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Lo Hobbit: La desolazione di Smaug – due spot tv per il sequel di Peter Jackson

Dopo il debutto di un trailer nuovo di zecca davvero spettacolare, la seconda tappa del viaggio di Bilbo Baggins (Martin Freeman) e compagni alla volta della Montagna solitaria fruisce di due nuovi spot tv.

Nelle clip Bilbo Baggins (Martin Freeman) si trova alla presenza di Smaug il drago (doppiato daBenedict Cumberbatch), mentre Thorin Scudodiquercia (Richard Armitage) e i suoi prodi nani guerrieri cercano di rivendicare la loro patria al cospetto di Thranduil (Lee Pace), sovrano degli elfi silvani, signore di Bosco Atro e padre di Legolas.

Più guardiamo queste nuove immagini e più percepiamo che la trilogia di Jackson va assumendo quel tono epico appena accennato da un primo capitolo in cui molti hanno cercato, un po’ ingenuamente, l’impatto epico de Il signore degli anelli, un capolavoro letterario e cinematografico colossale e inarrivabile di cui Lo Hobbit è un prequel dalle digressioni più avventurose e meno dark, che poco hanno a che fare con l’imponente scontro tra bene e male messo in scena in quello che possiamo definire il capolavoro assoluto del fantasy. A riprova di ciò Jackson in fase di sceneggiatura ha dovuto “rimpolpare” la trama e arricchire il viaggio di Bilbo con eventi narrati in altre opere di Tokien come il Silmarillion, i Racconti incompiuti e utilizzando anche brani delle Appendici de Il Signore degli Anelli.

Siamo certi che come accaduto con la prima trilogia, anche in questo caso ci sarà un crescendo qualitativo ed emotivo che toccherà il culmine con il terzo capitolo Lo Hobbit: Racconto di un ritorno. Jackson è un vero cultore di Tolkien e il fatto che ci sia un vero fan al timone è già una garanzia sia per i lettori di Tolkien, sia per i milioni di fan del genere fantasy.

Se volete vedere le due clip di Hobbit : La Desolazione di Smaug : http://www.cineblog.it/post/152363/lo-hobbit-la-desolazione-di-smaug-due-spot-tv-per-il-sequel-di-peter-jackson

 

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Percy Jackson e il Mare dei Mostri: il primo trailer italiano

E’ stato finalmente pubblicato il trailer italiano dell’attesissimo Percy Jackson e il Mare dei Mostri, sequel del fortunato Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini: anche il secondo film è ovviamente tratto dalla saga di cinque romanzi di Rick Riordan. In questa nuova avventura Percy e i suoi giovani compagni diventano novelli Argonauti alla ricerca del Vello d’oro, in una divertente commistione di mitologia greca e soluzioni contemporanee. Effetti speciali a non finire rendono già il trailer molto appetibile e tra mostri mitici, duelli, tempeste marine e folli corse su taxi fantasma, c’è da giurare che il film lascerà tutti incollati alle poltrone. Numerosi gli omaggi ad altri colossal del genere: la sequenza iniziale del bosco evoca le atmosfere neo gothic e vampiresche di Twilight, mentre il team del viaggio e della compagnia ci riporta un po’ al Lo Hobbit di Peter Jackson, senza dimenticare un pizzico di Transformers e una citazione alla Harry Potter (nella corsa in taxi). Insomma abbiamo tutti gli ingredienti per un mix esplosivo, sperando solo, parafrasando il vecchio adagio che il troppo non stroppi…

 

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Viggo Mortensen vuole tornare a interpretare Aragorn ne Lo Hobbit

Aragorn è uno dei personaggi più popolari e amati del mondo de Il signore degli anelli. Molti degli attori del film originale sono tornati/torneranno nei film de Lo Hobbit di Peter Jackson e anche Viggo Mortensen vorrebbe tornare a interpretare il suo personaggio nella nuova trilogia de Lo Hobbit, sempre diretta da Peter Jackson. Il problema principale, però, è che il suo personaggio non appare nella storia, ma siccome il regista ha deciso di trasformare il libro di J.R.R. Tolkien in una trilogia, la possibilità del ritorno di Aragon sembra quindi più probabile. L’attore, durante un’intervista, ha dichiarato che sarebbe entusiasta di tornare a interpretare il suo amato personaggio: «Tornare a interpretare Aragorn? Se fosse sensato il suo ritorno si. Lui non è nel libro de Lo Hobbit ma se si lavora con le appendici del libro, possono essere colmati i 60 anni di divario tra Lo Hobbit e Il signore degli anelli. Penso che se avessero voluto il ritorno del mio personaggio a quest’ora mi avrebbero chiamato… Ma si sa, Peter Jackson è famoso per i suoi reshoots, quindi non si sa mai!».

