Categorie
Alice Alice Miller Ghost Fire John il Fabbro Kora The Watcher

Alice Milton si crea il suo bastone

Alice sa fare un sacco di cose e tra le quali e crearsi un arma e per questo ha scelto un bastone . Prima di fare la poliziotta per The District ha lavorato in diverse parti tra le quali dal fabbro ed era la migliore lavoratrice li dentro . Gli altri volevano fare di testa loro in quel campo ma non per Alice e per questo dal fabbro John . John era un uomo sulla trentina , occhi neri davvero molto belli , capelli rasati a zero e poi era molto muscoloso . Lo era per maneggiare il martello che aveva la base fatta del metallo più pesante dell’ Universing e per questo ci voleva molta forza fisica . Alice fece di tutto li dentro e lavorava senza maglietta e stava con il reggiseno solo . Dentro la fucina faceva molto caldo tipo da stare dentro un vulcano attivo e mentre gli altri morivano nello stare li dentro , Alice resisteva tutto il tempo e pure quando doveva fare qualunque cosa . Tutti quanti vedevano che Alice non era come gli altri e un giorno capirono il suo segreto visto che dentro la fucina si fece male ma la sua ferita guarì presto grazie al fumo che usciva dal fuoco li dentro . Alice li guardo e si mise le mani vicino ai fianchi – non è per questo che non soffro il caldo ma perché io mi sono allenato giorno dopo giorno . In che modo mi sono allenata senza dire niente a nessuna sono entrata dentro la montagna del fuoco e ho fatto un sacco di flessioni li dentro . Tutti vedevano i suoi occhi e c’ era il fuoco ma era caldo e infuocato come quello della montagna di fuoco . Il fuoco che era dentro i suoi occhi era stato preso dalla montagna e tutti non ci credevano . Alice allora fece vedere una cosa a tutti quanti , si giro e fece vedere dietro le sue spalle un tatuaggio ma non era come gli altri questo era vivo come se si muoveva . Il tatuaggio significava una cosa sola e sarebbe a dire il fuoco che scorreva dentro alla montagna adesso era dentro al suo cuore . Alice si ricordava quel giorno per molto tempo e anche tutto oggi se lo ricorda visto che fu li che imparo come creare un bastone di ferro . Alice che era dentro il suo rifugio e con l’ aiuto di Kora e di The Watcher tutto fu portato sopra e poi Alice davanti a loro si tolse la maglietta che indossava . Kora non capiva quel gesto e cosi andò verso Alice con il suo reggiseno addosso – perché ti sei tolta la maglietta ? . Alice decise di rispondere alla domanda prima di prendere il martello – tra poco farò diventare questa stanza molto calda visto che qui ci devo creare un martello di ferro molto robusto e per questo che mi sono tolta la maglietta . Alice dopo che Kora e The Watcher se ne erano andate dalla stanza fece diventare la stanza molto calda e poi prese i pezzi di ferro uno alla volta e li lavoro . Alice fece come diceva il suo vecchio capo John e sarebbe a dire lavoro per un po’ e poi mettilo nell’acqua per far raffreddare un po’ se no si rompe e non ci puoi fare più niente . Kora tocco la porta per entrare dentro la porta dove stava lavorando il suo martello ma era molto calda ma come il sole che arde . Kora nella mano dove si era bruciata aveva il guanto nero e The Watcher decise di aiutarla usando il suo tocco curativo . Alice senti le grida di Kora e si fermo un attimo e poi andò a vedere cosa stava succedendo . Quando apri la porta vide Kora con la mano un po’ piena di bruciature e vicino a lei c’ era The Watcher che la guariva . Alice vide che Kora stava bene e poi si riposo un attimo e fece riposare Kora in uno dei letti che aveva fatto The Watcher . Alice si mise vicino al letto di Kora e mentre le metteva la sua mano sulla fronte in modo molto gentile e la fece dormire e poi si mise a fare il suo bastone . Alice per fare il bastone ci mise tutta la notte e quando lo fini era mattina presto verso le 6 e poi quando lo stava per provare crollo al suolo . Kora vide Alice a terra e si fece aiutare da The Watcher a metterla a letto e poi mentre era li nel letto The Watcher gli disse – non mi ascolti mai . Fai sempre a modo tuo , adesso dormi per favore . 

