ha lasciato . Da quando Lorenzo non è più al potere , Firenze adesso e divenuta una città molto oscura e forse senza nessuna speranza di vivere di nuovo . Da Vinci deve fare di tutto in suo potere per dare Firenze quello che si merita , Non merita sotto i Pazzi , ma sotto Lorenzo e quindi lo deve liberare e da adesso in poi si trova in lotta contro i Pazzi anche Riario . Da Vinci li deve fermare oppure Firenze sarà un posto in cui c’ e l’ anarchia e non più pace e libertà . Non sarà più la Firenze che Da Vinci era una città meravigliosa e dove tutti possono dare sfogo alla proprio libertà e alla loro grande inventiva . Se successe tutto questo sarà buttato all’ aria e nessuno qui potrà vincere o vivere in pace . Da Vinci ce la deve a fare questo miracolo oppure non importa quanto corre e quanti fa piani se i Pazzi hanno il potere non potrà fare niente , deve cercare di andare a fare questa cosa oppure tutte le persone di Firenze oppure non avrà vita luna li a Firenze .

 

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2013 Da Vinci's Demons Mondo Notizie Notizie dal Mondo Storia Tempo Universo

Da Vinci’s Demons questa sera in anteprima mondiale a Firenze

Il genio di Leonardo Da Vinci torna a Firenze grazie alla nuova attesissima serie Da Vinci’s Demons scritta e diretta da David S. Goyer, co-autore della nuova trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan. La serie, prodotta da Fox International Channels insieme a Starz e BBC Worldwide, sarà infatti presentata in anteprima mondiale al Cinema Odeon di Firenzeoggi, martedì 2 aprile, in una serata di gala in cui saranno presenti il regista e il cast artistico.
Ritratto inedito di una delle figure più geniali della storia, Da Vinci’s Demons sarà trasmesso in anteprima assoluta in Italia dal 22 aprile su Fox, il canale 111 di Sky, e dai canali Fox in altri 120 paesi del mondo. Gli 8 episodi della serie si concentrano sugli anni della giovinezza di Leonardo, brillante artista e inventore, ma anche uomo passionale, sognatore e idealista. Con un talento fuori dal comune, il venticinquenne Da Vinci inizia non solo a vedere il futuro, ma anche ad inventarlo.
A presentare l’anteprima mondiale di Da Vinci’s Demons a Firenze ci sarà l’intero cast. Tra questi:Tom Riley, che interpreta il giovane Leonardo, Laura Haddock (Upstairs Downstairs) che, nel ruolo di Lucrezia Donati, è contemporaneamente amante di Leonardo e di Lorenzo de Medici, interpretato da Elliot Cowan (Alexander, Lost in Austen). E poi Lara Pulver (Sherlock), moglie di Lorenzo e Blake Ritson (Emma, Mansfield Park) nel ruolo del Conte Girolamo Riario. A questi si aggiungono il creatore della serie, David S. Goyer, co-sceneggiatore di blockbuster come Batman Begins e Il Cavaliere Oscuro, oltre che dell’imminente Man of Steel, la produttrice esecutiva Julie Gardner (Doctor Who, Life on Mars) e il compositore della colonna sonora Bear McReary, già autore delle colonne sonore diBattlestar Galactica e The Walking Dead.

L’iniziativa ha il patrocinio del comune di Firenze ed è realizzata in collaborazione con Toscana Film Commission. Lo sponsor esclusivo della serie per i canali europei di Fox International Channels è Forge of Empires, un browsergame di strategia nato dalla scuderia di InnoGames, uno dei più importanti e maggiori editori di game on line. La premiere, con ingresso gratuito del pubblico dalle ore 20 fino ad esaurimento posti, si terrà alCinema Odeon di Firenze, in piazza Strozzi.

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Foto della miologia vista da Kratos e da Pandora

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Spiego a Kratos il termine Pittore

Dopo aver detto a Kratos tutto sulla pittura e dopo aver fatto vedere a Kratos e Pandora alcuni dipinti , io dissi a Kratos – adesso ti spiego tutto quello che c’ e da sapere sul pittore e Kratos disse – comincia quando vuoi . Dopo pochi minuti io dissi a Kratos tutto sulla pittura – Un pittore è un artista che pratica l’arte della pittura, che consiste nel pitturare quadri, affreschi, opere grafiche e in generale decorare superfici di varia natura. Nell’età romana e greca il pittore si occupava anche di decorare le statue, che venivano dipinte in modo da essere il più possibile somiglianti al modello reale.

 

Fino al Rinascimento il pittore era soprattutto un artigiano, pagato principalmente per raccontare eventi attraverso immagini, siano essi sacri o celebrativi da committenti quali la chiesa o privati cittadini (nobili e/o ricchi borghesi) e solo pochi grandi artisti si distinguevano dalla massa di mestieranti più o meno capaci. La pratica del ritratto si afferma proprio nel Rinascimento e continuerà con successo fino all’Ottocento.

