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White Collar 5×01: anticipazioni, foto e video

At What Price è il titolo del primo episodio della quinta stagione di White Collar, la serie TV di Usa Network interpretata dal bellissimo Matt Bomer (sempre più candidato a interpretare Christian Grey nell’adattamento cinematografico di 50 Sfumature di grigio) e da Tim DeKay si prepara a una nuova stagion. Per scoprire cosa succederà nel primo episodio della quinta stagione leggete dopo il salto. Troverete anche foto e video.

Peter (Tim DeKay) è accusato dell’omicidio del senatore Pratt e potrebbe essere condannato. Neal (Matt Bomer) tenta di ripulire il “nome” di Peter. Moozie (Will Carson) riesce a distruggere la cavigliera di Neil per aiutarlo a far scagionare Peter, ce la farà?

 

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Joe Wright alla regia di 50 Sfumature di Grigio? È lui il favorito

Se qualche settimana fa era arrivata, un po’ come un fulmine a ciel sereno, la notizia che Gus Van Sant aveva diretto una scena-test con Alex Pettyfer, ora si affaccia sulla scena un altro nome altrettanto importante e raffinato  per la regia di 50 Sfumature di Grigio. Si tratta di Joe Wright: autore dietro la macchina da presa di eleganti e originali pellicole in costume come Anna Karerina,EspiazioneOrgoglio e pregiudizio ma anche di un action personalissimo come Hanna. Da quel che si legge su THR,  Wright sarebbe il frontrunner, il favorito per ottenere il ruolo da refista. Come già era successo per Gus Van Sant, anche per Joe Wright si è colti un po’ di sorpresa: cosa potrebbe spingere un autore così sofisticato a dirigere un film così lontano dalle sue corde? Collidersuggerisce che l’unica ragione sia il legame con Focus Features che aveva sostenuto i suoi precedenti lavori (Pride & PrejudiceAtonement, Hanna, e Anna Karenina).

Del travagliato progetto cinematografico di 50 Sfumature di Grigio se ne parla da circa un anno e mezzo, ossia da quando la Universal e la Focus acquisirono i diritti di produzione di tutti e tre i romanzi della trilogia dall’alto tasso erotico per tre milioni di dollari. Era il marzo del 2012. Da allora, oltre alla valanga di rumor, speculazioni e smentite, la produzione si è a dir poco arenata nelle paludi del casting con i nomi di Alexis Bledel e Mila Kunis come papabili pretendenti per il ruolo della protagonista femminile Anastasia Steele e quelli di Ian Somerhalder e Matt Bomer per il protagonista maschile Christian Grey.

Al momento sappiamo cha la sceneggiatrice Kelly Marcel è (ancora?!!) al lavoro sullo script e che la Focus Features dovrebbe iniziare la fase di produzione entro l’anno per uscire nelle sale, a quanto pare, nell’estate 2014 (qui i dettagli). Vi terremo ovviamente aggiornati.

 

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White Collar, il commento alla 4^ stagione

Più apprezzata per la valenza fisica del suo protagonista Matt BomerWhite Collar ha saputo conquistarsi una sua credibilità nel corso degli anni grazie alla simpatia degli script, all’alchimia degli interpreti e alla leggerezza delle storie che non cade mai nella farsa. E proprio sul rapporto tra i protagonisti si basa la 4^ stagione, in onda in questi giorni su Fox con gli ultimi episodi.

Neal Mozzie sono riusciti a fuggire da New York, nel finale della 3^ stagione, ma l’FBI li sta cercando. Peter, grazie ad Ellen, riesce ad inviare un messaggio a Neal e una volta individuato lo raggiunge a Capo Verde. Purtroppo parte lasciando dietro di sé una mappa con la posizione del nascondiglio cerchiata. Quando Collins, l’agente incaricato di trovare il truffatore, ottiene un mandato per perquisire casa sua, trova la mappa e prende il primo volo per Capo Verde dove comunica alla popolazione locale che c’è una taglia di 500 mila dollari sulla testa di Neal, senza menzionare se bisogna riportarlo vivo o morto.

Creato da Jeff Eastin – che scrive anche la première di stagione -, White Collar approfondisce le sue carte da crime drama ironico, venato di thriller, concentrandosi sul difficile rapporto tra un truffatore e ladro d’arte e un agente dell’FBI raccontando la loro amicizia quasi come un rapporto fallito da far ricominciare.

La fuga di Neal è il collante dell’intera stagione: la doppia caccia, con fini diversi, di Peter e Collins, e le conseguenze da pagare una volta tornati a New York seguono i 16 episodi della stagione che, soprattutto nella linea orizzontale, mostrano un incremento della suspense, a dimostrazione del maggior spessore narrativo che va acquisendo la serie. Ma è anche interessante notare la crescita, ben gestita dagli autori, del rapporto tra i 4 personaggi principale: il triangolo ironico tra Neal, Peter e Mozzie, soprattutto una sorta di dualismo tra il compagno di truffe e l’agente, la moglie e l’amante, i rimpianti e le opportunità, tra cui è impossibile scegliere. E quindi ancora più curioso il ruolo che acquista Elizabeth, interpretata da Tiffani Amber Thiessen della quale si vuole sfruttare il fascino del revival anni ’90, che diventa il poliziotto buono, l’aiutante di Peter, sempre più connotata come amica anziché moglie.

Oltre alle questioni di genere che possono venirne fuori, White Collar si dimostra passatempo di buona fattura che, al netto dei tipici semplicismi scientifici di ogni serie che voglia pasticciare con scienza e tecnologia, sa offrire buone trame e discreta scrittura, oltre che un gruppo di attori ormai calati nei ruoli come in paia di guanti fatti a mano, con predilezione per il Mozzie di Willie Garson, che non sbaglia mai un tono.