 

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C’erano una volta i 90 minuti: se ad Hollywood i film diventano sempre più lunghi

C’era una volta il film da 90/100 minuti. 45/50 a tempo, con l’odiosa pausa pop corn, bagno e Coca Cola nel mezzo, per poi ricominciare fino alla fine. I titoli da due ore sono stati per anni ‘l’eccezione’, perché uno script da 90/100 pagine è da sempre lo script ‘perfetto’. Un minuto a pagina, ti insegnano a scuola di sceneggiatura, e il gioco è fatto.

Però qualcosa è cambiato in questi ultimi anni. Si è evoluto, modificato, allungando sempre più pellicole che fino al decennio passato sarebbero durate probabilmente la metà. Intanto perché più redditizie in sala. D’altronde un film da 3 ore ‘perde’ almeno uno spettacolo al giorno, rispetto ad un film da un’ora e mezza, con tutte le conseguenze sfacciatamente economiche del caso. Ma va anche detto che persino lo spettatore, un tempo disabituato ai ‘mattoni’ infiniti al buio di un cinema, si è lentamente ‘abituato’ all’operazione, ormai sempre più sposata dalle major di Hollywood. Anche perché se devo sborsarti 8 euro, voglio vedere ‘tanta’ roba. Ma da quando quantità fa rima con qualità?

‘E’ sconveniente che un film duri più del tempo medio di riempimento di una vescica’, diceva tra il serio e il faceto Alfred Hitchcock. Eppure negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una vera e propria pioggia di titoli vicini alle 3 ore di durata. Parliamo di Django Unchained (165 minuti), Lincoln (150 minuti), Skyfall (143 minuti), Cloud Atlas (172 minuti), Les Miserables (157 minuti), Lo Hobbit (169 minuti), Zero Dark Thirty (157 minuti), Il cavaliere oscuro – Il ritorno (165 minuti), The Avengers (143 minuti), The Master (144 minuti), e tanti altri, se non già usciti davvero dietro l’angolo. Quando si va al cinema, paradossalmente, si sa quando si entra ma non quando si esce. La vecchia cara forbice in sala di montaggio, purtroppo, sembra quaso scomparsa tra le cianfrusaglie in soffitta.

Ciò che sembrava un’eccezione, e sono i numeri a parlare, sta infatti lentamente diventando una regola. Come se registi e sceneggiatori non riuscissero più a ‘compattare’ le proprie opere, dovendo sempre e comunque ‘allungare’, per non dire sbrodolare, mettendo troppo spesso a dura prova la pazienza di chi osserva. Novità produttive che hanno contribuito allo stravolgimento dei vecchi orari da cinema, tanto dal farci impazzire nel provare ad incastrare proiezioni serali costrette ad anticipare mostruosamente i tempi, pur di concedersi un ultimo speccatolo che spesso e volentieri abbatte l’una di notte. Per la gioia degli esercenti, ovviamente.

La scuola ‘vecchio’ stampo da 100 minuti, almeno in quel di Hollywood, rimane ovviamente ancorata al mondo ‘cartoon’, a meno che l’ipotesi ‘3 ore’ non venga in mente persino ai titolari di casa Pixar e/o Dreamworks. L’impressione, ovviamente provocatoria, è che un film d’autore o pseudo tale, per ambire all’agognata etichettatura, ‘debba’ abbondantemente superare le 2 ore di durata, perché in caso contrario ‘cheap’ rispetto alla concorrenza. Voli pindarici, casualità cinematografiche degli ultimi mesi o probabile verità? Nel dubbio, non possiamo far altro che rigirare a voi il quesito, chiedendovi a bruciapelo: ma a voi piace questa nuova moda da ‘film infinito’ in sala?