 

A partire dal XIX secolo, con le nuove tecniche fotografiche che consentivano ritratti immediati e molto più fedeli, il pittore di mestiere si trasformò in fotografo o si “riciclò” come illustratore, grafico, bozzettista o caricaturista, e rimase solo il pittore artista, che dipinge basandosi sull’ispirazione personale del soggetto dipinto e molto più raramente sulla commissione di un cliente.

 

Poiché anche oggi esiste un mercato della pittura, con gallerie d’arte e aste di quadri, è nata una convinzione comune, diffusasi in lungo e in largo, ma senza alcuna base storica, essa afferma che molti pittori “artisti” dipingono in realtà per soldi e per questo motivo non sono dei veri artisti: la realtà è che, pur essendoci tutt’ora dei committenti paganti che impongono soggetto e tema (come avviene tra l’altro in certe gare private e per appalti pubblici) le opere sono sempre da considerarsi composizioni originali, soggettive e autonome. Il pittore che dipinge per denaro non può essere considerato un semplice artigiano, perché nonostante il soggetto e il tema imposto, dipinge seguendo la sua individuale “calligrafia” (intesa in senso pittorico) esegue il lavoro secondo il suo stile, Impone (e pretende) di pugno una “firma” (riconoscimento) a termine del suo lavoro, cosa che non fa normalmente l’artigiano, quindi, per tutti questi motivi il pittore che dipinge su commissione è da considerare a tutti gli effetti un artista, un professionista dell’arte.

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Foto della pittura vista da Kratos e Pandora

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Spiego a Pandora il citofono

Dopo aver spiegato a Pandora tutto quello che sapevo sul paesaggio e avergliene fatto vedere qualcuno tramite foto , gli dissi – adesso ti spiego il citofono e Pandora disse – ok ,avanti spiega . Io allora iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che sapevo sul citofono – Il citofono è un sistema intercomunicante installato negli edifici al fine di consentire la comunicazione tra una postazione situata in prossimità dell’ingresso e le abitazioni private, ed aprire a distanza la porta.

Il principio di funzionamento del citofono è del tutto simile a quello del telefono, tranne per il fatto che non esiste un sistema di selezione. Nell’unità esterna è presente un microfono che trasduce le onde sonore in una corrispondente variazione di tensione (forza elettromotrice). La tensione raggiunge un altoparlante nell’unità interna, dove la variazione di tensione è riconvertita in suono. Un circuito identico permette la comunicazione in senso inverso.

Un impianto citofonico è costituito da cinque sezioni:

 Pulsantiera: raggruppa i pulsanti che permettono di chiamare un interno; un circuito collega ogni pulsante ad una suoneria presente nell’unità interna corrispondente. Solitamente include anche un sistema di illuminazione notturna.

 Unità audio esterna: installata in prossimità dell’ingresso, include un altoparlante, un microfono e spesso un amplificatore.

 Unità audio interna: ne è presente una in ogni appartamento, e comprende un microtelefono con microfono ed altoparlante, una suoneria ed un pulsante per comandare l’apertura della porta.

 Alimentatore: fornisce le tensioni elettriche necessarie al funzionamento del sistema.

 Apriporta: è un sistema di comando (solitamente un relè) che, alla pressione di un pulsante situato sull’unità interna, comanda l’apertura della serratura elettrica.

Per impianti comprendenti molti interni è conveniente l’impiego di sistemi citofonici digitali. La quantità elevata di pulsanti, che può generare confusione nell’utente, viene sostituita da una tastiera di selezione con display con cui selezionare l’interno per numero o per nome. Il sistema digitale inoltre riduce notevolmente il numero di cavi di collegamento. Nel sistema analogico è necessario almeno un filo per collegare la suoneria di ogni interno, mentre nel sistema digitale si trasmette una su una coppia di fili un segnale codificato, che identifica una specifica unità interna, la quale riconosce il codice e attiva la suoneria. Nei sistemi più moderni la coppia di fili può portare in forma digitale anche il segnale audio.

Funzioni accessorie a volte presenti negli impianti sono:

 intercomunicante: permette la conversazione privata tra due interni.

 accensione luci scale: da un pulsante dell’unità interna.

 interfaccia di traslatore telefonico: consente di inviare una chiamata citofonica ad un numero telefonico specifico.

 I primi citofoni, installati in alcuni palazzi signorili, risalgono alla prima metà del 1800; alcuni di essi sono ancora presenti. Si tratta essenzialmente di condotti in pietra o metallo ricavati nelle pareti, in grado di trasportare il suono. In prossimità dell’ingresso era presente l’imboccatura del condotto (decorata in forma di orecchio nel caso della Casa Sola-Busca a Milano).

Leonardo da Vinci studiò, come documentato nel Codice Atlantico, un sistema citofonico da utilizzare nelle fortezze e nei punti di avvistamento per comunicare e molto probabilmente realizzò un prototipo funzionante.