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Nuovo Messico, scoperto meteorite di Marte ricco d’acqua

WASHINGTON

Un meteorite marziano vecchio di oltre due miliardi di anni e ritrovato recentemente nel Nordafrica, mostra alcune caratteristiche che lo rendono unico rispetto alle roccia analizzate dalle sonde della Nasa su Marte. Questo meteorite infatti è incredibilmente ricco di acqua, rivelo uno studio pubblicato sull’ultimo numero di Science, datato oggi.

 

«La roccia basaltica – lava raffreddata – contenuta in questo meteorite è simile alla composizione della crosta marziana”, spiega Carl Agee, dell’università del Nuovo Messico, sud-ovest degli Stati Uniti. L’abbondanza di molecole d’acqua in questo meteorite, circa dieci volte superiore a quelle degli altri meteoriti marziani finora conosciuti, fa pensare che esso si trovasse sulla superficie di Marte circa 2,1 miliardi di anni fa».

 

Denominato NWA (Northwest Africa) 7034 e soprannominato “Bellezza nera” (Black Beauty), il meteorite pesa 320 grammi e «racconta come erano i vulcani su Marte due miliardi di anni fa – riassume Agee – Ci ha fornito un’idea delle condizioni ambientali sulla superficie di Marte come nessun altro meteorite aveva fatto prima», prosegue il comunicato dell’Agenzia spaziale americana.

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Resti di ghiacciai marziani

Il Bacino Hellas (Hellas Planitia) con i suoi circa 2.300 km di diametro, è il maggiore dei crateri da impatto presenti sulla superficie marziana ed uno dei più grandi di tutto il Sistema Solare. Situato nell’emisfero australe del pianeta, presenta una superficie di notevoli dimensioni che fecero inizialmente pensare ad una pianura depressa, da cui deriva la denominazione “Planitia”, o un bacino simile ai mari lunari. Si tratta di un cratere risalente a 3,5 – 4 miliardi di anni fa e quindi alle prime fasi evolutive del pianeta rosso. Lo scorrere del tempo ha degradato l’intera struttura segnata da numerosi crateri minori e modellata ed erosa dagli agenti atmosferici. Tuttavia è ancora visibile il bordo settentrionale della catena montuosa formatasi con l’impatto mentre mancano intere zone dei bordi nordorientale e sudoccidentale.
Il vasto interno del cratere si trova ad una profondità di oltre 7.000 metri rispetto al “livello del mare” marziano, per cui è spesso avvolto da nebbie e nubi di polvere che rendono difficile la sua osservazione.

Questa strana formazione, denominata “lampada di lava”, sembra non avere niente a che fare con un’attività di tipo vulcanico. La sua origine, molto probabilmente è da addebitare ai ghiacci che in passato occupavano il fondo del bacino da impatto Hellas Planitia. (NASA/JPL/University of Arizona).

Adesso, grazie alle immagini ad altissima risoluzione ottenute dalla telecamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo della sonda della NASA Mars Recognition Orbiter (MRO), sono state riprese delle strane morfologie sinuose che rivelano l’esistenza in un passato non molto remoto di qualche processo geologico che ha dato origine a queste strane formazioni, a cui, per la loro forma, quando furono scoperte, fu dato il nome di “lava lamp” (lampada di lava). Questo tipo di strutture, che si trovano per lo più nella zona nord-occidentale, che è anche la parte più profonda di Hellas Planitia, è uno dei molti terreni che caratterizzano questo vasto bacino da impatto. Se in passato sulla superficie di Marte è esistita l’acqua allo stato liquido, questa regione sarebbe stata senz’altro sommersa.

Un altro esempio di terreno che ha assunto questa forma a causa dell’azione di antichi depositi di ghiaccio. (NASA/JPL/University of Arizona/N. Thomas et al.).

Anche se l’aspetto in un primo momento può trarre in inganno e far pensare ad estese colate di lava, un più attento esame mostra che in realtà si tratta dei resti di antiche colate di ghiaccio, dei veri e propri ghiacciai, per molti aspetti simili a quelli terrestri, i quali occuparono queste aree dopo che l’abbassamento delle temperature del pianeta avevano trasformato in ghiaccio l’acqua presente nelle parti più basse di Hellas Planitia. A supporto di questa ipotesi, infatti, c’è l’assoluta mancanza di caldere o bocche vulcaniche da cui la lava potrebbe essere stata eruttata
Esistono immagini molto interessanti di questa zona e si sta cercando di ottenere più dati (compresi immagini stereoscopiche) per cercare di stabilire quale processo sia stato responsabile per le numerose caratteristiche bizzarre che si osservano in questa regione.