Categorie
Angelo Cassandra Dana Demoni

Cassandra viene quasi catturata dai Demoni

Cassandra e Dana non andavano molto d’ accordo come dare torto erano sorelle ma erano anche demoni e spesso non andavano d’ accordo e alcune volte Francesca doveva impedire che si scannavano a vicenda . Visto che in alcuni momenti volavano tra loro parole non molto cordiali e Francesca doveva impedire a loro di prendersi per i capelli oppure uccidersi a vicenda . Visto che erano Angeli e Demoni per loro era abbastanza difficile andare d’ accordo e se non fosse stato per Francesca che cercava di far finire le liti una delle due se ne sarebbe andata oppure no . Dana era quella che si metteva di più nei guai e Cassandra era quella che la tirava fuori dai guai anche quelli più brutti e terribili .Essendo un demone lei faceva truffe o inganni e spesso alcuni di questi inganni non andava per niente bene e anche se era piccola lei sapeva il fatto suo in truffe e in altre cose . Suo padre le aveva insegnato a fare truffe al biliardo e fare molte altre cose ma non le aveva insegnato come scappare dai guai e spesso quando tornava a casa tornava con un occhio nero . Francesca quando vedeva Dana con questi occhi era sempre parecchio arrabbiata e un giorno loro due si misero a fare un bel disc-orsetto – La devi finire con queste cose pericolose che fai , questa volta è un occhio nero ma la prossima volta la tua vita o peggio .

Dana non diede ascolto a Francesca e per colpa di Dana quella volta che la truffa andò male Cassandra ci andò di mezzo e stava per essere catturata dai demoni . Ma all’ ultimo secondo Dana aveva salvato sua sorella Cassandra dai demoni . Ma iniziamo dall’ inizio . Era giovedì notte  e Dana non era ancora tornata a casa e Cassandra era davvero molto preoccupata e cosi la andò a cercare e la trovo nel primo a fare la sua truffa . La truffa che faceva Dana era che non sapeva giocare e scommetteva molti soldi e alla fine lei giocava meglio degli altri . Dana incontro delle persone che aveva conosciuto e alla fine decise di giocare di nuovo con loro e pensava ora mai so le loro mosse e li posso battere . Dana aveva giocato con loro tutto il giorno e pure la sera non era per niente stanca , da quando aveva iniziato a giocare non si era fermata . Dentro di se aveva una grande adrenalina che le sussurrava nell’ orecchio ” continua a giocare ” . Dana stava vincendo molto con la sua truffa ma alla fine uno degli uomini che una ragazzina non poteva vincere cosi tanto e poi tutti quanti loro capirono che era un demone dagli occhi e anche se era un demone , non stava andando bene per Dana . Cassandra entro appena in tempo e stava per prendere Dana , prima che qualche demone la potesse prendere e la potesse fare male per aver barato . Cassandra arrivo vicino a Dana e disse una volta sentito l’odore di un angelo – che ce hai bisogno di un angelo che ti tiri fuori da guai . Un uomo da dietro prese Cassandra per i capelli e vide – vediamo se gli angeli sono cosi forte . Cassandra era in pericolo e Dana non sapeva che fare alla fine lei si arrabbio cosi tanto e decise di provare a salvare sua sorella e con delle mazze di legno ci riusci e alla fine Dana pianse tra le bracce di Cassandra e disse – mi dispiace per questa brutta situazione , non ti volevo mettere in questa brutta situazione . Cassandra prese Dana e la riporto a Casa loro e prima di farlo disse – Non ti preoccupare non è successo niente di grave . Alla fine Cassandra e Dana furono tutte e due rimproverate da Francesca per aver fatto tardi e per quello che è successo nel bar .

Categorie
Computer Database Foto Mondo Oggetti Panorama Presentazione Storia

Foto del Pasto visto da Kratos

Categorie
Computer Database Foto Mondo Oggetti Panorama Parlare con Pandora Presentazione Racconto Storia

Faccio conoscere a Pandora il giorno

Dopo aver spiegato a Pandora il tempo gli dissi – adesso ti posso spiegare il giorno e Pandora – voglio sapere cos’ e il giorno e se c’ e una foto fammela vedere e io dissi – certamente . Dopo iniziai a spiegare a Pandora tutto quello che c’ era sul giorno – Il giorno (anche chiamato dì), come unità di misura del tempo, ha diverse accezioni.

Il giorno siderale o giorno sidereo è il tempo che intercorre tra due passaggi consecutivi della medesima stella al meridiano di un determinato luogo terrestre e ha una durata di 23 ore 56 minuti e 4,0905 secondi. Esso è il periodo del moto diurno di rotazione della sfera celeste, nonché del moto di rotazione della terra rispetto alla posizione media delle stelle visibili. È quindi influenzato nella sua durata solo da due fattori:

 un lentissimo allungamento dovuto all’interazione mareale con la Luna;

 oscillazioni irregolari dovute a variazioni del momento d’inerzia della Terra, ad esempio per lo scioglimento stagionale di masse di ghiaccio alle alte latitudini

Il giorno è convenzionalmente diviso in 4 fasi:

 00.00 – 06.00: notte

 06.00 – 12.00: mattina

 12.00 – 18.00: pomeriggio

 18.00 – 24.00(/00.00): sera

Il giorno solare vero è il tempo che intercorre tra due culminazioni consecutive del sole su di un determinato meridiano. È leggermente più lungo di un giorno sidereo perché la Terra, mentre gira su sé stessa, orbita attorno al Sole nello stesso senso della rotazione. Ne consegue che, dopo una rotazione “assoluta”, il meridiano considerato non è più rivolto esattamente verso il Sole, ma lo sarà dopo che la Terra avrà ruotato su sé stessa di un angolo uguale a quello percorso sull’orbita. Il giorno solare non è costante di durata perché la velocità (anche angolare) sull’orbita ellittica varia, in base alla seconda legge di Keplero: il giorno ha quindi durata massima al perielio, attualmente in gennaio, e minima all’afelio, in luglio.

Il giorno solare medio, durata media dei giorni solari durante l’anno, è usato per fini civili. Il giorno solare è pari a 24 ore ovvero 86 400 secondi. Il giorno solare medio vale 24h. Nel linguaggio comune spesso si chiama giorno il dì, ossia il periodo di illuminazione contrapposto alla notte. A causa del lentissimo rallentamento della rotazione terrestre (circa 1,7 ms al secolo), sopra citato, la durata media del giorno solare vero è oggi lievemente superiore a 86 400 secondi, per cui molto lentamente il giorno astronomico “rimane indietro” rispetto a quello civile: negli ultimi decenni, in media di poco meno di un secondo all’anno. Per questo motivo, dal 1972 è stato talvolta aggiunto un secondo al termine del 30 giugno o, più spesso, del 31 dicembre, in modo da compensare questo ritardo. Questo secondo aggiuntivo è chiamato secondo bisestile, per analogia con il giorno aggiunto all’anno bisestile. Fino al 2005 incluso vi sono stati 23 secondi bisestili.

Fin da quando l’uomo cominciò ad usare la meridiana, la durata del giorno venne suddivisa in quelle che noi ora chiamiamo ore. Quindi già Babilonesi ed Egizi usavano questo sistema, che però non era uguale a quello da noi oggi conosciuto.

Greci e Romani usarono le “ore temporali”: il giorno e la notte venivano ambedue suddivisi in dodici parti, cominciando rispettivamente dall’alba e dal tramonto. Così la prima ora del giorno corrispondeva all’alba, la sesta ora più o meno a mezzogiorno, la dodicesima al tramonto ed altrettanto, ma partendo dal tramonto, avveniva per la notte. Questa suddivisione basata sulle ore di luce e quelle di buio faceva sì che la durata delle ore estive non fosse uguale a quelle invernali e quella delle ore di luce era diversa dalle ore di buio. Tanto per fare un esempio, d’estate un’ora di luce poteva durare 80 minuti e 40 invece quella di buio.

I Romani usavano anche suddividere giorno e notte in quattro parti di tre ore ciascuno. La Chiesa abbinò varie ore della giornata (ore canoniche) a determinati momenti di preghiera, per cui si avevano:

 Mattutino o Lodi: all’alba

 Prima: al levar del sole

 Terza: a metà del mattino

 Sesta: a mezzogiorno

 Nona: alla nona ora a metà del pomeriggio

 Vespri: al tramonto

 Compieta: un’ora dopo il tramonto

 Notturno: trascorsi gli otto dodicesimi della notte

Tutte queste ore, a parte quella del Notturno, venivano annunciate dal suono delle campane che, con l’andar del tempo, assunsero proprio la funzione di orologio pubblico.